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MENOVIS IM 1F 5MG+50MG+1F 4ML

Immagine non disponibile
Codice: 002868014 Codice EAN:
SOSPENSIONE INIETTABILE (estradiolo benzoato: 5 mg, progesterone: 50 mg)
Codice ATC G03FA04 :
  • Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali
  • Ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale
  • Progestinici ed estrogeni in associazione
  • Associazioni fisse estro-progestiniche
  • Progesterone ed estrogeno

Produttore: TEOFARMA Srl
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: SOSPENSIONE INIETTABILE
Scadenza: 60 MESI
Confezionamento: FIALA
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Scheda prodotto

DENOMINAZIONE

MENOVIS

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Progestinici ed estrogeni in associazione.

PRINCIPI ATTIVI

Fiala A: progesterone 50 mg, estradiolo benzoato 5 mg.

ECCIPIENTI

Fiala A: alcool benzilico, alcool anidro. Fiala B: poloxamer 188, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Amenorree recenti non gravidiche e turbe del flusso mestruale da squilibrio endocrino.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' note verso i componenti. Neoplasie mammarie o genitali accertate o sospette. Emorragie genitali anomale o non diagnosticate. Pazienti con affezioni croniche delle mammelle o anomalie mammografiche a meno che il medico non giudichi indispensabile la cura. Gravidanza accertata o presunta. Manifestazioni tromboemboliche pregresse o in atto (tromboflebite degli arti inferiori, trombosi retinica, coronarica, cerebrale, embolia polmonare, ecc.). Itteri. Epatopatie gravi o recenti. Porfirie. Anemia drepanocitica ed altre emoglobinopatie. Iperdislipidemie. Intenso prurito o herpes gestazionis nell'anamnesi. Il prodotto e' controindicato come test di gravidanza.

POSOLOGIA

Una fiala per via intramuscolare profonda o secondo parere del medico.

CONSERVAZIONE

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

AVVERTENZE

I prodotti contenenti estrogeni possono causare ritenzione idrica e ipercalcemia. Il loro impiego richiede cautela in caso di asma bronchiale, epilessia, cardiopatie, ipertensione, nefropatie ovvero nelle giovani pazienti nelle quali l'accrescimento osseo non e' completo. Usare con attenzione nelle pazienti con precedenti di depressione psicologica. Gli estrogeni riducono la tolleranza verso il glucosio per cui nei diabetici e' necessario adottare le opportune misure precauzionali. I prodotti contenenti estrogeni e loro associazioni possono modificare alcuni test di funzionalita' epatica, endocrinologica e alcuni fattori e parametri ematologici e dell'emostasi (es: prova della BSF, aumento della TGB, aumento dell'adesivita' piastrinica, della protrombina, deifattori VII, VIII, IX e X, modificazione dell'assetto lipidico del plasma, con aumento della concentrazione dei fosfolipidi e dei trigliceridi). I risultati di tali test non debbono essere ritenuti attendibilise non trascorso un sufficiente lasso di tempo dalla sospensione della terapia (2 - 4 mesi). Prima della terapia la paziente deve essere sottoposta ad un completo esame fisico, compresa la misurazione della pressione arteriosa e l'esame delle mammelle e degli organi pelvici. E' opportuno eseguire uno striscio alla Papanicolau. Per evitare una protratta stimolazione degli organi effettori (ghiandola mammaria, endometrio) gli estrogeni dovrebbero essere somministrati a cicli intervallati da adeguati periodi di riposo. Non somministrare a pazienti immobilizzate. Sospendere la terapia quattro settimane prima di un intervento chirurgico. Il trattamento deve essere immediatamente sospeso alla comparsa di segni o sintomi che possano essere riferiti a manifestazioni tromboemboliche (tromboflebite, emicrania, cefalea intensa, turbe della coscienza e della motilita' volontaria, afasia, turbe del visus, dolori precordiali, dispnea, ecc.). E' indispensabile inoltre sospendere la cura qualora si verifichi ipertensione in un soggetto precedentemente normo o ipoteso ovvero ipercalcemia in donne con cancro mammario inquanto indicativa di una progressione delle metastasi ossee. Poiche' gli estrogeni sono metabolizzati a livello epatico, attenzione deve essere posta nel trattamento di soggetti con affezioni epatiche. Nelle donne con storia di ittero gravidico, la comparsa di ittero in corso diterapia richiede la sospensione della cura e l'esecuzione di idonei test diagnostici al fine di accertarne la causa. E' stato segnalato un aumento dell'incidenza di calcolosi della colecisti in donne che assumono estrogeni durante il periodo della post-menopausa. Si tenga infinepresente che, sebbene non sia stata riportata la comparsa di neoformazioni epatiche con l'impiego di estrogeni diversi da quelli impiegati nelle preparazioni ad uso contraccettivo, tale possibilita' deve essere tenuta in conto nelle pazienti che durante la terapia lamentano dolore, tumefazione addominale. L'improvviso ingrossamento di una preesistente fibromatosi uterina o la comparsa di dolore pelvico spontaneo o provocato dalla pressione richiede la sospensione del trattamento. Le portatrici di tali affezioni debbono essere pertanto controllate ad intervalli regolari. In certi pazienti si possono verificare mastodinie oanomale emorragie vaginali. In tali casi e' necessario effettuare un accurato riesame del caso, compreso eventualmente l'esame bioptico perescludere la possibilita' di una eventuale neoplasia maligna dell'utero. Qualora sia necessario effettuare un esame istologico, il patologodeve essere avvertito del trattamento in corso.

INTERAZIONI

Non sono note interazioni medicamentose e incompatibilita'.

EFFETTI INDESIDERATI

A dosi terapeutiche gli estrogeni possono causare induzione di neoplasie, fenomeni di tromboembolismo, aumento di incidenza di calcolosi biliare. Possono inoltre verificarsi. Apparato urogenitale: stillicidio,emorragie, modificazione del flusso mestruale, dismenorrea, ingrossamento di fibromi uterini, aggravamento di endometriosi, modificazioni delle secrezioni cervicali, candidosi e sindromi cistitiche. Mammelle: ingrossamento e secrezione mammaria, diminuzione o soppressione della lattazione post-partum. Apparato digerente: nausea, vomito, dolori addominali, ittero colostatico. Cute: cloasma o altre pigmentazioni melaniche che persistono dopo la sospensione della cura, eruzioni allergiche, eritema nodoso, eritema polimorfo, caduta dei capelli, irsutismo, prurito. Occhi: accentuazione della curvatura corneale ed intolleranza verso le lenti a contatto. Sistema nervoso: cefalea, emicrania, vertigini, depressione mentale, corea. Sistema cardiovascolare: edema, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco congestizio. Altri effetti: variazioni del peso, aggravamento della porfiria, modificazioni della libido.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

L'impiego in eta' feconda deve essere preceduto da un test di gravidanza. Utilizzare durante l'allattamento solo in caso di effettiva necessita' e sotto il diretto controllo del medico.