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VIAMAL 20 COMPRESSE 375MG

Farmaco di automedicazione
VENDITA SENZA RICETTA
Prezzo libero
Immagine non disponibile
Codice: 001088222 Codice EAN:
20 COMPRESSE (acido acetilsalicilico: 375 mg, caffeina: 25 mg, alluminio idrossido: 142 mg)
Codice ATC N02BA51 :
  • Sistema nervoso
  • Analgesici
  • Altri analgesici ed antipiretici
  • Acido salicilico e derivati
  • Acido acetilsalicilico,associazioni esclusi gli psicolettici

Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi
Forma farmaceutica: COMPRESSE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER
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Scheda prodotto

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Altro anelgesico ed antipiretico.

INDICAZIONI

Mal di testa, nevralgie, mal di denti, dolori mestruali, trattamento sintomatico dell'emicrania, degli stati febbrili e delle sindromi influenzali.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

L'uso di questo medicinale e' controindicato nei bambini e nei ragazzi di eta' inferiore a sedici anni. Gastropatie (es. ulcera gastro-duodenale). Ipersensibilita' all'acido acetilsalicilico, ai salicilati ed agli altri componenti del prodotto. Tendenza accertata alle emorragie.Asma. Insufficienza renale. Ultimo trimestre della gravidanza. Dose >100 mg/die durante il terzo trimestre di gravidanza.

POSOLOGIA

Una compressa rivestita o una compressa pro dose, fino a 4 volte al giorno. L'assunzione delle compresse e delle compresse rivestite deve avvenire a stomaco pieno, con mezzo bicchiere d'acqua o altro liquido. Le compresse possono essere sciolte in acqua.

AVVERTENZE

L'assunzione del prodotto per via orale deve avvenire a stomaco pieno. Viamal 375 mg compresse rivestite e Viamal "500" 500 mg compresse rivestite contengono saccarosio: di cio' si tenga conto in pazienti diabetici ed in pazienti che seguono regimi dietetici ipocalorici. Dopo tre giorni di impiego alla dose massima o dopo cinque giorni di impiego continuativo, consultare il medico. Questa specialita' medicinale non deve essere utilizzata nei bambini e nei ragazzi di eta' inferiore a 16 anni. I soggetti di eta' superiore ai 70 anni di eta', soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico. Non superare le dosi consigliate; inparticolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimisopraindicati. L'impiego pre-operatorio puo' ostacolare l'emostasi intraoperatoria. L'impiego di alte dosi e/o per lungo tempo va effettuato sotto controllo medico. Il medicinale non e' controindicato per i soggetti affetti da malattia celiaca.

INTERAZIONI

L'assunzione di alcalinizzanti (ad es. bicarbonati) puo' determinare l'accelerazione dell'escrezione dei salicilati, riducendone l'efficacia terapeutica. La somministrazione contemporanea di probenecid o di acetazolamide, invece, ne riduce l'escrezione, facilitandone l'accumulo nel sangue. Il farmaco puo' interagire con anticoagulanti, uricosurici, sulfaniluree, ipoglicemizzanti. L'impiego preoperatorio puo' ostacolare l'emostasi intraoperatoria. I sali di alluminio possono formare con le tetracicline dei complessi insolubili che talora riducono l'assorbimento e la attivita' di tali antibiotici.

EFFETTI INDESIDERATI

Per la presenza dell'acido acetilsalicilico, nel corso di trattamentocon alte dosi, possono manifestarsi, per lo piu' in pazienti sensibili, disturbi a livello gastrico. In casi del tutto sporadici e in pazienti predisposti si possono verificare episodi gastroenterici emorragici; raramente possono aversi reazioni di ipersensibilita', quali spasmibronchiali, manifestazioni cutanee, disturbi oto-vestibolari (ronzii)e, in casi estremamente rari, riduzione delle piastrine (trombocitopenia) e ritardo di parto. Per la presenza della caffeina, in soggetti ipersensibili, potrebbe manifestarsi una sindrome da iperstimolazione (nausea-vomito-ronzii-eccitazione-insonnia-tremori-tachicardia-extrasistoli-scotoma).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: basse dosi (fino a 100 mg/die). Gli studi clinici indicano che le dosi fino a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico. Dosi di 100-500 mg/die: ci sono insufficienti dati clinici relativi all'uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio. Dosi di 500 mg/die e oltre: l'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell'1%, fino a circa l'1,5 %. E' stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l'acido acetilsalicilico e' usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le piu' basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesidi prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza,a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l'acido acetilsalicilico alle dosi > 100 mg/die e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Per l'uso in gravidanza consultare il medico.