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CITALOPRAM DOC OS GTT FL 15ML

Produttore: DOC GENERICI SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CITALOPRAM DOC 40 MG/ML GOCCE ORALI SOLUZIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antidepressivi; inibitori selettivi della serotonina-ricaptazione.

PRINCIPI ATTIVI

Citalopram cloridrato 44,48 mg/ml pari a citalopram 40 mg/ml.

ECCIPIENTI

Etanolo 96%; propilenglicole.

INDICAZIONI

Sindromi depressive endogene e prevenzione delle ricadute e delle ricorrenze; disturbi d'ansia con crisi di panico, con o senza agorafobia.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Eta' inferiore ai 18 anni. La somministrazione contemporanea di Inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) e MAO-inibitori puo' causare gravi reazioni avverse,a volte letali. Alcuni casi si presentano con le caratteristiche simili alla sindrome serotoninergica. Citalopram non deve essere somministrato a pazienti in trattamento con I-MAO, inclusa la selegilina, in dosi giornaliere superiori a 10 mg/die.Citalopram non deve essere somministrato prima di 14 giorni dopo la sospensione di un I-MAO irreversibile o per il tempo specificato dopo l'interruzione di un I-MAO reversibile (RIMA) come indicato nel foglietto illustrativo del RIMA. Gli I-MAO non devono essere somministrati prima di 7 giorni dopo la sospensione del citalopram. Citalopram e' controindicato in combinazione con il linezolid a meno che non ci siano macchinari per l'attenta osservazione e monitoraggio della pressione sanguigna. Citalopram e' controindicato per i pazienti affetti da prolungamento dell'intervallo QT o sindrome congenita del QT lungo. Citalopram e' controindicato in co-somministrazione con medicinali noti per causare un prolungamento dell'intervallo QT.

POSOLOGIA

Sindromi depressive endogene. Adulti: singola dose orale giornaliera da 16 mg (8 gocce). Sulla base della risposta clinica individuale del paziente, la dose puo' essere aumentata fino a un massimo di 32 mg/die(16 gocce) al giorno. L'effetto antidepressivo si manifesta in genereentro 2-4 settimane dall'inizio della terapia; e' opportuno che il paziente venga monitorato fino a remissione dello stato depressivo. Poiche' il trattamento con antidepressivo e' sintomatico, deve essere continuato per un appropriato periodo di tempo, in genere 4-6 mesi nelle malattie maniaco-depressive. In pazienti con depressione unipolare ricorrente puo' essere necessario continuare la terapia di mantenimento per lungo termine al fine di prevenire nuovi episodi depressivi. Disturbi d'ansia con crisi di panico, con o senza agorafobia. Adulti: la doseraccomandata e' di 8 mg (4 gocce), successivamente la dose viene aumentata a 16 mg (8 gocce) al giorno. Sulla base della risposta clinica individuale del paziente, la dose puo' essere aumentata fino ad un massimo di 32 mg/die (16 gocce) al giorno. Nei disturbi con crisi di panico il trattamento e' a lungo termine. Il mantenimento della risposta clinica e' stato dimostrato durante il trattamento prolungato (1 anno). In caso di insonnia o di forte irrequietezza si raccomanda un trattamento addizionale con sedativi in fase acuta. Pazienti anziani (>65 anni): la dose deve essere ridotta a meta' della dose raccomandata, ad esempio 8 mg (4 gocce) fino a 16 mg (8 gocce) al giorno. La dose massima raccomandata per gli anziani e' pari a 16 mg (8 gocce) al giorno. Bambini e adolescenti (<18 anni): il farmaco non deve essere utilizzato. Ridotta funzionalita' epatica: per i pazienti con insufficienza epaticalieve o moderata, la dose iniziale raccomandata per le prime due settimane di trattamento e' di 8 mg (4 gocce) al giorno. Sulla base della risposta individuale del paziente, la dose puo' essere aumentata fino a un massimo di 16 mg (8 gocce) al giorno. Si consiglia cautela ed unaattenzione maggiore nella titolazione posologica in pazienti con funzionalita' epatica gravemente ridotta. Insufficienza renale: in questi pazienti e' consigliabile attenersi al dosaggio minimo consigliato. Pazienti metabolizzatori lenti del CYP2C19: e' raccomandata una dose iniziale di 8 mg (4 gocce) al giorno durante le prime due settimane di trattamento. Sulla base della risposta individuale del paziente, la dosepuo' essere aumentata fino a un massimo di 16 mg (8 gocce) al giorno.Somministrazione: le gocce possono essere miscelate con acqua, succo d'arancia o succo di mela. 1 goccia = 2 mg di citalopram. Le gocce orali hanno una biodisponibilita' piu' alta rispetto alle compresse, approssimativamente del 25%. Corrispondenze tra le dosi delle compresse e quelle delle gocce: compresse da 10 mg, pari a 8 mg di soluzione (4 gocce); compresse da 20 mg, pari a 16 mg di soluzione (8 gocce); compresse da 30 mg, pari a 24 mg di soluzione (12 gocce); compresse da 40 mg,pari a 32 mg di soluzione (16 gocce). Si deve evitare un'interruzionebrusca del trattamento. Quando si interrompe il trattamento la dose deve essere ridotta gradualmente in un periodo di almeno 1-2 settimane per ridurre il rischio di reazioni da sospensione. Se si dovessero manifestare, a seguito della riduzione della dose o al momento della interruzione del trattamento, sintomi non tollerabili, si puo' prendere inconsiderazione il ripristino della dose prescritta in precedenza. Successivamente il medico puo' continuare a ridurre la dose, ma in modo piu' graduale.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Bambini ed adolescenti <18 anni: evitare citalopram, a causa di un aumentato rischio di comportamenti suicidari e ostilita'. Se il trattamento e' necessario, monitorare il paziente per la comparsa di sintomi suicidari. Non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale. Ansia paradossa: possono manifestarsi sintomi di ansia, in alcuni pazienti con disturbi di panico, all'inizio del trattamento. Queste reazioni generalmente si attenuano entro le prime due settimane. Si consiglia una dose di partenza piu' bassa per ridurre la probabilita' di effetti ansiogeni paradossi. Iponatremia: rara reazione dovuta probabilmente ad un'inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH) e reversibile dopo l'interruzione della terapia. Le pazienti anziane sono maggiormente a rischio. Suicidio/pensieri suicidari: aumento del rischio, associato a depressione, che persiste fino aquando non si verifichi una remissione significativa. Poiche' possononon verificarsi miglioramenti durante le prime settimane o piu' di trattamento, controllare attentamente i pazienti fino a quando non si verifichi tale miglioramento. Il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fasi precoci di miglioramento. Inoltre, puo' esservi co-morbilita' di altre patologie psichiatriche, per le quali viene prescritto citalopram, con la depressione maggiore. Le stesse precauzioni adottateper la depressione maggiore devono pertanto essere adottate per le altre patologie psichiatriche. Monitorare attentamente i pazienti con anamnesi positiva di eventi correlati al suicidio o coloro che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell'inizio della terapia. Una meta-analisi di studi clinici, ha mostrato un aumentodel rischio di comportamento suicidario nella fascia di eta' <25 anni. Monitorare attentamente i pazienti, specialmente all'inizio della terapia e a seguito di variazioni del dosaggio. Rivolgersi al medico se si verificano peggioramento clinico, comportamenti o pensieri suicidari, modifiche inusuali del comportamento. Acatisia/agitazione psicomotoria: l'utilizzo di SSRI/SNRI e' stato associato allo sviluppo di irrequietezza soggettivamente spiacevole od angosciante e necessita' di muoversi spesso accompagnata da incapacita' di sedersi o restare immobile. Questi sintomi sono piu' probabili nelle prime settimane di trattamento; l'aumento del dosaggio puo' essere dannoso. Mania: in pazienti con malattia maniaco-depressiva si puo' verificare un cambio verso la fase maniacale. Citalopram deve essere interrotto se il paziente entra in una fase maniacale. Attacchi epilettici: rischio potenziale con l'uso di farmaci antidepressivi. Evitare citalopram in pazienti con epilessia instabile e monitorare attentamente i pazienti con epilessia controllata. Interrompere citalopram nei pazienti in cui si manifestano attacchi epilettici o se aumenta la frequenza di crisi epilettiche. Diabete: il trattamento con SSRI puo' alterare il controllo glicemico. Puo'essere necessario aggiustare il dosaggio dell'insulina o degli ipoglicemizzanti orali. Sindrome serotoninergica: effetto riportato raramente in pazienti trattati con SSRI. I sintomi possono comprendere agitazione, tremore, mioclono ed ipertermia. Interrompere immediatamente il trattamento e iniziare una terapia sintomatica. Medicinali serotoninergici: citalopram non deve essere usato in associazione con prodotti medicinali con effetto serotoninergico come sumatriptan o altri triptani,tramadolo, ossitriptano e triptofano. Emorragia: sono stati segnalatitempi di coagulazione prolungati e/o anomalie della coagulazione quali ecchimosi, emorragie ginecologiche, sanguinamento gastrointestinale ed altre forme di emorragia cutanea o di sanguinamento delle mucose. Occorre cautela in caso di uso concomitante di sostanze che possono influenzare la funzionalita' piastrinica, che possono aumentare il rischio di emorragie, o in pazienti con anamnesi di disturbi della coagulazione. Terapia elettroconvulsivante (ECT): l'esperienza clinica relativaalla co-somministrazione e' limitata, pertanto si raccomanda cautela.Erba di S. Giovanni: gli effetti indesiderati possono essere piu' conpreparazioni erboristiche contenenti Hypericum perforatum. Pertanto citalopram e le preparazioni contenenti l'Erba di S. Giovanni non devono essere assunte contemporaneamente. Sintomi da sospensione: il rischio dipende dalla durata, dal dosaggio della terapia e velocita' di riduzione del dosaggio. Le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono: vertigini, disturbi sensoriali (compresa parestesia), disturbi del sonno (compresa insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremori, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilita' emotiva, irritabilita' e disturbi visivi. Generalmente tali sintomi sono da lievi a moderati, e compaiono entro i primi giorni dalla sospensione del trattamento; sono stati tuttavia riferiticasi molto rari in pazienti che avevano dimenticato di assumere una dose. Solitamente tali sintomi sono autolimitanti e si risolvono entro 2 settimane, sebbene possano prolungarsi (2-3 mesi o piu'). Per sospendere il trattamento si consiglia di ridurre gradualmente il dosaggio di citalopram in un periodo di varie settimane o mesi, conformemente alle necessita' del paziente. Durante l'esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di prolungamento dose dipendente dell'intervallo QT e di aritmie ventricolari, inclusa torsione di punta, prevalentemente in pazienti di sesso femminile, con ipokaliemia o con un preesistente prolungamento dell'intervallo QT o altre patologie cardiache. Si consiglia cautela con i pazienti affetti da significativa bradicardia, con recente infarto acuto del miocardio o con insufficienza cardiaca noncompensata. Squilibri elettrolitici come ipokaliemia e ipomagnesemia aumentano il rischio di aritmie maligne e devono essere corretti primadi iniziare il trattamento. In pazienti con patologia cardiaca stabile, si deve considerare l'opportunita' di effettuare un controllo ECG prima del trattamento. In caso di aritmia cardiaca, sospendere il trattamento ed effettuare un ECG. Si consiglia il monitoraggio dell'ECG in condizioni di metabolismo alterato con livelli di picco aumentati, es.disfunzione epatica. Glaucoma ad angolo chiuso: gli SSRI possono influenzare la dimensione della pupilla provocando midriasi. Questo effetto ha la capacita' di restringere l'angolo dell'occhio determinando un'aumento della pressione endo-oculare e glaucoma ad angolo chiuso. Citalopram deve essere usato con cautela in pazienti con storia di glaucoma. Psicosi: il trattamento di pazienti psicotici con episodi depressivi puo' far aumentare i sintomi psicotici. Il farmaco contiene piccole quantita' di etanolo (alcool).

INTERAZIONI

Interazioni farmacodinamiche: sono stati riportati casi di sindrome da serotonina con citalopram e moclobemide e buspirone. Associazioni controindicate. Medicinali che prolungano l'intervallo QT: non sono stati condotti studi di farmacocinetica e farmacodinamica. Non puo' essereescluso un effetto additivo di citalopram con tali medicinali; di conseguenza e' controindicata l'associazione di citalopram con antiaritmici di classe IA e III, antipsicotici (come derivati fenotiazinici, pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni agenti antimicrobici (come sparfloxacina, moxifloxacina, eritromicina IV, pentamidina, trattamenti antimalarici, in particolare alofantrina), alcuni antistaminici (astemizolo, mizolastina), etc. Pimozide: la combinazione con citalopram racemo ha determinato un aumento dell'AUC e della Cmax di pimozide, anche se non considerevole, e un incremento medio dell'intervallo QTc di circa 10 msec. La somministrazione concomitante di citalopram e pimozide e' controindicata. MAO-inibitori: sono stati riferiti casi di reazioni gravi, anche gravi, in caso di associazione con un IMAO, compresi selegilina (IMAO selettivo), linezolide (IMAO reversibile non selettivo) e moclobemide (selettivo per tipo IA), ed in pazienti che avevano recentemente interrotto un SSRI ed avevano iniziato una terapia con IMAO. Alcuni casi si presentavano con caratteristiche simili a quelle della sindrome serotoninergica, come ipertermia, rigidita', mioclono, instabilita' del sistema nervoso autonomo con possibili e rapide fluttuazioni dei segni vitali, confusione, irritabilita' e agitazione. Tale condizione puo' risultare fatale in seguito a rabdomiolisi, ipertermia centrale con insufficienza acuta multi-organo, delirio e coma. Associazioni che richiedono precauzioni. Selegilina (inibitore MAO-B selettivo): uno studio di interazione farmacocinetica/farmacodinamica con citalopram ha dimostrato interazioni clinicamente non rilevanti. L'associazione di citalopram e selegilina (>10 mg/die) e' controindicato. Litio e triptofano: non sono state riscontrate interazioni farmacodinamiche con il litio. Tuttavia e' stato riportato un aumento deglieffetti con litio o triptofano e pertanto la co-somministrazione deveessere effettuata con cautela. Continuare il controllo dei livelli dilitio come di consueto. Sumatriptan e tramadolo: i prodotti medicinali serotoninergici possono portare ad un aumento degli effetti associati al 5-HT. Non essendo disponibili informazioni ulteriori, l'associazione con citalopram non e' raccomandata. Erba di San Giovanni: possono verificarsi interazioni farmacodinamiche con conseguente aumento deglieffetti indesiderati. Non sono state studiate le interazioni farmacocinetiche. Emorragia: occorre cautela per i pazienti trattati con anticoagulanti, farmaci che possono influenzare la funzione delle piastrine, i FANS, l'acido acetilsalicilico, il dipiridamolo, e la ticlopidina o altri farmaci (per esempio antipsicotici atipici) che possono aumentare il rischio di emorragie. Terapia elettroconvulsivante (ECT): non ci sono studi clinici che stabiliscono il rischio o il beneficio dell'uso combinato con citalopram. Alcool: non sono state dimostrate interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche con citalopram; l'associazione e', tuttavia, sconsigliata. Prodotti che inducono ipokaliemia o ipomagnesemia: si richiede cautela per l'uso concomitante poiche' essi, come il citalopram, prolungano potenzialmente l'intervallo QT e aumentano il rischio di aritmie maligne. Prodotti che abbassano la soglia convulsiva: occorre cautela quando si associano medicinali come antidepressivi (SSRI) neurolettici (tioxanteni e butirrofenoni), meflochina, bupropione e tramadolo con citaloram. Interazioni farmacocinetiche: la biotrasformazione di citalopram in demetilcitalopram e' mediata dagli isoezimi del sistema citocromo P450, CYP2C19 (circa il 38%), CYP3A4 (circa il 31%) e CYP2D6 (circa il 31%). Il fatto che il citalopram sia metabolizzato da piu' di un CYP significa che l'inibizione della sua biotrasformazione e' meno probabile poiche' l'inibizione di un enzima puo'essere compensato da un altro. Pertanto la co- somministrazione del citalopram con altri prodotti medicinali nella pratica clinica ha una probabilita' bassa di produrre interazioni farmacocinetiche. Cibo: non sono stati segnalati effetti del cibo sull'assorbimento e sulle altre proprieta' farmacocinetiche di citalopram. Influenza di altri prodottimedicinali sulla farmacocinetica del citalopram: la co-somministrazione con ketoconazolo (potente inibitore del CYP3A4) o con litio non cambia la farmacocinetica del citalopram. Cimetidina (potente inibitore CYP2D6, 3A4 e 1A2): moderato aumento dei livelli medi plasmatici di citalopram allo stato stazionario. Si raccomanda cautela per la combinazione con citalopram. La co- somministrazione di escitalopram (l'enantiomero attivo del citalopram) con omeprazolo (inibitore del CYP2C19) ha prodotto un moderato aumento nelle concentrazioni plasmatiche di escitalopram. Pertanto deve essere esercitata cautela nell'associazione di inibitori del CYP2C19 o cimetidina con citalopram. Possono essere necessari aggiustamenti della dose. Escitalopram (l'enantiomero attivo delcitalopram) e' un inibitore dell'enzima CYP2D6. Si raccomanda cautelaquando citalopram e' usato in combinazione con medicinali che sono metabolizzati principalmente da questo enzima, e che hanno un ristretto indice terapeutico, es. flecainide, propafenone e metoprololo (quando usato nell'insufficienza cardiaca), o che agiscono sul SNC. Possono essere necessari aggiustamenti della dose. Effetti del citalopram su altri prodotti: in uno studio di interazione, i livelli plasmatici del metoprololo sono raddoppiati, ma non e' aumentato l'effetto sulla pressione sanguigna o sulla frequenza cardiaca. Citalopram e demetilcitalopram sono inibitori trascurabili del CYP2C9, CYP2E1 e CYP3A4, e inibitori deboli del CYP1A2, CYP2C19 e CYP2D6, rispetto ad altri SSRI che sonoinibitori significativi. Sono stati osservati solo piccoli cambiamenti privi di rilevanza clinica, quando il citalopram e' stato somministrato con substrati CYP1A2 (clozapina e teofillina) CYP2C9 (warfarin) e CYP2C19 (imipramina e mefenitoina), CYP2D6 (sparteina, imipramina, amitriptilina, risperidone) e CYP3A4 (warfarin, carbamazepina e il suo metabolita carbamazepina epossido e triazolam). Non sono state osservateinterazioni farmacocinetiche con levomepromazina o digossina (che indicano che il citalopram ne' induce ne' inibisce la glicoproteina P). In uno studio farmacocinetico, non e' stato dimostrato nessun effetto sui livelli di citalopram o di imipramina, anche se sono aumentati i livelli di desipramina, metabolita principale dell'imipramina; puo' pertanto rendersi necessaria una riduzione del dosaggio di desipramina.

EFFETTI INDESIDERATI

Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilita', reazione anafilattica. Patologie endocrine. Non nota: inappropriata secrezione dell'ormone ADH. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: diminuzione, dell'appetito, diminuzione del peso; non comune: aumento dell'appetito, aumento del peso; raro: iponatremia; non nota: ipokaliemia. Disturbi psichiatrici. Comune: agitazione, libido diminuita, ansia, nervosismo, stato confusionale, orgasmo anormale (donne), disturbi dell'attivita' onirica; non comune: aggressione, depersonalizzazione, allucinazione, mania; non nota: attacchi di panico, bruxismo, irrequietezza, ideazione suicidaria, comportamento suicidario. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: sonnolenza, insonnia, cefalea; comune: tremore, parestesia, vertigini, disturbi dell'attenzione; non comune: sincope; raro: convulsioni grande male, discinesia, alterazioni del gusto; non nota: convulsioni, sindrome serotoninergica, disturbi extrapiramidali, acatisia, disturbi del movimento. Patologie dell'occhio. Non comune: midriasi; non nota: disturbi visivi. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: tinnito. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia, tachicardia; non nota: prolungamento dell'intervallo QT all'elettrocardiogramma, aritmie ventricolari, inclusa torsione di punta. Patologie vascolari. Raro: emorragia; non nota: ipotensione ortostatica.Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: sbadiglio;non nota: epistassi. Patologie gastrointestinali. Molto comune: secchezza delle fauci, nausea; comune: diarrea, vomito, stitichezza; non nota: emorragia gastrointestinale (inclusa emorragia rettale). Patologieepatobiliari. Raro: epatite; non nota: test anormali della funzionalita' epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: sudorazione aumentata; comune: prurito; non comune: orticaria, alopecia, rash, porpora, reazione di fotosensibilita'; non nota: ecchimosi, angioedema. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: mialgia, artralgia. Patologie renali e urinarie.Non comune: ritenzione urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivoe della mammella. Comune: impotenza, disturbi di eiaculazione, mancata eiaculazione; non comune: menorragia (femmine); non nota: metrorragia (femmine), priapismo e galattorrea (maschi). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento; non comune: edema; raro: piressia. Studi epidemiologici, condotti principalmente in pazienti di 50 anni di eta' e oltre, hanno evidenziato un aumento del rischio di fratture ossee. Il meccanismo principale e' sconosciuto. Durante l'esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie ventricolari,inclusa Torsione di Punta, prevalentemente in pazienti di sesso femminile, con ipokaliemia o con un preesistente prolungamento dell'intervallo QT o altre patologie cardiache. L'interruzione del trattamento (soprattutto se brusca) porta in genere a sintomi da sospensione come vertigini, disturbi del sensorio (compresa parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilita' emotiva, irritabilita' e disturbi visivi. Generalmentetali eventi sono da lievi a moderati ed auto-limitanti, tuttavia in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Si consiglia pertanto di mettere in atto un'interruzione graduale, condotta tramite un decremento graduale della dose, quando il trattamento con citalopram non sia piu' richiesto.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

I dati pubblicati su donne in gravidanza, indicano nessuna tossicita'malformativa feto/neonatale. Tuttavia citalopram non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessita' e solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. I neonati devono essere tenuti in osservazione se l'uso del citalopram nella madre si e' protratto nelle ultime fasi della gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. Durante la gravidanza deve essere evitata una brusca interruzione. In seguito all'uso da parte della madre di SSRI/SNRI durante le ultime fasi della gravidanza, il neonato puo' manifestare i seguenti sintomi: disturbi respiratori, cianosi, apnea, convulsioni, temperatura instabile, difficolta' nella nutrizione, vomito, ipoglicemia,ipertonia, ipotonia, iperriflessia, tremori, nervosismo, irritabilita', letargia, pianto cronico, sonnolenza e difficolta' a dormire. Questi sintomi possono essere dovuti agli effetti serotonergici oppure ai sintomi da sospensione. Nella maggior parte dei casi le complicazioni iniziano immediatamente dopo il parto o nelle ore immediatamente successive (meno di 24 ore). Dati epidemiologici hanno suggerito che l'uso di SSRI in gravidanza, soprattutto verso la fine della gravidanza, puo'aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN). Il rischio osservato e' stato di circa 5 casi ogni 1000 gravidanze. Nella popolazione generale si verificano 1-2 casi di PPHN ogni1000 gravidanze. Citalopram viene escreto nel latte materno. Si stimache i neonati che vengono allattati ricevano circa il 5% relativo alla dose giornaliera assunta dalla madre (in mg/kg). Solo eventi di lieve entita' sono stati osservati nei neonati. Comunque, le informazioni esistenti sono insufficienti per valutare il rischio nei bambini. Si raccomanda cautela. I dati sugli animali hanno dimostrato che citalopram puo' influire sulla qualita' dello sperma. Nell'uomo, segnalazioni provenienti da pazienti trattati con SSRI hanno dimostrato che l'effetto sulla qualita' dello sperma e' reversibile. Finora non e' stato osservato impatto sulla fertilita' umana.

Codice: 036653018
Codice EAN:
Codice ATC: N06AB04
  • Sistema nervoso
  • Psicoanalettici
  • Antidepressivi
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
  • Citalopram
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: GOCCE ORALI SOLUZIONE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONCINO CONTAGOCCE