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IGVENA EV 1FL 50ML 50G/L+SET

Produttore: KEDRION SPA
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

IG VENA 50 G/L SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline, umane normali, per somministrazione endovascolare.

PRINCIPI ATTIVI

Immunoglobulina umana normale (IVIg). Un ml di soluzione contiene: immunoglobulina umana normale 50 mg (purezza: almeno il 95% di IgG). Un flaconcino da 20 ml contiene: 1 g di immunoglobulina umana normale. Unflaconcino da 50 ml contiene: 2,5 g di immunoglobulina umana normale.Un flaconcino da 100 ml contiene: 5 g di immunoglobulina umana normale Un flaconcino da 200 ml contiene: 10 g di immunoglobulina umana normale Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi): IgG 1 62,1% IgG 2 34,8% IgG 3 2,5% IgG 4 0,6% Il contenuto massimo di IgA e' 50 microgrammi/ml. Prodotto da plasma di donatori umani.

ECCIPIENTI

Maltosio. Acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in: sindromi da immunodeficienza primaria (PID) con produzione di anticorpi compromessa; immunodeficienza secondaria (SID) in pazienti che soffrono di infezioni gravi o ricorrenti, trattamento antimicrobico inefficace e insufficienza anticorpale specifica comprovata (PSAF) o livello sierico di IgG < 4 g/l. PSAF= mancato innalzamento di almeno 2 volte del titolo di anticorpi IgG in risposta al vaccino antipneumococcico con antigene polisaccaridico e polipeptidico. Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in: trombocitopenia immune primaria (ITP), in pazienti ad alto rischio di sanguinamenti o prima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica; sindrome di Guillain Barre'; malattia di Kawasaki (in combinazione con acido acetilsalicilico); poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP); neuropatia motoria multifocale (MMN).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo (immunoglobuline umane) o ad unoqualsiasi degli eccipienti. Pazienti con deficienza selettiva di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti IgA, in quanto la somministrazionedi un prodotto contenente IgA puo' provocare anafilassi.

POSOLOGIA

La terapia sostitutiva deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico con esperienza nel trattamento dell'immunodeficienza. Posologia. La dose e lo schema posologico dipendono dall'indicazione. La dose deve essere personalizzata per ogni paziente in base alla risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo puo' richiedere un adattamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso. I seguenti schemi posologici possono essere usati come riferimento. Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria. Il regime posologico deveindurre il raggiungimento di un livello base di IgG (misurato prima della successiva infusione) di almeno 6 g/L o entro il normale intervallo di riferimento per l'eta' della popolazione. Dall'inizio della terapia, sono necessari da 3 a 6 mesi per raggiungere un equilibrio (statostazionario dei livelli di IgG). La dose iniziale raccomandata e' di 0,4 - 0,8 g/kg in unica somministrazione seguiti da almeno 0,2 g/kg somministrati ogni 3-4 settimane. La dose richiesta per raggiungere un livello base di 6 g/L di IgG e' nell'ordine di 0,2 - 0,8 g/kg/mese. L'intervallo tra le dosi varia da 3 a 4 settimane dopo che si e' raggiunto lo stato stazionario. I livelli base di IgG devono essere misurati evalutati insieme all'incidenza di infezioni. Puo' essere necessario aumentare la dose e raggiungere livelli base piu' elevati per ridurre la frequenza di infezioni batteriche. Immunodeficienze secondarie. La dose raccomandata e' 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane. I livelli base di IgG devono essere misurati e valutati insieme all'incidenza dell'infezione. La dose deve essere aggiustata al bisogno per ottenere una protezione ottimale contro le infezioni, un aumento puo' essere necessario in pazienti con infezione persistente; una diminuzione della dosepuo' essere presa in considerazione quando il paziente rimane privo di infezione. Trombocitopenia immune primaria. Esistono due schemi di trattamento alternativi: 0,8 - 1 g/kg somministrati il giorno 1; questadose puo' essere ripetuta una volta entro 3 giorni; 0,4 g/kg al giorno per 2 - 5 giorni. Il trattamento puo' essere ripetuto in caso di ricadute. Sindrome di Guillain Barre' 0,4 g/kg/die per 5 giorni (possibile ripetizione del dosaggio in caso di recidiva). Malattia di Kawasaki 2,0 g/kg devono essere somministrati in dose singola. I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico. Polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP). Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2-5 giorni consecutivi. Dosi di mantenimento: 1g/kg in 1-2 giorni consecutivi ogni 3 settimane. L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto del trattamento dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto. Se la terapia e' efficace, la sua somministrazione a lungo terminee' a discrezione del medico in base alla risposta del paziente e allarisposta di mantenimento. Il dosaggio e gli intervalli possono dover essere adattati in base al decorso individuale della malattia. Neuropatia motoria multifocale (MMN) Dose iniziale: 2 g/kg somministrati in 2-5 giorni consecutivi. Dosi di mantenimento: 1 g/kg ogni 2-4 settimaneo 2 g/kg ogni 4-8 settimane. L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto del trattamento dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto. Se la terapia e'efficace, la sua somministrazione a lungo termine e' a discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta di mantenimento. Il dosaggio e gli intervalli possono dover essere adattati in base al decorso individuale della malattia. Le dosi raccomandate sono riassunte di seguito. Terapia sostitutiva. Sindromi da immunodeficienzaprimaria. Dose iniziale: 0,4 - 0,8 g/kg. Dose di mantenimento: 0,2 - 0,8 g/kg ogni 3 - 4 settimane. Immunodeficienze secondarie. 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane. Immunomodulazione. Trombocitopenia immune primaria. 0,8 - 1 g/kg oppure 0,4 g/kg/die il giorno 1, possibilmente ripetendo una volta entro 3 giorni per 2 - 5 giorni. Sindrome di Guillain Barrè. 0,4 g/kg/die. Per 5 giorni. Malattia di Kawasaki. 2 g/kg in dose singola, in associazione con acido acetilsalicilico. Poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP). Dose iniziale: 2 g/kg, dose di mantenimento: 1 g/kg. In dosi suddivise in 2 - 5 giorni, ogni 3 settimane in 1 - 2 giorni. Neuropatia motoria multifocale (MMN). Dose iniziale: 2 g/kg in 2 - 5 giorni consecutivi. Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2 - 4 settimane. Dose di mantenimento: 2 g/kg ogni 4 - 8 settimane in 2 - 5 giorni. Popolazione pediatrica. La posologia nei bambini e negli adolescenti (0-18 anni) non e' diversa da quella degli adulti poiche' la posologia per ciascuna indicazione e' data per peso corporeo e aggiustata in base all'esito clinico delle suddettecondizioni. Insufficienza epatica Non ci sono evidenze per richiedereun adeguamento della dose. Insufficienza renale. Nessun adeguamento della dose se non clinicamente giustificato. Anziani. Nessun adeguamento della dose se non clinicamente giustificato. CIDP. A causa della rarita' della malattia e, conseguentemente, dell'esiguo numero complessivo di pazienti, l'esperienza nell'utilizzo di immunoglobuline endovenose in bambini affetti da CIDP e' limitata; pertanto, sono disponibili solo dati di letteratura. Tuttavia, i dati pubblicati sono concordi neldimostrare che il trattamento con IVIg e' ugualmente efficace nell'adulto e nel bambino, in linea con quanto avviene per le indicazioni riconosciute per le IVIg. Modo di somministrazione Uso endovenoso. L'immunoglobulina umana normale deve essere infusa per via endovenosa ad unavelocita' iniziale di 0,46 - 0,92 ml/kg/h (10 - 20 gocce al minuto) per 20 - 30 minuti. In caso di reazione avversa, e' necessario ridurre la velocita' di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocita' di somministrazione puo' essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/h (40 gocce/minuto). Nei pazienti affetti da PID che tollerano la velocita' di infusione di 0,92 ml/kg/h, la velocita' di somministrazione puo' essere aumentata gradualmente a 2 ml/kg/h, 4 ml/kg/h, fino ad un massimo di 6 ml/kg/h, ogni 20-30 minuti e solo se il paziente tollera bene l'infusione. In generale, il dosaggio e la velocita' di infusione devono essere singolarmente adattati in base alle esigenze del paziente. A seconda del peso corporeo, del dosaggio e dell'insorgenza di reazioni avverse, il paziente puo'non raggiungere la massima velocita' di infusione. In caso di reazione avversa, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e deve essere ripresa applicando la velocita' piu' appropriata per il paziente.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno. Prima dell'utilizzo ed entro la data di scadenza, i flaconcini da 50, 100 e 200 ml possono essere conservati a temperatura ambiente, non superiore ai 25.C, per un massimo di 6 mesi consecutivi. Dopo questo periodo il prodotto deve essere smaltito. In ogni caso, il prodotto non puo' piu' essere riposto in frigorifero se conservato a temperatura ambiente. La data di inizio della conservazione a temperatura ambiente deve essere riportata sulla scatola esterna.Non congelare.

AVVERTENZE

Questo prodotto contiene 100 mg di maltosio per ml come eccipiente. L'interferenza del maltosio con i test della glicemia puo' portare ad una sovrastima dei valori di glucosio e, di conseguenza, ad una non adeguata somministrazione di insulina, che puo' causare uno stato di ipoglicemia con rischio di vita e la morte del paziente. Inoltre, i casi di reale ipoglicemia possono non essere trattati se lo stato ipoglicemico e' mascherato da valori di glucosio falsamente elevati. Per l'insufficienza renale acuta vedere sotto. Questo medicinale contiene circa 3mmol/litro (oppure 69 mg/litro) di sodio. Da tenere in considerazioneper i pazienti che seguono una dieta a regime sodico controllato. Tracciabilita'. Al fine di migliorare la tracciabilita' dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati. Precauzioni per l'uso. Potenziali complicazioni possono essere spesso evitate assicurandosi che i pazienti:non siano sensibili all'immunoglobulina umana normale somministrando all'inizio il prodotto lentamente (velocita' di infusione 0,46 - 0,92 ml/kg/h); siano controllati attentamente per qualunque sintomo duranteil periodo di infusione. In particolare, i pazienti che ricevono per la prima volta immunoglobulina umana normale, i pazienti che hanno cambiato tipo di prodotto a base di IVIg e i pazienti per i quali e' trascorso un lungo intervallo di tempo dalla precedente infusione, devono essere controllati in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per individuare potenziali segnali di reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati peralmeno 20 minuti dopo la somministrazione. In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede: una adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di IVIg; il controllo del volume urinario; il controllo del livello di creatinina sierica; di evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa. In caso di reazione avversa, la velocita' disomministrazione deve essere ridotta o l'infusione deve essere interrotta. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravita' della reazione avversa. Reazione all'infusione. Alcune reazioni avverse(ad esempio mal di testa, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, dolore lombare, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocita' di infusione. La velocita' di infusione raccomandata indicata deve essere attentamente seguita. I pazientidevono essere strettamente monitorati e osservati attentamente per qualsiasi sintomo durante il periodo di infusione. Le reazioni avverse possono verificarsi piu' frequentemente; in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta o, in rari casi, quando ilprodotto medicinale a base di immunoglobulina umana normale viene cambiato o nel caso di un lungo intervallo dall'infusione precedente; in pazienti con infezione non trattata o infiammazione cronica Ipersensibilita' Le reazioni di ipersensibilita' sono rare. L'anafilassi puo' svilupparsi in pazienti: con IgA non rilevabili che hanno anticorpi anti-IgA; che hanno tollerato un precedente trattamento con immunoglobulina umana normale. In caso di shock, deve essere eseguito il trattamentomedico standard per lo shock. Tromboembolismo. Esistono evidenze cliniche che dimostrano una relazione tra la somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici come infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso l'ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda chesi presume siano correlati ad un aumento relativo della viscosita' del sangue dovuto ad un elevato afflusso di immunoglobulina in pazienti a rischio. Bisogna essere cauti nella prescrizione e nell'infusione diIVIg in pazienti obesi ed in pazienti con fattori di rischio pre-esistenti per eventi trombotici (come eta' avanzata, ipertensione, diabetemellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici ereditari o acquisiti, pazienti immobilizzati per un periodo prolungato, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosita' del sangue). In pazientia rischio per reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla minima velocita' di infusione e dose praticabili. Insufficienza renale acuta. In pazienti che hanno ricevuto IVIg sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi, i fattori di rischio sono stati identificati ed includono insufficienza renale pre-esistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, somministrazione concomitante di medicinali nefrotossici o eta' superiore a 65 anni. I parametri renali devono essere valutati prima dell'infusione di IVIg, in particolare nei pazienti ritenuti potenzialmente a rischio di sviluppare insufficienza renale acuta, e di nuovo a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, i prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla piu' bassa velocita' di infusione e dose praticabili. In caso di alterazioni della funzione renale deve essere presa in considerazione l'interruzione del trattamento con IVIg. Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono stati messi in relazione con l'uso di molti prodotti medicinali a base di IVIg contenenti vari eccipienti come il saccarosio, il glucosio e il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano un'altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio puo' essere preso in considerazione l'uso di prodotti a base di IVIg che non contengono questi eccipienti. Ig VENA contiene maltosio. Sindrome da meningite asettica (AMS). La sindrome da meningite asettica puo' manifestarsi in combinazione con il trattamento con IVIg. Generalmente la sindrome inizia dopo un periodo che varia da diverse ore a 2 giorni dal trattamento con IVIg. Gli studi sul liquido cerebrospinale spesso sono positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm^3, soprattutto granulociti, e livelli di proteine elevati, fino a diverse centinaia di mg/dl. L'AMS si puo' manifestare piu' frequentemente in associazione con alte dosi di IVIg (2 g/kg). I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono ricevere un esame neurologico completo, compresi gli studi del CSF, per escludere altre cause di meningite. L'interruzione del trattamento con IVIg ha portato alla remissione dell'AMS entro diversi giorni senza conseguenze. Anemia emolitica. I prodottia base di IVIg possono contenere anticorpi gruppo sanguigno-specificiche possono agire come emolisine ed indurre il rivestimento in vivo dei globuli rossi con le immunoglobuline, causando una reazione antiglobulinica diretta positiva (test di Coombs) e, raramente, l'emolisi.

INTERAZIONI

Vaccini a virus vivi attenuati. La somministrazione di immunoglobulina puo' alterare per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3 mesi, l'efficacia dei vaccini a virus vivi attenuati come quelli per il morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo prodotto, deve trascorrere un intervallo di tre mesi prima della vaccinazione con vaccini a virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, questo indebolimento della risposta puo' durare anche fino ad un anno. Quindi nei pazienti che ricevono il vaccino del morbillo deve essere controllato il livello degli anticorpi. Diuretici dell'ansa. Evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa. Test della glicemia. Alcuni sistemi di misurazione della glicemia (per esempio, quelli basati sullaglucosio deidrogenasi pirrolochinolina chinone (GDH-PQQ) o sul metodocolorimetrico della glucosio-ossidoreduttasi) riconoscono falsamente il maltosio (100 mg/ml) contenuto in Ig VENA come glucosio. Questo puo' risultare in una lettura di valori di glicemia falsamente elevati durante l'infusione e per un periodo di circa 15 ore successivamente alla fine dell'infusione e, conseguentemente, in una inadeguata somministrazione di insulina, causando un pericolo di vita o addirittura una fatale ipoglicemia. Inoltre, casi di reale ipoglicemia possono non essere trattati se lo stato ipoglicemico e' mascherato da valori di glucosio falsamente elevati. Di conseguenza, durante la somministrazione di Ig VENA o di altri prodotti parenterali contenenti maltosio, la misurazione della glicemia deve essere fatta con metodi glucosio-specifici. Le istruzioni d'uso del sistema per la misurazione della glicemia, incluse quelle delle strisce reattive, devono essere attentamente controllate per stabilire se il sistema e' appropriato per l'utilizzo nei pazienti trattati con prodotti parenterali contenenti maltosio. Qualora cifossero dubbi, contattare il produttore del sistema di misurazione per determinare l'appropriatezza d'impiego in concomitanza d'uso di prodotti parenterali contenenti maltosio. Popolazione pediatrica. Sebbene non siano stati condotti studi specifici d'interazione nella popolazione pediatrica, non si attendono differenze rispetto ai pazienti adulti.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse causate dalleimmunoglobuline umane normali (in frequenza decrescente) comprendono:brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgie, calo della pressione del sangue e dolore lombare di moderata intensita'; reazioni emolitiche reversibili; specialmente in quei pazienti con gruppi sanguigni A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede trasfusione; (raramente) un improvviso calo della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilita' alla precedente somministrazione; (raramente) reazioni cutanee transitorie (incluso lupus eritematoso cutaneo; frequenza non nota); (molto raramente) reazioni tromboemboliche come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda; casi di meningite asettica reversibile; casi di aumento del livello di creatinina sierica e/o insorgenza di insufficienza renale acuta; casi di danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI). La sicurezza del farmaco e' stata valutata in quattro studi clinici, durante i quali e' stato somministrato un totale di 1189 infusioni. Lo studio sulla CIDP ha coinvolto 24 pazienti con Poliradicoloneuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante (CIDP), che hanno ricevuto il medicinale per un totale di 840 infusioni somministrate. Nello studio clinico sulla PID, sono stati reclutati 16 pazienti con Immunodeficienza Primaria (PID), i quali hanno ricevuto un totale di 145 infusioni. Lo studio sulla ITP ha interessato 15 soggetti con Trombocitopenia Immune Primaria (ITP), per un totale di 80 infusioni somministrate. Nello studio su ID/ITP, 43 pazienti affetti da Immunodeficienza (ID) o Trombocitopenia Immune Primaria (ITP) sono stati arruolati ed hanno ricevuto un totale di 124 infusioni. Elenco delle Reazioni Avverse. Di seguito sono state stilate in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e livello termine preferito). Sotto sono presentate le reazioni avverse avvenute durante gli studi clinici e sono presentate le reazioni avverse segnalate nell'esperienza post-marketing. Le frequenze sono state valutate sulla base delle seguenti convenzioni: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1,000, <1/100); raro (>=1/10,000, <1/1,000) e molto raro (<1/10,000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Le frequenze degli effetti indesiderati osservati negli studi clinici si basano sulla percentuale rispetto al numero di infusioni (numero totale di infusioni: 1189). Le reazioni avverse derivate dall'utilizzodel farmaco dopo l'immissione in commercio sono elencate con frequenza non nota , dal momento che queste reazioni sono riportate spontaneamente e provengono da una popolazione di dimensione non nota e non e' possibile stimare realisticamente la loro frequenza. Fonte della banca dati sulla sicurezza (ad esempio, da studi clinici, studi di sicurezzapost-autorizzazione e/o segnalazioni spontanee). Terapia sostitutiva.Sindromi da immunodeficienza primaria. Dose iniziale: 0,4 - 0,8 g/kg.Dose di mantenimento: 0,2 - 0,8 g/kg ogni 3 - 4 settimane. Immunodeficienze secondarie. 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane. Immunomodulazione. Trombocitopenia immune primaria. 0,8 - 1 g/kg oppure 0,4 g/kg/dieil giorno 1, possibilmente ripetendo una volta entro 3 giorni per 2 -5 giorni. Sindrome di Guillain Barrè. 0,4 g/kg/die. Per 5 giorni. Malattia di Kawasaki. 2 g/kg in dose singola, in associazione con acido acetilsalicilico. Poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP). Dose iniziale: 2 g/kg, dose di mantenimento: 1 g/kg. In dosi suddivise in 2 - 5 giorni, ogni 3 settimane in 1 - 2 giorni. Neuropatia motoria multifocale (MMN). Dose iniziale: 2 g/kg in 2 - 5 giorni consecutivi. Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2 - 4 settimane. Dose di mantenimento: 2 g/kg ogni 4 - 8 settimane in 2 - 5 giorni. Popolazione pediatrica. Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravita' delle reazioni avverse nei bambini siano uguali a quelle negli adulti.Una glicosuria transitoria e' stata osservata dopo somministrazione del medicinale. Questo evento potrebbe essere dovuto al maltosio contenuto nel farmaco ed alla diversa capacita' dei tubuli renali di riassorbire il glucosio, che e' un meccanismo eta'-dipendente. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avversesospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto disegnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazione-avversa

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. La sicurezza d'uso di questo medicinale durante la gravidanza umana non e' stata stabilita in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela in donne gravide o in madri che allattano. E' stato dimostrato che i prodotti a base di IVIg attraversano la placenta in modo crescente durante il terzo trimestre di gravidanza. L'esperienza clinica con le immunoglobuline indica che non sono da aspettarsi effetti dannosi sul decorso della gravidanza o sul feto e sul neonato. Allattamento. Le immunoglobuline sono escrete nel latte umano. Non sono previsti effetti negativi su neonati/bambini allattati al seno. Fertilita'. L'esperienza clinica con le immunoglobulinesuggerisce che non si devono attendere effetti dannosi sulla fertilita'.

Codice: 025266154
Codice EAN:
Codice ATC: J06BA02
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Sieri immuni ed immunoglobuline
  • Immunoglobuline
  • Immunoglobulina umana normale
  • Immunoglobuline umane normali per somministr. intravascolare
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi, al riparo dalla luce, non congelare
Forma farmaceutica: SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE