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ZEVALIN INFUS 1FL 2ML 1,6MG/ML

Produttore: SPECTRUM PHARMACEUTICALS BV
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ZEVALIN

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Vari radiofarmaceutici terapeutici.

PRINCIPI ATTIVI

Ibritumomab tiuxetano.

ECCIPIENTI

Flaconcino: sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili. Flaconcino di sodio acetato: aodio acetato e acqua per preparazioni iniettabili. Flaconcino di soluzione tampone: disodio fosfato dodecaidrato, soluzione di albumina umana, acido cloridrico diluito (per regolare il pH), acido pentetico, potassio cloruro, potassio diidrogeno fosfato, sodio cloruro, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Medicinale indicato negli adulti. Prodotto radiomarcato con [^90 Y] e' indicato come terapia di consolidamento dopo l'induzione della remissione in pazienti con linfoma follicolare non pretrattati. Il beneficio dopo rituximab in associazione con la chemioterapia non e' stato stabilito. Il prodotto e' indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma non-Hodgkin (NHL) follicolare a cellule B CD20+ recidivanti o refrattari a rituximab.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' all'ibritumomab tiuxetano, all'ittrio cloruro o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ipersensibilita' al rituximab o ad altre proteine di origine murina; gravidanza e allattamento.

POSOLOGIA

Il medicinale deve essere preso in consegna, manipolato e somministrato solamente da personale qualificato e deve essere preparato in conformita' sia ai requisiti di sicurezza radiologica, sia ai requisiti di qualita' farmaceutica. Usare il prodotto dopo un pre-trattamento con rituximab. Il regime terapeutico consiste di due somministrazioni endovenose di rituximab e di una somministrazione di soluzione, nell'ordineseguente. Giorno 1: infusione endovenosa di 250 mg/m^2 di rituximab. Giorno 7 o 8 o 9: infusione endovenosa di 250 mg/m^2 di rituximab pocoprima (entro 4 ore) della somministrazione di soluzione del medicinale; infusione endovenosa di 10 minuti di soluzione del prodotto. Uso ripetuto: non sono disponibili dati sul trattamento ripetuto dei pazienti. >>Dose di radiazioni raccomandata. Trattamento del linfoma non Hodgkin (NHL) follicolare a cellule B CD20+, recidivo o refrattario a rituximab: pazienti con >= 150.000 piastrine/mm^3: 15 MBq/kg di peso corporeo; pazienti con 100.000-150.000 piastrine/mm^3: 11 MBq/kg di peso corporeo. La dose massima non deve superare 1200 MBq. Uso ripetuto: non sono disponibili dati sul trattamento ripetuto dei pazienti. Terapia di consolidamento dopo induzione della remissione in pazienti con linfoma follicolare non trattati in precedenza: pazienti con >= 150.000 piastrine/mm^3: 15 MBq/kg, fino a un massimo di 1.200 MBq. Uso ripetuto: non sono disponibili dati sul trattamento ripetuto dei pazienti. L'usonon e' raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto di 18anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e efficacia. Per i pazienti anziani (>= 65 anni) sono disponibili dati limitati. Nel complesso non sono state osservate differenze tra questi pazienti e i pazienti piu' giovani per quanto riguarda la sicurezza e l'efficacia. Lasicurezza e l'efficacia non sono state studiate nei pazienti con compromissione epatica. La sicurezza e l'efficacia non sono state studiatenei pazienti con compromissione renale. Modo di somministrazione: la soluzione deve essere preparata come descritto nel paragrafo 12. Primadella somministrazione, la percentuale di radioincorporazione della soluzione preparata deve essere determinata. La preparazione non deve essere somministrata se la purezza radiochimica media e' inferiore al 95%. La soluzione preparata deve essere somministrata come infusione endovenosa lenta nell'arco di 10 minuti. L'infusione non deve essere somministrata come bolo endovenoso. Il prodotto puo' essere infuso direttamente interrompendo il flusso dalla sacca per infusione e infondendolo direttamente nella linea di infusione. Un filtro da 0,2 o 0,22 micron a basso legame proteico deve essere inserito tra il paziente e la via di infusione. La linea di infusione deve essere risciacquata con almeno 10 ml di soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) dopo l'infusione.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare. Conservare i flaconcini nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. La conservazione dei radiofarmaci deve essere realizzata in accordo alla normativa nazionale vigente per le sostanze radioattive.

AVVERTENZE

I radiofarmaci devono essere preparati dall'utilizzatore in modo da soddisfare sia i requisiti di sicurezza radiologica, sia i requisiti diqualita' farmaceutica. Devono essere adottate appropriate misure asettiche, in conformita' alle norme di Buona fabbricazione (GMP) per i prodotti farmaceutici. Non somministrare il medicinale a pazienti che siano a rischio di sviluppare tossicita' ematologiche pericolose per la loro vita, nei casi riportati di seguito, poiche' la sicurezza e l'efficacia non sono state stabilite: pazienti nei quali piu' del 25% del midollo osseo sia infiltrato dalle cellule del linfoma, precedente radioterapia con irradiazione su oltre il 25 % del midollo osseo attivo, conta piastrinica <100.000/mm^³ (monoterapia) e <150.000/mm^³ (terapia di consolidamento), conta dei neutrofili < 1.500/mm^³, precedente trapianto di midollo osseo o infusione di cellule staminali. Prestare cautela riguardo al rischio di deplezione midollare. Dopo il trattamento, l'emocromo completo con conta piastrinica deve essere monitorato settimanalmente fino al recupero dei valori o come da indicazione clinica. Il rischio di tossicita' ematologica puo' essere aumentato dopo un precedente regime terapeutico comprendente fludarabina. I pazienti non devono ricevere una terapia con fattori della crescita, come G-CSF, nelle 3 settimane precedenti la somministrazione e nelle 2 settimane seguenti il completamento del trattamento, in modo da poter determinare correttamente la riserva midollare adeguata e per via della potenziale sensibilita' alle radiazioni delle cellule mieloidi in rapida proliferazione. Valutare i pazienti che hanno ricevuto anticorpi murini prima del trattamento per la possibile presenza di anticorpi umani anti-murini(HAMA). I pazienti che abbiano sviluppato tali anticorpi possono presentare reazioni allergiche o di ipersensibilita' quando vengono trattati con il prodotto o con altre proteine di origine murina. In generaledopo l'uso del farmaco, i pazienti devono essere sottoposti alla ricerca degli HAMA prima di un qualsiasi ulteriore trattamento con proteine di origine murina. Durante o dopo la somministrazione in seguito a pre-trattamento con rituximab possono verificarsi reazioni da infusione. I segni e sintomi delle reazioni da infusione possono comprendere capogiro, tosse, nausea, vomito, eruzione cutanea, prurito, tachicardia,astenia, piressia e brividi. In caso di potenziale reazione da infusione grave il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Dopo somministrazione si osservano comunemente reazioni di ipersensibilita'.Le reazioni di ipersensibilita' gravi, comprendenti l'anafilassi, si manifestano in < 1% dei pazienti. In caso di reazioni da ipersensibilita', l'infusione del medicinale deve essere interrotta immediatamente.Nell'eventualita' di una reazione allergica durante la somministrazione di rituximab o il farmaco, devono essere prontamente disponibili medicinali per il trattamento delle reazioni di ipersensibilita', quali adrenalina, antistaminici e corticosteroidi. Sono state segnalate severe reazioni a carico delle mucose e della cute, inclusa la Sindrome diStevens-Johnson, talvolta ad esito fatale, associate al medicinale dopo pre-trattamento con rituximab. La comparsa delle reazioni variava da giorni a mesi. Nei pazienti che mostrano una reazione mucocutanea grave il trattamento deve essere interrotto. Non sono stati condotti studi a lungo termine sugli animali circa gli effetti sulla fertilita' e la funzione riproduttiva. Esiste il rischio potenziale che le radiazioni ionizzanti del farmaco abbiano effetti tossici sulle gonadi femminili e maschili. Per la natura del composto, le donne in eta' fertile, cosi' come gli uomini, devono adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e fino a 12 mesi dopo il trattamento. Non sono state studiate la sicurezza e l'efficacia dell'immunizzazione con alcunvaccino, in particolare quelli virali vivi, dopo la terapia. A causa del rischio potenziale di infezioni virali, non e' raccomandata la somministrazione di vaccini virali vivi ai pazienti recentemente trattaticon il prodotto. La potenziale limitazione della capacita' di generare una risposta umorale primaria o anamnestica a qualsiasi vaccino dopoil trattamento deve essere tenuta in considerazione. Non sono disponibili dati relativi a pazienti con linfoma del SNC, in quanto tali pazienti non sono stati inclusi negli studi clinici. Pertanto, l'uso non e' raccomandato nei pazienti con LNH e interessamento del SNC. Durante l'iniezione e' necessario uno stretto monitoraggio riguardo ad un eventuale stravaso, al fine di evitare danni tissutali da radiazioni. In presenza di segni o sintomi di stravaso, interrompere immediatamente l'infusione e continuare in un'altra vena. L'uso del medicinale e' associato a un aumento del rischio di tumori maligni secondari, tra cui leucemia mieloide acuta (LMA) e sindrome mielodisplastica (SMD). La soluzione finale del medicinale radiomarcato con [90Y] contiene fino a 28 mg di sodio per dose, a seconda della concentrazione di radioattivita'.

INTERAZIONI

Non ci sono interazioni conosciute con altri medicinali. Non sono stati effettuati studi d'interazione. I pazienti non devono ricevere una terapia con fattori della crescita, come G-CSF, nelle 3 settimane precedenti la somministrazione e nelle 2 settimane seguenti il completamento del trattamento. In uno studio clinico in cui il prodotto e' stato somministrato come consolidamento dopo una precedente chemioterapia diprima linea, e' stata osservata una maggiore frequenza di neutropeniae trombocitopenia gravi e prolungate nei pazienti che avevano ricevuto il medicinale entro 4 mesi da una chemioterapia combinata di fludarabina con mitoxantrone e/o ciclofosfamide, rispetto ai pazienti sottoposti ad altra chemioterapia. Il rischio di tossicita' ematologica puo' pertanto essere superiore qualora Zevalin venga somministrato a breve distanza (< 4 mesi) da un regime terapeutico contenente fludarabina. Non sono state studiate la sicurezza e l'efficacia dell'immunizzazione con qualsiasi vaccino, in particolare con vaccini virali vivi, dopo laterapia.

EFFETTI INDESIDERATI

L'esposizione a radiazioni ionizzanti e' correlata all'induzione del cancro e al potenziale sviluppo di difetti ereditari. In tutti i casi e' necessario assicurarsi che i rischi provocati dalle radiazioni siano inferiori a quelli della stessa malattia. Le reazioni avverse elencate di seguito sono classificate in base alla frequenza e per sistemi eorgani (MedDRA), secondo le seguenti convenzioni: molto comune >=1/10, comune >=1/100, <1/10, non comune >=1/1.000, <1/100, raro >=1/10.000, <1/1.000; molto raro <1/10.000, non nota. All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezioni; comune: sepsi, polmonite, infezioni delle vie urinarie, candidiasi orale. Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Comune: dolore tumorale, sindrome mielodisplastica / leucemiamieloide acuta; raro: meningioma. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: trombocitopenia, leucocitopenia, neutropenia, anemia; comune: neutropenia febbrile, pancitopenia, linfocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Comune: reazione di ipersensibilita'. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: anoressia. Disturbi psichiatrici. Comune: ansia, insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiro, cefalea. Patologie cardiache. Non comune: tachicardia.Patologie vascolari. Molto comune: petecchie; comune: emorragia con trombocitopenia ipertensione ipotensione; raro: emorragia intracranica con trombocitopenia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, rinite. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea; comune: vomito, dolore addominale, diarrea, dispepsia, irritazione alla gola, costipazione. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: amenorrea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, prurito; non nota: reazioni mucocutanee (compresa la sindrome di stevens- johnson). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia, mialgia, dolorealla schiena, dolore al collo. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: astenia, piressia, rigidita' affaticamento; comune: dolore, sintomi simil-influenzali, malessere, edema periferico, aumentata sudorazione; non nota: stravaso con conseguente reazione nella sede di infusione, danno ai tessuti circostanti il linfoma e complicanze dovute a gonfiore del linfoma. Terapiadi consolidamento: dall'analisi finale dopo circa 7,5 anni di uno studio che ha esaminato l'efficacia e la sicurezza della terapia di consolidamento con il medicinale, in pazienti con linfoma follicolare in stadio avanzato che avevano risposto alla chemioterapia di prima linea, dei 204 pazienti che hanno ricevuto il prodotto con [90Y] dopo la chemioterapia di prima linea, 26 (12,7%) dei pazienti nel braccio del prodotto hanno sviluppato un tumore maligno secondario, rispetto a 14 (6,8%) dei pazienti nel braccio di controllo. A sette pazienti (3,4%, 7/204) e' stata diagnosticata SMD/LMA dopo il trattamento con il farmaco, rispetto ad un paziente (0,5%, 1/205) nel braccio di controllo, con unfollow-up mediano di 7,3 anni. I decessi imputabili a tumori maligni secondari hanno incluso 8 (3,9%) pazienti nel braccio del medicinale, rispetto a 3 (1,5%) pazienti nel braccio di controllo. I decessi imputabili a SMD/LMA hanno incluso cinque (2,5%) pazienti nel braccio del prodotto, rispetto a nessun paziente nel braccio di controllo. Il rischio che si sviluppi una mielodisplasia o leucemia secondaria in seguitoalla terapia con agenti alchilanti e' ben noto. La segnalazione dellereazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione delmedicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuodel rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione negli animali con ibritumomab tiuxetano. Poiche' e' noto che le IgG passano la barriera placentare, e a causa del rischio significativo associato alle radiazioni, il medicinale e' controindicato durante la gravidanza. Prima dell'inizio del trattamento nelle donne, e' necessario escludere una gravidanza. Qualsiasi donna che abbia saltato una mestruazione deve essere considerata in gravidanza fino a prova contraria e quindi devono essere prese in considerazione terapie alternative che non comprendano radiazioni ionizzanti. Le donne in eta' fertile e gli uomini devono usare misure contraccettive efficaci durante e fino a 12 mesi dopo il trattamento. Non e' noto se l'ibritumomab tiuxetano sia escreto nel latte materno, tuttavia e' noto che le IgG materne sono escrete nel latte materno. Le donne devono quindi interromprere l'allattamento poiche' non e' noto il potenziale di assorbimento e di immunosoppressione nel neonato. Il farmaco deve essere usato dopo un pre-trattamento con rituximab per il quale l'allattamento non e' raccomandato durante il trattamento e nei 12 mesi successivi. Non sono stati condotti studi su animali perdeterminare gli effetti sulla fertilita' maschile o femminile. Esisteil rischio potenziale che le radiazioni ionizzanti del medicinale abbiano effetti tossici sulle gonadi femminili e maschili (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). I pazienti devono essere informati che la fertilita' puo' essere influenzata e i pazienti maschi potrebbero voler considerarela criopreservazione del seme.

Codice: 036311013
Codice EAN:
Codice ATC: V10XX02
  • Vari
  • Radiofarmaci terapeutici
  • Altri radiofarmaci terapeutici
  • Radiofarmaci terapeutici vari
  • Ibritumomab tiuxetano
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi, al riparo dalla luce, non congelare
Forma farmaceutica: PRECURSORE RADIOFARMACEUTICO
Scadenza: 66 MESI
Confezionamento: FLACONE