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ERITROCINA 6BUST1000MG

Produttore: AMDIPHARM LTD
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ERITROCINA

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibiotici macrolidi.

PRINCIPI ATTIVI

Eritromicina etilsuccinato pari a eritromicina base.

ECCIPIENTI

Compresse rivestite con film 600 mg: calcio fosfato bibasico, amido sodio glicolato, amido di mais, povidone, magnesio stearato, ipromellosa, macrogol 400, macrogol 8000, titanio diossido, acido sorbico. Granulato 500 mg: saccarosio, sodio citrato, silicato di alluminio e magnesio, saccarina sodica, aroma all'arancia, biossido di silicio colloidale, sodio carbossimetilcellulosa, poloxamer 188. Granulato 1000 mg: saccarosio, sodio citrato, silicato di alluminio e magnesio, saccarina sodica, aroma all'arancia, carmellosa sodica, biossido di silicio colloidale, copolimero poliossietilen-poliossipropilenico.

INDICAZIONI

Streptococcus pyogenes: infezioni delle vie respiratorie superiori edinferiori, della cute e dei tessuti molli. Nel caso di somministrazione per via orale, occorre sottolineare l'importanza di un preciso rispetto del regime posologico prescritto. Una dose terapeutica deve essere somministrata per almeno 10 giorni. Streptococchi alfa emolitici: profilassi a breve termine dell'endocardite batterica prima di interventi odontoiatrici od altri atti operatori in pazienti con anamnesi di febbre reumatica o malattia cardiaca congenita. Staphylococcus aureus: infezioni acute della pelle e dei tessuti molli. Nel corso della cura possono comparire organismi resistenti. Diplococcus pneumoniae: infezioni delle vie respiratorie superiori ed infezioni delle vie respiratorie inferiori. Mycoplasma pneumoniae nel trattamento della polmonite primaria atipica quando sia dovuta a tale organismo. Treponema pallidum: l'eritromicina costituisce un'alternativa di trattamento della sifilide primaria in pazienti allergici alle penicilline. Corynebacterium diphteriae e C. minutissimum: come coadiuvante dell'antitossina al fine di prevenire la creazione di portatori e per la eliminazione dell'organismo nei portatori stessi. Nel trattamento dell'eritrasma. Listeria monocytogenes: infezioni provocate da questo organismo. Bordetella pertussis: l'eritromicina e' efficace nell'eliminare l'organismo infettantedal distretto naso-faringeo. Alcuni studi suggeriscono che il farmacopossa essere utile nella profilassi della pertosse nelle persone esposte a tale organismo. Malattia dei Legionari: diversi studi hanno dimostrato la validita' clinico-terapeutica del trattamento di tale malattia con eritromicina. Clamidia Trachomatis: l'eritromicina e' indicata nel trattamento delle infezioni sostenute da questo microorganismo quali: congiuntiviti nei neonati, polmoniti nell'infanzia, infezioni uro-genitali ed endocervicali negli adulti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, ad altri macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. L'Eritromicina e' controindicata nei pazientiin trattamento con simvastatina e lovastatina, tolterodina, mizolastina, amisulpride, terfenadina, astemizolo, domperidone, cisapride, o pimozide. Trattamento concomitante con ergotamina o diidroergotamina.

POSOLOGIA

Adulti: 1 compressa da 600 mg 3 volte al di'. Bambini dai 3 ai 12 anni: 1 bustina di granulato da 500 mg 3 volte al di'. Adulti: 1 bustina di granulato da 1000 mg 2 volte al di'. La posologia puo' essere aumentata sino a 4 g al giorno o piu'. E' consigliabile evitare la somministrazione del prodotto durante i pasti o subito dopo i pasti. Il trattamento deve essere continuato per oltre 48 ore dopo la scomparsa dei sintomi e dopo che la temperatura e' ritornata alla norma. Per il trattamento della Malattia dei Legionari la dose raccomandata negli adulti e' di 1,6/4 g al giorno in dosi suddivise. Per preparare la sospensioneversare, al momento della somministrazione, il contenuto in un bicchiere di acqua. Agitare fino ad ottenere una sospensione omogenea.

CONSERVAZIONE

Conservare in confezione chiusa e a temperatura ambiente. Granulato 1000 mg bustine: non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE

Particolare cautela dovra' essere posta nella somministrazione del farmaco a pazienti con funzionalita' epatica ridotta e nei pazienti che assumono contemporaneamente agenti potenzialmente epatotossici. La somministrazione di eritromicina, specie se sotto forma di estolato, a dosi elevate per periodi di tempo superiori a due settimane, puo' determinare disturbi della funzionalita' epatica, che va pertanto sorvegliata. In rari casi, e' stata segnalata l'insorgenza di disfunzioni epatiche, dell'aumento degli enzimi epatici e di epatite epatocellulare e/o colostatica, con o senza ittero. Pertanto, nel caso si presentassero segni e sintomi di malattia epatica, come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale, si deve raccomandare al paziente di interrompere il trattamento e contattare il proprio medico. L'eritromicina deve essere somministrata con cautela nei soggetti con danno renaledi grado moderato o severo. L'eritromicina deve essere somministrata con cautela nei soggetti anziani (oltre i 65 anni). Diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) e' stata segnalata con quasi tutti gli antibatterici compresa l'eritromicina, con gravita' da diarrea lieve acolite letale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora del colon, il che puo' portare a crescita in eccesso di C. difficile. La CDAD deve essere tenuta in considerazione in tutti i pazienti che presentano diarrea dopo l'uso di antibiotici. E' necessaria un'attenta anamnesi poiche' la presenza di CDAD e' stata segnalata anche oltre due mesi dopo la somministrazione di agenti antibatterici. Se la CDAD compare durante il trattamento puo' essere necessario interrompere il trattamento. Raramente, sono stati osservati effetti indesiderati come orticaria o altre reazioni di tipo allergico. Se compaiono segni di ipersensibilita' si deve interrompere il trattamento e somministrare adrenalina o steroidi. In caso di gravi reazioni di ipersensibilita' acuta, quali anafilassi, reazioni avverse cutanee severe (SCAR) ad esempio pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) ed eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), la terapia coneritromicina deve essere immediatamente sospesa e deve essere iniziato con urgenza un trattamento adeguato. Nelle donne in stato di gravidanza il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessita'. Alcune segnalazioni suggeriscono che l'eritromicina non sia in grado di raggiungere il feto a concentrazioni adeguate, tali da prevenire la sifilide congenita. I neonati di madri trattate durante la gravidanza coneritromicina somministrata per via orale allo scopo di curare la sifilide precoce dovrebbero essere trattati ricorrendo ad un adeguato schema terapeutico a base di penicillina. Sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QT, inclusi rari casi di aritmia e torsionedi punta, anche fatali. La eritromicina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con malattia coronarica, grave insufficienza cardiaca, ipokaliemia o ipomagnesiemia non corrette, bradicardia, o quando sia somministrata contemporaneamente con altri medicinali associati a prolungamento dell'intervallo QT e torsione di punta e in pazienti che ricevono antiaritmici di classe IA o di classe III. L'eritromicina nondeve essere usata in pazienti con prolungamento dell'intervallo QT congenito documentato o acquisito o regressione di aritmia ventricolare.I pazienti in trattamento con eritromicina in concomitanza con farmaci che causano prolungamento dell'intervallo QT devono essere monitorati da vicino. L'uso concomitante di eritromicina con alcuni di questi farmaci e' controindicato. I pazienti anziani presentano un rischio piu' elevato di insorgenza di prolungamento dell'intervallo QT e torsionedi punta. Superinfezioni L'uso prolungato o ripetuto di eritromicina puo' condurre ad una crescita eccessiva di batteri o funghi non sensibili. Nel caso in cui si verifichi una superinfezione, la somministrazione di eritromicina deve essere immediatamente interrotta e deve essere istituita una terapia adeguata. Qualora fosse necessario, dovrebberoessere eseguite incisioni e drenaggio o altre procedure chirurgiche in associazione alla terapia antibiotica. Sono stati segnalati casi in cui l'assunzione di eritromicina puo' aggravare il quadro clinico dei pazienti affetti da miastenia gravis. In seguito all'esposizione alla eritromicina vi e' il rischio di sviluppare deficit visivi. In alcuni pazienti, potrebbe avere un ruolo una pre-esistente disfunzione del metabolismo mitocondriale per cause genetiche, come la neuropatia otticaereditaria di Leber (LHON) e la atrofia ottica autosomica dominante (ADOA), mentre in altri casi l'insorgenza di una neuropatia ottica mitocondriale (MON) potrebbe essere conseguenza diretta dell'interferenza dell'eritromicina sulla fosforilazione ossidativa dei mitocondri. Informazioni importanti su alcuni eccipienti. La compressa rivestita da 600 mg contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa. Il granulato contiene sodio. Il granulato contiene saccarosio.

INTERAZIONI

Eritromicina e, in genere, gli antibiotici macrolidi, sono potenti inibitori del metabolismo mediato dal CYP3A4 e P-glicoproteina. Possono verificarsi aumenti nelle concentrazioni sieriche dei seguenti farmacimetabolizzati dal citocromo P450, quando somministrati in concomitanza a eritromicina: alfentanil, antiaritmici, anticoagulanti orali, antistaminici H1, antifungini azolici, antiepilettici/anticonvulsivanti, benzodiazepine, bromocriptina, cilostazolo, derivati dell'ergot, digossina, disopiramide, domperidone, inibitori della HMG-CoA reduttasi, immunosoppressori, metilprednisolone, omeprazolo, sildenafil, teofillina,vinblastina. Quando necessario, in caso di cosomministrazione, le concentrazioni nel siero dei farmaci suddetti devono essere adeguatamentemonitorate e i relativi dosaggi aggiustati. Una cautela particolare e' richiesta con quei farmaci noti per prolungare l'intervallo QT all'elettrocardiogramma. Farmaci che inducono CYP3A4 possono indurre il metabolismo di eritromicina. Questo puo' portare a livelli sub-terapeutici di eritromicina e, quindi, a una sua minore efficacia. L'induzione diminuisce gradualmente durante le due settimane successive all'interruzione del trattamento con induttori di CYP3A4. Eritromicina non deve essere usata durante il trattamento con induttori di CYP3A4 e nelle duesettimane successive. Sono state, inoltre, riportate interazioni di eritromicina con altri farmaci, tra cui alcuni antibiotici, calcioantagonisti, cimetidina, colchicina, contraccettivi, inibitori delle proteasi, pimozide e tolterodina. La somministrazione concomitante con un certo numero di questi farmaci e' controindicata. Associazioni controindicate. L'eritromicina non deve essere usata contemporaneamente agli inibitori della HMG-CoA reduttasi. E' stato segnalato, infatti, che eritromicina aumenta le concentrazioni di questi farmaci e vi e' un aumentato rischio di insorgenza di miopatia e rabdomiolisi. L'eritromicina altera in maniera significativa il metabolismo della terfenadina e dell'astemizolo quando viene somministrata in concomitanza con essi. Raramente sono stati osservati casi di gravi episodi di cardiotossicita' tra i quali torsioni di punta e altre aritmie ventricolari, arresto cardiaco e morte. La somministrazione di eritromicina per via sistemica aumenta la concentrazione plasmatica della mizolastina e quindi il loro uso concomitante e' controindicato. La somministrazione concomitante di eritromicina con ergotamina o diidroergotamina e' stata associata con tossicita' acuta da ergotamina caratterizzata da vasospasmo e ischemia a carico del sistema nervoso delle estremita'. La somministrazione concomitante con Eritromicina aumenta l'esposizione al domperidone, aumentando il rischio di un prolungamento dell'intervallo QT. La somministrazione concomitante con Eritromicina aumenta l'esposizione alla cisapride. Cio' puo' provocare prolungamento dell'intervallo QT, aritmie incluse tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. L'eritromicina altera in maniera significativa il metabolismo della pimozide in caso di somministrazione concomitante. Raramentesono stati osservati casi di gravi episodi di cardiotossicita' tra i quali torsioni di punta e altre aritmie ventricolari, arresto cardiacoe morte. In caso di somministrazione concomitante con Eritromicina esiste un aumentato rischio di prolungamento dell'intervallo QT. La somministrazione concomitante con Eritromicina aumenta il rischio di cardiotossicita': prolungamento dell'intervallo QT, torsioni di punta, arresto cardiaco. Nei metabolizzatori lenti di CYP2D6, il trattamento sistemico concomitante con potenti inibitori del CYP3A4 quali gli antibiotici macrolidi e' controindicato, a causa di aumenti delle concentrazioni sieriche della tolterodina, con conseguente rischio di sovradosaggio. Associazioni non raccomandate o che richiedono cautela d'impiego. Esiste un antagonismo in vitro tra eritromicina e antibiotici beta-lattamici battericidi. Eritromicina si oppone all'azione di clindamicina, lincomicina e cloramfenicolo. Lo stesso dicasi per streptomicina, tetracicline e colistina. Anticoagulanti orali Eritromicina potenzia l'effetto degli anticoagulanti orali quando somministrata contemporaneamente, con rischio di emorragie ed un aumento del rapporto internazionale normalizzato (INR). L'INR e il tempo di protrombina devono essere frequentemente monitorati in quei pazienti che vengono trattati contemporaneamente con eritromicina ed agenti anticoagulanti. Cimetidina La cimetidina puo' inibire il metabolismo dell'eritromicina. Tale inibizione puo' determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dell'eritromicina. Sono stati segnalati casi di tossicita' da colchicina quandocosomministrata con Eritromicina. Contraccettivi In rari casi alcuni antibiotici possono diminuire gli effetti di pillole contraccettive interferendo con l'idrolisi batterica degli steroidi coniugati nell'intestino e il riassorbimento dello steroide non coniugato. Di conseguenzail livello nel plasma di steroide attivo puo' diminuire. La cosomministrazione con Eritromicina puo' determinare un aumento dei livelli sierici di digossina con rischio di tossicita': nausea, vomito, aritmie. Inibitori delle proteasi Nella somministrazione concomitante di eritromicina e inibitori della proteasi e' stata osservata un'inibizione delmetabolismo di eritromicina. La somministrazione concomitante di eritromicina in pazienti trattati con teofillina ad alte dosi puo' determinare aumenti dei livelli sierici di quest'ultima, con conseguente aumento della sua tossicita'. In queste situazioni, i dosaggi di teofillina devono essere ridotti. Sempre in caso di somministrazione concomitante, e' stata segnalata, inoltre, una riduzione dei livelli sierici di eritromicina, che possono esitare in livelli sub-terapeutici del farmaco. ' stato segnalato che l'eritromicina diminuisce la clearance di benzodiazepine, come triazolam e alprazolam, midazolam, zopiclone e delle benzodiazepine correlate e di conseguenza puo' causare l'aumento dell'effetto farmacologico di queste benzodiazepine. In pazienti trattaticontemporaneamente con Eritromicina e verapamil, sono stati osservateipotensione, bradiaritmie ed acidosi lattica. L'eritromicina interferisce con le determinazioni fluorometriche delle catecolamine urinarie.

EFFETTI INDESIDERATI

Le frequenze delle reazioni avverse sono definite come molto comune (>=1/10), raro (>=1/10,000, < 1/1,000), non nota (la frequenza non puo'essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico; non nota: eosinofilia. Disturbi del sistema immunitario; non nota: ipersensibilita', reazioni anafilattiche. Disturbi psichiatrici; non nota: allucinazioni. Patologie dell'occhio; non nota:disturbi della vista. Patologie cardiache; rara: prolungamento dell'intervallo QT, tachicardia ventricolare e torsioni di punta. Patologie vascolari; non nota: ipotensione. Patologie dell'orecchio e del labirinto; non nota: sordita' reversibile. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea e anoressia; rara: colite pseudomembranosa, pancreatite; non nota: stenosi pilorica ipertrofica in neonati che avevano assunto eritromicina. Patologie epatobiliari; non nota: sintomi di epatite, disfunzione epatica e/o test di funzionalita' epatica alterati, epatite colestatica, ittero, disfunzione epatica, insufficienza epatica. Infezioni ed infestazioni; rara: superinfezioni da batteri o funghi non sensibili. Patologie del sistema nervoso. Raro: convulsioni; non nota: confusione, attacchi epilettici,vertigine e tinnito. Patologie renali e urinarie; non nota: nefropatia tubulo-interstiziale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo; non nota: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, orticaria, eruzioni cutanee, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo; non nota: rabdomiolisi. Esami diagnostici; non nota: aumento degli enzimi epatici.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non esistono studi adeguati e ben controllati condotti sulle donne ingravidanza. Tuttavia, studi osservazionali svolti sull'uomo hanno riportato la comparsa di malformazioni cardiovascolari dopo un'esposizione a prodotti medicinali contenenti eritromicina nel corso dei primi mesi di gravidanza. La sicurezza dell'eritromicina durante la gravidanzao l'allattamento non e' stata stabilita. L'eritromicina dovrebbe essere assunta dalle donne in gravidanza solo se ne e' stata accertata la necessita'. L'eritromicina attraversa la barriera placentare, ma i livelli plasmatici di eritromicina nel feto sono risultati generalmente bassi ed e' nota anche la sua presenza nel latte materno. Ci sono statesegnalazioni secondo le quali l'esposizione della madre ad antibiotici macrolidi entro 10 settimane dal parto potrebbe essere associata ad un maggior rischio di stenosi ipertrofica del piloro infantile (IHPS).Eritromicina si concentra nel latte materno e sono stati rilevati effetti avversi in neonati allattati al seno le cui madri assumevano eritromicina che, pertanto, deve essere usata con cautela nella madri in allattamento. L'uso di macrolidi durante l'allattamento al seno aumentail rischio di stenosi ipertrofica del piloro infantile.

Codice: 007893175
Codice EAN:
Codice ATC: J01FA01
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antibatterici per uso sistemico
  • Macrolidi, lincosamidi e streptogramine
  • Macrolidi
  • Eritromicina
Temperatura di conservazione: non superiore a +25, conservare il prodotto nella confezione originale
Forma farmaceutica: GRANULATO PER SOSPENSIONE ORALE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: BUSTINA/BUSTA SINGOLA