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VENBIG 1F 500UI+F 10ML+SET Produttore: KEDRION SPA

  • FARMACO OSPEDALIERO
  • USO OSPEDALIERO

DENOMINAZIONE

VENBIG 50 UI/ML POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Sieri immuni e immunoglobuline; immunoglobuline anti-epatite B.

PRINCIPI ATTIVI

Immunoglobulina umana anti-epatite B. Questo farmaco da 500 ui. Proteine umane: 50 g/l. Costituite da immunoglobuline umane almeno al: 95%.Anticorpi contro l'antigene hbs (anti-hbs) in quantita' non inferiorea: 500 ui/flaconcino. Anticorpi contro l'antigene hbs (anti-hbs) doporicostituzione con il solvente in quantita' non inferiore a: 50 ui/ml. Questo farmaco da 2500 ui. Proteine umane: 50 g/l. Costituite da immunoglobuline umane almeno al: 95%. Anticorpi contro l'antigene hbs (anti-hbs) in quantita' non inferiore a: 2500 ui/flaconcino. Anticorpi contro l'antigene hbs (anti-hbs) dopo ricostituzione con il solvente in quantita' non inferiore a: 50 ui/ml. Distribuzione delle sottoclassi di IgG: IgG 1 26,0 - 40,0 mg/ml; IgG 2 13,0 - 25,0 mg/ml; IgG 3 1,20 - 2,50 mg/ml; IgG 4 0,15 - 0,50 mg/ml; massimo contenuto di IgA 0,05 mg/ml. Prodotto da plasma di donatori umani.

ECCIPIENTI

Flaconcino di polvere: saccarosio, sodio cloruro. Flaconcino di solvente: sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Profilassi delle recidive del virus dell'epatite B dopo trapianto di fegato nell'insufficienza epatica indotta da virus dell'epatite B, in combinazione con terapia antivirale. Immunoprofilassi dell'epatite B: in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone che non sono completamente vaccinate o il cui ciclo di vaccinazione non e' conosciuto). In pazienti in emodialisi, finche' la vaccinazione non e' diventata efficace. Nel neonato con madre portatrice del virus dell'epatite B. In soggetti che non hanno mostrato una risposta immunitaria dopo la vaccinazione (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali e' necessaria una prevenzione continua per ilrischio persistente di contrarre l'epatite B. Devono essere prese in considerazione altre linee guida ufficiali sull'uso appropriato delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo (immunoglobuline umane) o ad unoqualsiasi degli eccipienti. Pazienti con deficienza selettiva di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti-IgA, in quanto la somministrazionedi un prodotto contenente IgA puo' provocare anafilassi.

POSOLOGIA

Posologia. Profilassi delle recidive dell'epatite B dopo trapianto difegato per insufficienza epatica indotta da epatite B. Adulti. 10.000UI il giorno del trapianto, peri-operativamente; in seguito 2.000-10.000 UI/giorno per 7 giorni e quanto necessario per mantenere i livellidi anticorpi sopra 100-150 UI/l nei pazienti negativi per HBV-DNA e sopra 500 UI/l nei pazienti positivi per HBV-DNA. Popolazione pediatrica. La posologia deve essere regolata a seconda della superficie corporea, sulla base di 10.000 UI/1,73 m^2. Immunoprofilassi dell'epatite B.Profilassi dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati: almeno 500 UI, in base all'intensita' dell'esposizione, il prima possibile dopo l'esposizione, e preferibilmente entro 24 - 72 ore. Immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi: 8-12 UI/kg fino ad un massimo di 500 UI, ogni 2 mesi fino al verificarsi della sieroconversione conseguente alla vaccinazione. Prevenzionedell'epatite B nel neonato con madre portatrice del virus dell'epatite B, alla nascita o il prima possibile dopo la nascita: 30-100 UI/kg. Nella pratica clinica la via di somministrazione intramuscolare e' preferita ogni volta che sono necessarie somministrazioni ripetute per raggiungere la sieroconversione dopo la vaccinazione. La somministrazione di immunoglobuline anti epatite B puo' essere ripetuta fino alla sieroconversione conseguente alla vaccinazione. In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro il virus dell'epatite B e' fortemente raccomandata. La prima dose del vaccino e le immunoglobuline umane anti-epatite B possono essere iniettate lo stesso giorno, pero' in siti differenti. In soggetti che non hanno mostrato una risposta immunitaria dopo la vaccinazione (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali e' necessaria una prevenzione continua, puo' essere presa in considerazione la somministrazione di 500 UI negli adulti e 8 UI/kg nei bambini, ogni 2 mesi; si considera che un titolo anticorpale protettivo minimo sia di 10 mUI/ml. Devono essere presi in considerazione anche la dose e lo schema posologico per l'impiego delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso raccomandati in altre linee guida ufficiali. Modo di somministrazione: uso endovenoso. Questo farmaco deve essere infuso per via endovenosa ad una velocita' iniziale di 0,46 - 0,92 ml/kg/h (per esempio, per un paziente di 65 kg ad una velocita' di10 - 20 gocce/minuto) per 20 - 30 minuti. In caso di reazione avversa, si deve ridurre la velocita' di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocita' di somministrazione puo' essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/h (per esempio, per un paziente di 65 kg ad una velocita' di 40 gocce/minuto) per il resto dell'infusione.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore a 25 gradi C. Conservare nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non congelare.

AVVERTENZE

I pazienti devono essere regolarmente monitorati per i livelli sierici degli anticorpi anti-HBs. Tracciabilita'. Al fine di migliorare la tracciabilita' dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati. Precauzioni per l'uso. Potenziali complicazioni possono essere spesso evitate assicurandosi che i pazienti: non siano sensibili all'immunoglobulina umana normale somministrando all'inizio il prodotto lentamente (velocita' di infusione 0,46 - 0,92 ml/kg/h); siano controllati attentamente per qualunque sintomo durante l'intero periodo di infusione. In particolare, i pazienti che ricevono per la prima volta immunoglobulina umana normale, i pazienti che hanno cambiato tipo di prodotto a base di IVIg o i pazienti per i quali e' trascorso un lungo intervallo di tempo dalla precedente infusione, devono essere controllati in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per individuare potenziali segnali di reazioni avverse. Tutti gli altripazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione. In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede: una adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di IVIg, il controllo del volume urinario, il controllo del livello di creatinina sierica, di evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa. In casodi reazione avversa, la velocita' di somministrazione deve essere ridotta o l'infusione deve essere interrotta. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravita' della reazione avversa. Reazione all'infusione. Alcune reazioni avverse (ad esempio cefalea, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, dolore lombare, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocita' di infusione. La velocita' di somministrazione, raccomandata, deve essere strettamente seguita. I pazienti devono essere rigorosamente controllati ed attentamente osservati per evidenziare la comparsa di qualsiasi sintomo durante l'intero periodo dell'infusione. Le reazioni avverse possono manifestarsi piu' frequentemente: in caso di alta velocita' di infusione; in pazienti con ipo o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA. Ipersensibilita'. Vere reazioni di ipersensibilita' sono rare. Questo farmaco contiene piccole quantita' di IgA. Individui che hanno un deficit di IgA possono potenzialmente sviluppare anticorpi contro le IgA e possono avere reazioni anafilattiche dopo somministrazione di componenti del sangue che contengono IgA. Il medico deve quindi valutare il beneficio del trattamento con questo medicinale rispetto al potenziale rischio di reazioni di ipersensibilita'. Raramente, le immunoglobuline umane anti- epatite B possono indurre una caduta della pressione del sangue con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato precedenti trattamenti con le immunoglobuline. I pazientidevono essere informati sui primi segni delle reazioni d'ipersensibilita', quali orticaria, orticaria diffusa, senso di costrizione al torace, sibilo, ipotensione e anafilassi. Il trattamento richiesto dipendedalla natura e gravita' della reazione avversa. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l'immediata interruzione dell'iniezione. In caso di shock, deve essere eseguito il trattamento medico standard per lo shock. Interferenza con i test sierologici. Dopo l'iniezione di immunoglobuline, l'aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente puo' dare risultati falsamente positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B, D, puo' interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi dei globuli rossi, per esempio il test dell'antiglobulina (test di Coombs). Agenti trasmissibili. Misure standard per prevenire le infezioni conseguenti all'uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle donazioni individuali e dei pool plasmatici per specifici marcatori di infezione e l'inclusione di step di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozionedei virus. Cio' nonostante, quando si somministrano medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano, non puo' essere totalmente esclusa la possibilita' di trasmissione di agenti infettivi. Cio' si applica anche a virus e altri patogeni emergenti o sconosciuti. Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatiteB (HBV) e il virus dell'epatite C (HCV) e per il virus senza involucro dell'epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come il parvovirus B19. C'e' una esperienza clinica rassicurante in merito all'assenza di trasmissione dell'epatite A o del parvovirus B19 con le immunoglobuline e si puo' presumere che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale. Si raccomanda fortemente che ogni volta che si somministra questo medicinale ad un paziente, siano registrati il nome ed il numero di lotto, in modo tale da mantenere la tracciabilita' tra il paziente ed il lotto del prodotto. Informazioni importanti sugli ingredienti di questo farmaco. Questo medicinale contiene fino ad un massimo di 39 mg di sodio per il flaconcino da 10 ml e 175,5mg di sodio per il flaconcino da 45 ml, equivalenti rispettivamente al 1,9% e al 8,7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene fino a 92 mg di saccarosio per ml (91,9 mg/ml). Da tenere in considerazione in pazienti a rischio di insufficienza renale acuta. Le seguenti reazioni avverse sono state associate all'uso di immunoglobuline umane normali per uso endovenoso (IVIg): Tromboembolismo. Esistonoevidenze cliniche che dimostrano una relazione tra la somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici come infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso l'ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda che si presume siano correlati ad un aumento relativo dellaviscosita' del sangue dovuto ad un elevato afflusso di immunoglobulina in pazienti a rischio. Bisogna essere cauti nella prescrizione e nell'infusione di IVIg in pazienti obesi ed in pazienti con fattori di rischio pre-esistenti per eventi trombotici (come eta' avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o congeniti, pazienti immobilizzati per un periodo prolungato, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosita' del sangue).

INTERAZIONI

Vaccini a virus vivi attenuati. La somministrazione di immunoglobuline puo' interferire con lo sviluppo di una risposta immunitaria ai vaccini a base di virus vivi attenuati come la rosolia, la parotite, il morbillo e la varicella per un periodo che puo' durare fino a 3 mesi. Dopo la somministrazione di questo prodotto deve trascorrere un intervallo di almeno 3 mesi prima di procedere a vaccinazioni con vaccini a base di virus vivi attenuati. Le immunoglobuline umane anti-epatite B devono essere somministrate tre o quattro settimane dopo la vaccinazionecon vaccini a base di virus vivi attenuati; nel caso in cui la somministrazione di immunoglobuline umane anti-epatite B sia necessaria entro tre o quattro settimane dalla vaccinazione, una rivaccinazione deve essere fatta tre mesi dopo la somministrazione delle immunoglobuline umane anti-epatite B. Popolazione pediatrica. Non sono stati eseguiti studi specifici d'interazione nella popolazione pediatrica.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Effetti indesiderati clinicamentesignificativi riscontrati con l'utilizzo di immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso possono includere ipersensibilita', shock anafilattico e insufficienza renale acuta. Altri possibili effetti indesiderati che possono verificarsi con l'utilizzo di immunoglobulineumane anti-epatite B per uso endovenoso sono: cefalea, tachicardia, ipotensione, nausea, vomito, reazioni cutanee, eritema, pizzicore, prurito, artralgia, febbre, malessere e brividi. Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali per uso endovenoso (in frequenza decrescente) comprendono: brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, calo della pressione del sangue e dolore lombare di moderata intensita'; reazioni emolitiche reversibili; specialmente in quei pazienti con gruppi sanguigni A, B e AB e(raramente) anemia emolitica che richiede trasfusione; (raramente) unimprovviso calo della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilita'alla precedente somministrazione; (raramente) reazioni cutanee transitorie (incluso lupus eritematoso cutaneo, frequenza non nota); (molto raramente) reazioni tromboemboliche come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda; casi di meningite asettica reversibile; casi di aumento del livello di creatinina sierica e/o insorgenza di insufficienza renale acuta; casi di danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI). Elenco delle reazioni avverse. IL riassunto riportato di seguito e' in accordo alla classificazione per sistemi e organi (SOC) e livello di termine preferito (PT) secondo MedDRA ed include le reazioni avverse che si verificano con le immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso. La frequenza e' stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1,000, <1/100); raro (>=1/10,000, <1/1,000); molto raro (<1/10,000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Non ci sono dati consistentisulla frequenza delle reazioni avverse ricavate da studi clinici. I dati seguenti sono in linea con il profilo di sicurezza delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso e confermati dall'esperienza acquisita a seguito dell'immissione in commercio: dal momento che la segnalazione di reazioni avverse nel post-marketing e' volontariae proviene da una popolazione di dimensioni non note, non e' possibile fare una stima affidabile della frequenza di queste reazioni. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilita', shock anafilattico. Patologie del sistema nervoso. Non nota: cefalea. Patologie cardiache. Non nota: tachicardia. Patologie vascolari. Non nota: ipotensione. Patologie gastrointestinali. Non nota: nausea, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non nota: reazioni cutanee, eritema, prurito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: artralgia. Patologie renali e urinarie. Non nota:insufficienza renale acuta. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: febbre, malessere, brividi.Durante il trattamento profilattico della re-infezione d'organo, casimolto rari di reazioni di intolleranza possono essere legati ad un aumento dell'intervallo di tempo tra due somministrazioni. Per le informazioni relative alla sicurezza nei confronti di agenti trasmissibili. Popolazione pediatrica. Sebbene non siano disponibili dati specifici sulla popolazione pediatrica, ci si attende che la frequenza, il tipo ela gravita' delle reazioni avverse nei bambini non siano diverse rispetto a quelle della popolazione adulta. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che siverificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: la sicurezza d'uso di questo medicinale durante la gravidanza umana non e' stata stabilita in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela in donne in gravidanza. E' stato dimostrato che i prodotti a base di IVIg attraversano la placenta, in modo crescente durante il terzo trimestre di gravidanza. L'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza o sul feto e sul neonato. Allattamento: la sicurezza d'uso di questo medicinale in madri che allattano non e' stata stabilita in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne che allattano. Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno e possono contribuireal trasferimento di anticorpi protettivi al neonato. Non sono previsti effetti negativi su neonati/bambini allattati al seno. Fertilita': l'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono da aspettarsi effetti dannosi sulla fertilita'.

Codice: 026415048
Codice EAN:

Codice ATC: J06BB04
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Sieri immuni ed immunoglobuline
  • Immunoglobuline
  • Immunoglobuline specifiche
  • Immunoglobulina epatitica b
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi, al riparo dalla luce e non congelare
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE

POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

36 MESI

FLACONE