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LUDIOMIL 20CPR RIV 75MG

Produttore: AMDIPHARM LTD
FARMACO DI CLASSE C
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

LUDIOMIL

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Psicoanalettici, antidepressivi, inibitori non-selettivi del reuptakedelle monoamine.

PRINCIPI ATTIVI

Maprotilina cloridrato 50 mg - 75 mg.

ECCIPIENTI

Silice colloidale anidra; calcio fosfato tribasico; lattosio monoidrato; magnesio stearato; acido stearico; talco; amido di frumento; ipromellosa; ferro ossido giallo; ferro ossido rosso; polisorbato-80; titanio diossido.

INDICAZIONI

Depressione endogena. Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiva. Depressione reattiva. Depressione mascherata. Depressione neurotica. Depressione in corso di psicosi schizofreniche. Depressione involutiva. Depressione grave in corso di malattie neurologiche o di altre affezioni organiche.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, sensibilita' crociata ad antidepressivi triciclici. Controindicato anche in pazienti con disturbi convulsivi o abbassamento della soglia convulsiva (es.: per danni al cervello di diversa eziologia, alcolismo); infarto acuto del miocardio; disturbi della conduzione cardiaca, tra cui sindrome congenita del QT lungo; grave insufficienza epatica erenale; glaucoma ad angolo acuto; ritenzione urinaria (es.: dovuta a malattie prostatiche). Intossicazione acuta da alcol, agenti ipnotici o agenti psicotropi. Controindicato nei pazienti in trattamento concomitante con inibitori delle monoamino-ossidasi (MAO).

POSOLOGIA

Durante il trattamento con Ludiomil il paziente deve essere tenuto sotto sorveglianza medica. Il dosaggio raccomandato e' tra 75 e 150 mg die. Sulla base della gravita' dei sintomi, della risposta del pazientee della tollerabilita', la dose giornaliera puo' iniziare con 75 mg (una volta al giorno) e quindi essere gradualmente titolata fino alla dose efficace. Dosi giornaliere oltre i 150 mg non sono raccomandate. Lo schema posologico va determinato individualmente e adattato alle condizioni ed alla risposta del paziente, per esempio aumentando la dose serale e contemporaneamente abbassando quella diurna, oppure, in alternativa, somministrando un'unica dose giornaliera. L'obiettivo e' di raggiungere l'effetto terapeutico utilizzando le dosi minime possibili, particolarmente in pazienti ancora in crescita o in pazienti anziani con un sistema nervoso autonomo instabile, poiche' generalmente questi pazienti sono piu' esposti ad eventi avversi. Anziani (oltre i 60 anni): generalmente sono raccomandati dosaggi piu' bassi sia per la titolazione sia per la dose di mantenimento. Poiche' con le compresse attualmente disponibili e' difficile personalizzare il dosaggio, l'utilizzo del medicinale in questa popolazione non e' raccomandato. La sicurezzae l'efficacia in bambini ed adolescenti non e' stata stabilita. L'usoin questo gruppo di eta' non e' quindi raccomandato. Compromissione epatica: deve essere somministrato con cautela nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata. Non deve essere somministrato in pazienti con insufficienza epatica grave. Compromissione renale: deve essere somministrato con cautela nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata. Non deve essere somministrato in pazienti con insufficienza renale grave. Le compresse rivestite con film devono essere inghiottite intere con una sufficiente quantita' di liquido.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna particolare di condizione di conservazione.

AVVERTENZE

La depressione e' associata ad aumentato rischio di suicidio/eventi correlati. Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissionesignificativa. Controllare i pazienti fino ad avvenuto miglioramento.Altre patologie psichiatriche per le quali e' prescritto possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori si devono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con altre patologie psichiatriche. Laterapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associataad una stretta sorveglianza dei pazienti. I pazienti (o chi si prendecura di loro) devono essere avvertiti della necessita' di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l'insorgenza di comportamento o pensierisuicidari o di cambiamenti comportamentali. Uno studio in cui veniva somministrato come trattamento profilattico per la depressione unipolare ha indicato un aumento del comportamento suicidario del gruppo di pazienti trattati; monitorare i pazienti; l'eventualita' di modificare il regime terapeutico, inclusa l'interruzione del trattamento, deve essere considerata. Al fine di ridurre il rischio di sovradosaggio, le prescrizioni devono essere per i quantitativi minimi di compresse utiliad una buona gestione del paziente. Sono state riportate rare segnalazioni di convulsioni occorse in pazienti con precedenti di convulsionile quali erano state trattate con basse dosi terapeutiche. In alcuni casi i pazienti erano in trattamento concomitante con farmaci noti perabbassare la soglia convulsiva. Il rischio di convulsioni puo' esserediminuito iniziando la terapia con una dose piu' bassa, mantenendo ladose iniziale per 2 settimane per poi incrementarla a piccole dosi, conservando la dose di mantenimento al minimo livello di efficacia, evitando la somministrazione contemporanea di farmaci che abbassano la soglia convulsiva o una rapida riduzione delle benzodiazepine. La terapia elettroconvulsiva concomitante deve essere somministrata solo sotto attento controllo. Gli antiaritmici non devono essere usati in combinazione con il farmaco. Gli effetti anticolinergici della chinidina possono causare un sinergismo dose-correlato. Gli antidepressivi triciclici o tetraciclici possono dare aritmia cardiaca, tachicardia sinusale, prolungamento del tempo di conduzione. Tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e Torsioni di Punta sono state segnalate molto raramente; alcuni di questi casi sono stati fatali. Prestare cautela nei pazienti anziani ed in quelli con disturbi cardiovascolari. In questi pazienti si consiglia di controllare la funzionalita' cardiaca. Un controllo regolare della pressione arteriosa viene consigliato nei pazienti con ipotensione ortostatica. La combinazione con tioridazina puo'causare grave aritmia cardiaca. Puo' quindi essere necessario un aggiustamento della dose. Occasionalmente, in pazienti con schizofrenia intrattamento con antidepressivi triciclici, e' stata osservata l'attivazione di psicosi; considerare questo rischio. Analogamente, in pazienti con disturbi bipolari, in trattamento con antidepressivi triciclicidurante la fase depressiva, sono stati segnalati episodi ipomaniacalio maniacali. In questi casi, e' necessario diminuire il dosaggio o interrompere il trattamento per somministrare un farmaco antipsicotico. Il trattamento concomitante con antipsicotici puo' provocare un innalzamento dei livelli plasmatici di maprotilina, un abbassamento della soglia convulsiva e convulsioni. In pazienti predisposti e anziani, gli antidepressivi triciclici possono provocare psicosi farmacogeniche (deliri); le psicosi scompaiono naturalmente entro pochi giorni dalla sospensione del trattamento. I pazienti devono essere avvisati che la loro risposta ad alcol, barbiturici e altri depressivi del sistema nervoso centrale puo' essere intensificata. Bisogna tenere in considerazionel'eventualita' di un'ipoglicemia in pazienti trattati con il farmaco in concomitanza con sulfaniluree orali o insulina. I pazienti diabetici devono strettamente controllare la glicemia all'inizio o alla fine di un trattamento con il medicinale. Sebbene si siano riscontrati solo isolati casi di alterazione del numero dei globuli bianchi, e' opportuno effettuare periodici controlli della crasi ematica e monitorare l'insorgenza di sintomi quali febbre e mal di gola. Prima di un'anestesiagenerale o locale, avvisare l'anestesista che il paziente e' in trattamento con il farmaco. E' piu' sicuro continuare il trattamento che correre i rischi legati all'interruzione del trattamento prima dell'intervento chirurgico. Durante la terapia a lungo termine e' importante controllare la funzionalita' epatica e renale. Impiegare con cautela neipazienti con una storia di aumento di pressione intraoculare, feocromocitoma, stipsi cronica grave, o precedenti di ritenzione urinaria. Gli antidepressivi triciclici possono esacerbare l'ileo paralitico. Nel caso di stipsi si consiglia di assumere le misure piu' appropriate. Siconsiglia cautela nei pazienti con ipertiroidismo o in trattamento concomitante con medicinali contenenti l'ormone tiroideo in quanto e' prevedibile un'intensificazione degli effetti avversi a carico del cuore. In pazienti trattati a lungo termine con antidepressivi triciclici si e' riscontrato un aumento di carie dentali. Durante una terapia a lungo termine, si consigliano quindi periodici controlli odontoiatrici. La diminuzione della lacrimazione ed il relativo accumulo di secrezioni mucoidi, associati alle proprieta' anticolinergiche degli antidepressivi triciclici, possono danneggiare l'epitelio corneale nei pazienti portatori di lenti a contatto. Ludiomil puo' causare fotosensibilizzazione cutanea. Anche una breve esposizione al sole puo' causare eruzioni cutanee, prurito, arrossamento o scolorimento. In caso di esposizione diretta alla luce solare, i pazienti devono indossare occhiali da sole e proteggersi indossando abbigliamento adeguato. Se viene deciso diinterrompere il trattamento, il dosaggio del farmaco deve essere ridotto il piu' rapidamente possibile, tenendo comunque in considerazione che l'interruzione brusca si associa con la comparsa di determinati sintomi. Un impatto significativo sulla clearance del farmaco e' previsto in pazienti con compromissione epatica. La maprotilina e' controindicata nei pazienti con insufficienza epatica grave. Non utilizzare per il trattamento di pazienti sotto i 18 anni di eta'. Contiene lattosio.

INTERAZIONI

La co-somministrazionedi farmaci che causano il prolungamento dell'intervallo QT puo' aumentare il rischio di aritmie ventricolari, comprese tachicardia ventricolare e torsioni di punta (TdP). Si raccomanda cautela durante la somministrazione di farmaci che prolungano l'intervallo QT, specialmente in pazienti con sottostanti fattori di rischio. Lamaprotilina e' principalmente metabolizzata da CYP2D6, e in qualche misura da CYP1A2. Il CYP2D6 non e' stato riscontrato essere inducibile,ma la co-somministrazione di sostanze note induttrici di CYP1A2 puo' aumentare la formazione di desmetilmaprotilina. L'effetto farmacodinamico complessivo non dovrebbe ridursi, poiche' questo metabolita e' attivo. D'altronde, l'induzione degli enzimi ancora da identificare nelladeattivazione di maprotilina e desmetilmaprotilina puo' accelerare laclearance dei principi attivi e ridurre l'efficacia del farmaco. Un aggiustamento della dose puo' essere necessario in caso di co-somministrazionedi sostanze che inducono i citocromi epatici P450, particolarmente quelli tipicamente coinvolti nel metabolismo degli antidepressivi triciclici come il CYP3A4, CYP2C19 e\o CYP1A2. La co-somministrazione di inibitori del CYP2D6 puo' determinare un aumento della concentrazione di maprotilina fino a circa 3-5 volte, in pazienti classificati, dal punto di vista del polimorfismo genetico, come metabolizzatori rapidi di debrisochina, trasformandoli in soggetti metabolizzatori deboli. La combinazione con tioridazina, inibitore di CYP2D6, puo' causare grave aritmia cardiaca. Puo' quindi essere necessario un aggiustamento della dose. Inibitori MAO Gli Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), come la moclobemide, che sono anche potenti inibitori in vivo di CYP2D6, sono controindicati in concomitanza con il farmaco. Al fine di evitare il rischio di gravi interazioni quali iperpiressia, tremori, convulsioni cloniche generalizzate, delirio e possibile morte, non deve essere somministrato per almeno 14 giorni successivi alla fine del trattamento con un farmaco IMAO. La stessa cautela deve essere osservata quando viene somministrato un IMAO dopo un precedente trattamento con il prodotto. Gli antiaritmici come chinidina e propafenone, che sono potenti inibitori di CYP2D6, non devono essere utilizzati in concomitanza con il farmaco. Gli effetti anticolinergici della chinidina possono causare sinergismi dose-correlati. La co-somministrazione di betabloccanti che sono inibitori di CYP2D6, come il propanololo, puo' causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di maprotilina. In questi casi, e' raccomandato il monitoraggio dei livelli plasmatici e l'aggiustamento della dose. Puo' diminuire o annullare l'effetto antipertensivo degli agenti antiadrenergici quali la guanetidina, betanidina, reserpina, clonidina, alfametildopa. I pazienti che necessitano di un trattamento concomitante per l'ipertensione devono essere trattati con antipertensivi di tipo diverso. Un'interruzione improvvisa di Ludiomil puo' dare luogo ad ipotensione grave. Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) che sono inibitori di CYP2D6, come fluoxetina, fluvoxamina (anche inibitore di CYP3A4, CYP2C19, CYP2C9 e CYP1A2), paroxetina, sertralina o citalopram, possono causare un notevole aumento delle concentrazioni plasmatiche di maprotilina con i conseguenti effetti indesiderati. A causa della lunga emivita di fluoxetina e fluvoxamina, questo effetto puo' essere prolungato. Puo' quindi essere necessario un aggiustamento posologico. Sebbene non sia stato segnalato con il farmaco, la co-somministrazione dell'antagonista del recettore H2, cimetidina (un inibitore di diversi enzimi P450, inclusi il CYP2D6 e CYP3A4) puo' inibire il metabolismo di molti antidepressivi triciclici, dando luogo ad un aumento della loro concentrazione plasmatica ed ad un aumento degli effetti indesiderati (secchezza delle fauci, visione offuscata). Qualora venga somministrato contemporaneamente alla cimetidina, puo' rendersi necessaria una riduzione del dosaggio. La co-somministrazione di terbinafina, un farmaco antimicotico (un potente inibitore del CYP2D6) puo' causare un aumento dei livelli plasmatici di maprotilina. Puo' rendersi necessario l'adeguamento del dosaggio del medicinale. L'esposizione elevata alla maprotilina puo' verificarsi quando si somministra in concomitanza con alcuni farmaci antiretrovirali qualigli inibitori della protasi di HIV con booster di ritonavir che possono inibire il CYPD6. In modo simile, chinino (che inibisce il CYP2D6) e meflochina, non devono essere somministrati contemporaneamente alla maprotilina, in quanto vi puo' essere un aumento del rischio di aritmie. Agenti antidiabetici: la terapia concomitante con sulfaniluree orali o insulina puo' potenziare l'effetto ipoglicemico degli antidiabetici. I pazienti diabetici devono monitorare la glicemia quando iniziano o terminano una terapia con il prodotto. Il trattamento concomitante con antipsicotici puo' provocare un innalzamento dei livelli plasmaticidi maprotilina, un abbassamento della soglia convulsiva e convulsioni. Alcuni antidepressivi triciclici possono potenziare gli effetti anticoagulanti dei cumarinici, probabilmente per inibizione del loro metabolismo o per la riduzione della motilita' intestinale. Non e' dimostrata la capacita' del medicinale di inibire il metabolismo degli anticoagulanti come il warfarin (enantiomero S attivo modificato dal CYP2C9),ma per questa classe di sostanze si raccomanda in ogni caso un attento monitoraggio della protrombina plasmatica. Puo' potenziare gli effetti degli agenti anticolinergici a carico di pupille, sistema nervoso centrale, intestino e vescica. Puo' potenziare gli effetti cardiovascolari degli agenti simpaticomimetici quali adrenalina, noradrenalina, isoprenalina, efedrina, fenilefrina, cosi' come di gocce nasali e anestetici locali. Pertanto si richiede un attento controllo (pressione arteriosa, ritmo cardiaco) ed un attento adattamento posologico. I pazienti in devono essere avvisati che la loro risposta ad alcol, barbituricied altri depressivi del sistema nervoso centrale puo' essere accresciuta. La co-somministrazione con benzodiazepine puo' far aumentare la sedazione. Il metilfenidato puo' innalzare la concentrazione plasmaticadegli antidepressivi triciclici, intensificandone gli effetti. Un aggiustamento posologico puo' quindi essere necessario. Particolare attenzione deve essere posta in caso di concomitante assunzione di disulfiram, in quanto il disulfiram puo' inibire la biotrasformazione degli antidepressivi triciclici, aumentandone i livelli ematici. Non sono stati condotti studi clinici di interazione per la popolazione pediatrica.

EFFETTI INDESIDERATI

Gli effetti indesiderati lievi e transitori scompaiono con la prosecuzione del trattamento o a seguito di una diminuzione del dosaggio. Essi non sono sempre correlati ai livelli plasmatici o alla dose. In casodi effetti indesiderati gravi, ad esempio di natura neurologica o psichiatrica, il trattamento va interrotto. Frequenze effetti indesiderati: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1000); molto raro (< 1/10.000), non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: leucopenia, agranulocitosi, eosinofilia, trombocitopenia. Patologie endocrine. Molto raro: inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: aumento dell'appetito, aumento anormale del peso corporeo. Disturbi psichiatrici. Comune: irrequietezza, ansia, agitazione, mania, ipomania, disturbi della libido, aggressivita', disturbi del sonno, insonnia, incubi, depressione; raro: delirio, stato confusionale, allucinazioni (soprattutto nei pazienti anziani), nervosismo, pensieri/comportamenti suicidari. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: sonnolenza, vertigini, maldi testa, tremore, mioclono; comune: sedazione, compromissione della memoria, difficolta' di concentrazione, parestesia, disartria; raro: convulsioni, acatisia, atassia; molto raro: discinesia, coordinazione anormale, sincope, alterazione del gusto; non nota: disturbi dell'equilibrio. Patologie dell'occhio. Comune: visione offuscata, disturbi dell'accomodazione visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Molto raro: tinnito. Patologie cardiache. Comune: tachicardia sinusale, palpitazioni; raro: aritmia; molto raro: disturbo di conduzione (per es. allargamento del complesso QRS, blocco di branca, modifiche PQ), tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, torsione di punta. Patologie vascolari. Comune: flushing, ipotensione ortostatica. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: alveolite allergica (con o senza eosinofilia), broncospasmo, congestione nasale. Patologie gastrointestinali. Molto comune: secchezza delle fauci; comune: nausea, vomito, disturbi addominali, costipazione; raro: diarrea; moltoraro: stomatite, carie dentale. Patologie epatobiliari. Molto raro: epatite (con o senza ittero). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: dermatite allergica, rash, orticaria, reazioni di fotosensibilita', iperidrosi; molto raro: prurito, vasculite cutanea, alopecia, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, porpora. Patologie del sistema muscoloscheletrico e deltessuto connettivo. Comune: debolezza muscolare. Patologie renali e urinarie. Comune: disturbi della minzione; molto raro: ritenzione urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: disfunzione erettile; molto raro: ipertrofia del seno (ginecomastia), galattorrea; non noto: disfunzione sessuale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: affaticamento; comune: febbre; molto raro: edema locale o generalizzato. Esami diagnostici. Comune: elettrocardiogramma anomalo; raro: aumento della pressione sanguigna, test di funzionalita' epatica anormale; molto raro: elettrocardiogramma anomalo (QT prolungato, allargamento del complesso QRS, blocco di branca, modifiche PQ), elettroencefalogramma anomalo. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Molto raro: caduta. Anche se non sono indicativi di dipendenza, i seguenti sintomi si verificano comunemente dopo la brusca interruzione o la riduzione della dose: nausea, vomito, dolore addominale, diarrea, insonnia, cefalea, nervosismo, ansia, peggioramento della depressione o reiterazione dello stato depressivo sottostante. Studi epidemiologici, condotti principalmente in pazienti in eta' di 50 anni o piu', mostrano un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti trattati con SSRI e antidepressivi triciclici. Segnalare qualsiasi reazione avversa attraverso il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Dagli studi effettuati sugli animali non e' emerso nessun effetto teratogeno o mutageno e nessun segno di fertilita' compromessa o danno alfeto. Tuttavia, non e' stata dimostrata la sicurezza di impiego durante la gravidanza. Casi isolati possono far pensare ad una correlazionetra l'uso del famraco e alcuni effetti collaterali sul feto umano. non deve essere somministrato durante la gravidanza a meno che i benefici non superino chiaramente gli eventuali rischi per il feto. Se lo stato clinico della paziente lo permette, deve essere sospeso almeno 7 settimane prima della data presunta del parto, per evitare eventuali sintomi al bambino, quali dispnea, letargia, irritabilita', tachicardia, ipotonia, convulsioni, ittero e ipotermia. La maprotilina passa attraverso il latte materno. Dopo somministrazione orale di 150 mg al giornoper 5 giorni, la concentrazione nel latte materno supera la concentrazione nel sangue di un fattore da 1.3 a 1.5. Sebbene non vi siano segnalazioni di effetti collaterali sul bambino, le madri in trattamento con Ludiomil non devono allattare. Studi negli animali non hanno mostrato evidenza di compromissione della fertilita'. Non ci sono informazioni sull'effetto di maprotilina sulla fertilita' nell'uomo.

Codice: 023207069
Codice EAN:
Codice ATC: N06AA21
  • Sistema nervoso
  • Psicoanalettici
  • Antidepressivi
  • Inibitori non selettivi della monoamino-ricaptazione
  • Maprotilina
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER