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CLEOCIN CREMA VAG 40G 2%+7APPL

Produttore: PFIZER ITALIA SRL
FARMACO DI CLASSE C
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CLEOCIN 2% CREMA VAGINALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibiotici-antimicrobici ed antisettici ginecologici.

PRINCIPI ATTIVI

100 g di crema contengono: clindamicina fosfato 2,376 g, pari a clindamicina base 2 g.

ECCIPIENTI

Paraffina liquida, glicole propilenico, polisorbato 60, alcool cetostearilico, cetil palmitato, acido stearico, sorbitan monostearato, alcool benzilico, acqua depurata.

INDICAZIONI

Vaginosi batteriche/vaginiti aspecifiche (vaginiti sostenute da: Gardnerella vaginalis, Mobiluncus s.p.p., Bacteroides s.p.p., Mycoplasma hominis, Peptostreptococcus s.p.p.).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Controindicato nelle pazienti con ipersensibilita' al principio attivo, alla lincomicina o ad uno qualsiasi degli eccipienti, con precedenti anamnestici di episodi colitici legati all'uso degli antibiotici. Non somministrare nell'eta' pediatrica non essendo stata accertata la sicurezza d'impiego e l'efficacia.

POSOLOGIA

Una applicazione al giorno di 5 g di crema (pari a 100 mg di clindamicina) al momento di coricarsi, per 3-7 giorni consecutivi. Riempire completamente di crema l'applicatore ed introdurre profondamente in vagina, estrudendo completamente tutto il contenuto.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Non refrigerare o congelare.

AVVERTENZE

L'uso della clindamicina puo' provocare lo sviluppo di germi resistenti, in particolare funghi. Qualora dovesse manifestarsi una superinfezione, intraprendere le misure terapeutiche adeguate. Deve essere prescritto con cautela a pazienti con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali, particolarmente coliti e agli individui atopici. La somministrazione orale e parenterale di clindamicina, come similmente avviene con tutti gli antibiotici, e' stata associata a diarrea ed in alcuni casi a colite legata all'uso degli antibiotici. Se durante il trattamento con la crema vaginale si presenta diarrea consistente o prolungata nel tempo, il medicinale deve essere interrotto e devono essere utilizzate appropriate procedure diagnostiche ed una corretta terapia. Particolare attenzione va pure rivolta a precedenti allergici legati all'uso di farmaci o altri allergeni. L'uso, specie se prolungato, dei prodotti topici, puo' dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione. Ove cio' si verifichi, occorre sospendere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. Contiene paraffina liquida la quale puo' ridurre l'efficacia dei dispositivi contraccettivi a base di lattice o gomma quali i profilattici maschili e i diaframmi vaginali. Pertanto e' sconsigliato l'uso di questi presidi nelle 72 ore successive al trattamento.Le pazienti non devono avere rapporti vaginali o utilizzare prodotti vaginali (come tamponi o lavande vaginali) durante il trattamento con la crema. Evitare il contatto con gli occhi. Uso pediatrico: la sicurezza e l'efficacia nei pazienti pediatrici non e' stata stabilita.

INTERAZIONI

E' stata dimostrata una resistenza crociata fra clindamicina e lincomicina. In vitro e' stato dimostrato un antagonismo fra la clindamicinae l'eritromicina. E' sconsigliata, quindi, la somministrazione contemporanea. La clindamicina ha proprieta' di bloccante neuromuscolare e puo' potenziare l'effetto di blocco neuromuscolare dei farmaci specifici per questa azione (es. etere, tubocurarina, pancuronio), particolarecautela va quindi osservata nell'impiego della clindamicina in associazione a questi farmaci.

EFFETTI INDESIDERATI

Generalmente ben tollerato. Gli effetti collaterali piu' frequentemente riportati sono stati cervico-vaginiti e vulvo-vaginiti sostenute daCandida Albicans e Trichomonas vaginalis, irritazione vulvare. La sicurezza d'impiego della crema vaginale a base di clindamicina e' stata valutata sia in pazienti non in stato di gravidanza sia in pazienti durante il secondo e terzo trimestre di gestazione. I seguenti effetti indesiderati sono stati riscontrati in meno del 10% delle pazienti; in particolare, le frequenze sono riportate come segue: comune >= 1/100 e< 1/10; non comune >=1/1.000 e < 1/100 oppure non nota. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini. Patologie endocrine. Non nota: ipertiroidismo. Patologie gastrointestinali. Comune: crampi addominali; non comune: dolore addominale generalizzato, alitosi, diarrea, nausea, vomito, stipsi, dispepsia, flatulenza; non nota: doloreaddominale localizzato dilatazione addominale, disturbi gastrointestinali. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: gonfiore da infiammazione, dolore generalizzato. Infezioni ed infestazioni. Comune: candidiasi vaginale, vulvovaginite; non comune: vaginite/infezione vaginale, infezioni del tratto urinario, candidiasi diffusa, infezioni fungine; non nota: vaginite da Trichomonas, infezioni batteriche, infezioni del tratto respiratorio superiore, candidiasi (cute). Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni allergiche. Esami diagnostici. Non nota: test microbiologici alterati. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: dolore dorsale. Patologie del sistema nervoso. Non comune: cefalea, giramenti di testa; non nota: alterazioni del gusto. Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali. Non nota: travaglio innaturale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune:patologie vulvovaginali; non comune: dolore vaginale, secrezioni vaginali; non nota: disturbi mestruali, metrorragia, endometriosi, dolore pelvico. Patologie renali e urinarie. Non comune: disuria, glicosuria,proteinuria. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito (sito diverso da quello di applicazione); non nota: rash, eritema, orticaria, non nota: rash maculopapulare. Dopo applicazioneper via vaginale l'assorbimento sistemico della clindamicina e' minimo (massimo 7-8% dopo applicazione ripetuta). Comunque, attualmente none' possibile escludere la possibilita' di comparsa di reazioni comunemente osservate con la somministrazione orale o parenterale di clindamicina. Patologie del sistema emolinfopoietico: si sono verificati casidi neutropenia (leucopenia) ed eosinofilia transitorie, agranulocitosi e trombocitopenia, in cui non e' stata dimostrata una sicura correlazione eziologica con la clindamicina. Disturbi del sistema immunitario: reazioni anafilattoidi. Patologie del sistema nervoso: disgeusia. Patologie gastrointestinali: dolore addominale, esofagite, ulcera esofagea, nausea, vomito e diarrea. Patologie epato-biliari: durante il trattamento con clindamicina sono state osservate alterazioni dei parametri della funzionalita' epatica ed ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: durante il trattamento sono stati osservati esantemi maculopapulosi ed orticaria. Gli effetti collaterali riportati piu'frequentemente sono gli esantemi morbilliformi generalizzati di gradolieve o moderato. Rari casi di eritema multiforme sono stati correlati alla clindamicina. Qualora si verificasse una di queste reazioni la terapia con clindamicina deve essere sospesa. Se le reazioni sono gravi, trattarle come di consueto (adrenalina, corticosteroidi, antistaminici). Sono stati riportati casi di prurito, vaginite e rari casi di dermatite esfoliativa e vescicolo-bollosa. Nella fase successiva alla commercializzazione sono stati riportati rari casi di necrolisi epidermica tossica e casi tipo sindrome di Stevens-Johnson. A seguito di somministrazione di clindamicina, sia per via topica che sistemica, sono stati segnalati casi di: diarrea, diarrea emorragica, colite (inclusa grave colite pseudomembranosa). Il medico pertanto deve valutare il possibile sviluppo di diarrea e coliti antibiotico-dipendenti. Queste ultime possono insorgere durante la somministrazione od anche dopo 2 o 3 settimane dalla fine della terapia. Dagli studi e' emerso che una dellecause primarie delle coliti antibiotico-dipendenti e' rappresentata da una tossina prodotta dai clostridia. Questi tipi di colite sono di solito caratterizzati da grave e persistente diarrea e da intensi crampi addominali, con possibile presenza di sangue e muco nelle feci. Nel caso di grave diarrea si consiglia di effettuare un esame rettosigmoidoscopico. La presenza di colite puo' essere ulteriormente confermata dall'esame colturale delle feci per il C. difficile in un terreno selettivo e dal saggio per la tossina del C. difficile. Farmaci antiperistaltici, gli oppiacei e il difenossilato con atropina, possono prolungare o peggiorare il quadro morboso. Pertanto in caso di diarrea, l'applicazione del farmaco deve essere immediatamente interrotta e deve essere istituita dal medico terapia idonea. La vancomicina si e' dimostrataefficace nel trattamento della colite pseudomembranosa indotta dagli antibiotici e causata dal Clostridium difficile. Solitamente, negli adulti, la dose giornaliera varia da 500 mg a 2 g di vancomicina, per via orale, suddivisa in 3-4 somministrazioni per 7-10 giorni. Sono statidescritti alcuni rari casi di ricaduta dopo il trattamento con vancomicina. Casi di colite di modesta entita' possono regredire alla semplice sospensione della terapia. Nei casi, da moderati a gravi, si consiglia di somministrare liquidi, elettroliti e proteine, a seconda della necessita'. La colestiramina si lega alla tossina in vitro : pero' questa resina si lega anche alla vancomicina. Pertanto nel caso di somministrazione contemporanea di colestiramina e vancomicina e' consigliabile somministrare ciascun farmaco ad orari diversi. Nei casi di colite vanno comunque considerate tutte le altre possibili cause.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Studi sulla riproduzione, condotti nel ratto e nel topo somministrando clindamicina per via orale e parenterale a dosi comprese tra 20 e 600 mg/kg/die, non hanno evidenziato segni di compromissione della fertilita' o rischi per il feto. In un ceppo murino fu osservata palatoschisi nei feti trattati; questo effetto non era pero' presente in tutti gli altri ceppi di topo o nelle altre specie animali studiate: e' pertanto da considerarsi un effetto specie specifico. Studi clinici condotti nella donna durante il II e III trimestre di gestazione con clindamicina somministrata sia per via sistemica che topica (vaginale) hanno dimostrato una buona tollerabilita' del farmaco durante la gravidanza. In questi studi l'utilizzo di clindamicina non e' stato associato ad un aumento nella frequenza di anormalita' congenite. Se la crema vaginale a base di clindamicina e' impiegata durante il secondo ed il terzo trimestre di gestazione la possibilita' di danno all'embrione e' remota. Tuttavia, non ci sono studi adeguati e controllati nelle donne durante il primo trimestre di gravidanza. Il medicinale deve essere utilizzato nel primo trimestre di gestazione solo se strettamente necessario. Non e' noto se la clindamicina applicata per via vaginale venga escreta nel latte materno; e' invece dimostrata tale presenza dopo somministrazione orale o parenterale. E' opportuno, pertanto, valutare accuratamente il rapporto beneficio/rischio quando e' necessario somministrare durante l'allattamento.

Codice: 028535019
Codice EAN:
Codice ATC: G01AA10
  • Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali
  • Antimicrobici ed antisettici ginecologici
  • Antimicrobici ed antisettici, escl.le assoc.con corticoster.
  • Antibiotici
  • Clindamicina
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi
Forma farmaceutica: CREMA VAGINALE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: TUBETTO