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PROLUTON INTRAMUSCOLO 1 FIALA 250MG 1ML

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Codice: 005375062 Codice EAN:
SOLUZIONE INIETTABILE RILASCIO PROLUNGATO (idrossiprogesterone caproato: 1 ml 250 mg)
Codice ATC G03DA03 :
  • Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali
  • Ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale
  • Progestinici
  • Derivati del pregnene
  • Idrossiprogesterone

Produttore: BAYER SpA
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE RILASCIO PROLUNGATO
Scadenza: 60 MESI
Confezionamento: FIALA
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Scheda prodotto

DENOMINAZIONE

PROLUTON 250 MG/ML, SOLUZIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO PER USO INTRAMUSCOLARE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Progestinici.

PRINCIPI ATTIVI

1 ml di soluzione contiene 17alfa-idrossiprogesterone caproato, 250 mg.

ECCIPIENTI

Benzile benzoato; olio di ricino per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Il medicinale e' indicato nei casi in cui sia necessario istituire una terapia sostitutiva: aborto abituale e minaccia d'aborto, amenorrea primaria e secondaria, infertilita' da insufficienza luteinica.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; disturbi tromboembolici venosi in atto o pregressi; patologie arteriose e cardiovascolari in atto o pregresse (per esempio infarto del miocardio, ictus, cardiopatia ischemica); diabete mellito con interessamento vascolare; grave malattia epatica in atto o pregressa, fino a quando i valori della funzionalita' epatica non sono tornati nella norma; tumori epatici pregressi o in atto (benigni o maligni); tumori agliorgani sessuali ormono-dipendenti accertati o presunti; carcinoma mammario sospetto o accertato; sanguinamento vaginale di natura non accertata.

POSOLOGIA

Il prodotto deve essere sempre iniettato in profondita' nel muscolo, preferibilmente nel gluteo, in alternativa nella parte superiore del braccio. L'iniezione deve essere fatta molto lentamente. E' consigliabile applicare un cerotto sopra il sito d'iniezione per prevenire il reflusso della soluzione del medicinale. Aborto: in accordo con le attuali conoscenze scientifiche, la terapia deve essere effettuata all'inizio della gravidanza solo se assolutamente necessaria. Questo e' valido anche quando il farmaco viene somministrato per il mantenimento della gravidanza. Di conseguenza, il medicinale deve essere prescritto solo se il desiderio di un figlio e' pressante, principalmente in presenza di insufficienza del corpo luteo o in caso di aborto abituale. Il farmaco e' indicato sia per la profilassi sia per il trattamento dell'aborto perche' compensa la carenza ormonale, induce quiescenza dell'utero e stimola la crescita di un utero ipoplasico. Il trattamento prolungato con un adeguato dosaggio del farmaco e' necessario per raggiungere questo obiettivo e mantenere la gravidanza. A seguito dell'azione esplicata dal farmaco sul miometrio potrebbe verificarsi ritenzione di un embrione gia' morto. In caso si terapia protratta, e' quindi necessariocontrollare che la gravidanza prosegua con esami appropriati e test immunologici. Aborto abituale: non appena sia stata confermata la diagnosi di gravidanza, si inietteranno per via intramuscolare 250-500 mg di farmaco ad intervalli settimanali durante i primi mesi di gravidanza. L'ulteriore prosecuzione del trattamento con proluton sara' decisa in rapporto ai singoli casi clinici. Minaccia d'aborto: il trattamento va iniziato immediatamente iniettando 500 mg 2-3 volte alla settimana,con contemporaneo riposo a letto, fino all'arresto dell'emorragia. Successivamente 250 mg 2 volte alla settimana fino alla scomparsa dei disturbi e dell'emorragia anche dopo la ripresa di una vita normale. L'ulteriore prosecuzione del trattamento con il medicinale sara' decisa in rapporto ai singoli casi. In caso di aborto inevitabile, 8-14 giornidopo la revisione della cavita' uterina puo' manifestarsi un'emorragia da privazione. Essa non richiede alcun trattamento particolare. Amenorrea primaria e secondaria: in caso di amenorrea secondaria si dovra'iniziare il trattamento ormonale solo dopo aver escluso la gravidanza. Prima di iniziare il trattamento dell'amenorrea primaria o secondaria, deve essere esclusa la presenza di un tumore ipofisario prolattino-secernente. E' possibile infatti che eventuali macroadenomi esposti adelevate dosi di estrogeni per periodi di tempo prolungati possano aumentare di dimensioni. Prima di iniziare il trattamento si deve eseguire un pretrattamento dell'endometrio con un estrogeno (per esempio per 14 giorni). Quindi si inizia il trattamento con 250 mg iniettato per via intramuscolare. Nelle pazienti nelle quali si e' raggiunta una sufficiente produzione endogena di estrogeni, si puo' provare a sospendereil trattamento con estrogeni e ad indurre un'emorragia ciclica somministrando 250 mg per via intramuscolare tra il diciottesimo e il ventesimo giorno del ciclo. Precauzioni indispensabili: nel caso in cui non si desideri una gravidanza dovranno essere impiegati a scopo contraccettivo altri metodi non ormonali (con esclusione del metodo di Ogino-Knaus e di quello della temperatura basale). Se durante il trattamento non comparisse l'emorragia da privazione ad intervalli regolari di circa 28 giorni, si dovra' prendere in considerazione, nonostante l'adozione di misure protettive, l'eventualita' di una gravidanza. In questo caso si dovra' sospendere il trattamento finche' una diagnosi differenziale non abbia escluso la gravidanza. Se al contrario, si desidera un figlio e la gravidanza si e' instaurata, si proseguira' il trattamentocon il farmaco solo se vi sono motivi per temere una minaccia d'aborto. Infertilita' da insufficienza luteinica: in presenza di una fase luteinica accorciata, caratterizzata da un aumento di breve durata dellatemperatura basale nella seconda meta' del ciclo, la trasformazione dell'endometrio e' incompleta. Con la somministrazione del prodotto, l'endometrio acquista caratteristiche secretorie e aumenta la probabilita' di annidamento. Tre giorni dopo l'innalzamento della temperatura basale, iniettare 250 mg. Poiche', in genere, e' presente contemporaneamente un certo deficit estrogenico, si consiglia di pretrattare l'endometrio con un estrogeno (per esempio 14 giorni) prima di iniziare il trattamento con il farmaco. Con questo trattamento si ottiene una fisiologica trasformazione dell'endometrio.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Se una delle condizioni/fattori di rischio citati sotto si presenta opeggiora, deve essere eseguita un'analisi individuale del rapporto rischio/beneficio prima di iniziare o continuare il trattamento. Disturbi circolatori: dai risultati di studi epidemiologici si e' concluso che l'uso di inibitori dell'ovulazione contenenti estrogeno/progestinico, puo' aumentare l'incidenza di malattie tromboemboliche. Quindi, bisogna tenere conto della possibilita' di un aumentato rischio di queste patologie in particolare in presenza di malattie tromboemboliche nell'anamnesi. I fattori di rischio generalmente riconosciuti per il tromboembolismo venoso (TEV) includono un'anamnesi personale o familiare positiva (presenza di TEV in un fratello/sorella o un genitore in eta' relativamente precoce), eta', obesita', immobilizzazione prolungata, importanti interventi chirurgici o un importante trauma. Si deve tenere in considerazione l'aumentato rischio di tromboembolismo durante il puerperio. Il trattamento deve essere interrotto immediatamente in presenza di sintomi accertati o presunti di evento trombotico a livello arterioso o venoso. Tumori: nelle donne che assumono sostanze ormonali, come quella contenuta nel farmaco, sono stati riportati raramente tumoriepatici benigni e, ancor piu' raramente, tumori epatici maligni. In casi isolati, questi tumori hanno provocato emorragie intraddominali che hanno messo la paziente in pericolo di vita. Se una donna che assumeil medicinale dovesse presentare forte dolore nella parte alta dell'addome, ingrossamento epatico o segni indicativi di emorragia intraddominale, nel porre diagnosi deve essere presa in considerazione la possibilita' che si tratti di un tumore epatico. Altre condizioni: nei soggetti diabetici e' necessaria una particolare attenzione medica. Occasionalmente puo' comparire cloasma, in particolare in donne con una storia di cloasma gravidico. Donne con tendenza al cloasma devono evitare l'esposizione al sole o ai raggi ultravioletti durante l'uso del medicinale. Si raccomanda di tenere sotto attenta osservazione le pazienti con anamnesi di depressione psichica, interrompendo la somministrazione del farmaco qualora la depressione si ripresenti in forma grave. Prima di iniziare o di riprendere l'uso del prodotto, e' necessario eseguire un esame fisico e ginecologico completo, alla luce delle controindicazioni e delle avvertenze, e deve essere ripetuto durante l'uso del medicinale. La frequenza e il tipo dei controlli devono essere adattati alla singola paziente, ma devono generalmente includere speciale riferimento alla pressione sanguigna, al seno, all'addome e agli organi pelvici e devono includere il Pap-test. La gravidanza deve essere esclusa nelle appropriate indicazioni. Quale conseguenza dell'azione rilassante esplicata dal farmaco sul miometrio potrebbe verificarsi ritenzione di un embrione gia' morto. Nel caso che la terapia venga protratta per lungo tempo si rende pertanto necessario accertare la persistenza o meno di uno stato gravidico mediante adeguati controlli e tests di gravidanza. Come tutte le soluzioni oleose, il medicinale deve essere iniettato intramuscolo. Un'eventuale iniezione intravasale potrebbe darluogo ad embolia oleosa. Occorre porre attenzione se durante il trattamento compaiono sintomi di perdita parziale o totale della vista o diplopia ed interrompere il trattamento stesso ove si accertino edema papillare o lesioni dei vasi della retina. Cautele devono essere adottate nei pazienti con epilessia, asma ed insufficienza cardiaca o renale e nei diabetici poiche' gli ormoni progestinici possono determinare odaggravare stati di ritenzione idrica e ridurre la tolleranza al glucosio.

INTERAZIONI

L'interazione con altri farmaci che determina un aumento della velocita' di filtrazione renale degli ormoni sessuali puo' ridurre l'efficacia terapeutica. E' stata stabilita interazione con numerosi farmaci che inducono gli enzimi epatici (tra cui fenitoina, barbiturici, fenilbutazone, primidone, carbamazepina, idantoinici, rifampicina, oxcarbamazepina, Hypericum perforatum e rifabutina); si presume l'interazione anche con griseofulvina. Gli steroidi sessuali possono interferire con il metabolismo di altri farmaci, con conseguente alterazione delle concentrazioni nel plasma e nei tessuti (ad esempio la ciclosporina). E' inoltre possibile che il fabbisogno di antidiabetici orali o di insulina sia accresciuto o ridotto. Esami di laboratorio: l'uso dei progestinici puo' influire sui risultati di determinati esami di laboratorio, che includono i parametri biochimici del fegato, della tiroide, delle funzioni renali e surrenali, dei livelli sierici delle proteine (trasportatrici), come la globulina legante i corticosteroidi e le frazioni lipidi/lipoproteine, i parametri del metabolismo dei carboidrati e i parametri della coagulazione e della fibrinolisi. I cambiamenti generalmente rimangono entro i valori normali di laboratorio.

EFFETTI INDESIDERATI

In donne che utilizzavano il farmaco sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati, sebbene non sia stata confermata una relazione casuale. Le frequenze si basano su dati ricavati dall'esperienza dopo l'immissione in commercio e dalla letteratura. Disturbi del sistema immunitario. Comune: reazione allergica cutanea, per esempio eruzione cutanea, orticaria, edema; molto raro: reazione anafilattoide. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazione nella sede di iniezione, per esempio rossore, gonfiore, dolore. Si e' utilizzato il termine MedDRA piu' adeguato a descrivere unadeterminata reazione, nonche' il suo sinonimo e le condizioni correlate. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: l'esperienza hadimostrato che le reazioni a breve periodo (bisogno di tossire, tosseparossistica, difficolta' respiratoria) che si verificano in casi isolati durante o immediatamente dopo l'iniezione della soluzione oleosa possono essere evitate iniettando la soluzione molto lentamente. A seguito dell'impiego di progestinici associati ad estrogeni e' stata descritta un'incidenza statisticamente significativa di accidenti tromboembolici periferici polmonari, cerebrali, retinici e di lesioni del nervo ottico. Altre reazioni secondarie segnalate a seguito dell'uso di progestinici in associazioni diverse sono state aumento della pressione in individui predisposti, sindrome premestruale, variazioni della libido, cefalea, vertigini, fenomeni di irritazione nervosa, irsutismo, variazioni dei tests di funzionalita' epatica quali ritenzione della BSF, fosfatasi alcalina, transaminasi e delle prove di emocoagulazione. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

La gravidanza deve essere esclusa a meno che il farmaco non sia usatoper il trattamento dell'aborto abituale o della minaccia d'aborto. Studi epidemiologici hanno rilevato ne' un rischio aumentato di difetti alla nascita in bambini nati da donne che usano steroidi sessuali precedenti alla gravidanza, ne' un effetto teratogeno quando gli steroidi sessuali vengono usati inavvertitamente durante l'inizio della gravidanza. Una possibile associazione tra la somministrazione di ormoni sessuali femminili nella prima gravidanza e il verificarsi di malformazioni e' stata oggetto di discussioni negli ultimi anni. In accordo alle attuali conoscenze scientifiche, l'assunzione che ci possa essere un'associazione casuale puo' essere considerata infondata. Tuttavia, deve essere chiaramente inteso che nessun farmaco, inclusi gli ormoni sessuali, possa essere dichiarato, con assoluta certezza, privo di effetti teratogeni. Questa incertezza restante e' la ragione per la quale, in certe indicazioni, bisogna escludere la gravidanza prima di iniziare laterapia con ormoni sessuali. La funzione ciclica e' assente di solitodurante l'allattamento, particolarmente durante un breve periodo di allattamento. Poiche' questa e' la situazione fisiologica, non c'e' bisogno di usare il medicinale. Non e' noto se l'idrossiprogesterone e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno. L'uso durante l'allattamento e' sconsigliato.