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CLOBESOL UNGUENTO DERMATOLOGICO 30G 0,05%

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Codice: 023639040 Codice EAN:
UNGUENTO DERMATOLOGICO (clobetasolo propionato: 30 g 15 mg)
Codice ATC D07AD01 :
  • Dermatologici
  • Corticosteroidi, preparati dermatologici
  • Corticosteroidi, non associati
  • Corticosteroidi, molto attivi
  • Clobetasolo

Temperatura di conservazione: non conservare al di sopra di +30 gradi centigradi
Forma farmaceutica: UNGUENTO DERMATOLOGICO
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: TUBETTO
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Scheda prodotto

DENOMINAZIONE

CLOBESOL

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Corticosteroidi molto attivi (IV gruppo).

PRINCIPI ATTIVI

Clobetasolo propionato 0,05%.

ECCIPIENTI

Crema: glicole propilenico, glicerilmonostearato autoemulsionante, glicerilmonostearato, alcool cetostearilico, miscela di paraffine e cerenaturali, clorocresolo, sodio citrato, acido citrico, acqua depurata.Unguento: glicole propilenico, sorbitan sesquioleato, vaselina bianca.

INDICAZIONI

Dermatopatie sensibili ai corticosteroidi, specialmente quelle piu' impegnative e resistenti quali, ad esempio, la psoriasi (esclusa la psoriasi a placche diffusa), gli eczemi recidivanti, il lichen planus ed il lupus eritematoso discoide e tutte le altre condizioni che non rispondono in maniera soddisfacente a steroidi meno attivi. Il clobetasolopropionato, per le sue caratteristiche terapeutiche, e' in grado di risolvere rapidamente anche lesioni dermatologiche resistenti ad altri corticosteroidi. Dopo il trattamento, le affezioni dermatologiche recidivanti presentano, di massima, tempi di remissione piu' lunghi e ricadute di grado meno severo.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Le seguenti patologie non devono essere trattate con clobetasolo propionato: infezioni cutanee non trattate; infezioni virali primarie della cute da trattare (herpes, varicella, ecc.); infezioni batteriche o micotiche primarie della cute; rosacea; acne vulgaris; dermatite periorale; ulcere cutanee; prurito senza infiammazione; prurito ano-genitale; dermatosi nei bambini di eta' inferiore ad 1 anno incluse le dermatiti e le eruzioni da pannolino. La medicazione occlusiva e' controindicata nelle lesioni essudative e nei pazienti con dermatite atopica. Controindicato durante la gravidanza e l'allattamento. Il prodotto none' per uso oftalmico.

POSOLOGIA

Le dermatosi secche squamose ad impronta lichenoide ed ipercheratosica risentono maggior beneficio dall'applicazione dell'unguento. L'applicazione della crema e' indicata in tutte le lesioni a qualunque localizzazione. Il veicolo idrodispersibile fa preferire la crema nel trattamento delle superfici cutanee delicate ed umide. >>Adulti, anziani e bambini di un anno di eta' ed oltre: applicare e massaggiare delicatamente uno strato sottile di prodotto sufficiente a coprire tutta l'area colpita 1 o 2 volte al giorno fino a 4 settimane finche' si sia ottenuto un sensibile miglioramento, quindi ridurre la frequenza delle applicazioni o passare ad un cortisonico meno potente. Far passare un temposufficiente all'assorbimento dopo ogni applicazione prima di stenderela crema emolliente. Il controllo delle esacerbazioni puo' essere ottenuto con brevi cicli ripetuti di trattamento con clobetasolo propionato. Nelle lesioni piu' resistenti, specialmente in caso di ipercheratosi, l'effetto del clobetasolo puo' essere potenziato, se necessario, mediante bendaggio occlusivo con pellicole di polietilene; tale bendaggio, mantenuto solo durante la notte, consente di ottenere una rispostasoddisfacente; successivamente il miglioramento puo' essere mantenutoanche senza bendaggio occlusivo. Se le condizioni peggiorano o non sirisolvono in 2-4 settimane, il trattamento e la diagnosi devono essere rivalutati. Il trattamento non deve essere protratto per piu' di 4 settimane. Se si dovesse rendere necessaria una terapia steroidea continuativa, dovrebbe essere usata una preparazione meno potente. La dose massima settimanale non deve superare i 50 g per mq/settimana. Dermatiti atopiche (eczema): la terapia con clobetasolo propionato deve essere gradualmente interrotta una volta che si e' raggiunto il controllo della patologia e si deve utilizzare una crema emolliente come terapia di mantenimento. Si possono verificare ricadute di dermatiti preesistenti con la brusca interruzione di clobetasolo propionato. Eczemi recidivanti: una volta che un episodio acuto e' stato trattato in modo efficace dopo una terapia continua di corticosterodi topici, si deve prendere in considerazione una somministrazione intermittente (una volta algiorno, due volte a settimana, senza bendaggio occlusivo). E' stato dimostrato che questo iter e' utile nel ridurre la frequenza delle ricadute. L'applicazione deve essere continuata su tutte le zone precedentemente trattate e anche su quelle note come sedi di possibili ricadute. Questo regime deve essere associato all'uso giornaliero di emollienti. La condizione e il rapporto beneficio/rischio di un trattamento continuato devono essere rivalutati regolarmente. >>Popolazione pediatrica: il clobetasolo propionato e' controindicato nei bambini al di sottodell'anno di eta'. I bambini hanno maggiori probabilita' di sviluppare gli effetti collaterali locali e sistemici dei corticosteroidi topici e, in generale, richiedono terapie piu' brevi e cortisonici meno potenti rispetto agli adulti. Si deve prestare attenzione quando si usa il clobetasolo propionato per assicurare che la quantita' di farmaco richiesta sia la minima che fornisca un beneficio terapeutico. >>Popolazione anziana: gli studi clinici non hanno identificato differenze nelle risposte al farmaco tra pazienti anziani e pazienti piu' giovani. Lamaggiore frequenza di casi di diminuzione della funzionalita' epaticao renale nei pazienti anziani puo' ritardare l'eliminazione, in caso si verifichi assorbimento a livello sistemico. Pertanto deve essere usata la quantita' minima di farmaco e per il minor tempo per raggiungere il beneficio clinico desiderato. >>Insufficienza renale/epatica: in caso di assorbimento a livello sistemico (quando l'applicazione e' su una grande superficie per un periodo prolungato), il metabolismo e l'eliminazione possono risultare rallentati provocando percio' l'aumento del rischio di tossicita' sistemica. Pertanto deve essere usata la quantita' minima di farmaco e per il minor tempo per raggiungere il beneficio clinico desiderato.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C.

AVVERTENZE

Il clobetasolo propionato deve essere usato con cautela nei pazienti con una storia di ipersensibilita' locale ai corticosteroidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti del farmaco. Le reazioni di ipersensibilia'locale possono assomigliare ai sintomi della patologia in trattamento. In alcuni soggetti possono verificarsi, a causa dell'aumento dell'assorbimento sistemico degli steroidi topici, manifestazioni di ipercortisolismo (sindrome di Cushing) e soppressione reversibile dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), che porta a insufficienza glucocorticoide. Se viene osservato uno degli effetti sopra riportati, si deve ridurre gradualmente l'applicazione del farmaco diminuendo la frequenza delle applicazioni o sostituendolo con un corticosteroide meno potente. Un'interruzione brusca del trattamento puo' portare ad insufficienza glucocorticosteroidea. I fattori di rischio per l'aumento degli effettisistemici sono: potenza e formulazione dello steroide topico; durata dell'esposizione; applicazione su un'area superficiale ampia; uso su aree di cute occluse ad esempio su aree intertriginose o sotto bendaggio occlusivo (nei bambini il pannolino puo' fungere da bendaggio occlusivo); aumento dell'idratazione dello strato corneo; uso su aree di cute sottile come il viso; uso su cute non integra o in altre condizioni dove la barriera cutanea puo' essere danneggiata; rispetto agli adulti, i bambini possono assorbire, in proporzione, una quantita' maggiore di corticosteroidi topici e quindi essere piu' suscettibili agli effetti indesiderati sistemici. Questo e' dovuto al fatto che i bambini hanno una barriera cutanea immatura e un rapporto fra l'area superficialee il peso corporeo maggiore rispetto agli adulti. Nei neonati e nei bambini al di sotto dei 12 anni e' da evitare, dove possibile, la terapia continua, a lungo termine, con corticosteroide topico, in quanto e'piu' probabile che si verifichi soppressione dell'attivita' surrenalica. I bambini sono piu' suscettibili a sviluppare modifiche atrofiche con l'uso di corticosteroidi topici. Se e' necessario l'uso di clobetasolo propionato nei bambini, si raccomanda che il trattamento debba essere limitato a solo pochi giorni e sia rivisto con cadenza settimanale. Rischio di infezione in caso di occlusione: le condizioni caldo umide nelle pieghe della cute o quelle causate da bendaggio occlusivo favoriscono le infezioni batteriche. Qualora si faccia ricorso al bendaggio occlusivo, la superficie cutanea deve essere ben detersa prima di ogni rinnovo del bendaggio. Psoriasi: i corticosteroidi topici devono essere usati con cautela nella psoriasi perche' in alcuni casi sono stati segnalati come ricadute da rebound, sviluppo di tolleranza, rischiodi psoriasi pustolosa generalizzata e sviluppo di una tossicita' locale o sistemica dovuta ad alterata funzione di barriera della cute. Pertanto se gli steroidi topici vengono impiegati nella psoriasi e' importante monitorare attentamente il paziente. Sovrainfezioni: nel caso disovrainfezioni di lesioni infiammatorie e' necessaria un'appropriata terapia antimicrobica. Se l'infezione si diffonde e' necessario interrompere la terapia con corticosteroide topico e somministrare un'appropriata terapia antibatterica. Ulcere croniche alle gambe: in certi casii corticosteroidi topici vengono utilizzati per trattare le dermatitivicino alle ulcere croniche delle gambe. Tuttavia questo utilizzo puo' essere associato ad una maggior frequenza di reazioni di ipersensibilita' locale e ad un aumento del rischio delle infezioni locali. Applicazione sul viso: e' sconsigliabile l'applicazione prolungata sul visoin quanto questa zona del corpo e' piu' suscettibile alle modifiche atrofiche rispetto ad altri distretti cutanei. Se il farmaco e' utilizzato sul viso, il trattamento deve essere limitato a solo pochi giorni.Applicazione sulle palpebre: se il farmaco viene applicato sulle palpebre bisogna usare massima cautela per assicurarsi che il medicinale non entri negli occhi, perche' l'esposizione prolungata potrebbe causare cataratta e glaucoma. Qualora si faccia ricorso al bendaggio occlusivo, la superficie cutanea deve essere ben lavata prima di ogni rinnovodel bendaggio occlusivo, per evitare che insorgano infezioni batteriche, facili a verificarsi nell'ambiente caldo umido indotto dall'occlusione. Nei trattamenti occlusivi si tenga presente che le pellicole usate per il bendaggio possono essere esse stesse causa di fenomeni di sensibilizzazione. Lavarsi le mani dopo l'applicazione del prodotto a meno che il trattamento non riguardi le mani stesse. La crema e l'unguento contengono glicole propilenico che puo' causare irritazione cutanea. La crema contiene alcool cetostearilico che puo' causare reazioni cutanee locali (es. la dermatite da contatto) e clorocresolo che puo' causare reazioni allergiche.

INTERAZIONI

E' stato dimostrato che la somministrazione contemporanea di farmaci che possono inibire il CYP3A4 (es. ritonavir e itraconazolo) inibisce il metabolismo dei corticosteroidi comportando l'aumento dell'esposizione sistemica. Il livello al quale questa interazione e' clinicamente rilevante dipende dalla dose e dalla via di somministrazione dei corticosteroidi e dalla potenza dell'inibitore del CYP3A4.

EFFETTI INDESIDERATI

Classificazione frequenze: comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1000, < 1/100), molto raro (<1/10.000) incluse le segnalazioni isolate. Dati dopo commercializzazione. Infezioni ed infestazioni. Molto raro: infezioni opportunistiche. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita' locale. Patologie endocrine. Molto raro: soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA): caratteristiche Cushingoidi (ad esempio faccia a luna, obesita' della parte centrale del corpo); ritardo nel prendere peso/ritardo nella crescita dei bambini; osteoporosi; glaucoma; iperglicemia/glicosuria; cataratta; ipertensione;aumento del peso/obesita'; diminuzione dei livelli di cortisolo endogeno; alopecia; tricorressi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito, bruciore cutaneo locale/dolore della cute; noncomune: atrofia cutanea, strie, telangettasia; molto raro: assottigliamento della cute, raggrinzimento della cute, secchezza della cute, modifiche della pigmentazione, ipertricosi, esacerbazione di sintomi pre-esistenti, dermatiti allergiche da contatto/dermatiti, psoriasi pustolosa; eritema; rash; orticaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: irritazione della sededi applicazione/dolore.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non ci sono dati nell'uomo per valutare l'effetto dei corticosteroiditopici sulla fertilita'. Ci sono dati limitati sull'uso di clobetasolo propionato nelle donne in gravidanza. La somministrazione topica di corticosteroidi durante la gravidanza negli animali da laboratorio puo' provocare anomalie nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non e' stata constatata nell'uomo. La somministrazione di clobetasolo propionato durante la gravidanza deve essere presa in considerazione solo se il beneficio previsto per la madre supera ogni possibile rischio per il feto. Deve essere utilizzata la quantita' minima per il minor tempo possibile. Non e' stato stabilito se l'uso di corticosteroidi topici durante l'allattamento sia sicuro. Non e' noto sela somministrazione topica di corticosteroidi possa comportare un assorbimento sistemico sufficiente a produrre quantita' rilevabili di principio attivo nel latte materno. La somministrazione topica di clobetasolo propionato durante l'allattamento deve essere presa in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre supera il rischio per ilbambino. Se viene usato durante l'allattamento, il clobetasolo propionato non deve essere applicato sul seno per evitare l'accidentale ingestione da parte del bambino.