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CALCITRIOLO MY 30CPS 0,25MCG

Produttore: MYLAN SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CALCITRIOLO MYLAN GENERICS CAPSULE MOLLI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Vitaminici.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni capsula molle contiene 0,25 mcg di calcitriolo. Ogni capsula molle contiene 0,50 mcg di calcitriolo.

ECCIPIENTI

Contenuto della capsula: tocoferoli concentrati, trigliceridi a catena media; Capsula esterna: gelatina, glicerolo, titanio biossido, ferroossido rosso.

INDICAZIONI

Osteodistrofia renale in pazienti con insufficienza renale cronica, in particolare in quelli sottoposti ad emodialisi. Ipoparatiroidismo ditipo sia idiopatico che chirurgico. Pseudoipoparatiroidismo. Rachitismo ipofosfatemico vitamina D-resistente. Rachitismo familiare vitaminaD pseudodipendente. Osteoporosi post-menopausale: la diagnosi differenziale dovra' accuratamente escludere condizioni che presentano sintomatologie a carico dello scheletro similari, quali il mieloma multiplo e le osteolisi tumorali, per le quali il trattamento con il farmaco non e' indicato.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, a medicinali appartenenti alla stessa classe o ad uno qualsiasi degli eccipienti, elencati. Il medicinale e' controindicato: in tutte le malattie associate ad ipercalcemia. Se c'e' evidenza di intossicazione da vitamina D.

POSOLOGIA

La dose giornaliera ottimale va stabilita accuratamente in ogni paziente sulla base dei valori della calcemia. Osteodistrofia renale: l'efficacia del trattamento e' condizionata dalla contemporanea assunzione di calcio: nei soggetti adulti l'apporto supplementare di calcio deve essere di 600-1000 mg al giorno. La dose iniziale raccomandata e' di 0,25 mcg al giorno: nei pazienti con calcemia normale o solo leggermente ridotta, sono sufficienti dosi iniziali di 0,25 mcg ogni 2 giorni. Se dopo 2-4 settimane non si osservano miglioramenti del quadro clinicoe dei parametri biochimici, la dose va aumentata di 0,25 mcg al giorno ad intervalli di 2-4 settimane. Durante questo periodo, la calcemia va controllata almeno due volte la settimana e, se si riscontra ipercalcemia, la somministrazione del farmaco e quella addizionale di calciovanno immediatamente sospese finche' la calcemia rientra nei limiti normali. La terapia sara' quindi ripresa con una posologia giornaliera inferiore di 0,25 mcg rispetto alla precedente. La dose giornaliera ottimale, da stabilire secondo le modalita' prima indicate, e' nella maggior parte dei pazienti compresa tra 0,5 mcg e 1 microgrammo. Posologie piu' elevate possono rendersi necessarie in caso di contemporanea somministrazione di barbiturici o di anticonvulsivanti. Ipoparatiroidismo e rachitismo: la dose iniziale raccomandata e' di 0,25 mcg al giorno, da somministrarsi al mattino. Nel caso non si noti miglioramento neiparametri clinici e biochimici, la dose puo' essere aumentata, ogni 2-4 settimane. Durante questo intervallo, la calcemia va determinata almeno 2 volte la settimana. Nei pazienti con ipoparatiroidismo, si puo'osservare talvolta una sindrome da malassorbimento: in questi casi possono occorrere dosi piu' elevate. Osteoporosi post-menopausale: si consiglia di iniziare con la somministrazione di 0,5 mcg due volte al giorno e, se i livelli calcemici non presentano variazioni significative, continuare con questo dosaggio. A differenza dell'osteodistrofia renale, e' assolutamente da evitare un apporto supplementare di calcio. Durante il primo mese di terapia la calcemia va controllata almeno una volta la settimana. In caso di ipercalcemia (> 11,5 mg/100 ml), la somministrazione va sospesa sino al ripristino della normocalcemia. A giudizio del medico e' possibile l'associazione con la calcitonina (soprattutto in caso di osteoporosi ad alto turnover). Informazioni di carattere generale: stabilita la posologia ottimale, e' sufficiente un controllo della calcemia una volta al mese. Nel caso in cui il livello sierico del calcio superi di 1 mg per 100 ml i valori normali (mg 9-11/100 ml), la dose va ridotta considerevolmente o il trattamento va interrotto fino a quando si sia ristabilita la normale calcemia. Per favorire la rapida normalizzazione dei valori del calcio sierico si puo' anche cessare la somministrazione supplementare di calcio, prevista nel trattamento dell'osteodistrofia renale, dell'ipoparatiroidismo e del rachitismo. Deve pure essere limitato il quantitativo di calcio introdotto con la dieta. Nel periodo di ipercalcemia, e' necessario eseguire quotidianamente il controllo dei livelli sierici del calcio e del fosforo. Ripristinati i valori normali, il trattamento puo' essere ripreso con una dose giornaliera piu' bassa di 0,25 mcg rispetto a quella precedente. La sicurezza e l'efficacia delle capsule di calcitriolo nei bambini non sono state sufficientemente studiate per consentire delle raccomandazioni di dosaggio. Per l'uso delle capsule di calcitriolo in pazienti pediatrici sono disponibili dati limitati.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE

C'e' una stretta correlazione tra il trattamento con calcitriolo e losviluppo di ipercalcemia. Un brusco aumento nell'assunzione di calcio, come risultato di un cambio nella dieta (es. aumentato consumo di latticini) o un'assunzione non controllata di preparazioni a base di calcio puo' portare a ipercalcemia. I pazienti ed i loro familiari devonoessere informati che e' obbligatoria la stretta aderenza alla dieta prescritta e devono essere istruiti su come riconoscere i sintomi d'ipercalcemia. Non appena i livelli sierici di calcio aumentano fino a 1 mg/100 ml (250 mcmol/l) sopra il normale (9-11 mg/100 ml o 2250-2750 mcmol/l), o la creatinina sierica aumenta fino a > 120 mcmol/l, il trattamento con il calcitriolo deve essere interrotto immediatamente fino al raggiungimento di normocalcemia. I pazienti immobilizzati, es. quelli che hanno subito un intervento chirurgico, sono particolarmente esposti al rischio di ipercalcemia. Il calcitriolo aumenta i livelli di fosfato inorganico nel siero. Mentre questo e' auspicabile in pazienti affetti da ipofosfatemia, deve essere fatta attenzione nei pazienti affetti da insufficienza renale a causa del pericolo di calcificazioni ectopiche. In questi casi, i livelli di fosfato nel plasma devono esseremantenuti ad un livello normale (2-5 mg/100 ml o 0,65 -1,62 mmol/l) dalla somministrazione orale di adeguati agenti leganti il fosfato ed una dieta a basso contenuto di fosfato. Il prodotto calcio - fosfato (Ca X P) sierico non deve superare i 70 mg^2/dl^2. I pazienti con rachitismo resistente alla vitamina D (ipofosfatemia familiare) che sono in trattamento con il farmaco possono continuare la loro terapia orale a base di fosfato. Comunque, una possibile stimolazione dell'assorbimento intestinale di fosfato dal farmaco deve essere presa in considerazione dal momento che questo effetto puo' modificare la necessita' di supplementi di fosfato. Poiche' il calcitriolo e' il metabolita della vitamina D piu' efficace disponibile, durante il trattamento con il medicinale non devono essere prescritti altri preparati contenenti vitaminaD onde assicurarsi che sia evitato lo sviluppo di ipervitaminosi D. Se il paziente e' passato da un trattamento con ergocalciferolo (Vitamina D2) a calcitriolo, possono essere necessari diversi mesi prima che il livello di ergocalciferolo nel sangue ritorni al valore basale. I pazienti con funzionalita' renale normale che stanno assumendo il medicinale devono evitare la disidratazione. Un'assunzione adeguata di liquidi deve essere mantenuta. In pazienti con funzionalita' renale normale, l'ipercalcemia cronica puo' essere associata con un aumento nella creatinina sierica.

INTERAZIONI

Poiche' il calcitriolo e' il metabolita della vitamina D piu' efficace disponibile, durante il trattamento con calcitriolo non devono essere prescritti altri preparati contenenti vitamina D onde assicurarsi che sia evitato lo sviluppo di ipervitaminosi D. Se il paziente e' passato da un trattamento con ergocalciferolo (Vitamina D2) a calcitriolo, possono essere necessari diversi mesi prima che il livello di ergocalciferolo nel sangue ritorni al valore basale. Le dosi farmacologiche divitamina D e dei suoi derivati devono essere sospese durante il trattamento con il medicinale per evitare possibili effetti addizionali ed ipercalcemia. Istruzioni sulla dieta, riguardanti specialmente i supplementi di calcio, devono essere seguite attentamente, e deve essere evitata un'assunzione non controllata di preparazioni contenenti calcio addizionale. Il trattamento concomitante con diuretici tiazidici aumenta il rischio di ipercalcemia. Il dosaggio del calcitriolo deve esseredeterminato con cura nei pazienti sotto trattamento con digitale, perche' l'ipercalcemia in tali pazienti puo' aggravare un'aritmia cardiaca. Esiste una relazione di antagonismo funzionale tra gli analoghi della vitamina D, che promuovono l'assorbimento di calcio, e i corticosteroidi, che lo inibiscono. I farmaci contenenti magnesio (es. gli antiacidi) possono causare ipermagnesemia e, pertanto, durante la terapia con non devono essere assunti da pazienti in dialisi renale cronica. Poiche' influenza anche il trasporto dei fosfati nell'intestino, nei reni e nelle ossa, il dosaggio dei farmaci leganti il fosfato deve esserecorretto in funzione della concentrazione sierica di fosfato (valori nella norma: 2-5 mg/100 ml o 0,65-1,62 mmol/l). I pazienti con rachitismo resistente alla vitamina D (ipofosfatemia familiare) devono continuare la terapia orale a base di fosfato. Comunque, deve essere presa in considerazione una possibile stimolazione dell'assorbimento intestinale di fosfato da parte del calcitriolo, dal momento che questo effetto puo' modificare la richiesta di supplementi di potassio. La somministrazione di induttori enzimatici come fenitoina o fenobarbital puo' portare ad un incremento del metabolismo e pertanto riduce le concentrazioni sieriche del calcitriolo. Pertanto se questi farmaci vengono somministrati contemporaneamente possono essere necessarie dosi piu' elevate di calcitriolo. I sequestranti degli acidi biliari, come la colestiramina e sevelamer, possono ridurre l'assorbimento intestinale delle vitamine liposolubili e, pertanto, possono compromettere l'assorbimentointestinale del calcitriolo.

EFFETTI INDESIDERATI

Frequenze reazioni avverse: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100,<1/10); non comune (>= 1/1.000, <1/100); raro (>= 1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilita', orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: ipercalcemia; non comune. diminuzione dell'appetito; non nota. polidipsia, disidratazione, diminuzione del peso.Disturbi psichiatrici. Non nota: apatia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non nota: debolezza muscolare, disturbi sensoriali. Patologie gastrointestinali. Comune. dolore addominale, nausea; non comune. vomito; non nota: stipsi, mal di stomaco. Patologie della cutee del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzioni cutanee; non nota: eritema, prurito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: ritardo della crescita. Patologie renali e urinarie. Comune: infezioni delle vie urinari; non nota. poliuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: calcinosi, piressia, sete. Esami diagnostici. Non comune: aumento della creatininemia. Dal momento che il calcitriolo esercita un'attivita' simile alla vitamina D, possono manifestarsi effetti indesiderati simili a quelli riscontrati in caso di assunzione di una dose eccessiva di vitamina D,es. sindrome ipercalcemica o intossicazione da calcio (a seconda della gravita' e durata dell'ipercalcemia) . I sintomi acuti occasionali includono diminuzione dell'appetito, cefalea, nausea, vomito, dolore addominale o dolore addominale superiore e stipsi. A causa della breve emivita biologica del calcitriolo, le indagini farmacocinetiche hanno mostrato una normalizzazione dell'elevato livello sierico di calcio entro pochi giorni dalla sospensione del trattamento, es. molto piu' veloce che nel trattamento con preparazioni a base di Vitamina D3. Gli effetti cronici possono includere debolezza muscolare, diminuzione del peso corporeo, disturbi sensori, piressia, sete, polidipsia, poliuria, disidratazione, apatia, ritardo della crescita e infezioni delle vie urinarie. In caso di ipercalcemia e iperfosfatemia concomitanti > 6 mg/100 ml o > 1,9 mmol/l, si puo' verificare calcinosi; questo puo' essere visto radiograficamente. Nei soggetti sensibili possono verificarsi reazioni di ipersensibilita' inclusi eruzione cutanea, eritema, prurito e orticaria. In fase successiva possono comparire disturbi della minzione, congiuntivite (da calcificazioni), fotofobia, pancreatite, nefrocalcinosi, nefrolitiasi, rinorrea, prurito, ipertermia,diminuzione della libido, albuminuria, ipercolesterolemia, aumento delle SGOT e SGPT, calcificazioni ectopiche, ipertensione, aritmie cardiache e, raramente, psicosi. Anomalie di laboratorio: in pazienti con funzione renale normale, l'ipercalcemia cronica puo' essere associata ad aumento della creatinina nel sangue. Post Marketing: il numero di eventi avversi segnalati durante l'uso clinico del farmaco per un periodo di 15 anni, in tutte le indicazioni, e' molto basso e per ogni singolo evento, inclusa l'ipercalcemia, l'incidenza e' pari o inferiore allo 0,001%. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

La somministrazione di dosi orali quasi letali di vitamina D a coniglie gravide ha determinato lo sviluppo di stenosi aortica sopravalvolare nei feti. Non vi e' evidenza che suggerisca che la vitamina D sia teratogena nell'uomo anche a dosi molto elevate. Il medicinale deve essere usato in gravidanza solo se i benefici superano il rischio potenziale per il feto. Si deve presumere che il calcitriolo esogeno passi nellatte materno. Alla luce del pericolo di ipercalcemia nella madre e di eventi avversi dal prodotto nei lattanti, le madri possono allattareal seno mentre assumono il prodotto, purche' i livelli sierici di calcio della madre e del lattante siano monitorati.

Codice: 035102019
Codice EAN:
Codice ATC: A11CC04
  • Apparato gastrointestinale e metabolismo
  • Vitamine
  • Vitamine a e d, comprese le loro associazioni
  • Vitamina d ed analoghi
  • Calcitriolo
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi
Forma farmaceutica: CAPSULE MOLLI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER