AMMONAPS 250 COMPRESSE 50...
AMMONAPS 250 COMPRESSE 500MG FLACONI/FIALOIDI
IMMEDICA PHARMA ITALY Srl - MINSAN 034701019
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CODICE ATC
902592
FORMA FARMACEUTICA
COMPRESSE
CONFEZIONAMENTO
FLACONE
CONSERVAZIONE
NON SUPERIORE A +30 GRADI
SCADENZA
24 mesi
Proprietà
APPARATO GASTROINTESTINALE E METABOLISMOALTRI FARMACI DELL'APPARATO GASTROINTEST. E DEL METABOLISMOPRODOTTI VARI DELL'APPARATO GASTROINTESTINALE E METABOLISMOSODIO FENILBUTIRRATO
AMMONAPS 500 MG COMPRESSE
Vari prodotti dell'apparato gastrointestinale e del metabolismo.
Ogni compressa contiene 500 mg di fenilbutirrato sodico. Ogni compressa del farmaco contiene 62 mg di sodio.
Cellulosa microcristallina Magnesio stearato Silice colloidale anidra
Il medicinale e' indicato come terapia adiuvante nel trattamento di lunga durata dei disturbi del ciclo dell'urea, compresa la carenza dellasintetasi carbamilfosfatica, della transcarbamilasi dell'ornitina o della sintetasi arginino-succinica. E' indicato per tutti i pazienti con comparsa neonatale (mancanza totale di enzimi, che si manifesta neiprimi 28 giorni di vita). E' indicato anche in pazienti con manifestazione tardiva della malattia (carenza enzimatica parziale, che si presenta dopo il primo mese di vita) e che hanno una storia di encefalopatia iperammonemica.
Gravidanza. Allattamento. Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Il trattamento a base del farmaco deve essere seguito sotto il controllo di un medico esperto nella cura di disturbi del ciclo dell'urea. L'uso delle compresse e' indicato per adulti e bambini che sono in gradodi inghiottirle. Il medicinale e' disponibile anche in forma di granulato, per l'uso nei neonati, bambini che non sono in grado di inghiottire le compresse o in pazienti con disfagia. La dose giornaliera deveessere adeguata individualmente in base al grado di tolleranza alle proteine del paziente e all'assunzione proteica giornaliera nella dieta,necessaria per facilitare la crescita e lo sviluppo. Nella pratica clinica la dose usuale totale giornaliera di fenilbutirrato sodico e' di: 450-600 mg/kg/giorno in bambini di peso inferiore ai 20 kg; 9,9-13,0g/m^2 al giorno in bambini di peso superiore ai 20 kg, adolescenti eadulti. La sicurezza e l'efficacia di dosi che superano i 20 g al giorno (40 compresse) non sono ancora state stabilite. Monitoraggio terapeutico: i livelli plasmatici di ammoniaca, arginina, amminoacidi essenziali (in special modo aminoacidi a catena ramificata), carnitina e proteine sieriche devono essere mantenuti entro i limiti normali. La glutamina plasmatica deve essere mantenuta a livelli inferiori a 1000 mcmol/l. Trattamento nutritivo: il medicinale deve essere associato ad unadieta a restrizione proteica e, in alcuni casi, con l'integrazione diaminoacidi essenziali e carnitina. Ai pazienti a cui e' stata diagnosticata una forma a insorgenza neonatale di carenza di sintetasi carbamilfosfatica o di transcarbamilasi dell'ornitina deve essere somministrata citrullina o arginina ad una dose di 0,17 g/kg/giorno o di 3,8 g/m^2/giorno. Ai pazienti a cui e' stato diagnosticato un deficit di sintetasi arginino-succinica si consiglia di somministrare arginina a unadose di 0,4-0,7 g/kg/giorno o di 8,8-15,4 g/m^2/giorno. Qualora sia indicata una supplementazione calorica, si raccomanda un prodotto non proteico. La dose totale giornaliera del farmaco deve essere suddivisa in parti uguali e presa ad ogni pasto (ad esempio, tre volte al giorno). Le compresse vanno assunte con un'abbondante quantita' di acqua.
Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.
Le compresse del farmaco non devono essere usate in pazienti con disfagia, a causa del potenziale rischio di ulcerazione esofagea nel caso in cui le compresse non arrivino immediatamente allo stomaco. Ogni compressa contiene 62 mg (2,7 mmol) di sodio, corrispondenti a 2,5 g (108mmol) di sodio per 20 g di fenilbutirrato sodico, che rappresenta la dose massima giornaliera. Il farmaco deve quindi essere usato con cautela nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia o graveinsufficienza renale, come pure in condizioni cliniche in cui si riscontri ritenzione di sodio con edema. Poiche' il metabolismo e l'escrezione del fenilbutirrato sodico interessano il fegato e i reni, il medicinale deve essere somministrato con cautela in pazienti affetti da insufficienza epatica o renale. I livelli sierici di potassio devono essere monitorati durante la terapia, dal momento che l'escrezione renaledi fenilacetilglutamina puo' indurre la perdita di potassio per via urinaria. Anche in corso di terapia, l'encefalopatia acuta da iperammoniemia puo' presentarsi in diversi pazienti. Il farmaco non e' raccomandato per il trattamento dell'iperammoniemia acuta, che e' un'emergenzamedica. Per i bambini che non sono in grado di deglutire le compresse,si consiglia di utilizzare il medicinale granulato.
La somministrazione concomitante di probenecid puo' influenzare l'escrezione renale del prodotto di coniugazione del fenilbutirrato sodico.Da alcune pubblicazioni e' emerso che aloperidolo e valproato indurrebbero iperammoniemia. I corticosteroidi possono causare la dissociazione delle proteine dell'organismo e quindi aumentare i livelli di ammoniaca nel plasma. Si consiglia di controllare piu' frequentemente i livelli di ammoniaca nel plasma quando si devono usare questi farmaci.
Nelle sperimentazioni cliniche con il medicinale, il 56% dei pazientiha avuto almeno un evento avverso e il 78% di questi eventi avversi e'stato considerato non correlato al farmaco. Le reazioni avverse hannointeressato principalmente l'apparato riproduttivo e gastrointestinale. Queste reazioni avverse sono elencate nella tabella sottostante, per classificazione sistemica-organica e per frequenza. La frequenza e'definita in questo modo: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), rara (>=1/10.000, <1/1.000), moltorara (<1/10.000), non nota (non stimabile in base ai dati disponibili). All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: anemia, trombocitopenia, leucopenia, leucocitosi, trombocitosi. Non comune: anemia aplastica, ecchimosi. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: acidosi metabolica, alcalosi, diminuzione dell'appetito. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione, irritabilita'. Patologie del sistema nervoso. Comune: sincope, mal di testa. Patologie cardiache. Comune: edema. Non comune: aritmia. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, vomito, nausea, stipsi, disgeusia; non comune: pancreatite, ulcera peptica, emorragia rettale, gastrite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, odore anomalo della cute. Patologie renali e urinarie. Comune: acidosi tubolare renale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comune: amenorrea, mestruazioni irregolari.Esami diagnostici. Comune: diminuzione nel sangue del potassio, dell'albumina, delle proteine totali e del fosfato. Aumento nel sangue dellafosfatasi alcalina, delle transaminasi, della bilirubina, dell'acidourico, del cloruro, del fosfato e del sodio. Aumento ponderale. Un probabile caso di reazione tossica al farmaco (450 mg/kg/giorno) e' statosegnalato in una paziente anoressica di 18 anni, che aveva sviluppatoun'encefalopatia metabolica associata ad acidosi lattica, grave ipokaliemia, pancitopenia, neuropatia periferica e pancreatite. La pazientesi e' ripresa dopo la riduzione della dose, eccetto per episodi ricorrenti di pancreatite che hanno indotto infine alla sospensione del trattamento. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
La sicurezza d'uso di questo medicinale in donne in gravidanza non e'stata stabilita. Studi su animali da laboratorio hanno rivelato fenomeni di tossicita' riproduttiva, vale a dire effetti sullo sviluppo dell'embrione o del feto. L'esposizione prenatale di neonati di ratto al fenilacetato (il metabolita attivo del fenilbutirrato) ha causato lesioni nelle cellule cortico-piramidali; le spine dendritiche erano piu' lunghe e sottili del normale e meno numerose. La significativita' di questi dati per le donne in gravidanza non e' nota, pertanto l'uso del farmaco durante la gravidanza e' controindicato. Le donne in eta' fertile devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci. In seguito alla somministrazione per via sottocutanea di elevate dosi di fenilacetato (190-474 mg/kg) a neonati di ratto, si sono osservate una diminuita proliferazione e una maggiore perdita di neuroni, nonche' una riduzione della mielina del SNC. La maturazione delle sinapsi cerebrali e' stataritardata ed e' stato ridotto il numero delle terminazioni nervose cerebrali funzionanti, ostacolando in tal modo lo sviluppo cerebrale. None' ancora stato stabilito se il fenilacetato venga escreto nel latteumano, per cui l'uso del farmaco e' controindicato durante l'allattamento.
- Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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