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CAELYX INFUS 1FL 25ML 2MG/ML

Produttore: JANSSEN CILAG SPA
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CAELYX 2 MG/ML CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Agenti citotossici (antracicline e sostanze correlate).

PRINCIPI ATTIVI

Un ml di Caelyx contiene 2 mg di doxorubicina cloridrato in una formulazione di liposomi pegilati. Caelyx consiste in una formulazione liposomiale in cui la doxorubicina cloridrato e' incapsulata in liposomi sulla cui superficie e' legato il metossipolietilen glicole (MPEG). Questo processo, noto come pegilazione, protegge i liposomi dal riconoscimento da parte del sistema fagocitario mononucleare (MPS), incrementandone il tempo di circolazione nel sangue.

ECCIPIENTI

Alpha-(2-[1,2-distearoil-sn-glicero(3)fosfossi]etilcarb amoil)-omega-metossipoli(ossietilen)-40 sale di sodio (MPEG-DSPE). Fosfatidilcolinadi soia completamente idrogenata (HSPC). Colesterolo. Ammonio solfato. Saccarosio. Istidina. Acqua per preparazioni iniettabili. Acido cloridrico (per l'aggiustamento del pH). Sodio idrossido (per l'aggiustamento del pH).

INDICAZIONI

Il farmaco e' indicato: in monoterapia in pazienti con tumore mammario metastatico, laddove sia presente un rischio cardiaco aumentato. Peril trattamento del tumore ovarico in stadio avanzato in donne che abbiano fallito un trattamento chemioterapico di prima linea a base di platino. In associazione a bortezomib per il trattamento del mieloma multiplo in progressione in pazienti che hanno ricevuto in precedenza almeno un trattamento e che sono stati gia' sottoposti, o non possono essere sottoposti, a trapianto di midollo osseo. Per il trattamento del sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS (KS-AIDS), in pazienti con un basso numero di CD4(linfociti CD4< 200/mm^3) e malattia a livello mucocutaneo o viscerale diffusa. Il farmaco puo' essere utilizzato come chemioterapia sistemica di prima linea o di seconda linea in pazienti affetti da KS-AIDS con malattia gia' in stadio avanzato o in pazienti intolleranti ad un precedente trattamento chemioterapico sistemico di associazione con almeno due delle seguenti sostanze: un alcaloide della vinca, bleomicina e doxorubicina standard (o un'altra antraciclina).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, arachidi o soia. Il farmaco non deve essere utilizzato per il trattamento del KS-AIDS che possa essere trattato in modo efficace con terapia locale o con alfa-interferone sistemico.

POSOLOGIA

Il farmaco deve essere somministrato solo sotto il controllo di un oncologo specializzato nella somministrazione di agenti citotossici. Caelyx possiede proprieta' farmacocinetiche uniche; pertanto non deve essere utilizzato in modo intercambiabile con altre formulazioni di doxorubicina cloridrato. Posologia. Tumore mammario/Tumore ovarico. Il farmaco va somministrato per via endovenosa al dosaggio di 50 mg/m^2 una volta ogni 4 settimane fino a progressione della malattia e fino a quando la paziente e' in grado di tollerare il trattamento. Mieloma multiplo. Il farmaco e' somministrato alla dose di 30 mg/m^2 il giorno 4 delregime terapeutico di bortezomib della durata di 3 settimane, tramiteinfusione endovenosa di 1 ora immediatamente dopo l'infusione di bortezomib. Il regime terapeutico di bortezomib e' costituito da una dose di 1,3 mg/m^2 ai giorni 1, 4, 8 e 11 ogni 3 settimane. La terapia deveessere ripetuta fintanto che il paziente evidenzia una risposta soddisfacente ed e' in grado di tollerare il trattamento. La dose del giorno 4 di entrambi i farmaci puo' essere ritardata fino a 48 ore, se necessario dal punto di vista medico. Le dosi di bortezomib devono essere separate di almeno 72 ore. Sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS. Caelyx va somministrato per via endovenosa a dosi di 20 mg/m^2 ogni due - tre settimane. Evitare intervalli inferiori a 10 giorni, in quanto non si puo' escludere un accumulo del prodotto ed un aumento della tossicita'. Per ottenere una risposta terapeutica si raccomanda di trattare ipazienti per un periodo di due - tre mesi. Continuare il trattamento secondo necessita' per mantenere la risposta terapeutica. Per tutti i pazienti Se il paziente manifesta segni o sintomi precoci di reazione all'infusione, sospendere immediatamente l'infusione, somministrare appropriate premedicazioni (antistaminici e/o corticosteroidi a breve durata d'azione) e riprendere l'infusione ad una minore velocita'. Lineeguida per l'aggiustamento posologico del farmaco. Per la gestione degli eventi avversi quali la eritrodisestesia palmo-plantare (PPE), la stomatite o la tossicita' ematologica, la dose puo' essere ridotta o lasomministrazione posticipata. Le linee guida per l'aggiustamento posologico di Caelyx a seguito di questi eventi avversi sono riportate di seguito. La classificazione della tossicita' riportata di seguito si basa sui Criteri Comuni di Tossicita' dell'Istituto Nazionale del Cancro (NCI-CTC). I dati per la PPE e la stomatite forniscono lo schema seguito per aggiustare la dose durante gli studi clinici sul trattamento del tumore mammario o ovarico (modifica del ciclo raccomandato di trattamento di 4 settimane): se queste tossicita' si verificano in pazienti con KS-AIDS, il ciclo raccomandato di trattamento di 2-3 settimane puo' essere modificato in modo analogo. I dati per la tossicita' ematologica fornisce lo schema seguito per modificare la dose durante gli studi clinici condotti solo nelle pazienti con tumore mammario o ovarico. ERITRODISESTESIA PALMO-PLANTARE. Grado 1 (eritema lieve, gonfiore o desquamazione che non interferiscono con le attività giornaliere). 4 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ritrattare a meno che il paziente non abbia precedentemente manifestato una tossicità cutanea digrado 3 o 4, nel qual caso attendere un'altra settimana; 5 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ritrattare a meno che il paziente non abbia precedentemente manifestato una tossicità cutanea di grado 3 o 4, nel qual caso attendere un'altra settimana; 6 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ridurre la dose del 25%; ritornare all'intervallo di4 settimane. Grado 2 (eritema, desquamazione o gonfiore che interferiscono, ma non precludono le normali attività fisiche; piccole vescicole o ulcerazioni di diametro inferiore a 2 cm). 4 Settimane dopola dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 5 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 6 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ridurre la dose del25%; ritornare all'intervallo di 4 settimane. Grado 3 (vescicazione, ulcerazione o gonfiore che interferiscono con la deambulazione o le normali attività giornaliere; non si possono indossare abiti normali). 4 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 5Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 6 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Sospendere definitivamente il trattamento. Grado 4 (processo diffuso o locale che causacomplicanze infettive o uno stato che richieda di stare a letto o ospedalizzazione). 4 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 5 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 6 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Sospendere definitivamente il trattamento. STOMATITE. Grado 1 (ulcere indolori, eritema o lieve irritazione); 4 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ritrattare a meno che il paziente non abbia precedentemente manifestato una stomatite di grado 3 o 4, nel qual caso attendere un'altra settimana; 5 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ritrattare a meno che il paziente non abbia precedentemente manifestato una stomatite di grado 3 o 4, nel qual caso attendere un'altra settimana; 6 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ridurre ladose del 25%; ritornare all'intervallo di4 settimane o sospendere definitivamente il trattamento a giudizio del medico. Grado 2 (eritema doloroso, edema o ulcere, ma possibilità di alimentarsi); 4 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana 5 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 6Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Ridurre la dose del 25%;ritornare all'intervallo di4 settimane o sospendere definitivamente il trattamento a giudizio del medico. Grado 3 (eritema doloroso, edema o ulcere, ma impossibilità a alimentarsi); 4 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 5 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Attendere un'altra settimana; 6 Settimane dopo la dose precedente di Caelyx: Sospendere definitivamente il trattamento.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare.

AVVERTENZE

A causa della differenza nel profilo farmacocinetico e negli schemi posologici, il farmaco non deve essere utilizzato in maniera intercambiabile con altre formulazioni di doxorubicina cloridrato. Tossicita' cardiaca Si raccomanda di sottoporre routinariamente tutti i pazienti trattati con Caelyx a frequenti elettrocardiogrammi (ECG). Cambiamenti transitori del tracciato ECG, come appiattimento dell'onda T, sottolivellamento del tratto S-T e aritmie benigne non sono considerati segnalivincolanti per la sospensione della terapia con Caelyx. Tuttavia la riduzione del complesso QRS e' considerato il segno piu' indicativo di tossicita' cardiaca. Se si verifica questa alterazione, deve essere preso in considerazione il test decisivo di danno miocardico da antraciclina, cioe' la biopsia endomiocardica. Metodi piu' specifici dell'elettrocardiogramma per la valutazione ed il controllo della funzionalita'cardiaca sono la misurazione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro per mezzo dell'ecocardiografia o, preferibilmente, per mezzo dell'arteriografia a porte multiple (MUGA). Questi metodi devono essere applicati routinariamente prima dell'inizio della terapia con Caelyx e devono essere ripetuti periodicamente durante il trattamento. La valutazione della funzionalita' ventricolare sinistra e' considerata indispensabile prima di ogni somministrazione aggiuntiva di Caelyx che superi un dosaggio cumulativo di antraciclina consentito per l'intera durata di vita, pari a 450 mg/m^2. I test di valutazione e i metodi sopra descritti riguardanti il monitoraggio della performance cardiaca durante la terapia con antracicline devono essere utilizzati nel seguente ordine: monitoraggio dell'ECG, misurazione della frazione di eiezione ventricolare sinistra, biopsia endomiocardica. Se il risultato di un test indica un possibile danno cardiaco associato alla terapia con Caelyx, il beneficio di continuare la terapia deve essere attentamente valutato rispetto al rischio di una lesione miocardica. Trattare con Caelyx i pazienti con malattie cardiache che necessitano di trattamentosolo quando il beneficio sia maggiore del rischio. Prestare cautela in pazienti con funzionalita' cardiaca compromessa in trattamento con questo farmaco. Ogni qualvolta si sospetti una cardiomiopatia, cioe' quando la frazione di eiezione ventricolare sinistra sia sostanzialmentediminuita rispetto ai valori di pretrattamento e/o la frazione di eiezione ventricolare sinistra sia inferiore al valore rilevante da un punto di vista prognostico (ad es. < 45%), si puo' considerare la biopsia endomiocardica ed il beneficio del proseguimento della terapia deve essere attentamente valutato rispetto al rischio di sviluppare un danno cardiaco irreversibile. L'insufficienza cardiaca congestizia dovuta a cardiomiopatia puo' verificarsi all'improvviso, anche parecchie settimane dopo la sospensione del trattamento, senza essere preceduta da variazioni dell'elettrocardiogramma. Si deve prestare cautela in pazienti trattati con altre antracicline. La dose totale di doxorubicina cloridrato deve anche tenere conto di ogni precedente (o concomitante) terapia con composti cardiotossici come altre antracicline/antrachinoni o ad es. 5-fluorouracile. Tossicita' cardiaca puo' verificarsi anche con dosi cumulative di antracicline inferiori a 450 mg/m^2 in pazienti con precedente irradiazione mediastinica o in pazienti trattati in concomitanza con ciclofosfamide. A livello cardiaco il profilo di sicurezza della posologia raccomandata sia per il tumore mammario che ovarico(50 mg/m^2) e' sovrapponibile a quello di 20 mg/m^2 in pazienti con KS-AIDS. Mielosoppressione. Molti pazienti trattati con Caelyx presentano una mielosoppressione di base dovuta a diversi fattori quali la preesistente infezione da HIV o le numerose terapie concomitanti o precedenti, o tumori che coinvolgono il midollo osseo. Nello studio principale ( pivotal ) condotto in pazienti con tumore ovarico trattate con 50mg/m^2, la mielosoppressione e' stata generalmente da lieve a moderata, reversibile e non e' stata associata ad episodi di infezione neutropenica o sepsi. Inoltre in uno studio clinico controllato di Caelyx verso topotecan, l'incidenza della sepsi correlata al trattamento e' stata sostanzialmente inferiore nel gruppo di pazienti con tumore ovaricotrattate con Caelyx rispetto al gruppo in trattamento con topotecan. Una simile bassa incidenza di mielosoppressione e' stata notata in pazienti con tumore mammario metastatico in trattamento con questo farmaco in uno studio clinico di prima linea. In contrasto con l'esperienza nelle pazienti con tumore mammario o ovarico, la mielosoppressione sembra essere l'evento avverso che limita il dosaggio nei pazienti con KS-AIDS. A causa della potenziale mieloablazione, i periodici esami ematologici devono essere effettuati di frequente nel corso della terapia con Caelyx, e per lo meno prima di ogni dose di Caelyx. La mielosoppressione grave e persistente puo' determinare una superinfezione o una emorragia. In studi clinici controllati condotti in pazienti con KS-AIDS in confronto al regime con bleomicina/vincristina, le infezioni opportunistiche sono state apparentemente piu' frequenti in corso di trattamento con Caelyx. Pazienti e medici devono essere consapevoli di questa maggiore incidenza e agire di conseguenza. Tumori ematologici secondari Come con altri agenti antineoplastici ad attivita' lesiva sul DNAin pazienti che hanno ricevuto trattamento combinato con doxorubicina, sono state riportate leucemie mieloidi acute secondarie e mielodisplasie. Di conseguenza, ogni paziente trattato con doxorubicina deve essere mantenuto sotto controllo ematologico. Neoplasie orali secondarie Sono stati riportati casi molto rari di neoplasie orali secondarie neipazienti con esposizione a lungo termine a Caelyx (piu' di un anno) oin coloro che hanno ricevuto una dose cumulativa di Caelyx superiore a 720 mg/m^2. I casi di neoplasie orali secondarie sono stati diagnosticati sia durante il trattamento con Caelyx che fino a 6 anni dopo l'ultima dose.

INTERAZIONI

Non e' stato eseguito alcuno studio formale di interazione tra altre specialita' medicinali e Caelyx, sebbene siano stati condotti studi difase II di associazione con gli agenti chemioterapici convenzionali in pazienti con tumori ginecologici. Prestare attenzione nell'utilizzo concomitante di farmaci che notoriamente interagiscono con la doxorubicina cloridrato standard. Caelyx, al pari di altre preparazioni a basedi doxorubicina cloridrato, puo' potenziare la tossicita' di altre terapie antitumorali. Nel corso di studi clinici in pazienti con tumori solidi (tra i quali il tumore mammario e ovarico) trattati in concomitanza con ciclofosfamide o taxani, non sono state riscontrate nuove tossicita' cumulative. Nei pazienti con AIDS, a seguito della somministrazione di doxorubicina cloridrato standard, si sono osservati casi di esacerbazione della cistite emorragica indotta da ciclofosfamide e di aumento dell'epatotossicita' della 6-mercaptopurina. Richiede inoltre cautela la somministrazione concomitante di altri agenti citotossici, in particolare agenti mielotossici.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Il più comune effetto indesiderato riportato negli studi clinici condotti nel tumore mammario/ovarico (50 mg/m^2 ogni 4 settimane) é stato l'eritrodisestesia palmo-plantare (PPE, palmar plantar erythrodysesthesia). L'incidenza globale di PPE riportata è stata del 44,0% - 46,1%. Questi effetti sono stati per la maggior parte lievi, con casi gravi (grado 3) riportati nel 17% - 19,5%. L'incidenza dei casi riportati con pericolo di vita (grado 4) è stata < 1%. La PPE ha raramente causato l'interruzione del trattamento (3,7% - 7,0%). La PPE è caratterizzata da eruzioni cutanee maculari, iperemiche e dolorose. Nelle pazienti in cui si è manifestata, si è verificata generalmente dopo 2 o 3 cicli di trattamento. Un miglioramento disolito si verifica dopo una - due settimane e, in alcuni casi, la completa guarigione si ha dopo 4 o più settimane. La piridossina alla dose di 50 - 150 mg al giorno e i corticosteroidi sono stati utilizzati per la profilassi e il trattamento della PPE, tuttavia queste terapie non sono state valutate in studi clinici di fase III. Altre strategie per prevenire e trattare la PPE includono il mantenere mani e piedi a basse temperature, tenendoli in acqua fredda (in ammollo, bagni o nuoto), evitando eccessive fonti di calore/acqua calda e senza costrizioni (niente calze, guanti o scarpe strette). La PPE sembra essere principalmente correlata allo schema posologico e può essere ridotta aumentando l'intervallo tra le dosi di 1 - 2 settimane. Tuttavia, in alcune pazienti, questa reazione può essere grave e debilitante e richiedere l'interruzione del trattamento. Anche stomatiti/mucositi e nausea sono state comunemente riportate nei soggetti trattati per tumore mammario/ovarico, mentre nei pazienti con KS-AIDS (20 mg/m² ogni 2 settimane) la mielosoppressione (soprattutto leucopenia) é stato il più comune effetto indesiderato (vedere KSAIDS). Casi di PPE sono stati riportati nel 16% dei pazienti con mieloma multiplo trattati con Caelyx in associazione a bortezomib. Una PPE di grado 3 è stata riportata nel 5% dei pazienti. Non sono stati riportati casi di PPE di grado 4. Gli effetti indesiderati (correlati o emergenti dalla terapia) più frequentemente riportati con la terapia di associazione (Caelyx + bortezomib), sono stati nausea (40%), diarrea (35%), neutropenia (33%), trombocitopenia (29%), vomito (28%), affaticamento (27%) e stitichezza (22%). Programma per il tumore mammario. In uno studio clinico di fase III (I97-328), 509pazienti con tumore mammario in stadio avanzato che non avevano ricevuto una precedente chemioterapia per la malattia metastatica sono state trattate con Caelyx (n = 254) alla dose di 50 mg/m² ogni 4 settimaneo doxorubicina (n = 255) alla dose di 60 mg/m^2 ogni 3 settimane. I seguenti effetti indesiderati comuni sono stati riportati più spesso con doxorubicina che con Caelyx: nausea (53% vs. 37%; grado 3/4 5% vs. 3%), vomito (31% vs. 19%; grado 3/4 4% vs. inferiore a 1%), varie manifestazioni di alopecia (66% vs. 20%), alopecia pronunciata (54% vs. 7%)e neutropenia (10% vs. 4%; grado 3/4 8% vs. 2%). Mucositi (23% vs. 13%; grado 3/4 4% vs. 2%) e stomatiti (22% vs. 15%; grado 3/4 5% vs. 2%)sono state riportate più frequentemente con Caelyx che con doxorubicina. La durata media dei più comuni eventi gravi (grado 3/4) per entrambe i gruppi è stato di 30 giorni o meno. Vedere di seguito per la lista completa degli effetti indesiderati riportati nelle pazienti trattate con Caelyx. L'incidenza degli effetti ematologici che hanno posto inpericolo di vita (grado 4) è stata < 1,0% e la sepsi è stata riportata nell'1% delle pazienti. Il supporto di un fattore di crescita o di trasfusione è stato necessario nel 5,1% e 5,5% delle pazienti, rispettivamente. In questo gruppo le anomalie di laboratorio (gradi 3 e 4) clinicamente significative sono state poche, con elevati livelli di bilirubina totale, AST e ALT riportati nel 2,4%, 1,6% e < 1% delle pazienti, rispettivamente. Non sono stati riportati aumenti clinicamente significativi della creatinina serica. Effetti indesiderati correlati al trattamento riportati negli studi clinici condotti nel tumore mammario (50 mg/m^2 ogni 4 settimane) (pazienti trattate con Caelyx) suddivisi per gravità, classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e indici. Molto comune (>= 1/10); Comune (>= 1/100, < 1/10); Non comune (>= 1/1.000, < 1/100). CIOMS III. Infezioni ed infestazioni. Comune. Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254 (>= 5%): Faringite; Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Follicolite, infezione fungina, herpes labiale (non- erpetico), infezione deltratto respiratorio superiore. Non comune. Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Faringite. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune. Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254 (>= 5%): Leucopenia, anemia, neutropenia, trombocitopenia; Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Leucopenia, anemia; Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Trombocitemia. Non comune. Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Neutropenia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune. Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254 (>= 5%): Anoressia. Comune. Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Anoressia. Patologie del sistema nervoso. Comune. Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254 (>= 5%): Parestesia; Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Parestesia; Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Neuropatia periferica. Non comune.Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254 (>= 5%): Sonnolenza. Patologie dell'occhio. Comune. Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Lacrimazione, visione offuscata. Patologie cardiache. Comune. Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Aritmia ventricolare. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune. Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Epistassi. Patologie gastrointestinali. Molto comune. Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254(>= 5%): Nausea, stomatite, vomito. Comune. Tumore mammario Gravità di ogni tipo n=254 (>= 5%): Dolore addominale, costipazione, diarrea, dispepsia, ulcerazione della cavità orale; Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Dolore addominale, diarrea, nausea, stomatite; Tumore mammario n=404 (1-5%) non riportati in precedenza in studi clinici: Dolore orale. Non comune. Tumore mammario Grado 3/4 n=254 (>= 5%): Ulcerazione della cavità orale, costipazione, vomito.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. Si ritiene che la doxorubicina cloridrato possa causare gravi anomalie congenite quando somministrato durante la gravidanza. Pertanto, il farmaco non deve essere usato durante la gravidanza, se nonin caso di assoluta necessita'. Donne in eta' fertile Le donne in eta' fertile devono essere informate di evitare la gravidanza sia che esse o il loro partner siano in trattamento con questo farmaco sia che siano nei sei mesi successivi al termine della terapia con Caelyx. Allattamento. Non e' noto se Caelyx venga escreto nel latte materno. Poiche' molti farmaci, incluse le antracicline, vengono escrete nel latte umano e a causa del rischio potenziale di gravi reazioni indesiderate per il bambino, la madre deve interrompere l'allattamento prima di iniziare l'assunzione del farmaco. Gli esperti sanitari raccomandano alle donne con infezione da HIV di non allattare in nessun caso i propri figli per prevenire ogni trasmissione di HIV. Fertilita'. Non sono stati valutati gli effetti di doxorubicina cloridrato sulla fertilita' umana.

Codice: 033308038
Codice EAN:
Codice ATC: L01DB01
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Antibiotici citotossici e sostanze correlate
  • Antracicline e sostanze correlate
  • Doxorubicina
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi, in frigorifero, non congelare
Forma farmaceutica: CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 20 MESI
Confezionamento: FLACONE