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NEBICINA IM IV 1F 2ML 20MG

Produttore: TEOFARMA SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

NEBICINA

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterici aminoglicosidici.

PRINCIPI ATTIVI

Tobramicina solfato.

ECCIPIENTI

Disodio edetato (agente chelante); fenolo (conservante); sodio metabisolfito (antiossidante); acqua per preparazioni iniettabili (veicolo).

INDICAZIONI

Trattamento di infezioni batteriche gravi, quali setticemie, infezioni dell'apparato respiratorio inferiore, infezioni gravi del sistema nervoso centrale (meningite), infezioni intraddominali (inclusa la peritonite), infezioni delle ossa, della pelle e degli annessi cutanei, infezioni del tratto urinario complicate o ricorrenti, tutte sostenute damicrorganismi sensibili; farmaco di 2a scelta nelle infezioni sostenute da E. coli e da Stafilococco.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Soggetti che hanno dimostrato una ipersensibilita' verso il prodotto od uno dei componenti, o ad altri aminoglicosidi; gravidanza e allattamento.

POSOLOGIA

Il farmaco puo' essere somministrato intramuscolo ed endovena. Somministrazione intramuscolare: nei pazienti adulti con normale funzionalita' renale e del sistema immunitario, si consiglia una dose giornalieramedia di 4,5 mg/kg (variabili da 3,0 mg/kg ad un massimo di 6,0 mg/kg) in un'unica somministrazione, cioe' con un intervallo di 24 ore tra una somministrazione e l'altra. In alternativa ed in pazienti affetti da endocardite o con insufficienza renale e nell'eta' pediatrica puo' essere attuato un regime posologico convenzionale. Adulti: nei pazienti con funzione renale normale il dosaggio consigliato e' di 1 mg/kg ogni otto ore. La durata abituale del trattamento e' di 7-10 giorni. Dosi fino a 5 mg/kg al giorno possono essere richieste da pazienti con infezioni molto gravi. Questo dosaggio dovra' essere ridotto a 3 mg/kg al giorno non appena possibile. Bambini: da 6 a 7,5 mg/kg al giorno frazionati in 3-4 dosi ad intervalli regolari. Prematuri, neonati a termine con 1 settimana di vita o meno: fino a 4 mg/kg in due dosi ogni 12 ore. Somministrazione endovenosa: raccomandata quando la somministrazione intramuscolare non e' possibile. La concentrazione non dovrebbe abitualmente superare 1 mg/ml. La durata della somministrazione dovrebbeessere di 1-2 ore. Il dosaggio endovenoso e' uguale a quello intramuscolare. Non si consigliano associazioni estemporanee con altri farmaci. Somministrazione in pazienti con insufficienza renale: si consiglia di controllare attentamente i livelli sierici del farmaco. Nei casi incui cio' non sia possibile, e' consigliabile somministrare in via precauzionale una dose di carico di 1 mg/kg e somministrare le dosi successive in base alla clearance della creatinina o alla creatininemia, poiche' a questi valori e' correlabile l'emivita del farmaco. Riduzione della dose da somministrare ogni 8 ore: se si conoscono i valori dellaclearance della creatinina o quelli della creatininemia, la quantita'di medicinale da somministrare puo' essere stabilita secondo il seguente schema. >>Dosaggi abituali successivi alla dose iniziale di 1 mg/kg. Funzionalita' renale normale (CLcr 80 ml/min, creatininemia 1,4 mg%). Peso del paziente 70-80 kg: dosaggio 70-80 mg/8 ore; peso del paziente 50-60 kg: 50-60 mg/8 ore. Lieve insufficienza renale (CLcr 35-70 ml/min, creatininemia 1,4-1,9 mg%). Peso del paziente 70-80 kg: dosaggio 60-70 mg/8 ore; peso del paziente 50-60 kg: 40-50 mg/8 ore. Insufficienza renale da lieve a moderata (CLcr 25-35 ml/min, creatininemia 2-2,8 mg%). Peso del paziente 70-80 kg: dosaggio 35-40 mg/8 ore; peso delpaziente 50-60 kg: 25-30 mg/8 ore. Moderata insufficienza renale (CLcr 15-25 ml/min, creatininemia 2,8-3,7 mg%). Peso del paziente 70-80 kg: dosaggio 35-40 mg/12 ore; peso del paziente 50-60 kg: 25-30 mg/12 ore. Marcata insufficienza renale (CLcr 10-15 ml/min, creatininemia 3,7-7,5 mg%). Peso del paziente 70-80 kg: dosaggio 17,5-20 mg/12 ore; pesodel paziente 50-60 kg: 12,5-15 mg/12 ore. Assenza di funzionalita' renale (CLcr 5 ml/min, creatininemia 7,5 mg%). Peso del paziente 70-80 kg: dosaggio 18-20 mg/24 ore; peso del paziente 50-60 kg: 14-16 mg/24 ore. La dose da somministrare puo' essere calcolata in maniera piu' approssimativa dividendo la dose in base al peso per i valori della creatininemia. Dose normale da somministrare ad intervalli prolungati: se non sono noti i valori della clearance creatininica e le condizioni delpaziente sono stabili, il dosaggio viene determinato in base al peso del paziente, mentre la frequenza di somministrazione in ore si calcola moltiplicando per 6 il valore della creatininemia.

CONSERVAZIONE

N.A.

AVVERTENZE

I pazienti trattati con il farmaco o con altri aminoglicosidi devono essere mantenuti sotto stretta osservazione medica, a causa dell'intrinseco potenziale nefro- ed ototossico di questi antibiotici. L'interessamento dell'ottavo paio dei nervi cranici si puo' sviluppare principalmente nei soggetti che hanno un'insufficienza renale, o anche nei soggetti ai quali l'aminoglicoside e' stato somministrato ai dosaggi piu'elevati e per una durata superiore a quella raccomandata. Il rischio della perdita dell'udito indotta da aminoglicosidi aumenta in proporzione diretta all'esposizione od agli alti picchi sierici od agli alti livelli sierici basali dell'aminoglicoside. I pazienti che vanno incontro al danno cocleare possono non avere sintomi a carico dell'udito nelcorso della terapia, ma questi possono manifestarsi e continuare ad evolvere dopo che la somministrazione del farmaco e' stata interrotta. Altre manifestazioni neurotossiche comprendono intorpidimento, senso di formicolio cutaneo, scosse muscolari e convulsioni. Le manifestazioni nefrotossiche raramente divengono manifeste nei primi giorni di terapia e sono generalmente reversibili. La funzionalita' renale e dell'ottavo paio dei nervi cranici devono essere strettamente monitorizzate nei pazienti in cui sia nota o si sospetti un'insufficienza renale od in coloro in cui, pur avendo all'inizio una funzionalita' normale, possono sviluppare segni d'interessamento renale nel corso della terapia. Si consiglia di controllare periodicamente i picchi sierici ed i livelli sierici basali nel corso della terapia per evitare livelli potenzialmente tossici e garantire contemporaneamente un dosaggio adeguato. L'esame delle urine deve essere eseguito per mettere in evidenza una eventuale diminuzione dei valori del peso specifico, un aumento della proteinuria e della escrezione di cellule e di cilindri. L'azotemia, la creatininemia e la clearance creatininica devono essere misurate periodicamente. Se possibile si dovrebbero eseguire audiogrammi in serie, particolarmente nei pazienti a rischio. Se si dovessero manifestare segni d'interessamento otovestibolare o renale la somministrazione del farmaco deve essere interrotta. Il medicinale deve essere somministrata con cautela nei prematuri e nell'eta' neonatale, per la immaturita' renale di questi soggetti ed il conseguente prolungamento dell'emivita del farmaco. L'uso concomitante o sequenziale con altri farmaci potenzialmente neuro- e nefrotossici deve essere evitato. Il prodotto contienemetabisolfito di sodio: tale sostanza puo' provocare, in soggetti sensibili specie negli asmatici, reazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi. Monitoraggio dei livelli sierici: durante la terapia i picchi ed i livelli sierici basali debbono essere monitorizzati particolarmente nei soggetti con insufficienza renale. Si debbono evitare picchi sierici superiori ai 12 mcg/ml che si prolunghino nel tempo. Livelli sierici basali che tendono ad aumentare superando i 2 mcg/ml possono essere indicativi di un accumulo tissutale. Questa tendenza all'accumulo, l'eta' avanzata e il dosaggio totale possono contribuire all'ototossicita' ed alla nefrotossicita'. In via indicativa, i livelli ematici possono essere determinati dopo la seconda o terza dose e successivamente, ad intervalli di 3-4 giorni durante la terapia, o piu' frequentemente in caso di alterazioni della funzionalita' renale. In tale maniera e' possibile controllare le dosi di mantenimento particolarmentenei soggetti gravemente ammalati con funzionalita' renale in progressivo deterioramento, od in soggetti con patologie infettive sostenute da microrganismi scarsamente sensibili, od in coloro che ricevono i piu' alti dosaggi. Soggetti ustionati: nei pazienti con ustioni estese, la farmacocinetica degli aminoglicosidi e' modificata. In questi pazienti e' opportuno monitorizzare i livelli ematici del farmaco per calcolare il dosaggio necessario. Soggetti anestetizzati: apnea secondaria oprolungata puo' verificarsi somministrando il medicinale a pazienti anestetizzati con agenti che provocano un blocco neuromuscolare come succinilcolina, tubocurarina, decametonio o dosi massive di sangue citrato. L'eventuale blocco neuromuscolare puo' essere risolto con la somministrazione di sali di calcio.

INTERAZIONI

Un aumento dell'incidenza delle reazioni nefrotossiche e' stato osservato somministrando associazioni tra aminoglicosidi e cefalosporine. L'uso concomitante o sequenziale con altri farmaci potenzialmente neuro- e nefrotossici (in particolare amicacina, streptomicina, neomicina, kanamicina, gentamicina e paromomicina), cefaloridina, viomicina, polimixina B, colistina, cisplatino e vancomicina deve essere evitato. Gliaminoglicosidi non vanno somministrati insieme a diuretici come la furosemide e l'acido etacrinico. Alcuni diuretici sono infatti intrinsecamente ototossici e, quando somministrati per via endovenosa, possono potenziare la tossicita' degli aminoglicosidi alterando la concentrazione degli antibiotici nel siero e nei tessuti.

EFFETTI INDESIDERATI

Neurotossici: sono stati rilevati effetti indesiderati a carico del nervo acustico e vestibolare, particolarmente nei pazienti trattati perlungo tempo e con alte dosi, od in coloro ai quali erano state somministrate in precedenza sostanze ototossiche, o si trovavano in stato didisidratazione. La sintomatologia e' caratterizzata da vertigini, tinnito, acufeni (sensazioni acustiche non dovute a stimoli esterni), perdita dell'udito. Come per altri aminoglicosidi la perdita dell'udito e' generalmente irreversibile e si manifesta inizialmente con una diminuzione della percezione uditiva per i toni alti. Nefrotossici: alterazioni della funzionalita' renale con un aumento della azotemia totale ed ureica, della creatinina sierica; oliguria, cilindruria, aumento della proteinuria, si sono manifestate specialmente nei pazienti nefropatici trattati con dosi piu' elevate e per periodi di tempo piu' lunghi di quelli raccomandati. Tuttavia, gli effetti collaterali a carico delrene si possono verificare anche in pazienti con normale funzionalita' renale all'inizio della terapia. In alcune sperimentazioni cliniche e nell'animale di laboratorio, il cui obiettivo era di confrontare il potenziale nefrotossico con quello della gentamicina, il farmaco ha causato nefrotossicita' con una frequenza significativamente inferiore alla gentamicina. In altri studi clinici, l'incidenza della nefrotossicita' tra i due farmaci non ha mostrato alcuna differenza significativa. Blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria: a scopo puramente precauzionale si deve tener presente che somministrando il medicinale a pazienti anestetizzati puo' verificarsi apnea secondaria o prolungata. Altri: altre reazioni avverse, probabilmente attribuibili al farmaco, comprendono anemia, granulocitopenia, trombocitopenia, febbre, eruzione cutanea, prurito, orticaria, nausea, vomito, diarrea, cefalea, letargia (sonnolenza), confusione mentale e disorientamento, dolore in sededi iniezione. Anomalie che possono essere riferite al medicinale comprendono: aumento delle transaminasi sieriche (SGOT, SGPT) e della deidrogenasi lattica, una diminuzione del calcio, del magnesio, del sodio e potassio sierici, leucopenia, leucocitosi ed eosinofilia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gli aminoglicosidi possono danneggiare il feto se vengono somministrati a donne in stato di gravidanza. Gli aminoglicosidi attraversano la barriera feto-placentare e si sono verificati diversi casi di sordita'congenita bilaterale irreversibile in bambini le cui madri avevano ricevuto streptomicina durante la gravidanza. Gravi danni alla madre, alfeto ed ai neonati si sono verificati a seguito di trattamento con altri aminoglicosidi. Per questo motivo, se una paziente dovesse diventare gravida in corso di terapia con tobramicina deve essere informata sui potenziali pericoli per il feto. Pertanto, la somministrazione di tobramicina a donne in gravidanza o durante l'allattamento e' controindicata.

Codice: 023189044
Codice EAN:
Codice ATC: J01GB01
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antibatterici per uso sistemico
  • Antibatterici aminoglicosidici
  • Altri aminoglicosidi
  • Tobramicina
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FIALA