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VELCADE EV SC 1FL 3,5MG Produttore: JANSSEN CILAG SPA

  • FARMACO OSPEDALIERO
  • USO OSPEDALIERO

DENOMINAZIONE

VELCADE 3,5 MG POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaci antineoplastici, altri farmaci antineoplastici.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni flaconcino contiene 3,5 mg di bortezomib (come estere boronico del mannitolo). Dopo la ricostituzione, 1 ml di soluzione iniettabile per uso sottocutaneo contiene 2,5 mg di bortezomib. Dopo la ricostituzione, 1 ml di soluzione iniettabile per uso endovenoso contiene 1 mg dibortezomib. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Mannitolo (E421), azoto.

INDICAZIONI

VELCADE in monoterapia o in associazione con doxorubicina liposomialepegilata o desametasone e' indicato per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo in progressione che abbiano gia' ricevuto almeno una precedente linea di trattamento e che siano gia' stati sottoposti o non siano candidabili a trapianto di cellule staminali ematopoietiche. VELCADE in associazione con melfalan e prednisone e' indicato per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo precedentemente non trattato non eleggibili a chemioterapia ad alte dosi con trapianto di cellule staminali ematopoietiche. VELCADE in associazione condesametasone o con desametasone e talidomide e' indicato per il trattamento di induzione di pazienti adulti con mieloma multiplo precedentemente non trattato eleggibili a chemioterapia ad alte dosi con trapianto di cellule staminali ematopoietiche. VELCADE in associazione con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone e' indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare precedentemente non trattato non candidabili a trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo, al boro o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pneumopatia infiltrativa diffusa acuta e pericardiopatia. Quando VELCADE viene somministrato in associazione ad altri medicinali, fare riferimento ai relativi Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto per ulteriori controindicazioni.

POSOLOGIA

Il trattamento con VELCADE deve essere iniziato sotto la supervisionedi un medico con esperienza nel trattamento dei pazienti con tumore, tuttavia VELCADE puo' essere somministrato da un operatore sanitario esperto nell'uso di agenti chemioterapici. VELCADE deve essere ricostituito da un operatore sanitario (vedere paragrafo 6.6). Posologia per il trattamento del mieloma multiplo in progressione (pazienti che hannoricevuto almeno una precedente linea di trattamento). Monoterapia: VELCADE 3,5 mg polvere per soluzione iniettabile e' somministrato per via endovenosa o sottocutanea alla dose raccomandata di 1,3 mg/m^2 dell'area della superficie corporea due volte la settimana per due settimane nei giorni 1, 4, 8 e 11 in un ciclo di trattamento di 21 giorni. Questo periodo di 3 settimane viene considerato un ciclo di trattamento. Si raccomanda che i pazienti ricevano la somministrazione di 2 cicli di VELCADE dopo la conferma del raggiungimento di una risposta completa. Ai pazienti che rispondono al trattamento ma che non raggiungono unaremissione completa, si raccomanda la somministrazione di un totale di 8 cicli di VELCADE. Fra la somministrazione di due dosi consecutive di VELCADE devono trascorrere almeno 72 ore. Aggiustamenti della dose durante il trattamento e la sua ripresa in monoterapia: la terapia conVELCADE deve essere sospesa all'insorgenza di qualsiasi effetto tossico non ematologico di Grado 3 o di qualsiasi effetto tossico ematologico di Grado 4, esclusa la neuropatia, come di seguito indicato (vedereanche paragrafo 4.4). Una volta risolti i sintomi della tossicita', il trattamento con VELCADE puo' essere ripreso a un dosaggio inferiore del 25% (1,3 mg/m^2 ridotti a 1,0 mg/m^2; 1,0 mg/m^2 ridotti a 0,7 mg/m^2). Nel caso in cui i sintomi della tossicita' non si siano risolti,o nell'eventualita' in cui si ripresentino a dosaggio ridotto, si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con VELCADE, a meno che i benefici della terapia non siano chiaramente superioriai rischi. Dolore neuropatico e /o neuropatia periferica: i pazienti che manifestino dolore neuropatico e/o neuropatia periferica correlatialla somministrazione di bortezomib, devono essere gestiti in base a quanto riportato di seguito (vedere paragrafo 4.4). I pazienti con neuropatia grave preesistente possono essere trattati con VELCADE solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Modifiche della posologia raccomandata* in caso di neuropatia correlata alla somministrazione di bortezomib. Gravità della neuropatia: grado 1 (asintomatica; perdita di riflessi tendinei profondi o parestesia) senza doloreo perdita di funzionalità; aggiustamento della posologia: nessuno. Gravità della neuropatia: grado 1 con dolore o grado 2 (sintomi moderati; limitazione delle attività strumentali della vita quotidiana (adl)**); aggiustamento della posologia: ridurre velcade a 1,0 mg/m^2 o modificare lo schema posologico di velcade a 1,3 mg/ m^2 una volta alla settimana. Gravità della neuropatia: grado 2 con dolore o grado 3 (gravi sintomi; limitazione dell'autonomia individuale nelle adl***); aggiustamento della posologia: sospendere velcade fino alla risoluzione dellasintomatologia. Una volta risolti i sintomi della tossicità, riprendere la somministrazione di velcade riducendo la dose a 0,7 mg/m^2 una somministrazione settimanale. Grado 4 (conseguenze pericolose per la vita; è indicato un intervento urgente) e/o grave neuropatia autonomica;aggiustamento della posologia: interrompere velcade. * basate sulle modifiche della posologia negli studi clinici di fase ii e iii condottisul mieloma multiplo e sull'esperienza post-marketing. Classificazione basata sui "criteri comuni di terminologia per gli eventi avversi v4.0" (ctcae; national cancer institute, nci). ** adl (attività della vita quotidiana) strumentali: si riferisce alla preparazione dei pasti, spesa per generi alimentari o vestiti, uso del telefono, gestione del denaro, etc; *** autonomia individuale per adl: si riferisce a lavarsi, vestirsi e svestirsi, auto alimentarsi, usare la toilette, assumere medicinali e non essere costretti a letto. Terapia in associazione condoxorubicina liposomiale pegilata: VELCADE 3,5 mg polvere per soluzione iniettabile e' somministrato per via endovenosa o sottocutanea alladose raccomandata di 1,3 mg/m^2 dell'area della superficie corporea due volte la settimana per due settimane nei giorni 1, 4, 8 e 11 in un ciclo di trattamento di 21 giorni. Questo periodo di 3 settimane vieneconsiderato un ciclo di trattamento. Fra la somministrazione di due dosi consecutive di VELCADE devono trascorrere almeno 72 ore. Doxorubicina liposomiale pegilata e' somministrata alla dose di 30 mg/m^2 nel giorno 4 del ciclo di trattamento di VELCADE con una infusione endovenosa della durata di 1 ora dopo l'iniezione di VELCADE. Possono essere somministrati fino a 8 cicli di questa terapia di associazione finche' i pazienti non mostrano progressione e tollerano il trattamento. I pazienti che raggiungono una risposta completa possono continuare il trattamento per almeno 2 cicli dopo la prima evidenza di risposta completa, anche se questo richiede un trattamento per piu' di 8 cicli. I pazienti i cui livelli di paraproteina continuano a diminuire dopo gli 8 cicli possono proseguire la terapia fino a quando il trattamento e' tollerato e continuano a mostrare una risposta. Per ulteriori informazioniriguardanti doxorubicina liposomiale pegilata, fare riferimento al rispettivo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. Associazione con desametasone: VELCADE 3,5 mg polvere per soluzione iniettabile e' somministrato per via endovenosa o sottocutanea alla dose raccomandata di 1,3 mg/m^2 dell'area della superficie corporea due volte la settimana per due settimane nei giorni 1, 4, 8 e 11 in un ciclo di trattamentodi 21 giorni. Questo periodo di 3 settimane viene considerato un ciclo di trattamento. Fra la somministrazione di due dosi consecutive di VELCADE devono trascorrere almeno 72 ore. Desametasone e' somministratoper via orale alla dose di 20 mg nei giorni 1, 2, 4, 5, 8, 9, 11, e 12 del ciclo di trattamento con VELCADE. I pazienti che raggiungono unarisposta o una stabilizzazione della malattia dopo 4 cicli di questa terapia di associazione possono continuare a ricevere la stessa associazione per un massimo di 4 cicli aggiuntivi. Per ulteriori informazioni riguardanti desametasone, fare riferimento al rispettivo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

AVVERTENZE

Quando VELCADE viene somministrato in associazione ad altri medicinali, devono essere consultati i relativi Riassunti delle Caratteristichedel Prodotto prima dell'inizio del trattamento con VELCADE. Quando viene somministrata talidomide e' necessario prestare particolare attenzione al test di gravidanza e alle norme di prevenzione della gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Somministrazione intratecale: si sono verificati casi di decesso in seguito alla somministrazione intratecale involontaria di VELCADE. VELCADE 1 mg polvere per soluzione iniettabile e'destinato solo per l'uso endovenoso, mentre VELCADE 3,5 mg polvere per soluzione iniettabile e' destinato per l'uso endovenoso o sottocutaneo. VELCADE non deve essere somministrato per via intratecale. Tossicita' gastrointestinale: gli effetti tossici gastrointestinali, compresanausea, diarrea, vomito e stitichezza, sono molto comuni durante il trattamento con VELCADE. Non comunemente sono stati segnalati casi di ileo (vedere paragrafo 4.8). Pertanto i pazienti che manifestino costipazione devono essere monitorati attentamente. Tossicita' ematologica: il trattamento con VELCADE e' molto spesso associato a effetti tossiciematologici (trombocitopenia, neutropenia e anemia). Negli studi condotti in pazienti con mieloma multiplo recidivato trattati con VELCADE e nei pazienti con MCL precedentemente non trattato, trattati con VELCADE in associazione con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (VcR-CAP), una delle tossicita' ematologiche piu' comuni e' stata trombocitopenia transitoria. Le piastrine sono risultate al livellopiu' basso al Giorno 11 di ogni ciclo di trattamento con VELCADE e sisono ristabilite ai livelli del basale solitamente al ciclo successivo. Non vi e' stata evidenza di trombocitopenia cumulativa. Il nadir del valore medio delle piastrine e' stato pari a circa il 40% del valorebasale negli studi sul mieloma multiplo con VELCADE impiegato come monoterapia e del 50% nello studio sul MCL. In pazienti con mieloma avanzato la gravita' della trombocitopenia era correlata ai valori piastrinici precedenti al trattamento: per valori piastrinici al basale < 75.000/ml, il 90% dei 21 pazienti ha raggiunto una conta piastrinica <= 25.000/ml durante lo studio, incluso un 14% di pazienti che ha raggiunto valori < 10.000/ml; al contrario, per valori piastrinici al basale >75.000/ml, solo il 14% dei 309 pazienti ha mostrato una conta piastrinica <= 25.000/ml durante lo studio. Nei pazienti con MCL (studio LYM-3002), si e' avuta una piu' alta incidenza (56,7% versus 5,8%) di trombocitopenia di Grado >= 3 nel gruppo di trattamento con VELCADE (VcR-CAP) rispetto al gruppo non trattato con VELCADE (rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone [R-CHOP]). I due gruppi di trattamento sono risultati simili sia per quanto riguarda l'incidenza complessiva di eventi di sanguinamento di tutti i gradi (6,3% nel gruppo VcR-CAP e 5,0% nel gruppo R-CHOP) sia per gli eventi di sanguinamento di Grado 3 e maggiore (VcR-CAP: 4 pazienti [1,7%]; R-CHOP: 3 pazienti [1,2%]). Nel gruppo VcR-CAP, il 22,5% dei pazienti ha ricevuto una trasfusione di piastrine rispetto al 2,9% dei pazienti nel gruppo R-CHOP. In associazione al trattamento con VELCADE sono stati riportati emorragia gastrointestinale e intracerebrale. Pertanto, i livelli piastrinici devono essere monitorati prima della somministrazione di ogni dose di VELCADE. La terapia con VELCADE deve essere sospesa quando la conta piastrinica raggiunga valori < 25.000 ml o, in caso di associazione con melfalan e prednisone, quando la conta piastrinica raggiunga valori < 30.000/ml (vedere paragrafo 4.2). Il beneficio potenziale del trattamento deve essere accuratamente valutato rispetto ai rischi, particolarmente in caso di trombocitopenia da moderata a grave e in presenza di fattori di rischio emorragico. L'emocromo completo, con i conteggi differenziali e con inclusa la conta piastrinica, deve essere frequentemente monitorato nel corso del trattamento con VELCADE. Quando clinicamente appropriato, deve essere presa in considerazione la trasfusione di piastrine (vedere paragrafo 4.2). Nei pazienti con MCL senza evidenza di neutropenia cumulativa, e' stata osservata neutropenia transitoria reversibile tra i cicli di trattamento. I neutrofili sono risultati al livello piu' basso al Giorno 11 di ogni ciclo di trattamento con VELCADE e solitamente sono ritornati ai valori basali nel ciclo successivo. Nello studio LYM-3002, il supporto con fattori di crescita e' stato impiegato nel 78% dei pazienti nel braccio VcR-CAP e nel 61% dei pazienti nel braccio R-CHOP. Poiche' i pazienti con neutropenia sono esposti ad un maggior rischio di infezioni, questi devono essere monitorati per segni e sintomi di infezione e trattati tempestivamente. Fattori di crescita granulocitari possono essere somministrati per trattare la tossicita' ematologica secondo la pratica standard locale. In caso di ripetuti ritardi nella somministrazione dei cicli di terapia deve essere preso in considerazione l'uso preventivo dei fattori di crescita granulocitari (vedere paragrafo 4.2). Riattivazione del virus Herpes zoster: nei pazienti in trattamento con VELCADE e' raccomandata la somministrazione della profilassi antivirale. Nello studio di Fase III condotto in pazienti affetti da mieloma multiplo precedentemente non trattato, l'incidenza complessiva della riattivazione dell'herpes zoster e' risultata piu' comune nei pazienti trattati con VELCADE+Melfalan+Prednisone rispetto ai pazienti trattati con Melfalan+Prednisone (rispettivamente 14% contro 4%).

INTERAZIONI

Studi in vitro indicano che bortezomib e' un debole inibitore degli isoenzimi (CYP) 1A2, 2C9, 2C19, 2D6 e 3A4 del citocromo P450. Dato il limitato contributo (7%) dell'isoenzima CYP2D6 al metabolismo di bortezomib, si ritiene che tale fenotipo a bassa attivita' metabolizzante non incida sulla disponibilita' complessiva di bortezomib. Uno studio clinico d'interazione farmaco-farmaco, basato sui dati provenienti da 12pazienti, per verificare l'effetto del ketoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, sulla farmacocinetica di bortezomib (iniettato per via endovenosa) ha mostrato un aumento medio dell'AUC di bortezomib del 35% (IC 90% [1,032-1,772)]. Pertanto, i pazienti in trattamento concomitante con bortezomib e potenti inibitori del CYP3A4 (ad esempio ketoconazolo, ritonavir) devono essere attentamente monitorati. In uno studio clinico d'interazione farmaco-farmaco, basato sui dati provenienti da 17 pazienti, per verificare l'effetto dell'omeprazolo, un potente inibitore del CYP2C19, sulla farmacocinetica di bortezomib (iniettato per via endovenosa) non si e' evidenziato un effetto significativo sulla farmacocinetica di bortezomib. Uno studio clinico d'interazione farmaco-farmaco, basato sui dati provenienti da 6 pazienti, per verificarel'effetto della rifampicina, un potente induttore di CYP3A4, sulla farmacocinetica di bortezomib (iniettato per via endovenosa) ha mostratouna riduzione media dell'AUC di bortezomib del 45%. Pertanto, non e' raccomandato l'uso concomitante di bortezomib con potenti induttori diCYP3A4 (ad esempio rifampicina, carbamazepina, fenitoina, fenobarbital ed Erba di San Giovanni), perche' l'efficacia puo' essere ridotta. Nello stesso studio clinico d'interazione farmaco-farmaco, sui dati provenienti da 7 pazienti, per verificare l'effetto del desametasone, un debole induttore di CYP3A4, sulla farmacocinetica di bortezomib (iniettato per via endovenosa) non si e' evidenziato un effetto significativo sulla farmacocinetica di bortezomib. Uno studio d'interazione farmaco-farmaco, basato sui dati provenienti da 21 pazienti, per valutare l'effetto di melfalan-prednisone sulla farmacocinetica di bortezomib (iniettato per via endovenosa), ha mostrato un incremento dell'AUC di bortezomib del 17%. Questo non e' stato considerato clinicamente rilevante. Nel corso degli studi clinici, e' stata segnalata non comunemente ipoglicemia e comunemente iperglicemia nei pazienti diabetici in terapia con farmaci ipoglicemizzanti orali. I pazienti in terapia con antidiabetici orali in trattamento con VELCADE, possono richiedere un attento monitoraggio della glicemia ed un aggiustamento del dosaggio dei farmaci antidiabetici.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse gravi non comunemente riportate durante il trattamento con VELCADE includono insufficienza cardiaca, sindrome da lisi tumorale, ipertensione polmonare, sindrome di encefalopatia posteriore reversibile, pneumopatia infiltrativa diffusa acuta e raramente neuropatia autonomica. Le reazioni avverse piu' comunemente riportate durante il trattamento con VELCADE sono nausea, diarrea, costipazione, vomito, affaticamento, piressia, trombocitopenia, anemia, neutropenia, neuropatia periferica (inclusa quella sensoriale), mal di testa, parestesia, calo dell'appetito, dispnea, rash, herpes zoster e mialgia. Riassunto delle reazioni avverse. MielomaMultiplo: gli effetti indesiderati riportati di seguito sono quelli considerati dagli sperimentatori con una possibile o probabile relazione causale con VELCADE. Queste reazioni avverse sono basate su un insieme di dati integrati di 5.476 pazienti di cui 3.996 trattati con 1,3 mg/m^2 di VELCADE ed inclusi di seguito. VELCADE e' stato somministratocomplessivamente in 3.974 pazienti per il trattamento del mieloma multiplo. Le reazioni avverse sono elencate qui di seguito per classificazione per sistemi e organi e per gruppi di frequenza. La frequenza e' classificata come: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); moltoraro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ogni raggruppamento, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravita' decrescente. Il riassunto e' stato generato usando la versione 14.1 di MedDRA. Sono state anche riportate le reazioni avverse derivanti da segnalazionipost-marketing non osservate durante gli studi clinici. Reazioni avverse in pazienti con mieloma multiplo trattati con VELCADE negli studi clinici e tutte le reazioni avverse riportate dopo la commercializzazione indipendentemente dall'indicazione^#. Infezioni ed infestazioni. Comune: herpes zoster (include disseminato e oftalmico), polmonite*, herpes simplex*, infezione fungina*; non comune: infezione*, infezioni batteriche*, infezioni virali*, sepsi* (incluso shock settico), broncopolmonite, infezione da herpes virus*, meningoencefalite erpetica#, batteriemia (inclusa stafilococcica), orzaiolo, influenza, cellulite, infezioni associate al catetere, infezione della pelle*, infezione dell'orecchio*, infezione da stafilococco*, infezione ai denti*; raro: meningite (inclusa batterica), infezione da virus di epstein- barr, herpes genitale, tonsillite, mastoidite, sindrome da affaticamento post virale. Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Raro: tumori maligni, leucemia plasmocitaria, carcinoma cellulare renale, massa, micosi fungoide, tumori benigni*. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: trombocitopenia*, neutropenia*, anemia*; comune: leucopenia*, linfopenia*; non comune: pancitopenia*, neutropenia febbrile, coagulopatia*, leucocitosi*, linfoadenopatia, anemia emolitica#; raro: coagulazione intravascolare disseminata, trombocitosi*, sindrome da iperviscosità, patologia delle piastrine nos, microangiopatia trombotica (inclusa porpora trombocitopenica)#, patologia del sangue nos, diatesi emorragica, infiltrazione linfocitica. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: angioedema#, ipersensibilità*; raro: shock anafilattico, amiloidosi, reazione immuno-complesso mediata di tipo iii. Patologie endocrine. Non comune: sindrome di cushing*, ipertiroidismo*, secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico; raro: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune. Riduzione dell'appetito; comune. Disidratazione, ipocaliemia*, iponatremia*, alterazione del livello di glucosio nel sangue*, ipocalcemia*, alterazione enzimatica*; non comune: sindrome da lisi tumorale, mancato accrescimento*, ipomagnesiemia*, ipofostatemia*, ipercaliemia*, ipercalcemia*, ipernatremia*, livelli anormali di acido urico*, diabetemellito*, ritenzione idrica; raro: ipermagnesiemia*, acidosi, squilibrio elettrolitico*, sovraccarico di fluidi, ipocloremia*, ipovolemia, ipercloremia*, iperfosfatemia*, disturbi metabolici, carenza del complesso di vitamina b, carenza di vitamina b12, gotta, aumento dell'appetito, intolleranza all'alcool. Disturbi psichiatrici. Comune: disordinie disturbi dell'umore*, ansia*, insonnia e disturbi del sonno*; non comune: disturbi mentali*, allucinazioni*, disturbi psicotici*, confusione*, irrequietezza; raro: ideazione suicidaria*, disturbo dell'adattamento, delirio, diminuzione della libido. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: neuropatie*, neuropatia sensoriale periferica, disestesia*, neuralgia*;comune: neuropatia motoria*, perdita di coscienza (incluso sincope), capogiri*, disgeusia*, letargia, mal di testa*; non comune: tremore, neuropatia periferica sensomotoria, discinesia*, disturbi della coordinazione cerebellare e dell'equilibrio*, perdita di memoria (esclusa demenza)*, encefalopatia*, sindrome di encefalopatia posteriore reversibile#, neurotossicità, disturbi convulsivi*, neuralgia post herpetica, disturbi della parola*, sindrome delle gambe senza riposo, emicrania, sciatalgia, disturbo dell'attenzione, riflessi alterati*, parosmia; raro: emorragia cerebrale*, emorragia intracranica (inclusa sub-aracnoidea)*, edema cerebrale, attacco ischemico transitorio, coma, squilibrio del sistema nervoso autonomo, neuropatia autonomica, paralisi dei nervi cranici*, paralisi*, paresi*, presincope, sindrome del tronco cerebrale, disturbi cerebrovascolari, lesione della radice nervosa, iperattività psicomotoria, compressione del midollo spinale, disturbi cognitivi nos, disfunzione motoria, disturbi del sistema nervoso nos, radicoliti, perdita di saliva, ipotonia, sindrome di guillain-barrè#, polineuropatia demielinizzante#.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Contraccezione negli uomini e nelle donne: uomini e donne in eta' fertile devono utilizzare adeguate misure contraccettive durante la somministrazione e nei 3 mesi successivi al trattamento. Gravidanza: non sono disponibili dati clinici relativi all'esposizione a bortezomib durante la gravidanza. Il potenziale teratogeno di bortezomib non e' statocompletamente studiato. Negli studi preclinici, la somministrazione di bortezomib alle massime dosi tollerate dalla madre, non ha mostrato alcun effetto sullo sviluppo embriofetale nei ratti e nei conigli. Nonsono stati condotti studi sugli animali per determinare gli eventualieffetti sul parto e sullo sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). VELCADE non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della paziente ne richiedano l'utilizzo. Si deve informare la paziente dei rischi potenziali a carico del feto in caso disomministrazione di VELCADE in gravidanza, o se la paziente entrasse in stato di gravidanza durante il trattamento. Talidomide e' un potente agente teratogeno nell'uomo e induce gravi malformazioni congenite, pericolose per la vita. Talidomide e' controindicato durante la gravidanza e nelle donne potenzialmente fertili, a meno che non siano soddisfatte tutte le condizioni del programma di prevenzione della gravidanza di talidomide. I pazienti che ricevono VELCADE in associazione a talidomide devono aderire al Programma di Prevenzione della Gravidanza ditalidomide. Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di talidomide per informazioni aggiuntive. Allattamento: non e' noto se bortezomib venga escreto nel latte materno. A causa delle potenziali reazioni avverse gravi di VELCADE sui neonati allattati al seno, l'allattamento al seno deve essere interrotto durante la terapia con VELCADE. Fertilita': non sono stati condotti studi sulla fertilita'con VELCADE (vedere paragrafo 5.3).

Codice: 036559019
Codice EAN:

Codice ATC: L01XG01
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Altri antineoplastici
  • Inibitori dei proteasomi
  • Bortezomib
Temperatura di conservazione: non superiore a +30 gradi e al riparo dalla luce
Forma farmaceutica: POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE

POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE

36 MESI

FLACONE