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PROTROMPLEX TIM3 F 600UI+20ML

Produttore: SHIRE ITALIA SPA
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO

DENOMINAZIONE

PROTROMPLEX TIM 3

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiemorragici, fattori della coagulazione del sangue IX, II, VII* e X in combinazione (Complesso protrombinico umano parziale).

PRINCIPI ATTIVI

1 flacone contiene: fattore II (Protrombina) 600 unita', fattore IX 600 unita', fattore X (Fattore di Stuart Prower) 600 unita'. La soluzione ricostituita con i 20 ml di solvente accluso alla confezione contiene: fattore II (Protrombina) 30 UI/ml, fattore IX 30 UI/ml, fattore X (Fattore di Stuart Prower) 30 UI/ml.

ECCIPIENTI

Polvere: eparina non piu' di 0,5 UI/UI di Fattore IX, sodio citrato, sodio cloruro. Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Trattamento di tutte le insufficienze emostatiche legate a deficit congenito o acquisito dei fattori II, IX e X, quali: epatopatie parenchimali con compromissioni della sintesi o aumentato consumo dei fattori emocoagulativi; prevenzione delle emorragie dopo biopsia epatica; sindromi emorragiche neonatali, particolarmente nei prematuri, da carenza di fattori K dipendenti, o conseguenti a trattamento con anticoagulanti nella madre; trattamento correttivo della emostasi dopo somministrazione di anticoagulanti dicumarolici; trattamento di preparazione negliinterventi chirurgici in pazienti epatopatici. Mediante l'infusione di adatte dosi e' possibile ottenere un sufficiente aumento dei fattoriII, IX e X in circolo entro un breve periodo di tempo e creare cosi' le condizioni per una normale emostasi. Nei casi di alterazioni acquisite del processo di coagulazione con contemporanea riduzione dei fattori II, IX e X, puo' essere utile somministrare per via endovenosa anche vitamina K 1 , che e' necessaria per la sintesi epatica di questi fattori della coagulazione. Tuttavia, e' bene mettere in evidenza che lavitamina K 1 , al contrario del farmaco, diviene attiva soltanto alcune ore dopo la somministrazione endovenosa.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Allergia nota all'eparina o storia di trombocitopenia indotta da eparina.

POSOLOGIA

Il trattamento deve iniziare sotto la supervisione di un medico con esperienza nel trattamento dei disordini della coagulazione. Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravita' del disordine della funzione emostatica, dalla sede e dall'entita' dell'emorragia e dalla condizione clinica del paziente. La quantita' da somministrare e la frequenza delle applicazioni devono essere sempre calcolate sulla base della risposta individuale. L'intervallo tra le dosi deve essere adattato alle diverse emivite circolanti dei vari fattori della coagulazione nel complesso protrombinico. Le dosi individuali richieste devono essere identificate sulla base di determinazioni regolari dei livelli plasmatici individuali dei fattori della coagulazione interessati o su analisi globali dei livelli del complesso protrombinico (per esempio: tempo di protrombina, INR), e sul monitoraggio continuo della risposta clinica del paziente. Si raccomanda di somministrare elevate dosi iniziali allo scopo di ottenere un rapido aumento dei fattori della coagulazione carenti nel plasma del paziente. Tenendo conto del periodo di emivita in vivo dei fattori (fattore II appross. 50-60 ore; fattore IX appross. 12-30 ore; fattore X appross. 40-60 ore) si raccomanda di ripetere la somministrazione ad intervalli di 6-12 ore circa. Le prove di controllo della coagulazione devono essere eseguite ad intervalli regolari. Il farmaco offre il vantaggio di determinare con la somministrazione di un ridotto volume di liquido e basso contenuto proteico, un'alta concentrazione di fattori della coagulazione (II, IX, X) nel circolo, e quindi si presta ottimamente nel trattamento dei neonati o dei pazienti con ipertensione arteriosa. Gli epatopazienti con carenza dei fattori del complesso protrombinico che devono essere sottoposti ad intervento chirurgico, biopsia o splenoportografia, dovranno essere trattati con il medicinale in modo da mantenere il valore Normotest al di sopra del 50% per alcuni giorni. Modo di somministrazione: disciogliere il preparato. Il farmaco deve essere somministrato solo per via endovenosa. La velocita' di infusione non deve superare la velocita' di 2 ml per minuto.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura compresa tra +2 gradi C e +8 gradi C. Non congelare. Tenere il contenitore nell'imballaggio esterno per proteggereil medicinale dalla luce.

AVVERTENZE

E' opportuno richiedere il consiglio di uno specialista esperto nel trattamento dei disordini della coagulazione. Nei pazienti con deficit acquisito di fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K (per esempio come quello indotto da antagonisti della vitamina K), deve essere impiegato solo quando e' necessaria una rapida correzione dei livelli di complesso protrombinico, come in caso di emorragie maggiori o chirurgia d'urgenza. In altri casi, di solito e' sufficiente una riduzione dei dosaggi degli antagonisti della vitamina K e/o la somministrazione di vitamina K. Pazienti che ricevono un antagonista della vitamina K possono presentare uno stato di ipercoagulabilita' che puo' essere aggravato dall'infusione di complesso protrombinico umano. Nel deficit congenito di uno dei fattori dipendenti della vitamina K deve essere usato, quando disponibile, un prodotto a base dello specifico fattore della coagulazione. Qualora si verifichi una reazione allergica o di tipo anafilattico/anafilattoide, l'iniezione deve essere interrottaimmediatamente. In caso di shock, deve essere messo in atto il trattamento medico standard per tale condizione. Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall'uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umani includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici marcatori diinfezione e l'inclusione di procedure di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando vengono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umani, la possibilita' di trasmettere agenti infettivi non puo' essere esclusa completamente. Cio' riguarda anche virus sconosciuti o emergenti o altri agenti patogeni. Le misure intraprese sono considerate efficaci per l'inattivazione/rimozione di virus capsulati quali HIV, HBV e HCV e per i virus non capsulati HAV e parvovirus B19. Deve essere presa in considerazione una adeguata vaccinazione (epatite A e B) per i pazienti sottoposti a trattamento regolare/ripetuto con prodotti a base di complesso protrombinico derivati dal plasma umano. E' fortemente consigliato che, ogni volta che il farmaco viene somministrato a un paziente, il nome e il numero di lotto del prodotto vengano registrati per mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto. Quando pazienti con deficit congenito o acquisito sono trattati con concentrati di complesso protrombinico umano, specialmente con dosi ripetute, esiste il rischio di trombosi o di coagulazione intravascolare disseminata (CID). Il rischio puo' essere maggiore nel trattamento di un deficit isolato di Fattore VII, dal momento che gli altri fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K, che hanno emivite piu' lunghe, possono accumularsi a livelli considerevolmente piu' elevati del normale. Sono stati riportati eventi tromboembolici (trombosi venosa profonda, embolia polmonare, ictus trombotico) e CID con l'uso del farmaco. Pazienti ai quali sia somministrato complesso protrombinico umano devono essere attentamente osservati per segni e sintomi di coagulazione intravascolare o trombosi. A causa del rischio di complicazioni tromboemboliche, deve essere messo in atto un monitoraggio accurato quando il complesso protrombinico umano venga somministrato a pazienti con anamnesi di malattia coronarica, a pazienti affetti da epatopatia, a quelli in fase pre- o post-operatoria, ai neonati o ad altri pazienti a rischio di eventi tromboembolici o coagulazione intravascolare disseminata. Ai primi segni o sintomi di trombosi o embolia, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e devono essere messe in atto le appropriate misure diagnostiche e terapeutiche. In ognuna di queste situazioni il beneficio potenziale del trattamento deve essere considerato in rapporto al rischio di queste complicazioni. Nei pazienti affetti da coagulopatie da consumo (CID), la tendenza all'ipercoagulabilita' dovra' essere corretta mediante la somministrazione di eparina prima dell'infusione. Il medicinalecontiene 81,7 mg di sodio per flaconcino, pertanto e' necessario che cio' venga preso in considerazione nei soggetti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

INTERAZIONI

I prodotti a base di complesso protrombinico umano neutralizzano gli effetti del trattamento con antagonisti della vitamina K, ma non si conoscono interazioni farmacologiche con altri medicinali. Interferenze con test biologici. Quando si effettuano test di coagulazione che sonosensibili all'eparina in pazienti trattati con alte dosi di complessoprotrombinico, il contenuto di eparina del prodotto deve essere presoin considerazione.

EFFETTI INDESIDERATI

Possono presentarsi le seguenti manifestazioni. Disordini del Sistemaimmunitario. La terapia sostitutiva con i concentrati di complesso protrombinico umano puo' determinare la formazione di anticorpi circolanti che inibiscono uno o piu' fattori del complesso protrombinico umano. La presenza di questi inibitori si manifesta con una insufficiente risposta clinica. Reazioni allergiche I derivati plasmatici umani possono talvolta provocare qualsiasi tipo di reazione allergica, dalla lieve orticaria transitoria allo shock anafilattico. In questi casi si consiglia di interrompere immediatamente la somministrazione. Le reazioniallergiche devono essere trattate con antistaminici e corticosteroidi. Lo shock anafilattico dovra' essere immediatamente trattato con la terapia adeguata. Il polso e la pressione del sangue devono essere controllati ripetutamente. Si potra' somministrare destrosio al 5% in queipazienti che mostrino tachicardia e/o ipotensione. Disordini vascolari: in seguito alla somministrazione di complesso protrombinico umano esiste il rischio di episodi tromboembolici. I seguenti effetti indesiderati derivano dall'esperienza post-marketing e sono elencati in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA. Patologie del sistema emolinfopoietico: Coagulazione Intravascolare disseminata. Disturbi del sistema immunitario: reazioni anafilattiche/anafilattoidi, ipersensibilita'. Patologie del sistema nervoso: Cefalea. Patologie cardiache: tachicardia. Patologie vascolari: eventi tromboembolici (inclusi trombosi venosa profonda, embolia polmonare, ictus trombotico), vampate. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: dispnea, broncospasmo, respiro sibilante, tosse. Patologie gastrointestinali: dolore addominale, nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: angioedema (incluso edema) facciale, eruzione cutanea, prurito. Patologie renali e urinarie: sindrome nefrotica. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: reazione al sito di infusione, incluso dolore al sito di infusione. Reazioni di classe. I seguentieffetti indesiderati sono stati riportati con altri prodotti a base di complesso protrombinico e/o prodotti a base di Fattore IX: infarto del miocardio, comparsa di inibitori di uno o piu' fattori del complesso protrombinico umano, shock anafilattico, ipotensione, ipertensione, costrizione toracica, vertigini, Parestesia, Letargia, Irrequietezza, vomito, orticaria, eritema, piressia, brividi.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

La sicurezza del complesso protrombinico umano somministrato durante la gravidanza e l'allattamento non e' stata dimostrata. Gli studi condotti su animali non sono idonei a valutare la sicurezza riguardo alla gravidanza, lo sviluppo embrionale/fetale, il parto o lo sviluppo post-natale. Pertanto, durante la gravidanza ed il periodo di allattamento, deve essere somministrato solo se chiaramente indicato.

Codice: 023288032
Codice EAN:
Codice ATC: B02BD
  • Sangue ed organi emopoietici
  • Antiemorragici
  • Vitamina k ed altri emostatici
  • Fattori della coagulazione del sangue
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi, al riparo dalla luce, non congelare
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE