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TROZOCINA INF POLV 500MG 10ML

Produttore: ALFASIGMA SPA
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

TROZOCINA 500 MG POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterici per uso sistemico: macrolidi.

PRINCIPI ATTIVI

Azitromicina.

ECCIPIENTI

Acido citrico anidro, sodio idrossido.

INDICAZIONI

Medicinale indicato nel trattamento della polmonite acquisita in comunita' causata da organismi sensibili, inclusa la legionella pneumophila, in pazienti che richiedono una terapia iniziale endovenosa; inoltreindicato nel trattamento della malattia infiammatoria pelvica causatada organismi sensibili, in pazienti che richiedono una terapia iniziale endovenosa.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Ipersensibilita' all'eritromicina o ad uno qualsiasi degli antibiotici macrolidi o ketolidi; grave insufficienza epatica; generalmente controindicato durante la gravidanza e l'allattamento e nella primissima infanzia.

POSOLOGIA

Nel trattamento della polmonite acquisita in comunita', il dosaggio raccomandato per l'adulto e' di 500 mg di soluzione per infusione in un'unica dose giornaliera per via endovenosa per almeno due giorni. La terapia per via endovenosa deve essere seguita da quella orale con un dosaggio di 500 mg in monosomministrazione giornaliera per un periodo complessivo di trattamento di 7-10 giorni. Il momento nel quale effettuare il passaggio alla terapia orale deve essere deciso dal medico in base alla risposta clinica. Nel trattamento della malattia infiammatoria pelvica, il dosaggio raccomandato per l'adulto e' di 500 mg di soluzione per infusione in un'unica dose giornaliera per via endovenosa peruno o due giorni. La terapia per via endovenosa deve essere seguita da quella orale con un dosaggio di 250 mg in monosomministrazione giornaliera per un periodo complessivo di trattamento di 7 giorni. Il momento nel quale effettuare il passaggio alla terapia orale deve essere deciso dal medico in base alla risposta clinica. Il medesimo schema posologico indicato per gli adulti puo' essere applicato al paziente anziano. Si raccomanda particolare cautela per il rischio di sviluppare aritmia cardiaca e torsioni di punta. L'efficacia e la tollerabilita' della soluzione per infusione nel trattamento delle infezioni nei bambinie negli adolescenti di eta' inferiore a 16 anni non sono state stabilite. In studi clinici controllati e' stata somministrata azitromicina per via orale a pazienti pediatrici (da 6 mesi a 16 anni). Non e' richiesto un aggiustamento posologico nei pazienti con alterazione della funzionalita' renale da lieve a moderata (gfr 10-80 ml/min.) mentre bisogna avere cautela in quelli con grave compromissione (gfr < 10 ml/min.). Nei pazienti con alterazione della funzionalita' epatica da lieve a moderata puo' essere usato lo stesso dosaggio dei pazienti con funzionalita' epatica normale. >>Modo di somministrazione. Soluzione per infusione dopo ricostituzione e diluizione: deve essere somministrato per infusione. Soluzione per infusione: non deve essere somministrato inbolo endovenoso o per via intramuscolare. La concentrazione della soluzione e la durata dell'infusione devono essere pari a: 1 mg/ml in 3 ore oppure 2 mg/ml in 1 ora. Preparazione della soluzione per somministrazione endovenosa. Ricostituzione: la soluzione iniziale deve essere preparata aggiungendo 4,8 ml di acqua sterile per iniezioni al flaconcino contenente la polvere. Agitare il flaconcino fino a completa dissoluzione del medicinale. Si raccomanda di usare una siringa standard da5 ml per prelevare il volume esatto di 4,8 ml di acqua sterile per iniezioni. 1 ml di soluzione ricostituita contiene 100 mg di azitromicina. I farmaci da somministrare per via parenterale devono essere controllati attentamente per escludere la presenza di particolato nella soluzione. Nel caso in cui siano evidenti particelle in sospensione, la soluzione deve essere eliminata. La soluzione ricostituita deve essere diluita prima della somministrazione seguendo le istruzioni indicate diseguito. Diluizione: per ottenere una concentrazione di azitromicina pari a 1,0-2,0 mg/ml, prelevare dal flaconcino 5 ml della soluzione ricostituita (concentrazione 100 mg/ml), aggiungendoli al volume appropriato di uno dei solventi. >>Concentrazione finale della soluzione per infusione. 1,0 mg/ml: 500 ml; 2,0 mg/ml: 250 ml. La somministrazione endovenosa di una dose di 500 mg di azitromicina, diluita secondo le istruzioni, deve essere effettuata in un periodo di tempo non inferiore a 60 minuti.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Come con l'eritromicina e altri macrolidi sono state raramente riportate reazioni allergiche gravi, incluse angioedema e anafilassi (raramente fatale), reazioni dermatologiche che includono la Sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la Necrolisi epidermica tossica (TEN) (raramente fatale) e la Sindrome DRESS (reazione a farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici) che possono recidivare anche in assenza di una nuova assunzione del farmaco, dopo la sospensione del trattamento sintomatico. Queste reazioni richiedono la sospensione del farmaco e l'instaurarsi di un trattamento sintomatico seguito da un periodo di osservazione prolungato. Nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale (GFR < 10 ml/min.) e' stato osservato un aumento del 33% dell'esposizione sistemica all'azitromicina. In pazienti con insufficienza epatica di grado lieve-moderato, non e' stata dimostrata alcuna evidenza di modificazioni significative della farmacocinetica sierica dell'azitromicina rispetto a persone con funzionalita' epatica normale. In questi pazienti l'eliminazione dell'azitromicina attraverso le urine sembraaumentare, probabilmente come compenso per la ridotta clearance epatica. Tuttavia, dal momento che il fegato rappresenta la principale via di eliminazione dell'azitromicina, deve essere posta attenzione, sottosorveglianza medica, nell'uso di azitromicina in pazienti con malattie epatiche o insufficienza epatica. Con azitromicina sono stati riportati casi di epatite fulminante che possono condurre a condizioni di insufficienza epatica che mettono a rischio la vita. Alcuni pazienti possono aver sofferto di patologie epatiche pre-esistenti o possono essere stati in trattamento con altre terapie epatotossiche. In caso di segni e sintomi di disfunzione epatica quali rapido sviluppo di astenia con ittero, urine scure, tendenza al sanguinamento o encefalopatia epatica, devono essere effettuati immediatamente test di funzionalita' epatica. Nel caso emerga un quadro di disfunzione epatica, la somministrazione di azitromicina deve essere interrotta. In pazienti in trattamento con derivati dell'ergotamina la co- somministrazione di antibioticimacrolidi ha precipitato crisi di ergotismo. Attualmente non vi sono dati a disposizione sulla possibilita' teorica di insorgenza di crisi di ergotismo; pertanto, azitromicina ed ergotamina non devono essere somministrati contemporaneamente. Cosi' come con ogni altra preparazione antibiotica, e' raccomandata una particolare osservazione per l'eventuale insorgenza di superinfezioni con microrganismi non sensibili inclusi i funghi. Con l'uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui l'azitromicina, sono stati segnalati casi di diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravita' puo' variare da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con gli antibiotici altera la normale flora del colon e porta a una crescita eccessiva di C. difficile. Il C. difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della diarrea. I ceppi di C. difficile che producono tossine in eccesso causano un aumento dei tassi di morbilita' e mortalita', poiche' queste infezioni sono in genere refrattarie alla terapia antibatterica e richiedono spesso una colectomia. Bisogna considerare la possibilita' di diarrea associata a C. difficile in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito di trattamento antibiotico. E' inoltre necessaria un'attenta anamnesi poiche' i casi di diarrea associata a C. difficile sonostati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibiotici. Nel trattamento con altri macrolidi e' stato riscontrato un prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e dell'intervallo QT, conil rischio di sviluppare aritmia cardiaca e torsioni di punta. Nei pazienti con un rischio piu' elevato di prolungamento della ripolarizzazione cardiaca, non si puo' escludere del tutto un effetto analogo con l'azitromicina. Per questo, dal momento che le situazioni elencate di seguito possono comportare un aumentato rischio di aritmie ventricolari (compresa la torsione di punta) che possono causare arresto cardiaco, l'azitromicina deve essere usata con cautela in pazienti che presentino condizioni pro-aritmiche (in particolare donne e pazienti anziani)quali ad esempio: prolungamento del tratto QT congenito o documentato; trattamento concomitante con altre sostanze note per indurre prolungamento del tratto QT, come antiaritmici di Classe IA (quinidina e procainamide) e di Classe III (dofetilide, amiodarone e sotalolo), cisapride e terfenadina; agenti antipsicotici come pimozide; antidepressivi come citalopram; e fluorchinoloni come moxifloxacina e levofloxacina; disturbi elettrolitici, in particolare in caso di ipokalemia e ipomagnesiemia; bradicardia clinicamente significativa, aritmia o insufficienza cardiaca severa. Sono stati riportati casi di esacerbazione dei sintomi della miastenia gravis e insorgenza "ex-novo" di sindrome miastenica in pazienti trattati con azitromicina. La sicurezza e l'efficacia dell'azitromicina somministrata per via endovenosa nel trattamento di infezioni nei bambini non sono state determinate. La sicurezza e l'efficacia nella prevenzione o nel trattamento del Mycobacterium Avium Complex nei bambini non sono state determinate. Il medicinale per soluzione per infusione deve essere ricostituito e diluito seguendo le istruzioni e deve essere somministrato con infusioni di durata non inferiore a 60 minuti. Non somministrare in bolo endovenoso o per via intramuscolare. In tutti i volontari che hanno ricevuto infusioni con concentrazioni superiori a 2.0 mg/ml, sono state segnalate reazioni locali in sede di inoculo e pertanto tali concentrazioni devono essere evitate. Questo medicinale contiene 4,9 mmol (o 114 mg) di sodio per dose. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalita' renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

INTERAZIONI

I pazienti in terapia con azitromicina orale e antiacidi contenenti magnesio e alluminio non devono assumere i due farmaci contemporaneamente. La somministrazione di antiacidi orali non dovrebbe alterare le caratteristiche dell'azitromicina somministrata per via endovenosa. Nei volontari sani, la somministrazione concomitante di un regime di 5 giorni di azitromicina e cetirizina 20 mg allo steady state non ha evidenziato interazioni farmacocinetiche ne' alterazioni significative dell'intervallo qt. E' stato osservato che la somministrazione contemporanea di dosi giornaliere di azitromicina 1200 mg/die e didanosina 400 mg/die in sei pazienti HIV positivi non ha avuto alcun effetto sulla farmacocinetica allo steady state della didanosina rispetto al placebo. E'stato riportato che la somministrazione concomitante di antibiotici macrolidi, tra cui l'azitromicina, con substrati della p-glicoproteina come la digossina, risulta aumentare i livelli sierici del substrato della p-glicoproteina. Quindi, se azitromicina e p-gp substrati come ladigossina vengono somministrati contemporaneamente, deve essere considerata la possibilita' di concentrazioni sieriche elevate del substrato. A causa della possibile insorgenza di crisi di ergotismo, l'uso concomitante di azitromicina e derivati dell'ergotamina e' sconsigliato. La somministrazione di dosi singole da 1000 mg e di dosi multiple da 1200 mg o 600 mg di azitromicina non ha sostanzialmente modificato la farmacocinetica plasmatica o l'escrezione urinaria della zidovudina o del suo metabolita glucuronide. Tuttavia, la somministrazione di azitromicina ha determinato un aumento delle concentrazioni della zidovudinafosforilata, suo metabolita clinicamente attivo, nelle cellule periferiche mononucleate. L'importanza clinica di questo dato non e' chiara,ma puo' comunque costituire un beneficio per il paziente. Con l'azitromicina non si verifica induzione o inattivazione del citocromo p450 epatico tramite il complesso dei suoi metaboliti. La somministrazione concomitante di atorvastatina (10 mg/die) e azitromicina (500 mg/die) non ha causato alterazioni dell'attivita' hmg coa reduttasica. Nel corso di uno studio di interazione condotto su volontari sani, non e' stato osservato alcun effetto significativo sui livelli plasmatici della carbamazepina o del suo metabolita attivo in pazienti che assumevano contemporaneamente azitromicina. Nel corso di uno studio di farmacocinetica condotto per valutare gli effetti di una singola dose di cimetidina somministrata a distanza di 2 ore dall'azitromicina, non si sono evidenziate alterazioni nella farmacocinetica dell'azitromicina. In uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani ai quali sono state somministrate una dose orale di 500 mg/die di azitromicina per 3 giorni e successivamente una dose orale unica di 10 mg/kg di ciclosporina, sono stati riscontrati innalzamenti significativi dei valori Cmax e AUC0-5 della ciclosporina. Pertanto, l'eventuale somministrazione contemporanea dei due farmaci richiede cautela. Qualora la cosomministrazione dei due farmaci fosse strettamente necessaria, si dovranno attentamente monitorare i livelli della ciclosporina e il dosaggio di quest'ultima dovra' essere modificato di conseguenza. La somministrazione concomitante di una dose singola giornaliera di azitromicina (600 mg) e di efavirenz (400 mg) per sette giorni non ha prodotto alcuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa. Non e' necessaria alcuna modifica del dosaggio quando l'azitromicina viene somministrata in associazione ad efavirenz. La somministrazione concomitante di una dosesingola di azitromicina (1200 mg) non ha alterato la farmacocinetica di una dose singola di fluconazolo (800 mg). Il tempo di esposizione totale e l'emivita dell'azitromicina non sono state influenzate dalla somministrazione contemporanea di fluconazolo, mentre e' stata osservata una diminuzione della Cmax (18 %) clinicamente irrilevante. Non e' necessaria alcuna modifica del dosaggio quando l'azitromicina viene somministrata in associazione al fluconazolo. La somministrazione concomitante di una dose singola di azitromicina (1200 mg) non ha evidenziatoun effetto statisticamente significativo sulla farmacocinetica dell'indinavir somministrato tre volte al giorno per 5 giorni in dosi da 800mg. Non e' necessaria alcuna modifica del dosaggio quando l'azitromicina viene somministrata in associazione ad indinavir. Uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani, ha evidenziato che l'azitromicina non influisce in modo significativo sulla farmacocinetica del metilprednisolone. Nei volontari sani, la somministrazione concomitante di azitromicina 500 mg/die per 3 giorni non ha comportato cambiamenti clinicamente significativi nella farmacocinetica e farmacodinamica di una dose singola di midazolam 15 mg. La somministrazione concomitante di azitromicina (1200 mg) e nelfinavir allo steady state (750 mg tre volte al giorno) ha prodotto un aumento delle concentrazioni dell'azitromicina. Sebbene non siano state osservate reazioni avverse clinicamente significative e non sia necessaria alcuna modifica del dosaggio, e'consigliato un attento monitoraggio degli effetti collaterali dell'azitromicina. La somministrazione concomitante di azitromicina e rifabutina non modifica le concentrazioni sieriche dei due farmaci. Casi di neutropenia sono stati osservati in alcuni pazienti che assumevano i due farmaci contemporaneamente; sebbene sia noto che la rifabutina determini neutropenia, non e' stato possibile stabilire una relazione di causalita' tra i suddetti episodi di neutropenia e l'associazione rifabutina-azitromicina. In soggetti maschi volontari sani, non e' stato evidenziato alcun effetto di azitromicina (500 mg al giorno per 3 giorni)su AUC e Cmax del sildenafil o dei suoi maggiori metaboliti circolanti. La somministrazione contemporanea di azitromicina e teofillina a volontari sani non ha evidenziato un'interazione clinicamente significativa tra i due farmaci. Gli studi di farmacocinetica non hanno evidenziato interazioni tra azitromicina e terfenadina. Nei pazienti che hannoassunto i due farmaci contemporaneamente si sono verificati rari casidi interazione per i quali non e' stato pero' possibile stabilire o escludere una correlazione certa. Non e' necessaria alcuna modifica deldosaggio quando l'azitromicina viene somministrata in associazione a trimetoprim/sulfametoxazolo. Si consiglia di rivalutare la frequenza con cui monitorare il tempo di protrombina quando si somministra l'azitromicina a pazienti che ricevono anticoagulanti di tipo cumarinico. Per quanto riguarda l'uso concomitante di azitromicina e di altri farmaci che agiscono sulla coagulazione, si consiglia un attento monitoraggio di quei pazienti che assumono i suddetti farmaci in associazione.

EFFETTI INDESIDERATI

In seguito a somministrazione di azitromicina, per via endovenosa e per via orale, nel trattamento della polmonite acquisita in comunita', gli effetti collaterali piu' frequentemente riportati sono: diarrea/feci molli, nausea, dolore addominale e vomito. Con la somministrazione endovenosa dell'azitromicina sono state riportate infiammazioni locali/dolore nel sito di infusione. L'incidenza e la gravita' di queste reazioni in seguito alla somministrazione di 500 mg di azitromicina sono risultate uguali sia nel caso di somministrazione della durata di un'ora (infusione da 250 ml alla concentrazione di 2 mg/ml) sia di 3 ore (infusione da 500 ml alla concentrazione di 1 mg/ml). In seguito a somministrazione di azitromicina, per via endovenosa e per via orale, nel trattamento della malattia infiammatoria pelvica in donne adulte, gli effetti collaterali piu' frequentemente riportati sono: diarrea, nausea, vaginite, dolore addominale, anoressia, rash e prurito. Quando l'azitromicina e' stata somministrata in concomitanza con metronidazolo, un numero piu' elevato di donne ha riportato i seguenti effetti indesiderati: nausea, dolore addominale, vomito, reazioni locali in sede di inoculo, stomatiti, capogiri e dispnea. Sono elencate di seguito le reazioni avverse riportate negli studi clinici e/o nell'uso post- marketing, classificate per sistemi, organi e frequenza. Le reazioni avverse identificate nell'uso post-marketing sono riportate in corsivo. La frequenza delle reazioni avverse e' definita come segue: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota All'interno delle classi di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravita'. >>Reazioni. Infezioni ed Infestazioni. Non comune: candidosi, infezioni vaginali, polmoniti, infezioni micotiche, infezioni batteriche, faringiti, gastroenteriti, disturbi respiratori, riniti, candidosi orale; non nota: colite pseudo membranosa. Patologiedel sistema emolinfopoietico. Non comune: leucopenia, neutropenia, eosinofilia; non nota: trombocitopenia, anemia emolitica. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: angioedema, ipersensibilita'; non nota: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia. Disturbi psichiatrici. Non comune: nervosismo, insonnia; raro: agitazione; non nota: agitazione, aggressivita', ansia, delirio, allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: capogiro, sonnolenza, disgeusia, parestesie; non nota:sincope, convulsioni, ipoestesie, iperattivita' psicomotoria, anosmia, ageusia, parosmia, miastenia gravis. Patologie dell'occhio. Non comune: disabilita' visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: disturbi auricolari, vertigini; non nota: compromissione dell'udito incluso sordita' e/o tinnito. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni; non nota: torsioni di punta, aritmia, inclusa tachicardia ventricolare, prolungamento del QT. Patologie vascolari. Non comune: vampate di calore; non nota: ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: dispnea, epistassi. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea; comune: vomito, dolore addominale,nausea, costipazione, flatulenza, dispepsia, gastrite, disfagia, distensione addominale, secchezza della bocca, eruttazione, ulcerazione della bocca, ipersecrezione salivare; non nota: pancreatite Scolorimentodella lingua. Patologie epatobiliari. Raro: alterata funzionalita' epatica, ittero colestatico; non nota: insufficienza epatica, epatite fulminante, necrosi epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: rash, prurito, orticaria, dermatite, secchezza dellapelle, iperidrosi; raro: reazioni di fotosensibilita', reazione a farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS); non nota: sindrome di Stevens-Johnson Necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: osteoartrite, mialgia, dolore di schiena, dolore al collo; non nota: artralgia. Patologie renali e urinarie. Non comune: disuria, dolore renale; non nota: insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: metrorragia, disturbi testicolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: dolore nel sito di iniezione, infiammazione del sito di iniezione; non comune: edema, astenia, malessere, affaticamento, edema del volto, dolore toracico, piressia, dolore, edema periferico. Esami diagnostici. Comune: diminuzione della conta dei linfociti, aumento della conta degli eosinofili, diminuzione del bicarbonato ematico, aumento dei basofili, dei monociti dei neutrofili; non comune: aumento dell'aspartato amino transferasi, dell'alanino amino transferasi, della bilirubinemia, dell'urea ematica, della creatininemia, anormalita' della potassiemia, aumento della fosfatasi alcalina ematica, del cloro, del glucosio, delle piastrine, del bicarbonato, anormalita' del sodio, diminuzione dell'ematocrito. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Non comune: complicazioni post procedurali. >>Reazioni avverse possibilmente o probabilmente correlate all'utilizzo nella profilassi e nel trattamento delle infezioni da Mycobacterium Avium Complex (queste reazioni avverse differiscono sia come tipo sia come frequenza, da quelle riportate con le formulazioni a rilascio immediato o prolungato). Disturbi del metabolismoe della nutrizione. Comune: anoressia. Patologie del sistema nervoso.Comune: capogiro, cefalea, parestesia, disgeusia; non comune: ipoestesia. Patologie dell'occhio. Comune: compromissione della vista. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: sordita'; non comune: compromissione dell'udito, tinnito. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea, dolore addominale, nausea, flatulenza, disturbi addominali, perdita delle feci. Patologie epatobiliari. Non comune: epatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, prurito; non comune: sindrome diStevens-Johnson, reazioni di fotosensibilita'. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento; non comune: astenia, malessere. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non sono disponibili dati adeguati sull'uso dell'azitromicina in gravidanza. Da studi di tossicologia riproduttiva sull'animale e' emerso che l'azitromicina attraversa la placenta ma non si sono osservati effetti teratogenici. La sicurezza d'uso dell'azitromicina in gravidanza non e' stata confermata; quindi, azitromicina dovrebbe essere usata in gravidanza solo se i benefici sono superiori ai rischi. E' stata riportata la secrezione di azitromicina nel latte materno, ma non ci sono studi clinici adeguati e ben controllati che hanno caratterizzato in donne che allattano la farmacocinetica di escrezione di azitromicina nellatte materno. Poiche' molti farmaci sono escreti nel latte materno, azitromicina deve pertanto essere usato nelle donne durante l'allattamento e nella primissima infanzia solamente ove i benefici potenziali superino chiaramente i rischi. In studi di fertilita' condotti nel ratto, e' stato osservato un ridotto tasso di gravidanze a seguito della somministrazione di azitromicina. La rilevanza di tale dato nell'uomo non e' nota.

Codice: 027948090
Codice EAN:
Codice ATC: J01FA10
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antibatterici per uso sistemico
  • Macrolidi, lincosamidi e streptogramine
  • Macrolidi
  • Azitromicina
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE