Condividi:

CARBOPLATINO PFI EV 150MG 15ML

Produttore: PFIZER ITALIA SRL
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CARBOPLATINO PFIZER SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antineoplastici.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni flacone da 5 ml contiene: carboplatino 50 mg. Ogni flacone da 15ml contiene: carboplatino 150 mg. Ogni flacone da 45 ml contiene: carboplatino 450 mg.

ECCIPIENTI

Acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Trattamento dei seguenti tumori solidi: carcinoma epiteliale dell'ovaio in fase avanzata; carcinoma del polmone a piccole cellule; carcinoma epidermoide della testa e del collo.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, ai farmaci contenenti platino (ad es. il cisplatino) o ad uno qualsiasi degli eccipienti; pazienti con una grave insufficienza renale (clearance creatininica <30 ml/min) ameno che a giudizio del medico e del paziente, i possibili benefici del trattamento superino i rischi; in pazienti con una grave mielosoppressione; in presenza di una sostanziale emorragia; durante la gravidanza e l'allattamento; in pazienti con sanguinamento dovuto alla presenza di tumori; in concomitanza all'uso del vaccino della febbre gialla.

POSOLOGIA

Usare solo per via endovenosa. La dose raccomandata per pazienti adulti non trattati precedentemente, con funzionalita' renale normale, e' di 400 mg/m^2 in una singola dose, tramite infusione endovenosa della durata di 15-60 minuti. Ulteriori cicli non devono essere ripetuti prima di quattro settimane e/o fino a quando la conta dei neutrofili non sia di almeno 2.000 cellule/mm^3 e la conta delle piastrine di almeno 100.000 cellule/mm^3. Nei pazienti che presentano fattori di rischio acausa di precedenti trattamenti mielosoppressivi, nei pazienti anziani o nei pazienti con il livello di performance basso (ECOG-Zubrod 2-4 o Karnofsky inferiore a 80) e' consigliabile una riduzione del dosaggio iniziale pari al 20-25%. Si raccomanda di determinare il nadir ematologico con controlli settimanali della crasi ematica durante il primo ciclo di trattamento con il carboplatino iniettabile al fine di effettuare i successivi adeguamenti di dosaggio per i cicli successivi di terapia. Aghi o set per somministrazione E.V. che contengono parti di alluminio che possono entrare in contatto con il carboplatino iniettabile, non devono essere utilizzati per la preparazione e la somministrazione. Il carboplatino interagisce con l'alluminio causando la formazione di un precipitato e/o una perdita di potenza. Durante la preparazione e la somministrazione devono essere rispettate le misure di sicurezza relative alle sostanze pericolose. La preparazione deve essere effettuata da personale addestrato in condizioni di sicurezza indossando guanti, mascherina e tuta di protezione. Pazienti con funzionalita' renale compromessa: poiche' il carboplatino viene escreto per via renale ed e' nefrotossico, il dosaggio ottimale deve essere determinato in base a frequenti controlli del nadir ematologico e della funzionalita' renale. La posologia consigliata nei pazienti con un'alterata funzionalita' renale e' basata sulla clearance creatininica. I pazienti con valori di clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min sono a maggior rischio di grave mielosoppressione. La frequenza di leucopenia grave, neutropenia o trombocitopenia si mantiene a circa il 25% con i seguenti dosaggi raccomandati: clcr 41-59 ml/min, dose iniziale di carboplatino 250 mg/m2 ev; clcr 16/40 ml/min, dose iniziale: 200 mg/m2 ev. Non esistono dati sufficienti sull'uso di carboplatino in pazienti con clearance creatininica di 15 ml/min o meno per consentire le raccomandazioni al trattamento. Tutte le dosi raccomandate sopra riportate si applicano al ciclo di trattamento iniziale. I dosaggi successivi devono essere regolati in base alla tolleranza del paziente ed a un livello di mielosoppressione accettabile. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire le dosi di carboplatino raccomandate per la popolazione pediatrica. Terapia di associazione: carboplatino e' stato utilizzato inassociazione ad altri agenti antineoplastici e il dosaggio varia in funzione del protocollo clinico seguito. Gli aggiustamenti di dosaggio devono essere effettuati in base allo schema di trattamento adottato eai risultati ottenuti dai controlli ematologici. Nei pazienti di oltre 65 anni di eta', e' necessario un aggiustamento della dose di carboplatino in base alla condizione generale, sia durante il primo ciclo ditrattamento che durante i successivi cicli terapeutici. Istruzioni per la preparazione e l'uso Il carboplatino e' un farmaco citotossico; devono quindi essere prese appropriate misure di sicurezza durante l'uso. Il medicinale deve essere maneggiato da personale addestrato, in un'area appositamente designata (preferibilmente in una cappa a flusso laminare adeguata per trattare composti citotossici). Il personale dovra' indossare guanti di protezione e in caso di contatto accidentale della soluzione con pelle e mucose, l'area interessata deve essere immediatamente lavata con abbondante acqua e sapone. Si raccomanda che farmaci citotossici, quale il carboplatino, non vengano maneggiati da personale femminile in stato di gravidanza. Si raccomanda l'uso di siringhe Luer-Lock. E' preferibile utilizzare aghi a foro largo per minimizzare la pressione e la possibile formazione di gas. Gli oggetti utilizzati per la preparazione di soluzioni del farmaco o adibiti alla raccolta di rifiuti corporei, devono essere eliminati in sacchetti di politene con doppia chiusura ed inceneriti a 1100 gradi C. Diluizione: puo' essere diluito con soluzioni iniettabili di glucosio al 5% o cloruro disodio 0,9% fino a concentrazioni minime di 0,5 mg/ml. Si raccomanda di non diluire carboplatino con soluzioni di cloruro di sodio 0,9% per l'infusione endovenosa prolungata, in quanto il carboplatino subisce una degradazione del 5% circa della concentrazione iniziale nell'arco di 24 ore e puo' essere convertito a cisplatino, con un aumento del rischio di tossicita'. Procedure da seguire in caso di versamento della soluzione In caso di versamento della soluzione, e' necessario limitarel'accesso nell'area interessata. Il personale dovra' indossare due paia di guanti (gomma latex), una maschera respiratoria, un camice di protezione ed occhiali di sicurezza. Limitare lo spargimento della soluzione rovesciata utilizzando materiale assorbente, ad esempio carta, segatura o ghiaia assorbente (per animali). E' possibile utilizzare anche: acido solforico 3M, potassio permanganato 0,3M (2:1) o ipoclorito di sodio al 5%. Il materiale assorbente utilizzato ed eventuali altri scarti devono essere raccolti, messi in contenitori di plastica, sigillati ed etichettati in maniera appropriata. I rifiuti devono essere inceneriti a 1100 gradi C per almeno 1 secondo. Ripulire l'area dove si e' verificato il versamento con abbondante acqua.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C. Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE

La somministrazione del carboplatino deve essere effettuata sotto la supervisione di medici specializzati. La conta delle cellule ematiche,nonche' i test di funzionalita' renale ed epatica devono essere effettuati regolarmente e il farmaco deve essere interrotto se si riscontrauna anormale depressione del midollo osseo o anomalie della funzionalita' renale o epatica. E' improbabile che l'effetto terapeutico avvenga senza il manifestarsi di qualche evento di tossicita'. Sono stati segnalati casi di RPLS in pazienti trattati con carboplatino in combinazione con altri agenti chemioterapici. La SEU e' un effetto indesiderato potenzialmente letale. La somministrazione di carboplatino deve essere interrotta ai primi segni di qualsiasi evidenza di anemia emoliticamicroangiopatica. L'insufficienza renale puo' non essere reversibile con l'interruzione della terapia e potrebbe essere necessaria la dialisi. In pazienti trattati con carboplatino e' stata segnalata anemia emolitica, con presenza di anticorpi sierologici indotti dal farmaco. Questo evento puo' essere fatale. La mielosoppressione e' dose-dipendente e costituisce la tossicita' dose-limitante del carboplatino. Nei pazienti che assumono carboplatino deve essere effettuato il conteggio delle cellule del sangue periferico ad intervalli frequenti e nel caso di tossicita', fino a che non si raggiunge il recupero. Nei pazienti con insufficienza renale e nei pazienti che assumono contemporaneamente (o che hanno assunto) altri farmaci mielosoppressori o sono stati sottoposti a radioterapia, si puo' manifestare mielosoppressione grave. Iltrattamento di una grave tossicita' ematologica puo' consistere in cure di supporto, uso di agenti anti-infettivi per complicazioni infettive, trasfusioni di derivati del sangue, recupero del midollo osseo autologo, trapianto delle cellule staminali e di agenti ematopoietici (fattori stimolanti le colonie). L'anemia e' frequente e cumulativa e richiede molto raramente una trasfusione. Nei pazienti con precedente trattamento e/o funzionalita' renale compromessa il dosaggio iniziale deve essere opportunamente ridotto e gli effetti attentamente monitorati.Gli effetti mielosoppressivi possono sommarsi a quelli della chemioterapia concomitante. I pazienti con mielosoppressione grave e persistente sono ad alto rischio di complicanze infettive, compresi esiti fatali. Se si verifica uno qualsiasi di questi eventi, la somministrazione di carboplatino deve essere interrotta. La terapia del carboplatino inassociazione con altri farmaci mielosoppressori deve essere pianificata con molta attenzione ai dosaggi e alla tempistica per minimizzare gli effetti additivi. La LPA e la SMD/LMA sono state segnalate anni dopo la terapia con carboplatino e altri trattamenti antineoplastici. Neipazienti con funzionalita' renale compromessa, l'effetto del carboplatino sul sistema ematopoietico e' piu' marcato e piu' lungo temporalmente rispetto ai pazienti con funzionalita' renale normale. In questo gruppo a rischio, la terapia con carboplatino deve essere eseguita con particolare cautela. Monitorare la funzione renale. Non e' necessario effettuare idratazione pre e post- trattamento; tuttavia, una precedente terapia con cisplatino o la somministrazione contemporanea di altrifarmaci nefrotossici possono aumentare il rischio di nefrotossicita'.Sono stati segnalati casi di malattia veno-occlusiva epatica, alcuni dei quali sono stati fatali. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di anomalie della funzionalita' epatica o ipertensione portale non chiaramente dovuti alle metastasi epatiche. E' stata segnalata SLT, monitorare i pazienti ad alto rischio e adottare precauzioni. Sebbene la tossicita' neurologica periferica sia generalmente comunee lieve, limitata a parestesie e a diminuzione dei riflessi osteotendinei; la sua frequenza aumenta in pazienti di eta' superiore ai 65 anni e/o in pazienti precedentemente trattati con cisplatino. Devono essere effettuati monitoraggi ed esami neurologici ad intervalli regolari.Il carboplatino puo' provocare ototossicita' cumulativa. L'ototossicia' puo' essere piu' pronunciata nei bambini. Sono stati riportati casidi perdita di udito con un inizio ritardato in pazienti pediatrici. In questa popolazione e' necessario eseguire un follow-up audiometrico a lungo termine e degli audiogrammi prima di iniziare la terapia, durante il trattamento o quando si manifestano sintomi uditivi. Un importante deterioramento clinico della funzione uditiva puo' richiedere modifiche del dosaggio o interruzione della terapia. Sono stati riportati disturbi visivi, inclusa la perdita della vista, dopo l'uso in dosi superiori a quelle raccomandate. La vista e' recuperata del tutto o in misura significativa a poche settimane dalla sospensione di queste altedosi. Carboplatino induce emesi. L'incidenza e la gravita' dell'emesipossono essere ridotte mediante un pretrattamento con antiemetici o mediante la somministrazione per infusione continua di carboplatino nell'arco delle 24 ore, o per infusione di dosi separate in 5 giorni piuttosto che in una singola dose. Nei pazienti che hanno manifestato effetti emetici refrattari o gravi, si puo' prendere in considerazione unaterapia combinata con inibitori selettivi di tipo 3 (5-HT3) dei recettori serotoninergici o le benzamidi sostituite. Sono state segnalate reazioni allergiche, richiedono la sospensione della perfusione e di unappropriato trattamento sintomatico. Reazioni crociate, talvolta fatali, sono state riportate con tutti i composti del platino. La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati in pazienti immunocompromessi da agenti chemioterapici, incluso il carboplatino, puo' determinare infezioni gravi o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti che ricevono carboplatino. Possono essere somministrati vaccini uccisi o inattivati, ma la risposta a questi vaccini puo' essere ridotta. Gli anziani avevano una maggiore probabilita' di sviluppare trombocitopenia grave. Durante la scelta di una terapia deve essere presa in considerazione la funzionalita' renale, considerando il fatto che essa spesso e' piu' bassa nei pazienti anziani. Il contenitore di questo medicinale e' costituito di gomma naturale (latex olattice). Puo' causare gravi reazioni allergiche.

INTERAZIONI

Il carboplatino e' per lo piu' utilizzato in combinazione con farmaciantineoplastici aventi effetti citotossici simili. In queste circostanze si puo' manifestare tossicita' additiva. L'uso concomitante di carboplatino e di altri agenti mielosoppressivi o di radioterapia puo' potenziare la tossicita' ematologica. Un'aumentata incidenza di emesi e'stata segnalata quando il carboplatino e' stato somministrato contemporaneamente ad altri farmaci che inducono emesi, o in pazienti che hanno ricevuto precedentemente una terapia emetogena. La somministrazioneconcomitante di carboplatino e aminoglicosidi comporta un aumentato rischio di nefrotossicita' e/o di ototossicita', per cui tali farmaci devono essere usati in concomitanza con cautela. L'uso di altri farmacinefrotossici determina un potenziamento degli effetti renali da carboplatino. Il carboplatino interagisce con l'alluminio, formando un precipitato nero di platino e diminuendo la potenza. Aghi, siringhe, cateteri o set per somministrazione E.V. che contengano alluminio non devono essere utilizzati per la somministrazione del carboplatino. A causa dell'aumentato rischio trombotico, nel caso di patologie tumorali, l'uso di anticoagulanti e' frequente. Durante le malattie la variabilita'individuale della coagulabilita', e l'eventualita' di interazione tragli anticoagulanti orali e la chemioterapia antitumorale, richiedono l'aumento della frequenza del controllo del monitoraggio INR (tempo diprotrombina), se si decide di trattare il paziente con anticoagulantiorali. Uso concomitante controindicato. Vaccino contro la febbre gialla: rischio di malattia vaccinale generalizzata mortale. Uso concomitante non raccomandato. I vaccini vivi attenuati (eccetto la febbre gialla): rischio di una malattia sistemica, potenzialmente fatale. Questo rischio e' aumentato nei soggetti che sono gia' immunodepressi a causadella malattia. Dove esso esista e' necessario usare un vaccino inattivato (poliomielite). Fenitoina, fosfenitoina per rischio di esacerbazione delle convulsioni provocata da una diminuzione dell'assorbimento gastrico di fenitoina a causa del farmaco citotossico o a causa del rischio di un potenziamento della tossicita' o di una perdita dell'efficacia del farmaco citotossico provocati dall'aumentato metabolismo epatico da parte della fenitoina. Uso concomitante da prendere in considerazione. Ciclosporina (e per estrapolazione tacrolimus e sirolimus): eccessiva immunosoppressione con rischio di linfoproliferazione. Aminoglicosidi: l'uso concomitante di carboplatino con antibiotici aminoglicosidici dovrebbe essere presa in considerazione a causa della nefrotossicita' cumulativa e della otossicita', in particolare in pazienti con insufficienza renale. Diuretici dell'ansa: l'uso concomitante di carboplatino con un diuretico dell'ansa dovrebbe essere preso in considerazione a causa della nefrotossicita' cumulativa e della ototossicita'.

EFFETTI INDESIDERATI

Infezioni ed infestazioni. Comune: infezioni; non nota: polmonite. Tumori benigni, maligni e non specificati. Molto comune: trombocitopenia, neutropenia, leucopenia, anemia; comune: emorragia; non comune: insufficienza midollare, neutropenia febbrile, sindrome emolitica- uremica. Disturbi del sistema immunitario. Comune: ipersensibilita', reazionedi tipo anafilattoide. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: disidratazione, anoressia, iponatriemia, sindrome da lisi tumorale. Patologie del sistema nervoso. Comune: neuropatia periferica, parestesia, diminuzione dei riflessi osteotendinei, disturbi del sistema sensoriale, disgeusia; non nota: accidenti cerebrovascolari, sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile. Patologie dell'occhio. Comune: disturbi della vista, rari casi di perdita della vista. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: ototossicita'. Patologie cardiache. Comune: disturbi cardiaci; non nota: insufficienza cardiaca. Patologie vascolari. Non nota: embolia, ipertensione, ipotensione.Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: disturbi respiratori, patologia interstiziale polmonare, broncospasmo. Patologiegastrointestinali. Molto comune: vomito, nausea, dolore addominale; comune: diarrea, stipsi, disordine delle mucose; non comune: stomatiti;non nota: pancreatiti. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: alopecia, patologie della cute; non nota: orticaria, rash, eritema, prurito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: patologie del sistema muscoloscheletrico. Patologie renali e urinarie. Comune: disordini urogenitali. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia; non nota: necrosi del sito di iniezione, reazione nel sito di iniezione, stravaso nel sito di iniezione, eritema al sito di iniezione,malessere. Esami diagnostici. Molto comune: piressia, astenia, malessere, stravaso in sede di iniezione, diminuzione della clearance della creatinina renale, aumento di urea nel sangue, aumento della fosfatasialcalina del sangue, aumento dell'aspartato aminotransferasi, test della funzione epatica anormale, diminuzione di sodio, di potassio, di calcio e di magnesio nel sangue; comune: aumento della bilirubina nel sangue, aumento della creatinina nel sangue, aumento di acido urico nelsangue. Le reazioni avverse riportate per i diversi sistemi e apparati sono i seguenti. Tumori benigni, maligni e non specificati: rari casi di leucemie mielogene acute e sindromi mielodisplastiche. Esami diagnostici: anomalie elettrolitiche. Patologie dell'orecchio e del labirinto: tinnito e perdita dell'udito. Sono stati segnalati rarissimi casidi ipoacusia. Nei pazienti con udito gia' danneggiato dal cisplatino,un ulteriore inasprimento della funzione uditiva si puo' verificare. Patologie vascolari: eventi cerebrovascolari. Elettroliti: diminuzionedel sodio plasmatico, del potassio, del calcio e del magnesio. Sono stati segnalati casi di iponatriemia precoce. Le perdite di elettrolitisono lievi e nella maggior parte dei casi hanno un decorso senza alcun sintomo clinico. Patologie epatobiliari: possono manifestarsi aumenti lievi e solitamente transitori delle concentrazioni della fosfatasi alcalina sierica, dell'aspartato aminotransferasi e della bilirubina. Sono stati riportati sostanziali anormalita' dei tests di funzionalita' epatica in pazienti trattati con carboplatino ad alte dosi e con trapianto autologo del midollo osseo. E' stata osservata una modifica della funzionalita' epatica in pazienti con valori basali normali, tra cui un aumento della bilirubina totale nel 5%, SGOT nel 15%, e della fosfatasi alcalina nel 24% dei pazienti. Queste variazioni erano generalmente lievi e reversibili in circa la meta' dei pazienti. In una serie limitata di pazienti trattati con dosaggi molto elevati di carboplatino e trapianto autologo di midollo osseo, si e' verificato un grave innalzamento dei valori di test di funzionalita' epatica. Dopo la somministrazione di un alto dosaggio di carboplatino si sono verificati casi di una acuta necrosi fulminante delle cellule del fegato. Disturbi delsistema immunitario: reazioni anafilattiche/anafilattoidi, ipotensione, broncospasmo e piressia. Reazioni di ipersensibilita' possono manifestarsi entro pochi minuti dalla somministrazione endovenosa di carboplatino. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: raramente possono manifestarsi dermatiti esfoliative. In correlazione al carboplatino sono stati inoltre segnalati rash eritematoso, prurito, orticaria ed alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: mialgia/atralgia. Patologie renali e urinarie: raramente sonostate segnalate insufficienze renali acute. Sindrome uremica emolitica. Si possono manifestare aumenti lievi e transitori dei livelli sierici di creatinina e dei livelli ematici di azotemia e di acido urico. Il rischio di nefrotossicita' indotto da carboplatino diviene maggiore a dosi relativamente elevate o in pazienti trattati precedentemente con cisplatino. Quando il carboplatino e' somministrato in dosi normali,lo sviluppo di un'alterazione della funzionalita' renale e' rara, anche se il carboplatino non e' stato somministrato con un elevato volumedi liquido di idratazione e/o con una diuresi forzata. L'aumento della creatinina sierica si verifica nel 6% dei pazienti, l'aumento dell'azoto ureico nel sangue si verifica nel 14% dei pazienti, e l'aumento di acido urico si verifica nel 5% dei pazienti. Questi incrementi sono lievi e reversibili in circa la meta' dei pazienti. La clearance dellacreatinina ha dimostrato di essere la misura piu' sensibile della funzione renale. Il 27% dei pazienti con un valore basale di 60 mL/min o maggiore, generalmente hanno subito una riduzione della clcr durante la terapia con carboplatino. Patologie sistemiche e condizioni relativealla sede di somministrazione: astenia, sintomi influenzali, reazionial sito di iniezione. Sono stati segnalate le seguenti reazioni al sito di iniezione: bruciore, dolore, arrossamento, gonfiore, orticaria, necrosi collegata allo stravaso. Reazioni di tipo anafilattico, talvolta fatali, si possono verificare nei minuti successivi all' iniezione del prodotto: edema facciale, dispnea, tachicardia, ipotensione, orticaria, shock anafilattico, broncospasmo. Altri effetti indesiderati: Sono state segnalate neoplasie secondarie acute dopo terapie citostatiche in combinazione contenenti carboplatino. Alopecia, febbre e brividi,mucosite, astenia, malessere cosi' come disgeusia sono state osservate occasionalmente. In casi isolati, si e' verificata una sindrome uremico-emolitica. Sono stati segnalati casi isolati di incidenti cardiovascolari (insufficienza cardiaca, embolia) e di accidenti cerebrovascolari. Sono stati riportati casi di ipertensione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Il carboplatino puo' causare danni al feto quando somministrato in donne in gravidanza. Il farmaco deve essere utilizzato in gravidanza soltanto in caso di pericolo di vita oppure per malattie per le quali farmaci piu' sicuri non possono essere usati o sono inefficaci. Se la terapia con il carboplatino viene effettuata durante la gravidanza, o se la paziente resta incinta durante la terapia, la paziente deve essere avvertita dei potenziali rischi per il feto. Alle donne in eta' fertile si deve consigliare di evitare una gravidanza durante la terapia concarboplatino. E' stato dimostrato che il carboplatino iniettabile e' embriotossico e teratogeno nei ratti trattati durante l'organogenesi. Nessuno studio controllato e' stato condotto in donne in gravidanza. L'inibizione delle gonadi con conseguente amenorrea o azospermia puo' verificarsi nei pazienti che ricevono terapia antineoplastica. Questi effetti sembrano essere correlati alla dose e alla durata della terapiae possono essere irreversibili. Valutare gli effetti dei singoli agenti sul grado della funzione testicolare o dell'insufficienza ovarica e' complicato a causa dell'uso comune dicombinazioni di diversi farmaciantineoplastici. Agli uomini di eta' sessualmente matura trattati concarboplatino si raccomanda di non concepire un figlio durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la cura e di chiedere consigli prima dell'inizio della terapia sulla conservazione dello sperma a causa della possibilita' di infertilita' irreversibile causata dal trattamento con il carboplatino. Non e' stato accertato se il carboplatino o i suoi metaboliti contenenti platino vengano escreti nel latte materno. Tuttavia, a causa del rischio di eventi avversi che possono manifestarsi nei lattanti a seguito del passaggio del farmaco nel latte materno, se il trattamento diventa necessario durante l'allattamento al seno, questo deve essere interrotto.

Codice: 032776027
Codice EAN:
Codice ATC: L01XA02
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Altri antineoplastici
  • Composti del platino
  • Carboplatino
Temperatura di conservazione: inferiore a +25 gradi, non congelare e conservare al riparo della luce
Forma farmaceutica: SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE