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REPLAGAL EV INF 1MG/ML 3,5ML

Produttore: SHIRE ITALIA SPA
FARMACO OSPEDALIERO
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

REPLAGAL 1 MG/ML CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Altri farmaci dell'apparato gastrointestinale e del metabolismo. Enzimi.

PRINCIPI ATTIVI

1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 1 mg di agalsidasi alfa. Ogni flaconcino da 3,5 ml di concentrato contiene 3,5 mg di agalsidasi alfa.

ECCIPIENTI

Sodio fosfato monobasico, monoidrato, polisorbato 20, sodio cloruro, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili-

INDICAZIONI

E' indicato come terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine in pazienti con diagnosi confermata di malattia di Fabry (carenza di alfa-galattosidasi A).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA

La terapia deve essere monitorata da un medico specializzato nella cura della malattia di Fabry o di altre patologie metaboliche ereditarie. Viene somministrato a settimane alterne a una dose di 0,2 mg/kg di peso corporeo mediante infusione endovenosa della durata di 40 minuti. Popolazioni speciali. Pazienti anziani: non sono stati effettuati studi su pazienti oltre i 65 anni e attualmente per questi pazienti non e'possibile consigliare un regime posologico, data la mancanza di valutazioni sulla sicurezza e l'efficacia. Pazienti con insufficienza epatica. Non sono stati effettuati studi in pazienti affetti da insufficienza epatica. Pazienti con insufficienza renale. Nei pazienti affetti dainsufficienza renale, non e' necessario procedere ad alcun aggiustamento della dose. In presenza di un grave danno renale (VFG stimata < 60ml/min) la risposta renale alla terapia enzimatica sostitutiva puo' essere limitata. I dati disponibili nei pazienti in dialisi o dopo trapianto renale sono scarsi, non si consiglia alcun aggiustamento della dose. Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia nei bambini di eta' compresa tra 0 e 6 anni non sono state ancora stabilite. Non puo'essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia. Negli studi clinici su bambini di eta' compresa fra 7 e 18 anni trattati con 0,2 mg/kg a settimane alterne non si sono verificati eventi imprevistilegati alla sicurezza. Modo di somministrazione: per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione. Somministrare la soluzione in 40 minuti, usando un deflussore per infusioni endovenose con filtro integrato. Non somministrare nello stesso deflussorecon altri medicinali.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C).

AVVERTENZE

Reazioni idiosincratiche da infusione. Negli studi clinici, il 13,7% dei pazienti adulti trattati ha sviluppato reazioni idiosincratiche dainfusione. Quattro dei 17 (23,5%) pazienti di eta' >= 7 anni arruolati negli studi clinici hanno avuto almeno una reazione da infusione in un periodo di 4,5 anni (durata media: circa 4 anni).Tre degli 8 (37,5%) pazienti pediatrici di eta' < 7 anni hanno sviluppato almeno una reazione da infusione in un periodo di osservazione medio di 4,2 anni. I sintomi piu' comunemente riportati sono stati brividi, cefalea, nausea, piressia, arrossamento e affaticamento. Casi seri di reazione all'infusione sono stati riportati poco frequentemente; i sintomi riferiti includono piressia, brividi, tachicardia, orticaria, nausea/vomito, edema angioneurotico con chiusura della gola, stridore e gonfiore della lingua. Tra gli altri sintomi correlati all'infusione potrebbero figurare capogiro e iperidrosi. Un esame degli eventi cardiaci ha dimostratoche le reazioni da infusione possono essere associate a stress emodinamico con conseguente insorgenza di eventi cardiaci nei pazienti con manifestazioni cardiache preesistenti della malattia di Fabry. L'insorgenza di reazioni correlate a infusione si e' verificata generalmente durante i primi 2-4 mesi dall'inizio del trattamento, sebbene sia statasegnalata anche un'insorgenza piu' tardiva (dopo 1 anno). Col tempo questi effetti si sono comunque ridotti. Qualora si verificasse una reazione acuta lieve o moderata all'infusione, e' necessario fornire pronta assistenza medica e intraprendere le appropriate contromisure. E' possibile interrompere temporaneamente la somministrazione (per 5-10 minuti) fino alla regressione dei sintomi, per poi riavviarla. Effetti indesiderati lievi e transitori potrebbero non richiedere un trattamento medico o l'interruzione dell'infusione. Inoltre, nei pazienti che hanno richiesto una terapia sintomatica, un pretrattamento per via oraleo endovenosa a base di antistaminici e/o corticosteroidi effettuato da 1 a 24 ore prima dell'infusione puo' prevenire la successiva comparsa di reazioni. Reazioni di ipersensibilita': sono state segnalate reazioni di ipersensibilita'. In caso di reazione di ipersensibilita' o anafilattica grave, si dovra' interrompere immediatamente la somministrazione ed istituire una terapia adeguata, in conformita' con le attualinormative mediche per il trattamento di emergenza. Sviluppo di anticorpi anti-proteina. Come tutti i farmaci a base proteica, puo' indurre lo sviluppo di anticorpi anti-proteina. Il 24% circa dei pazienti di sesso maschile in terapia ha sviluppato un basso titolo di anticorpi IgG anti- Replagal. Sulla base dei dati limitati di cui si dispone, questa percentuale e' risultata inferiore (7%) nella popolazione pediatrica maschile. Apparentemente, questi anticorpi IgG vengono prodotti dopoun periodo di somministrazione compreso fra 3 e 12 mesi. Dopo un periodo di trattamento variabile da 12 a 54 mesi, il 17% dei pazienti in terapia risulta ancora positivo ai test anticorpali, mentre il 7% evidenzia lo sviluppo di una tolleranza immunologica sulla base della scomparsa nel tempo degli anticorpi IgG. Il restante 76% mostra negativita'agli anticorpi per tutto il tempo. Nello studio su pazienti pediatrici di eta' > 7 anni, 1/16 pazienti di sesso maschile e' risultato positivo agli anticorpi IgG anti-agalsidasi alfa. Questo paziente non ha presentato alcun aumento nell'incidenza degli eventi avversi. In pazienti pediatrici di eta' < 7 anni, nessun paziente di sesso maschile (N=7)e' risultato positivo agli anticorpi IgG anti-agalsidasi alfa. Nell'ambito degli studi clinici, in un numero molto limitato di pazienti sono stati segnalati casi borderline di positivita' ad anticorpi IgE non associata ad anafilassi. Pazienti con insufficienza renale. La presenza di un danno renale esteso puo' limitare la risposta renale alla terapia di sostituzione enzimatica, forse a causa di sottostanti alterazioni patologiche irreversibili. In tali casi, la funzionalita' renale siriduce analogamente al naturale decorso della malattia.

INTERAZIONI

Non deve essere somministrato in concomitanza con clorochina, amiodarone, benoquin o gentamicina, in quanto tali sostanze sono potenzialmente in grado di inibire l'attivita' intracellulare di alfa-galattosidasi. Poiche' l' alfa -galattosidasi A e' un enzima, e' improbabile che possa risentire di interazioni con altri farmaci mediate dal citocromo P450. Nel corso degli studi clinici, la maggior parte dei pazienti e' stata sottoposta alla contemporanea somministrazione del farmaco e di analgesici contro il dolore neuropatico (quali carbamazepina, fenitoina e gabapentin) senza che si sia evidenziata alcuna interazione.

EFFETTI INDESIDERATI

Tra le reazioni avverse piu' comuni si sono registrate le reazioni dainfusione che hanno interessato il 13,7% dei pazienti adulti trattatiin studi clinici. Nella maggior parte dei casi, gli effetti evidenziati erano di gravita' da lieve a moderata. Di seguito le reazioni avverse riscontrate in 177 pazienti sottoposti a trattamento nel corso di sperimentazioni cliniche, compresi 21 pazienti con anamnesi di nefropatia terminale, 24 pazienti pediatrici (eta' 7 - 17 anni) e 17 pazienti di sesso femminile, e quelle segnalate spontaneamente nell'esperienza post-commercializzazione. Le informazioni sono presentate per classi sistemiche organiche e frequenza (molto comune >=1/10; comune >=1/100, <1/10; non comune >=1/1.000, <1/100). Le reazioni avverse con incidenza "non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei datidisponibili) " sono frutto di segnalazioni spontanee nell'esperienza postcommercializzazione. All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. In considerazione del numero di pazienti trattati, un evento verificatosi in un singolo paziente viene definito non comune. In un singolo paziente, si possono essere manifestate piu' reazioni avverse. In associazione ad agalsidasi alfa sono state osservate le seguenti reazioni avverse: Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: edemaperiferico. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: capogiro, disgeusia, dolore neuropatico, tremore, ipersonnia, ipoestesia, parestesia; non comune: parosmia. Patologie dell'occhio. Comune: riflesso corneale ridotto, lacrimazione aumentata. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: tinnitus, tinnito aggravato. Patologie cardiache. Comune: tachicardia, palpitazioni. Non nota: aritmie cardiache (fibrillazione atriale, extrasistoli ventricolari, tachiaritmia), ischemia miocardica, insufficienza cardiaca. Patologie vascolari. Molto comune: rossore; comune: ipertensione; non nota: ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, raucedine, tensione della gola, dispnea, nasofaringite, faringite, secrezionedella gola aumentata, rinorrea; non comune saturazione di ossigeno diminuita. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea; comune: diarrea, vomito, dolore/fastidio addominale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: acne, eritema, prurito, eruzione cutanea, livedo reticularis; non comune: edema angioneurotico, orticaria; nonnota: iperidrosi. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: fastidio muscoloscheletrico, mialgia, dolore dorsale, dolore agli arti, gonfiore periferico, artralgia, tumefazione articolare; non comune: sensazione di pesantezza. Disturbi del sistemaimmunitario. Non comune: reazione anafilattica, ipersensibilità. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: irrigidimenti, piressia, dolore e fastidio, affaticamento; comune: astenia aggravata, sensazione di caldo, sensazione di freddo, astenia, dolore toracico, costrizione toracica, sintomi similinfluenzali, eruzione cutanea in sede di iniezione, malessere. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Le reazioni da infusione osservate nell'esperienza post-commercializzazione possono includere eventi cardiaci quali aritmie (fibrillazione atriale, extrasistoli ventricolari, tachiaritmia), ischemia miocardica e insufficienza cardiaca nei pazientiaffetti da malattia di Fabry con interessamento delle strutture cardiache. Le piu' comuni reazioni da infusione sono risultate di grado lieve e includono irrigidimenti, piressia, rossore, cefalea, nausea, dispnea, tremore e prurito. Capogiro, iperidrosi, ipotensione, tosse, vomito e affaticamento sono altri sintomi correlati all'infusione. Sono stati riportati casi di ipersensibilita', compresa anafilassi. Pazienti con nefropatia. Le reazioni avverse segnalate nei pazienti con nefropatia terminale sono risultati simili a quelli segnalati nella popolazione complessiva dei pazienti. Popolazione pediatrica. Le reazioni avverse da farmaci riportate nella popolazione pediatrica (bambini e adolescenti) sono state, in generale, simili a quelle riportate negli adulti. Tuttavia le reazioni da infusione (piressia, dispnea, dolore toracico) e l'esacerbazione del dolore si sono verificate con maggiore frequenza. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

I dati sulle gravidanze sono in numero molto limitato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza o sviluppo embrionale/fetale nella fase di organogenesi (vedere paragrafo 5.3). Si deve usare cautela nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza. Non e' noto se sia escreto nel latte materno. Si deve usare cautela nel prescrivere il medicinale durante l'allattamento. Non sono stati osservati effetti sulla fertilita' maschile negli studi di riproduzione su ratti di sesso maschile.

Codice: 035373012
Codice EAN:
Codice ATC: A16AB03
  • Apparato gastrointestinale e metabolismo
  • Altri farmaci dell'apparato gastrointest. e del metabolismo
  • Altri farmaci dell'apparato gastrointest.e del metabolismo
  • Enzimi
  • Agalsidasi alfa
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE