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CYMBALTA 28CPS 30MG

Produttore: ELI LILLY ITALIA SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CYMBALTA 30 MG

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Altri antidepressivi.

PRINCIPI ATTIVI

Duloxetina.

ECCIPIENTI

Contenuto della capsula: ipromellosa, ipromellosa acetato succinato, saccarosio, granuli di zucchero, talco, biossido di titanio (E171), trietilcitrato. Involucro della capsula, 30 mg: gelatina, sodio laurilsolfato, biossido di titanio (E171), indigo carmine (E132), inchiostro verde commestibile. Inchiostro verde commestibile contiene: ferro ossido sintetico nero (E172), ferro ossido sintetico giallo (E172), glicolepropilenico, shellac.

INDICAZIONI

Trattamento del disturbo depressivo maggiore. Trattamento del dolore neuropatico diabetico periferico negli adulti. Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. L'uso contemporaneo del farmaco con gli Inibitori della MonoaminoOssidasi (IMAO) non selettivi ed irreversibili e' controindicato. Epatopatia che comporta alterazione della funzionalita' epatica. Il medicinale non deve essere usato in associazione con fluvoxamina, ciprofloxacina o enoxacina (potenti inibitori del CYP1A2) poiche' l'associazione determina concentrazioni plasmatiche elevate di duloxetina. Alterazione grave della funzionalita' renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). L'inizio del trattamento con il farmaco e' controindicato neipazienti con ipertensione non controllata, che potrebbe esporre i pazienti ad un potenziale rischio di crisi ipertensiva.

POSOLOGIA

Adulti, disturbo depressivo maggiore: il dosaggio di partenza e di mantenimento raccomandato e' 60 mg una volta al giorno indipendentementedall'assunzione di cibo. Dosaggi superiori ai 60 mg una volta al giorno, fino ad una dose massima di 120 mg al giorno, sono stati valutati in studi clinici dal punto di vista della sicurezza. Tuttavia, non c'e' evidenza clinica che suggerisca che i pazienti non rispondenti al dosaggio iniziale raccomandato possano beneficiare di ulteriori innalzamenti della dose. La risposta terapeutica si osserva abitualmente dopo 2 - 4 settimane di trattamento. Dopo consolidamento della risposta antidepressiva, si raccomanda di continuare il trattamento per diversi mesi, al fine di evitare la ricaduta. Nei pazienti con una storia di ripetuti episodi di depressione maggiore e che rispondono alla duloxetina, puo' essere preso in considerazione un ulteriore trattamento a lungotermine con dosaggio da 60 a 120 mg al giorno. Disturbo d'ansia generalizzato: il dosaggio di partenza raccomandato nei pazienti con disturbo d'ansia generalizzato e' 30 mg una volta al giorno indipendentemente dall'assunzione di cibo. Nei pazienti che presentano una risposta insufficiente il dosaggio deve essere aumentato a 60 mg, che e' la dose di mantenimento abituale nella maggior parte dei pazienti. Nei pazienti con co-morbilita' per il disturbo depressivo maggiore, il dosaggio di partenza e di mantenimento e' 60 mg una volta al giorno. Negli studiclinici, dosaggi fino a 120 mg al giorno hanno dimostrato di essere efficaci e sono stati valutati da un punto di vista della sicurezza. Nei pazienti con insufficiente risposta a 60 mg, possono pertanto essereconsiderati aumenti fino a 90 mg o a 120 mg. Un aumento del dosaggio deve essere effettuato in base alla risposta clinica ed alla tollerabilita'. Dopo il consolidamento della risposta, si raccomanda di continuare il trattamento per diversi mesi, al fine di evitare una ricaduta. Dolore neuropatico diabetico periferico: il dosaggio di partenza e di mantenimento raccomandato e' 60 mg al giorno indipendentemente dall'assunzione di cibo. Dosaggi superiori ai 60 mg una volta al giorno, finoad una dose massima di 120 mg al giorno somministrata in dosi equamente suddivise, sono stati valutati in studi clinici dal punto di vista della sicurezza. La concentrazione plasmatica di duloxetina mostra un'ampia variabilita' da soggetto a soggetto. Pertanto, alcuni pazienti che rispondono insufficientemente ai 60 mg possono trarre beneficio conun dosaggio piu' alto. La risposta al trattamento deve essere valutata dopo 2 mesi. Dopo questo periodo di tempo, nei pazienti con rispostainiziale inadeguata e' improbabile una risposta aggiuntiva. Il beneficio terapeutico deve essere rivalutato regolarmente (almeno ogni tre mesi). Modo di somministrazione: per uso orale. Pazienti anziani: nei pazienti anziani non e' raccomandato un aggiustamento del dosaggio solamente in base all'eta'. Tuttavia, come con qualsiasi medicinale, deve essere osservata cautela nel trattamento dei pazienti anziani, specialmente nel disturbo depressivo maggiore con il farmaco 120 mg al giorno, per il quale i dati sono limitati. Bambini e adolescenti: duloxetinanon e' raccomandata per un uso nei bambini e negli adolescenti a causa della mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza ed efficacia. Alterazione della funzionalita' epatica: il farmaco non deve essere usatonei pazienti con epatopatia che comporta alterazione della funzionalita' epatica. Alterazione della funzionalita' renale : nei pazienti conlieve o moderata disfunzione renale (clearance della creatinina da 30a 80 ml/min) non e' necessario un aggiustamento del dosaggio. Il farmaco non deve essere usato nei pazienti con alterazione grave della funzionalita' renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). Sospensione del trattamento: la sospensione brusca deve essere evitata. Quando si interrompe il trattamento con il farmaco la dose deve essere gradualmente ridotta in un periodo di almeno una-due settimane allo scopo di ridurre il rischio di comparsa di reazioni da sospensione. Se a seguito di una riduzione della dose o per una sospensione del trattamento sipresentano sintomi intollerabili, e' da considerare la possibilita' di riprendere il trattamento con la dose precedentemente prescritta. Successivamente, il medico puo' continuare a ridurre la dose, ma in maniera piu' graduale.

CONSERVAZIONE

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'. Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE

Mania e convulsioni: il farmaco deve essere usato con cautela nei pazienti con una storia di mania o una diagnosi di disturbo bipolare, e/oconvulsioni. Midriasi: la midriasi e' stata riportata in associazionecon duloxetina. Pressione sanguigna e frequenza cardiaca: in alcuni pazienti duloxetina e' stata associata ad un aumento della pressione sanguigna e ipertensione clinicamente significativa. Con duloxetina sonostati riportati casi di crisi ipertensive. Duloxetina deve essere usata con cautela nei pazienti le cui condizioni potrebbero risultare compromesse da un'aumentata frequenza cardiaca o per un aumento della pressione sanguigna. Deve inoltre essere usata cautela quando duloxetina viene somministrata insieme a medicinali che possono alterare il suo metabolismo. Nei pazienti che durante terapia con duloxetina presentanoun aumento della pressione sanguigna mantenuto nel tempo deve essere considerata o una riduzione della dose, o una graduale interruzione del trattamento. La terapia con duloxetina non deve essere iniziata nei pazienti con ipertensione non controllata. Alterazione della funzionalita' renale: nei pazienti con grave alterazione della funzionalita' renale in emodialisi (clearance della creatinina < 30 ml/min) le concentrazioni plasmatiche di duloxetina risultano aumentate. Impiego con antidepressivi: si deve osservare cautela quando il farmaco viene usato in associazione con antidepressivi. Non e' raccomandata l'associazione con gli IMAO selettivi e reversibili. Erba di S. Giovanni: le reazioniavverse possono essere piu' comuni durante l'uso del farmaco in associazione con preparazioni a base di piante medicinali contenenti Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum). Suicidio, disturbo depressivo maggiore e disturbo d'ansia generalizzato: la depressione si associa conun aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio(eventi correlati al suicidio). Altre condizioni psichiatriche per lequali viene prescritto il farmaco possono essere associate anche con un aumentato rischio di eventi correlati al suicidio. Le stesse precauzioni adottate durante il trattamento di pazienti con disturbo depressivo maggiore devono essere osservate durante il trattamento di pazienti con altri disturbi psichiatrici. Vi e' un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pazienti di eta' inferiore ai 25 anni trattati con antidepressivi rispetto al placebo. Durante la terapia con duloxetina sono stati riportati casi di pensieri suicidari e comportamentisuicidari. I pazienti (o chi si prende cura di loro) devono essere avvisati della necessita' di controllare e di riferire immediatamente almedico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l'insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di insoliti cambiamenti comportamentali, qualora questi sintomi si manifestano. Dolore neuropatico diabetico periferico: durante la terapia con duloxetina sono stati riportati casi isolati di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari. Uso nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta': il farmaco non deve essere usato nel trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Emorragie: con l'assunzione di Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI) e di Inibitori della Ricaptazione della Serotonina/Noradrenalina (SNRI) sono state segnalate manifestazioni emorragiche, come ecchimosi, porpora edemorragia gastrointestinale. Iposodiemia: durante la somministrazionedel farmaco e' stata riportata raramente iposodiemia. Si richiede cautela nei pazienti ad aumentato rischio di iposodiemia. L'iposodiemia puo' essere dovuta ad una sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH). Sospensione del trattamento: i sintomi da sospensione sono comuni quando il trattamento viene interrotto, specialmente se l'interruzione avviene in maniera brusca. Il rischio di sintomi da sospensione osservati con gli SSRI e gli SNRI possono dipendere da parecchi fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocita' di riduzione della dose. Questi sintomi si manifestano entro iprimi giorni dalla sospensione del trattamento, sono auto-limitanti ed abitualmente si risolvono entro 2 settimane, anche se in alcuni soggetti possono essere prolungati (2-3 mesi o piu'). Si consiglia pertanto che la duloxetina venga gradualmente ridotta in un periodo non inferiore alle 2 settimane prima della sospensione del trattamento. Pazienti anziani: ci sono dati limitati sull'uso del farmaco da 120 mg nei pazienti anziani con disturbo depressivo maggiore. Pertanto, deve essereosservata cautela nel trattamento dei pazienti anziani con il massimodosaggio. Acatisia/irrequietezza psicomotoria: l'uso di duloxetina e'stato associato con lo sviluppo di acatisia, caratterizzata da un'irrequietezza soggettivamente spiacevole o penosa e dal bisogno di muoversi spesso accompagnato da un'incapacita' a stare seduto o immobile. Epatite/aumentati valori degli enzimi epatici: con duloxetina sono statiriportati casi di danno epatico, comprendenti marcati aumenti dei valori degli enzimi epatici (> 10 volte il limite normale superiore), epatite ed ittero. Il tipo di danno epatico e' stato essenzialmente epatocellulare. Duloxetina deve essere usata con cautela nei pazienti trattati con altri medicinali che possono provocare un danno epatico. Saccarosio: le capsule rigide gastroresistenti del farmaco contengono saccarosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, di malassorbimento di glucosio-galattosio o di insufficienza di saccarosio-isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

INTERAZIONI

Medicinali per il SNC: il rischio di usare duloxetina in associazionecon altri medicinali attivi sul SNC non e' stato valutato in maniera sistematica, ad eccezione dei casi descritti in questo paragrafo. Pertanto, si consiglia cautela quando il farmaco viene assunto in associazione con altri medicinali ed altre sostanze che agiscono a livello centrale, inclusi l'alcool ed i medicinali sedativi. Inibitori della Monoamino Ossidasi: a causa del rischio di comparsa della sindrome serotoninergica, duloxetina non deve essere usata in associazione con gli IMAO non selettivi ed irreversibili, o almeno entro i 14 giorni immediatamente successivi alla sospensione del trattamento con un IMAO. In baseall'emivita di duloxetina, si devono attendere almeno 5 giorni dopo la sospensione del farmaco prima di iniziare il trattamento con un IMAO. Il rischio di comparsa della sindrome serotoninergica e' piu' basso con gli IMAO selettivi e reversibili, come il moclobemide. Comunque, l'uso del farmaco in associazione con un IMAO selettivo e reversibile non e' raccomandato. Sindrome serotoninergica: in rari casi, nei pazienti che assumono SSRI (ad esempio paroxetina, fluoxetina) in associazione con medicinali serotoninergici e' stata riportata sindrome serotoninergica. Si consiglia cautela se il farmaco viene usato contemporaneamente con antidepressivi serotoninergici come gli SSRI, triciclici comeclomipramina o amitriptilina, Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), venlafaxina o triptani, tramadolo, petidina e triptofano. Effettidi duloxetina su altri medicinali. Medicinali metabolizzati dal CYP1A2: la farmacocinetica della teofillina, un substrato del CYP1A2, non e' risultata significativamente alterata dalla somministrazione contemporanea con duloxetina (60 mg due volte al giorno). Medicinali metabolizzati dal CYP2D6: la duloxetina e' un inibitore moderato del CYP2D6. Quando duloxetina e' stata somministrata ad un dosaggio di 60 mg due volte al giorno in associazione con una singola dose di desipramina, un substrato del CYP2D6, l'AUC di desipramina aumento' 3 volte. La somministrazione contemporanea di duloxetina (40 mg due volte al giorno) aumenta l'AUC allo steady state di tolterodina (2 mg due volte al giorno)del 71 % ma non influenza le farmacocinetiche del suo metabolita attivo 5-idrossile, e non si raccomanda un aggiustamento del dosaggio. Si consiglia cautela se il farmaco e' somministrato in associazione con medicinali che sono prevalentemente metabolizzati dal CYP2D6 (risperidone, antidepressivi triciclici [TCA] come nortriptilina, amitriptilina ed imipramina) in particolare se questi hanno un basso indice terapeutico (cosi' come flecainide, propafenone e metoprololo). Contraccettiviorali ed altri agenti steroidei: i risultati di studi in vitro dimostrano che duloxetina non induce l'attivita' catalitica del CYP3A. Non sono stati effettuati studi specifici sull'interazione del farmaco in vivo. Anticoagulanti ed agenti antipiastrinici: deve essere usata cautela quando duloxetina viene somministrata in associazione con anticoagulanti orali o con agenti antipiastrinici a causa di un potenziale aumento del rischio di sanguinamento attribuibile ad una interazione farmacodinamica. Inoltre, quando duloxetina e' stata somministrata a pazienti in trattamento con warfarin sono stati riferiti aumenti dei valori INR. Tuttavia, la somministrazione di duloxetina in associazione a warfarin in condizioni di equilibrio, in volontari sani, come parte di uno studio di farmacologia clinica, non ha dato luogo ad una variazione clinicamente significativa del valore INR dal basale o della farmacocinetica di R- o S-warfarin. Effetti di altri medicinali su duloxetina. Antiacidi ed antagonisti dei recettori H 2: la somministrazione di duloxetina in associazione con antiacidi contenenti alluminio e magnesio o di duloxetina con famotidina non ha avuto un effetto significativo sulla percentuale o dimensione dell'assorbimento di duloxetina dopo somministrazione di una dose orale di 40 mg. Inibitori del CYP1A2: poiche' il CYP1A2 e' coinvolto nel metabolismo di duloxetina, e' probabile che l'uso di duloxetina in associazione con potenti inibitori del CYP1A2 determini concentrazioni piu' alte di duloxetina. La fluvoxamina (100 mg una volta al giorno), un potente inibitore del CYP1A2, ha diminuito la clearance plasmatica apparente di duloxetina di circa il 77 % edha aumentato di 6 volte l'AUC 0-t. Pertanto il farmaco non deve essere somministrato in associazione con inibitori potenti del CYP1A2 come la fluvoxamina. Induttori del CYP1A2: studi di analisi della farmacocinetica di popolazione hanno evidenziato che i fumatori presentano concentrazioni plasmatiche di duloxetina quasi del 50% piu' basse rispettoai non fumatori.

EFFETTI INDESIDERATI

Nei pazienti trattati con il farmaco, le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono state nausea, cefalea, secchezza della bocca, sonnolenza e capogiro. Di seguito vengono riportate le reazioni avverse osservate in segnalazioni spontanee e in studi clinici controllati con placebo nella depressione, nel disturbo d'ansia generalizzato e nel dolore neuropatico diabetico. >>infezioni ed infestazioni. Non comune: laringite. >>Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattica, disturbo di ipersensibilita'. >>Patologie endocrine. Raro: ipotiroidismo. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: diminuzione dell'appetito. Non comune: iperglicemia (riportata specialmente nei pazienti diabetici). Raro: disidratazione, iposodiemia. Frequenza non nota: SIADH. >>Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia, agitazione, diminuzione della libido, ansia, orgasmo anormale, sogni anormali. Non comune: disturbi del sonno, bruxismo, disorientamento, apatia. Raro: mania, allucinazioni, comportamento aggressivo e ira. Frequenza non nota: ideazione suicidaria, comportamento suicidario. >>Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea, sonnolenza, capogiro. Comune: tremore, parestesia. Non comune: mioclono, nervosismo, disturbo dell'attenzione, letargia, disgeusia, discinesia, sindrome delle gambe senzariposo, scarsa qualita' del sonno. Raro: convulsioni. Frequenza non nota: sindrome serotoninergica, sintomi extrapiramidali, acatisia, irrequietezza psicomotoria. >>Patologie dell'occhio. Comune: visione offuscata. Non comune: midriasi, disturbi visivi. Raro: glaucoma. >>Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: tinnito. Non comune: vertigini, otalgia. >>Patologie cardiache. Comune: palpitazioni. Non comune: tachicardia, aritmia sopraventricolare, principalmente fibrillazione atriale. >>Patologie vascolari. Comune: vampata. Non comune: aumento della pressione sanguigna, estremita' fredde, ipotensione ortostatica, sincope. Frequenza non nota: ipertensione, crisi ipertensive.>>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: sbadiglio. Non comune: costrizione alla gola, epistassi. >>Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, secchezza della bocca. Comune: stipsi, diarrea, vomito, dispepsia, flatulenza. Non comune: gastroenterite, eruttazione,gastrite. Raro: stomatite, alitosi, ematochezia. Frequenza non nota: emorragia gastrointestinale. >>Patologie epatobiliari. Non comune: enzimi epatici elevati (ALT, AST, fosfatasi alcalina), epatite, danno epatico acuto. Frequenza non nota: ittero, insufficienza epatica. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: aumentata sudorazione, eruzione cutanea. Non comune: sudorazioni notturne, orticaria, dermatite da contatto, sudorazione fredda, reazioni di fotosensibilita',aumentata tendenza a sviluppare lividi. Frequenza non nota: edema angioneurotico, sindrome di Stevens-Johnson. >>Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Comune: dolore muscolo scheletrico, rigidita' muscolare, spasmo muscolare. Non comune: contrazionemuscolare. Raro: trisma. >>Patologie renali e urinarie. Non comune: ritenzione urinaria, disuria, difficolta' ad iniziare la minzione, nicturia, poliuria, ridotto flusso urinario. Raro: odore alterato delle urine. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: disfunzione erettile. Non comune: disturbi dell'eiaculazione, eiaculazione ritardata, disfunzioni di natura sessuale, emorragia a carico dell'apparato riproduttivo femminile. Raro: sintomi della menopausa, galattorrea, iperprolattinemia. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, dolore addominale. Non comune: sensazione di anormalita', sensazione di freddo, sete, brividi di freddo, malessere, sensazione di caldo, disturbi della deambulazione. Frequenza non nota: dolore toracico. >>Esami diagnostici. Comune: riduzione di peso. Non comune: aumento di peso, aumento della creatina fosfochinasi. Raro: aumento della colesterolemia. La sospensione della terapia con duloxetina porta comunemente alla comparsa di sintomi da sospensione. Le reazioni piu' comunemente riportate sono capogiro, disturbi del sensorio, disturbi del sonno, affaticamento, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, cefalea, irritabilita', diarrea, iperidrosi e vertigini. Generalmente questi eventi sono di entita' da lieve a moderata ed auto-limitanti; tuttavia, in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Quando il trattamento con duloxetina non e' piu' necessario, si consiglia di effettuare una sospensione graduale della terapia mediante una progressiva riduzione della dose. Nei pazienti trattati con duloxetina l'intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca non e' risultato diverso da quello osservato nei pazienti trattati con placebo. Nei pazienti trattati con duloxetina e in quelli trattati con placebo non sono state osservate differenze significative per le misurazioni del QT, PR, QRS o QTcB.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: non vi sono dati sufficienti sull'uso di duloxetina in donne in gravidanza. Studi effettuati su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva per l'esposizione a concentrazioni sistemiche (AUC) di duloxetina piu' basse rispetto all'esposizione clinica massimale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Dati epidemiologici hanno suggerito che l'uso degli SSRI in gravidanza, specialmente nelle fasi avanzate della gravidanza, puo' aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN). Sebbene nessuno studio abbia investigato l'associazione di PPHN al trattamento con SNRI, questo rischio potenziale non puo' essere escluso con duloxetinase si tiene conto del suo meccanismo d'azione (inibizione della ricaptazione della serotonina). Come con altri medicinali serotoninergici, sintomi da sospensione possono verificarsi nel neonato dopo un uso materno di duloxetina in prossimita' del parto. Sintomi da sospensione osservati con duloxetina possono includere ipotonia, tremore, nervosismo, difficolta' nell'allattamento, difficolta' respiratoria e convulsioni. La maggior parte dei casi si sono verificati sia alla nascita sia entro pochi giorni dalla nascita. Il farmaco deve essere usato in gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischioper il feto. Le donne devono essere informate di riferire al loro medico dell'inizio di una gravidanza o dell'intenzione di intraprendere una gravidanza durante la terapia. Allattamento: sulla base di uno studio effettuato su 6 donne in periodo di allattamento, che non allattavano al seno i loro bambini, duloxetina viene scarsamente eliminata nel latte materno. Calcolata in mg/kg, la dose infantile giornaliera stimata corrisponde circa allo 0,14% della dose materna. Poiche' la sicurezza di duloxetina nei neonati non e' nota, l'uso del medicinale durantel'allattamento al seno non e' raccomandato.

Codice: 036683011
Codice EAN:
Codice ATC: N06AX21
  • Sistema nervoso
  • Psicoanalettici
  • Antidepressivi
  • Altri antidepressivi
  • Duloxetina
Temperatura di conservazione: non superiore a +30, conservare il prodotto nella confezione originale
Forma farmaceutica: CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER