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PROGLICEM FL 100CPS 100MG

Produttore: MSD ITALIA SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA LIMITATIVA
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ROGLICEM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaci per il trattamento dell'ipoglicemia.

PRINCIPI ATTIVI

Diazossido.

ECCIPIENTI

Magnesio stearato, lattosio. Opercolo capsula 100 mg: E 171, E 172, E132, gelatina, acqua depurata. Opercolo capsula 25 mg: gelatina, acqua depurata.

INDICAZIONI

Trattamento dell'ipoglicemia sintomatica da iperinsulinismo di diversa etiologia. Il farmaco si e' dimostrato efficace nelle seguenti forme: ipoglicemia idiopatica dell'infanzia (leucino-sensibile, non classificata); tumori insulari funzionanti (maligni, benigni se inasportabili); neoplasie extrapancreatiche determinanti ipoglicemia; ipoglicemia neonatale; tesaurismosi glicogenica; ipoglicemia ad etiologia sconosciuta. Puo' essere usato in periodo preoperatorio come rimedio temporaneoe dopo l'intervento se l'ipoglicemia persiste. Nel caso in cui altri rimedi specifici medici o chirurgici risultino inefficaci o inattuabilli, si prendera' in considerazione il trattamento con questo prodotto.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipoglicemia funzionale, ipersensibilita' al diazossido o ad altri tiazidici o aduno qualsiasi degli eccipienti. Come altri farmaci, PROGLICEM capsule non deve essere somministrato, se possibile, in gravidanza e durante l'allattamento. Nei casi in cui la vita della gestante e' inpericolo si devono valutare i benefici che dalla terapia puo' trarre la madre contro i rischi degli effetti dannosi a carico del feto o delneonato.

POSOLOGIA

E' essenziale la regolare determinazione della glicemia nei primi giorni di trattamento. >>Adulti e ragazzi: la dose media giornaliera e' di 3-8 mg/kg da somministrare frazionati in 2-3 dosi uguali. Una dose iniziale di 3 mg/kg/die, frazionata in due o tre somministrazioni nelle24 ore, fornira' la risposta del paziente al farmaco. Si potra' poi aumentare tale dose in modo che i sintomi e la glicemia rispondano in modo soddisfacente. Nei pazienti affetti da tumori insulari benigni o maligni che producono grandi quantita' di insulina sono state eccezionalmente impiegate dosi fino a 1000 mg il giorno. >>Bambini e neonati: nei bambini affetti da ipoglicemia leucino-sensibile viene suggerita una dose media di 8-15 mg/kg/die frazionata in due o tre dosi, iniziandoda 8 mg/kg/die. Il medicinale, per quanto possibile, essere somministrato dopo i pasti. Si deve tener presente che le formule comuni per ottenere i dosaggi pediatrici non sono applicabili al diazossido orale. La durata del trattamento varia in base all'indicazione. Nel caso di tumori maligni che provocano ipoglicemia il trattamento puo' durare indefinitamente. L'ipoglicemia dei bambini e dei ragazzi puo' regredire spontaneamente, per quanto non possa essere predetta l'eta' in cui cio'avverra'. E' utile il ricovero ad intervalli regolari di questi pazienti per cercare di ridurre la dose di diazossido e per tentare di rendere piu' agevole la terapia, cosa che deve essere naturalmente attuatasotto stretto controllo medico. In caso di mancata risposta terapeutica entro 2-3 settimane il farmaco deve essere sospeso.

CONSERVAZIONE

Capsule 25 mg: conservare a temperatura non superiore ai 25 gradi C. Capsule 100 mg: conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C.

AVVERTENZE

I pazienti trattati devono essere mantenuti sotto stretto controllo clinico. Nei casi in cui e' indicata la terapia continua si devono eseguire regolarmente gli esami ematologici onde poter escludere alterazioni del quadro leucocitario e delle piastrine, oltre al controllo periodico della glicemia, della glicosuria e della chetonuria. Occorre tener presente gli effetti del diazossido sul sistema emopoietico e sui livelli sierici di acido urico. La proprieta' antidiuretica del diazossido puo' comportare una significativa ritenzione dei fluidi, che nei pazienti con compromessa riserva cardiaca puo' sfociare in una insufficienza cardiaca congestizia. Sono stati riferiti ketoacidosi e coma iperosmolare non chetonico in pazienti trattati con dosi raccomandate nel corso di patologie concomitanti. Una diagnosi ed un trattamento tempestivi sono essenziali. In un lattante si e' verificata cataratta transitoria unitamente a coma iperosmolare, cessati con la correzione dell'iperosmolarita'. Non sono disponibili specifiche informazioni sull'uso del diazossido negli anziani. Nei bambini si deve inoltre procedere alla valutazione della crescita e dello sviluppo osseo e psichico. La ritenzione dei liquidi risponde bene, in genere, all'uso contemporaneo di un diuretico benzotiodiazinico orale: poiche' i diuretici potenzianol'azione iperglicemizzante del diazossido, in questi pazienti si deveattuare una riduzione proporzionale della dose. Raramente l'ipopotassiemia rappresenta un problema, anche se il diazossido viene associato ad un diuretico tiazidico. Le prove sugli animali fanno ritenere che la deplezione potassica possa ridurre l'effetto iperglicemizzante. Nei pazienti con insufficienza renale si ha un allungamento della emivita plasmatica del farmaco e la necessita' di ridurre opportunamente il dosaggio. In tali pazienti e' richiesto anche il controllo degli elettroliti sierici. Il medicinale contiene lattosio non e' quindi adatto peri soggetti con deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio.

INTERAZIONI

Il diazossido, per l'elevato legame sieroproteico, puo' spiazzare altre sostanze, come la bilirubina, la cumarina e derivati, elevandone i livelli ematici. Questo e' da tener presente durante il trattamento con diazossido particolarmente nei neonati con iperbilirubinemia. Durante il trattamento con diazossido per via orale puo' essere richiesta una riduzione del dosaggio degli anticoagulanti. Puo' inoltre aversi accentuazione dell'effetto iperglicemizzante ed iperuricemizzante dei tiazidici ed altri diuretici potenti e dell'effetto antiipertensivo di altri farmaci. L'uso contemporaneo di difenilidantoina puo' ridurne l'effetto anticonvulsivante. La somministrazione contemporanea di tiazidi,o di altri potenti diuretici usati comunemente, puo' potenziare gli effetti iperglicemici e iperuricemici del diazossido. Gli effetti iperglicemizzanti sono pure potenziati in presenza di ipokaliemia. L'iperglicemia indotta dal diazossido e' reversibile con la somministrazione di insulina o tolbutamide. L'inibizione del rilascio di insulina da parte del diazossido e' antagonizzato da farmaci alfa-bloccanti. Gli effetti iperglicemici e iperuricemici del diazossido ostacolano la valutazione corretta di questi stati metabolici.

EFFETTI INDESIDERATI

Frequenti e gravi: ritenzione idrosodica, che in genere risponde al trattamento diuretico, e' il piu' frequente nei bambini piccoli e negliadulti, e puo' sfociare in una insufficienza cardiaca congestizia neipazienti con compromessa riserva cardiaca. Non frequenti ma gravi: chetoacidosi diabetica e coma non chetonico iperosmolare possono instaurarsi molto rapidamente. Altri effetti collaterali frequenti: ipertricosi, specie nei bambini e nelle donne, che si manifesta sotto forma di peli lanuginosi alla parte superiore del viso, alla schiena e agli arti, talvolta non accettabile cosmeticamente, e che, di norma, regredisce dopo sospensione del farmaco. La comparsa di ipertricosi non dovrebbe indurre a sospendere la terapia quando i benefici effetti del farmaco assumono importanza vitale. Disturbi gastrointestinali: anoressia, nausea, vomito, dolori addominali, ileo, diarrea, perdita transitoria del senso del gusto. Disturbi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni ed ipotensione, che puo' aumentare con la concomitante somministrazione di diuretici tiazidici. Ipertensione transitoria. Raramente e' stato riportato dolore toracico. Iperuricemia di solito asintomatica. Disturbi ematologici: eosinofilia, riduzione dell'emoglobina/ematrocrito,sanguinamento eccessivo, diminuzione delle IgG, trombocitopenia con osenza porpora che in genere richiede la interruzione della terapia. Neutropenia, di solito transitoria. Alterazioni epatorenali: aumento della SGOT, fosfatasi alcalina e dell'azotemia, diminuzione della clearance della creatinina, sindrome nefrotica reversibile, diminuzione della minzione, ematuria, albuminuria. Alterazioni neurologiche: ansia, vertigini, insonnia, polinevrite, parestesia, prurito, sintomi extrapiramidali, cefalea, debolezza e malessere. Sonnolenza. Disturbi oftalmologici: cataratta transitoria, emorragia subcongiuntivale, scotoma ad anello, turbe del visus, diplopia, lacrimazione, Disturbi scheletrici e cutanei: candidosi cutanea, rash cutaneo, herpes, invecchiamento delleossa, caduta dei capelli Disturbi sistemici: febbre, linfoadenopatia.Iperglicemia e glicosuria che richiedono la riduzione del dosaggio, onde evitare il progressivo instaurarsi di diabete chetoacidosico e coma iperosmolare (vedi anche sovradosaggio). Altri: gotta, pancreatine acuta, necrosi pancreatica, galattorrea, ingrossamento di noduli al seno, ginecomastia. Sono stati riferiti occasionalmente anche i seguenti effetti collaterali, sebbene lo stato del paziente abbia talvolta resodifficile stabilire quale effetto collaterale sia veramente ascrivibile al farmaco: reazioni dermatologiche (esantema da medicamenti, fotosensibilizzazione), osteodistrofia, cardiomegalia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non vi sono dati riguardanti il passaggio del diazossido nel latte materno. Poiche' molti farmaci sono escreti nel latte materno e data la possibilita' di eventi avversi del diazossido nei lattanti, occorre valutare se sospendere l'allattamento o cessare il farmaco, tenendo in considerazione l'importanza del farmaco per la madre.

Codice: 023060015
Codice EAN:
Codice ATC: V03AH01
  • Vari
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  • Diazossido
Temperatura di conservazione: non conservare al di sopra di +30 gradi
Forma farmaceutica: CAPSULE RIGIDE
Scadenza: 60 MESI
Confezionamento: FLACONE