Condividi:

VINCRISTINA EG IV FLACONE 1MG 1ML

Produttore: EG SPA
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

VINCRISTINA EG 1 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE PER USO ENDOVENOSO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaci antineoplastici, alcaloidi della vinca ed analoghi.

PRINCIPI ATTIVI

Vincristina solfato 1 mg.

ECCIPIENTI

Metil paraidrossibenzoato e propil paraidrossibenzoato, mannitolo, acido acetico e sodio acetato, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Puo' essere impiegata sia in monoterapia che in associazione con altri agenti oncolitici per il trattamento delle seguenti condizioni patologiche: leucemie acute; linfomi maligni, tra i quali il morbo di Hodgkin, il linfosarcoma ed il reticolosarcoma; altre neoplasie come il neuroblastoma, il tumore di Wilms ed il rabdomiosarcoma.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravidanza e allattamento. Malattie neuromuscolari pre-esistenti,in particolare atrofia neuromuscolare con demielinizzazione segmentale (forma demielinizzante della sindrome di Charcot-Marie-Tooth). Pazienti con grave compromissione della funzionalita' epatica. Pazienti affetti da stipsi e ileo incombente, specialmente nei bambini. Pazienti sottoposti a radioterapia che coinvolge il fegato. In nessuna circostanza la vincristina puo' essere somministrata nel liquido cerebrospinale(somministrazione intratecale), poiche' tale somministrazione e' fatale. La vincristina non dovrebbe essere somministrata a pazienti con infezioni batteriche in atto.

POSOLOGIA

Si deve porre particolare attenzione nel calcolare e nel somministrare la dose perche' il sovradosaggio puo' avere conseguenze molto gravi o mortali. Il farmaco si somministra per via endovenosa ad intervalli settimanali. Negli adulti la dose normale e' di 1.4 mg/m^2. Una riduzione del 50% della dose viene raccomandata nei pazienti con valori di bilirubina diretta superiore a 3 mg/100 ml. Nei bambini la dose normalee' di 2 mg/m^2. Nei bambini di peso uguale o inferiore a 10 kg la dose iniziale deve essere di 0.05 mg/kg in somministrazione unica settimanale. Non deve essere somministrato a pazienti che ricevono radioterapia che includa l'area epatica. Somministrando in combinazione con la L-asparaginasi, deve essere somministrato da 12 a 24 ore prima dell'enzima, al fine di minimizzare la tossicita' acuta. La somministrazione di L-asparaginasi effettuata prima di quella del farmaco puo' ridurne la clearance epatica.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (fra +2 gradi C e +8 gradi C).

AVVERTENZE

Esclusivamente per via e.v. La somministrazione intratecale di solfato di Vincristina abitualmente causa la morte. Il prodotto ha dimostrato proprieta' cancerogene negli animali in particolari condizioni sperimentali. Quanto sono presenti leucopenia o complicazioni infettive, lasomministrazione di una seconda dose richiede molta cautela. Nei casiin cui il sistema nervoso centrale e' interessato dal processo leucemico puo' essere necessario ricorrere ad associazioni con altri farmacio schemi di terapia. In nessuna circostanza la vincristina puo' essere somministrata per via intratecale. Una somministrazione accidentale per via intratecale provoca una paralisi ascendente e di conseguenza la morte. In questi casi, l'immediata rimozione del liquido spinale ed il lavaggio con soluzione di Ringer Lattato o con altre soluzioni non sono state sufficienti a prevenire la paralisi ascendente ed il decesso del paziente. Dopo accidentale somministrazione intratecale, e' richiesto un immediato intervento neurochirurgico allo scopo di impedire che la paralisi ascendente porti a morte. In un numero molto esiguo di pazienti e' stato possibile evitare tale paralisi potenzialmente fatale e il conseguente decesso, ma si sono avuti postumi neurologici devastanti, con un margine molto limitato di recupero. Se viene somministrata accidentalmente per via intratecale occorre avviare la seguente terapia immediatamente dopo l'iniezione: rimozione della maggior quantita' possibile di liquido spinale attraverso l'accesso lombare. Posizionamento di un catetere epidurale nello spazio subaracnoideo attraverso lo spazio intervertebrale al di sopra dell'accesso lombare iniziale ed irrigazione del liquido spinale con soluzione Ringer Lattato. E' richiesto del plasma fresco congelato e, quanto prima possibile, 25 ml devono essere aggiunti per ogni litro di soluzione Ringer Lattato. Inserzione di un drenaggio intraventricolare o di un catetere da parte di un neurochirurgo e continuazione dell'irrigazione del liquido spinale conrimozione del liquido attraverso l'accesso lombare collegato ad un sistema di drenaggio chiuso. La soluzione Ringer Lattato deve essere somministrata mediante infusione continua alla velocita' di 150 ml/h, oppure ad una velocita' di 75 ml/h quando e' stato aggiunto del plasma fresco congelato. Aggiustare la velocita' di infusione in modo tale da mantenere nel liquido spinale una concentrazione proteica pari a 150 mg/dl. Sono state utilizzate anche le seguenti misure, ma possono non essere essenziali: e' stato somministrato acido folinico per via endovenosa, in un bolo da 100 mg e quindi infuso per 24 ore alla velocita' di25 mg/h; successivamente acido folinico somministrato in boli di 25 mg a intervalli di 6 ore (4 boli al giorno) per 1 settimana. Somministrazione e.v. di acido glutammico nella misura di 10 g in 24 ore, seguita da 500 mg tre volte al giorno per via orale per un periodo di 1 mese. E' stata somministrata piridossina in dosi di 50 mg a intervalli di 8 ore, mediante infusione e.v. della durata di 30 minuti. Il loro ruolo nella riduzione della neurotossicita' non e' chiaro. E' estremamenteimportante che l'ago o il catetere e.v. siano correttamente posizionati prima della somministrazione. Lo stravaso del farmaco nei tessuti puo' essere irritante. Evitare lo stravaso. Gli stravasi accidentali possono causare infezioni locali fino a gravi necrosi. Se cio' si verificasse, interrompere l'iniezione e la parte rimanente della dose deve essere iniettata in un'altra vena. L'iniezione locale di ialuronidasi 250 UI/ml (1 ml per via sottocutanea intorno alla lesione) e l'applicazione moderata di calore nel sito in cui si e' verificato lo stravaso possono contribuire a disperdere il farmaco e a ridurre al minimo il disagio e la possibile cellulite. Il reparto presso il quale viene somministrata vincristina solfato deve disporre del kit per lo stravaso degli agenti citostatici. Contatto con cute o mucose: evitare il contattocon gli occhi. Puo' causare grave irritazione o la formazione di ulcere alla cornea. In caso di contatto con gli occhi, sciacquarli immediatamente con abbondante acqua. In caso di contatto accidentale con la cute, lavare abbondantemente con acqua, quindi con un sapone delicato, dopodiche' risciacquare accuratamente. Poiche' il fattore limitante ladose e' rappresentato dalla neurotossicita', e' necessario valutare con molta attenzione gli eventuali segni clinici idonei ad evidenziarla. Le manifestazioni neurotossiche sono dose-correlate. Prestare particolare attenzione ai pazienti affetti da preesistenti disturbi neurologici o compromissione della funzionalita' epatica. E' necessario tenereil paziente sotto stretto monitoraggio in caso di somministrazione combinata di vincristina e farmaci potenzialmente neurotossici. L'effetto neurotossico della vincristina puo' essere additivo con altri agentineurotossici o puo' essere potenziato dall'irradiazione del midollo osseo o da una patologia neurologica. I pazienti anziani possono esserepiu' predisposti all'effetto neurotossico della vincristina. Dal momento che puo' verificarsi leucopenia di deve essere preparati alla comparsa di un'infezione. Se si verifica leucopenia, occorre prendere adeguate misure fra cui una particolare attenzione al momento in cui somministrare la dose successiva di vincristina solfato. Prima della somministrazione di ciascuna dose va effettuato un esame emocromocitometricocompleto. Monitorare i pazienti nei quali una terapia precedente o lapatologia stessa hanno determinato la soppressione della funzionalita' del midollo osseo. Un disturbo della funzione epatica puo' portare ad un incremento della circolazione sanguigna di vincristina e ad un prolungamento della sua emivita plasmatica con conseguente aumento deglieffetti avversi. Non somministrare a pazienti sottoposti a radioterapia che coinvolge il fegato. Prima e durante il trattamento e prima di ogni ciclo di trattamento, bisogna provvedere al controllo delle funzioni epatica e renale, dell'emocromo e delle funzioni neurologiche. I pazienti che hanno ricevuto una chemioterapia a base di vincristina in associazione con farmaci antineoplastici dotati di un noto potenziale carcinogeno hanno sviluppato tumori maligni secondari. Il ruolo della vincristina nello sviluppo di tali tumori non e' noto. Si raccomandanomisure profilattiche per la prevenzione della stipsi, quali la modifica della dieta e l'uso di lassativi, in particolare il lattulosio. La vincristina va somministrata con cautela nei pazienti con cardiopatie ischemiche. Durante la remissione-induzione della leucemia acuta, puo'verificarsi un innalzamento acuto del livello sierico di acido urico,pertanto durante le prime 3-4 settimane di trattamento occorre verificare spesso i livelli sierici di acido urico o prendere misure adeguate per prevenire una nefropatia da acido urico.

INTERAZIONI

A causa dell'aumento del rischio di trombosi in caso di patologie tumorali, e' frequente il ricorso a terapie anticoagulanti. L'elevata variabilita' intraindividuale della coagulabilita' durante la patologia ela possibile interazione fra gli anticoagulanti orali e la chemioterapia antineoplastica richiedono, se si decide di trattare il paziente con anticoagulanti per via orale, di aumentare la frequenza di monitoraggio dell'INR. Inibitori degli isoenzimi del citocromo P450 e della glicoproteina P: gli alcaloidi della Vinca sono metabolizzati dall'isoenzima (CYP3A4) del citocromo P450-3 A4 e costituiscono un substrato perla glicoproteina P. E' di conseguenza richiesta cautela in caso di uso concomitante di vincristina e degli inibitori del CYP3A4 e della glicoproteina P. Si ritiene che gli inibitori rallentino il metabolismo della vincristina aumentandone le concentrazioni plasmatiche. La somministrazione concomitante di itraconazolo e vincristina solfato e' stataassociata alla comparsa prematura e ad un aggravamento delle patologie neuromuscolari, probabilmente correlati all'inibizione del metabolismo della vincristina. E' necessario considerare la possibile interazione tra vincristina solfato e calcio-antagonisti, in particolare la nifedipina, dal momento che la somministrazione concomitante di vincristina solfato e nifedipina puo' portare ad una riduzione della clearance plasmatica di vincristina solfato e di conseguenza al rischio di un aumento della tossicita'. Fenitoina e fosfenitoina: la contemporanea somministrazione orale od endovenosa di fenitoina e combinazioni di polichemioterapia includenti il farmaco riducono i livelli plasmatici dell'anti-convulsivante e diminuiscono la soglia per le convulsioni. Tale associazione non e' pertanto raccomandata. Se non puo' essere evitata, la regolazione delle dosi deve basarsi sulle determinazioni dei livelli ematici. Il contributo del medicinale a questa interazione non e' certo. L'interazione puo' essere spiegata da un ridotto assorbimento della fenitoina e da un suo aumentato metabolismo ed eliminazione. Altri citostatici: prevedere un potenziamento dell'effetto ed un aumento degli effetti indesiderati durante l'uso concomitante di vincristina solfato ed altri farmaci citostatici. L'uso concomitante di vincristina solfato e altri medicinali mielosoppressivi quali doxorubicina (in particolare in associazione con prednisone) puo' potenziare gli effetti depressivi sul midollo osseo (mielosoppressione). Asparaginasi/isoniazidee altri medicinali neurotossici: quando si somministrano medicinali neurotossici (quali isoniazide e L-asparaginasi e ciclosporina A) a pazienti trattati con vincristina, si deve tenere in considerazione la possibilita' che si verifichi una neuropatia periferica grave e prolungata. In questi pazienti, i medicinali con effetti neurotossici noti devono essere somministrati con cautela sotto monitoraggio neurologico continuo. Vaccini/virus inattivati: dato che il sistema immunitario puo'essere soppresso a causa del trattamento con vincristina, la formazione di anticorpi in reazione al vaccino puo' essere ridotta. L'intervallo tra l'interruzione dell'uso dei farmaci che determinano immunosoppressione e il ripristino della capacita' dell'organismo di reagire al vaccino dipende dall'intensita' e dal tipo degli immunosoppressori, dalla patologia sottostante e da altri fattori; le stime variano da 3 mesi a 1 anno. Vaccini/virus vivi: dato che il sistema immunitario puo' essere soppresso a causa del trattamento con vincristina, la somministrazione concomitante di un vaccino a virus vivo puo' aumentare la replicazione e gli effetti indesiderati del virus contenuto nel vaccino e/oridurre la formazione di anticorpi da parte del corpo come reazione al vaccino; questi pazienti devono essere immunizzati con la massima cautela solo dopo una attenta valutazione dello stato ematologico del paziente e solo in seguito a un parere positivo da parte del medico curante. L'intervallo tra l'interruzione dell'uso dei farmaci che determinano immunosoppressione e il ripristino della capacita' dell'organismo di reagire al vaccino dipende dall'intensita' e dal tipo di immunosoppressori, dalla patologia sottostante e da altri fattori; le stime variano da 3 mesi a 1 anno. I pazienti con leucemia in remissione non devono ricevere vaccini con virus vivi prima che siano trascorsi almeno 3 mesi dall'ultimo trattamento chemioterapico. Digossina: l'assorbimentodella digossina puo' essere ridotto nei pazienti sottoposti a chemioterapia. Pertanto, in alcuni pazienti l'effetto terapeutico della digossina puo' risultare ridotto. Si consiglia quindi cautela nella somministrazione di queste associazioni. Puo' essere necessario aggiustare ladose di digossina. Mitomicina C: nei soggetti trattati in combinazione con la Mitomicina C, si sono manifestati casi di dispnea e di broncospasmo grave. Queste reazioni possono verificarsi da pochi minuti ad alcune ore dopo la somministrazione del farmaco e fino a 2 settimane dopo quella della Mitomicina C. Puo' verificarsi una dispnea progressivache richiede una terapia a lungo termine. Non dovrebbe essere piu' somministrato. Radioterapia: la radioterapia puo' potenziare la neurotossicita' periferica della vincristina solfato. Ciclosporina, tacrolimus: e' possibile la comparsa di eccessiva immunosoppressione con rischiodi linfoproliferazione. Durante la somministrazione concomitante di vincristina e fattori stimolanti la formazione di colonie (G-CSF, GM-CSF) sono state segnalate con maggiore frequenza neuropatie atipiche consensazione di puntura o bruciore nelle estremita' distali. Nei pazienti affetti dal tumore di Wilms, e' stata riferita una grave tossicita'epatica in caso di associazione di vincristina e dactinomicina. In associazione con la bleomicina, la vincristina puo' provocare la sindrome di Raynaud in modo dose dipendente. Nel caso in cui il farmaco vengainiettato attraverso il deflussore di una fleboclisi, bisogna fare molta attenzione che i liquidi non modifichino il pH della soluzione al di fuori dei valori di 3,5 e 5,5. Pertanto, non deve essere miscelata con nessun altro liquido eccetto che la soluzione fisiologica o glucosata.

EFFETTI INDESIDERATI

Le reazioni avverse che sono in genere reversibili. Tra le manifestazioni piu' comuni vi e' l'alopecia; tra quelle piu' fastidiose, sono i disturbi neuromuscolari. Somministrando in dosi uniche settimanali, lereazioni avverse (leucopenia, dolori neuritici, stitichezza) sono di breve durata e diminuiscono o scompaiono riducendo la dose. Invece esse tendono ad aumentare somministrando la stessa dose in modo frazionato. Gli altri sintomi possono persistere piu' a lungo ed eventualmente durare per tutta la terapia pero' tendono a scomparire circa sei settimane dopo la sospensione della terapia. La disfunzione sensorio-motoria generalizzata puo' aggravarsi continuando il trattamento. Le reazioni avverse possono essere piu' pronunciate nei pazienti con insufficienza epatica a causa di un metabolismo ridotto e una ritardata escrezione biliare. Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi): tumori secondari associati alla terapia. Disturbi del sistema immunitario. Comune: episodi acuti di dispnea e broncospasmi da gravi a potenzialmente letali; raro: nell'ambito di un regime chemioterapico con piu' principi attivi, sono state osservate reazioni allergiche quali anafilassi, eruzione cutanea ed edema, probabilmente associati alla terapia con vincristina. Patologie del sistema nervoso: tossicita'neurologica; come conseguenza possono verificarsi anche stipsi e ileo; comune: neuropatia periferica (mista sensomotoria). Inizialmente compaiono solo disturbi sensoriali e parestesie; possono verificarsi dolore ai nervi (fra gli altri alla mandibola e ai testicoli) e ulteriori difficolta' motorie; perdita dei riflessi tendinei profondi, piede cadente, debolezza muscolare, atassia e paralisi. Puo' verificarsi un coinvolgimento del nervo cranico, inclusa paresi isolata e/o paralisi di muscoli comandati dai nervi cranici, senza che si manifesti debolezza muscolare in altre regioni. Paralisi del nervo cranico e debolezza muscolare della laringe possono causare raucedine e paresi delle corde vocali, inclusa una paresi bilaterale delle corde vocali potenzialmente letale. La debolezza muscolare dei muscoli oculari esterni puo' causare ptosi, nonche' neuropatia ottica ed extraoculare. E' stata segnalatacecita' corticale transitoria. Tossicita' vegetativa e tossicita' delsistema nervoso centrale. Sono state osservate visione doppia e atrofia ottica. Non comune: convulsioni, spesso associate a ipertensione. Nei bambini sono stati segnalati alcuni casi isolati di convulsioni seguite da coma. In tali casi si suggerisce la somministrazione di una dose anticonvulsivante di fenobarbital. Effetti sul sistema nervoso centrale, quali stato di coscienza alterato e alterazioni mentali; non nota: leucoencefalopatia. Non esistono farmaci o altre sostanze che possano di per se' prevenire od ovviare alla sintomatologia neuromuscolare.Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito, stipsi, dolore addominale. La stipsi puo' verificarsi in seguito a una occlusione della parte superiore dell'intestino, mentre il retto e' vuoto. La sindrome puo' simulare, nei casi estremi, l'occlusione intestinale. Una radiografia dell'addome in bianco puo' essere di particolare aiuto nel porre la giusta diagnosi. Tutti i casi possono essere risolti con l'ausilio di enteroclismi e lassativi. Al fine di ovviare alla stipsi, si raccomanda che tutti i pazienti seguano un regime dietetico. Possono verificarsi dolori addominali simili a coliche. Non comune: mancanza di appetito, perdita di peso, anoressia, ulcerazioni buccali, diarrea, ileo paralitico. Quest'ultimo puo' manifestarsi particolarmente nei bambinipiccoli e si risolve interrompendo la somministrazione e con terapia sintomatica. La sintomatologia puo' simulare l'addome acuto. Raro: infiammazione della mucosa orale, necrosi e/o perforazione intestinale. Molto raro: pancreatite. Patologie renali e urinarie Nei pazienti anziani, la terapia con farmaci che provocano ritenzione urinaria va interrotta temporaneamente nei primi giorni successivi alla somministrazionedi vincristina. Non comune: poliuria, disuria, ritenzione urinaria dovuta ad atonia vescicale, iperuricemia, nefropatia da acido urico. Raro: sindrome da secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico (SIADH). Puo' essere collegata alla neurotossicita' del medicinale. In questi pazienti si verifica iponatriemia, in combinazione con un'elevata escrezione di sodio nell'urina, senza indicazione di disturbi renali osurrenali - ipotensione, disidratazione, azotemia o edema. L'iponatriemia e la perdita di sodio attraverso i reni possono migliorare limitando l'apporto di liquidi. Molto raro: incontinenza. Patologie cardiache. Non comune: malattia coronarica cardiaca, infarto del miocardio. Inpazienti trattati con associazioni chemioterapiche contenenti vincristina e precedentemente sottoposti a radioterapia del mediastino si sono manifestate patologie coronariche e infarto del miocardio, anche se non e' stato stabilito un rapporto di causalita'. Raro: ipertensione eipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: sono stati segnalati grave broncospasmo e dispnea. Puo' verificarsi una dispnea progressiva che richiede terapia a lungo termine. In tal caso nondeve piu' essere somministrato. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: trombocitosi transitoria. Non comune: grave mielosoppressione, anemia, leucopenia e trombocitopenia. La grave depressione del midollo osseo non costituisce generalmente un fattore che limita la dose.Se la trombocitopenia e' presente al momento in cui si inizia la terapia con il farmaco puo' anche migliorare prima che si manifesti una remissione midollare. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: sordita'. Patologie epatobiliari. Raro: malattia veno-occlusiva epatica, in particolare nei bambini. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia (reversibile all'interruzione della somministrazione di vincristina). Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: l'infertilita' irreversibile dopo la chemioterapia contenente vincristina e' piu' comune negli uomini che nelle donne. Comune: e' stata osservata azoospermia negli uomini trattati con una associazione chemioterapica a base di vincristina e prednisone con ciclofosfamide o mecloretamina e procarbazina. Non comune: amenorrea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: irritazione al sito di iniezione; non comune: febbre, flebite,dolore, cellulite e necrosi. Questi sintomi possono verificarsi in seguito a irritazione della parete vascolare o a stravaso durante la somministrazione. Raro: cefalea. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Somministrata a topi od a cricete gravide, a dosaggi capaci di determinare un riassorbimento fetale dal 23 all'85%, ha prodotto malformazioni nei feti sopravvissuti. Nelle scimmie, somministrando tra il giorno27 e il giorno 34 di gravidanza, si sono avuti casi di evidenti malformazioni in due dei cinque animali trattati. I rimanenti tre erano normali. Sulla base dei risultati degli studi su animali e degli studi difarmacodinamica sul principio attivo, evitare la somministrazione di vincristina durante la gravidanza, in particolare nel primo trimestre.I pazienti di sesso sia maschile che femminile devono adottare misurecontraccettive durante il trattamento e nei 6 mesi successivi all'interruzione della terapia. Se durante la terapia si instaura una gravidanza, la paziente deve essere informata dei rischi per il feto e deve essere attentamente monitorata. La vincristina puo' avere effetti genotossici. Pertanto, se si verifica una gravidanza durante la terapia convincristina, la possibilita' di una consulenza genetica va presa in considerazione e va consigliata alle pazienti che desiderino avere figli dopo la terapia. Non e' noto se il farmaco viene escreto con il latte. Nel caso di allattamento al seno, la somministrazione e' controindicata. Poiche' sussiste la possibilita' di infertilita' irreversibile in seguito al trattamento con vincristina si deve consigliare agli uomini la crioconservazione dello sperma prima di iniziare il trattamento.

Codice: 020782037
Codice EAN:
Codice ATC: L01CA02
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Alcaloidi derivati da piante ed altri prodotti naturali
  • Alcaloidi della vinca ed analoghi
  • Vincristina
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE