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BENEFIX IV 1FL 500UI Produttore: PFIZER ITALIA SRL

  • FARMACO MUTUABILE
  • RICETTA MEDICA RIPETIBILE

DENOMINAZIONE

BENEFIX 500 UI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiemorragici, Fattore IX della Coagulazione del sangue.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni flaconcino contiene 500 UI nominali di nonacog alfa (fattore IX della coagulazione ricombinante). Dopo ricostituzione con 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili, fornita con la confezione, ogni ml della soluzione contiene circa 100 UI di nonacog alfa. La potenza (UI) e'determinata usando un one-stage clotting assay della Farmacopea Europea. L'attivita' specifica del BeneFIX non e' inferiore a 200 UI/mg di proteina. BeneFIX contiene il fattore IX della coagulazione ricombinante, (INN = nonacog alfa). Il Nonacog alfa e' una proteina purificata costituita da 415 aminoacidi in una singola catena. Essa consiste di una sequenza aminoacidica primaria che e' comparabile alla forma allelica Ala148 del fattore IX plasmatico ed alcune modificazioni post-translazionali della molecola ricombinante sono diverse da quelle della molecola di origine plasmatica. Il fattore IX della coagulazione ricombinante e' una glicoproteina secreta da cellule di mammifero, geneticamente modificate, derivate da una linea cellulare di ovaio di criceto Cinese (CHO).

ECCIPIENTI

Polvere, saccarosio, glicina, L-Istidina, polisorbato 80, solvente, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Trattamento e profilassi delle emorragie in pazienti affetti da emofilia B (deficit congenito di fattore IX).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Reazione allergica nota alle proteine di criceto.

POSOLOGIA

Il trattamento deve essere iniziato sotto il controllo di un medico specializzato nel trattamento dell'emofilia. Posologia Il dosaggio e ladurata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravita' della deficienza di fattore IX, dalla localizzazione e dalla estensione dell'emorragia e dalle condizioni cliniche, del paziente. Il dosaggio di BeneFIX puo' differire da quello dei prodotti a base di fattore IX plasmatico. Per assicurarsi che sia stato raggiunto il livello di attivita' di fattore IX desiderato, e' consigliabile un preciso monitoraggio mediante il dosaggio dell'attivita' di fattore IX e la posologia deve esserecalcolata tenendo in considerazione l'attivita' di fattore IX, i parametri farmacocinetici quali l'emivita ed il recupero nonche' la situazione clinica al fine di aggiustare il dosaggio secondo necessita'. La quantita' di BeneFX da infondere, cosi' come la frequenza delle infusioni, varieranno per ogni paziente ed a seconda della situazione clinica. Solo in rari casi e' necessario somministrare i prodotti a base di fattore IX piu' di una volta al giorno. Il numero di unita' di fattoreIX somministrate viene espresso in Unita' Internazionali (UI) relative all'attuale standard OMS per i prodotti a base di fattore IX. L'attivita' plasmatica di fattore IX viene espressa in percentuale (relativaal plasma umano normale) o in Unita' Internazionali (relative a uno standard internazionale per il fattore IX nel plasma). Una Unita' Internazionale (UI) di fattore IX e' equivalente alla quantita' di fattore IX contenuta in un ml di plasma umano normale. La stima della dose richiesta di BeneFIX puo' essere basata sulla considerazione che per una unita' di attivita' di fattore IX per kg di peso corporeo ci si attende un incremento del livello di fattore IX circolante, in media, di 0,8UI/dl (range da 0,4 a 1,4 UI/dl) nei pazienti adulti (>= 15 anni). Deve essere valutata regolarmente la farmacocinetica di ciascun pazientee la posologia deve essere aggiustata di conseguenza. Il dosaggio necessario viene determinato per mezzo della seguente formula: numero di UI di Fattore IX richiesto = peso corporeo (in kg) X aumento di Fattore IX desiderato (%). Per un incremento medio di fattore IX di 0,7 UI/dl, si ha: Numero di UI di Fattore IX richiesto = Peso corporeo (in kg)X aumento di fattore IX desiderato (%) o (UI/dl) X 1,4 UI/kg. In presenza dei seguenti eventi emorragici, l'attivita' di fattore IX non deve scendere al di sotto dei livelli di attivita' plasmatica determinati(in % del normale o in UI/dl) nel periodo corrispondente. La seguentetabella puo' essere utilizzata come riferimento per il dosaggio negliepisodi emorragici ed in chirurgia. Emorragia. Emartro precoce, sanguinamento intramuscolare o sanguinamento orale. Livello di fattore IX necessario (%) o (UI/dl): 20-40: ripetere ogni 24 h. Almeno 1 giorno, fino a cessazione dell'episodio emorragico come indicato dal dolore, o fino a guarigione. Emartro piu' esteso, sanguinamento intramuscolare oematoma. Livello di fattore IX necessario (%) o (UI/dl): 30-60: ripetere l'infusione ogni 24 h per almeno 3-4 giorni fino a cessazione del dolore e della invalidita' acuta. Emorragie a rischio per la vita. Livello di fattore IX necessario (%) o (UI/dl): 60-100: ripetere l'infusione ogni 8-24 h fino alla scomparsa del rischio. Interventi chirurgici. Minori, incluse le avulsioni dentarie. Livello di fattore IX necessario (%) o (UI/dl): 60-100: Ripetere l'infusione ogni 8-24 h fino alla scomparsa del rischio. Maggiori. Livello di fattore IX necessario (%) o (UI/dl): 80-100 (pre- e post-operatoriamente): ripetere l'infusione ogni 8-24 h fino a raggiungimento di adeguata cicatrizzazione, successivamente continuare la terapia per almeno altri 7 giorni per mantenereun'attivita' di fattore IX fra il 30% e il 60% (UI/dl). Durante il ciclo di trattamento e' consigliabile eseguire una adeguata determinazione dei livelli di fattore IX per calcolare la dose da somministrare e la frequenza delle infusioni ripetute. In caso di interventi chirurgici maggiori in particolare, e' indispensabile eseguire un attento monitoraggio della terapia sostitutiva per mezzo di analisi della coagulazione (attivita' plasmatica di fattore IX). La risposta individuale al fattore IX puo' variare, raggiungendo livelli differenti di recupero invivo e di emivita. Il farmaco puo' essere somministrato per la profilassi a lungo termine contro episodi emorragici in pazienti con emofilia B grave. In uno studio clinico per la profilassi secondaria di routine, la dose media per i pazienti precedentemente trattati (PTPs) e' stata di 40 UI/kg (range 13-78 UI/kg) somministrata a intervalli di 3-4 giorni. Per i pazienti piu' giovani possono essere necessari intervalli piu' brevi o dosi maggiori. Pazienti pediatrici I dati disponibili sono insufficienti per consigliare l'impiego nei bambini di eta' inferiore ai 6 anni. Negli studi clinici il 57% dei pazienti pediatrici ha aumentato il loro dosaggio a causa del recupero piu' basso del previstoo al fine di ottenere una risposta terapeutica sufficiente o per ambedue questi motivi; alcuni fino ad un dosaggio medio di >50 UI/kg. Deveessere, pertanto, effettuato un attento monitoraggio dell'attivita' del fattore IX plasmatico cosi' come devono essere effettuati calcoli dei parametri farmacocinetici quali il recupero e l'emivita, come indicato clinicamente, al fine di aggiustare il dosaggio in modo adeguato. In caso di necessita' frequente di dosi > 100 UI/kg durante la profilassi di routine o il trattamento, deve essere preso in considerazione l'impiego di un altro prodotto a base di fattore IX. I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di inibitori del fattore IX. Se non si raggiungono gli attesi livelli di attivita' di fattore IX plasmatico o se l'emorragia non e' controllata con una dose adeguata, devono essere eseguiti esami biologici per determinare se sia presente un inibitore del fattore IX. Nei pazienti con livelli elevati di inibitori verso il fattore IX la terapia puo' non risultare efficace, ed e' necessario prendere in considerazione altre opzioni terapeutiche. Il trattamento di tali pazienti deve essere eseguito sotto la guida di medici specialisti nella cura di pazienti emofilici. Metodo di somministrazione:somministrare per infusione endovenosa dopo ricostituzione della polvere liofilizzata per soluzioni iniettabili con acqua sterile per preparazioni iniettabili. Il farmaco deve essere somministrato ad una bassavelocita' di infusione. Nella maggioranza dei casi e' stata utilizzata una velocita' di infusione fino a 4 ml al minuto. La velocita' di somministrazione deve essere determinata dal livello di comfort per il paziente. La somministrazione per infusione continua non e' stata approvata e non e' raccomandata.

CONSERVAZIONE

Conservare e trasportare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare. A scopo ambulatoriale, il prodotto puo' essere tolto dal frigorifero per un singolo periodo di un mese al massimo a temperatura ambiente (fino a 25 gradi C). Al termine di questo periodo, il prodottonon deve essere posto nuovamente in frigorifero, ma deve essere utilizzato o eliminato.

AVVERTENZE

Anticorpi neutralizzanti l'attivita' (inibitori) costituiscono un noncomune raro in pazienti precedentemente trattati (PTPs) con prodotti contenenti fattore IX. Poiche' nel corso di studi clinici, un PTP in trattamento con il farmaco ha sviluppato un inibitore a basso titolo clinicamente rilevante e poiche' l'esperienza sull'antigenicita' con fattore IX ricombinante e' tuttora limitata, i pazienti in trattamento con il prodotto devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo diinibitori del fattore IX che devono essere titolati in Unita' Bethesda mediante appropriati esami biologici. Non sono stati ottenuti dati sufficienti dagli studi clinici in corso sul trattamento di pazienti mai trattati in precedenza (PUPs). Ulteriori studi sulla sicurezza e l'efficacia sono in fase di svolgimento su pazienti in eta' pediatrica precedentemente trattati, trattati al minimo e non trattati in precedenza. Gli studi clinici condotti non hanno incluso un numero sufficiente di soggetti di eta' pari o superiore ai 65 anni per poter determinare se questi rispondano in modo diverso rispetto ai soggetti piu' giovani. La scelta del dosaggio per un paziente anziano deve essere personalizzata. Come con tutti i farmaci per uso endovenoso a base di proteine,sono possibili reazioni di ipersensibilita' di tipo allergico. Il prodotto contiene tracce di proteine di criceto. Reazioni anafilattiche/anafilattoidi potenzialmente a rischio per la vita sono state riscontrate a seguito di somministrazione di prodotti a base di fattore IX. I pazienti devono essere informati dei segni premonitori delle reazioni di ipersensibilita' che comprendono difficolta' respiratoria, respiro affannoso, gonfiore, orticaria, prurito, oppressione al petto, broncospasmo, laringospasmo, affanno, ipotensione ed anafilassi. Se insorgono reazioni allergiche o di tipo anafilattico, interrompere immediatamente la somministrazione ed instaurare un idoneo trattamento. In alcuni casi queste reazioni sono sfociate in grave anafilassi. In caso di shock, devono essere osservati gli attuali standard medici per il trattamento dello shock. In caso di reazioni allergiche gravi, devono essere prese in considerazione misure emostatiche alternative. Sono state segnalate in letteratura correlazioni fra l'insorgenza di inibitore del fattore IX e reazioni allergiche. Pertanto, i pazienti che sviluppano reazioni allergiche devono essere esaminati per la presenza di un inibitore. Deve essere sottolineato che pazienti con inibitori del fattore IX possono essere ad aumentato rischio di anafilassi in caso di nuovo trattamento con il Fattore IX. Le informazioni preliminari suggerisconoche potrebbe esistere una relazione tra la presenza di importanti mutazioni per delezione nel gene del fattore IX del paziente e un aumentodel rischio di formazione di inibitori e di reazioni da ipersensibilita' acute. I pazienti noti per avere importanti mutazioni per delezione del gene del fattore IX devono essere tenuti sotto attenta osservazione, per rilevare possibili segni e sintomi di reazioni da ipersensibilita' acute, in particolare durante le prime fasi di esposizione iniziale al prodotto. A causa del rischio di reazione allergica con concentrati di fattore IX, le prime somministrazioni di fattore IX devono, a giudizio del medico curante, essere effettuate sotto sorveglianza medica in luoghi dove possa essere fornito un appropriato trattamento medico per le reazioni allergiche. La posologia deve essere aggiustata secondo i dati farmacocinetici di ciascun paziente. Benche' il farmaco contenga solo fattore IX, deve essere preso in considerazione il rischiodi trombosi e di coagulazione intravasale disseminata (CID). Poiche',storicamente, la somministrazione di concentrati del complesso di fattore IX e' stata associata allo sviluppo di complicanze tromboemboliche, l'impiego di prodotti contenenti fattore IX puo' essere potenzialmente pericoloso in pazienti con segni di fibrinolisi ed in pazienti concoagulazione intravasale disseminata (CID). A causa del rischio potenziale di complicanze trombotiche, deve essere intrapresa una sorveglianza clinica dei segni premonitori di coagulopatia trombotica e da consumo con idonei esami biologici quando si somministri questo prodotto apazienti con malattie epatiche, a pazienti in periodo post-operatorio, a neonati o a pazienti a rischio di fenomeni trombotici o di CID. Inciascuna di queste situazioni, deve essere valutato il beneficio del trattamento contro il rischio di queste complicanze. La sicurezza e l'efficacia della somministrazione per infusione continua non e' stata stabilita. Sono stati segnalati casi post-marketing di eventi trombotici, tra i quali la sindrome della vena cava superiore (VCS) rischiosa per la vita in neonati gravemente malati, mentre ricevevano il farmaco per infusione continua attraverso un catetere venoso centrale. Sono stati segnalati casi di agglutinazione dei globuli rossi nel tubicino/nella siringa durante la somministrazione del prodotto. Ad oggi non sonostate riportate conseguenze riconducibili a queste segnalazioni. Per ridurre la possibilita' di agglutinazione, e' importante limitare la quantita' di sangue che entra nel tubicino. Il sangue non deve entrare nella siringa. Nel caso in cui si verifichi agglutinazione di globuli rossi nel tubicino/nella siringa, e' necessario eliminare tutto questomateriale (tubicini, siringa e soluzione del farmaco) e continuare lasomministrazione con una nuova confezione. E' stata riportata una sindrome nefrotica a seguito di tentata induzione alla immunotolleranza in pazienti affetti da emofilia B con inibitori verso il fattore IX ed anamnesi di reazioni allergiche. La sicurezza e l'efficacia dell'impiego del prodotto per l'induzione alla immunotolleranza non sono state stabilite. Nell'interesse dei pazienti, si raccomanda, ove possibile, di prendere nota del nome e del numero di lotto del prodotto per ogni somministrazione del medicinale.

INTERAZIONI

Non sono stati effettuati studi di interazione.

EFFETTI INDESIDERATI

Ad oggi, nessuna reazione avversa riportata in associazione con il farmaco si e' verificata con una frequenza da >=1/100 a <1/10 (comune). La frequenza delle reazioni avverse riportata in associazione con il farmaco e' categorizzata come non comune (da >=1/1.000 a <=1/100) o rara (da >=1/10.000 a <=1/1.000). Fra queste le piu' significative includono: anafilassi, cellulite, flebite, e anticorpi neutralizzanti. Le reazioni avverse provenienti dall'esperienza di studi clinici e dall'esperienza post marketing sono riportate qui di seguito mediante classificazione per sistemi e organi e per ordine di frequenza. All'interno diogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. Queste frequenze sono basate su una stima per-infusione e sono descritte utilizzando le seguenti categorie: non comune (da >=1/1.000 a <=1/100); rara (da >=1/10.000 a <=1/1.000).Patologie del sistema nervoso. Non comuni: capogiro, cefalea, alterazione del gusto, senso di vuoto alla testa. Patologie gastrointestinalinon comuni: nausea; rari: vomito. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comuni: cellulite, flebite,reazioni al sito di iniezione (inclusi senso di bruciore al sito di infusione e fitte dolorose al sito di iniezione), senso di fastidio al sito di iniezione; rari: piressia. Disturbi del sistema immunitario. Non comuni: sviluppo di anticorpi neutralizzanti (inibizione del fattore IX); rari: Ipersensibilita' / reazioni allergiche; tali reazioni possono includere anafilassi, broncospasmo/affanno respiratorio (dispnea), ipotensione, angioedema, tachicardia, oppressione al torace, orticaria, eruzione cutanea, sensazione di bruciore alle mascelle e alla testa, brividi (febbrili), formicolio, rossore del volto, letargia, agitazione, tosse secca/starnuti. Ipersensibilita' / reazioni allergiche: ipersensibilita' o reazioni allergiche sono state talvolta osservate in pazienti trattati con prodotti a base di fattore IX. In alcuni casi, queste reazioni sono sfociate in gravi anafilassi. Reazioni allergiche sono state osservate in stretta associazione temporale con lo sviluppodi inibitori del fattore IX. L'eziologia delle reazioni allergiche non e' stata ancora chiarita. Tali reazioni sono potenzialmente a rischio per la vita. Se insorge una reazione allergica/anafilattica, la somministrazione del farmaco deve essere immediatamente interrotta. In caso di reazioni allergiche gravi, e' necessario prendere in considerazione misure emostatiche alternative. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravita' dell'effetto collaterale. In conseguenza del processo produttivo, il medicinale contiene tracce di proteine di criceto. Possono insorgere risposte da ipersensibilita'. Sviluppo di inibitori I pazienti affetti da emofilia B possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) verso il fattore IX. In questo caso la condizione puo' manifestarsi sotto forma di risposta clinica insufficiente, per la quale si raccomanda di rivolgersi a un centro emofilia specializzato. Un inibitore a basso titolo, clinicamente rilevante, venne rilevato in 1 dei 65 pazienti trattati con il prodotto (ivi inclusi 9 pazienti partecipanti soltanto allo studio chirurgico), che avevano in precedenza ricevuto prodotti derivati da plasma. Questo paziente fu in grado di continuare il trattamento con il medicinale senza rialzo anamnestico del titolo dell'inibitore o anafilassi. I dati a disposizione sono insufficienti per poter fornire informazioni sulla incidenza dell'inibitore fra i pazienti mai trattati in precedenza (PUPs). Casi di sindrome nefrotica sono stati riportati a seguito di dosi elevate di Fattore IX derivato dal plasma per indurre immunotolleranza in patienti affetti da emofilia B con inibitori verso il fattore IX e anamnesi di reazioni allergiche. Complicanze renali: in uno studio clinico, a distanza di dodici giorni da una dose del farmaco per un episodio emorragico, un paziente positivo per l'anticorpo dell'epatite C ha sviluppato un infarto renale. Il rapporto temporale fra l'infarto e la somministrazione del prodotto e' incerto. Il paziente ha continuato il trattamento con il medicinale. Eventi trombotici: sono stati segnalati casi post-marketing di eventi trombotici, tra i quali la sindrome della vena cava superiore (VCS) rischiosa per la vita in neonati gravemente malati, mentre ricevevano il farmaco per infusione continua attraverso un catetere venoso centrale. Sono stati segnalati anche casi di tromboflebiti periferiche e trombosi venose profonde; nella maggior parte di questi casi il medicinale era somministrato per infusione continua, che non e' un metodo di somministrazione approvato. Risposta terapeutica inadeguata ed inadeguato recupero di fattore IX: sono stati segnalati risposta terapeutica inadeguata ed inadeguato recupero di fattore IX durante l'uso post-marketing del medicinale. Se dovesse verificarsi una qualsiasi reazione avversa che si ritenga possa essere correlata alla somministrazione del farmaco, la velocita' di infusione deve essere ridotta o l'infusione interrotta.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non sono stati eseguiti studi con il fattore IX sulla riproduzione negli animali. Considerando la rara eventualita' della emofilia B nelle donne, non sono disponibili esperienze riguardanti l'impiego di fattore IX durante la gravidanza e l'allattamento al seno. Pertanto il fattore IX deve essere somministrato a donne in gravidanza o in allattamento al seno solo quando chiaramente indicato.

Codice: 033535028
Codice EAN:

Codice ATC: B02BD09
  • Sangue ed organi emopoietici
  • Antiemorragici
  • Vitamina k ed altri emostatici
  • Fattori della coagulazione del sangue
  • Nonacog alfa
Temperatura di conservazione: inferiore a +30 gradi, non congelare
Forma farmaceutica: PREPARAZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: SCATOLA

PREPARAZIONE INIETTABILE

36 MESI

SCATOLA