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ACTUALENE 2CPR 0,5MG FL

Produttore: PFIZER ITALIA SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA NON RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ACTUALENE 0,5 MG COMPRESSE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Inibitori della prolattina.

PRINCIPI ATTIVI

Cabergolina.

ECCIPIENTI

Lattosio anidro, leucina.

INDICAZIONI

>>Inibizione/soppressione della lattazione fisiologica. Il farmaco e'indicato per la prevenzione della lattazione fisiologica subito dopo il parto e per la soppressione della lattazione in corso: 1) Dopo il parto, quando la madre sceglie di non allattare il bambino al seno o quando l'allattamento al seno e' controindicato per motivi medici collegati alla madre o al neonato. 2) Dopo la nascita di un feto morto o dopo un aborto. Inoltre impedisce la lattazione fisiologica attraverso l'inibizione della secrezione di prolattina. Nelle prove cliniche controllate e' stato dimostrato che, somministrato alla dose singola di 1 mgal primo giorno post-partum, si e' dimostrato efficace nell'inibire la secrezione di latte, cosi' come nel ridurre la congestione e il dolore al seno nel 70-90% delle donne. Solo una minima parte delle pazienti presentava una sintomatologia mammaria recidivante, generalmente di lieve entita', alla terza settimana dopo il parto. La soppressione della secrezione di latte e il miglioramento dei sintomi legati alla congestione del seno e al dolore che seguono la montata lattea si raggiungono in circa l'85% delle donne che ricevono complessivamente 1 mg di cabergolina, somministrata in quattro dosi divise nell'arco di due giorni. Il ritorno della sintomatologia al seno dopo 10 giorni e' raro. >>Trattamento dei disturbi iperprolattinemici. Il prodotto e' indicato per il trattamento delle disfunzioni associate a iperprolattinemia quali amenorrea, oligomenorrea, anovulazione e galattorrea. Inoltre e' indicato in pazienti con adenoma ipofisario secernente prolattina (micro e macroprolattinoma), iperprolattinemia idiopatica, o sindrome della sella vuota associata a iperprolattinemia, patologie fondamentali nellemanifestazioni cliniche sopra citate. Somministrato alle dosi di 1 - 2 mg alla settimana come terapia cronica e' stato efficace nel normalizzare i livelli sierici di prolattina approssimativamente nell'84% delle pazienti iperprolattinemiche. La ripresa di cicli regolari e' stataosservata nell'83% di donne precedentemente amenorroiche. In base al monitoraggio dei livelli di progesterone, determinati durante la fase luteale, l'ovulazione si ristabiliva nell'89% delle donne trattate, lagalattorrea scompariva nel 90% dei casi trattati. Nel 50-90% dei pazienti sia di sesso femminile che maschile con micro o macroprolattinomasi evidenziava una diminuzione della massa tumorale.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o agli alcaloidi dell'ergot. Storia di fibrosi polmonare, pericardica o retroperitoneale. Per il trattamento a lungo termine: evidenza divalvulopatia cardiaca determinata all'ecocardiogramma eseguito prima del trattamento.

POSOLOGIA

Somministrazione per via orale. Poiche' durante gli studi clinici e' stato principalmente somministrato durante i pasti e visto che la tollerabilita' di questa classe di farmaci viene di solito incrementata dall'assunzione di cibo, si raccomanda che venga preferibilmente assuntocon il cibo. Inibizione/soppressione della lattazione fisiologica: per l'inibizione della lattazione deve essere somministrato il primo giorno dopo il parto. La posologia raccomandata e' di 1 mg (due compresseda 0,5 mg) somministrato in dose singola. Per la soppressione della lattazione il dosaggio raccomandato e' di 0,25 mg (mezza compressa da 0,5 mg) ogni 12 ore per due giorni (1 mg dose totale). Trattamento dei disturbi iperprolattinemici: la dose raccomandata inizialmente e' di 0,5 mg/settimana somministrati in una o due volte (mezza compressa da 0,5 mg alla settimana ad esempio lunedi' e giovedi'). La dose settimanale va aumentata gradualmente, preferibilmente attraverso l'aggiunta di0,5 mg a settimana a intervalli mensili fino a che non si raggiunga una risposta terapeutica ottimale. La dose terapeutica e' di solito 1 mg alla settimana, ma puo' variare da 0,25 mg a 2 mg a settimana. Nellepazienti iperprolattinemiche sono state usate dosi fino a 4,5 mg a settimana. La dose settimanale puo' essere somministrata in un'unica soluzione o divisa in due o piu' volte a settimana in rapporto al grado di tollerabilita' della paziente. Quando sono indicate dosi superiori a1 mg a settimana si consiglia la suddivisione della dose settimanale in somministrazioni multiple in quanto la tollerabilita' di tali dosi prese in un'unica soluzione settimanalmente e' stata valutata solo in poche pazienti. Le pazienti dovrebbero essere tenute sotto controllo durante la fase di aggiustamento della posologia, per determinare il dosaggio piu' basso che produce la risposta terapeutica. Si consiglia ilcontrollo dei livelli di prolattina sierica a intervalli mensili poiche', una volta raggiunto il regime terapeutico efficace, si osserva solitamente una normalizzazione della prolattina sierica nel giro di 2-4settimane. Alla sospensione del medicinale, si osserva di solito una recidiva di iperprolattinemia. Tuttavia, una persistente soppressione dei livelli di prolattina si e' osservata per piu' mesi in alcune pazienti. Nella maggior parte delle donne, i cicli ovulatori persistono per almeno 6 mesi dopo l'interruzione. La dose massima e' di 3 mg/die. Uso in pediatria: la sicurezza e l'efficacia del prodotto non sono state definite in soggetti al di sotto dei 16 anni di eta'. Uso negli anziani: come conseguenza delle indicazioni per le quali e' al momento consigliato, l'esperienza negli anziani e' molto limitata. I dati disponibili non indicano rischi particolari.

CONSERVAZIONE

Nessuna.

AVVERTENZE

Come altri derivati dell'ergot, la cabergolina deve essere somministrata con cautela in soggetti con grave affezione cardiovascolare, sindrome di Raynaud, ulcera peptica o emorragie gastrointestinali, o con una storia di gravi disturbi mentali, soprattutto se psicotici. Il medicinale contiene lattosio. Insufficienza epatica: nelle pazienti affetteda grave insufficienza epatica e trattate per un lungo periodo, deve essere preso in considerazione un dosaggio inferiore. Nelle pazienti affette da grave insufficienza epatica che hanno assunto una singola dose da 1 mg e' stato osservato un aumento dell'AUC rispetto a volontarisani e a quelli con forme piu' lievi di insufficienza epatica. Ipotensione posturale: a seguito della somministrazione dicabergolina, puo' manifestarsi ipotensione posturale. Si deve prestare attenzione quandola cabergolina viene somministrata insieme ad altri farmaci che notoriamente abbassano la pressione sanguigna. Fibrosi e valvulopatia cardiaca e fenomeni clinici possibilmente correlati: dopo un uso prolungatodi derivati ergotaminici con proprieta' agoniste per i recettori serotoninergici di tipo 5HT2B, inclusa la cabergolina, si sono verificati disturbi fibrotici e infiammatori a carico delle membrane sierose quali pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o piu' valvole (aortica, mitrale e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni della valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo interruzione del trattamento con cabergolina. La velocita' di eritrosedimentazione (VES) e' aumentata in modo anomalo in associazione a versamento pleurico/fibrosi. Si raccomanda di effettuare un esame radiografico del torace in caso di un aumento anomalo e inspiegato della VES. La valvulopatia e' stata associata all'impiego di dosi cumulative; pertanto, le pazienti devonoessere trattate con la dose piu' bassa efficace. Prima di avviare il trattamento a lungo termine, tutte le pazienti devono effettuare una valutazione cardiovascolare per stabilire la potenziale presenza di unapatologia valvolare asintomatica. Prima di iniziare la terapia e' anche utile effettuare un'analisi della velocita' di eritrosedimentazione(VES) o di altri marker infiammatori, un test della funzionalita' polmonare/esame radiografico del torace e test della funzionalita' renale. Non e' noto se il trattamento con cabergolina in pazienti con riflusso valvolare possa aggravare la malattia di base. Se viene diagnosticata una fibrosi valvolare, la paziente non deve essere trattata con cabergolina. Durante il trattamento a lungo termine, le patologie fibrotiche possono avere un esordio insidioso e sono possibili manifestazionidi fibrosi progressive. Durante il trattamento si raccomanda pertantodi prestare attenzione a segni e sintomi di: patologie pleuropolmonari, quali dispnea, respiro corto, tosse persistente e dolore al petto. Insufficienza renale o ostruzione vascolare dell'uretere o dell'addomeche comporti dolore ai fianchi/lombalgia e edema agli arti inferiori,cosi' come l'eventuale presenza di massa o dolorabilita' addominale che possa indicare fibrosi retroperitoneale. Insufficienza cardiaca, poiche' casi di fibrosi valvolare e pericardica si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca. Pertanto, la fibrosi valvolare deve essere esclusa se compaiono tali sintomi. Un primo ecocardiogramma deve essere effettuato entro 3-6 mesi dall'inizio della terapia, dopodiche' la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinatada una appropriata valutazione clinica individuale, ponendo particolare attenzione ai segni e sintomi sopramenzionati, ma sempre con una frequenza minima di 6-12 mesi. Il trattamento con cabergolina deve essere interrotto nel caso in cui un ecocardiogramma riveli un nuovo riflusso valvolare o un aggravamento di un riflusso gia' esistente, un restringimento valvolare o un ispessimento dei lembi valvolari. La necessita' di ulteriori controlli clinici deve essere determinata su base individuale. Sonnolenza / Attacchi di sonno improvviso: la cabergolina e' stata associata a sonnolenza. Gli agonisti della dopamina possono essere associati a episodi di attacchi di sonno improvviso nei soggetti con malattia di Parkinson. Possono essere presi in considerazione una riduzione del dosaggio o l'interruzione della terapia. Inibizione/soppressione della lattazione fisiologica: come per gli altri derivati dell'ergot, la cabergolina non deve essere somministrata a donne con ipertensione indotta dalla gravidanza, come la preeclampsia o l'ipertensionepost- partum. La cabergolina non deve essere somministrata in dosi singole superiori a 0,25 mg a donne che allattano in trattamento per la soppressione della lattazione per evitare il rischio di ipotensione posturale. Trattamento di disturbi dovuti ad iperprolattinemia: poiche' l'iperprolattinemia con amenorrea/galattorrea e infertilita' puo' essere associata a tumori ipofisari, e' opportuno prevedere un controllo completo della funzionalita' della ghiandola ipofisaria prima di iniziare il trattamento con cabergolina. La cabergolina ripristina l'ovulazione e la fertilita' nelle donne con ipogonadismo iperprolattinemico. Prima di iniziare il trattamento con la cabergolina, deve essere escluso lo stato di gravidanza. Si consiglia alle donne che desiderano una gravidanza, una volta raggiunti dei cicli ovulatori regolari, di interrompere l'assunzione di cabergolina un mese prima del presunto concepimento. Poiche' puo' intervenire una gravidanza prima del ripristino delle mestruazioni, si raccomanda di eseguire un test di gravidanza almeno ogni 4 settimane durante il periodo di amenorrea e successivamente ogni volta che il periodo mestruale ritardi piu' di tre giorni. Alle donne che non desiderano la gravidanza, si deve consigliare di adottare un metodo di contraccezione meccanica durante il trattamento con cabergolina e dopo l'interruzione di cabergolina fino alla scomparsa dei cicli ovulatori. In caso di accertata gravidanza durante il trattamento,le pazienti devono essere controllate per individuare eventuali segnidi aumento delle dimensioni ipofisarie, poiche' durante la gestazionepuo' verificarsi un'espansione di tumori pituitari preesistenti. Disturbi psichiatrici: le pazienti devono essere regolarmente monitorate per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. Le pazienti e coloro che si occupano delle pazienti devono essere consapevoli che i sintomi comportamentali del disturbo del controllo degli impulsi incluso gioco d'azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualita', shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollatoad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattate con agonistidella dopamina.

INTERAZIONI

Non sono disponibili informazioni sulle interazioni tra la cabergolina e gli altri alcaloidi dell'ergot; pertanto l'uso concomitante di questi medicinali durante il trattamento con cabergolina a lungo termine non e' raccomandato. Poiche' la cabergolina esercita il proprio effetto terapeutico attraverso la stimolazione diretta dei recettori della dopamina, non deve essere somministrato in concomitanza con farmaci cheabbiano un'attivita' dopamina-antagonista (quali fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni, metoclopramide) perche' cio' potrebbe determinare una riduzione degli effetti inibitori del farmaco sulla secrezione di prolattina. Come gli altri derivati dell'ergot, la cabergolina non deve essere usato in concomitanza ad antibiotici macrolidi (es. eritromicina) in quanto si potrebbe avere un aumento della biodisponibilita' della cabergolina.

EFFETTI INDESIDERATI

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e segnalati durante il trattamento con le frequenze di seguito indicate: molto comune (1/10), comune (1/100, <1/10), non comune (1/1,000, <1/100), raro (1/10,000, <1/1,000), molto raro (<1/10,000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili)patologie cardiache. Molto comune: valvulopatia (incluso rigurgito valvolare) e disturbicorrelati (pericardite e versamento pericardico); non comune: palpitazioni; non nota: angina pectoris. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: dispnea, versamento pleurico, fibrosi (inclusa fibrosi polmonare), epistassi; molto rara: fibrosi pleurica; non nota: disturbi respiratori, insufficienza respiratoria, pleurite, dolore toracico. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita'. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea, capogiri/vertigini; comune: sonnolenza; non comune: emianopsia transitoria, sincope, parestesia; non nota: addormentato improvviso, tremore. Patologie dell'occhio. Non nota: visione alterata. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione; non comune: aumento della libido; non nota: aggressivita', delirio, ipersessualita', gioco d'azzardo patologico,disturbi psicotici, allucinazioni. Patologie vascolari. Comune: azione ipotensiva nelle pazienti trattate a lungo termine, ipotensione ortostatica, vampate di calore; non comune: vasospasmi alle dita, svenimenti. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, dispepsia, gastrite, dolore addominale; rara: dolore epigastrico. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: astenia, affaticamento; non comune: edema, edema periferico. Patologie epatobiliari. Non nota: alterata funzionalita' epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: rash, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi alle gambe. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: dolore al seno. Esami diagnostici. Comune: abbassamento asintomatico della pressione arteriosa (>=20 mmHg sistolica e >=10 mmHg diastolica); non comune: e' stata osservata una diminuzione dei valori di emoglobina nelle donne amenorroiche durante i primi mesi dopo laripresa del ciclo; non nota: aumento dei livelli plasmatici di creatinina fosfochinasi, valori alterati ai test di funzionalita' epatica.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati sull'uso della cabergolina nelle donne in gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno dimostrato effetti teratogeni, ma sono state osservate riduzionedella fertilita' ed embriotossicita' contemporaneamente all'attivita'farmacodinamica. A seguito di uno studio osservazionale della durata di dodici anni sugli effetti in gravidanza della terapia a base di cabergolina, sono oggi disponibili informazioni relative a 256 gravidanze, Di queste 256 gravidanze diciassette (6,6%) sono esitate in gravi malformazioni congenite o aborti. Sono disponibili informazioni su 23 di258 bambini che hanno avuto in totale 27 anomalie neonatali, piu' o meno gravi. Le piu' comuni anomalie neonatali sono state le malformazioni dell'apparato muscolo-scheletrico (10), seguite dalle anomalie a carico dell'apparato cardio-polmonare (5). Non ci sono informazioni relative a malattie perinatali o agli effetti a lungo termine su bambini che siano stati esposti alla cabergolina durante la vita intrauterina. Sulla base della letteratura pubblicata di recente, nella popolazione generale e' stata riportata una prevalenza di malformazioni congenite gravi pari al 6,9 % o maggiore. La percentuale di anomalie congenite varia nelle diverse popolazioni. Non e' possibile determinare con accuratezza se c'e' un aumento del rischio in quanto non e' stato incluso un gruppo di controllo. Prima della somministrazione del farmaco e' necessario escludere uno stato di gravidanza. La cabergolina deve essere usata in gravidanza solo se chiaramente indicato e dopo un'accurata valutazione del rapporto tra beneficio e rischio. In considerazione della lunga emivita del farmaco (pari a 79-115 ore) e dei dati limitati sull'esposizione intrauterina, le donne che stanno pianificando una gravidanza, una volta raggiunti dei cicli ovulatori regolari, dovranno interrompere la cabergolina un mese prima del tentativo di concepimento. Questo consentira' di prevenire una possibile esposizione fetale al medicinale e non interferira' con la possibilita' di concepimento perche' i cicli ovulatori in alcuni casi persistono per 6 mesi dopo l'interruzione del farmaco. Se il concepimento dovesse avvenire durante la terapia, il trattamento dovra' essere interrotto non appena si venga a conoscenza della gravidanza in atto per limitare l'esposizione del feto al medicinale. Allattamento: nei ratti, la cabergolina e/o i suoi metaboliti sono escreti nel latte. Non si hanno informazioni sull'escrezione del farmaco nel latte materno; tuttavia si deve consigliare alle donne di non allattare in caso di non riuscita dell'inibizione/soppressione dell'allattamento con cabergolina. La cabergolina non deve essere somministrato a donne con disturbi iperprolattinemici che intendano allattare i loro bambini perche' inibisce la lattazione.

Codice: 033359011
Codice EAN:
Codice ATC: G02CB03
  • Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali
  • Altri ginecologici
  • Altri preparati ginecologici
  • Inibitori della prolattina
  • Cabergolina
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: COMPRESSE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE