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CARITEX INF FL 2G POLV

Produttore: PHARMACARE SRL
FARMACO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CARITEX 2 G POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterico per uso sistemico, cefalosporine di terza generazione.

PRINCIPI ATTIVI

CARITEX 2 g polvere per soluzione per infusione Un flaconcino contiene: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 2,386 g pari a ceftriaxone 2 g.

ECCIPIENTI

Polvere per soluzione per infusione.

INDICAZIONI

Il farmaco e' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni negliadulti e nei bambini, inclusi i neonati a termine (dalla nascita): meningite batterica; polmonite acquisita in comunita'; polmonite acquisita in ospedale ; otite media acuta; infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite); infezioni delle ossa e delle articolazioni; infezioni complicate della cute e deitessuti molli; gonorrea; sifilide; endocardite batterica. Il farmaco puo' essere impiegato: nel trattamento di esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti. Nel trattamento di Borreliosi di Lyme disseminata (precoce (stadio II) e tardiva (stadio III)) negli adulti e nei bambini inclusi i neonati da 15 giorni di vita.Nella profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico. Nel trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospettala presenza di un'infezione batterica. Nel trattamento di pazienti affetti da batteriemia che si manifesta in associazione a, o presumibilmente associata a, una qualsiasi delle infezioni sopra menzionate. CARITEX deve essere somministrato insieme ad altri agenti antibatterici laddove la possibile gamma di batteri causali non rientri nel suo spettro d'azione. Fare riferimento alle linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli antibatterici.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' a ceftriaxone, a qualsiasi altra cefalosporina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravi reazioni di ipersensibilita' nell'anamnesi (es. reazioni anafilattiche) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta-lattamico (penicilline, monobattamici e carbapenemi). Ceftriaxone e' controindicato in caso di: neonati prematuri finoa un'eta' post-mestruale di 41 settimane (eta' gestazionale + eta' cronologica). Neonati a termine (fino a 28 giorni di vita): con iperbilirubinemia, ittero oppure ipoalbuminemia o acidosi poiche' in tali patologie e' probabile che il legame della bilirubina venga compromesso; se necessitano (o e' verosimile che necessitino) di un trattamento con calcio per via endovenosa oppure di infusioni contenenti calcio, per il rischio di precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone. Prima di somministrare un'iniezione intramuscolare di ceftriaxone con una soluzione di lidocaina come solvente, si deve escludere la presenza di controindicazioni alla lidocaina. Le soluzioni di ceftriaxone contenenti lidocaina non devono mai essere somministrate per via endovenosa.

POSOLOGIA

La dose varia in base alla gravità, al livello di sensibilità, al sito e al tipo d'infezione, all'età e alla funzionalità epato-renale. Adulti e bambini al di sopra di 12 anni d'età (>=50 kg). Somministrare 1-2 g una volta al giorno per: polmonite acquisita in comunità; esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie. Somministrare 2 g una volta al giorno per: polmonite acquisita in ospedale; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli; infezioni delle ossa e delle articolazioni. Somministrare 2-4 g una volta al giorno per: trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica; endocardite batterica; meningite batterica. Indicazioni per i neonati, i lattanti e i bambini da 15 giorni di vitaa 12 anni (<50 kg) che richiedono specifici schemi posologici. Otite media acuta: somministrare una dose singola intramuscolare da 50 mg/kg. Dati limitati suggeriscono che in caso di pazienti gravemente malatio in caso di fallimento della precedente terapia, il farmaco può risultare efficace quando somministrato per via intramuscolare alla dose giornaliera di 50 mg/kg per 3 giorni. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico. 50-80 mg/kg in singola somministrazione preoperatoria. Sifilide: le dosi generalmente raccomandate sono 75-100mg/kg una volta al giorno per 10-14 giorni. Fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Borreliosi di Lyme disseminata precoce e tardiva: 50-80 mg/kg una volta al giorno per 14-21 giorni. La durata raccomandata del trattamento è variabile e occorre fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Neonati, lattanti e bambini da 15 giorni di vita a 12 anni d'età (< 50 kg). Ai bambini di peso corporeo pari o superiore a 50 kg deve essere somministrato il dosaggio abituale degli adulti. Somministrare 50-80 mg/kg una volta al giorno per: infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie; polmonite acquisita in comunità; polmonite acquisita in ospedale. Somministrare 50-100 mg/kg una volta al giorno per: infezioni complicate della cute e dei tessuti molli; infezioni delle ossa e delle articolazioni; trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. Somministrare 80-100 mg/kg una volta al giorno per: meningite batterica. Somministrare 100 mg/kg una volta al giorno per: endocardite batterica. Neonati da 0 a 14 giorni di vita. Il farmaco è controindicato nei neonati prematuri fino a un'età post-mestruale di 41 settimane. Somministrare 20-50 mg/kg: una volta al giorno per: infezioni intraddominali; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli; infezioni complicate delle vie urinarie; polmonite acquisita in comunità; polmonite acquisita in ospedale; infezioni delle ossa e delle articolazioni; trattamento di pazienti neutropenici confebbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. Somministrare 50 mg/kg una volta al giorno per: meningite batterica; endocardite batterica. Non eccedere la dose massima giornaliera di 50 mg/Kg. Indicazioni per i neonati di 0-14 giorni di vita che necessitano di specifici schemi posologici. Otite media acuta: somministrare una dosesingola intramuscolare da 50 mg/kg. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico. 20-50 mg/kg in singola somministrazione preoperatoria. Sifilide. La dose generalmente raccomandata è 50 mg/kg una volta al giorno per 10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose incaso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati molto limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Durata della terapia. La durata della terapia varia in relazione al decorso della malattia. Come per altre terapie antibiotiche, il trattamento con ceftriaxone deve essere continuato per 48-72 ore dopo lo sfebbramento del paziente o dopo la dimostrazione di eradicazione batterica. Pazientianziani: nessuna correzione rispetto ai pazienti adulti. Pazienti conalterazione della funzionalità epatica. Non correggere la dose, a condizione che la funzionalità renale non sia compromessa. Pazienti con alterazione della funzionalità renale: non ridurre il dosaggio qualora la funzionalità epatica non sia compromessa. Soltanto in caso di insufficienza renale preterminale il dosaggio di ceftriaxone non deve superare i 2 g al giorno. Si consiglia un attento monitoraggio clinico della sicurezza e dell'efficacia. Pazienti con grave alterazione della funzionalità epatica e renale: si consiglia un attento monitoraggio clinico della sicurezza e dell'efficacia. Modo di somministrazione. Il farmaco può essere somministrato mediante infusione endovenosa della durata di almeno 30 minuti o mediante iniezione endovenosa lenta della durata di 5 minuti. L'iniezione endovena intermittente deve essere effettuata nell'arco di 5 minuti preferibilmente nelle grandi vene. Dosi endovena di 50 mg/kg o più nei bambini fino a 12 anni devono essere somministrate mediante infusione. Nei neonati, per ridurre il potenziale rischio di encefalopatia da bilirubina, le dosi endovena si devono somministrare nell'arco di 60 minuti. Le iniezioni intramuscolari devono essere effettuate quando non risulti possibile praticare la via endovenosa. Per somministrazioni a dosi superiori a 2 g deve essere utilizzata la via di somministrazione endovenosa. Ceftriaxone è controindicato nei neonati che necessitano del trattamento con soluzioni endovenose contenenti calcio. I diluenti contenenti calcio non devono essere utilizzati per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per la somministrazione endovenosa poiché può formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone può verificarsi anche quando ceftriaxone viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione endovenosa. Pertanto, ceftriaxone non deve essere miscelato, né somministrato in concomitanza, con soluzioni contenenti calcio. Per la profilassi pre-operatoria delle infezioni nel sito operatorio, ceftriaxone deve essere somministrato 30-90 minuti prima dell'intervento chirurgico.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Tenere il flaconcino nel contenitore originale.

AVVERTENZE

Sono state riferite reazioni di ipersensibilità gravi e talora fatali. In caso di gravi reazioni di ipersensibilità, interrompere il trattamento con ceftriaxone immediatamente e si devono istituire adeguate misure di emergenza. Prima di iniziare il trattamento, stabilire se il paziente presenti una storia di gravi reazioni di ipersensibilità a ceftriaxone, ad altre cefalosporine o a un qualsiasi altro tipo di agentibeta-lattamici. Cautela nel somministrare ceftriaxone a pazienti con anamnesi di ipersensibilità non grave ad altri agenti beta- lattamici.Sono stati descritti casi di reazioni fatali con precipitati di calcio-ceftriaxone nei polmoni e nei reni in neonati prematuri e in nati a termine di meno di un mese di vita. Almeno uno di loro aveva ricevuto ceftriaxone e calcio in momenti diversi e mediante linee endovenose diverse. Gli studi in vitro hanno dimostrato che i neonati presentano unrischio maggiore di precipitazione di calcio-ceftriaxone rispetto ad altri gruppi di età. In pazienti di qualsiasi età ceftriaxone non deveessere miscelato, né somministrato in concomitanza, con soluzioni endovenose contenenti calcio, nemmeno mediante linee di infusione diverseo in siti di infusione diversi. Tuttavia, in pazienti di più di 28 giorni di vita, ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio possono esseresomministrati sequenzialmente uno dopo l'altro a condizione che si utilizzino linee di infusione in punti diversi o che le linee di infusione siano sostituite o lavate bene con una soluzione salina fisiologicatra le due infusioni per evitare la formazione di precipitati. Nei pazienti che necessitano di un'infusione continua con soluzioni per la nutrizione parenterale totale contenenti calcio, gli operatori sanitaripossono valutare l'utilizzo di trattamenti antibatterici alternativi che non comportino un simile rischio di precipitazione. Se l'uso di ceftriaxone è ritenuto necessario in pazienti che necessitano di una nutrizione continua, le soluzioni TPN e ceftriaxone possono essere somministrate simultaneamente, ma mediante linee di infusione diverse e in siti di infusione diversi. In alternativa, è possibile interrompere l'infusione della soluzione TPN per il periodo necessario all'infusione di ceftriaxone, lavando le linee di infusione tra la somministrazione di una soluzione e l'altra. La sicurezza e l'efficacia del farmaco nei neonati, nei lattanti e nei bambini sono state stabilite per i dosaggiriportati nel paragrafo "Posologia e modo di somministrazione". Gli studi condotti hanno dimostrato che ceftriaxone può spiazzare la bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica. Il medicinale è controindicato sia nei neonati prematuri che nei neonati a termine a rischio di sviluppare encefalopatia da bilirubina. In pazienti trattati con antibatterici della classe delle cefalosporine è stata osservata un'anemia emolitica immuno-mediata. Durante il trattamento con PROCURE,sia in adulti sia in bambini, sono stati riferiti gravi casi di anemia emolitica, tra cui casi fatali. Se un paziente sviluppa un'anemia durante la terapia con ceftriaxone, prendere in considerazione la diagnosi di un'anemia associata alle cefalosporine e ceftriaxone deve essereinterrotto fino alla determinazione dell'eziologia. Durante il trattamento prolungato eseguire un esame emocromocitometrico a intervalli regolari. Con quasi tutti gli agenti antibatterici sono state riferite colite associata ad agenti antibatterici e colite pseudomembranosa; la gravità di tali affezioni e' variabile. È pertanto importante prenderein considerazione questa diagnosi nei pazienti che presentano diarreadurante o dopo la somministrazione di ceftriaxone. Valutare l'interruzione della terapia con ceftriaxone e la somministrazione di un trattamento specifico per il Clostridium difficile. Non somministrare medicinali che inibiscono la peristalsi. Come con altri agenti antibatterici, possono verificarsi superinfezioni causate da microorganismi non sensibili. In caso di grave insufficienza renale ed epatica, si raccomanda un attento monitoraggio della sicurezza e dell'efficacia. Poiché il farmaco può determinare risultati falsi positivi, può verificarsi una interferenza con il test di Coombs e nei test della galattosemia. I metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi. La determinazione del livello di glucosio nell'urina durante la terapia deve essere eseguita con metodica enzimatica. Il farmaco contiene sodio. Ceftriaxone ha uno spettro diattività antibatterica limitato e può non essere adatto all'uso in monoterapia per il trattamento di alcuni tipi di infezioni, a meno che il patogeno sia già stato confermato. In caso di infezioni polimicrobiche in cui tra i patogeni sospetti vi siano organismi resistenti a ceftriaxone, si deve valutare la somministrazione di un antibiotico aggiuntivo. Se si utilizza la lidocaina come solvente, somministrare le soluzioni di ceftriaxone mediante iniezione intramuscolare. Prima dell'usodevono essere prese in considerazione le controindicazioni alla lidocaina, le precauzioni e altre informazioni rilevanti. Non somministraremai la soluzione di lidocaina per via endovenosa. Quando si osservanoombre nelle ecografie, valutare la possibilità di precipitati di calcio-ceftriaxone. Nel corso di ecografie della colecisti sono state rilevate delle ombre, scambiate per calcoli biliari; tale fenomeno si osserva con maggior frequenza a dosi di ceftriaxone pari e superiori a 1 g/die. Cautela nella popolazione pediatrica. Tali precipitati scompaiono una volta interrotta la terapia con ceftriaxone. Raramente i precipitati di calcio-ceftriaxone si associano a sintomi. Nei casi sintomatici, si raccomanda una gestione conservativa non chirurgica e il medico deve valutare la possibilità di interrompere il trattamento con ceftriaxone sulla base di una specifica valutazione del rapporto beneficio/rischio. In pazienti trattati sono stati riferiti casi di pancreatite, forse dovuta all'eziologia dell'ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio per stasi biliare e fango biliare. Non può essere escluso un ruolo del farmaco quale agente o cofattore scatenante della precipitazione biliare. Sono stati riferiti casi di litiasi renale reversibile con l'interruzione della somministrazione di ceftriaxone. Nei casi sintomatici, eseguire un'ecografia. Il medico deve prendere in considerazione l'uso nei pazienti con un'anamnesi di litiasi renale o con ipercalciuria sulla base di una specifica valutazione del rapporto beneficio/rischio.

INTERAZIONI

I diluenti contenenti calcio, quali soluzione di Ringer o di Hartmann, non devono essere utilizzati per ricostituire i flaconcini del farmaco o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per la somministrazione endovenosa poiche' puo' formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone puo' verificarsi anche quando ceftriaxone viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa lineadi somministrazione endovenosa. Ceftriaxone non deve essere somministrato simultaneamente a soluzioni endovenose contenenti calcio, ivi comprese le infusioni continue contenenti calcio, quale la nutrizione parenterale mediante raccordo a Y. In pazienti non neonati, tuttavia, ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati sequenzialmente a condizione che le linee di infusione siano lavate accuratamente con un liquido compatibile tra le due infusioni. Studi in vitro su plasma adulto e neonatale estratto dal sangue del cordone ombelicale hanno dimostrato che nei neonati il rischio di precipitazione dicalcio-ceftriaxone e' maggiore. La somministrazione concomitante di anticoagulanti orali puo' aumentare l'effetto anticoagulante degli inibitori della vitamina-K e il rischio di sanguinamento. Si raccomanda dimonitorare frequentemente l'International Normalised Ratio (INR) e diaggiustare la posologia del farmaco inibitore della vitamina-K sia durante che dopo il trattamento con ceftriaxone. Vi sono evidenze contrastanti sul potenziale incremento della tossicita' renale degli aminoglicosidi utilizzati con le cefalosporine. In questi casi, nella prassi clinica ci si deve attenere scrupolosamente al monitoraggio raccomandato dei livelli degli aminoglicosidi (e della funzionalita' renale). Inuno studio in vitro sono stati osservati effetti antagonistici con laassociazione di cloramfenicolo e ceftriaxone. La rilevanza clinica diquesto effetto non e' nota. Non sono state riferite interazioni tra ceftriaxone e prodotti contenenti calcio somministrati per via orale, ne' interazioni tra ceftriaxone per via intramuscolare e prodotti contenenti calcio (per via endovenosa o orale). Nei pazienti trattati con ceftriaxone, il test di Coombs puo' comportare risultati falsi positivi. Ceftriaxone, come altri antibiotici, puo' dare risultati falsi positivi nei test per la galattosemia. Analogamente, i metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi. Per questa ragione, la determinazione del livello diglucosio nell'urina durante la terapia con ceftriaxone deve essere eseguita con metodica enzimatica. Non e' stata osservata una compromissione della funzionalita' renale dopo la somministrazione concomitante di dosi elevate di ceftriaxone e potenti diuretici (quali la furosemide). La somministrazione concomitante di probenecid non riduce l'eliminazione di ceftriaxone.

EFFETTI INDESIDERATI

Le reazioni avverse riferite con maggior frequenza con ceftriaxone sono eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, diarrea, rash e aumento degli enzimi epatici. I dati utilizzati per determinare la frequenza delle reazioni avverse associate a ceftriaxone sono stati tratti dagli studi clinici. Per la classificazione della frequenza ci si e' avvalsi della seguente convenzione: Molto comune (>= 1/10) Comune (>= 1/100 - < 1/10) Non comune (>= 1/1000 - < 1/100) Raro (>= 1/10000 - < 1/1000) Non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Non comune: infezione fungina ai genitali; raro: colite pseudomembranosa; non nota: superinfezioni. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia; non comune: granulocitopenia, anemia, coagulopatia;non nota: anemia emolitica, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: shock anafilattico, reazione anafilattica, reazioneanafilattoide, ipersensibilità. Patologie del sistema nervoso. Non comune: cefalea, capogiri; non nota: convulsioni. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota: vertigini. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, feci molli; non comune: nausea, vomito; non nota: pancreatite, stomatite, glossite. Patologie epatobiliari. Comune: aumentodegli enzimi epatici; non nota: formazione di precipitato nella colecisti, ittero nucleare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash; non comune: prurito; raro: orticaria; non nota: sindrome di stevens-johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, pustolosi esantematica acuta generalizzata. Patologie renali e urinarie. Raro: ematuria, glicosuria; non nota: oliguria, formazione di precipitato nei reni (reversibile). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: flebite, dolore nel sito di iniezione, piressia; raro: edema, brividi. Esami diagnostici. Non comune: aumento della creatininemia; non nota: risultati falsi positivi al test di coombs, risultati falsi positivi al test della galattosemia, risultati falsi positivi nei metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio. Le segnalazioni di diarrea successiva all'usodi ceftriaxone potrebbero essere associate a Clostridium difficile. In questi casi e' necessario somministrare un'adeguata terapia a base di liquidi ed elettroliti. Precipitazione del sale di calcio- ceftriaxone Raramente sono state riferite reazioni avverse gravi, e in alcuni casi fatali, in neonati pretermine e in nati a termine (di eta' < 28 giorni) che erano stati trattati con ceftriaxone e calcio per via endovenosa. La presenza di precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone e' stata rilevata post mortem nei polmoni e nei reni. L'elevato rischio di precipitazione nei neonati e' una conseguenza del loro basso volume ematico e della maggiore emivita di ceftriaxone rispetto agli adulti. Sono stati riferiti casi di precipitazione renale, principalmente in bambini sopra i 3 anni di eta' trattati con dosi giornaliere elevate (es. >= 80 mg/kg/die) o con dosi totali superiori ai 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (es. restrizione di fluidi, pazienti costretti a letto). Il rischio di formazione di precipitato aumenta nei pazienti immobilizzati o disidratati. Questo evento puo' essere sintomatico o asintomatico, puo' causare insufficienza renale e anuria ed e' reversibile interrompendo l'assunzione di ceftriaxone. E' stata osservata precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone nella colecisti, principalmente in pazienti trattati con dosi superiori alla dose standard raccomandata. Nei bambini, studi prospettici hanno dimostrato un'incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione per viaendovenosa; in alcuni studi l'incidenza e' risultata superiore al 30%. Tale incidenza sembra essere inferiore somministrando le infusioni lentamente (20-30 minuti). Questo effetto e' generalmente asintomatico,ma in casi rari le precipitazioni sono state accompagnate da sintomi clinici, quali dolore, nausea e vomito. In questi casi e' raccomandatoil trattamento sintomatico. La precipitazione e' generalmente reversibile con l'interruzione della somministrazione di ceftriaxone. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale disegnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Ceftriaxone attraversa la barriera placentare. I dati sull'uso di ceftriaxone nelle donne in gravidanza sono limitati. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo embrionale/fetale, perinatale e postnatale. Ceftriaxone deve essere somministrato durante la gravidanza, e in particolare durante il primo trimestre, soltanto se il beneficio supera il rischio. Ceftriaxone e' escreto nel latte materno a basse concentrazioni, ma alle dosi terapeutiche non si prevedono effetti sui bambini allattati al seno. Il rischio di diarrea e di infezione fungina delle mucose non puo' tuttavia essere escluso. Deve essere presa in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Occorre decidere se interrompere l'allattamento al senoo se interrompere la terapia con ceftriaxone considerando il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia per la madre. Dagli studi di riproduzione non sono emersi effetti avversi sulla fertilita' maschile o femminile.

Codice: 036154033
Codice EAN:
Codice ATC: J01DD04
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antibatterici per uso sistemico
  • Altri antibatterici beta-lattamici
  • Cefalosporine di terza generazione
  • Ceftriaxone
Temperatura di conservazione: non superiore a +30, conservare il prodotto nella confezione originale
Forma farmaceutica: POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE