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ZIAGEN OS FL 240ML 20MG/ML

Produttore: VIIV HEALTHCARE SRL
FARMACO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ZIAGEN 20 MG/ML SOLUZIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni ml di soluzione orale contiene 20 mg di abacavir (come solfato).

ECCIPIENTI

Sorbitolo 70% (E420), saccarina sodica, sodio citrato, acido citrico anidro, metil paraidrossibenzoato (E218), propil paraidrossibenzoato (E216), glicole propilenico (E1520), maltodestrina, acido lattico, gliceril triacetato, aromi naturali e artificiali di fragola e banana, acqua depurata, idrossido di sodio e/o acido cloridrico per l'aggiustamento del pH.

INDICAZIONI

Il medicinale e' indicato nella terapia di associazione antiretrovirale per il trattamento dell'infezione da Virus dell'Immunodeficienza Umana (HIV). La dimostrazione dell'utilita' del farmaco e' soprattutto basata sui risultati di studi effettuati con un regime posologico due volte al giorno, in pazienti adulti mai sottoposti a trattamento (naive) in terapia di combinazione. Prima di iniziare il trattamento con abacavir, deve essere eseguito uno screening per la presenza dell'allele HLA-B*5701 in ogni paziente affetto da HIV, a prescindere dalla razza.Lo screening e' anche raccomandato prima di iniziare ad assumere di nuovo abacavir nei pazienti in cui non e' nota la presenza dell'allele HLA-B*5701 e che hanno tollerato in precedenza abacavir. Abacavir non deve essere somministrato a quei pazienti in cui sia nota la presenza dell'allele HLA-B*5701, a meno che nessuna altra opzione terapeutica sia disponibile per questi pazienti, sulla base della storia del trattamento e dei test di resistenza.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Grave insufficienza epatica.

POSOLOGIA

Il medicinale deve essere prescritto da medici esperti nel trattamento dell'infezione da HIV. Adulti ed adolescenti: la dose raccomandata del farmaco e' di 600 mg (30 ml) al giorno. Questa puo' essere somministrata sia come 300 mg (15 ml) due volte al giorno che come 600 mg (30 ml) una volta al giorno. I pazienti che intendono passare alla somministrazione una volta al giorno devono assumere 300 mg (15 ml) due volteal giorno e passare a 600 mg (30 ml) una volta al giorno la mattina seguente. Qualora si preferisca un'unica somministrazione alla sera, devono essere assunti 300 mg (15 ml) di prodotto solo alla prima mattinaseguiti da 600 mg (30 ml) alla sera. Se si intende ritornare alle duesomministrazioni giornaliere, i pazienti devono completare il trattamento giornaliero e iniziare ad assumere 300 mg (15 ml) due volte al giorno la mattina seguente. Bambini dai tre mesi ai 12 anni di eta': la dose raccomandata e' di 8 mg/kg due volte al giorno fino ad un massimodi 600 mg (30 ml) al giorno. Bambini di eta' inferiore ai tre mesi: l'esperienza nei bambini di eta' inferire ai tre mesi e' limitata. Il medicinale puo' essere assunto con o senza cibo. Il farmaco e' disponibile anche in compresse. Compromissione renale: non e' necessario alcunaggiustamento della posologia in pazienti con disfunzione renale. Tuttavia, il medicinale non e' raccomandato nei pazienti con malattia renale all'ultimo stadio. Compromissione epatica: abacavir e' principalmente metabolizzato dal fegato. Non puo' essere fatta alcuna raccomandazione posologica nei pazienti con compromissione epatica lieve. Nei pazienti con insufficienza epatica moderata non ci sono dati disponibili pertanto, l'uso di abacavir non e' raccomandato a meno che non sia ritenuto necessario. Se abacavir viene impiegato nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata allora e' richiesto uno stretto controllo e, se fattibile, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di abacavir. Abacavir e' controindicato nei pazienti con grave compromissione epatica. Anziani: attualmente non sono disponibili dati di farmacocinetica nei pazienti di eta' superiore ai 65 anni.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE

Sono state sviluppate una reazioni di ipersensibilita'. Prima di iniziare il trattamento con abacavir, eseguire uno screening per la presenza dell'allele HLA-B*5701 in ogni paziente affetto da HIV. Lo screening e' anche raccomandato prima di iniziare ad assumere di nuovo abacavir nei pazienti in cui non e' nota la presenza dell'allele HLA-B*5701 eche hanno tollerato in precedenza abacavir. Non assumere Abacavir in quei pazienti in cui sia nota la presenza dell'allele HLA-B*5701, a meno che nessuna altra opzione terapeutica sia disponibile sulla base della storia del trattamento e dei test di resistenza. Interrompere definitivamente abacavir e non riprendere il trattamento qualora non si possa escludere una reazione di ipersensibilita', dovuta alla possibilita' di una grave o anche fatale reazione. Non usare il patch test nellapratica clinica. I sintomi correlati a questa reazione di ipersensibilita' peggiorano con il prosieguo della terapia e possono essere pericolosi per la vita. I sintomi generalmente si risolvono dopo la sospensione del farmaco. Non assumere mai di nuovo nei pazienti che hanno interrotto la terapia a causa di una reazione di ipersensibilita'. La riassunzione provoca un'immediata ricomparsa dei sintomi entro poche ore.Tale ripresentazione dei sintomi e' generalmente piu' grave e puo' includere ipotensione pericolosa per la vita e morte. Sospendere definitivamente il prodotto qualora non si possa escludere l'ipersensibilita'anche quando altre diagnosi siano possibili. Porre particolare attenzione verso quei pazienti che iniziano contemporaneamente il trattamento con il medicinale e con altri farmaci noti per indurre tossicita' cutanea. Se la terapia e' stata sospesa per qualche ragione e se ne considera il reinizio, stabilire il motivo della sospensione per verificare se il paziente non abbia avuto alcuni sintomi di una reazione di ipersensibilita'. In rarissimi casi, sono state riferite reazioni di ipersensibilita' in pazienti che avevano ripreso la terapia e che non avevano manifestato in precedenza sintomi di una reazione di ipersensibilita'. Se si decide di riprendere il prodotto, cio' dovra' essere fatto in un ambiente dove sia disponibile un pronto intervento medico. Lo screening per la presenza dell'allele HLA-B*5701 e' raccomandato prima di iniziare di nuovo ad assumere abacavir nei pazienti in cui non e' nota la presenza dell'allele HLA-B*5701 e che hanno tollerato in precedenza abacavir. La riassunzione di abacavir in tali pazienti con test positivo per la presenza dell'allele HLA-B*5701 non e' raccomandata e prenderla in considerazione solo in circostanze eccezionali. Un pazientenegativo per la presenza dell'allele HLA-B*5701 puo' anche andare incontro ad una reazione di ipersensibilita' ad abacavir. Ricordare ai pazienti che sono ipersensibili, che essi non devono piu' prendere qualsiasi medicinale contenente abacavir. E' stata riportata acidosi lattica di solito associata ad epatomegalia e steatosi epatica; presenta un'alta mortalita' e puo' essere associata a pancreatite, insufficienza epatica o insufficienza renale. Interrompere il trattamento in caso di comparsa di iperlattacidemia sintomatica e acidosi metabolica/lattica,epatomegalia progressiva o rapido incremento dei livelli di aminotransferasi. Prestare cautela nel somministrare analoghi nucleosidici a pazienti (in particolare donne obese) con epatomegalia, epatite od altrinoti fattori di rischio di malattia epatica e steatosi epatica. I pazienti con infezione concomitante da epatite C e trattati con alfa interferone e ribavirina possono essere ad alto rischio. Seguire i pazienti con aumentato rischio. Gli analoghi nucleosidici e nucleotidici causano un grado variabile di danno mitocondriale. Sono stati riportati casi di disfunzione mitocondriale in neonati HIV-negativi esposti agli analoghi nucleosidici in utero e/o dopo la nascita. Le principali reazioni avverse riportate sono disturbi ematologici, disturbi metabolici; spesso transitori. Sono stati riportati disturbi neurologici a comparsa ritardata. Sottoporre ogni bambino esposto in utero ad analoghi nucleosidici e nucleotidici a follow-up clinico e di laboratorio e controllare a fondo per quanto riguarda una possibile disfunzione mitocondriale. La terapia antiretrovirale combinata e' stata associata alla lipodistrofia in pazienti con infezione da HIV. Prendere in considerazione il dosaggio dei lipidi serici e della glicemia a digiuno. E' stata riportata pancreatite. Sono stati osservati casi di un'elevata frequenza di fallimento virologico e di comparsa di resistenza in fase precoce di trattamento quando abacavir veniva associato a tenofovir disoproxil fumarato e lamivudina, somministrati una volta al giorno. Il prodotto e' controindicato nei pazienti con compromissione epatica grave. I pazienti con epatite cronica B o C e trattati con una terapia di combinazione antiretrovirale sono considerati ad aumentato rischio di reazioniavverse epatiche gravi e potenzialmente fatali. I pazienti con disfunzione epatica pre-esistente presentano una aumentata frequenza di anomalie della funzionalita' epatica durante la terapia di combinazione e vanno monitorati. Qualora si evidenzi un peggioramento della malattia epatica prendere in considerazione l'interruzione o la definitiva sospensione del trattamento. A causa di potenziali incrementi nell'esposizione (AUC) in alcuni pazienti e' richiesto un attento controllo. L'usoin pazienti con compromissione epatica moderata non e' raccomandato ameno che non sia giudicato necessario, un controllare i tali pazienti. Non somministrare in pazienti con malattia renale all'ultimo stadio.La soluzione orale contiene sorbitolo e metil paraidrossibenzoato e propil paraidrossibenzoato. In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento della istituzione della terapia antiretrovirale di combinazione, puo' insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali e causare condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi. Valutare qualsiasi sintomo infiammatorio e instaurare un trattamento. Sono stati riportati casi di osteonecrosi. Rivolgersi al medico in caso di comparsa di fastidi, dolore e rigidita' alle articolazioni, o difficolta' nel movimento. I pazienti che ricevono il farmaco od altre terapie antiretrovirali possono continuare a sviluppare infezioni opportunistiche ed altre complicanze dell'infezione da HIV. Controllare i pazienti. Avvertire che l'attuale terapia antiretrovirale, non e' in grado di impedire la trasmissione dell'HIV ad altri soggetti. Studi osservazionali hanno mostrato un'associazione tra l'infarto del miocardio e l'impiego di abacavir. Quando si prescrive il prodotto, si devono intraprendere azioni per cercare di minimizzare tutti i fattori di rischio modificabili (ad esempio il fumo, l'ipertensione e l'iperlipidemia).

INTERAZIONI

Sulla base dei risultati in vitro e sui principali sistemi metaboliciconosciuti di abacavir, la possibilita' che il P450 medi interazioni di abacavir con altri medicinali, e' bassa. Il P450 non gioca un ruoloprincipale nel metabolismo di abacavir e abacavir non inibisce il metabolismo mediato da CYP3A4. Abacavir ha anche dimostrato in vitro di non inibire gli enzimi CYP3A4, CYP2C9 o CYP2D6, in concentrazioni clinicamente rilevanti. Negli studi clinici non e' stata osservata induzione del metabolismo epatico. Pertanto vi sono scarse probabilita' di interazioni con i PI antiretrovirali ed altri medicinali metabolizzati dai principali enzimi P450. Gli studi clinici hanno dimostrato che non ci sono interazioni clinicamente significative fra abacavir, zidovudinae lamivudina. Potenti induttori enzimatici come la rifampicina, il fenobarbital e la fenitoina, possono, attraverso la loro azione su l'UDP-glucuroniltransferasi, far diminuire leggermente la concentrazione plasmatica di abacavir. Etanolo: il metabolismo di abacavir e' alterato dalla presenza contemporanea di etanolo, con conseguente aumento dellaAUC di abacavir di circa 41%. Questi risultati non sono considerati clinicamente significativi. Abacavir non ha effetto sul metabolismo dell'etanolo. Metadone: in uno studio di farmacocinetica, la somministrazione concomitante di 600 mg di abacavir due volte al giorno con metadone ha mostrato una riduzione del 35% della C max di abacavir e un ritardo di un'ora nella t max, ma la AUC era immutata. I cambiamenti dellafarmacocinetica di abacavir non sono stati considerati clinicamente rilevanti. In questo studio abacavir ha aumentato la clearance sistemica media del metadone del 22%. Non e' pertanto possibile escludere l'induzione di enzimi metabolizzanti il farmaco. I pazienti che vengono trattati con metadone e abacavir devono essere controllati per la comparsa di sintomi di astinenza indicativi di un sotto dosaggio, poiche' talvolta puo' essere richiesto un riaggiustamento del dosaggio del metadone. Retinoidi: i composti retinoidi sono eliminati attraverso l'alcool deidrogenasi. L'interazione con abacavir e' possibile ma non e' stata studiata.

EFFETTI INDESIDERATI

Sono state sviluppate una reazioni di ipersensibilita'. Alcune reazioni di ipersensibilita' si sono rivelate pericolose per la vita e hannoavuto esito fatale nonostante le precauzioni assunte. Tale reazione e' caratterizzata dalla comparsa di sintomi indicativi di coinvolgimento multi-organico/sistemico. Quasi tutti i pazienti che sviluppano reazioni di ipersensibilita' avranno febbre e/o rash (generalmente maculopapulare o urticarioide) come parte della sindrome, tuttavia alcune reazioni si sono manifestate senza rash o febbre. I segni ed i sintomi diquesta reazione di ipersensibilita' sono elencati di seguito. Questi sono stati identificati sia dagli studi clinici sia dalla farmacovigilanza successiva alla commercializzazione. Cute: rash (generalmente maculopapulare o urticarioide). Tratto gastrointestinale: nausea, vomito,diarrea, dolore addominale, ulcerazione della bocca. Tratto respiratorio: dispnea, tosse, mal di gola, sindrome da distress respiratorio nell'adulto, insufficienza respiratoria. Varie: febbre, stato di torpore, malessere, edema, linfadenopatia, ipotensione, congiuntivite, anafilassi. Neurologia/psichiatria: cefalea, parestesie. Ematologia: linfopenia. Fegato/pancreas: alterazione dei test di funzionalita' epatica, epatite, insufficienza epatica. Apparato muscoloscheletrico: mialgia, raramente miolisi, artralgia, creatina fosfochinasi elevata. Urologia: creatininemia elevata, insufficienza renale. In alcuni pazienti con reazioni di ipersensibilita' si era inizialmente pensato che fossero affetti da gastroenterite, patologia respiratoria (polmonite, bronchite, faringite) oppure da malattia simil influenzale. Questo ritardo nella diagnosi di reazione di ipersensibilita' ha comportato che la terapia sia stata continuata o iniziata di nuovo, con la conseguenza di una reazione di ipersensibilita' piu' grave o di morte. Pertanto nei pazienti che si presentino con i sintomi di queste malattie deve essere attentamente presa in considerazione la diagnosi di reazione di ipersensibilita'. I sintomi generalmente apparivano entro le prime sei settimane (tempo mediano di insorgenza 11 giorni) dall'inizio del trattamento con abacavir anche se tali reazioni possono avvenire in ogni momento della terapia. Un attento controllo medico e' necessario durante i primi due mesi, con consultazione medica ogni due settimane. E'probabile cheuna terapia non continua possa incrementare il rischio di sviluppo disensibilizzazione e quindi la comparsa di reazioni di ipersensibilita' clinicamente significative. Di conseguenza i pazienti devono essere avvisati dell'importanza di assumere regolarmente il farmaco. La riassunzione del medicinale dopo una reazione di ipersensibilita', provoca un'immediata ricomparsa dei sintomi entro poche ore. Tale ripresentazione dei sintomi della reazione di ipersensibilita' e' generalmente piu' grave della forma verificatasi all'inizio e puo' comprendere sia ipotensione pericolosa per la vita sia la morte. Indipendentemente dalla presenza o meno dell'allele HLA-B*5701, i pazienti che sviluppano questa reazione di ipersensibilita', devono interrompere il prodotto e nondevono piu' essere trattati con il farmaco o con qualsiasi altro medicinale contenente abacavir (ad esempio Kivexa, Trizivir). Al fine di evitare un ritardo nella diagnosi e di minimizzare il rischio di una reazione di ipersensibilita' pericolosa per la vita, il medicinale deve essere sospeso definitivamente qualora non si possa escludere l'ipersensibilita' anche quando altre diagnosi siano possibili (patologie respiratorie, malattia simil-influenzale, gastroenterite o reazioni ad altri medicinali). Reazioni di ipersensibilita' a rapida insorgenza, talora dimostratesi pericolose per la vita, si sono verificate dopo che ilprodotto era stato assunto nuovamente da pazienti che, prima di interrompere il prodotto, avevano manifestato anche solo uno dei sintomi principali dell'ipersensibilita'. Il sintomo piu' comune identificato inuna reazione di ipersensibilita' e' stato il rash cutaneo. Tuttavia, in rarissimi casi, sono state riferite reazioni di ipersensibilita' inpazienti che avevano ripreso la terapia e che non avevano manifestatoin precedenza sintomi di una reazione di ipersensibilita'. In entrambi i casi, se si decide di riprendere il prodotto, cio' dovra' essere fatto in un ambiente dove sia disponibile un pronto intervento medico. Ciascun paziente deve essere avvisato riguardo a questa reazione di ipersensibilita' ad abacavir. Per molte delle altre reazioni avverse riportate, non e' chiaro se esse siano correlate al farmaco, all'ampia gamma di medicinali usati nel trattamento dell'infezione da HIV o come conseguenza della malattia stessa. I pazienti con uno qualsiasi dei sintomi riportati in seguito, devono essere controllati per una possibilepresenza di tale reazione di ipersensibilita'. Se il farmaco e' statosospeso nei pazienti a causa di questi sintomi e viene deciso di riprendere un medicinale contenente abacavir, cio' deve essere fatto in unambiente dove sia disponibile un pronto intervento medico. Molto raramente sono stati riportati casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica dove l'ipersensibilita' adabacavir non poteva essere esclusa. In tali casi i medicinali contenenti abacavir devono essere definitivamente sospesi. Le seguenti convenzioni sono state usate: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100 a < 1/10), non comune (>= 1/1.000 a < 1/100), raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000), molto raro (<1/10.000). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: anoressia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito, diarrea; raro: pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash (senza sintomi sistemici); molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens - Johnson e necrolisi epidermica tossica. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: febbre, stato di torpore, affaticamento. Sono stati riportati casi di acidosi lattica, talvolta fatali, generalmente associati a grave epatomegalia e steatosi epatica. La terapia antiretrovirale di combinazione e' stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo nei pazienti con infezione da HIV. La terapia antiretrovirale di combinazione e' stata associata ad anormalita' metaboliche. In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento dell'inizio della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), puo' insorgere una reazione infiammatoria a infezioni opportunistiche asintomatiche o residuali. Sono stati riportati soprattutto in pazienti con fattori di rischio generalmente noti, con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di combinazione (CART).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Il farmaco non e' raccomandato durante la gravidanza. La sicurezza d'impiego di abacavir durante la gravidanza umana non e' stata stabilita. E' stato dimostrato nell'animale che si verifica un passaggio transplacentare di abacavir e/o dei suoi metaboliti correlati. Nel ratto, manon nel coniglio, si e' verificata tossicita' per l'embrione in sviluppo e per il feto. Non e' stato possibile stabilire il potenziale teratogeno di abacavir dagli studi animali. Abacavir ed i suoi metaboliti sono secreti nel latte delle femmine di ratto che allattano. Ci si aspetta che questi siano secreti anche nel latte umano, benche' cio' non sia stato confermato. Non esistono dati disponibili sulla sicurezza dell'abacavir somministrato a bambini di eta' inferiore a 3 mesi. Pertanto si raccomanda che le madri non allattino al seno i loro bambini mentre vengono trattate con abacavir. Inoltre, si raccomanda che le donnecon infezione da HIV non allattino al seno i loro bambini in nessun caso al fine di evitare la trasmissione dell'HIV.

Codice: 034499020
Codice EAN:
Codice ATC: J05AF06
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antivirali per uso sistemico
  • Antivirali ad azione diretta
  • Nucleosidi e nucleotidi inibitori della transcrittasi invers
  • Abacavir
Temperatura di conservazione: non conservare al di sopra di +30 gradi
Forma farmaceutica: SOLUZIONE ORALE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE