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VIRACEPT 1FL 270CPR RIV 250MG

Produttore: ROCHE SPA
FARMACO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

VIRACEPT 250 MG COMPRESSE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antivirale ad azione diretta.

PRINCIPI ATTIVI

Ciascuna compressa rivestita con film contiene nelfinavir mesilato corrispondente a 250 mg di nelfinavir.

ECCIPIENTI

Ogni compressa contiene i seguenti eccipienti. Nucleo della compressa: calcio silicato, crospovidone, magnesio stearato, indigotina (E132) come polvere. Rivestimento della compressa: ipromellosa, glicerolo triacetato.

INDICAZIONI

Il prodotto e' indicato in associazione con antiretrovirali nel trattamento di pazienti adulti, adolescenti e bambini di eta' uguale o superiore a 3 anni infettati dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV-1). In pazienti precedentemente trattati con inibitori della proteasi, la scelta del nelfinavir deve basarsi sulla valutazione individuale della resistenza virale e sui trattamenti precedenti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Co-somministrazione con medicinali con ridotta finestra terapeutica e che siano substrati del CYP3A4 (ad esempio terfenadina, astemizolo, cisapride, amiodarone, chinidina, pimozide, triazolam, midazolam somministrato per via orale, derivati dell'ergotina). Potenti induttori di CYP3A (ad esempio rifampicina, fenobarbital e carbamazepina) riducono le concentrazioni plasmatiche di nelfinavir. La somministrazione contemporanea di rifampicina e' controindicata a causa di una diminuzione nell'esposizione a nelfinavir. Il medico non deve utilizzare potentiinduttori di CYP3A4 in associazione con il medicinale e deve prenderein considerazione farmaci alternativi quando un paziente e' in terapia con il prodotto. Preparazioni a base di erbe contenenti l'erba di S.Giovanni (Hypericum perforatum) non devono essere usate contemporaneamente a nelfinavir per il rischio di diminuzione delle concentrazioni plasmatiche e riduzione dell'efficacia clinica di nelfinavir. Non deveessere somministrato contemporaneamente ad omeprazolo a causa di una diminuzione nell'esposizione a nelfinavir e al suo metabolita attivo M8 (tert-butil idrossi nelfinavir). Questo puo' portare a una perdita della risposta virologica e a una possibile insorgenza di resistenza alfarmaco.

POSOLOGIA

La terapia con il prodotto deve essere iniziata da un medico specializzato nella cura dell'infezione da HIV. Il farmaco e' somministrato per via orale e deve essere sempre ingerito insieme al cibo. Pazienti dieta' superiore a 13 anni: il dosaggio consigliato e' 1250 mg (cinque compresse) due volte al giorno oppure 750 mg (tre compresse) tre volteal giorno per via orale. L'efficacia del trattamento due volte al giorno e' stata confrontata con quella del trattamento tre volte al giorno principalmente in pazienti naive al trattamento con inibitori della proteasi. Pazienti da 3 a 13 anni: per i bambini, la dose iniziale consigliata e' di 50-55 mg/kg due volte al giorno o, in caso di somministrazione tre volte al giorno, 25-30 mg/kg di peso corporeo. Ai bambini non in grado di ingerire compresse, e' invece possibile somministrare la formulazione in polvere orale. La dose consigliata da somministraredue volte al giorno a bambini di eta' compresa tra 3 e 13 anni e' calcolata in base al peso corporeo: da 18 a 22 kg somministrare 4 compresse per dose, per un peso maggiore di 22 kg somministrare 5 compresse per dose. La dose consigliata da somministrare tre volte al giorno a bambini di eta' compresa tra 3 e 13 anni e' invece la seguente: 2 compresse per dose per peso corporeo da 18 a 22 kg, 3 compresse per dose perun peso corporeo maggiore di 22 kg. Per i pazienti con peso corporeo inferiore a 18 kg considerare la formulazione in polvere orale. Non visono dati specifici relativi a pazienti HIV-sieropositivi con alterazione della funzionalita' renale; non e' quindi possibile fornire indicazioni specifiche per quanto riguarda le dosi consigliate. Il nelfinavir e' principalmente metabolizzato ed eliminato dal fegato. Non vi sono dati sufficienti relativi a pazienti con alterata funzionalita' epatica e non e' quindi possibile fornire indicazioni specifiche per quanto riguarda le dosi consigliate. E' necessaria cautela nel somministrare il prodotto a pazienti con funzionalita' renale o epatica compromesse.

CONSERVAZIONE

Conservare nel contenitore originale. Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE

I pazienti devono essere informati che il prodotto non cura l'infezione da HIV, che essi possono continuare a sviluppare infezioni o altre malattie associate alla malattia da HIV, e che non ha mostrato di ridurre il rischio di trasmissione della malattia da HIV tramite rapporti sessuali o contaminazioni ematiche. >>Sindrome da riattivazione immunitaria. In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento della istituzione della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), puo' insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali e causare condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi. Tipicamente, tali reazioni sono state osservate entro le primissime settimane o mesi dall'inizio della terapiaantiretrovirale di combinazione (CART). Esempi rilevanti di cio' sonole retiniti da citomegalovirus, le infezioni micobatteriche generalizzate e/o focali e la polmonite da Pneumocystis carinii. Qualsiasi sintomo infiammatorio deve essere valutato e deve essere instaurato un trattamento, se necessario. >>Malattie del fegato. La sicurezza e l'efficacia di nelfinavir nei pazienti con significative patologie epatiche di base non sono state dimostrate. Il rischio di eventi avversi gravi epotenzialmente fatali a carico del fegato e' aumentato nei pazienti con epatite cronica B o C trattati con terapia antiretrovirale di associazione. Nel corso della terapia antiretrovirale di associazione la frequenza di alterazioni della funzionalita' epatica nei pazienti con disfunzioni epatiche preesistenti, inclusa l'epatite cronica attiva, e' aumentata e tali pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio secondo la pratica standard. In presenza di segni di deterioramento dell'epatopatia in questi pazienti, si deve prendere in considerazione la sospensione o l'interruzione del trattamento. L'uso di nelfinavir in pazienti con moderata insufficienza epatica non e' stato studiato. In assenza di tali studi, deve essere usata cautela in quanto potrebbero verificarsi aumenti dei livelli di nelfanivir e/o aumenti degli enzimi epatici. >>Osteonecrosi. Sebbene l'eziologia sia considerata multifattoriale (compreso l'impiego di corticosteroidi, il consumo di alcol, l'immunosoppressione grave, un piu' elevato indice di massa corporea), sono stati riportati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di associazione (CART). Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi al medico in caso di comparsa di fastidi, dolore e rigidita' alle articolazioni o difficolta' nel movimento. >>Insufficienza renale. Dal momento che nelfinavir e' altamente legato alle proteine plasmatiche, e' improbabile che possa essere rimosso in modo significativo dall'emodialisi o dalla dialisi peritoneale. Quindi, nessuna precauzione particolare o aggiustamento del dosaggio e' richiestoin questi pazienti. >>Diabete mellito e iperglicemia. Pazienti che assumevano inibitori della proteasi hanno riportato la comparsa di diabete mellito, iperglicemia o aggravamento del diabete mellito esistente.In alcuni di questi pazienti l'iperglicemia era grave e, talora, associata anche a chetoacidosi. Molti pazienti presentavano condizioni mediche complicate che, in alcuni casi, necessitavano di terapia con farmaci che sono stati associati allo sviluppo di diabete o iperglicemia. >>Pazienti con emofilia. E' stato riportato un incremento di episodi emorragici, inclusi ematomi cutanei e emartri spontanei, nei pazienti affetti da emofilia di tipo A e B trattati con inibitori della proteasi. Ad alcuni pazienti e' stata somministrata una quota ulteriore di fattore VIII. In piu' della meta' dei casi riportati, il trattamento con inibitori della proteasi non e' stato sospeso o e' stato ripreso se interrotto. E' stata ipotizzata una relazione causale, sebbene il meccanismo di azione non sia stato chiarito. E' quindi necessario rendere i pazienti emofilici consapevoli del possibile incremento di episodi emorragici. >>Lipodistrofia. La terapia antiretrovirale combinata e' stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia acquisita) in pazienti con infezione da HIV. Le conseguenze a lungo termine di questi eventi sono attualmente sconosciute. La conoscenza del meccanismo e' incompleta. E' stata ipotizzata una associazione tra lipomatosi viscerale e inibitori della proteasi (PI) e lipoatrofia e inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI). Un rischio maggiore di lipodistrofia e' stato associato alla presenza di fattori individuali, quali l'eta' avanzata, e fattori legati al farmaco, come la maggior durata del trattamento antiretrovirale e dei disturbi metabolici associati. L'esame clinico deve includere la valutazione dei segni fisici di ridistribuzione del grasso. Occorre prendere in considerazione il dosaggio dei lipidi serici e della glicemia a digiuno. I disordini del metabolismo lipidico devono essere trattati in maniera clinicamente appropriata.

INTERAZIONI

Nelfinavir e' principalmente metabolizzato attraverso gli isoenzimi CYP3A4 e CYP2C19 del citocromo P450 ed e' anche un inibitore di CYP3A4.E' improbabile che inibisca altre isoforme di citocromo P450 alle concentrazioni comprese nell'intervallo terapeutico. Porre cautela con induttori o inibitori e/o substrati di CYP3A4; tali associazioni possonorichiedere modifiche del dosaggio. Non somministare con i seguenti farmaci che sono substrati per CYP3A4 e che hanno ridotte finestre terapeutiche: terfenadina, astemizolo, cisapride, amiodarone, chinidina, derivati dell'ergotamina, pimozide, midazolam orale e triazolam. Con un inibitore della proteasi e di sildenafil porta ad un incremento significativo della concentrazione di sildenafil puo' aumentare gli eventi avversi associati ad esso. Per altri substrati di CYP3A4 puo' essere necessario prendere in considerazione una riduzione della dose o un farmaco alternativo. Puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di fluticasone propinato, considerare farmaci alternativi non metabolizzati daCYP3A4. Considerare una dose piu' bassa di trazodone in quanto puo' aumentarne le concentrazioni plasmatiche. Puo' determinare aumenti significativi delle concentrazioni plasmatiche di simvastatina e lovastatina, considerare farmaci alternativi che non siano substrati di CYP3A4.Potenti induttori di CYP3A4 (ad esempio rifampicina, fenobarbital e carbamazepina) possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di nelfinavir, la cosomministrazione e' controindicata. Prestare cautela con altri farmaci che inducono CYP3A4. Si prevede che le concentrazioni plasmatiche di midazolam siano significativamente piu' elevate quando midazolam viene somministrato per via orale, pertanto non somministrare connelfinavir. Somministarere midazolam per via parenterale con nelfinavir in un'unita' di terapia intensiva per garantire un attento monitoraggio clinico. Se si somministra piu' di una dose singola, considerare l'aggiustamento della dose di midazolam. Con inibitori di CYP2C19 (ad esempio fluconazolo, fluoxetina, paroxetina, lansoprazolo, imipramina,amitriptilina e diazepam) puo' portare alla riduzione del processo diconversione di nelfinavir nel suo principale metabolita attivo M8 conun aumento concomitante dei livelli plasmatici di nelfinavir; limitati dati clinici indicano che non ci si attende un effetto clinicamente significativo sulla sicurezza ed efficacia. In ogni caso, tale effettonon puo' essere escluso. Con inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa non sono state osservate interazioni clinicamente significative. Non vi e' evidenza di inadeguata efficacia della zidovudina sul SNC che possa essere associata alla modesta riduzione dei livelli plasmatici della zidovudina, se somministrata con nelfinavir. Poiche' si consiglia di assumere la didanosina a stomaco vuoto, somministrare il farmaco (a stomaco pieno) un'ora dopo o piu' di 2 ore prima della didanosina. Con ritronavir non e' necessario alcun aggiustamento. Per i bassi dosaggi di ritronavir (100 - 200 mg) non vi sono differenze significative. La sicurezza dell'associazione con indinavir non e' stata stabilita. Con amprenavir non e' necessario alcun aggiustamento della dose.Con efavirenz o nevirapina non e' necessario alcun aggiustamento, mentre la combinazione con delavirdina non e' raccomandata, in quanto la sicurezza non e' stata stabilita. Quando nelfinavir 750 mg tre volte al giorno o 1250 mg due volte al giorno e rifabutina sono somministraticontemporaneamente, e' necessario ridurre la dose di rifabutina a 150mg una volta al giorno. La somministrazione con rifampina e' controindicata. La somministrazione con ketoconazolo ha dato luogo a cambi nelle concentrazioni di nelfinavir non clinicamente rilevanti, pertanto non e' necessario modificare il dosaggio. I contraccettivi a base di etinilestradiolo o di noretindrone non devono essere utilizzati contemporaneamente. Considerare contraccettivi alternativi. Dal momento che l'aumento delle concentrazioni degli inibitori della HMG-CoA reduttasi puo' causare miopatia, inclusa la rabdomiliosi, non e' raccomandata la contemporanea somministrazione con il farmaco. L'associazione con lovastatina o simvastatina non e' raccomandata. Il metabolismo di atorvastatina e' dipendente in misura minore dal CYP3A4. Con nelfinavir, somministrare la dose minore possibile di atorvastatina. Se fosse necessario un trattamento con inibitori della HMGCoA redattasi, usare pravastatina o fluvastatina. La rosuvastatina puo' anche essere somministrata con nelfinavir, ma occorre monitorare il paziente. Con fenitoina non e'necessario alcun aggiustamento. Puo' portare a una riduzione dei valori dell'AUC della fenitoina; pertanto monitorare le concentrazioni di fenitoina. Non somministrare con omeprazolo poiche' puo' portare a unaperdita della risposta virologica. Porre cautela con altri inibitori di pompa protonica. Con midazolam puo' causare un notevole incremento della concentrazione di questa benzodiazepina. Si attendono concentrazioni plasmatiche di midazolam significativamente piu' elevate con midazolam orale. Pertanto, non somministrare con midazolam orale. Somministrare midazolam per via parenterale in una unita' di terapia intensivao in un ambiente simile che assicuri un attento monitoraggio clinico e una gestione medica appropriata in caso di depressione respiratoria e/o sedazione prolungata. Considerare una modifica del dosaggio di midazolam, specialmente se questo e' somministrato in piu' di una singoladose. Non somministrare con terfenadina, astemizolo o cisapride a causa del rischio di aritmie cardiache gravi e/o minacciose per la vita. Con metadone nessuno dei soggetti in studio ha manifestato sintomi di astinenza; tuttavia, a causa di modificazioni farmacocinetiche, tali sintomi restano possibili e richiedono un aggiustamento della dose di metadone verso l'alto. Puo' portare a una riduzione dell'AUC di metadone; pertanto puo' essere necessario un aggiustamento della dose di metadone verso l'alto. Puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di fluticasone propinato, usare con cautela. Considerare farmaci alternativial fluticasone propionato, che non siano metabolizzati da CYP3A4, in particolare per l'uso a lungo termine. Puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di trazodone. Associare con cautela e considerare una dose inferiore di trazodone. Non usare con preparazioni a base di erbe contenenti l'erba di S. Giovanni. Se un paziente sta gia' assumendo l'erba di S. Giovanni interromperne l'assunzione, controllare la viremia e possibilmente i livelli plasmatici di nelfinavir, che possono aumentare per la cessata assunzione dell'erba di S. Giovanni. Possono rendersi necessari aggiustamenti della dose di nelfinavir. L'effetto di induzione dell'erba di S. Giovanni puo' persistere per almeno 2 settimane dopo l'interruzione del trattamento.

EFFETTI INDESIDERATI

La sicurezza e' stata studiata in studi clinici controllati con piu' di 1300 pazienti. La maggior parte dei pazienti in questi studi ha ricevuto sia la dose da 750 mg tre volte al giorno, da sola o in associazione con analoghi nucleosidici, che la dose da 1250 mg due volte al giorno in associazione con analoghi nucleosidici. I seguenti eventi avversi con almeno una probabile correlazione con nelfinavir (ad esempio reazioni avverse) segnalate piu' frequentemente sono state diarrea, nausea e rash cutaneo. All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono stati riportati in ordine decrescente di gravita'. >>Reazioni avverse da studi clinici con nelfinavir. L'elenco delle reazioni avversi include anche le anomalie di laboratorio segnalateche sono state osservate con nelfinavir (a 48 settimane). Le incidenze delle reazioni avverse e anomalie di laboratorio segnalate dagli studi di fase II e di fase III sono molto comune (>= 10 %) o comune (>= 1% e < 10 %). Non sono riportate reazioni specifiche di grado 3 o 4, sono di seguito elencate riguardano tutti i gradi. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea. Comune: nausea, flatulenza. Patologiedella cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash. Esami diagnostici. Comune: aumento dell'alanina amino transferasi (ALT), aumento dell'aspartato aminotransferasi (AST), neutropenia, aumento dei livelli ematici di creatinfosfochinasi, diminuzione della conta dei neutrofili. Bambini e neonati: un totale di circa 400 pazienti ha ricevuto nelfinavir negli studi clinici pediatrici (studi 524, 556, PACTG 377/725 e PENTA-7) fino a 96 settimane. Il profilo delle reazioni avverse osservatonegli studi clinici pediatrici e' risultato sovrapponibile a quello degli adulti. La diarrea e' stata l'evento avverso piu' comunemente riportato nei bambini. La neutropenia/leucopenia e' stata l'anomalia di laboratorio piu' frequentemente segnalata. Nel corso di questi studi clinici, meno del 13 % dei pazienti ha interrotto il trattamento a causadi eventi avversi. >>Esperienza post-marketing con nelfinavir. Reazioni avverse gravi e non gravi a seguito di segnalazioni spontanee post-marketing (laddove nelfinavir e' stato assunto come unico inibitore della proteasi o in associazione con un'altra terapia antiretrovirale) non precedentemente menzionate, per le quali una relazione causale con nelfinavir non puo' essere esclusa, sono riassunte di seguito. Dal momento che questi dati provengono da un sistema di segnalazioni spontanee, la frequenza delle reazioni avverse non puo' essere confermata. Tuttavia sono riportate le seguenti frequenze: non comune (>= 0,1 % - <= 1 %), raro (>= 0,01 % - <= 1 %), molto raro(<= 0,01 %). Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita' come broncospasmo, piressia, prurito, edema facciale e rash maculopapulare o dermatite bollosa. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune - raro : la terapia antiretrovirale di associazione e' stata associata a ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia acquisita) nei pazienti con HIV, che include la perdita di grasso sottocutaneo facciale e periferico, l'aumento del grasso intra-addominale e viscerale, ipertrofia mammaria ed accumulo di grasso dorso cervicale (gobba del bufalo da lipoipertrofia). Raro: nuova comparsa di diabete mellito o esacerbazione di diabete mellito preesistente. Patologie gastrointestinali. Non comune: vomito, pancreatite/aumento delle amilasi sieriche. Raro: distensione addominale. Patologie epatobiliari. Raro: epatite, aumento degli enzimi epatici e ittero quando nelfinavir e' usato in associazione con altri farmaci antiretrovirali. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: aumentati livelli ematici di creatinfosfochinasi, mialgia, miosite e rabdomiolisi sono stati segnalati con inibitori della proteasi, soprattutto quando usati in associazione con analoghi nucleosidici. Patologie vascolari. Raro: aumento dei sanguinamenti spontanei nei pazienti con emofilia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro, includendo casi isolati: eritema multiforme. Popolazione pediatrica: reazioni avverse aggiuntive sono state riportate nell'esperienza post-marketing e sono elencate di seguito. Poiche' questi dati provengono dal sistema di segnalazione spontanea, non e' nota la frequenza delle reazioni avverse: ipertrigliceridemia, anemia, acidosi lattica e polmonite. Sono stati segnalati casi di osteonecrosi, soprattutto nei pazienti con fattori di rischio generalmente noti, avanzata patologia HIV o con lunga esposizione alla terapia antiretrovirale di associazione (CART). La frequenza di tali segnalazioni non e' nota. La terapia antiretrovirale di associazione e' stata associata ad anomalie metaboliche come aumento dei trigliceridi nel sangue, aumento del colesterolo nel sangue, insulino-resistenza, iperglicemia ed iperlattacidemia. La frequenza di tali segnalazioni non e' nota. Nei pazienti con infezione da HIV con grave immuno-deficienza, al momento di iniziare la terapia antiretrovirale di associazione (CART), possono manifestarsi o una reazione infiammatoria asintomatica o patologie opportunistiche residue. La frequenza di tali segnalazioni non e' nota.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gli studi sulla tossicita' a livello della riproduzione condotti su ratti a dosi in grado di fornire esposizione sistemica paragonabile a quella osservata con la dose clinica non hanno dimostrato alcuna reazione avversa correlata al trattamento. Si ha limitata esperienza clinicasu donne in gravidanza. Il medicinale va somministrato in gravidanza soltanto se il beneficio atteso giustifica il possibile rischio per ilfeto. Le donne affette da HIV non devono assolutamente allattare per evitare la trasmissione dell'HIV. Studi condotti su ratti in allattamento hanno mostrato che il nelfinavir viene escreto nel latte. Non si hanno dati sull'escrezione del nelfinavir nel latte materno umano. Le madri devono interrompere l'allattamento durante la terapia con il prodotto.

Codice: 033281041
Codice EAN:
Codice ATC: J05AE04
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antivirali per uso sistemico
  • Antivirali ad azione diretta
  • Inibitori delle proteasi
  • Nelfinavir
Temperatura di conservazione: non superiore a +30, conservare il prodotto nella confezione originale
Forma farmaceutica: COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE