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ADVATE FL 500UI+FL SOLV 5ML

Produttore: SHIRE ITALIA SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ADVATE 500 UI POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Vitamina K ed altri emostatici.

PRINCIPI ATTIVI

Ciascun flaconcino contiene nominalmente 500 UI fattore VIII della coagulazione umano (rDNA), octocog alfa.

ECCIPIENTI

Polvere: mannitolo; sodio cloruro; istidina; trealosio; calcio cloruro; trometamolo; polisorbato 80; glutatione (ridotto). Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti affetti daemofilia A (deficit congenito di fattore VIII); indicato in tutte lefasce di eta'.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati o alle proteine murine o di criceto.

POSOLOGIA

La dose e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravita' del deficit di fattore VIII, dalla sede e dall'entita' dell'emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente. Il numero di unita' di fattore VIII viene espresso in Unita' Internazionali (UI), riferite allo standard WHO per i concentrati di fattore VIII. L'attivita' plasmaticadel fattore VIII e' espressa sia in percentuale (riferita al plasma umano normale) sia in unita' internazionali (riferite allo standard internazionale per il fattore VIII plasmatico). Una Unita' Internazionale(UI) di attivita' di fattore VIII e' equivalente alla quantita' di fattore VIII contenuta in un ml di plasma umano normale. Trattamento: lastima della dose richiesta di fattore VIII si basa sulla considerazione empirica che 1 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo aumenta l'attivita' plasmatica di fattore VIII di 2 UI/dl. Nell'eventualita' dei seguenti episodi emorragici, l'attivita' di fattore VIII non deve scendere al di sotto dei livelli di attivita' plasmatica determinati (in% o in UI/dl) rispetto ai livelli normali nel periodo corrispondente.La seguente posologia puo' essere utilizzata come riferimento per il dosaggio negli episodi emorragici ed in chirurgia. >>Emorragie. Emartro in fase precoce, emorragie intramuscolari o del cavo orale: livello di Fattore VIII richiesto 20-40 (%) o (UI/dl); frequenza delle somministrazioni (h)/durata della terapia (gg): ripetere l'iniezione ogni 12-24 ore (8-24 ore per pazienti di eta' inferiore a 6 anni) per almeno 1giorno fino a che, a cessazione del dolore, l'episodio emorragico siarisolto o si sia giunti a guarigione. Emartri piu' estesi, emorragie intramuscolari o ematomi: livello di Fattore VIII richiesto 30-60 (%) o (UI/dl), ripetere l'iniezione ogni 12-24 ore (8-24 ore per pazienti di eta' inferiore a 6 anni) per 3-4 giorni o piu', fino alla scomparsadel dolore e dell'invalidita' acuta. Emorragie a rischio per la vita:livello di Fattore VIII richiesto 60-100 (%) o (UI/dl), ripetere l'iniezione ogni 8-24 ore (6-12 ore per pazienti di eta' inferiore a 6 anni) fino alla risoluzione dell'evento. >>Interventi chirurgici. Minori.Incluse le estrazioni dentarie: livello di Fattore VIII richiesto 30-60 (%) o (UI/dl), ogni 24 ore (12-24 ore per pazienti di eta' inferiore a 6 anni), per almeno 1 giorno, fino al raggiungimento della guarigione. Maggiori: livello di Fattore VIII richiesto 80-100 (%) o (UI/dl) (pre- e post-intervento, ripetere l'iniezione ogni 8-24 ore (6-24 ore per pazienti di eta' inferiore a 6 anni) fino al raggiungimento di unaadeguata cicatrizzazione; successivamente continuare la terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere l'attivita' del fattore VIII a valori compresi tra il 30-60% (UI/dl). La dose e la frequenza della somministrazione devono essere adattate alla risposta clinica per ogni singolo caso. In certe circostanze (ad esempio, presenza di un inibitore a basso titolo) possono essere necessarie dosi maggiori di quelle calcolate usando la formula. Durante il trattamento e' consigliabile eseguire una adeguata determinazione dei livelli di fattore VIII plasmatico per stabilire la dose da somministrare e la frequenza delle iniezioni. In particolare, in caso di interventi chirurgici maggiori, e' indispensabile eseguire un attento monitoraggio della terapia sostitutiva per mezzo della determinazione dell'attivita' plasmatica del fattore VIII.La risposta verso il fattore VIII puo' variare a seconda del singolo paziente, mostrando livelli differenti di recupero in vivo e differente emivita. Profilassi: per la profilassi antiemorragica a lungo termine in pazienti affetti da emofilia A grave, le dosi usuali sono di 20-40 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo ad intervalli di 2-3 giorni. Popolazione pediatrica: per il trattamento, la dose nei pazienti pediatrici (da 0 a 18 anni di eta') non differisce da quella dei pazienti adulti. Per la terapia profilattica nei pazienti al di sotto dei 6 anni di eta', sono raccomandate dosi da 20-50 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo, 3-4 volte alla settimana. Modo di somministrazione: il prodotto deve essere somministrato per via endovenosa. In caso disomministrazione da parte di personale non sanitario e' necessario untraining appropriato. E' necessario determinare la velocita' di somministrazione, in modo da non creare disagio al paziente, fino ad un massimo di 10 ml/min. Dopo la ricostituzione, la soluzione e' limpida, incolore, priva di corpi estranei e ha un pH da 6,7 a 7,3.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C); non congelare. Farmaco con dispositivo BAXJECT II: tenere il flaconcino del prodotto nell'imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce. Farmaco nel sistema BAXJECT III: tenere il blister sigillato nell'imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce.

AVVERTENZE

Ipersensibilita': sono state riportate reazioni di ipersensibilita' di tipo allergico, tra cui l'anafilassi, con il farmaco. Il prodotto contiene tracce di proteine murine e di criceto. Se insorgono sintomi diipersensibilita', i pazienti devono essere avvisati di interrompere immediatamente il trattamento. I pazienti devono essere informati circai primi segni delle reazioni di ipersensibilita', che comprendono orticaria, orticaria generalizzata, costrizione toracica, sibilo, ipotensione e anafilassi. In caso di shock, deve essere instaurato il trattamento medico standard dello shock. Inibitori: la formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) verso il fattore VIII rappresenta una complicanza nota nel trattamento di soggetti affetti da emofilia A. Tali inibitori sono generalmente immunoglobuline IgG dirette contro l'attivita' procoagulante del fattore VIII, e sono quantificate in Unita' Bethesda (UB) per ml di plasma per mezzo del test modificato. In pazientiche sviluppano inibitori del fattore VIII, le condizioni possono manifestarsi come un'insufficiente risposta clinica. In tali casi, e' raccomandato che venga contattato un centro emofilia specializzato. Il rischio di sviluppare inibitori e' correlato al tempo di esposizione al fattore VIII, essendo maggiore entro i primi 20 giorni di esposizione, e ad altri fattori genetici e ambientali. Raramente gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni dall'esposizione. Casi di comparsa di inibitore ricorrente (a basso titolo) sono stati osservati a seguito del passaggio da un prodotto a base di fattore VIII ad un altro, in pazienti gia' in precedenza trattati con piu' di 100 giorni di esposizione e con una storia precedente di sviluppo di inibitori. Si raccomanda pertanto di monitorare attentamente tutti i pazienti per la ricomparsa di inibitori dopo qualsiasi passaggio da un prodotto a un altro. In generale, tutti i pazienti trattati con fattore VIII della coagulazione devono essere sottoposti ad osservazioni cliniche e ad attento monitoraggio per evidenziare lo sviluppo di inibitori mediante adeguati test di laboratorio. Se non si ottengono i livelli plasmatici di attivita' del fattore VIII attesi, o se l'emorragia non e' controllata con una dose adeguata, deve essere eseguito un test al fine di determinare se siano presenti inibitori del fattore VIII. Nei pazienti con livelli elevati di inibitore, la terapia sostitutiva con fattore VIII potrebbe non essere efficace e devono essere prese in considerazione altre soluzioni terapeutiche. La gestione di questi pazienti deve essere affidata a medici con esperienza nel trattamento di pazienti con emofilia e inibitori del fattore VIII. Complicazioni correlate a catetere nel trattamento: se e' necessario il dispositivo per accesso venoso centrale (CVAD), si deve prendere in considerazione il rischio di complicazioni correlate al CVAD, tra cui infezioni locali, batteriemia e trombosi in sede di catetere. Considerazioni correlate all'eccipiente: dopo ricostituzione questo medicinale contiene 0,45 mmol di sodio (10 mg)per flaconcino. Bisogna tenerne conto in caso di pazienti sottoposti a dieta iposodica. Al fine di mantenere un collegamento tra il paziente e il numero di lotto del prodotto medicinale, si raccomanda vivamente di prendere nota del nome e del numero di lotto del prodotto a ogni somministrazione del farmaco a un paziente. Popolazione pediatrica: leavvertenze e le precauzioni riportate si applicano sia agli adulti che ai bambini.

INTERAZIONI

Non sono stati effettuati studi d'interazione con il medicinale.

EFFETTI INDESIDERATI

Le ADR riportate con la maggiore frequenza sono state sviluppo di anticorpi neutralizzanti verso il fattore VIII (inibitori), cefalea e febbre. Sono state osservate raramente reazioni di ipersensibilita' o allergiche (che possono comprendere angioedema, bruciore e sensazione urticante in sede di infusione, brividi, vampate, orticaria generalizzata, cefalea, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, costrizione toracica, formicolio, vomito, sibilo), che in alcuni casi potrebbero evolvere in grave anafilassi (incluso shock). Sipuo' osservare lo sviluppo di anticorpi verso le proteine murine e/o di criceto con reazioni di ipersensibilita' correlate. I pazienti affetti da emofilia A possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) al fattore VIII. Se si sviluppano tali inibitori, la condizione simanifestera' come un'insufficiente risposta clinica. In tali casi, e'raccomandato che venga contattato un centro emofilia specializzato. La frequenza e' stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100 fino a < 1/10), non comune (>= 1/1.000 fino a < 1/100), rara (>= 1/10.000 fino a < 1/1.000) e molto rara (< 1/10.000), non nota. Infezioni ed infestazioni. Non comune: influenza, laringite. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: inibizione del fattore VIII; non comune: linfangite. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: reazione anafilattica, ipersensibilita'. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: capogiri, compromissione della memoria, sincope, tremore, emicrania, disgeusia. Patologie dell'occhio. Non comune: infiammazione oculare. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni. Patologie vascolari. Non comune: ematoma, vampate, pallore. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: dispnea. Patologie gastrointestinali. Non comune: diarrea, dolore addominale superiore, nausea, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito, esantema, iperidrosi, orticaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: piressia; non comune: edema periferico, dolore toracico, fastidio al torace, brividi, sensazione di anormalita', ematoma insede di puntura vasale; non nota: affaticamento, reazione in sede di iniezione, malessere. Esami diagnostici. Non comune: conta dei monociti aumentata, abbassamento livello fattore VIII della coagulazione, abbassamento dell'ematocrito, test di laboratorio fuori norma. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Non comune: complicanzapost intervento, emorragia da post intervento, reazione locale da intervento. Sviluppo inibitori: e' stato segnalato sviluppo di inibitori in pazienti trattati in precedenza (PTP) e in pazienti non trattati inprecedenza (PUP). ADR specifiche per i residui del processo di produzione: dei 229 pazienti trattati, testati per anticorpi della proteina cellulare di ovaio di criceto cinese (CHO), 3 hanno evidenziato una tendenza verso l'alto statisticamente significativa nei titoli, 4 hanno evidenziato picchi costanti o picchi transitori e un paziente ha evidenziato entrambi ma senza sintomi clinici. Dei 229 pazienti trattati, testati per anticorpi della IgG murina, 10 hanno evidenziato una tendenza verso l'alto statisticamente significativa, 2 hanno evidenziato picchi costanti o picchi transitori e un paziente ha evidenziato entrambi. Quattro di questi pazienti hanno riportato casi isolati di orticaria, prurito, esantema e conta degli eosinofili leggermente elevata fra le esposizioni ripetute al prodotto di studio. Ipersensibilita': le reazioni di tipo allergico includono l'anafilassi e si sono manifestate con capogiro, parestesia, esantema, arrossamento, edema del viso, orticaria e prurito. Popolazione pediatrica: a parte lo sviluppo di inibitori in pazienti pediatrici non trattati in precedenza (PUP) e le complicazioni correlate a catetere, negli studi clinici non si sono osservate differenze nelle ADR specifiche per l'eta'. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con fattore VIII. A causa dei rari casi di emofilia A fra le donne, non sono disponibili dati riguardanti l'impiego di fattore VIII durante la gravidanza e l'allattamento. Pertanto durante la gravidanza e l'allattamento, il fattore VIII deve essere usato solo se chiaramente indicato.

Codice: 036160024
Codice EAN:
Codice ATC: B02BD02
  • Sangue ed organi emopoietici
  • Antiemorragici
  • Vitamina k ed altri emostatici
  • Fattori della coagulazione del sangue
  • Fattore viii di coagulazione
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE