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AMINOPLASMAL 10% INFUS 10FL500

Produttore: B.BRAUN MILANO SPA
FARMACO DI CLASSE C
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

SOLUZIONI ENDOVENA.

INDICAZIONI

Carenze proteiche da insufficiente apporto o da aumentato bisogno proteico quando la nutrizione orale non e' possibile oppure e' controindicata; sindromi di cattiva assimilazione, soprattutto se associata a malattie del tratto gastroenterico; ustioni; stati postemorragici; cure pre- e postoperatorie per ristabilire l'equilibrio nutritivo degli operati.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Turbe del metabolismo degli amminoacidi, epatopatie in stadio avanzato, insufficienza cardiaca manifesta, iperidratazione, acidosi, iperkaliemia, rigida restrizione dell'apporto di sodio, insufficienza renale con livelli patologici di azoto residuo, nonche' nei casi di ipersensibilita' ad uno o piu' amminoacidi, intossicazione da metanolo. Gravidanza. Non e' stata stabilita la sicurezza d'impiego di AMINOPLASMAL durante la gravidanza.

POSOLOGIA

Le dosi degli amminoacidi da infondere vanno stabilite in base allo stato di nutrizione del paziente. Se non diversamente prescritto, infusione per via endovenosa in ragione di 1-2 g di amminoacidi/kg/die. Durante la somministrazione ricontrollare il flacone almeno una volta ogni ora. Se si notano segni di contaminazione della soluzione oppure se il paziente manifesta febbre o brividi, sospendere immediatamente la somministrazione ed informare il medico. La via di somministrazione preferenziale e' la via venosa centrale mediante catetere a dimora, la' dove l'entita' dello stato catabolico o della deplezione richiedano unaNPT a lungo termine. Puo' essere comunque infuso per via venosa periferica insieme a glucosata 5-10% e/o ad emulsioni lipidiche nei pazienti moderatamente catabolici o depleti o per periodo di trattamento breve. La simultanea infusione di emulsioni lipidiche con soluzioni ipertoniche, come quelle amminoacidiche, ha il vantaggio di ridurre l'osmolarita' riducendo il rischio di tromboflebite. Il flacone deve essere utilizzato per una sola infusione e l'eventuale soluzione residua non deve essere riutilizzata.

INTERAZIONI

Nessuna.

EFFETTI INDESIDERATI

Gli effetti indesiderati possono includere: cefalea; nausea e vomito,frequentemente dovuti ad una elevata velocita' di somministrazione; febbre, non dovuta a presenza di pirogeni nella soluzione ma probabilmente ad una certa azione dinamica specifica degli amminoacidi. Flebiti e flebotrombosi possono verificarsi nella vena usata per l'infusione. La somministrazione di amminoacidi o di idrolisati proteici ad un paziente con insufficienza epatica puo' provocare squilibri degli amminoacidi nel siero, azotemia prerenale, iperammoniemia, stupore e coma. L'ammoniemia e' particolarmente grave nei bambini piccoli, in quanto la sua comparsa nella sindrome causata da difetti metabolici genetici si associa spesso, anche se non in rapporto necessariamente causale, con il ritardo mentale. Questa reazione appare correlata con il dosaggio ede' piu' probabile che si sviluppi durante trattamenti a lungo termine. E' essenziale controllare frequentemente i livelli di ammoniaca nel sangue del bambino. Casi di iperammoniemia tipicamente asintomatica sono stati riportati in pazienti affetti da disfunzioni epatiche latenti. I meccanismi di questa reazione non sono chiaramente definiti, ma possono coinvolgere difetti genetici ed una funzionalita' epatica immatura o ridotta a valori subclinici. Se si presentano sindromi di iperammoniemia, la somministrazione va sospesa e si deve riesaminare lo statoclinico del paziente. Usare con cautela in pazienti con precedenti anamnestici o allergia verso farmaci o sostanze varie e soltanto se sonoprontamente disponibili mezzi adeguati per trattare le manifestazioniallergiche acute. Se si manifesta una reazione allergica sospendere immediatamente l'infusione. Non usare questa soluzione da sola per compensare deficit gravi o moderati di elettroliti primari. Si deve evitare un sovraccarico circolatorio soprattutto nei pazienti con insufficienza cardiaca. Nei pazienti con infarto del miocardio, l'infusione di amminoacidi va associata al glucosio poiche' nell'anossia gli acidi grassi liberi non possono essere utilizzati dal miocardio e l'energia deve essere prodotta anaerobicamente dal glicogeno o dal glucosio. In presenza di una insufficiente funzione renale la somministrazione di amminoacidi puo' aggravare l'iperazotemia.

Codice: 026790220
Codice EAN:
Codice ATC: B05BA01
  • Sangue ed organi emopoietici
  • Succedanei del sangue e soluzioni perfusionali
  • Soluzioni endovena
  • Soluzioni nutrizionali parenterali
  • Aminoacidi
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi
Forma farmaceutica: PREPARAZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE