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AURANTIN IM EV 5F 250MG 5ML Produttore: VIATRIS PHARMA SRL

  • FARMACO OSPEDALIERO
  • USO OSPEDALIERO

DENOMINAZIONE

AURANTIN 250 MG/5 ML SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiepilettici derivati dell'idantoina.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni flaconcino contiene 5 ml di soluzione che corrisponde a 250 mg di fenitoina sodica 50 (mg/ml). Eccipienti con effetti noti: la soluzione da 5 ml contiene anche 2,072 g di glicole propilenico e 400, 0 mg di etanolo al 96% e 22,04 mg di sodio (vedere paragrafo 4.4). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Glicole propilenico, etanolo, sodio idrossido, acqua per preparazioniiniettabili.

INDICAZIONI

Aurantin parenterale e' indicato per il controllo dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male) e per la prevenzione e il trattamento di crisi che compaiono durante o dopo interventi di neurochirurgia e/o gravi traumi cranici. Aurantin e' impiegato nel trattamento di aritmie cardiache, quali aritmie ventricolari pericolose per la vita o aritmie secondarie causate da intossicazione da digitale, nei casiin cui non c'e' stata risposta ad altri trattamenti antiaritmici disponibili o quando altri antiaritmici potrebbero non essere tollerati.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, ad altre idantoine, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La somministrazione endoarteriosa deve essere evitata a causa dell'elevato pH del preparato. A causa del suo effetto sull'automatismo ventricolare, la fenitoina e' controindicata nella bradicardia sinusale, nel blocco seno-atriale, nel blocco atrioventricolare (AV) di secondo e terzo grado e nei pazienti con sindrome di Adams-Stokes. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6). La somministrazione concomitante di fenitoina e delavirdina e' controindicata in considerazione della potenziale perdita di risposta virologica e possibile resistenza alla delavirdina o alla classe di inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa.

POSOLOGIA

Stato epilettico: in un paziente con crisi epilettiche continue, raffrontate con le piu' comuni crisi a rapida ricorrenza tipo epilessia seriale, prima della somministrazione di Aurantin e' raccomandato l'impiego endovenoso di diazepam a causa del suo rapido inizio di effetto. Dopo somministrazione di diazepam in pazienti con crisi epilettiche continue e nel trattamento iniziale dell'epilessia seriale una dose di attacco da 10 mg/Kg a 15 mg/Kg di fenitoina deve essere iniettata per via endovenosa lenta ad una velocita' non superiore a 50 mg/minuto (cio'richiede circa 20 minuti in un soggetto di 70 Kg). La dose di attaccodeve essere seguita da dosi di mantenimento di 100 mg per via orale oendovenosa ogni 6-8 ore. L'assorbimento orale di fenitoina nei neonati e' inattendibile; tuttavia una dose di attacco da 15 mg/Kg a 20 mg/Kg di Aurantin per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocita' di 1-3 mg/Kg/minuto o ad una velocita' non superiore a 50 mg/minuto (a seconda di quale sia piu' lenta). Questo medicinale contiene 2,072 g di glicole propilenico per 5 ml di soluzione, pertanto una dose di attacco di fenitoina di 20 mg/kg risulterebbe in una quantita' di 165,6 mg/kg di glicole propilenico. Nei neonati e nei bambini di eta' inferiore o uguale a 1 anno, cio' puo' provocare potenziali reazioni avverse (vedere paragrafo 4.4). La determinazione dei livelli plasmatici di fenitoina e' consigliabile quando si impiega Aurantin per il trattamento dello stato epilettico e per la successiva definizione del dosaggio dimantenimento. Il livello clinicamente efficace e' solitamente di 10-20 mg/l anche se alcuni casi di crisi tonico-cloniche possono essere controllati con livelli sierici inferiori. La somministrazione intramuscolare non deve essere impiegata per il trattamento dello stato epilettico dal momento che, con tale via, il raggiungimento dei livelli di picco plasmatico puo' richiedere fino a 24 ore. Aritmie cardiache: somministrare inizialmente una dose da 3,5 mg/Kg a 5 mg/Kg per via endovenosa. Se necessario ripetere la dose una sola volta. La soluzione deve essere iniettata lentamente per via endovenosa ad una frequenza non superiore a 1 ml (50 mg) al minuto. Dosaggio in popolazioni speciali: pazienti con malattia renale o epatica: (vedere paragrafo 4.4). Pazienti anziani (oltre 65 anni di eta'): la clearance della fenitoina e' leggermente ridotta nei pazienti anziani e potrebbe essere necessario un dosaggio inferiore o una somministrazione meno frequente (vedere paragrafo 5.2). Tuttavia, nei pazienti anziani possono verificarsi complicazioni piu' facilmente. Altre indicazioni: non e' possibile definire uno schema terapeutico valido per tutte le altre indicazioni. La via di somministrazione endovenosa e' preferibile. I dosaggi e gli intervalli fra le somministrazioni saranno determinati a seconda delle necessita' dei singoli pazienti. Devono essere tenuti in considerazione fattori quali precedenti terapie antiepilettiche, grado di controllo delle crisi, eta' e condizioni mediche generali del paziente. Nonostante il lento assorbimento di Aurantin quando iniettato intramuscolo, il suo impiego con questa via di somministrazione puo' essere appropriato in alcune condizioni. Quando si rende necessaria per breve tempo la somministrazione intramuscolare in pazienti precedentemente stabilizzati con fenitoina per via orale, e' essenziale effettuare appropriati aggiustamenti posologici per mantenere livelli sierici terapeutici. Una dose intramuscolare superiore del 50% a quella orale e' necessaria per mantenere tali livelli. Quando si ritorna al trattamento orale, la dose deve essere ridotta del 50% rispetto alla dose orale iniziale allo scopo di evitare il raggiungimento di livelli sierici troppo elevati a causa del prolungato rilascio dalle sedi di iniezione intramuscolare. In un paziente precedentemente non trattato con fenitoina, Aurantin puo' essere somministrato per via intramuscolare alla dose di 100-200 mg (2-4 ml) ad intervalli di circa 4 ore a scopo profilattico durante interventidi neurochirurgia e proseguito nel periodo postoperatorio per 48-72 ore. La posologia deve essere successivamente ridotta fino a una dose di mantenimento di 300 mg e aggiustata in funzione dei livelli sierici.Se il paziente richiede un periodo di trattamento con Aurantin per via intramuscolare superiore a una settimana, dovrebbero essere valutatevie di somministrazione alternative quali l'intubazione gastrica. Perperiodi inferiori a una settimana, il paziente che interrompe la somministrazione intramuscolare dovrebbe ricevere la meta' della dose orale iniziale per lo stesso periodo di tempo in cui e' stato trattato pervia intramuscolare con Aurantin. Il dosaggio dei livelli sierici e' utile come guida a un appropriato aggiustamento della dose. Bambini: posologia come per gli adulti. Tuttavia e' stato dimostrato che i bambini tendono a metabolizzare la fenitoina piu' rapidamente di quanto avviene nell'adulto. Cio' deve essere tenuto in considerazione quando si definiscono i dosaggi. Il ricorso al monitoraggio dei livelli sierici di fenitoina puo' essere di particolare utilita' in questi casi. Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocita' di 1-3 mg/kg/minuto o ad una velocita' non superiore a 50 mg/minuto (a seconda di quale sia piu' lenta). Neonati: l'assorbimento orale di fenitoina nei neonati e' incostante; tuttavia una dose di attacco di 15 mg/Kg - 20 mg/Kg per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocita' di 1-3 mg/Kg/minuto. Questo medicinale contiene 2,072 g di glicole propilenico per 5 ml di soluzione, pertanto una dose di attacco di fenitoina di 20 mg/kg risulterebbe in una quantita' di 165,6 mg/kg di glicole propilenico. Nei neonati e nei bambini di eta' inferiore o uguale a 1 anno,cio' puo' provocare potenziali reazioni avverse (vedere paragrafo 4.4). Modo di somministrazione: un'infusione rapida puo' essere associataa eventi cardiovascolari avversi (vedere paragrafo 4.4). Quando possibile deve essere usata la fenitoina per via orale, a causa dei rischi di tossicita' cardiaca e locale associati alla fenitoina per via endovenosa. Aurantin non deve essere miscelato alle comuni soluzioni per infusione endovenosa e in particolare al destrosio e alle soluzioni contenenti destrosio a causa della potenziale formazione di precipitati (vedere paragrafo 6.2). Per le istruzioni sulla manipolazione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE

Avvertenze generali: nell'adulto la somministrazione EV non deve superare i 50 mg/minuto, nel neonato e nel bambino, non deve superare la velocita' di 1-3 mg/Kg/minuto o di 50 mg/minuto (a seconda di quale siapiu' lenta). I segni piu' rilevanti di tossicita' da uso endovenoso sono il collasso cardiovascolare e/o la depressione del sistema nervosocentrale. La via IM non e' raccomandata per il trattamento dello stato epilettico a causa del lento assorbimento. Con questa via di somministrazione non si possono raggiungere rapidamente livelli sierici terapeuticamente adeguati di fenitoina. Il trattamento con farmaci antiepilettici non deve essere interrotto improvvisamente perche' cio' puo' comportare un aumento di frequenza delle convulsioni, incluso lo stato epilettico. Qualora, a giudizio del medico, si presenti la necessita' di una riduzione del dosaggio o di una interruzione del trattamento, oppure della sostituzione con un farmaco antiepilettico alternativo, cio' deve essere effettuato in modo graduale. Comunque, nel caso di reazione allergica o da ipersensibilita', puo' essere necessaria la sostituzione rapida con una terapia alternativa. In tale caso, la terapia alternativa deve essere effettuata con un farmaco antiepilettico non appartenente alla classe delle idantoine. E' stato osservato che una piccola percentuale di individui trattati con fenitoina metabolizza il farmaco piu' lentamente della norma e cio' sembra essere determinato geneticamente (polimorfismo). A causa di un aumento della frazione di fenitoina non legata in pazienti con malattia renale o epatica o affetti daipoalbuminemia, l'interpretazione delle concentrazioni plasmatiche difenitoina totale deve essere fatta con cautela. La concentrazione di fenitoina non legata puo' essere elevata in pazienti affetti da iperbilirubinemia. Le concentrazioni di fenitoina non legata potrebbero essere piu' utili in queste popolazioni di pazienti. Suicidio: casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati nei pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni.Una meta-analisi di trials clinici randomizzati verso placebo ha, inoltre, evidenziato la presenza di un modesto incremento del rischio di ideazione e comportamento suicidario. Il meccanismo di tale rischio non e' stato stabilito e i dati disponibili non escludono la possibilita' di un incremento di rischio con Aurantin. Pertanto, i pazienti dovrebbero essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicidari ed in tal caso dovrebbe essere preso in considerazione unappropriato trattamento. I pazienti (e chi ne ha cura) dovrebbero essere istruiti ad avvertire il proprio medico curante qualora emergano segni di ideazione o comportamento suicidari. Effetti cardiovascolari: quando il farmaco e' somministrato per via endovenosa troppo rapidamente, di solito compare ipotensione. Sono stati segnalati gravi reazionicardiotossiche ed episodi letali con aritmie inclusa bradicardia, depressione della conduzione atriale e ventricolare e fibrillazione ventricolare. In alcuni casi, le aritmie cardiache hanno portato ad asistolia/arresto cardiaco e morte. Gravi complicanze sono state riscontrate soprattutto in anziani o in pazienti gravemente ammalati. Eventi cardiaci indesiderati sono stati riportati anche negli adulti e nei bambinisenza sottostante malattia cardiaca o comorbidita' e a dosi e velocita' di infusione consigliate. Pertanto, e' necessario eseguire un attento monitoraggio cardiaco (compreso quello respiratorio) quando si somministrano dosi EV di carico di fenitoina. Puo' essere necessario ridurre la velocita' o sospendere la somministrazione. La fenitoina deve essere usata con cautela nei pazienti con ipotensione e/o grave insufficienza miocardica. Tossicita' locale (compresa la sindrome del guanto color porpora): irritazione ed infiammazione dei tessuti molli si e' manifestata nel sito di iniezione, con o senza stravaso di fenitoina EV.Edema, decolorazione e dolore distale al sito di iniezione (descritticome sindrome del guanto color porpora) sono stati riportati a seguito di iniezione EV periferica di fenitoina. L'irritazione dei tessuti molli puo' variare da lieve tensione con dolenzia a necrosi estesa e sfaldamento cutaneo. La sindrome puo' non presentarsi per diversi giornidopo l'iniezione. Benche' la risoluzione dei sintomi possa essere spontanea, si sono verificate necrosi cutanea e ischemia dell'arto che hanno richiesto interventi quali fasciotomia, trapianto di cute e, in casi rari, amputazione. Devono essere evitate somministrazioni improprie, comprese quelle per iniezione sottocutanea o perivascolare. La somministrazione di fenitoina per via intramuscolare puo' provocare dolore,necrosi e formazione di ascessi nel sito di iniezione (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione). Sindrome da ipersensibilita' o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici: e' stata segnalata sindrome da ipersensibilita' (HSS) o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) in pazienti che assumevanomedicinali anticonvulsivanti, compresa fenitoina. Alcuni di questi eventi sono stati fatali o potenzialmente fatali. La HSS/DRESS si presenta in genere, sebbene non esclusivamente, con febbre, rash e/o linfoadenopatia in associazione con patologie che comportano il coinvolgimento di altri sistemi o organi, quali epatite, nefrite, anomalie ematologiche, miocardite, miosite o polmonite. I sintomi iniziali possono ricordare un'infezione virale acuta. Altre manifestazioni comuni comprendono artralgie, ittero, epatomegalia, leucocitosi ed eosinofilia. L'intervallo tra la prima esposizione al farmaco ed i sintomi di solito e' da 2 a 4 settimane, ma questa sindrome e' stata osservata in pazienti in trattamento con anticonvulsivanti da 3 mesi o piu'.

INTERAZIONI

La fenitoina si lega ampiamente alle proteine sieriche/plasmatiche ede' soggetta a spiazzamento competitivo. La fenitoina e' metabolizzatadagli enzimi CYP2C9 e CYP2C19 del citocromo epatico (CYP) P450 ed e' particolarmente sensibile alle interazioni con farmaci inibitori in quanto soggetta a metabolismo saturabile. L'inibizione del metabolismo puo' produrre aumenti significativi delle concentrazioni di fenitoina circolante e accentuare il rischio di tossicita' da farmaco. La fenitoina e' un potente induttore degli enzimi epatici di metabolizzazione dei farmaci e puo' ridurre i livelli dei farmaci metabolizzati da questienzimi. Molti farmaci possono aumentare o diminuire i livelli siericidi fenitoina o possono essere influenzati dalla fenitoina. Le determinazioni dei livelli sierici di fenitoina sono particolarmente utili quando si sospettano possibili interazioni farmacologiche. Di seguito sono elencate le interazioni farmacologiche che si verificano piu' comunemente. Farmaci che possono aumentare i livelli sierici di fenitoina sono riassunte le classi farmacologiche che possono aumentare i livellisierici di fenitoina. Farmaci che possono aumentare i livelli siericidi fenitoina. Alcool (assunzione acuta). Analgesici/antinfiammatori: azapropazone, fenilbutazone, salicilati. Anestetici: alotano. Antibatterici: cloramfenicolo, eritromicina, isoniazide, sulfadiazina, sulfametizolo, sulfametoxazolo-trimetoprim, sulfafenazolo, sulfisoxazolo, sulfonamidi, sultiamina. Anticonvulsivanti: felbamato, oxcarbazepina, valproato di sodio, succinimidi, topiramato. Agenti antifungini: amfotericina b, fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, miconazolo, voriconazolo. Agenti antineoplastici: fluorouracile, capecitabina. Benzodiazepine/farmaci psicotropi: clordiazepossido, diazepam, disulfiram, metilfenidato, trazodone, viloxazina. Calcioantagonisti/agenti cardiovascolari: amiodarone, dicumarolo, diltiazem, nifedipina, ticlopidina. H2-antagonisti: cimetidina. Inibitori della hmg-coa reduttasi: fluvastatina. Ormoni^38: estrogeni. Farmaci immunosoppressori: tacrolimus. Ipoglicemizzanti orali: tolbutamide. Inibitori della pompa protonica: omeprazolo. Inibitori della ricaptazione della serotonina: fluoxetina, fluvoxamina, sertralina. ^a questo elenco non e' da intendersi onnicomprensivoe esaustivo. Le informazioni sul singolo prodotto devono essere consultate. I livelli sierici di fenitoina possono essere ridotti dalla somministrazione contemporanea di preparazioni a base di Hypericum perforatum. Cio' a seguito dell'induzione degli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci da parte di preparazioni a base di Hypericum perforatum che, pertanto, non dovrebbero essere somministrate in concomitanza con fenitoina. L'effetto di induzione puo' persistere per almeno due settimane dopo l'interruzione del trattamento con prodotti a base diHypericum perforatum . Se un paziente sta assumendo contemporaneamente prodotti a base di Hypericum perforatum i livelli ematici di fenitoina devono essere controllati e la terapia con prodotti a base di Hypericum perforatum deve essere interrotta. I livelli ematici di fenitoinapotrebbero aumentare con l'interruzione dell'assunzione di Hypericum perforatum . Il dosaggio di fenitoina potrebbe necessitare di un aggiustamento. I livelli sierici sono particolarmente utili quando si sospetta una possibile interazione tra farmaci. Iperammoniemia con uso concomitante di valproato La somministrazione concomitante di fenitoina e valproato e' stata associata a un aumento del rischio di iperammoniemia associata a valproato. I pazienti trattati contemporaneamente con questi due farmaci devono essere monitorati per rilevare l'eventuale presenza di segni e sintomi di iperammoniemia. Interazioni con esami di laboratorio La fenitoina puo' diminuire i livelli sierici delle proteine leganti iodio. La fenitoina puo' anche dar luogo a risposte inferiori alla norma per i test al desametasone o metirapone. La fenitoina puo' aumentare i livelli sierici di glucosio, fosfatasi alcalina, gamma glutamil transpeptidasi (GGT) e puo' modificare i test metabolici su calcio e su zucchero presenti nel sangue.

EFFETTI INDESIDERATI

Elenco delle reazioni avverse: le reazioni avverse segnalate con la fenitoina sono elencate nella tabella seguente secondo classificazione per sistemi e organi e per frequenza. Le frequenze sono definite come segue: molto rara e non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: linfoadenopatie1 (localizzate o generalizzate) includenti iperplasia linfoghiandolare benigna, pseudolinfoma, linfoma e malattiadi hodgkin. Patologie ematopoietiche: sono state occasionalmente riportate complicazioni ematopoietiche, alcune fatali, associate alla somministrazione di fenitoina. Queste hanno incluso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo. Si sono verificate anche macrocitosi e anemia megaloblastica (vedere paragrafo 4.4), aplasia specifica della serie rossa. Patologie del sistema immunitario. Non nota: sindrome da ipersensibilita' o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici hss/dress (vedere paragrafo 4.4), lupus eritematoso sistemico, periarterite nodosa e anomalie delle immunoglobuline. Reazioni anafilattoidi e anafilassi. È stato riportato angioedema (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema nervosa. Non nota: nistagmo2, atassia2, disartria2, coordinazione ridotta2 e confusione mentale2, atrofia cerebellare1, vertigine, parestesie, capogiri, sonnolenza, insonnia, nervosismo transitorio, fascicolazioni e cefalea, crisi toniche. Sono stati anche riportati rari casi di discinesia indotta dalla fenitoina, comprendenticorea, distonia e tremori e asterissi, simili a quelli indotti dalla fenotiazina e da altri farmaci neurolettici. Alterazione del gusto (vedere paragrafo 4.4). Una polineuropatia periferica sensoriale predominante e' stata osservata nei pazienti che ricevevano terapia a base di fenitoina a lungo termine. Patologie del sistema cardiac. Non nota: ipotensione che puo' provocare collasso cardiovascolare in casi gravi. Aritmie atriali e ventricolari, inclusa bradicardia, che in alcuni casi, hanno portato ad asistolia/arresto cardiaco e morte (vedere paragrafo 4.4). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: alterazioni della funzione respiratoria incluso arresto respiratorio. Patologie gastrointestinali. Non nota: insufficienza epatica acuta, epatite tossica, danno epatico, vomito, nausea e stipsi (vedere paragrafo4.4). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non nota: manifestazioni dermatologiche talora accompagnate da febbre con rash scarlattiniformi o morbilliformi. L'esantema morbilliforme e' il piu' comune. Altri tipi di dermatite sono osservati piu' raramente. Altre forme rare piu' gravi che possono essere fatali includevano dermatiti bollose, esfoliative o purpuriche, lupus eritematosus, orticaria. Molto rara: gravi reazioni cutanee (scars) come la pustolosi esantematica generalizzata acuta (agep), la sindrome di stevens-johnson (sjs)6, la necrolisi epidermica tossica (ten) 6 (sindrome di lyell) e la reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (dress) (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo.Non nota: iperplasia gengivale, diminuzione della densita' minerale ossea3, osteopenia3, osteoporosi3, e fratture3. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: irritazione locale4, infiammazione4, dolenzia. Necrosi5 e escare5. Edema, decolorazione e dolore distale al sito di iniezione (descritti come sindrome del guanto color porpora; vedere paragrafo 4.4). Esami diagnostici. Non nota: test di funzionalita' tiroidea anormale. ^1 Vedere la sezione seguente "Descrizione di reazioni avverse selezionate". ^2 Le reazioni avverse in questo sistema sono comuni e in genere dose-dipendenti.^3 In pazienti in terapia a lungo termine con AURANTIN. Il meccanismomediante il quale AURANTIN influenza il metabolismo osseo non e' stato identificato. ^4 Nella sede di iniezione sono state segnalate irritazione e infiammazione con o senza fuoriuscita venosa di fenitoina. ^5 Dopo iniezione sottocutanea o perivasale sono state segnalate necrosi e escare. L'iniezione sottocutanea o perivasale deve essere evitata. ^6 Reazioni avverse identificate post commercializzazione come da documento del Pharmacovigilance Working Party (PhVWP) con frequenza stimatamolto rara. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Linfoadenopatia: vi sono state alcune segnalazioni indicanti una relazione tra fenitoina e la comparsa di Linfoadenopatie. Sebbene non sia stata definita una relazione di causa ed effetto, la comparsa di linfoadenopatia indica la necessita' di differenziare tale condizione da altri tipi di patologia linfonodale. Il coinvolgimento linfonodale puo' verificarsi con o senza segni e sintomi che richiamano la malattia da siero con febbre, esantema e coinvolgimento epatico. In tutti i casi di linfoadenopatia e' indicato un prolungato periodo di osservazione e ogni sforzo deve essere fatto per ottenere il controllo della crisi utilizzando farmaci antiepilettici alternativi. Atrofia cerebellare: e' stata segnalata Atrofia cerebellare che sembra essere piu' probabile in situazioni di livelli elevati di fenitoina e/o di uso a lungo termine della fenitoina (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica: il profilo degli eventi avversi della fenitoina e' generalmente simile tra adulti e bambini. L'iperplasia gengivale si manifesta piu' frequentemente in pazienti pediatrici e in pazienti con scarsa igiene orale. Descrizione di reazioni avverse selezionate: questo medicinale contiene glicole propilenico (vedere paragrafo 4.4) e ad una soglia di 500 mg/kg/giorno, sonostati segnalati con dosi elevate o uso prolungato di glicole propilenico vari eventi avversi, come iperosmolalita', acidosi lattica; disfunzione renale (necrosi tubulare acuta), insufficienza renale acuta; cardiotossicita' (aritmia, ipotensione); disturbi del sistema nervoso centrale (depressione, coma, convulsioni); depressione respiratoria; dispnea; disfunzione epatica; reazione emolitica (emolisi intravascolare) ed emoglobinuria; o disfunzione d'organo multisistemica.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Fertilita': negli studi sugli animali la fenitoina non ha determinatonessun effetto diretto sulla fertilita'. Gravidanza: la fenitoina attraversa la placenta. L'esposizione prenatale alla fenitoina puo' aumentare i rischi di malformazioni congenite e altri esiti avversi dello sviluppo. Durante la gravidanza, l'esposizione alla fenitoina e' associata a una frequenza di malformazioni maggiori, da 2 a 3 volte superiore a quella della popolazione generale, che ha una frequenza del 2-3%. Malformazioni quali schisi oro-facciali, difetti cardiaci, difetti cranio-facciali, ipoplasia delle unghie e delle dita e anomalie della crescita (inclusa microcefalia e deficit di crescita prenatale) sono state osservate sia singolarmente che come parte di una sindrome fetale daidantoina, nei bambini nati da donne affette da epilessia e in trattamento con la fenitoina durante la gravidanza. Sono state osservate patologie dello sviluppo neurologico nei bambini nati da donne affette daepilessia e che, durante la gravidanza, erano in trattamento con fenitoina in monoterapia o in combinazione con altri farmaci antiepilettici (AEDs). Gli studi relativi al rischio di patologie dello sviluppo neurologico nei bambini esposti alla fenitoina durante la gravidanza, sono contraddittori e non e' possibile escluderne il rischio. Considerando l'uso endovenoso di Aurantin nel trattamento dello stato epiletticoin gravidanza, le seguenti informazioni devono essere considerate valutando i rischi e i benefici. I potenziali effetti dannosi dello statoepilettico sul feto, in particolare l'ipossia, richiedono tassativamente di controllare la condizione epilettica nel piu' breve tempo possibile. La politerapia con farmaci antiepilettici puo' essere associata con un rischio piu' alto di malformazioni congenite della monoterapia.Percio' e' importante che si pratichi la monoterapia ogni volta che sia possibile. Sono stati segnalati isolati casi di neoplasie, incluso neuroblastoma, in figli di madri trattate con fenitoina durante la gravidanza. Aurantin non deve essere usato durante la gravidanza e nelle donne in eta' fertile, tranne quando vi sia una necessita' clinica e, quando possibile, la donna deve essere informata del rischio di potenziali danni al feto. Quando appropriato, il medico consigliera' alle donne in eta' fertile e alle donne in gravidanza opzioni terapeutiche alternative. Un aumento di frequenza delle crisi in caso di gravidanza si verifica in una parte delle pazienti a seguito dell'alterato assorbimento o metabolizzazione della fenitoina. Periodiche misurazioni dei livelli sierici di fenitoina sono particolarmente utili per un adeguatoaggiustamento posologico nel trattamento di pazienti epilettiche gravide. Tuttavia, nel postpartum sara' probabilmente indicato il ripristino della posologia originale. Sono stati segnalati difetti della coagulazione entro le prime 24 ore di vita in neonati partoriti da madri epilettiche in trattamento con fenitoina. La vitamina K ha dimostraA-to di prevenire o correggere tali difetti e puo' essere somministrata alla madre prima del parto e al neonato dopo la nascita. Rischi dovuti all'eccipiente glicole propilenico: sebbene non sia stato dimostrato cheil glicole propilenico causi tossicita' riproduttiva o dello svilupponegli animali o nell'uomo, puo' raggiungere il feto ed e' stato trovato nel latte materno. Aurantin non deve essere usato in questa popolazione a meno che altri trattamenti siano inefficaci o non tollerati (vedere paragrafo 4.4). La fenitoina e' teratogena nei ratti, nei topi e nei conigli. Donne in eta' fertile: le donne in eta' fertile che non pianificano una gravidanza devono essere consigliate circa l'uso di misure contraccettive efficaci durante il trattamento. La fenitoina puo' annullare l'effetto terapeutico dei contraccettivi ormonali (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Allattamento: piccole quantita' di fenitoina sono escrete nel latte materno. La concentrazione di fenitoina nel latte materno e' circa un terzo della corrispondente concentrazione plasmatica nella madre.Non si deve praticare una brusca interruzione della terapia antiepilettica per il pericolo di una ripresa di attacchi epilettici che potrebbe avere gravi conseguenze sia per la madre che per il bambino.

Codice: 028823019
Codice EAN:

Codice ATC: N03AB02
  • Sistema nervoso
  • Antiepilettici
  • Derivati dell'idantoina
  • Fenitoina
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi e al riparo dalla luce
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 30 MESI
Confezionamento: FIALA

SOLUZIONE INIETTABILE

30 MESI

FIALA