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MORFINA CL MONICO 1F 20MG 1ML

Produttore: MONICO SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA A RICALCO IN TRIPLICE COPIA
Prezzo:

DENOMINAZIONE

MORFINA CLORIDRATO MONICO SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Analgesici.

PRINCIPI ATTIVI

Una fiala da 10 mg/1 ml contiene 10 mg di morfina cloridrato triidrato. Una fiala da 20 mg/1 ml contiene 20 mg di morfina cloridrato triidrato. Una fiala da 50 mg/5 ml contiene 50 mg di morfina cloridrato triidrato. Una fiala da 100 mg/10 ml contiene 100 mg di morfina cloridratotriidrato. Una fiala da 100 mg/5 ml contiene 100 mg di morfina cloridrato triidrato. Una fiala da 200 mg/10 ml contiene 200 mg di morfina cloridrato triidrato.

ECCIPIENTI

Acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Trattamento del dolore da moderato a grave e/o resistente agli altri antidolorifici, in particolare dolore associato a neoplasie, a infartodel miocardio e dopo gli interventi chirurgici. Edema polmonare acuto. La morfina inoltre e' indicata in anestesia generale e loco regionale e nella parto-analgesia epidurale.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o a molecole chimicamente derivate dalla morfina; l'ipersensibilita' verso la morfina e' caratterizzata da rossore al viso, prurito e broncospasmo (la somministrazione potrebbe causare la comparsa di reazioni anafilattiche); tutte le forme diaddome acuto ed ileo paralitico; depressione respiratoria; insufficienza epatocellulare grave; scompenso cardiaco secondario ad affezioni croniche del polmone; traumatismi cranici e in caso di ipertensione endocranica; dopo interventi chirurgici delle vie biliari; durante un attacco di asma bronchiale; stati convulsivi; epilessia non controllata; alcolismo acuto e nel delirium tremens; stati di depressione del sistema nervoso centrale, in particolare quelli indotti da altri farmaci come ipnotici, sedativi, tranquillanti ecc.; in associazione con IMAO, incluso il furazolidone, o dopo meno di 2-3 settimane dalla sospensionedel precedente trattamento; in caso di trattamento con naltrexone; generalmente controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.

POSOLOGIA

Adulti. Nel dolore acuto: per iniezione sottocutanea o intramuscolare, alla dose di 10 mg da ripetere, se necessario, ogni 4 ore; per somministrazione endovenosa: dose iniziale di 2-10 mg/70 kg somministrati in 4-5 minuti. Nel dolore post-operatorio: per iniezione epidurale, unadose di 2-5 mg nella regione lombare fornisce sollievo dal dolore per24 ore; se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare dosi aggiuntive di 1-2 mg ad intervalli sufficienti per valutarne l'efficacia; non superare la dose di 10 mg nelle 24 ore; per infusione continua, si raccomanda una dose iniziale di 2-4 mg in 24 ore; se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare ulteriori dosi aggiuntive di 1-2 mg. Nell'edema polmonare acuto: per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min) fino a 5-10 mg. Nell'infartodel miocardio: per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min) 10 mg seguiti, se necessario, da altri 10 mg. Neonati: somministrazione endovenosain bolo lento: 40-100 mcg /kg in almeno 5-10 minuti, ogni 4-6 ore; per infusione: 25-50 mcg/kg (dose di carico) seguita da 5 mcg/kg/ora in caso di neonati pretermine; 50-100 mcg /kg /dose di carico), seguita da 10-20 mcg/kg/ora in caso di neonati a termine. Bambini fino a 12 anni. Solo in casi particolari di effettiva necessita': somministrazione endovenosa in bolo: 100-200 mcg/kg fino a 6 volte/die; per infusione: dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 mcg /kg/ora. Adolescenti da 12 a 18 anni. Somministrazione endovenosa in bolo: 2,5-10mg fino a 6 volte/die; per infusione, dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 mcg /kg/ora. Anziani o pazienti debilitati. Intali soggetti e' consigliabile una riduzione della dose. Insufficienza epatica e renale- Nei pazienti con insufficienza epatica e/o renale moderata (VFG 10-50 ml/min) si raccomanda una riduzione del dosaggio del 25%; nei pazienti con insufficienza renale severa (VFG < 10 ml/min)la dose deve essere ridotta del 50%. Interruzione della terapia Una sindrome di astinenza puo' essere accelerata se la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta. Pertanto la dose deve essere gradualmente ridotta prima dell'interruzione. Nel caso in cui sia necessario diluire la soluzione contenuta nella fiala e' possibile utilizzare Sodio Cloruro 0,9% (soluzione fisiologica) o Glucosio 5%.

CONSERVAZIONE

Conservare nel contenitore originale in luogo protetto dal calore e al riparo dalla luce.

AVVERTENZE

Somministrare la morfina nei bambini solo in casi particolari e di effettiva necessita' e con cautela nei soggetti anziani e molto anziani o debilitati ed in pazienti affetti da: disturbi cardiaci secondari a patologie polmonari croniche; affezioni organico-cerebrali; insufficienza respiratoria e affezioni polmonari croniche e comunque in tutte lecondizioni ostruttive delle vie respiratorie e in caso di ridotta riserva ventilatoria; coliche renali e biliari; ipertrofia prostatica; mixedema ed ipotiroidismo; epatite acuta ed epatopatie acute; funzionalita' renale e/o epatica ridotta; insufficienza adrenocorticale; stati ipotensivi gravi e shock; rallentamento del transito gastrointestinale e affezioni intestinali di tipo infiammatorio o ostruttivo; miastenia grave; assuefazione agli oppioidi; affezioni cardiovascolari ed aritmie cardiache. La morfina, per il suo effetto analgesico e per la sua azione sul livello di coscienza, sul diametro pupillare e sulla dinamicarespiratoria, puo' rendere difficile la valutazione clinica del paziente ed ostacolare la diagnosi di quadri addominali acuti. Usare la morfina solo nel caso di effettiva necessita' nei bambini, specie nei neonati. Ridurre la dose negli anziani e nei soggetti debilitati. L'iperalgesia che non risponde ad un ulteriore aumento della dose di morfina puo' verificarsi in particolare a dosi elevate. Puo' essere necessariauna riduzione della dose di morfina o una sostituzione dell'oppioide.Inducendo in modo variabile il rilascio di istamina, provoca vasodilatazione e diminuzione della pressione telediastolica. Questo puo' essere vantaggioso nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in seguito a recente infarto miocardico, ma e' un problema con disfunzioni delle valvole aortiche e con i disturbi coronarici di una certa importanza. E' comune la somministrazione di morfina in caso di insufficienza ventricolare sinistra acuta per ridurre il precarico ventricolare per mezzo della vasodilatazione indotta dall'istamina. La somministrazione di morfina, specie se prolungata, determina la comparsa di tolleranza e dipendenza. La tolleranza all'effetto analgesico della morfina si presenta come riduzione progressiva dell'efficacia e della durata dell'analgesia e comporta un aumento del dosaggio. La tolleranza all'inibizione dei centri del respiro si sviluppa parallelamente per cui l'aggiustamento della dose non comporta il rischio di una depressione respiratoria. Contemporaneamente si sviluppa la dipendenza. La tolleranzaai narcotici-analgesici non consegue ad un fenomeno di desensibilizzazione recettoriale, ma e' indice dello sviluppo di meccanismi neurobiologici di segno opposto rispetto a quelli indotti dalla stimolazione dei recettori oppioidi. Lo stabilirsi di meccanismi adattativi ristabilisce l'equilibrio della funzione perturbata dalla ripetuta azione farmacologica della morfina. Il nuovo equilibrio e' sostenuto dalla stimolazione dei recettori micro-oppioidi da parte della morfina e dai meccanismi adattativi messi in essere dall'organismo e perdura fino a che la morfina stimola i recettori micro- oppioidi. In una condizione di tolleranza, l'interruzione della morfina evidenzia l'attivita' funzionale di questi meccanismi, che si rivela in termini di sintomi speculari rispetto agli effetti acuti del narcotico: iperalgesia e dolorabilita'diffusa, diarrea, ipertensione, brividi di freddo, ecc. Questi sintomi costituiscono la "sindrome da astinenza" che dimostra lo sviluppo della dipendenza. I sintomi da astinenza si manifestano entro poche ore dall'assunzione dell'ultima dose, raggiungono l'intensita' massima entro 36 -72h, quindi regrediscono gradualmente. Sintomi nelle prime 24h:irrequietezza, sbadigli, midriasi, lacrimazione, rinorrea, sudorazione ed orripilazione. Poi i sintomi progrediscono e sono aggravati dallacomparsa di fascicolazioni e spasmi muscolari, dolori addominali e alle gambe, lombalgia, cefalea, starnuti, debolezza, ansia, irritabilita', alterazioni del sonno o insonnia, agitazione, anoressia, nausea, vomito, diarrea, disidratazione, perdita di peso, tachicardia, tachipnea, ipertensione, febbre e disturbi vasomotori. Senza trattamento i sintomi di astinenza piu' evidenti scompaiono in 5-14 giorni. Tolleranza edipendenza si sviluppano molto lentamente in clinica, se si somministra la morfina per prevenire l'insorgenza del dolore e non al bisogno. I meccanismi di tossicodipendenza con il "craving" da oppiacei presuppongono una fase di autosomministrazione, cioe' schemi posologici e motivazioni diversi da quelli previsti per il controllo del dolore cronico in clinica. Per cui sono rari i casi di tolleranza di grado elevato e di comportamenti compulsivi di appetizione del farmaco che presuppongono un intervento specialistico. Anche l'eventuale fase di interruzione della terapia con oppiacei, da attuarsi con gradualita', non si accompagna in clinica a complicanze comportamentali; sempre che sia rimossa la causa algogena. Peraltro il rischio di dipendenza esiste, per cui non utilizzare la morfina in stati dolorosi sensibili ad analgesici meno potenti o senza sotto stretta sorveglianza medica. La tolleranza agli effetti farmacologici della morfina si attenua e scompare pochi giorni dopo l'interruzione assieme alla scomparsa dei sintomi di astinenza. La morfina ha un potenziale di abuso simile ad altri oppioidi agonisti forti: con anamnesi di abuso di alcool o di farmaci usarla con particolare cautela. A causa di una possibile associazione tra ACS e l'uso di morfina nei pazienti affetti da SCD trattati con formina durante una crisi vaso- occlusiva, e' necessario uno stretto monitoraggio dei sintomi dell'ACS. Gli analgesici oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. Sintomi dell'insufficienza surrenalica: nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, debolezza, capogiro opressione arteriosa bassa. L'uso a lungo termine di analgesici oppioidi puo' essere associato a una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e aumento della prolattina; sintomi: libido diminuita, impotenza oamenorrea. L'uso concomitante di Morfina cloridrato Monico e medicinali sedativi puo' causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questimedicinali sedativi dovrebbe essere riservata a quei pazienti per i quali non sono possibili opzioni di trattamento alternativo. Se si decide di prescrivere Morfina cloridrato Monico in concomitanza a medicinali sedativi, utilizzare la minor dose efficace e la durata del trattamento dovrebbe essere la piu' breve possibile. Monitorare attentamente tali pazienti per la comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. Informare i pazienti di prestare attenzione alla comparsa di questi sintomi.

INTERAZIONI

La contemporanea somministrazione di altri agenti che deprimono il sistema nervoso centrale, quali alcool o farmaci quali anestetici generali, ipnotici, sedativi, ansiolitici, neurolettici, antidepressivi triciclici, ed antistaminici, puo' potenziare gli effetti della morfina, particolarmente quello di inibizione sulla funzione respiratoria. La morfina, inoltre, puo' ridurre l'azione dei diuretici e potenziare gli effetti degli agenti di blocco neuromuscolare e dei miorilassanti in genere, del dicumarolo e degli altri anticoagulanti orali. I pazienti alrisveglio dall'anestesia sono particolarmente vulnerabili alla depressione respiratoria causata dalla morfina. L'acidosi respiratoria secondaria all'ipercapnia acuta, puo' causare una riattivazione dei miorilassanti a lunga durata al termine dell'anestesia, cui consegue una ulteriore depressione della respirazione. Quanto detto sopra, insieme aglieffetti intrinseci della morfina sull'innervazione motoria efferente dei muscoli respiratori, puo' sfociare in breve tempo in una crisi respiratoria. Nei pazienti emodializzati in terapia con cimetidina e morfina sono stati riportati casi di confusione e grave depressione respiratoria. La morfina, inducendo la liberazione di ormone antidiuretico, riduce l'efficacia dei diuretici; inoltre, causando spasmo dello sfintere della vescica, puo' provocare ritenzione urinaria, in particolare in soggetti con prostatismo precoce. Interazioni potenzialmente utili sono invece quelle con antidepressivi triciclici, aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei, per i quali si ha un potenziamentodegli effetti analgesici che consente una riduzione del dosaggio di morfina. Gli anticonvulsivanti del tipo della carbamazepina possono incrementare l'analgesia e la sedazione indotte dall'oppiaceo nei pazienti in cui il dolore ha una componente neurologica. Nelle nevralgie purela morfina puo' risultare inattiva, cosi' come in alcuni stati dolorosi come la sindrome talamica e le lesioni del midollo spinale. In talicasi risulta utile l'impiego di anticonvulsivanti, antidepressivi e fenotiazine a lunga durata. Associazioni controindicate. Farmaci inibitori delle monoaminoossidasi (compreso il furazolidone). A causa dell'inibizione del Sistema Nervoso Centrale, la cosomministrazione puo' provocare ipotensione e depressione respiratoria. Naltrexone. In caso di cosomministrazione, il paziente puo' risultare insensibile all'effettoantalgico della morfina. Associazioni sconsigliate Alcool. L'alcool incrementa l'effetto sedativo della morfina. L'alterazione della vigilanza puo' rendere pericolosi la guida e l'uso di macchine. L'assunzionedi bevande alcoliche e di farmaci contenenti alcool e' sconsigliata. Associazioni che richiedono particolari precauzioni d'impiego. Medicinali sedativi come benzodiazepine e farmaci correlati. L'uso concomitante di oppioidi e medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, comae morte a causa dell'effetto additivo di depressione del Sistema Nervoso Centrale. La dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate. Rifampicina. La cosomministrazione causa una diminuzione della concentrazione e dell'attivita' della morfina e del suo metabolita attivo. Durante e al termine della terapia con rifampicina occorre tenere sotto osservazione il paziente ed eventualmente procedere ad una modifica della posologia della morfina. Cimetidina ed altri farmaci inibitori del citocromo-P450. Tali farmaci comportano un rallentamento nella degradazione della morfina, determinandone un aumento dellaconcentrazione plasmatica. Associazione da tenere in considerazione. Barbiturici. Altri analgesici morfinici agonisti (alfentanil, codeina,dextromoramide, destropropossifene, diidrocodeina, fentanil, ossicodone, petidina, fenoperidina, remifentanil, sulfentanil, tramadolo). Antitussivi morfino-simili (destrometorfano). Antitussivi morfinici (codeina). Altri farmaci sedativi (neurolettici, antidepressivi, miorilassanti, antistaminici). La cosomministrazione puo' causare un incremento della depressione centrale con aumentato rischio di alterazione dello stato di vigilanza che puo' rendere pericolosa la guida e l'uso di macchinari. Anticoagulanti orali (tra cui il dicumarolo). La morfina puo'potenziarne gli effetti. Diuretici. L'azione diuretica puo' risultareridotta.

EFFETTI INDESIDERATI

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati della morfina, organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Patologie endocrine. La morfina riduce l'increzione del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) conseguente a stress e di gonadoreline. Di conseguenza si ha una diminuzione di produzione di ACTH e di glucocorticoidi, cosi' come di LH, FSH e di steroidi sessuali. La morfina aumenta inoltre l'increzione di prolattina, che puo' accentuare le conseguenze della ridotta produzione di testosterone nel maschio. Infine, puo' aumentare la produzione di ormone antidiuretico (ADH). Disturbi psichiatrici. Sono possibili modificazioni psicologiche, come eccitazione, insonnia, irritabilita', agitazione, euforia edisforia, ovvero sedazione ed astenia, depressione del tono dell'umore, ottundimento mentale e stati di indifferenza, ansia, dipendenza. Patologie del sistema nervoso. Cefalea, vertigini, aumento della pressione endocranica che puo' aggravare preesistenti patologie dell'encefalo, allodinia, iperalgesia, iperidrosi. Patologie dell'occhio. Miosi, disturbi della visione. Patologie vascolari. La somministrazione acuta di morfina produce vasodilatazione periferica, riduce le resistenze periferiche ed attenua i riflessi vasomotori. Questi effetti non sono avvertiti dal paziente in posizione supina ma possono dar luogo ad episodi di ipotensione ortostatica e sincope se il paziente assume la posizione eretta. A questi effetti insorge tolleranza dopo poche somministrazioni ripetute a breve distanza di tempo. La morfina, anche a dosi terapeutiche, determina depressione respiratoria ed in minor misura depressione circolatoria. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi digrave depressione respiratoria e circolatoria fino all'arresto respiratorio ed al collasso. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Depressione respiratoria: la depressione respiratoria e', in genere, di grado lieve o moderato e senza conseguenze di rilievo nei soggetti con integrita' della funzione respiratoria; tuttavia, puo' indurre gravi conseguenze nei pazienti con affezioni bronco-polmonari come la formazione di atelectasia. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all'arresto respiratorio ed al collasso. Patologie gastrointestinali. La somministrazione acuta di morfina puo' produrre bocca secca, nausea e conati divomito, sia per stimolazione della CTZ che per una sensibilizzazione alla stimolazione labirintica. La morfina riduce la secrezione gastrica e duodenale, aumenta il tono della muscolatura liscia intestinale e rallenta la progressione dell'onda peristaltica. Produce stipsi di tipo spastico. Patologie epatobiliari. La somministrazione acuta di morfina produce costrizione dello sfintere di Oddi e conseguente aumento della pressione delle vie biliari che puo' accentuare il senso di nauseae fastidio epigastrico e accentuare o scatenare il dolore da colica biliare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo La somministrazione acuta di morfina puo' produrre arrossamento del volto, del colloe delle regioni superiori del torace, sudorazione, prurito, orticariaed altre eruzioni cutanee. Patologie renali e urinarie. La morfina aumenta il tono muscolare degli ureteri ma l'effetto e' bilanciato dall'oliguria di origine ormonale. Prolunga i tempi di svuotamento della vescica ma a questo effetto compare rapida tolleranza. Patologie del sistema immunitario. Reazioni anafilattoidi. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Sindrome da sospensione (astinenza) da sostanza d'abuso. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Farmacodipendenza e sindrome da sospensione (astinenza): umoredisforico, ansia. L'uso di analgesici oppioidi puo' essere associato allo sviluppo di dipendenza fisica e/o psicologica o tolleranza. Una sindrome da astinenza puo' essere accelerata quando la somministrazionedi oppioidi viene improvvisamente interrotta o vengono somministrati antagonisti oppioidi, oppure puo' talora verificarsi tra una dose e l'altra. I sintomi dell'astinenza fisiologica includono: dolori muscolari, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, diarrea, colica addominale, nausea, sintomi simil-influenzali, tachicardia, midriasi. I sintomi psicologici includono umore disforico, ansia e irritabilita'. Nelladipendenza da sostanze, sovente e' coinvolto il "desiderio intenso difarmaco". Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non vi sono studi adeguati riguardanti l'uso di morfina in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. La morfina cloridrato non deve essere usata durantela gravidanza, se non in caso di assoluta necessita', come la presenza di dolore grave. Occorre tenere presente che, come tutti gli analgesici stupefacenti, puo' provocare depressione respiratoria nel neonato per somministrazioni acute o sindrome di astinenza per somministrazioni ripetute. In ogni caso la somministrazione acuta deve essere evitatanei parti prematuri o durante la seconda fase del travaglio quando ladilatazione del collo uterino raggiunge i 4-5 cm. I neonati le cui madri hanno ricevuto analgesici oppioidi durante la gravidanza devono essere monitorati per i segni di sindrome da sospensione (astinenza) neonatale. Il trattamento puo' includere una terapia oppioide e di supporto. La morfina e' escreta nel latte materno. Pertanto, nelle donne cheallattano, occorre un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e decidere sull'opportunita' di somministrare il farmaco, rinunciando a nutrire al seno il lattante o, viceversa, proseguire l'allattamento evitando la somministrazione del medicinale. Studi su animali hanno dimostrato che la morfina puo' ridurre la fertilita'.

Codice: 030798045
Codice EAN:
Codice ATC: N02AA01
  • Sistema nervoso
  • Analgesici
  • Oppioidi
  • Alcaloidi naturali dell'oppio
  • Morfina
Temperatura di conservazione: proteggere da luce e calore
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FIALA