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CODICE ATC
471200
FORMA FARMACEUTICA
COMPRESSE DIVISIBILI
CONFEZIONAMENTO
BLISTER
CONSERVAZIONE
AL RIPARO DALLA LUCE
SCADENZA
36 mesi
Proprietà
SISTEMA CARDIOVASCOLARECALCIO-ANTAGONISTICALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON PREVAL.EFFETTO VASCOLAREDERIVATI DIIDROPIRIDINICINITRENDIPINA
LUSOPRESS
Calcio antagonisti.
Ogni compressa contiene, principio attivo: nitrendipina 20 mg.
Amido di mais, cellulosa microcristallina, polivinilpirrolidone, sodiolaurilsolfato, magnesio stearato.
Ipertensione arteriosa.
Lusopress e' controindicato: nei pazienti con ipersensibilita' nota anitrendipina o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafi 4.4, 6.1); nei pazienti con angina pectoris instabile e dopo infarto miocardico acuto entro le prime 4 settimane; durante la gravidanza e l'allattamento (vedere paragrafo 4.6). In base all'esperienza con il calcio-antagonista strutturalmente simile nifedipina, deve essere previsto che la rifampicina acceleri il metabolismo di nitrendipina a causa di induzione enzimatica, e che potrebbero non essere ottenuti livelli plasmatici efficaci di nitrendipina. Pertanto, l'uso concomitante di rifampicina e' controindicato (vedere paragrafo 4.5).
Il trattamento con nitrendipina dovrebbe essere condotto in base alleesigenze individuali ed in funzione della gravita' della malattia ipertensiva, e comunque sotto controllo medico. Salvo diversa prescrizionemedica la posologia consigliata negli adulti e' la seguente: 1 compressa una volta al giorno, alla mattina o 1/2 compressa due volte al giorno, alla mattina e alla sera (per un totale di 20 mg di nitrendipinaal giorno). Nel caso fossero necessari dosaggi piu' elevati e' possibile procedere ad un graduale incremento della dose giornaliera fino ad1 compressa due volte al giorno, alla mattina e alla sera (per un totale di 40 mg di nitrendipina al giorno). Ove si rendesse opportuna unariduzione posologica, verra' somministrata 1/2 compressa (10 mg di nitrendipina) alla mattina. In pazienti affetti da epatopatia cronica o da insufficienza renale risultano ritardate rispettivamente la metabolizzazione e l'escrezione del preparato: e' pertanto indispensabile procedere ad un aggiustamento posologico individuale, in relazione alla gravita' delle patologie concomitanti. Nei casi sopraricordati il trattamento andra' iniziato con 1/4 di compressa (5 mg) al mattino. Ulteriori informazioni per popolazioni speciali: la sicurezza e l'efficacia dinitrendipina non sono state stabilite nei bambini di eta' inferiore a18 anni. Nei pazienti con gravi disturbi della funzionalita' epaticail trattamento deve iniziare con la compressa alla dose piu' bassa disponibile (10 mg di nitrendipina = 1/2 compressa) ed il paziente deve essere attentamente monitorato durante la terapia (vedere paragrafo 5.2).
Conservare in normali condizioni ambientali. Le compresse tolte dal blister devono essere protette dalla luce.
Il farmaco deve essere usato con cautela e sotto sorveglianza medica nei pazienti con affezioni epatiche e renali e con glaucoma. Occasionalmente e' stato osservato un aumento della fosfatasi alcalina. E' pertanto opportuno procedere a periodici controlli della funzionalita' epatica, interrompendo all'occorrenza il trattamento. In caso di comparsadi fenomeni di ipersensibilita', quali rush cutaneo e prurito diffusoe' consigliabile sospendere la somministrazione del farmaco. Tenere ilmedicinale fuori della portata dei bambini. Insufficienza cardiaca scompensata: i pazienti con insufficienza cardiaca scompensata devono essere trattati con cautela. Disturbi epatici: nei pazienti con gravi disturbi della funzionalita' epatica, gli effetti di nitrendipina possono essere potenziati e prolungati. In questi casi, il paziente deve essere monitorato con attenzione mediante controlli frequenti della pressione sanguigna nel corso della terapia (vedere paragrafi 4.2, 5.1). Angina pectoris: come accade con altre sostanze vasoattive, l'angina pectoris puo' manifestarsi molto raramente con nitrendipina a rilascio immediato (dati provenienti da segnalazioni spontanee), in particolare all'inizio del trattamento. I dati provenienti da studi clinici confermano che l'insorgenza di attacchi di angina pectoris non e' comune (vedere paragrafo 4.8). Sistema del citocromo CYP 3A4: la nitrendipina e'metabolizzata tramite il sistema del citocromo CYP 3A4. Pertanto, i farmaci che notoriamente inibiscono o inducono questo sistema enzimatico, possono alterare l'effetto di primo passaggio o la clearance della nitrendipina (vedere paragrafo 4.5). I farmaci inibitori del sistema del CYP 3A4, in grado di portare ad un incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina, sono: antibiotici macrolidi (es. eritromicina), inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir), antimicoticiazolici (es. ketoconazolo), gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina, quinupristina/dalfopristina, acido valproico, cimetidina e ranitidina. In caso di somministrazione concomitante di questi farmaci, la pressione sanguigna deve essere monitorata e, se necessario, deve essere presa in considerazione una diminuzione della dose di nitrendipina (vedere paragrafo 4.5).
Farmaci che influiscono sulla nitrendipina Nitrendipina e' metabolizzata tramite il sistema del CYP 3A4, presente sia nella mucosa intestinale sia nel fegato. Pertanto, i farmaci che notoriamente inibiscono o inducono questo sistema enzimatico possono alterare l'effetto di primopassaggio o la clearance di nitrendipina. Bisogna tenere conto dell'entita' e della durata dell'interazione quando nitrendipina e' somministrata in associazione con i seguenti farmaci: Rifampicina: in base all'esperienza con nifedipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, si deve prevedere che rifampicina acceleri il metabolismo di nitrendipina attraverso un meccanismo di induzione enzimatica. Pertanto, l'efficacia di nitrendipina potrebbe essere ridotta quando e' somministrata in concomitanza con rifampicina. L'uso di nitrendipina in associazione con rifampicina e' quindi controindicato (vedere paragrafo 4.3). In caso di cosomministrazione dei seguenti inibitori del sistema del CYP 3A4, la pressione del sangue deve essere monitorata e, se necessario, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di nitrendipina (vedere paragrafo 4.2). Antibiotici macrolidi (es. eritromicina): non sono stati condotti studi di interazione con nitrendipina e antibiotici macrolidi. I farmaci appartenenti a questa classe inibiscononotoriamente il metabolismo di altri medicinali mediato da CYP 3A4. Quindi, non si puo' escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina in caso di cosomministrazione di nitrendipina con questi antibiotici macrolidi (vedere paragrafo 4.4). L'azitromicina, benche' sia strutturalmente affine alla classe di antibiotici macrolidi, e' privo di inibizione del CYP 3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir): non sono stati realizzati studi formali per valutare la potenziale interazione tra nitrendipina e alcuni inibitori delle proteasi anti-HIV. E' stato riportato che i farmaci appartenenti a questa classe sono potenti inibitori del sistema del CYP 3A4. Quindi, non si puo' escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina in caso di cosomministrazione di questi inibitori delle proteasi (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici (es. ketoconazolo): non e' stato condotto alcuno studio formaleper valutare il potenziale di interazione farmacologica tra nitrendipina e alcuni antimicotici azolici. I farmaci appartenenti a questa classe inibiscono notoriamente il sistema del CYP 3A4 e sono state riportate varie interazioni per altri calcio-antagonisti diidropiridinici. Quindi, in caso di somministrazione orale in associazione con nitrendipina, non si puo' escludere un sostanziale incremento della biodisponibilita' sistemica di nitrendipina dovuto a un ridotto metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Nefazodone: non sono stati realizzati studi formali per valutare la potenziale interazione tra nitrendipina e nefazodone. E' stato riportato che questo farmaco antidepressivo e' un potente inibitore del sistema del CYP 3A4. Quindi, non si puo'escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina in caso di cosomministrazione di nefazodone (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina: in base all'esperienza con nimodipina, calcio-antagonista diidropiridinico strutturalmente simile, la somministrazione concomitante con l'antidepressivo fluoxetina determinava un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nimodipina di circa il 50%. L'esposizione a fluoxetina diminuiva notevolmente, mentre non sono stati rilevati effetti sul metabolita attivo norfluoxetina. Pertanto, in seguito a somministrazione concomitante di fluoxetina, non si puo' escludere un potenziale incremento, rilevante da un punto di vista clinico, delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina (vedere paragrafo 4.4). Quinupristina/dalfopristina: in base all'esperienza con nifedipina,un calcio-antagonista strutturalmente simile, la cosomministrazione diquinupristina/dalfopristina puo' determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico: non sono stati realizzati studi formali per valutare la potenziale interazione tra nitrendipina e acido valproico. Poiche' e' stato dimostrato che l'acido valproico aumenta le concentrazioni plasmatichedi nimodipina, un bloccante dei canali del calcio strutturalmente simile, a causa dell'inibizione enzimatica, non si puo' escludere un incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina e quindi un aumento dell'efficacia (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina, ranitidina: cimetidina e, in misura minore, ranitidina possono portare ad un aumentodel livello plasmatico di nitrendipina, potenziando di conseguenza ilsuo effetto (vedere paragrafo 4.4). Ulteriori studi: farmaci antiepilettici induttori del sistema del CYP 3A4 come fenitoina, fenobarbital,carbamazepina Non e' stato condotto alcuno studio formale per valutare il potenziale di interazione farmacologica tra nitrendipina e questifarmaci anticonvulsivanti. Tuttavia, fenitoina, fenobarbital e carbamazepina sono notoriamente potenziali induttori del sistema del CYP 3A4. La somministrazione concomitante di questi anticonvulsivanti puo' determinare una riduzione clinicamente rilevante della biodisponibilita'di nitrendipina e, di conseguenza, si puo' prevedere una diminuzionedella sua efficacia. Se la dose di nitrendipina viene aumentata durante la cosomministrazione di fenitoina, fenobarbital o carbamazepina, sideve prendere in considerazione una riduzione del dosaggio di nitrendipina quando si interrompe il trattamento con gli anticonvulsivanti. Effetti di nitrendipina su altri farmaci. Farmaci antipertensivi: la nitrendipina puo' aumentare l'effetto ipotensivo di altri antipertensivisomministrati in concomitanza, come: diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina 1 (AT1), altri calcio-antagonisti, agenti bloccanti alfa-adrenergici, inibitori dellaPDE5, alfa-metildopa. Digossina: in caso di somministrazione contemporanea di nitrendipina e digossina, si deve prevedere un aumento dei livelli plasmatici di digossina. Pertanto, i pazienti devono essere monitorati al fine di rilevare l'eventuale comparsa di sintomi da sovradosaggio di digossina provvedendo, se necessario, alla determinazione deilivelli plasmatici di digossina ed eventualmente a ridurre la dose diglicoside.
Riassunto del profilo di sicurezza: i dati di sicurezza provenienti dagli studi clinici e dalla sorveglianza post-marketing o da qualsiasi altra fonte, sono analizzati e riportati nella sezione ADR di nitrendipina. Le frequenze delle manifestazioni sono calcolate tramite l'analisi degli studi clinici o stimate in base alla sorveglianza post-marketing. Le ADR piu' comuni (frequenza comune: >=1/100, <1/10) sono cefalea, palpitazioni, vasodilatazione, edema, flatulenza, sensazione di malessere e reazioni d'ansia. In base all'esperienza complessiva, nessunadi queste ADR e' considerata grave. Fatta eccezione per "sensazione dimalessere" e "reazioni d'ansia", le ADR si possono attribuire al meccanismo d'azione di nitrendipina. Le ADR piu' gravi sono ipotensione, angina pectoris (dolore toracico) e reazione allergica incluso angioedema (tutti di frequenza non comune: >=1/1.000, <1/100). Queste ADR, inbase al decorso, possono richiedere intervento medico immediato. Le ADR elencate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, ad eccezione di edema (6,2%), cefalea (4,7%) e vasodilatazione (3,0%). La frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) e' basata su studi condotti con nitrendipina controllati con placebo, ordinata in base alle categorie di frequenza CIOMS III (database degli studi clinici sperimentali: nitrendipina n = 824; placebo n = 563). L'"iperplasia gengivale" e' stata riportata in base a segnalazioni spontaneedei casi. Di conseguenza, e' stata stimata una frequenza <1/400 applicando la regola del 3/X. La frequenza delle ADR segnalate con nitrendipina e' indicata in sintesi nell'elenco riportato di seguito. Entro ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati inordine decrescente di gravita'. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000,<1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000). Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni allergiche, incluse reazioni cutanee ed edema/angioedema allergico. Disturbi psichiatrici. Comune: reazioni d'ansia; non comune: disturbi del sonno. Patologie delsistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: vertigini, emicrania, capogiro, sonnolenza, ipoestesia. Patologie dell'occhio. Non comune: disturbi visive. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito. Patologie cardiache. Comune: palpitazioni; non comune: angina pectoris, dolore toracico, tachicardia. Patologie vascolari. Comune: edema, vasodilatazione; non comune: ipotensione. Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche. Non comune: dispnea, epistassi. Patologiegastrointestinali. Comune: flatulenza; non comune: dolore gastrointestinale e addominale, diarrea, nausea, vomito, bocca secca, dispepsia, costipazione, gastroenterite, iperplasia gengivale. Patologie epatobiliari. Non comune: temporaneo aumento degli enzimi epatici. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: mialgia. Patologie renali e urinarie. Non comune: poliuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: malessere; non comune: dolore aspecifico.
Gravidanza: i dati sull'uso di nitrendipina nelle donne in gravidanzasono limitati o mancanti. Studi condotti sugli animali hanno evidenziato tossicita' riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Studi sugli animali, con l'impiego di dosi di nitrendipina chiaramente tossiche per la madre, hanno rivelato evidenze di malformazioni (vedere paragrafo 5.3).Nitrendipina e' controindicata durante la gravidanza (vedere paragrafo4.3). Allattamento: la nitrendipina viene escreta nel latte umano. L'effetto di nitrendipina su neonati/lattanti non e' noto. Nitrendipinae' controindicata durante il periodo di allattamento al seno (vedere paragrafo 4.3). Fertilita': in singoli casi di fecondazione in vitro, icalcio antagonisti sono stati associati a variazioni biochimiche reversibili della sezione apicale degli spermatozoi, che possono determinare alterazione della funzionalita' dello sperma. Per i pazienti di sesso maschile che falliscono ripetutamente il concepimento mediante fecondazione in vitro e laddove non si possa trovare altra spiegazione, icalcio-antagonisti devono essere presi in considerazione come possibili cause. Nel caso in cui sia programmata una gravidanza e si prevedonoeffetti negativi sulla fertilita', e' possibile prendere in considerazione un trattamento alternativo.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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LUSOPRESS 28 COMPRESSE 20MG
CALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON PREVAL.EFFETTO VASCOLARE | Compresse divisibili
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CODICE ATC
471200
FORMA FARMACEUTICA
COMPRESSE DIVISIBILI
CONFEZIONAMENTO
BLISTER
CONSERVAZIONE
AL RIPARO DALLA LUCE
SCADENZA
36 mesi
Proprietà
SISTEMA CARDIOVASCOLARECALCIO-ANTAGONISTICALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON PREVAL.EFFETTO VASCOLAREDERIVATI DIIDROPIRIDINICINITRENDIPINA
Foglietto illustrativo
DENOMINAZIONE
LUSOPRESS
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Calcio antagonisti.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene, principio attivo: nitrendipina 20 mg.
ECCIPIENTI
Amido di mais, cellulosa microcristallina, polivinilpirrolidone, sodiolaurilsolfato, magnesio stearato.
INDICAZIONI
Ipertensione arteriosa.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Lusopress e' controindicato: nei pazienti con ipersensibilita' nota anitrendipina o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafi 4.4, 6.1); nei pazienti con angina pectoris instabile e dopo infarto miocardico acuto entro le prime 4 settimane; durante la gravidanza e l'allattamento (vedere paragrafo 4.6). In base all'esperienza con il calcio-antagonista strutturalmente simile nifedipina, deve essere previsto che la rifampicina acceleri il metabolismo di nitrendipina a causa di induzione enzimatica, e che potrebbero non essere ottenuti livelli plasmatici efficaci di nitrendipina. Pertanto, l'uso concomitante di rifampicina e' controindicato (vedere paragrafo 4.5).
POSOLOGIA
Il trattamento con nitrendipina dovrebbe essere condotto in base alleesigenze individuali ed in funzione della gravita' della malattia ipertensiva, e comunque sotto controllo medico. Salvo diversa prescrizionemedica la posologia consigliata negli adulti e' la seguente: 1 compressa una volta al giorno, alla mattina o 1/2 compressa due volte al giorno, alla mattina e alla sera (per un totale di 20 mg di nitrendipinaal giorno). Nel caso fossero necessari dosaggi piu' elevati e' possibile procedere ad un graduale incremento della dose giornaliera fino ad1 compressa due volte al giorno, alla mattina e alla sera (per un totale di 40 mg di nitrendipina al giorno). Ove si rendesse opportuna unariduzione posologica, verra' somministrata 1/2 compressa (10 mg di nitrendipina) alla mattina. In pazienti affetti da epatopatia cronica o da insufficienza renale risultano ritardate rispettivamente la metabolizzazione e l'escrezione del preparato: e' pertanto indispensabile procedere ad un aggiustamento posologico individuale, in relazione alla gravita' delle patologie concomitanti. Nei casi sopraricordati il trattamento andra' iniziato con 1/4 di compressa (5 mg) al mattino. Ulteriori informazioni per popolazioni speciali: la sicurezza e l'efficacia dinitrendipina non sono state stabilite nei bambini di eta' inferiore a18 anni. Nei pazienti con gravi disturbi della funzionalita' epaticail trattamento deve iniziare con la compressa alla dose piu' bassa disponibile (10 mg di nitrendipina = 1/2 compressa) ed il paziente deve essere attentamente monitorato durante la terapia (vedere paragrafo 5.2).
CONSERVAZIONE
Conservare in normali condizioni ambientali. Le compresse tolte dal blister devono essere protette dalla luce.
AVVERTENZE
Il farmaco deve essere usato con cautela e sotto sorveglianza medica nei pazienti con affezioni epatiche e renali e con glaucoma. Occasionalmente e' stato osservato un aumento della fosfatasi alcalina. E' pertanto opportuno procedere a periodici controlli della funzionalita' epatica, interrompendo all'occorrenza il trattamento. In caso di comparsadi fenomeni di ipersensibilita', quali rush cutaneo e prurito diffusoe' consigliabile sospendere la somministrazione del farmaco. Tenere ilmedicinale fuori della portata dei bambini. Insufficienza cardiaca scompensata: i pazienti con insufficienza cardiaca scompensata devono essere trattati con cautela. Disturbi epatici: nei pazienti con gravi disturbi della funzionalita' epatica, gli effetti di nitrendipina possono essere potenziati e prolungati. In questi casi, il paziente deve essere monitorato con attenzione mediante controlli frequenti della pressione sanguigna nel corso della terapia (vedere paragrafi 4.2, 5.1). Angina pectoris: come accade con altre sostanze vasoattive, l'angina pectoris puo' manifestarsi molto raramente con nitrendipina a rilascio immediato (dati provenienti da segnalazioni spontanee), in particolare all'inizio del trattamento. I dati provenienti da studi clinici confermano che l'insorgenza di attacchi di angina pectoris non e' comune (vedere paragrafo 4.8). Sistema del citocromo CYP 3A4: la nitrendipina e'metabolizzata tramite il sistema del citocromo CYP 3A4. Pertanto, i farmaci che notoriamente inibiscono o inducono questo sistema enzimatico, possono alterare l'effetto di primo passaggio o la clearance della nitrendipina (vedere paragrafo 4.5). I farmaci inibitori del sistema del CYP 3A4, in grado di portare ad un incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina, sono: antibiotici macrolidi (es. eritromicina), inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir), antimicoticiazolici (es. ketoconazolo), gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina, quinupristina/dalfopristina, acido valproico, cimetidina e ranitidina. In caso di somministrazione concomitante di questi farmaci, la pressione sanguigna deve essere monitorata e, se necessario, deve essere presa in considerazione una diminuzione della dose di nitrendipina (vedere paragrafo 4.5).
INTERAZIONI
Farmaci che influiscono sulla nitrendipina Nitrendipina e' metabolizzata tramite il sistema del CYP 3A4, presente sia nella mucosa intestinale sia nel fegato. Pertanto, i farmaci che notoriamente inibiscono o inducono questo sistema enzimatico possono alterare l'effetto di primopassaggio o la clearance di nitrendipina. Bisogna tenere conto dell'entita' e della durata dell'interazione quando nitrendipina e' somministrata in associazione con i seguenti farmaci: Rifampicina: in base all'esperienza con nifedipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, si deve prevedere che rifampicina acceleri il metabolismo di nitrendipina attraverso un meccanismo di induzione enzimatica. Pertanto, l'efficacia di nitrendipina potrebbe essere ridotta quando e' somministrata in concomitanza con rifampicina. L'uso di nitrendipina in associazione con rifampicina e' quindi controindicato (vedere paragrafo 4.3). In caso di cosomministrazione dei seguenti inibitori del sistema del CYP 3A4, la pressione del sangue deve essere monitorata e, se necessario, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di nitrendipina (vedere paragrafo 4.2). Antibiotici macrolidi (es. eritromicina): non sono stati condotti studi di interazione con nitrendipina e antibiotici macrolidi. I farmaci appartenenti a questa classe inibiscononotoriamente il metabolismo di altri medicinali mediato da CYP 3A4. Quindi, non si puo' escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina in caso di cosomministrazione di nitrendipina con questi antibiotici macrolidi (vedere paragrafo 4.4). L'azitromicina, benche' sia strutturalmente affine alla classe di antibiotici macrolidi, e' privo di inibizione del CYP 3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir): non sono stati realizzati studi formali per valutare la potenziale interazione tra nitrendipina e alcuni inibitori delle proteasi anti-HIV. E' stato riportato che i farmaci appartenenti a questa classe sono potenti inibitori del sistema del CYP 3A4. Quindi, non si puo' escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina in caso di cosomministrazione di questi inibitori delle proteasi (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici (es. ketoconazolo): non e' stato condotto alcuno studio formaleper valutare il potenziale di interazione farmacologica tra nitrendipina e alcuni antimicotici azolici. I farmaci appartenenti a questa classe inibiscono notoriamente il sistema del CYP 3A4 e sono state riportate varie interazioni per altri calcio-antagonisti diidropiridinici. Quindi, in caso di somministrazione orale in associazione con nitrendipina, non si puo' escludere un sostanziale incremento della biodisponibilita' sistemica di nitrendipina dovuto a un ridotto metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Nefazodone: non sono stati realizzati studi formali per valutare la potenziale interazione tra nitrendipina e nefazodone. E' stato riportato che questo farmaco antidepressivo e' un potente inibitore del sistema del CYP 3A4. Quindi, non si puo'escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina in caso di cosomministrazione di nefazodone (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina: in base all'esperienza con nimodipina, calcio-antagonista diidropiridinico strutturalmente simile, la somministrazione concomitante con l'antidepressivo fluoxetina determinava un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nimodipina di circa il 50%. L'esposizione a fluoxetina diminuiva notevolmente, mentre non sono stati rilevati effetti sul metabolita attivo norfluoxetina. Pertanto, in seguito a somministrazione concomitante di fluoxetina, non si puo' escludere un potenziale incremento, rilevante da un punto di vista clinico, delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina (vedere paragrafo 4.4). Quinupristina/dalfopristina: in base all'esperienza con nifedipina,un calcio-antagonista strutturalmente simile, la cosomministrazione diquinupristina/dalfopristina puo' determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico: non sono stati realizzati studi formali per valutare la potenziale interazione tra nitrendipina e acido valproico. Poiche' e' stato dimostrato che l'acido valproico aumenta le concentrazioni plasmatichedi nimodipina, un bloccante dei canali del calcio strutturalmente simile, a causa dell'inibizione enzimatica, non si puo' escludere un incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina e quindi un aumento dell'efficacia (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina, ranitidina: cimetidina e, in misura minore, ranitidina possono portare ad un aumentodel livello plasmatico di nitrendipina, potenziando di conseguenza ilsuo effetto (vedere paragrafo 4.4). Ulteriori studi: farmaci antiepilettici induttori del sistema del CYP 3A4 come fenitoina, fenobarbital,carbamazepina Non e' stato condotto alcuno studio formale per valutare il potenziale di interazione farmacologica tra nitrendipina e questifarmaci anticonvulsivanti. Tuttavia, fenitoina, fenobarbital e carbamazepina sono notoriamente potenziali induttori del sistema del CYP 3A4. La somministrazione concomitante di questi anticonvulsivanti puo' determinare una riduzione clinicamente rilevante della biodisponibilita'di nitrendipina e, di conseguenza, si puo' prevedere una diminuzionedella sua efficacia. Se la dose di nitrendipina viene aumentata durante la cosomministrazione di fenitoina, fenobarbital o carbamazepina, sideve prendere in considerazione una riduzione del dosaggio di nitrendipina quando si interrompe il trattamento con gli anticonvulsivanti. Effetti di nitrendipina su altri farmaci. Farmaci antipertensivi: la nitrendipina puo' aumentare l'effetto ipotensivo di altri antipertensivisomministrati in concomitanza, come: diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina 1 (AT1), altri calcio-antagonisti, agenti bloccanti alfa-adrenergici, inibitori dellaPDE5, alfa-metildopa. Digossina: in caso di somministrazione contemporanea di nitrendipina e digossina, si deve prevedere un aumento dei livelli plasmatici di digossina. Pertanto, i pazienti devono essere monitorati al fine di rilevare l'eventuale comparsa di sintomi da sovradosaggio di digossina provvedendo, se necessario, alla determinazione deilivelli plasmatici di digossina ed eventualmente a ridurre la dose diglicoside.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza: i dati di sicurezza provenienti dagli studi clinici e dalla sorveglianza post-marketing o da qualsiasi altra fonte, sono analizzati e riportati nella sezione ADR di nitrendipina. Le frequenze delle manifestazioni sono calcolate tramite l'analisi degli studi clinici o stimate in base alla sorveglianza post-marketing. Le ADR piu' comuni (frequenza comune: >=1/100, <1/10) sono cefalea, palpitazioni, vasodilatazione, edema, flatulenza, sensazione di malessere e reazioni d'ansia. In base all'esperienza complessiva, nessunadi queste ADR e' considerata grave. Fatta eccezione per "sensazione dimalessere" e "reazioni d'ansia", le ADR si possono attribuire al meccanismo d'azione di nitrendipina. Le ADR piu' gravi sono ipotensione, angina pectoris (dolore toracico) e reazione allergica incluso angioedema (tutti di frequenza non comune: >=1/1.000, <1/100). Queste ADR, inbase al decorso, possono richiedere intervento medico immediato. Le ADR elencate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, ad eccezione di edema (6,2%), cefalea (4,7%) e vasodilatazione (3,0%). La frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) e' basata su studi condotti con nitrendipina controllati con placebo, ordinata in base alle categorie di frequenza CIOMS III (database degli studi clinici sperimentali: nitrendipina n = 824; placebo n = 563). L'"iperplasia gengivale" e' stata riportata in base a segnalazioni spontaneedei casi. Di conseguenza, e' stata stimata una frequenza <1/400 applicando la regola del 3/X. La frequenza delle ADR segnalate con nitrendipina e' indicata in sintesi nell'elenco riportato di seguito. Entro ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati inordine decrescente di gravita'. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000,<1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000). Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni allergiche, incluse reazioni cutanee ed edema/angioedema allergico. Disturbi psichiatrici. Comune: reazioni d'ansia; non comune: disturbi del sonno. Patologie delsistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: vertigini, emicrania, capogiro, sonnolenza, ipoestesia. Patologie dell'occhio. Non comune: disturbi visive. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito. Patologie cardiache. Comune: palpitazioni; non comune: angina pectoris, dolore toracico, tachicardia. Patologie vascolari. Comune: edema, vasodilatazione; non comune: ipotensione. Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche. Non comune: dispnea, epistassi. Patologiegastrointestinali. Comune: flatulenza; non comune: dolore gastrointestinale e addominale, diarrea, nausea, vomito, bocca secca, dispepsia, costipazione, gastroenterite, iperplasia gengivale. Patologie epatobiliari. Non comune: temporaneo aumento degli enzimi epatici. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: mialgia. Patologie renali e urinarie. Non comune: poliuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: malessere; non comune: dolore aspecifico.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: i dati sull'uso di nitrendipina nelle donne in gravidanzasono limitati o mancanti. Studi condotti sugli animali hanno evidenziato tossicita' riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Studi sugli animali, con l'impiego di dosi di nitrendipina chiaramente tossiche per la madre, hanno rivelato evidenze di malformazioni (vedere paragrafo 5.3).Nitrendipina e' controindicata durante la gravidanza (vedere paragrafo4.3). Allattamento: la nitrendipina viene escreta nel latte umano. L'effetto di nitrendipina su neonati/lattanti non e' noto. Nitrendipinae' controindicata durante il periodo di allattamento al seno (vedere paragrafo 4.3). Fertilita': in singoli casi di fecondazione in vitro, icalcio antagonisti sono stati associati a variazioni biochimiche reversibili della sezione apicale degli spermatozoi, che possono determinare alterazione della funzionalita' dello sperma. Per i pazienti di sesso maschile che falliscono ripetutamente il concepimento mediante fecondazione in vitro e laddove non si possa trovare altra spiegazione, icalcio-antagonisti devono essere presi in considerazione come possibili cause. Nel caso in cui sia programmata una gravidanza e si prevedonoeffetti negativi sulla fertilita', e' possibile prendere in considerazione un trattamento alternativo.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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