La mizolastina e' un antistaminico H 1 a lunga durata d'azione indicato per il trattamento sintomatico delle riniti e delle congiuntiviti allergiche stagionali (febbre da fieno), delle riniti e congiuntiviti allergiche perenni e dell'orticaria.
Ipersensibilita' al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Concomitante somministrazione di mizolastina con antibiotici macrolidi e antimicotici imidazolici sistemici. Significativa riduzione della funzionalita' epatica. Malattie cardiacheclinicamente significative o anamnesi di episodi aritmici sintomatici.Pazienti con prolungamento, accertato o presunto, dell'intervallo QTo con squilibri elettrolitici, in particolare ipokalemia. Bradicardiaclinicamente significativa. Uso concomitante di prodotti medicinali che prolungano l'intervallo QT come gli antiaritmici di classe I e III.
Adulti, comprese le persone anziane, e bambini a partire dai 12 anni di eta': la dose raccomandata e' di una compressa da 10 mg al giorno.
Conservare nella confezione originale. Blister in alluminio/(oPA/alluminio/PVC): questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione Blister in alluminio/PVC e contenitore per compresse: non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.
In alcuni soggetti la mizolastina puo' prolungare l'intervallo QT. L'entita' del prolungamento e' modesta e non e' stato associato ad aritmie cardiache. I pazienti anziani possono essere particolarmente sensibili all'effetto sedativo della mizolastina e ai potenziali effetti delprodotto medicinale sulla ripolarizzazione cardiaca. Il medicinale contiene lattosio; pertanto i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Mizolastina contiene olio di ricino idrogenato che puo' causare distrurbigastrici e diarrea.
Anche se la biodisponibilita' della mizolastina e' elevata e il prodotto medicinale sia principalmente metabolizzato mediante glicuronidazione, la somministrazione di ketoconazolo e di eritromicina per via sistemica aumenta moderatamente la concentrazione plasmatica della mizolastina e quindi il loro uso concomitante e' controindicato. L'uso concomitante di altri potenti inibitori o substrati dei sistemi di ossidazione epatica (citocromo P450 3A4) con mizolastina richiede prudenza. Tale precauzione riguarda anche la cimetidina, la ciclosporina, la nifedipina. Alcol: negli studi clinici effettuati con mizolastina non e' stato osservato un potenziamento della sedazione o delle alterazioni della vigilanza rispetto a quelle gia' provocate dall'alcol.
Patologie gastrointestinali. Comuni: diarrea, dolore addominale (compresa dispepsia), xerostomia, nausea; non nota: vomito. Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici. Comuni: sonnolenza spesso transitoria, cefalea, vertigini; non comuni: ansia e depressione. Patologieepatiche. Non comuni: aumento degli enzimi epatici. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto rari: riduzione del numero dei neutrofili. Generali. Comuni: astenia spesso transitoria, aumento dell'appetitoassociato ad aumento ponderale; molto rari: reazioni allergiche che includono anafilassi, angioedema, rash/orticaria generalizzati, pruritoe ipotensione. Patologie cardiache. Non comuni: ipotensione, tachicardia, palpitazioni; molto rari: reazioni vasovagali. Patologie del sistema muscolo-scheletrico. Non comuni: artralgia e mialgia. Descrizione delle reazioni avverse selezionate. Sono stati riportati casi di broncospasmo e di aggravamento di asma, ma data l'alta frequenza dell'asma nella popolazione trattata, una relazione causale rimane incerta. In pazienti suscettibili il trattamento con antistaminici e' stato associato al prolungamento dell'intervallo QT con aumento del rischio di graviaritmie cardiache. Sono stati osservati rari casi di variazioni modeste della glicemia e degli elettroliti plasmatici. Il significato clinico di queste modificazioni in soggetti peraltro sani rimane non chiaro. I pazienti a rischio (in particolare i pazienti diabetici, quelli suscettibili di avere squilibri elettrolitici e aritmie cardiache) dovranno essere periodicamente monitorati. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quantopermette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio delmedicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/contentt/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
Gravidanza: non e' stata stabilita la sicurezza della mizolastina perl'impiego in gravidanza. Gli studi sperimentali nell'animale non hannomesso in evidenza effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppodell'embrione o del feto, sul decorso della gestazione e sullo sviluppo peri e post-natale. Tuttavia, cosi' come ogni prodotto medicinale, l'impiego della mizolastina dovra' essere evitato in gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. Allattamento La mizolastina e' escreta nel latte materno, quindi il suo uso non e' raccomandato a donne che allattano al seno.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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MIZOLLEN 15 COMPRESSE 10MG RM
ANTISTAMINICI PER USO SISTEMICO (ANTIISTAMINICI) | Compresse rilascio modificato
La mizolastina e' un antistaminico H 1 a lunga durata d'azione indicato per il trattamento sintomatico delle riniti e delle congiuntiviti allergiche stagionali (febbre da fieno), delle riniti e congiuntiviti allergiche perenni e dell'orticaria.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Concomitante somministrazione di mizolastina con antibiotici macrolidi e antimicotici imidazolici sistemici. Significativa riduzione della funzionalita' epatica. Malattie cardiacheclinicamente significative o anamnesi di episodi aritmici sintomatici.Pazienti con prolungamento, accertato o presunto, dell'intervallo QTo con squilibri elettrolitici, in particolare ipokalemia. Bradicardiaclinicamente significativa. Uso concomitante di prodotti medicinali che prolungano l'intervallo QT come gli antiaritmici di classe I e III.
POSOLOGIA
Adulti, comprese le persone anziane, e bambini a partire dai 12 anni di eta': la dose raccomandata e' di una compressa da 10 mg al giorno.
CONSERVAZIONE
Conservare nella confezione originale. Blister in alluminio/(oPA/alluminio/PVC): questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione Blister in alluminio/PVC e contenitore per compresse: non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.
AVVERTENZE
In alcuni soggetti la mizolastina puo' prolungare l'intervallo QT. L'entita' del prolungamento e' modesta e non e' stato associato ad aritmie cardiache. I pazienti anziani possono essere particolarmente sensibili all'effetto sedativo della mizolastina e ai potenziali effetti delprodotto medicinale sulla ripolarizzazione cardiaca. Il medicinale contiene lattosio; pertanto i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Mizolastina contiene olio di ricino idrogenato che puo' causare distrurbigastrici e diarrea.
INTERAZIONI
Anche se la biodisponibilita' della mizolastina e' elevata e il prodotto medicinale sia principalmente metabolizzato mediante glicuronidazione, la somministrazione di ketoconazolo e di eritromicina per via sistemica aumenta moderatamente la concentrazione plasmatica della mizolastina e quindi il loro uso concomitante e' controindicato. L'uso concomitante di altri potenti inibitori o substrati dei sistemi di ossidazione epatica (citocromo P450 3A4) con mizolastina richiede prudenza. Tale precauzione riguarda anche la cimetidina, la ciclosporina, la nifedipina. Alcol: negli studi clinici effettuati con mizolastina non e' stato osservato un potenziamento della sedazione o delle alterazioni della vigilanza rispetto a quelle gia' provocate dall'alcol.
EFFETTI INDESIDERATI
Patologie gastrointestinali. Comuni: diarrea, dolore addominale (compresa dispepsia), xerostomia, nausea; non nota: vomito. Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici. Comuni: sonnolenza spesso transitoria, cefalea, vertigini; non comuni: ansia e depressione. Patologieepatiche. Non comuni: aumento degli enzimi epatici. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto rari: riduzione del numero dei neutrofili. Generali. Comuni: astenia spesso transitoria, aumento dell'appetitoassociato ad aumento ponderale; molto rari: reazioni allergiche che includono anafilassi, angioedema, rash/orticaria generalizzati, pruritoe ipotensione. Patologie cardiache. Non comuni: ipotensione, tachicardia, palpitazioni; molto rari: reazioni vasovagali. Patologie del sistema muscolo-scheletrico. Non comuni: artralgia e mialgia. Descrizione delle reazioni avverse selezionate. Sono stati riportati casi di broncospasmo e di aggravamento di asma, ma data l'alta frequenza dell'asma nella popolazione trattata, una relazione causale rimane incerta. In pazienti suscettibili il trattamento con antistaminici e' stato associato al prolungamento dell'intervallo QT con aumento del rischio di graviaritmie cardiache. Sono stati osservati rari casi di variazioni modeste della glicemia e degli elettroliti plasmatici. Il significato clinico di queste modificazioni in soggetti peraltro sani rimane non chiaro. I pazienti a rischio (in particolare i pazienti diabetici, quelli suscettibili di avere squilibri elettrolitici e aritmie cardiache) dovranno essere periodicamente monitorati. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quantopermette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio delmedicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/contentt/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non e' stata stabilita la sicurezza della mizolastina perl'impiego in gravidanza. Gli studi sperimentali nell'animale non hannomesso in evidenza effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppodell'embrione o del feto, sul decorso della gestazione e sullo sviluppo peri e post-natale. Tuttavia, cosi' come ogni prodotto medicinale, l'impiego della mizolastina dovra' essere evitato in gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. Allattamento La mizolastina e' escreta nel latte materno, quindi il suo uso non e' raccomandato a donne che allattano al seno.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.
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