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NAVELBINE 1CPS 40MG

Produttore: PIERRE FABRE PHARMA SRL
FARMACO OSPEDALIERO
RICETTA MEDICA NON RIPETIBILE
Prezzo:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaco antitumorale della famiglia degli alcaloidi della vinca.

INDICAZIONI

Trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule e del carcinoma mammario metastatico.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Pazienti con anamnesi positiva per infezione concomitante o recente (nelle ultime 2 settimane). Ipersensibilita' accertata verso vinorelbine o verso altri alcaloidi della vinca. Gravi malattie che influenzino l'assorbimento. Pregressa resezione chirurgica a livello dello stomacoe/o dell'intestino tenue. Neutropenia < 1500/mm3 o presenza di gravi infezioni conseguenti alla neutropenia. Insufficienza epatica grave non correlata al processo tumorale. Gravidanza. Allattamento. Pazienti che richiedono ossigenoterapia per lungo tempo, specialmente in caso dicarcinoma polmonare non a piccole cellule.

POSOLOGIA

Esclusivamente per uso orale. In monoterapia, la dose raccomandata e'la seguente. Prime tre somministrazioni: 60 mg/m2 di superficie corporea, in un'unica somministrazione settimanale. Somministrazioni successive: dopo la terza somministrazione si raccomanda di incrementare la dose di Navelbine capsule molli a 80 mg/m2 sempre in un'unica somministrazione settimanale, tranne in quei pazienti che nel corso dei controlli ematologici effettuati in concomitanza con le prime tre somministrazioni a 60 mg/m2, abbiano avuto o un singolo episodio di neutropenia inferiore a 500/mm3 o neutropenia compresa tra 500 e 1000/mm3 in piu' di un controllo. Conta dei neutrofili durante le prime 3 somministrazioni a 60 mg/m2/settimana: > 1000 = dose consigliata per la 4^ somministrazione 80; > - 500 e < 1000 (1 episodio) = 80; > - 500 e < 1000 (2 episodi) = 60; < 500 = 60. Se, prima di ogni somministrazione alla dose di 80 mg/m2, si dovesse riscontrare una conta dei neutrofili inferiore a 500/mm3, la somministrazione deve essere ritardata fino al ritorno alla normalita' ematologica e la dose va ridotta da 80 a 60 mg/m2 alla settimana durante le 3 somministrazioni successive. Conta dei neutrofili dopo la 4^ somministrazione a 80 mg/m2/settimana: > 1000 e > - 500 e < 1000 (2 episodi) = dose consigliata per la somministrazione successiva 80; > - 500 e < 1000 (2 episodi) e < 500 = 60. E' possibile incrementare nuovamente la dose da 60 a 80 mg/ m2 alla settimana se non si riscontra alcun episodio di neutropenia inferiore a 500/mm3, o nessun episodio di neutropenia compresa tra 500 e 1000/mm3 in piu' di un controllo durante 3 somministrazioni a 60 mg/m2, secondo quanto definito per le prime 3 somministrazioni. Sulla base degli studi clinici effettuati, la dose orale di 80 mg/m2 e' risultata corrispondente a 30 mg/m2 della formulazione per via endovenosa, quella di 60 mg/m2/os a 25 mg/m2/ev. Questi dati hanno rappresentato la base per i regimi combinati che alternavano la forma iniettabile alla forma orale, migliorando ivantaggi per il paziente. In caso di polichemioterapia, la dose e lo schema posologico dovranno essere adattati al protocollo di trattamento. Sono disponibili capsule a diversi dosaggi (20, 30, 40, 80 mg), perpoter ottenere la corretta combinazione posologica. La tabella seguente mostra le dosi richieste per i corrispondenti indici di superficie corporea: da 0.95 a 1 m2 = 60 (prime tre somministrazioni a 60 mg/m2) = 80 (somministrazioni successive a 80 mg/m2); da 1.05 a 1.14 = 70 = 90; da 1.15 a 1.24 = 70 = 100; da 1.25 a 1.34 = 80 = 100; da 1.35 a 1.44 = 80 = 110; da 1.45 a 1.54 = 90 = 120; da 1.55 a 1.64 = 100 = 130; da 1.65 a 1.74 = 100 = 140; da 1.75 a 1.84 = 110 = 140; da 1.85 a 1.94 = 110 = 150; > - 1.95 = 120 = 160. Anche per pazienti con una superficie corporea > - 2 m2 la dose totale non deve mai superare i 160 mg persettimana. Negli studi clinici non si sono osservate differenze significative nella risposta nei pazienti anziani o nei soggetti piu' giovani, ma non si puo' escludere una maggiore sensibilita' in pazienti anziani. Non si hanno informazioni circa l'efficacia e la sicurezza nei bambini. Navelbine capsule molli deve essere assunta con un po' d'acquae non deve essere masticata ne' succhiata. Si raccomanda di prendere le capsule con un po' di cibo. Se si dovesse masticare o succhiare la capsula per errore, si deve sciacquare la bocca con acqua o preferibilmente con una normale soluzione salina e avvisare immediatamente il medico. Se la capsula risultasse tagliata o danneggiata: il liquido contenuto e' irritante e pertanto potrebbe determinare lesioni in caso di contatto con la pelle o con le mucose o con gli occhi; le capsule danneggiate non devono essere ingerite e devono essere riportate in farmacia per poter essere distrutte in modo appropriato; in caso di contatto, lavarsi immediatamente con acqua o preferibilmente con una normale soluzione fisiologica.

INTERAZIONI

L'associazione con altri farmaci mielosoppressori puo' portare ad un effetto mielodepressivo cumulativo. Interazione con il cibo: una contemporanea assunzione di cibo non modifica l'esposizione a vinorelbine. Precedenti studi con Navelbine per via endovenosa associata con cisplatino non mostrano alcuna interazione nei parametri farmacocinetici. Comunque, nel corso di terapia con Navelbine in combinazione con cisplatino e' stata riscontrata un'incidenza di granulocitopenia piu' alta diquella osservata con Navelbine in monoterapia. Nel metabolismo di vinorelbine e' interessato principalmente il citocromo CYP3A4, pertanto l'associazione con farmaci induttori o inibitori di questo isoenzima, come omeprazolo e fluoxetina, puo' modificare la farmacocinetica di Navelbine.

EFFETTI INDESIDERATI

L'incidenza globale degli effetti indesiderati e' stata determinata dagli studi clinici effettuati su 210 pazienti (76 pazienti affetti dacarcinoma polmonare non a piccole cellule e 134 pazienti con carcinoma mammario) che sono stati trattati con Navelbine capsule molli secondo il regime posologico raccomandato (prime 3 somministrazioni a 60 mg/m2/settimana seguite da 80 mg/m2/settimana). SISTEMA EMOPOIETICO. Neutropenia e' l'effetto indesiderato piu' importante. Una neutropenia digrado 1-2 e' stata osservata nel 24% dei pazienti. Una neutropenia digrado 3 (numero di neutrofili tra 1000 e 500/mm3 ) e' stata osservatanel1' 19% dei pazienti, mentre il grado 4 (< 500/mm3 ) e' stato riportato nel 23,8% dei casi, con febbre oltre i 38ø nel 2.9% dei casi. Sono state osservate infezioni nel 15,2% dei pazienti, ma gravi solo nel5.2% di essi. Anemia, molto comune, ma di solito di intensita' da lieve a moderata (69,5% dei pazienti con grado 1 o 2, 4,3% di grado 3, 0,5% di grado 4). Si puo' osservare trombocitopenia che raramente e' grave (12,9% dei pazienti con grado 1-2). APPARATO GASTROINTESTINALE. Effetti indesiderati gastrointestinali sono stati riportati e comprendono: nausea (70,5% di grado 1-2, 8,6% di grado 3, 0,5% di grado 4), vomito (52,9% di grado 1-2, 4,3% di grado 3, 3,3% di grado 4) e diarrea (41,9% di grado 1-2, 2,9% di grado 3, 2,4% di grado 4) e anoressia (grado 1-2: 26,7%; grado 3: 4,8%; grado 4: 1%). Sintomi di grave intensita'si sono osservati raramente. Un'idonea terapia di supporto ( per es. con antagonisti della serotonina per via orale tipo ondasetrone o conmetoclopramide) puo' ridurre la comparsa. Sono stati riportati episodi di stomatite da lieve a moderata nell'8,7% (grado 1-2) dei pazienti.Esofagite e' stata osservata nel 4,8% dei pazienti (di grado 3 nello 0,5%). SISTEMA NERVOSO CENTRALE E PERIFERICO. I disturbi neurosensoriali generalmente sono limitati alla riduzione dei riflessi osteotendinei (12,4% dei pazienti, grado 1-2) e sono raramente severi. Un pazienteha presentato un'atassia parzialmente reversibile di grado 3. Disturbi neuromotori sono stati osservati nel 10% dei pazienti (1% di grado 3). Stipsi neurovegetativa si e' manifestata nel 11,3% dei pazienti (10% grado 1-2) e raramente si e' trasformata in ileo paralitico (1,4%).E' stato riportato un episodio di ileo paralitico fatale. Puo' essereindicata la prescrizione di lassativi in pazienti con anamnesi di stipsi e/o che hanno ricevuto un concomitante trattamento con morfina o morfinomimetici. CUTE. Alopecia puo' manifestarsi progressivamente in caso di trattamenti prolungati. Nel 25,4% dei pazienti e' stata segnalata alopecia, di solito lieve (24% grado 1-2,1,4% grado 3). ALTRI EFFETTI COLLATERALI. Senso di affaticamento (19,5% dei pazienti di grado 1-2, 6,7% di grado 3), febbre (12,4% di grado 1-2), artralgia, inclusi dolori mascellari, mialgia (9% di grado 1-2), dolori al petto e in sedetumorale (5.2% di grado 1-2) sono stati segnalati da pazienti in trattamento. Inoltre, non si puo' escludere che si possano osservare i seguenti effetti (segnalati con la somministrazione endovenosa) riscontrabili con altri alcaloidi della vinca. SISTEMA CARDIOVASCOLARE. Sono stati segnalati rari casi di cardiopatia ischemica (angina pectoris e diinfarto del miocardio). FEGATO. Aumenti transitori dei parametri di funzionalita' epatica senza sintomatologia clinica. APPARATO RESPIRATORIO. Come con altri alcaloidi della vinca, la somministrazione endovenosa di Navelbine e' stata associata a dispnea, broncospasmo e rari casidi pneumopatia interstiziale, in particolare in pazienti trattati conNavelbine iniettabile in polichemioterapia con mitomicina. CUTE. Gli alcaloidi della vinca raramente possono indurre reazioni cutanee generalizzate.

Codice: 027865120
Codice EAN:
Codice ATC: L01CA04
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Alcaloidi derivati da piante ed altri prodotti naturali
  • Alcaloidi della vinca ed analoghi
  • Vinorelbina
Temperatura di conservazione: a +4 gradi
Forma farmaceutica: CAPSULE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: BLISTER