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GONAL F SC 1FL 1050UI/1,75ML

Produttore: MERCK SERONO SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA LIMITATIVA
Prezzo:

DENOMINAZIONE

GONAL-F 1050 UI/1,75 ML (77 MCG/1,75 ML) POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale, gonadotropine.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni flaconcino multidose contiene 87 mcg di follitropina alfa (equivalenti a 1200 UI), per poter rilasciare 77 mcg, (equivalenti a 1050 UI) in 1,75 mL. Ogni mL di soluzione ricostituita contiene 600 UI.

ECCIPIENTI

Polvere: saccarosio; sodio fosfato monobasico monoidrato; sodio fosfato dibasico diidrato; acido fosforico concentrato; sodio idrossido. Solvente: acqua per preparazioni iniettabili; alcool benzilico.

INDICAZIONI

Nelle donne adulte: anovulazione (inclusa la sindrome dell'ovaio policistico) in donne che non rispondono al trattamento con clomifene citrato. Stimolazione dello sviluppo follicolare multiplo in donne sottoposte a tecniche di riproduzione assistita (Assisted Reproductive Technology, ART), come la fertilizzazione in vitro (In Vitro Fertilisation, IVF), trasferimento di gameti all'interno delle tube o trasferimento di zigoti all'interno delle tube. Il farmaco, in associazione ad una preparazione a base di ormone luteinizzante (Luteinising Hormone, LH), e' raccomandato per la stimolazione dello sviluppo follicolare e dell'ovulazione in donne con grave insufficienza di LH ed FSH. Negli studi clinici tali pazienti venivano identificate in base a livelli sierici di LH endogeno <1,2 UI/L. Negli uomini adulti: il prodotto e' indicato nella induzione della spermatogenesi in uomini affetti da ipogonadismoipogonadotropo congenito o acquisito, in associazione alla Gonadotropina Corionica umana (human Chorionic Gonadotropin, hCG).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Tumori dell'ipotalamo o della ghiandola ipofisaria. Ingrossamentoovarico o cisti ovarica non dovuta a sindrome dell'ovaio policistico.Emorragie ginecologiche ad eziologia sconosciuta. Carcinoma dell'ovaio, dell'utero o della mammella. Non usare quando non puo' essere ottenuta una risposta efficace a causa di: insufficienza ovarica primitiva;malformazioni degli organi sessuali incompatibili con la gravidanza; fibromi dell'utero incompatibili con la gravidanza; in caso di insufficienza testicolare primaria.

POSOLOGIA

Iniziare il trattamento sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dei disturbi della fertilita'. Le dosi raccomandate sonoquelle utilizzate per l'FSH urinario. Le dosi giornaliere, i regimi di somministrazione e i metodi di monitoraggio del trattamento non devono essere diversi da quelli normalmente usati per i medicinali contenenti FSH urinario. I pazienti in media richiedono una dose cumulativa di prodotto piu' bassa e una durata del trattamento piu' breve rispettoall'FSH urinario. E' corretto somministrare una dose totale del medicinale piu' bassa di quella generalmente utilizzata con l'FSH urinario,non solo per ottimizzare lo sviluppo follicolare ma anche per ridurreil rischio di una iperstimolazione ovarica indesiderata. Dose 75 UI, volume da iniettare: 0,13 ml. Dose 150 UI, volume da iniettare: 0,25 ml. Dose 225 UI, volume da iniettare: 0,38 ml. Dose 300 UI, volume da iniettare: 0,5 ml. Dose 375 UI, volume da iniettare: 0,63 ml. Dose 450 UI, volume da iniettare: 0,75 ml. L'iniezione successiva deve essere effettuata il giorno seguente alla stessa ora. Donne con anovulazione: il trattamento puo' essere effettuato con iniezioni giornaliere. Nelledonne con mestruazioni la terapia deve iniziare entro i primi 7 giorni del ciclo mestruale. Lo schema posologico piu' comune prevede iniezioni giornaliere di 75-150 UI di FSH che possono essere aumentate, se necessario, di 37,5 o 75 UI ad intervalli di 7 o 14 giorni per ottenereuna risposta adeguata ma non eccessiva. Adattare il trattamento in base alla risposta individuale della paziente, che va valutata misurandole dimensioni del follicolo mediante esame ecografico e/o mediante ildosaggio degli estrogeni. La dose massima giornaliera non supera generalmente 225 UI di FSH. Se la paziente non risponde adeguatamente dopo4 settimane di trattamento il ciclo di terapia deve essere interrotto; la paziente dovra' essere sottoposta a ulteriori accertamenti, al termine dei quali potra' iniziare il ciclo terapeutico seguente con una dose superiore a quella del ciclo precedentemente interrotto. Una volta ottenuta la risposta ottimale, 24-48 ore dopo l'ultima iniezione di prodotto e' necessario somministrare 250 mcg di r-hCG o da 5.000 a 10.000 UI di hCG in unica somministrazione. E' preferibile che la paziente abbia rapporti sessuali a scopo procreativo sia il giorno della somministrazione di hCG sia quello successivo. In alternativa, potra' essere eseguita una inseminazione intrauterina (IUI). Se si ottiene una risposta eccessiva, interrompere il trattamento con il farmaco e rinunciare alla somministrazione di hCG. Nel ciclo successivo riprendere il trattamento con una dose piu' bassa. Donne sottoposte a stimolazione ovarica per lo sviluppo follicolare multiplo che precede la fertilizzazione in vitro o altre tecniche di riproduzione assistita: il regime comunemente adottato nella superovulazione prevede la somministrazione di150-225 UI del farmaco al giorno iniziando il II o III giorno del ciclo. Continuare il trattamento finche' non viene raggiunto un adeguato sviluppo follicolare adattando la dose in base alla risposta della paziente fino ad un massimo generalmente di 450 UI al giorno. In genere un adeguato sviluppo follicolare viene raggiunto intorno al decimo giorno di trattamento. Per indurre la maturazione follicolare finale, somministrare 250 mcg di r-hCG o 5.000 UI fino a 10.000 UI di hCG, in unica somministrazione, 24-48 ore dopo l'ultima somministrazione del prodotto. Comunemente si provoca una soppressione ipofisaria (down-regulation) con un GnRH al fine di sopprimere il picco dell'LH endogeno e di controllarne la secrezione tonica. Lo schema di trattamento piu' comuneprevede l'utilizzo del medicinale circa 2 settimane dopo l'inizio della terapia con l'agonista, continuando entrambi i trattamenti fino al raggiungimento di un adeguato sviluppo follicolare. La dose viene poi aggiustata secondo la risposta ovarica. In genere la percentuale di successi rimane stabile durante i primi quattro tentativi, per poi diminuire successivamente in maniera graduale. Donne con anovulazione dovuta a grave insufficienza di LH ed FSH: l'obiettivo della terapia con ilfarmaco in associazione alla lutropina alfa e' lo sviluppo di un singolo follicolo di Graaf maturo dal quale verra' liberato l'ovocita dopola somministrazione di hCG. Somministrare il medicinale con iniezionigiornaliere contemporaneamente a lutropina alfa. Poiche' tali pazienti sono amenorroiche ed hanno una bassa secrezione endogena di estrogeni, il trattamento puo' iniziare in qualsiasi giorno. Uno schema posologico raccomandato comincia con 75 UI di lutropina alfa al giorno e 75-150 UI di FSH. Adattare il trattamento in base alla risposta individuale della paziente, che va valutata misurando le dimensioni del follicolo mediante esame ecografico e mediante il dosaggio degli estrogeni. Se si ritiene opportuno un aumento della dose di FSH, l'adattamento deldosaggio dovra' essere effettuato preferibilmente con incrementi di 37,5 UI-75 UI ad intervalli di 7-14 giorni. La durata della stimolazione di un ciclo puo' essere estesa fino a 5 settimane. Una volta ottenuta la risposta ottimale, 24-48 ore dopo l'ultima iniezione del farmaco e lutropina alfa, somministrare 250 mcg di r-hCG o da 5.000 a 10.000 UI di hCG in dose unica. Si raccomanda alla paziente di avere rapporti sessuali a scopi procreativi il giorno della somministrazione dell'hCGe il giorno successivo. In alternativa, puo' essere eseguita una IUI.Al fine di evitare una insufficienza precoce del corpo luteo dopo l'ovulazione, dovuta alla carenza di LH/hCG, valutare l'opportunita' di un supporto della fase luteale. In caso di risposta eccessiva, interrompere il trattamento e non somministrare l'hCG. Nel ciclo successivo, riprendere il trattamento con dosaggi di FSH piu' bassi rispetto al ciclo precedente. Uomini con ipogonadismo ipogonadotropo: somministrare il prodotto ad una dose di 150 UI tre volte la settimana, in associazione con l'hCG, per almeno 4 mesi. Se dopo tale periodo il paziente non risponde, il trattamento combinato puo' continuare; il trattamento peralmeno 18 mesi puo' essere necessario per indurre la spermatogenesi. Non esistono indicazioni per un uso nella popolazione anziana o pediatrica. La sicurezza e l'efficacia nei pazienti anziani non sono state stabilite. La sicurezza, l'efficacia e la farmacocinetica del farmaco nei pazienti con compromissione renale o epatica non sono state stabilite. Uso sottocutaneo. Effettuare la prima iniezione sotto diretta supervisione medica. L'autosomministrazione deve essere effettuata unicamente da pazienti ben motivati, opportunamente addestrati e che abbiano la possibilita' di consultare un esperto. Non usare lo stesso sito di iniezione in giorni consecutivi. Usare ogni flaconcino ricostituito per un solo paziente.

CONSERVAZIONE

Prima della ricostituzione, non conservare a temperatura superiore a 25 gradi C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Dopo la ricostituzione, non conservare a temperatura superiore a 25 gradi C. Non congelare. Conservare nel contenitore originale per proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE

Nelle donne, l'uso sicuro ed efficace del farmaco prevede il monitoraggio della risposta ovarica tramite ecografia, associata preferibilmente al dosaggio dei livelli sierici di estradiolo, eseguiti regolarmente. Puo' verificarsi un certo grado di variabilita' individuale nella risposta all'FSH, e in alcuni pazienti la risposta puo' essere scarsa, in altri eccessiva. Sia nelle donne che negli uomini, usare la dose minima efficace in relazione agli obiettivi del trattamento. Controllarei pazienti affetti da porfiria o con familiarita' per porfiria. L'aggravamento o l'insorgenza di questa condizione puo' richiedere l'interruzione della terapia. Nelle donne, prima di iniziare il trattamento deve essere adeguatamente studiata l'infertilita' di coppia e devono essere valutate eventuali controindicazioni per la gravidanza. Le pazienti che si sottopongono a stimolazione della crescita follicolare come trattamento dell'infertilita' anovulatoria o per tecniche di riproduzione assistita, possono sviluppare ingrossamento ovarico o iperstimolazione. L'aderenza alla dose raccomandata, alle modalita' di somministrazione ed un attento monitoraggio della terapia minimizzeranno l'incidenza di tali eventi. Per l'interpretazione esatta degli indici dello sviluppo e della maturazione follicolare, il medico deve essere specializzato nella loro interpretazione. Se si ritiene opportuno un aumento della dose di FSH, l'adattamento del dosaggio dovra' essere effettuato preferibilmente con incrementi di 37,5-75 UI ad intervalli di 7-14 giorni. Non e' stata eseguita una comparazione diretta tra il prodotto/LH e hMG. Un certo grado di ingrossamento ovarico e' un effetto atteso della stimolazione ovarica controllata. E' piu' comune nelle donne con sindrome dell'ovaio policistico e regredisce, in genere, senza alcun trattamento. Al contrario dell'ingrossamento ovarico privo di complicazioni, OHSS e' una condizione che puo' manifestarsi con diversi gradi digravita'. Essa comprende un ingrossamento ovarico marcato, alti livelli sierici di ormoni steroidei e un incremento della permeabilita' vascolare che puo' evolversi in un accumulo di liquidi nel peritoneo, nella pleure e, raramente, nelle cavita' pericardiache. In casi gravi di OHSS puo' essere osservata la seguente sintomatologia: dolore addominale, distensione addominale, ingrossamento ovarico di grado severo, aumento di peso, dispnea, oliguria e sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito e diarrea. La valutazione clinica puo' rivelare ipovolemia,emoconcentrazione, sbilancio elettrolitico, ascite, emoperitoneo, versamenti pleurici o idrotorace, insufficienza polmonare acuta. Molto raramente, una severa OHSS puo' essere complicata da torsione ovarica o eventi tromboembolici come embolia polmonare, ictus ischemico o infarto del miocardio. L'aderenza alla dose e al regime terapeutico raccomandati puo' ridurre al minimo il rischio di iperstimolazione ovarica. Siraccomandano il monitoraggio ecografico dei cicli di stimolazione e la determinazione dei livelli di estradiolo per identificare tempestivamente i fattori di rischio. Le evidenze suggeriscono che l'hCG svolga un ruolo chiave nell'induzione dell'OHSS e che la sindrome possa essere piu' grave e protratta in caso di gravidanza. In presenza di segni di iperstimolazione ovarica si raccomanda di astenersi dalla somministrazione di hCG e di istruire la paziente ad astenersi dai rapporti sessuali o a usare metodi barriera di contraccezione per almeno 4 giorni. L'OHSS puo' evolversi rapidamente (entro le 24 ore) o nell'arco di diversi giorni e diventare un evento clinico serio. Le pazienti devono essere tenute sotto controllo per almeno due settimane dopo la somministrazione di hCG. Nella ART, l'aspirazione di tutti i follicoli prima dell'ovulazione puo' evitare il verificarsi di iperstimolazione. La OHSSlieve o moderata regredisce in genere spontaneamente. Se si verifica una OHSS grave si raccomanda di sospendere il trattamento con gonadotropine, se ancora in corso, ricoverare la paziente e iniziare la terapia appropriata. Nelle pazienti che si sottopongono ad induzione dell'ovulazione, l'incidenza di gravidanze multiple e' aumentata rispetto ai concepimenti naturali. La maggior parte dei concepimenti multipli sonogemellari. La gravidanza multipla comporta un aumento del rischio di esiti avversi materni e perinatali. Per minimizzare il rischio di gravidanze multiple, si raccomanda un attento monitoraggio della risposta ovarica. Nelle pazienti sottoposte a tecniche di riproduzione assistita il rischio di gravidanze multiple e' correlato principalmente al numero di embrioni trasferiti, alla loro qualita' e all'eta' della paziente. Prima di iniziare il trattamento le pazienti devono essere informate del rischio potenziale di nascite multiple. L'incidenza di interruzione della gravidanza per aborto spontaneo prima o dopo il primo trimestre e' maggiore nelle pazienti che si sottopongono a stimolazione dello sviluppo follicolare per indurre l'ovulazione o per le ART rispettoa quanto avviene dopo un concepimento naturale. Le donne con storia di precedenti disturbi alle tube sono a rischio di gravidanze ectopiche, sia se la gravidanza e' ottenuta con concepimento spontaneo che con trattamenti per l'infertilita'. Dopo le ART e' stata riportata una prevalenza di gravidanze ectopiche maggiore rispetto alla popolazione generale. Sono stati segnalati casi di neoplasie, sia benigne che maligne, dell'ovaio o altre neoplasie dell'apparato riproduttivo in donne sottoposte a ripetuti cicli di terapia per il trattamento dell'infertilita'. Non e' stato ancora stabilito se il trattamento con gonadotropine incrementi o meno il rischio di questi tumori nelle donne infertili. La prevalenza di malformazioni congenite a seguito di ART puo' essere leggermente superiore rispetto ai concepimenti naturali. Cio' si pensa sia dovuto a differenti caratteristiche dei genitori ed alle gravidanze multiple. Nelle donne con malattia tromboembolica recente o in corsoo nelle donne che presentano fattori di rischio per eventi tromboembolici generalmente riconosciuti, sia personali che familiari, il trattamento con gonadotropine puo' ulteriormente aumentare il rischio di peggioramento o di comparsa di tali eventi. In tali pazienti deve essere valutato il beneficio della somministrazione di gonadotropine in rapporto al rischio. La gravidanza stessa e la OHSS inducono un incremento del rischio di eventi tromboembolici. Negli uomini, tassi endogeni elevati di FSH sono indicativi di insufficienza testicolare primitiva. Tali pazienti non rispondono alla terapia con il prodotto/hCG. Non usarequando non e' possibile ottenere una risposta efficace. Si raccomandal'analisi del liquido seminale 4-6 mesi dopo l'inizio del trattamento. Il farmaco contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose.

INTERAZIONI

La co-somministrazione con altri medicinali stimolanti l'ovulazione (es. hCG, clomifene citrato) puo' determinare un potenziamento della risposta follicolare, mentre la co-somministrazione di un medicinale GnRH agonista o antagonista, determinando desensibilizzazione ipofisaria,puo' richiedere un aumento della dose di prodotto necessaria per ottenere una adeguata risposta ovarica. Non sono state segnalate altre interazioni clinicamente significative con altri medicinali durante la terapia con il prodotto.

EFFETTI INDESIDERATI

Frequenza reazioni avverse: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000). Trattamento nelle donne. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: reazioni di ipersensibilita' da lievi a gravi, comprendenti reazioni anafilattiche e shock. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea. Patologie vascolari. Molto raro: tromboembolia (sia in associazione, sia indipendente dalla OHSS). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: esacerbazione o peggioramento dell'asma. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, distensione addominale, fastidio addominale, nausea, vomito, diarrea. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comune: cisti ovariche; comune: OHSS lieve o moderata (con la sintomatologia associata); non comune: OHSS grave (con la sintomatologia associata); raro: complicanze della OHSS grave. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: reazioni della sede di iniezione (ad es. dolore, eritema, ematoma, gonfiore e/o irritazione della sede di iniezione). Trattamento negli uomini. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: reazioni di ipersensibilita' da lievi a gravi, comprendenti reazioni anafilattiche e shock. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: esacerbazione opeggioramento dell'asma. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: acne. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: ginecomastia, varicocele. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: reazioni dellasede di iniezione (ad es. dolore, eritema, ematoma, gonfiore e/o irritazione della sede di iniezione). Esami diagnostici. Comune: aumento di peso. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non vi e' indicazione all'uso durante la gravidanza. I dati relativi a un numero limitato di gravidanze esposte (meno di 300 gravidanze esposte) indicano che follitropina alfa non causa malformazioni o tossicita' fetale/neonatale. Negli studi sugli animali non e' stato osservatoalcun effetto teratogeno. In caso di esposizione durante la gravidanza, i dati clinici non sono sufficienti per escludere un effetto teratogeno del prodotto. Il farmaco non e' indicato durante l'allattamento. Il medicinale e' indicato per il trattamento dell'infertilita'.

Codice: 032392211
Codice EAN:
Codice ATC: G03GA05
  • Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali
  • Ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale
  • Gonadotropine ed altri stimolanti dell'ovulazione
  • Gonadotropine
  • Follitropina alfa
Temperatura di conservazione: non superiore a +25, conservare il prodotto nella confezione originale
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE