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IMUKIN SC 6F 2X1000000UI

Produttore: CLINIGEN HEALTHCARE B.V.
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

IMUKIN 2 X 10^6 UI (0,1 MG) SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Immunostimolanti, citochine ed immunomodulatori.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni flaconcino (0,5 mL) contiene 2 x 10^6 UI (0,1 mg) di interferonegamma-1b ricombinante umano. L'interferone gamma-1b e' prodotto in unsistema di espressione di E. coli.

ECCIPIENTI

D-mannitolo, succinato disodico esaidrato, polisorbato 20, acido succinico, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Il medicinale e' indicato per la riduzione della frequenza di infezioni gravi nei pazienti affetti da malattia granulomatosa cronica (CGD).Il farmaco e' indicato per la riduzione della frequenza di infezioni gravi nei pazienti affetti da osteopetrosi grave, maligna.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo (interferone gamma-1b) o ipersensibilita' nota ad interferoni strutturalmente simili o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA

Posologia. La dose raccomandata del medicinale nel trattamento di pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna e' 50 mcg/m^2 nei pazienti la cui superficie corporea e' superiore a 0,5 m^2 e di 1,5 mcg/kg/dose in pazienti con superficie corporea uguale o inferiore a 0,5 m^2. Il volume effettivo prelevato deve essere controllato prima dell'iniezione. Le iniezioni devono essere effettuate per via sottocutanea,preferibilmente la sera, tre volte alla settimana (per es. Lunedi', Mercoledi' e Venerdi'). Le aree ottimali per l'iniezione sono i deltoidi destro e sinistro e la parte anteriore della coscia. Il medicinale puo' essere somministrato da un medico, da un infermiere, da un membro della famiglia o dal paziente stesso adeguatamente istruiti sulle modalita' di iniezione per via sottocutanea. Benche' la dose ottimale del farmaco non sia stata ancora stabilita, sono sconsigliate dosi superiori a quelle sopraindicate. La sicurezza e l'efficacia di dosi del medicinale superiori o inferiori alla dose raccomandata di 50 mcg/m^2 non sono state stabilite. In caso di gravi reazioni, il dosaggio deve essere modificato (riduzione del 50%) oppure la terapia deve essere sospesa fino alla scomparsa delle reazioni avverse. Popolazione pediatrica. L'esperienza sull'uso del farmaco nei bambini e' limitata. Modo di somministrazione. Il medicinale e' per uso sottocutaneo.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare.

AVVERTENZE

L'uso del medicinale non esclude la necessita' di una copertura antimicrobica aggiuntiva che puo' essere necessaria per la gestione della CGD. Nello studio clinico principale di efficacia la maggior parte dei pazienti era in trattamento antimicrobico profilattico. Pazienti con cardiopatie preesistenti possono manifestare un peggioramento acuto, a spontanea risoluzione, delle loro condizioni cardiache a dosaggi di 250 mcg/m^2/die o superiori, come osservato nei primi studi clinici, sebbene non sia stato dimostrato un effetto cardiotossico diretto. Si deve prestare attenzione quando si trattano pazienti con disturbi convulsivi noti e/o compromessa funzionalita' del sistema nervoso centrale. Pazienti con grave insufficienza epatica o renale devono essere trattati con cautela, poiche' esiste in tali pazienti la possibilita' di accumulo di interferone gamma-1b. Durante la terapia con il medicinale e' stato osservato un aumento di AST e/o ALT (fino a 25 volte). L'incidenza sembrava essere maggiore in pazienti di eta' inferiore a 1 anno, avendo 6 bambini su 10 sviluppato elevati livelli enzimatici, rispetto ai bambini di eta' maggiore. In un caso cio' si e' verificato fin dal settimo giorno dopo l'inizio della terapia. Il trattamento con il medicinale e' stato interrotto in tutti e 6 i pazienti e ripreso in 4 ad undosaggio ridotto. I valori di transaminasi epatiche sono tornati ai livelli iniziali in tutti i pazienti e non sono risaliti alla ripresa della somministrazione tranne in un paziente. Nei pazienti affetti da insufficienza epatica deve essere osservata particolare cautela. Durante la terapia con il farmaco sono state osservate neutropenia e trombocitopenia reversibili che possono essere gravi e correlate alla dose. Si deve prestare particolare attenzione quando si somministra il medicinale a pazienti con mielosoppressione. La somministrazione contemporanea di interferone gamma-1b con altre preparazioni di proteine siericheeterologhe o preparati immunologici (per es. vaccini) deve essere evitata per il rischio di inattesa risposta immunitaria amplificata. Oltre agli esami normalmente richiesti per il monitoraggio di pazienti conCGD o osteopetrosi grave, maligna, prima dell'inizio della terapia con il medicinale e a scadenze appropriate durante il periodo di trattamento devono essere effettuati i seguenti esami: esami ematologici, inclusa la conta ematica completa, conta differenziale e piastrinica; esami ematochimici, inclusi test di funzionalita' renale ed epatica; analisi delle urine. L'interferone gamma-1b e' una proteina esogena che durante il trattamento puo' portare all'induzione di anticorpi. Fino ad oggi la somministrazione del farmaco in pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna alle dosi raccomandate non sembra essere associata al rischio significativo di induzione di anticorpi neutralizzantiverso l'interferone gamma-1b. Il tappo del flaconcino di vetro con ilmedicinale contiene gomma naturale (un derivato del lattice) che puo'causare reazioni allergiche. Sulla base delle informazioni disponibili, non si puo' escludere che la presenza di livelli piu' alti di interferone gamma-1b possa ridurre la fertilita' sia maschile che femminile.

INTERAZIONI

Il medicinale non riduce l'efficacia degli antibiotici o dei glucocorticoidi nei pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna. Le interazioni farmacologiche rilevate con il farmaco sono simili a quelle osservate con altri interferoni in studi sugli animali. In teoria e'possibile che medicinali epatotossici e/o nefrotossici possano avere effetti sulla clearance del medicinale. Inoltre non sono noti gli effetti di medicinali antinfiammatori, FANS, teofillina, immunosoppressorie citostatici sugli effetti cellulari acuti del farmaco e sui suoi effetti terapeutici nei pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna quando questi medicinali siano somministrati cronicamente in concomitanza. La somministrazione concomitante di preparazioni a base di proteine sieriche eterologhe o di preparazioni immunologiche (ad es. vaccini) puo' aumentare l'immunogenicita' del medicinale. Il farmaco puo' potenzialmente prolungare l'emivita di medicinali somministrati in concomitanza che vengono metabolizzati dal sistema citocromo P-450. L'uso concomitante di medicinali aventi effetti neurotossici (compresi gli effetti sul sistema nervoso centrale), ematotossici, mielo-soppressivi o cardiotossici puo' aumentare la tossicita' degli interferoni in questi sistemi. Popolazione pediatrica. Sono stati effettuati studi d'interazione solo negli adulti.

EFFETTI INDESIDERATI

Descrizione generale. La tossicita' clinica e di laboratorio associata alla terapia con il medicinale somministrato in dosi multiple dipende dalla dose e dallo schema di somministrazione. Gli eventi avversi piu' comuni sono sintomi di tipo influenzale caratterizzati da febbre, cefalea, brividi, mialgia o senso di affaticamento. Le reazioni avversesono state classificate per frequenza utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1,000, < 1/100); raro (>= 1/10,000, < 1/1,000); molto raro (< 1/10,000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine decrescente di gravita'. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: neutropenia, trombocitopenia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: iponatremia, ipoglicemia, ipertrigliceridemia. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione; non nota: stato di confusione, disorientamento, allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Non nota: convulsioni, andatura parkinsoniana, tremore a riposo del Parkinson, disturbo di deambulazione. Patologie cardiache. Non nota: insufficienza cardiaca, infarto miocardico, tachiaritmia, blocco atrioventricolare. Patologie vascolari. Non nota: attacco ischemico transitorio, trombosi venosa profonda, emboliapolmonare, ipotensione, sincope. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: malattia polmonare interstiziale, broncospasmo, tachipnea. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, vomito, diarrea; comune: dolore addominale; non nota: pancreatite (anche con esito fatale), emorragia gastrointestinale. Patologie epatobiliari. Molto comune: aumento degli enzimi epatici; non nota: insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: rash; non nota: (esacerbazione di) dermatomiosite. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: mialgia, artralgia, dolore al dorso; non nota: lupus eritematoso sistemico. Patologie renali e urinarie. Non nota: insufficienza renale (reversibile), proteinuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: febbre, cefalea, brividi, senso di affaticamento, dolore al sito di iniezione; non nota: fastidio toracico. Esami diagnostici. Non nota: positivita' agli autoanticorpi. Poiche' questi eventi non sono stati osservati in studi clinici effettuati in pazienti con CGD o osteopetrosi, ma sono stati riportati in studi effettuati in pazienti con indicazioni e stato di salute molto diversi, non e' possibile fornire una frequenza significativa. Informazioni sulle reazioni avverse di carattere individuale gravi e/o frequenti. La gravita'dei sintomi di tipo influenzale puo' diminuire col proseguimento del trattamento. Alcuni di questi sintomi possono essere ridotti con la somministrazione serale del medicinale. L'acetaminofene (paracetamolo) puo' essere utilizzato per controllare questa sintomatologia. Vomito, nausea, artralgia e sensibilizzazione al sito di iniezione sono stati riscontrati in alcuni pazienti. In alcuni pazienti a seguito dell'iniezione, sono stati riportati rash cutanei transitori, come ad esempio dermatiti, rash maculopapulare, eruzioni cutanee pustolose e vescicolaried eritema al sito di iniezione, ma raramente hanno richiesto la sospensione della terapia. L'inclusione della produzione di autoanticorpi e del lupus eritematoso sistemico e' il risultato di casi riportati inletteratura. Anche la reazione avversa "confusione mentale" e' riportata in letteratura come case report. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasireazione avversa sospetta tramite i sistemi nazionali di segnalazioneall'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. Non vi sono dati adeguati relativi all'uso di interferonegamma-1b in donne in gravidanza. Livelli piu' alti di interferone gamma endogeno sono stati riscontrati in donne che hanno avuto aborti spontanei ripetuti nel primo trimestre rispetto a donne che hanno portatoa termine la gravidanza. Non c'e' alcuna evidenza di rilevanza clinica per il medicinale. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita' riproduttiva. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Il farmaco non deve essere usato durante la gravidanza se non considerato vitale. Allattamento. Non e' noto se interferone gamma-1b siaescreto nel latte materno. A causa della mancanza di dati sugli effetti neonatali, l'allattamento non e' raccomandato. Fertilita'. Sulla base delle informazioni disponibili, non si puo' escludere che la presenza di livelli piu' alti di interferone gamma-1b possa alterare la fertilita' in entrambi i sessi. Gli studi condotti negli animali hanno evidenziato un impatto sulla fertilita' maschile a dosi che non sono considerate adeguate per l'uso nell'uomo. Anche nei pazienti piu' giovani non e' noto l'effetto a lungo termine sulla fertilita'.

Codice: 028138016
Codice EAN:
Codice ATC: L03AB03
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Immunostimolanti
  • Interferoni
  • Interferone gamma
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FIALA