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CALCITRIOLO DOC 30CPS 0,50MCG

Produttore: DOC GENERICI SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CALCITRIOLO DOC GENERICI CAPSULE MOLLI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Vitamina D ed analoghi.

PRINCIPI ATTIVI

Capsule molli da 0,25 mcg: calcitriolo 0,25 mcg. Capsule molli da 0,50 mcg: calcitriolo 0,5 mcg.

ECCIPIENTI

Capsule molli da 0,25 mcg: trigliceridi a media catena, butil-idrossianisolo, palmitoil ascorbato, gelatina, glicerolo 85%, soluzione sorbitolo 70% non cristallizzata, titanio biossido, sodio etil p-idrossibenzoato, sodio propile p-idrossibenzoato, ossido di ferro rosso. Capsulemolli da 0,50 mcg: trigliceridi a media catena, butil-idrossianisolo,palmitoil ascorbato, gelatina, glicerolo 85%, soluzione sorbitolo 70%non cristallizzata, titanio biossido, sodio etil p-idrossibenzoato, sodio propile p-idrossibenzoato, ossido di ferro rosso, ossido di ferrogiallo.

INDICAZIONI

Osteodistrofia renale in pazienti con insufficienza renale cronica, in particolare in quelli sottoposti ad emodialisi. Ipoparatiroidismo, di tipo sia idiopatico che chirurgico. Pseudoipoparatiroidismo. Rachitismo ipofosfatemico vitamina D-resistente. Rachitismo familiare vitamina D pseudodipendente. Osteoporosi post-menopausale: la diagnosi differenziale dovra' accuratamente escludere condizioni che presentano sintomatologie a carico dello scheletro similari, quali il mieloma multiploe le osteolisi tumorali, per le quali il trattamento con il farmaco non e' indicato.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Il medicinale e' controindicato: in tutte le patologie associate all'ipercalcemia; nei pazienti con ipersensibilita' nota al calcitriolo (oa medicinali della stessa classe) o ad uno qualsiasi degli eccipienti; se c'e' evidenza di tossicita' da vitamina D.

POSOLOGIA

La dose giornaliera ottimale va stabilita accuratamente in ogni paziente sulla base dei valori della calcemia. Osteodistrofia renale: l'efficacia del trattamento e' condizionata dalla contemporanea assunzione di calcio: nei soggetti adulti l'apporto supplementare di calcio deve essere di 600-1000 mg al giorno. La dose iniziale raccomandata del farmaco e' di 0,25 mcg al giorno: nei pazienti con calcemia normale o solo leggermente ridotta, sono sufficienti dosi iniziali di 0,25 mcg ogni2 giorni. Se dopo 2-4 settimane non si osservano miglioramenti del quadro clinico e dei parametri biochimici, la dose va aumentata di 0,25 mcg al giorno ad intervalli di 2-4 settimane. Durante questo periodo, la calcemia va controllata almeno due volte la settimana e, se si riscontra ipercalcemia, la somministrazione del prodotto e quella addizionale di calcio vanno immediatamente sospese sinche' la calcemia rientranei limiti normali. La terapia sara' quindi ripresa con una posologiagiornaliera inferiore di 0,25 mcg rispetto alla precedente. La dose giornaliera ottimale del medicinale, da stabilire secondo le modalita' prima indicate, e' nella maggior parte dei pazienti compresa tra 0,50 mcg e 1 microgrammo. Posologie piu' elevate possono rendersi necessarie in caso di contemporanea somministrazione di barbiturici o di anticonvulsivanti. Ipoparatiroidismo e rachitismo: la dose iniziale raccomandata e' di 0,25 mcg al giorno, da somministrarsi al mattino. Nel caso non si noti miglioramento nei parametri clinici e biochimici, la dose puo' essere aumentata ogni 2-4 settimane. Durante questo intervallo, la calcemia va determinata almeno 2 volte la settimana. Nei pazienti con ipoparatiroidismo, si puo' osservare talvolta una sindrome da malassorbimento: in questi casi possono occorrere dosi piu' elevate del prodotto. Osteoporosi post-menopausale: si consiglia di iniziare con la somministrazione di 0,50 mcg due volte al giorno e, se i livelli calcemici non presentano variazioni significative, continuare con questo dosaggio. A differenza dell'osteodistrofia renale, e' assolutamente da evitare un apporto supplementare di calcio. Durante il primo mese di terapia la calcemia va controllata almeno una volta la settimana. In caso di ipercalcemia (maggiore di 11,5 mg/100 ml), la somministrazione va sospesa sino al ripristino della normocalcemia. A giudizio del medico e' possibile l'associazione con la calcitonina (soprattutto in caso di osteoporosi ad alto turnover). Informazioni di carattere generale: stabilita la posologia ottimale, e' sufficiente un controllo della calcemia una volta al mese. Nel caso in cui il livello sierico del calcio superi di 1 mg per 100 ml i valori normali (mg 9-11/100 ml), la dose delfarmaco va ridotta considerevolmente o il trattamento va interrotto fino a quando si sia ristabilita la normale calcemia. Per favorire la rapida normalizzazione del calcio sierico si puo' anche cessare la somministrazione supplementare di calcio, prevista nel trattamento dell'osteodistrofia renale, dell'ipoparatiroidismo e del rachitismo. Deve pure essere limitato il quantitativo di calcio introdotto con la dieta. Nel periodo di ipercalcemia, e' necessario eseguire quotidianamente il controllo dei livelli sierici del calcio e del fosforo. Ripristinati ivalori normali, il trattamento con il farmaco puo' essere ripreso conla dose giornaliera piu' bassa di 0,25 mcg rispetto a quella precedente. La sicurezza e l'efficacia di calcitriolo nei bambini non sono state sufficientemente investigate per consentire raccomandazioni sul dosaggio. Sono disponibili dati limitati sull'uso di calcitriolo nei pazienti pediatrici.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C.

AVVERTENZE

Esiste una stretta correlazione tra il trattamento con il calcitrioloe lo sviluppo di ipercalcemia. Un brusco aumento della quantita' di calcio come risultato di modifiche della dieta (per esempio aumento delconsumo di latticini) o un aumento non controllato della quantita' inpreparazioni di calcio possono innescare l'ipercalcemia. I pazienti ei loro familiari devono essere avvertiti del fatto che la stretta aderenza alla dieta prescritta e' obbligatoria e devono essere istruiti su come riconoscere i sintomi dell'ipercalcemia. Non appena i livelli di calcemia aumentano fino a 1 mg/100 ml (250 mcmol/l) sopra il normale(9- 11 mg/100 ml o 2250-2750 mcmol/l) o i livelli creatinemia superano le 120 mcmol/l, il trattamento con il farmaco deve essere immediatamente interrotto fino alla normalizzazione della calcemia. I pazienti immobilizzati, per esempio quelli che hanno subito interventi chirurgici, sono particolarmente esposti al rischio di ipercalcemia. Il calcitriolo aumenta i livelli plasmatici di fosfato inorganico. Sebbene cio' sia desiderabile per i pazienti con ipofosfatemia, va posta attenzioneper i pazienti con insufficienza renale a causa del pericolo di calcificazione ectopica. In questi casi, i livelli di fosfato plasmatico devono essere mantenuti a livello normale (2-5 mg/100 ml o 0,65-1,62 mmol/l) tramite la somministrazione per via orale di appropriati agenti leganti il fosfato e una dieta a basso contenuto di fosfato. Si deve evitare che il prodotto delle concentrazioni plasmatiche di calcio e fosfato (Ca x P) superi i 70 mg^2/dl^2. I pazienti con rachitismo vitamina D- resistente (ipofosfatemia familiare) trattati con il farmaco devono continuare la terapia con il fosfato per via orale. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione una possibile stimolazione dell'assorbimento intestinale del fosfato tramite il prodotto poiche' questo effetto puo' modificare la necessita' di un supplemento di fosfato. Poiche' ilcalcitriolo e' il piu' efficace metabolita della vitamina D disponibile, non deve essere prescritta nessun'altra preparazione a base di vitamina D durante il trattamento con il calcitriolo, in modo tale da assicurare che non si sviluppi ipervitaminosi D. Se il paziente passa dall'ergocalciferolo (vitamina D2) al calcitriolo, potrebbero occorrere diversi mesi prima che i livelli plasmatici di ergocalciferolo ritornino al valore base. I pazienti con funzione renale normale che assumono il prodotto devono evitare la disidratazione. Deve essere mantenuta l'assunzione di una adeguata quantita' di acqua. Nei pazienti con funzione renale normale, l'ipercalcemia cronica puo' essere associata all'aumento della creatinemia. Nelle pazienti affette da osteoporosi post-menopausale e' indispensabile un controllo accurato della funzionalita' renale e della calcemia prima di iniziare la terapia e ad intervalli regolari nel corso del trattamento con il farmaco. Contiene sorbitolo. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere il prodotto. Informazioni importanti su alcuni eccipienti: il prodotto contiene metile para-idrossibenzoato ed etile para-idrossibenzoato, che possono provocare reazioni allergiche (eventualmente di tipo ritardato).

INTERAZIONI

Poiche' il calcitriolo e' il piu' efficace metabolita della vitamina D disponibile, non deve essere prescritta nessun'altra preparazione a base di vitamina D durante il trattamento con il calcitriolo, in modo tale da assicurare che non si sviluppi ipervitaminosi D. Se il paziente passa dall'ergocalciferolo (vitamina D2) al calcitriolo, potrebbero occorrere diversi mesi prima che i livelli plasmatici di ergocalciferolo ritornino al valore base. Le dosi farmacologiche di vitamina D e dei suoi derivati devono essere sospese durante il trattamento con il farmaco in modo da evitare i possibili effetti additivi e l'ipercalcemia. Devono essere attentamente seguite le istruzioni della dieta, soprattutto quelle riguardanti i supplementi di calcio e si deve evitare l'assunzione di una quantita' non controllata di preparazioni contenenti calcio addizionale. Il trattamento concomitante con un diuretico tiazidico aumenta il rischio di ipercalcemia. La dose deve essere definita con attenzione nei pazienti in trattamento con digitale, poiche' l'ipercalcemia in questi pazienti puo' peggiorare le aritmie cardiache. Esiste una relazione di antagonismo funzionale tra gli analoghi della vitamina D, che promuove l'assorbimento di calcio, e i corticosteroidi, che lo inibiscono. I medicinali contenenti magnesio (per esempio gli antiacidi) possono causare ipermagnesemia e non devono quindi essere assunti durante la terapia con il farmaco dai pazienti in dialisi renale cronica. Poiche' ha effetto anche sul trasporto del fosfato nell'intestino, nei reni e nelle ossa, la dose degli agenti leganti il fosfato deve essere aggiustata in accordo con la fosfatemia (valori normali: 2-5 mg/100 ml o 0,65-1,2 mmol/l). I pazienti con rachitismo vitamina D-resistente (ipofosfatemia familiare) trattati con il prodotto devono continuare la terapia con il fosfato per via orale. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione una possibile stimolazione dell'assorbimento intestinale del fosfato tramite il farmaco poiche' questo effetto puo' modificare la necessita' di un supplemento di fosfato. La somministrazione di induttori enzimatici quali la fenitoina o il fenobarbitale puo'portare all'aumento del metabolismo e quindi alla riduzione delle concentrazioni plasmatiche del calcitriolo. Di conseguenza, potrebbero essere necessarie dosi piu' elevate di calcitriolo se questi medicinali vengono somministrati in concomitanza. I sequestranti degli acidi biliari, inclusi colestiramina e sevelamer, possono ridurre l'assorbimentointestinale delle vitamine liposolubili e quindi compromettere l'assorbimento intestinale del calcitriolo.

EFFETTI INDESIDERATI

La reazione avversa piu' comunemente riportata e' l'ipercalcemia. Frequenze reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100 a <1/10); non comune (>=1/1.000 a <1/100); rara (>=1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Entro ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine di gravita' decrescente. Disturbi del sistema immunitario. Non nota. ipersensibilita', orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: ipercalcemia; non comune: diminuzione dell'appetito; non nota. polidipsia,disidratazione, diminuzione di peso. Disturbi psichiatrici. Non nota:apatia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non nota: debolezza muscolare, disturbi del sensorio. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea; non comune: vomito; non nota: stipsi, dolore addominale superiore. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea; non nota: eritema, prurito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: ritardo della crescita. Patologie renali e urinarie. Comune: infezioni del tratto urinario; non nota: ritardo della crescita. Patologie renali e urinarie. Comune: infezioni del tratto urinario; non nota: poliuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. non nota: calcinosi, piressia, sete; esami diagnostici. non comune: aumento della creatininemia. Poiche' il calcitriolo ha un'attivita' D-vitaminica, possono comparire effetti avversi che risultano analoghi a quelli dell'ipervitaminosi D, cioe' una sindrome ipercalcemica oppure manifestazioni tossiche da calcio (a seconda della gravita' edurata dell'ipercalcemia). Sintomi acuti occasionali includono diminuzione dell'appetito, cefalea, nausea, vomito, dolore addominale o dolore addominale superiore e stipsi. A causa della breve emivita biologica del calcitriolo, studi di farmacocinetica hanno mostrato normalizzazione degli elevati livelli di calcio plasmatico entro pochi giorni dalla fine del trattamento, cioe' piu' velocemente rispetto al trattamento con le preparazioni contenenti vitamina D3. Gli effetti cronici possono includere debolezza muscolare, diminuzione di peso, disturbi del sensorio, piressia, sete, polidipsia, poliuria, disidratazione, apatia,ritardo della crescita e infezioni del tratto urinario. Nel caso di contestuali ipercalcemia e iperfosfatemia > 6 mg/100 ml o 1,9 mmol/l, si puo' verificare calcinosi; questo puo' essere visto tramite radiografia. Reazioni di ipersensibilita' inclusi eruzione cutanea, eritema, prurito e orticaria possono verificarsi nei soggetti predisposti. Anomalie di laboratorio: nei pazienti con normale funzione renale l'ipercalcemia cronica puo' essere associata all'aumento della creatinemia. Postmarketing: il numero di reazioni avverse riportate in seguito all'usoclinico di calcitriolo per un periodo superiore a 15 anni in tutte leindicazioni e' molto basso per ciascun effetto individuale, inclusa l'ipercalcemia, che si verifica con una frequenza dello 0,001% o meno. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Si e' verificata stenosi aortica sopravalvolare nei feti di coniglie gravide tramite assunzione di dosi quasi letali di vitamina D per via orale. Non c'e' evidenza che suggerisca che la vitamina D sia teratogenica nell'uomo anche a dosi molto elevate. Il medicinale deve essere usato in gravidanza solo se i benefici superano il potenziale rischio per il feto. Si suppone che il calcitriolo esogeno passi nel latte materno. In vista di una potenziale ipercalcemia nella madre e di reazioniavverse da calcitriolo nei bambini nutriti al seno, le madri possono allattare mentre prendono il prodotto, a patto che vengano monitorati i livelli di calcio plasmatico della madre e del bambino.

Codice: 035237027
Codice EAN:
Codice ATC: A11CC04
  • Apparato gastrointestinale e metabolismo
  • Vitamine
  • Vitamine a e d, comprese le loro associazioni
  • Vitamina d ed analoghi
  • Calcitriolo
Temperatura di conservazione: non conservare al di sopra di +30 gradi
Forma farmaceutica: CAPSULE MOLLI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE