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CERTICAN 60CPR 0,75MG

Produttore: NOVARTIS FARMA SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA NON RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CERTICAN COMPRESSE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Agenti immunosoppressori selettivi.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa contiene 0,25/0,5/0,75/1,0 mg di everolimus.

ECCIPIENTI

Butilidrossitoluene (E321), magnesio stearato (E470 B), lattosio monoidrato, ipromellosa Tipo 2910, crospovidone Tipo A, lattosio anidro.

INDICAZIONI

Trapianto renale e cardiaco. Il medicinale e' indicato per la profilassi del rigetto d'organo in pazienti adulti, a rischio immunologico dalieve a moderato, sottoposti a trapianto renale o cardiaco allogenico. Nel trapianto renale e cardiaco il farmaco deve essere utilizzato inassociazione con ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi. Trapianto di fegato. Il medicinale e' indicato per la profilassi del rigetto d'organo in pazienti adulti sottoposti a trapianto di fegato. Neltrapianto di fegato, il farmaco deve essere utilizzato in associazione con tacrolimus e corticosteroidi.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Il medicinale e' controindicato in pazienti con ipersensibilita' notaa everolimus, a sirolimus o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA

Il trattamento con il medicinale deve essere iniziato e mantenuto solo da medici specialisti con esperienza in terapie immunosoppressive conseguenti a trapianto d'organo e che hanno accesso al sistema di monitoraggio della concentrazione ematica di everolimus. Posologia. Adulti:nei pazienti sottoposti a trapianto di rene e di cuore si raccomanda un dosaggio iniziale di 0,75 mg due volte al giorno in associazione a ciclosporina, da somministrare non appena possibile dopo il trapianto.Nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato si raccomanda un dosaggio di 1,0 mg due volte al giorno in associazione a tacrolimus, somministrando la dose iniziale approssimativamente 4 settimane dopo il trapianto. I pazienti in trattamento con il medicinale possono richiedere un aggiustamento della dose in relazione alle concentrazioni ematiche, alla tollerabilita', alla risposta individuale, al cambiamento dei farmaci somministrati in associazione e al quadro clinico. Gli aggiustamenti della dose possono essere effettuati a intervalli di 4-5 giorni. Popolazioni speciali. Pazienti neri. L'incidenza di episodi di rigetto acuto confermato da biopsia e' risultata significativamente superiore nei pazienti neri sottoposti a trapianto di rene rispetto ai pazienti non neri. Le limitate informazioni disponibili indicano che i pazientineri possono richiedere una dose del medicinale superiore per raggiungere un'efficacia simile a quella dei pazienti non neri. Al momento, idati di efficacia e di sicurezza sono troppo limitati per permettere specifiche raccomandazioni sull'uso di everolimus nei pazienti neri. Popolazione pediatrica. Nei bambini e negli adolescenti i dati disponibili non sono sufficienti per raccomandare l'uso del medicinale nel trapianto di rene e non puo' essere fatta nessuna raccomandazione sulla posologia. Nei pazienti pediatrici sottoposti a trapianto di fegato, ilfarmaco non deve essere usato. Pazienti anziani (>= 65 anni). L'esperienza clinica in pazienti con eta' >65 anni e' limitata. Sebbene i dati disponibili siano pochi, non sembrano esserci differenze nella farmacocinetica di everolimus in pazienti di >=65-70 anni di eta'. Pazienticon insufficienza renale. Non sono richieste modifiche del dosaggio. Pazienti con funzionalita' epatica compromessa. Le concentrazioni ematiche minime di everolimus devono essere attentamente monitorate in pazienti con funzionalita' epatica compromessa. La dose deve essere ridotta a circa due terzi della dose normale nei pazienti con lieve compromissione epatica (Child Pugh Class A), a circa la meta' della dose normale nei pazienti con moderata compromissione epatica (Child-Pugh ClassB) ed a circa un terzo della dose normale nei pazienti con grave compromissione epatica (Child-Pugh Class C). Ulteriori modifiche della dose devono essere basate sul monitoraggio terapeutico dei livelli terapeutici del farmaco. Sono di seguito elencate le dosi ridotte arrotondate al piu' vicino dosaggio in compresse. Riduzione della dose del medicinale in pazienti con compromissione epatica. Trapianto di rene e di cuore. Funzionalità epatica normale: 0,75 mg bid; lieve compromissione epatica (childpugh a): 0,5 mg bid; moderata compromissione epatica (childpugh b): 0,5 mg bid; grave compromissione epatica (childpugh c): 0,25 mg bid. Trapianto di fegato. Funzionalità epatica normale: 1 mg bid; lieve compromissione epatica (childpugh a): 0,75 mg bid; moderata compromissione epatica (childpugh b): 0,5 mg bid; grave compromissione epatica (childpugh c): 0,5 mg bid. Monitoraggio terapeutico del farmaco(TDM). Si raccomanda l'uso di metodiche con adeguate caratteristiche di prestazione quando e' necessario determinare basse concentrazioni di ciclosporina o di tacrolimus. Si raccomanda un regolare monitoraggioterapeutico della concentrazione ematica di everolimus. Sulla base dell'analisi esposizione-efficacia ed esposizione-sicurezza, si e' riscontrato che i pazienti che raggiungono concentrazioni ematiche minime di everolimus >=3,0 ng/ml presentano una minore incidenza di rigetto acuto confermato da biopsia rispetto ai pazienti con concentrazioni ematiche minime di everolimus al di sotto di 3,0 ng/ml, nel trapianto di rene, di cuore e di fegato. Il limite superiore del range terapeutico raccomandato e' di 8 ng/ml. L'esposizione superiore ai 12 ng/ml non e' stata studiata. Gli intervalli raccomandati di everolimus si basano sumetodi cromatografici. E' particolarmente importante monitorare le concentrazioni ematiche di everolimus in pazienti con insufficienza epatica, durante la somministrazione contemporanea di sostanze forti induttori e inibitori del CYP3A4, quando si cambia formulazione di ciclosporina e/o se ne riduce notevolmente il dosaggio. Le concentrazioni di everolimus potrebbero essere leggermente inferiori dopo la somministrazione di compresse dispersibili rispetto alle compresse. Teoricamente, l'aggiustamento del dosaggio del medicinale deve essere basato sulle concentrazioni minime ottenute > 4-5 giorni dopo il precedente cambiamento della dose. Poiche' esiste una interazione tra ciclosporina ed everolimus, le concentrazioni di everolimus possono diminuire nel caso diuna sensibile riduzione dell'esposizione alla ciclosporina (ovvero concentrazioni ematiche minime <50 ng/ml). I pazienti con compromissioneepatica devono avere di preferenza concentrazioni minime corrispondenti alla parte superiore dell'intervallo di esposizione di 3-8 ng/ml. Dopo l'inizio del trattamento o dopo l'aggiustamento del dosaggio, il monitoraggio deve essere effettuato ogni 4-5 giorni fino ad osservare concentrazioni stabili di everolimus in 2 misurazioni consecutive delleconcentrazioni minime in quanto nei pazienti con compromissione epatica il prolungamento dell'emivita ritarda il tempo di raggiungimento dello stato stazionario. Gli aggiustamenti posologici devono basarsi su concentrazioni minime stabili di everolimus. Raccomandazioni in meritoalle dosi di ciclosporina nel trapianto di rene. Il medicinale non deve essere utilizzato nel lungo termine con dosi piene di ciclosporina.Nei pazienti sottoposti a trapianto renale trattati con il farmaco, l'esposizione ridotta alla ciclosporina migliora la funzionalita' renale. Sulla base dell'esperienza acquisita dallo studio A2309, la riduzione dell'esposizione alla ciclosporina deve iniziare immediatamente dopo il trapianto utilizzando le seguenti finestre raccomandate di concentrazioni ematiche minime (C 0 ). Trapianto di rene: finestre di riferimento raccomandate di concentrazioni ematiche minime di ciclosporina. Gruppi del medicinale. Mese 1: 100-200 ng/ml; mesi 2-3: 75 -150 ng/ml;mesi 4-5: 50-100 ng/ml; mesi 6-12: 25-50 ng/ml. Prima di ridurre la dose di ciclosporina, si deve accertare che le concentrazioni ematiche minime allo steady state di everolimus siano uguali o superiori a 3 ng/ml.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidita'.

AVVERTENZE

Gestione dell'immunosoppressione. Negli studi clinici, il medicinale e' stato somministrato in associazione a ciclosporina in microemulsione, basiliximab o con tacrolimus e corticosteroidi. L'associazione di questo medicinale con altri farmaci immunosoppressori non e' stata ampiamente studiata. L'uso del farmaco in pazienti ad elevato rischio immunologico non e' stato adeguatamente studiato. Associazione con induzione da timoglobulina. Si consiglia stretta cautela con l'uso di un regime terapeutico comprendente induzione con timoglobulina (globulina di coniglio anti- timocita) e medicinale/ciclosporina/steroidi. In uno studio clinico su pazienti riceventi trapianto di cuore (Studio A2310) e' stato osservato nei primi tre mesi dopo il trapianto un incremento dell'incidenza di infezioni gravi, incluse infezioni fatali, nel sottogruppo di pazienti che avevano ricevuto un'induzione con globulina di coniglio anti-timocita. Infezioni gravi ed opportunistiche. I pazienti trattati con immunosoppressori, il medicinale compreso, sono esposti ad un aumentato rischio di infezioni opportunistiche (batteriche, micotiche, virali e da protozoi). Tra queste condizioni ci sono la nefropatia associata al virus BK e la leucoencefalopatia multipla progressiva (PML) associata al virus JC. Queste infezioni sono spesso correlate aduna carica immunosoppressiva totale elevata e possono portare a condizioni gravi o fatali che i medici devono considerare nella diagnosi differenziale in pazienti immunosoppressi con funzionalita' renale in deterioramento o sintomi neurologici. In pazienti trattati con il medicinale sono state riportate infezioni fatali e sepsi. Negli studi clinici con il farmaco e' stata raccomandata la profilassi antimicrobica perla polmonite da Pneumocystis jiroveci (carinii) e per il Citomegalovirus (CMV) dopo il trapianto, particolarmente per i pazienti con aumentato rischio di infezioni opportunistiche. Compromissione della funzionalita' epatica. Si raccomanda un attento monitoraggio delle concentrazioni ematiche minime (C 0) di everolimus e l'aggiustamento della dose di everolimus, nei pazienti con funzionalita' epatica compromessa. A causa di una piu' lunga emivita di everolimus nei pazienti con compromissione epatica, deve essere effettuato il monitoraggio terapeutico di everolimus dopo l'inizio del trattamento o dopo un aggiustamento delladose fino al raggiungimento di concentrazioni stabili. Interazione con substrati del CYP3A4 somministrati per via orale. Si deve porre cautela quando il medicinale e' assunto in associazione a substrati del CYP3A4 somministrati per via orale che presentano uno stretto indice terapeutico a causa del potenziale di interazioni tra farmaci. Se il medicinale e' assunto con substrati del CYP3A4 somministrati per via oraleche presentano uno stretto indice terapeutico (ad es. pimozide, terfenadina, astemizolo, cisapride, chinidina o derivati degli alcaloidi dell'ergot), il paziente deve essere monitorato per gli effetti indesiderati descritti nel foglio illustrativo del substrato del CYP3A4 che e'stato somministrato per via orale. Interazione con forti inibitori o induttori del CYP3A4. Non e' raccomandata la somministrazione contemporanea di questo medicinale con farmaci forti inibitori del CYP3A4 (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, claritromicina, telitromicina, ritonavir) e induttori (ad es. rifampicina, rifabutina, carbamazepina, fenitoina), a meno che il beneficio non superi il rischio. Si raccomanda di controllare le concentrazioni ematiche minime di everolimus, quando in concomitanza al medicinale, vengono somministrati induttori o inibitori del CYP3A4 e dopo la sospensione di tali farmaci. Linfomi ed altri tumori maligni. I pazienti che ricevono una terapia immunosoppressiva con medicinali, incluso questo farmaco, sono maggiormente a rischio di sviluppare linfomi o altri tumori maligni, in particolare della pelle. Il rischio assoluto sembra essere correlato alla durata e all'intensita' del trattamento immunosoppressivo piuttosto che all'uso di un medicinale specifico. I pazienti devono essere controllati regolarmente per evidenziare eventuali neoplasie cutanee, e devono essere informati di ridurre al minimo l'esposizione ai raggi UV e alla luce solare e di utilizzare una protezione solare appropriata. Iperlipidemia. Nei pazienti sottoposti a trapianto, l'uso del medicinale con ciclosporina in microemulsione o tacrolimus e' stato associato a un aumento del colesterolo e dei trigliceridi, che puo' richiedere un trattamento farmacologico. I pazienti che assumono il medicinale devono essere controllati per l'iperlipidemia e, se necessario, trattati con medicinali ipolipemizzanti, e apportare opportune modifiche al loro regime alimentare. Nei pazienti con iperlipidemia gia' nota, prima di iniziare un trattamento immunosoppressivo comprendente il farmaco, deve essere valutato il rapporto rischio beneficio. Allo stesso modo il rapportorischio beneficio di una terapia continuata con il farmaco deve essere rivalutato in pazienti con iperlipidemia grave e refrattaria al trattamento. I pazienti che assumono un inibitore della reduttasi HMG-CoA e/o fibrati devono essere controllati per la possibile insorgenza di rabdomiolisi ed altri eventi avversi come descritto nel Riassunto delleCaratteristiche del Prodotto di questi medicinali. Angioedema. Il medicinale e' stato associato allo sviluppo di angioedema. Nella maggioranza dei casi riportati i pazienti stavano assumendo ACE inibitori cometrattamento concomitante. Disfunzione renale indotta da inibitori della calcineurina in associazione ad everolimus. Nel trapianto renale e cardiaco, il medicinale in associazione a dosi piene di ciclosporina aumenta il rischio di disfunzione renale. Per evitare la disfunzione renale sono richieste dosi ridotte di ciclosporina per l'uso in combinazione con il farmaco. In pazienti con elevati livelli di creatinina sierica, devono essere valutate modifiche appropriate del regime immunosoppressivo, in particolare riguardo la riduzione della dose di ciclosporina. In uno studio nel trapianto di fegato, il medicinale in associazione ad esposizione ridotta di tacrolimus non e' risultato peggiorare la funzionalita' renale in confronto a tacrolimus ad esposizione standard senza il farmaco. Si raccomanda di monitorare regolarmente la funzionalita' renale in tutti i pazienti. Si deve prestare attenzione quando altri medicinali noti per avere un effetto negativo sulla funzione renale vengono somministrati contemporaneamente al medicinale. Proteinuria. L'uso del farmaco con inibitori della calcineurina in pazienti trapiantati e' stato associato ad aumento di proteinuria. Il rischio aumenta con concentrazioni ematiche di everolimus piu' elevate.

INTERAZIONI

Everolimus e' ampiamente metabolizzato a livello epatico dal CYP3A4 e, in qualche modo, nella parete intestinale e costituisce un substratoper la glicoproteina-P (PgP), pompa di eliminazione multifarmaco. Di conseguenza, l'assorbimento e la successiva eliminazione di everolimusassorbito sistemicamente possono essere influenzati da medicinali cheinteragiscono con CYP3A4 e/o con la glicoproteina-P. Non e' raccomandato il trattamento concomitante con forti inibitori e induttori del CYP3A4. Gli inibitori della glicoproteina-P possono ridurre l'eliminazione di everolimus dalle cellule intestinali aumentandone le concentrazioni ematiche. In vitro, everolimus si e' dimostrato un inibitore competitivo del CYP3A4 e un inibitore di tipo misto del CYP2D6. Tutti gli studi di interazione in vivo sono stati condotti senza la somministrazione concomitante di ciclosporina. Effetti di altre sostanze attive su everolimus. Potenti inibitori di cyp3a4/pgp. Ketoconazolo; itraconazolo, posaconazolo, voriconazolo; telitromicina, claritromicina; nefazodone; ritonavir, atazanavir, saquinavir, darunavir, indinavir, nelfinavir: la co-somministrazione con potenti inibitori di cyp3a4/pgp non è raccomandata a meno che i benefici non superino i rischi. Moderati inibitori di cyp3a4/pgp. Eritromicina; imatinib; verapamil; ciclosporina orale; fluconazolo; diltiazem, nicardipina; dronedarone; amprenavir, fosamprenavir: si devono monitorare le concentrazioni ematiche minime di everolimus ogni volta che questi inibitori del cyp3a4/pgp vengono somministrati in concomitanza e dopo la loro sospensione. Usare cautela quando non può essere evitata la cosomministrazione di moderati inibitori del cyp3a4 o di inibitori di pgp. Succo di pompelmo o altricibi che influenzanocyp3a4/pgp: la combinazione deve essere evitata. Potenti e moderati induttori del cyp3a4. Rifampicina; rifabutina; carbamazepina;fenitoina: la co- somministrazione con potenti induttori di cyp3a4 non è raccomandata a meno che i benefici non superino i rischi. Fenobarbitale; efavirenz, nevirapina: si devono monitorare le concentrazioni ematiche minime di everolimus ogni volta che questi induttori del cyp3a4 vengono somministrati in concomitanza e dopo la loro sospensione. Erba di san giovanni (hypericum perforatum): preparazioni contenenti l'erba di san giovanni non devono essere utilizzate durante il trattamento con everolimus. Sostanze la cui concentrazione plasmatica puo' essere alterata da everolimus. Octreotide. La co-somministrazione di everolimus (10 mg al giorno) e octreotide depot ha aumentato la C min di octreotide con un rapporto medio geometrico (everolimus/placebo) di 1,47 volte. Ciclosporina. Il medicinale ha influito in misura clinicamente ridotta sulla farmacocinetica della ciclosporina in pazienti sottoposti a trapianto renale e cardiaco in trattamento con ciclosporina in microemulsione. Atorvastatina (substrato del CYP3A4) e pravastatina (substrato della PgP). La somministrazione in soggetti sani del farmaco, indose singola, in associazione ad atorvastatina o a pravastatina non ha influenzato la farmacocinetica dell'atorvastatina, della pravastatina e di everolimus e neppure, in misura clinicamente rilevante, la reattivita' biologica totale della HMG-CoA riduttasi nel plasma. Tuttavia questi risultati non possono essere estrapolati ad altri inibitori della HMG-CoA riduttasi. I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di rabdomiolisi e altri eventi avversi descritti nel "Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto" dei farmaci inibitori della HMG-CoA riduttasi. Substrati del CYP3A4 somministrati per via orale. Sulla base di risultati in vitro, le concentrazioni sistemiche ottenute dopo una dose orale giornaliera di 10 mg rendono improbabile l'inibizione della PgP, del CYP3A4 e del CYP2D6. Tuttavia non puo' essere esclusa l'inibizione del CYP3A4 e della PgP nell'intestino. Uno studio di interazione su soggetti sani ha dimostrato che la co-somministrazione per via orale di una dose di midazolam, un substrato bersaglio sensibile al CYP3A4, e di everolimus ha portato ad un aumento del 25% della C max di midazolam e ad un aumento del 30% dell'AUC di midazolam. E' probabile che l'effetto sia causato dall'inibizione del CYP3A4 intestinale da parte di everolimus. Pertanto everolimus puo' influenzare la biodisponibilita' dei substrati del CYP3A4 cosomministrati per via orale. Tuttavia non e' atteso un effetto clinicamente rilevante sull'esposizione di substrati del CYP3A4 somministrati per via sistemica. Se everolimus e'assunto con substrati del CYP3A4 somministrati per via orale che presentano un basso indice terapeutico (es. pimozide, terfenadina, astemizolo, cisapride, chinidina o derivati degli alcaloidi dell'ergot), il paziente deve essere monitorato per gli effetti indesiderati descritti nel foglio illustrativo del substrato del CYP3A4 che e' stato somministrato per via orale. Vaccinazioni. Gli immunosoppressori possono influenzare la risposta alla vaccinazione e la vaccinazione effettuata durante il trattamento con il medicinale puo' essere meno efficace. L'uso di vaccini vivi deve essere evitato. Popolazione pediatrica. Studi di interazione sono stati effettuati solo negli adulti.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Le frequenze delle reazioni avverse elencate di seguito derivano dall'analisi dell'incidenza a 12 mesi di eventi riportati in studi controllati, randomizzati multicentrici che valutavano l'associazione del medicinale con inibitori della calcineurina (CNI) e corticosteroidi in soggetti adulti trapiantati. Tutti gli studi tranne due (nel trapianto renale) comprendevano bracci di trattamento standard a base di CNI senza il farmaco. Il medicinale in combinazione con ciclosporina e' stato studiato in cinque studi in soggetti trapiantati di rene per un totale di 2497 pazienti (inclusi due studi in assenza di un gruppo di controllo senza il medicinale) ed in trestudi in soggetti trapiantati di cuore per un totale di 1531 pazienti(popolazioni ITT). L'associazione di Certican e tacrolimus e' stata studiata in uno studio che ha incluso 719 soggetti con trapianto di fegato (popolazione ITT). Gli eventi avversi piu' comuni sono: infezioni,anemia, iperlipidemia, diabete mellito di nuova insorgenza, insonnia,mal di testa, ipertensione, tosse, stipsi, nausea, edema periferico, difficolta' di guarigione (incluso versamento pleurico e pericardico).L'insorgenza degli eventi avversi puo' dipendere dalla terapia immunosoppressiva (es. intensita' e durata). Negli studi che associavano il farmaco e ciclosporina e' stato osservato un aumento della creatinina sierica piu' frequentemente nei pazienti trattati con Certican in associazione a dose piena di ciclosporina in microemulsione rispetto al gruppo di controllo. L'incidenza globale degli eventi avversi e' stata inferiore nei pazienti che assumevano dosi ridotte di ciclosporina in microemulsione. Il profilo di sicurezza del medicinale somministrato con ciclosporina a dose ridotta e' risultato simile a quello descritto nei 3 studi pivotal dove era stata somministrata ciclosporina a dose piena, eccetto che per una minore frequenza dell'aumento di creatinina sierica e per inferiori valori medi e mediani di creatinina sierica rispetto agli studi di fase III. Di seguito sono mostrate le reazioni avverse al farmaco con correlazione possibile o probabile al medicinale, osservate nell'ambito degli studi clinici di fase III. Se non riportato altrimenti, questi disturbi sono stati identificati attraverso un'incidenza aumentata negli studi di Fase III che confrontavano pazienti trattati con il medicinale verso pazienti in trattamento con regimi di terapia standard senza il farmaco, o sulla base della stessa incidenzanel caso l'evento fosse una reazione avversa nota del farmaco di confronto MPA negli studi sul trapianto di rene e di cuore. Tranne dove segnalato diversamente, il profilo delle reazioni avverse e' relativamente coerente in tutte le indicazioni di trapianto. Essa e' stata compilata secondo la classificazione standard per organi MedDRA. Le reazioniavverse sono elencate secondo la loro frequenza che viene definita come: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 - < 1/10); non comune (>=1/1.000 - < 1/100); raro (>=1/10.000 - < 1/1.000); molto raro <1/10.000). Reazioni avverse di correlazione possibile o probabile al medicinale. Infezioni e infestazioni. Molto comune: infezioni (virali, batteriche e micotiche), infezione del tratto respiratorio superiore, infezioni del tratto respiratorio inferiore e polmonari (polmonite inclusa),infezioni del tratto urinario; comune: sepsi, infezione della ferita.Tumori benigni, maligni e non specificati. Comune: tumori maligni o non specificati, tumori della pelle maligni e non specificati; non comune: linfomi/malattie linfoproliferative post-trapianto (ptdl). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: leucopenia, anemia/eritropenia, trombocitopenia; comune: pancitopenia, microangiopatie trombotiche (inclusi porpora trombotica trombocitopenica/ sindrome uremico emolitica). Patologie endocrine. Non comune: ipogonadismo maschile (riduzione del testosterone, aumento dell'fsh e dell'lh). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: iperlipidemia (colesterolo e trigliceridi), diabete mellito di nuova insorgenza, ipokaliemia. Disturbi psichiatrici. Molto comune: insonnia, ansia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: mal di testa. Patologie cardiache. Molto comune: versamento pericardico; comune: tachicardia. Patologie vascolari.Molto comune: ipertensione, eventi tromboembolici venosi; comune: linfocele, epistassi, trombosi del rene trapiantato. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: versamento pleurico, tosse, dispnea; non comune: malattia polmonare interstiziale. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dolore addominale, diarrea, nausea, vomito; comune: pancreatite, stomatite/ulcerazioni della bocca, dolore orofaringeo. Patologie epatobiliari. Non comune: epatite non infettiva, itterizia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: angioedema, acne, rash. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: mialgia, artralgia. Patologie renali e urinarie. Comune: proteinuria, necrosi tubulare renale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: disfunzione erettile, disturbo mestruale (incluse amenorrea e menorragia); non comune: cisti ovarica. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: edema periferico, dolore, compromissione della guarigione, piressia; comune: ernia incisionale. Esami diagnostici. Comune: alterazioni degli enzimi epatici. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Essendo stato dimostrato in studi di tossicologia preclinica che everolimus puo' ridurre la spermatogenesi, l'infertilita' maschile deve essere considerata come un rischio potenziale della terapia prolungata con il farmaco. In letteratura sono stati riportati casi di azoospermia e oligospermia reversibili in pazienti trattati con inibitori di mTOR. In studi clinici controllati in cui un totale di 3256 pazienti trattati con il medicinale in combinazione con altri immunosoppressori venivano monitorati per almeno 1 anno, un totale di 3,1% ha sviluppato tumori maligni, con l'1,0% di tumori maligni della pelle e lo 0,60% di linfomi o di alterazioni linfoproliferative. Casi di malattia polmonare interstiziale, che ha comportato infiammazione del parenchima polmonare (polmonite) e/o fibrosi di eziologia non infettiva, talora fatali, sono occorsi in pazienti in trattamento con rapamicina e derivati, Certican compreso. Nella maggioranza dei casi la condizione si risolve dopo la sospensione del medicinale e/o l'aggiunta di glucocorticoidi. Tuttavia si sono verificati anche casi fatali. Reazioni avverse da segnalazioni spontanee post marketing. Le seguenti reazioni avverse derivano dall'esperienza post marketing con il farmaco tramitesegnalazioni spontanee e casi in letteratura.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso di Certican in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziatoeffetti di tossicita' riproduttiva, inclusa tossicita' fetale ed embriotossicita'. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Il medicinale non deve essere somministrato alle donne in gravidanza ameno che il potenziale beneficio superi il rischio potenziale per il feto. Si consiglia alle donne in eta' fertile di utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante l'assunzione del farmaco e fino a 8 settimane dopo l'interruzione del trattamento. Allattamento. Non e' noto seeverolimus sia escreto nel latte umano. Negli studi sugli animali, everolimus e/o i suoi metaboliti passano rapidamente nel latte dei ratti. Pertanto, le donne in trattamento con il medicinale non devono allattare al seno. Fertilita'. In letteratura sono stati riportati casi di azoospermia e oligospermia reversibili in pazienti trattati con inibitori di mTOR. La potenzialita' di everolimus di causare infertilita' inpazienti maschi e femmine non e' nota; tuttavia sono state osservate infertilita' maschile e amenorrea secondaria.

Codice: 036373102
Codice EAN:
Codice ATC: L04AA18
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Immunosoppressori
  • Immunosoppressori selettivi
  • Everolimus
Temperatura di conservazione: al riparo da luce e umidita'
Forma farmaceutica: COMPRESSE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER