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SUBUTEX 7CPR SUBLING 8MG

Produttore: INDIVIOR ITALIA SRL
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

SUBUTEX COMPRESSE SUBLINGUALI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Altri farmaci del sistema nervoso; farmaci usati nei disturbi da disassuefazione; farmaci usati nella dipendenza da oppioidi.

PRINCIPI ATTIVI

0,4 mg compresse sublinguali. Una compressa sublinguale contiene: buprenorfina cloridrato 0,432 mg equivalente a buprenorfina base 0,4 mg. 2 mg compresse sublinguali. Una compressa sublinguale contiene: buprenorfina cloridrato 2,16 mg equivalente a buprenorfina base 2 mg. 8 mg compresse sublinguali. Una compressa sublinguale contiene: buprenorfinacloridrato 8,64 mg equivalente a buprenorfina base 8 mg.

ECCIPIENTI

Lattosio monoidrato , mannitolo, amido di mais, povidone K30, acido citrico, sodio citrato e magnesio stearato.

INDICAZIONI

Terapia sostitutiva nella dipendenza da oppiacei, all'interno di un trattamento medico, sociale e psicologico.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti ; grave insufficienza respiratoria, grave insufficienza epatica, alcolismo acuto o delirium tremens; trattamento contemporaneo con anti MAO; soggetti di eta' inferiore ai 15 anni; allattamento.

POSOLOGIA

Il farmaco deve essere utilizzato in adulti e ragazzi di età superiore ai 15 anni che abbiano espresso il consenso al trattamento della loro situazione di tossicodipendenza. Precauzioni da prendere prima dellasomministrazione. Prima di iniziare la terapia, il medico deve essereconsapevole del profilo di agonista parziale della molecola di buprenorfina. La buprenorfina si lega ai recettori oppioidi micron e kappa epuò precipitare i sintomi da astinenza nei pazienti dipendenti da oppiacei. Devono essere presi in considerazione il tipo di dipendenza da oppiacei (ovvero oppiacei a breve o a lunga durata d'azione), il lassodi tempo trascorso dall'ultima assunzione di oppiacei e il grado di dipendenza dagli oppiacei. Al fine di evitare la precipitazione dei sintomi da astinenza, deve essere intrapresa l'induzione con buprenorfinain presenza di sintomi oggettivi e chiari di astinenza, dimostrati per esempio da un punteggio che indica un'astinenza da lieve a moderata secondo la validata Scala Clinica per l'astinenza da oppiacei (COWS- Clinical Opioid Withdrawal Scale). Prima di iniziare la terapia si raccomanda l'esecuzione di test di funzionalità epatica al basale e l'accertamento della presenza di epatite virale. Si raccomanda un regolare monitoraggio della funzionalità epatica. Fase di induzione. Deve esseregraduale, fino al raggiungimento della dose sostitutiva ottimale e i diversi dosaggi disponibili (compresse da 0,4 mg a 8 mg), consentono questa gradualità. Soggetti che si autosomministrano quotidianamente eroina: la buprenorfina è un agonista/antagonista che si comporta da antagonista se somministrato sotto l'effetto di un agonista puro, per cuideve essere somministrata quando compaiono i primi sintomi vegetatividi astinenza; diversamente la buprenorfina può di per sé indurre una sindrome di astinenza proporzionata allo stato di tolleranza del soggetto e quindi, all'ultima dose di eroina assunta. Soggetti in trattamento con metadone: 8 mg di buprenorfina hanno un'efficacia sostitutiva simile a quella di 30 mg di metadone. Prima di sostituire il metadone con la buprenorfina si consiglia di ridurre il dosaggio di metadone al di sotto dei 30 mg/die. Anche in questo caso, la prima somministrazione di buprenorfina deve avvenire in presenza dei primi sintomi vegetativi di astinenza da metadone. Diversamente la buprenorfina può di per sé indurre una sindrome di astinenza proporzionata allo stato di tolleranza del soggetto e quindi, all'ultima dose di metadone assunta. Aggiustamento della posologia e mantenimento: la dose del farmaco deve essere incrementata progressivamente in base alla risposta clinica del singolo paziente e non deve eccedere la dose massima singola giornaliera di 32 mg. La dose viene modificata in base alla rivalutazione dello status clinico e psicologico del paziente. Riduzione della dose e termine del trattamento: dopo il raggiungimento di un soddisfacente periodo di stabilizzazione, la dose può essere ridotta gradualmente ad una dose di mantenimento inferiore; qualora giudicato appropriato, in alcuni pazienti il trattamento può essere interrotto. La disponibilità in compresse sublinguali da 0,4, 2 e 8 mg permette un decremento della dose.I pazienti devono essere monitorati dopo il termine del trattamento con la buprenorfina a causa della possibilità di ricadute. Popolazioni speciali. Pazienti anziani: la sicurezza e l'efficacia di buprenorfinanei pazienti anziani di età superiore ai 65 anni non sono state stabilite. Compromissione epatica: prima di iniziare la terapia si raccomanda l'esecuzione di test di funzionalità epatica al basale e la verifica della presenza di epatite virale. Sono stati trovati livelli plasmatici elevati di buprenorfina nei pazienti con compromissione epatica moderata e grave. I pazienti devono essere pertanto monitorati per segnie sintomi di tossicità o sovradosaggio causato da un aumento dei livelli di buprenorfina. Le compresse sublinguali devono essere usate con cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata. Nei pazienticon grave insufficienza epatica l'uso di buprenorfina è controindicato. Compromissione renale: generalmente non è necessario modificare la dose di buprenorfina per pazienti con compromissione renale. Si raccomanda cautela nella somministrazione a pazienti con alterazioni della funzionalità renale in quanto può essere richiesto un aggiustamento della dose. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia di buprenorfina nei bambini di età inferiore ai 15 anni non sono state stabilite. Il farmaco è controindicato nei bambini di età inferiore ai 15 anni.Dal momento che non ci sono dati disponibili negli adolescenti (età compresa tra 15-18) i pazienti appartenenti a questo gruppo di età devono essere monitorati più attentamente durante il trattamento. Modo di somministrazione. La somministrazione è sublinguale. I medici devono avvisare i pazienti che la via sublinguale è la sola via efficace e sicura per la somministrazione di questo farmaco. La compressa deve essere tenuta sotto la lingua finché non si dissolve completamente, cosa che in genere si verifica in 5-10 minuti. I pazienti non devono deglutire o consumare cibo o bevande finché la compressa non è completamente dissolta. La dose è costituita da compresse da 0,4 mg, 2 mg e 8 mg, chepossono essere posizionate sotto la lingua contemporaneamente o in due porzioni separate; la seconda porzione deve essere posizionata sottola lingua immediatamente dopo la dissoluzione della prima.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura ambiente (fino a 30 gradi), in luogo secco.

AVVERTENZE

Raccomandato solo per il trattamento della dipendenza da oppiacei. Ilmedico deve prestare attenzione al rischio di abuso e uso improprio soprattutto all'inizio del trattamento. Il farmaco puo' essere oggetto di uso improprio o di abuso: sovradosaggio, diffusione di infezioni virali di origine ematogena o infezioni localizzate e sistemiche, depressione respiratoria e danni epatici. In soggetti con dipendenza da droghe porta ad assumere la buprenorfina come droga d'abuso principale e cio' costituisce quindi un ulteriore rischio. Il trattamento subottimale con il farmaco puo' provocare l'uso errato da parte del paziente, portando al sovradosaggio o all'abbandono del trattamento. Un paziente sottoposto a sottodosaggio puo' continuare a rispondere ai sintomi di astinenza non controllati ricorrendo all'automedicazione con oppioidi, alcol o altri sedativi ipnotici come le benzodiazepine. Per ridurre alminimo il rischio di uso improprio, abuso e diversione, i medici devono adottare le precauzioni appropriate nel prescrivere e dispensare ilfarmaco. Segnalati alcuni casi di decesso in seguito a depressione respiratoria quando la buprenorfina e' stata usata in associazione con le benzodiazepine o quando la buprenorfina non e' stata utilizzata in accordo con quanto riportato nel riassunto delle caratteristiche di prodotto. Sono stati segnalati decessi anche in associazione alla somministrazione concomitante di buprenorfina e altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale (depressori del SNC) quali alcool e altri oppioidi. Se la buprenorfina viene somministrata ad alcuni individui non dipendenti da oppioidi, che non tollerano gli effetti degli oppioidi, si puo' verificare depressione respiratoria potenzialmente fatale. Puo' causare depressione respiratoria grave, potenzialmente fatale in bambini che la ingeriscono accidentalmente. Utilizzare con cautela in pazienti affetti da asma o insufficienza respiratoria. L'uso concomitantecon medicinali sedativi puo' causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. La prescrizione concomitante deve essere riservata ai pazienti per i quali non sono possibili opzioni alternative di trattamento e comunque usare la dose efficace piu' bassa, e la durata del trattamento deve essere la piu' breve possibile. Seguire attentamente per segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. Sintomi. Dipendenza: la buprenorfina puo' produrre dipendenza, ma ad un livelloinferiore rispetto a un agonista completo e la sindrome di astinenza e' piu' lieve rispetto a quella di un agonista completo. Si sconsigliauna brusca interruzione del trattamento. Riportati casi di danni epatici acuti in soggetti dipendenti da oppioidi. Lo spettro delle anomalie varia dall'aumento transitorio asintomatico delle transaminasi epatiche a segnalazioni di casi di epatite citolitica, insufficienza epatica, necrosi epatica, sindrome epatorenale, encefalopatia epatica e decesso. In molti casi la presenza di preesistente danno mitocondriale e l'uso di sostanze d'abuso per via iniettiva possono avere un ruolo causale o aggiuntivo. Tener conto di questi importanti fattori prima di prescrivere il farmaco e durante il trattamento. Quando si sospetta un evento epatico, devono essere effettuate ulteriori valutazioni biologiche ed eziologiche. Se si continua il trattamento, si deve monitorare attentamente la funzionalita' epatica. Pazienti positivi all'epatite virale, che ricevono terapie concomitanti e/o che hanno disfunzioni epatiche preesistenti sono esposti a un rischio maggiore di danno epatico e tali fattori sottostanti, tenere in considerazione prima della prescrizione del farmaco e durante il trattamento. La buprenorfina somministrata per via sublinguale puo' precipitare i sintomi di astinenza nei pazienti dipendenti da oppioidi se la somministrazione avviene prima che gli effetti dell'agonista derivanti dall'uso recente di oppioidi o di abuso siano diminuiti, in modo particolare nel caso in cui la somministrazione avvenga a meno di 6 ore dall'assunzione dell'ultima dose di eroina o di altro oppioide a breve durata d'azione, oppure nel caso in cui la somministrazione avvenga a meno di 24 ore dall'assunzione dell'ultima dose di metadone. In caso di sospensione brusca del trattamento farmacologico di mantenimento, segni di astinenza possono comparire tre giorni dopo la sospensione stessa, raggiungendo un massimo dal terzo al quinto giorno per poi diminuire progressivamente nell'arco di 8-10 giorni. I sintomi di astinenza possono essere anche associati a dosaggio subottimale. Riscontrati livelli plasmatici elevati di buprenorfina nei pazienti con compromissione epatica moderata e grave. Monitorati per la eventuale comparsa di segni e sintomi di tossicita' o sovradosaggio causato da un aumento dei livelli di buprenorfina. Cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata. Con grave insufficienza epatica l'uso di buprenorfina e' controindicato. Si raccomanda cautela nel dosaggio in pazienti con alterazione della funzionalita' renale. Riportati casi di ipersensibilita' acuta e cronica alla buprenorfina e i sintomi piu' comuni sono cutanee, orticaria e prurito. Riportaticasi di broncospasmo, angioedema e shock anafilattico. Avvertenze generali riguardanti la somministrazione di oppioidi: gli oppioidi possono causare ipotensione ortostatica; gli oppioidi possono aumentare la pressione del liquido cerebrospinale provocando crisi convulsive, usarecon cautela in pazienti con trauma cranico, lesioni intracraniche o in altre condizioni in cui la pressione cerebrospinale puo' essere aumentata o in caso di anamnesi di crisi convulsive; la miosi indotta da oppioidi, i cambiamenti del livello di coscienza o della percezione deldolore come sintomo della patologia possono interferire con la valutazione del paziente, confondere la diagnosi o nascondere il decorso clinico di patologie concomitanti; cautela in pazienti che soffrono di mixedema, ipotiroidismo o insufficienza corticosurrenale; cautela nei pazienti con psicosi tossica; cautela in pazienti che soffrono di ipotensione, ipertrofia prostatica o stenosi uretrale; e' stato riscontrato che gli oppioidi aumentano la pressione intracoledocale; cautela in pazienti che soffrono di disfunzione del tratto biliare; cautela con pazienti anziani o debilitati. Il farmaco non deve essere somministrato asoggetti di eta' inferiore ai 15 anni. Avvertenza doping. Per chi svolge attivita' sportiva: l'uso del farmaco senza necessita' terapeuticacostituisce doping e puo' determinare comunque positivita' ai test antidoping Informazioni importanti su alcuni eccipienti. Il farmaco contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimentodi glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

INTERAZIONI

Usare con cautela quando somministrato con. Alcol: l'alcol incremental'effetto sedativo della buprenorfina, il farmaco non deve essere assunto con bevande alcoliche e deve essere utilizzato con precauzione con farmaci contenenti alcol. Deve essere usato con cautela insieme a. Farmaci sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati: l'uso concomitante di oppioidi e medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell'effetto depressore additivo sul SNC. La dose e la durata dell'uso concomitante devono essere limitate. I pazienti devono essere strettamente monitorati quando tale associazione viene prescritta e questa associazione deve essere evitata laddove vi sia il rischio di abuso. I pazienti devono essere avvisati dell'estremo pericolo legato all'autosomministrazione di benzodiazepine non prescritte durante l'assunzione di questo medicinale e informati del fatto che l'uso di benzodiazepine in concomitanza con questo medicinale deve avvenire unicamente in base a una prescrizione; altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale: combinare farmaci depressori del sistema nervoso centrale con la buprenorfina aumenta la depressione del sistema nervoso centrale. Il ridotto livello di attenzione puo' rendere pericoloso la guida dei veicoli e l'uso di macchinari. Esempi di depressori del sistema nervoso centrale sono: altri derivati dell'oppio (ad esempio, metadone, analgesici e sedativi della tosse), alcuni antidepressivi, sedativi antagonisti dei recettori H1, barbiturici, ansiolitici, neurolettici, clonidina e sostanze correlate; inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO): in base a quanto accade con la morfina, e' possibile un'accentuazione degli effetti di altri oppiacei. Evitare la somministrazione contemporanea e nelle due settimane successive all'interruzione del trattamento con IMAO; analgesici oppiacei: le proprieta' analgesiche di altri oppiacei quali il metadone e altri analgesici di livello III (idromorfone, ossicodone o fentanil) possono essere ridotte in pazienti trattati con buprenorfina per la dipendenza da oppiacei. Puo' essere difficile raggiungere un'adeguata analgesia quando viene somministrato un agonista completo degli oppioidi a pazienti trattati con buprenorfina. Per contro, deve essere considerata la possibilita' di sovradosaggio con dosi di agonisti completi, quali metadone o analgesici di III livello, superiori a quelle usuali, soprattutto quando si tenta dicontrastare gli effetti dell'agonista parziale buprenorfina o quando i livelli plasmatici di buprenorfina stanno diminuendo. Pazienti con necessita' di analgesia e sottoposti a trattamento per dipendenza da oppiacei possono essere gestiti al meglio da team multidisciplinari che comprendano sia lo specialista per la terapia del dolore che quello per la dipendenza da oppiacei; naltrexone: il naltrexone e' un antagonista degli oppioidi in grado di bloccare gli effetti farmacologici dellabuprenorfina. Per i pazienti dipendenti da oppioidi, in trattamento con buprenorfina, l'antagonista naltrexone puo' scatenare l'improvvisa comparsa di sintomi intensi e prolungati di astinenza da oppioidi. Peri pazienti in trattamento con naltrexone, gli effetti terapeutici attesi della somministrazione di buprenorfina possono essere bloccati dall'antagonista naltrexone; inibitori del CYP3A4: uno studio di interazione di buprenorfina con ketoconazolo (un potente inibitore del CYP3A4)ha evidenziato un aumento del C max e dell'AUC (area sotto la curva) di buprenorfina (rispettivamente del 50% e 70% circa) e, in misura inferiore, di norbuprenorfina. I pazienti in trattamento con buprenorfinadevono essere attentamente monitorati. Puo' infatti rendersi necessaria una lenta riduzione della dose se farmaci inibitori del CYP3A4 (ad esempio inibitori delle proteasi di HIV, antibiotici macrolidi e azoliantifungini, gestodene, TAO) sono somministrati in concomitanza; induttori del CYP3A4: l'uso concomitante degli induttori del CYP3A4 e della buprenorfina puo' ridurre le concentrazioni plasmatiche di buprenorfina, provocando potenzialmente un trattamento subottimale della dipendenza da oppiacei con buprenorfina. Si consiglia di monitorare con attenzione i pazienti in trattamento con SUBUTEX, se vengono somministraticontemporaneamente tali induttori enzimatici (per es. fenobarbital, carbamazepina, fenitoina, rifampicina). La dose della buprenorfina o dell'induttore del CYP3A4 puo' dover essere aggiustata conseguentemente.

EFFETTI INDESIDERATI

Le reazioni avverse da farmaco piu' comuni sono quelle correlate ai sintomi di astinenza (cioe' insonnia, cefalea, nausea e iperidrosi) e dolore. Di seguito le reazioni avverse osservate durante i principali studi clinici. La frequenza degli effetti collaterali elencati di seguito e' definita in base alla seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000). Le reazioni avverse piu' comunemente riportate durante la sorveglianza post commercializzazione. La frequenza degli eventi non riportati nei principali studi clinici non puo' essere stimata e viene definita come non nota. Le reazioni avverse del farmaco sono presentate secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA, nell'ordine concordato a livello internazionale in base al "preferred term" (termine preferito) e alla frequenza di segnalazione. Effetti indesiderati osservati nei principali studi clinici e/o durante la sorveglianza post-commercializzazione elencati per classe di sistema/organo. Infezioni ed infestazioni. Comune: bronchite, infezione, influenza, faringite, rinite. Patologie del sistema ematolinfopoietico. Comune: linfoadenopatie. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilità. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: perdita di appetito. Disturbi psichiatrici. Molto comune: insonnia; comune: irrequietezza, ansia, depressione, ostilità, nervosismo, paranoia, confusione, pensiero anormale; non comune: psicosi, euforia; Raro: depersonalizzazione, allucinazioni; frequenza non nota: farmaco-dipendenza. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: sedazione, capogiri/vertigini, ipertonia, emicrania, parestesia, sonnolenza, sincope, tremori; non comune: discorsi incoerenti; raro: mancanza di coordinazione muscolare, svenimento; frequenza non nota: convulsioni. Patologie dell'occhio. Comune: disturbi della lacrimazione, midriasi; non comune: diplopia, anomalie visive, congiuntivite; frequenza non nota: miosi. Patologie cardiache. Comune: palpitazioni; non comune: cianosi; frequenza non nota: tachicardia, bradicardia. Patologievascolari. Comune: vasodilatazione; raro: pallore; frequenza non nota: ipertensione, ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: depressione respiratoria, tosse, sbadigli, dispnea; raro: apnea. Patologie renali ed urinarie. Non comune: ritenzione urinaria. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea; comune: dolore addominale, stipsi, diarrea, secchezza delle fauci, dispepsia, disturbi gastrointestinali, flatulenza, disturbi dentali, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: iperidrosi; comune: eruzione cutanea. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia, dolore alla schiena, dolore alle ossa, spasmi muscolari, mialgia, dolori al collo. Patologia dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: dismenorrea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: sindrome da astinenza, dolore; Comune: astenia, dolore al petto, brividi di freddo, malessere, edema periferico, piressia; Non comune: debolezza, affaticamento; frequenza non nota: sindrome da astinenza neonatale. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Di seguito e' riportatoun riepilogo di altri eventi avversi post-commercializzazione considerati gravi o altrimenti significativi. In caso di abuso o di uso improprio per via endovenosa del farmaco: reazioni locali, talvolta settiche (ascesso, cellulite), epatite acuta potenzialmente grave, polmonite,endocardite e altre infezioni gravi. Si e' verificata depressione respiratoria. Sono stati riportati decessi causati da depressione respiratoria, in particolare quando buprenorfina e' stata utilizzata in associazione alle benzodiazepine o quando la buprenorfina non e' stata utilizzata in accordo al riassunto delle caratteristiche del prodotto. Sono stati riportati decessi in associazione a somministrazione concomitante di buprenorfina e altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale quali alcol o altri oppioidi. I segni e i sintomi piu' comuni diipersensibilita' includono eruzioni cutanee, orticaria, prurito. Sonostati riportati casi di broncospasmo, depressione respiratoria, angioedema e shock anafilattico. Si sono verificati casi di aumento delle transaminasi epatiche, epatite, epatite acuta, epatite citolitica, ittero, sindrome epatorenale, encefalopatia epatica e necrosi epatica. E' stata riportata una sindrome neonatale da astinenza da droga fra i neonati di donne che avevano assunto buprenorfina durante la gravidanza. La sindrome puo' essere piu' lieve e piu' prolungata di quella determinata da agonisti completi a breve durata d'azione dei recettori mc degli oppioidi. La natura della sindrome puo' variare in base al passato da tossicodipendente della madre. Sono stati riportati casi di allucinazione, ipotensione ortostatica, ritenzione urinaria e vertigine. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionaledi segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non ci sono sufficienti dati nell'uomo per valutare la sicurezza di buprenorfina quando somministrata durante la gravidanza. Buprenorfina deve essere usata durante la gravidanza solo se il possibile beneficio terapeutico giustifica i possibili rischi per il feto. Verso la fine della gravidanza, dosi elevate di buprenorfina possono indurre depressione respiratoria nel neonato anche dopo un periodo di somministrazionebreve. La somministrazione prolungata di buprenorfina da parte della madre durante gli ultimi tre mesi di gravidanza puo' provocare sindrome da astinenza nel neonato (ad esempio, ipertonia, tremore neonatale, agitazione neonatale, mioclono o convulsioni). La sindrome si manifesta in genere da alcune ore a vari giorni dopo la nascita. A causa dellalunga emivita di buprenorfina, deve essere preso in considerazione ilmonitoraggio neonatale per parecchi giorni al termine della gravidanza per prevenire il rischio di depressione respiratoria o della sindrome da astinenza nei neonati. Come evidenziato negli studi sui ratti, labuprenorfina puo' potenzialmente inibire la secrezione o la produzione di latte. Inoltre, poiche' la buprenorfina viene secreta nel latte materno, l'allattamento e' controindicato. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicita' a livello della funzione riproduttiva. Il potenziale rischio per l'uomo non e' noto.

Codice: 033791031
Codice EAN:
Codice ATC: N07BC01
  • Sistema nervoso
  • Altri farmaci del sistema nervoso
  • Farmaci utilizzati nei disturbi da dipendenza
  • Farmaci utilizzati nella dipendenza da oppioidi
  • Buprenorfina
Temperatura di conservazione: non superiore a +30 gradi, in luogo asciutto
Forma farmaceutica: COMPRESSE SUBLINGUALI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER OPACO