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ELDISINE EV 1FL POLV 5MG

Produttore: EG SPA
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ELDISINE 5 MG POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE PER USO ENDOVENOSO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaco antineoplastico.

PRINCIPI ATTIVI

Vindesina solfato 5 mg.

ECCIPIENTI

Mannitolo.

INDICAZIONI

Farmaco antineoplastico per esclusivo uso endovenoso, che puo' essereusato da solo o in associazione ad altri farmaci oncolitici. Come farmaco singolo puo' essere utile nel trattamento di: leucemia linfoblastica acuta dei bambini resistente ad altri farmaci; crisi blastiche di leucemia mieloide cronica; melanoma maligno non responsivo ad altre forme di terapia.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti che presentano significativa granulocitopenia o trombocitopenia indotte da farmaci o gravi infezioni batteriche in atto. Tali infezioni devono essere poste sotto controllo con antisettici o antibiotici prima di usare il medicinale. Pazienti con atrofia muscolare neurale con demielinizzazione segmentale (forma demielinizzante della sindrome di Charcot-Marie-Tooth). Durante l'allattamento. La vindesina solfato non deve in nessun caso essere somministrata per via intratecale. La somministrazione per questa via provoca la morte del paziente.

POSOLOGIA

Usare esclusivamente per via endovenosa e da personale esperto nella somministrazione di vindesina solfato. Deve essere usata una grandissima cura nel calcolare e somministrare la dose, dal momento che sovradosaggi possono avere esito grave o fatale. Si raccomanda che il farmacovenga somministrato per via endovenosa in una sola iniezione ad intervalli settimanali. La dose viene determinata per mezzo della superficie corporea. Negli adulti la dose di inizio raccomandata e' 3 mg/m^2, mentre nei bambini puo' essere 4 mg/m^2. In seguito la conta dei granulociti deve essere eseguita prima di ogni dose successiva per determinare la sensibilita' del paziente al farmaco. Se non si verificano granulocitopenia o altri eventi tossici il dosaggio puo' essere aumentato con incrementi di 0,5 mg/m^2 alla volta ad intervalli settimanali. La dose non deve essere aumentata dopo quel dosaggio che: riduce la conta dei granulociti al di sotto di 1500 cellule/mm^3 o in rare occasioni; riduce le piastrine al di sotto di 100.000/mm^3; causa dolore addominale acuto. In ciascuno di questi casi si deve avere un pieno recupero prima di somministrare la dose successiva, che deve essere ridotta rispetto a quella che ha causato la reazione avversa. Per la maggioranza dei pazienti, tuttavia, il dosaggio settimanale sara' dell'ordine di 3,0-4,0 mg/m^2 negli adulti e 4,0-5,0 mg/m^2 nei bambini (e' disponibilea richiesta un nomogramma per il calcolo della superficie corporea). L'uso di piccole quantita' giornaliere del farmaco per lunghi periodi non e' consigliato, anche se il dosaggio totale settimanale risultantepuo' essere simile a quello raccomandato. Infatti, quando sono stati utilizzati tali schemi di dosaggio il vantaggio terapeutico ricavatonee' stato scarso o nullo, mentre gli effetti indesiderati sono aumentati. Una stretta aderenza allo schema di dosaggio raccomandato e' moltoimportante.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (fra + 2 gradi C e + 8 gradi C).

AVVERTENZE

I 5 mg di polvere devono essere disciolti in 10 ml di soluzione fisiologica o acqua per preparazioni iniettabili. Le soluzioni preparate inquesto modo devono essere conservate in frigorifero ed essere usate entro 24 ore dalla loro preparazione. Il farmaco deve essere somministrato da personale con esperienza nella somministrazione di vindesina solfato. Le siringhe devono essere etichettate con la seguente scritta: "Non rimuovere la protezione fino al momento dell'iniezione. La somministrazione intratecale e' fatale. Solo per uso endovenoso". Una somministrazione accidentale per via intratecale provoca una paralisi ascendente e di conseguenza la morte. In un numero molto esiguo di pazienti e' stato possibile evitare tale paralisi potenzialmente fatale e il conseguente decesso, ma si sono avuti sintomi neurologici devastanti conseguenti, con un margine limitato di recupero. A seguito di una somministrazione accidentale di vindesina solfato per via intratecale, occorre avviare la seguente terapia immediatamente dopo l'iniezione: rimozione della maggior quantita' possibile di liquido spinale nei limiti disicurezza attraverso l'accesso lombare iniziale; inserimento di un catetere epidurale nello spazio subaracnoideo attraverso lo spazio intervertebrale al di sopra dell'accesso lombare iniziale ed irrigazione del liquido cerebrospinale con soluzione Ringer Lattato. E' richiesto del plasma fresco congelato e, quanto prima possibile, 25 ml devono essere aggiunti per ogni litro di soluzione Ringer-Lattato; inserimento diun drenaggio intraventricolare o di un catetere da parte di un neurochirurgo e continuazione dell'irrigazione del liquido cerebrospinale con rimozione del liquido attraverso l'accesso lombare collegato ad un sistema di drenaggio chiuso. La soluzione Ringer Lattato deve essere somministrata mediante infusione continua alla velocita' di 150 ml/h, oppure ad una velocita' di 75 ml/h quando e' stato aggiunto, come gia' detto, del plasma fresco congelato. La velocita' di infusione deve essere aggiustata in modo tale da mantenere nel liquido spinale una concentrazione proteica pari a 150 mg/dl. Quantunque possano non essere essenziali, in aggiunta sono state attuate anche le seguenti misure: sono stati somministrati 10 g di acido glutammico per via endovenosa nell'arco delle 24 ore seguiti da 500 mg tre volte al giorno per via orale per 1 mese. Acido folinico per via endovenosa e' stato somministrato inizialmente come bolo di 100 mg, poi infuso ad una velocita' di 25 mg/hper 24 ore, quindi somministrato in boli di 25 mg ogni 6 ore per la durata di una settimana. La piridossina e' stata somministrata a dosi di 50 mg ogni 8 ore mediante infusione endovenosa della durata di oltre30 minuti. Non sono chiari i loro ruoli nel determinare una riduzionedella neurotossicita'. Il prodotto, ha dimostrato proprieta' cancerogena negli animali in particolari condizioni sperimentali. In seguito ad un'accidentale iniezione paravenosa e' possibile la comparsa di infezioni locali ed infiammazioni venose che possono progredire in gravi necrosi dei tessuti. Terapia in seguito ad accidentale iniezione paravenosa: l'iniezione va interrotta immediatamente e ogni quantita' residua della dose deve essere iniettata in un'altra vena. Una iniezione locale di ialuronidasi o idrocortisone e l'applicazione di moderato calore aiutano a disperdere il farmaco e potrebbero ridurre il dolore e la possibilita' di cellulite. Deve essere assolutamente evitato lo stravaso dalla vena durante la somministrazione. Lo stravaso durante l'iniezione endovenosa puo' causare cellulite e flebite. Se la quantita' di farmaco fuoriuscita e' grande, si potranno verificare fenomeni di necrosi. La guarigione delle suddette lesioni puo' richiedere alcune settimane e risultare piuttosto dolorosa. Il fastidio potrebbe persistere anche dopo la guarigione delle lesioni. Deve essere evitata la contaminazione degli occhi. Se tale contatto dovesse verificarsi, si avrebbe una grave irritazione e potrebbe prodursi l'ulcerazione della cornea. L'occhio deve essere immediatamente e perfettamente lavato con acqua o soluzione fisiologica. E' necessario attenersi scrupolosamente ai dosaggi indicati. E' necessario determinare la conta ematica prima di ogni somministrazione. In caso di leucocitopenia o di altre complicanze di natura infettiva, la dose successiva deve essere iniettata solo dopo una valutazione approfondita del caso. Clinicamente la tossicita' dose-limitante e' la granulocitopenia. Il nadir della granulocitopenia si verifica dopo 3-5 giorni dall'ultimo giorno di somministrazione del farmaco. In seguito la normalizzazione della conta di polimorfonucleati e' rapida e abitualmente completa entro 6-8 giorni dall'ultima dose. Laconta delle piastrine e' abitualmente o non modificata o aumentata dalla terapia settimanale. Occasionalmente si e' verificata una trombocitopenia significativa. Cio' e' piu' probabile che avvenga quando i pazienti sono trombocitopenici. L'effetto sulla conta degli eritrociti e la concentrazione di emoglobina e' abitualmente insignificante quando altri trattamenti non complicano il quadro generale. Quantunque la neurotossicita' non sia abitualmente dose-limitante, particolare cura va riservata al dosaggio ed agli effetti indesiderati neurologici se il farmaco viene somministrato a pazienti con preesistenti malattie neuromuscolari, ed anche quando vengono usati altri farmaci potenzialmente neurotossici. La neurotossicita' associata con il farmaco puo' essere additiva. Puo' essere necessario ridurre le dosi iniziali in presenza di una significativa compromissione della funzionalita' epatica e biliare. Quando la chemioterapia e' somministrata in concomitanza con la terapia radiante l'impiego del medicinale deve essere ritardato fino a che la terapia radiante sia conclusa. La vindesina non deve essere somministrata a pazienti sottoposti a radioterapia che coinvolge il fegato. Difficolta' respiratorie acute e grave broncospasmo sono stati riportati dopo somministrazione del farmaco. Queste reazioni sono state piu' frequenti quando il medicinale e' stato impiegato in combinazione con mitomicina C e cio' puo' richiedere trattamento aggressivo. L'eventosi puo' verificare entro pochi minuti o dopo diverse ore dall'iniezione o anche fino a 2 settimane dopo la somministrazione di mitomicina C. Potrebbe verificarsi dispnea progressiva richiedente terapia cronica; in questo caso il farmaco non dovrebbe essere risomministrato. Si raccomanda la somministrazione profilattica di un agente antiepilettico in presenza di metastasi cerebrali.

INTERAZIONI

Non miscelare mai con altri farmaci. La vindesina solfato non deve essere usata insieme alla mitomicina nell'ambito di un trattamento di associazione, per la possibile insorgenza di gravi broncospasmi e apnea acuta. In un trattamento di combinazione con vindesina solfato ed L-asparaginasi, la vindesina deve essere somministrata 12-24 ore prima dell'enzima, in quanto puo' verificarsi una riduzione della clearance epatica di vindesina con conseguente tossicita' cumulativa. Sebbene non riportata con il medicinale, la somministrazione contemporanea orale edendovenosa di fenitoina e combinazioni di chemioterapia antineoplastica e' risultata aver ridotto i livelli plasmatici degli anticonvulsivanti e di aver aumentato la possibilita' di comparsa dell'attacco epilettico, probabilmente per un ridotto assorbimento ed una aumentata eliminazione della fenitoina. Puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio di fenitoina, sulla base di regolari conte ematiche, in caso di combinazione con il farmaco. Il contributo degli alcaloidi della vinca in questa interazione non e' stato stabilito. Il trattamento concomitante con vindesina e sostanze che rallentano il metabolismo della vindesina attraverso l'inibizione dell'isoenzima CYP3SA del citocromo P450 puo' determinare un'anticipazione o un potenziamento degli effettiindesiderati. Queste sostanze comprendono ad es. itraconazolo, ciclosporina e calcio antagonisti, nello specifico la nifedipina. A causa della neurotossicita' della vindesina solfato, si sconsiglia la somministrazione concomitante di altri medicinali potenzialmente neurotossici.La radioterapia puo' potenziare la neurotossicita' periferica della vindesina solfato. Durante l'uso concomitante di vindesina solfato ed altri citostatici e' previsto un potenziamento dell'effetto e un aumento degli effetti indesiderati. A causa degli effetti immunosoppressivi dei chemioterapici, inclusa la vindesina, si puo' avere una riduzione della risposta al singolo vaccino e sussiste il rischio di danno a causa dell'iniezione di vaccini vivi attenuati. L'intervallo per un'adeguata risposta alla chemioterapia varia da 3 mesi a 1 anno e dipende daltipo di chemioterapia adottata e dalla patologia maligna primaria.

EFFETTI INDESIDERATI

Prima della somministrazione i pazienti e/o i loro genitori o tutori debbono essere avvertiti sulla possibilita' di effetti indesiderati. Le frequenze degli effetti indesiderati vengono definite come segue: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100 - <1/10); non comune (>=1/1.000 -<1/100); raro (>=1/10.000 - <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: leucopenia, granulocitopenia; comune: trombocitopenia, trombocitosi. La leucopenia e la granulocitopenia sono di norma i fattori limitanti la dose. Con una posologia di un'iniezione in bolo alla settimana non si verificano di norma casi di trombocitopenia. Questo puo' accadere con altri regimi posologici e in pazienti con danni al midollo osseo. E' stata osservata trombocitosi in pazienti nei quali la vindesina aveva scatenatouna granulocitopenia. E' stata osservata anche leggera anemia. Patologie endocrine Raro: sindrome da secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico (SIADH). Cio' comporta un'aumentata eliminazione di sodioed una riduzione dei livelli di sodio nel sangue. Limitare l'assunzione di liquidi migliora l'iponatriemia e la perdita renale di sodio. Disturbi del metabolismo e della nutrizione; molto comune: a causa deglieffetti sul tratto gastrointestinale, perdita dell'appetito. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: parestesie, soprattutto intorpidimento alla punta delle dita delle mani e dei piedi, perdita dei riflessi tendinei profondi; comune: infezioni dei nervi periferici, disturbidella coordinazione dei movimenti, dolori muscolari, mal di testa, depressione, convulsioni, capogiri; non comune: dolore alla mascella, piede cadente, paralisi, sordita' parziale o completa; raro: disturbi dell'equilibrio. Vi sono state anche segnalazioni di dolore articolare. In alcuni pazienti sono state osservate convulsioni associate a ipertensione, nei bambini anche convulsioni e successiva perdita di coscienza. In seguito al trattamento con alcaloidi della vinca, sono stati segnalati danni dell'ottavo nervo cranico, che hanno interessato sia l'equilibrio che l'organo dell'udito. Cio' puo' causare sordita' parziale o completa che puo' essere transitoria o permanente. Possono verificarsi anche altri disturbi dell'equilibrio, inclusi capogiri e nistagmo. E' necessaria cautela durante la somministrazione concomitante di vindesina e altre sostanze ototossiche come ad esempio il cisplatino. Patologie dell'occhio: vi sono state segnalazioni di cecita' corticale in pazienti trattati con vindesina in associazione con altri agenti chemioterapeutici. Non e' chiaro fino a che punto la vindesina sia coinvolta in questa reazione. Patologie cardiache: ci sono state segnalazioni molto rare di malattie delle arterie coronarie e infarto cardiaco in pazienti con precedente irradiazione mediastinica in associazione con una combinazione di agenti citostatici, inclusa vindesina. Patologie vascolari: aumento o calo della pressione arteriosa. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: apnea; raro: broncospasmo.Vi sono state segnalazioni di broncospasmo significativo e apnea acuta in seguito all'iniezione di alcaloidi della vinca, di norma nell'ambito di un trattamento di associazione con mitomicina. Queste reazioni possono verificarsi durante la somministrazione di vindesina solfato, ma anche come reazioni ritardate. Patologie gastrointestinali. Molto comune: stipsi, nausea, vomito. La nausea e il vomito sono generalmentecontrollati con gli antiemetici; comune: crampi addominali, ulcerazione della mucosa orale, diarrea; non comune: ileo. Sono state osservateanche disfagia, anoressia, dispepsia, necrosi e/o perforazioni intestinali. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia, di norma reversibile. La ricrescita dei capelli puo' avvenire anche durante la terapia; comune: rash cutaneo maculare. E' stata osservata anche cellulite da stravaso. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo; comune: dolore muscoloscheletrico diffuso. Patologie renali e urinarie; non comune: poliuria, disuria e ritenzione urinaria. La somministrazione di vindesina solfato puo' portare a insufficienza renale acuta secondaria a iperuricemia. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: la vindesina solfato puo' causare sterilita' in uomini e donne. A seconda dell'eta' del pazientee del dosaggio totale e' possibile che gli effetti sulla fertilita' siano reversibili. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sededi somministrazione. Molto comune: senso di nausea, debolezza, febbre; comune: sensazione di freddo, reazioni al sito dell'iniezione. Dolori nell'area in cui e' stato osservato il tumore. In seguito ad un'accidentale iniezione paravenosa e' possibile la comparsa di infezioni locali ed infiammazioni venose che possono causare gravi necrosi dei tessuti. La guarigione di queste ferite puo' richiedere diverse settimane e puo' essere accompagnata da dolore intenso. E' possibile che i disturbi permangano anche dopo la guarigione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

La vindesina solfato puo' avere effetti teratogeni ed essere dannosa per il feto. La vindesina solfato non deve essere usata durante la gravidanza. Nel caso in cui sia di vitale importanza il trattamento di una paziente in stato di gravidanza, e' necessario che venga condotto unconsulto sul rischio di effetti dannosi per il bambino collegati al trattamento. Le donne non devono restare incinte durante il trattamentoe nei 6 mesi successivi alla sua conclusione. Se si instaura una gravidanza durante il trattamento deve essere considerata la possibilita' di una consulenza genetica. Non si deve allattare il proprio bambino al seno durante il trattamento. Ai pazienti di sesso maschile in trattamento con vindesina solfato si raccomanda di non concepire durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la sua interruzione e di informarsi circa la conservazione dello sperma prima di sottoporsi al trattamento,nel caso dovesse verificarsi un'infertilita' irreversibile.

Codice: 025289024
Codice EAN:
Codice ATC: L01CA03
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Alcaloidi derivati da piante ed altri prodotti naturali
  • Alcaloidi della vinca ed analoghi
  • Vindesina
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 60 MESI
Confezionamento: FLACONE