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NAVELBINE 1CPS 20MG Produttore: PIERRE FABRE PHARMA SRL

  • FARMACO MUTUABILE

DENOMINAZIONE

NAVELBINE CAPSULE MOLLI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Alcaloidi della vinca ed analoghi.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni capsula molle contiene 20 mg di vinorelbine come tartrato; ogni capsula molle contiene 30 mg di vinorelbine come tartrato. Eccipienti con effetti noti: ogni capsula molle di 20 mg, 30 mg contiene etanolo,sorbitolo (E420). Navelbine 20 mg capsula molle: etanolo (alcol) 5 mg; sorbito (E420) 5,36 mg. Navelbine 30 mg capsula molle: etanolo (alcol) 7,5 mg; sorbitolo (E420) 8,11 mg. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

ECCIPIENTI

Soluzione di riempimento: etanolo anidro, acqua depurata, glicerolo, macrogol 400. Capsula: gelatina, glicerolo 85%, anidrisorb 85/70 (contiene sorbitolo (E420) e 1,4-sorbitano, mannitolo (E421), polioli superiori); ossido di titanio (E171): ossido di ferro rosso (E172) (dipendedal dosaggio), ossido di ferro giallo (E172) (dipende dal dosaggio); trigliceridi a catena media, PHOSAL 53 MCT (fosfatidilcolina, gliceridi, etanolo). Inchiostro commestibile: acido carminico (E120), idrossido di sodio, cloruro di alluminio esaidrato, ipromellosa, glicole propilenico (E1520).

INDICAZIONI

Vinorelbine e' indicato in pazienti adulti per il trattamento di: carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato in monoterapia o in combinazione con un'altra chemioterapia; carcinoma polmonare non a piccole cellule come trattamento adiuvante in combinazione con chemioterapia a base di platino; carcinoma mammario avanzato in monoterapia o in combinazione con altri agenti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' nota al principio attivo (vinorelbine), altri alcaloidi della vinca o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; patologie che influenzino l'assorbimento in maniera significativa; pregressa resezione chirurgica significativa a livello dello stomaco e/o dell'intestino tenue; conta dei neutrofili < 1.500/mm^3 o presenza di gravi infezioni in corso o recenti (nelle ultime 2 settimane); conta piastrinica < 100.000/mm^3; allattamento (vedere paragrafo 4.6); pazienti che richiedono ossigenoterapia per lungo tempo; in combinazione con il vaccino contro la febbre gialla (vedere paragrafo 4.5).

POSOLOGIA

Pazienti adulti, in monoterapia, la dose raccomandata e' la seguente:prime tre somministrazioni 60 mg/m^2 di superficie corporea, in un'unica somministrazione settimanale. Somministrazioni successive: dopo laterza somministrazione, si raccomanda di incrementare la dose di Navelbine capsule molli a 80 mg/m^2 in un'unica somministrazione settimanale, tranne in quei pazienti nei quali, la conta dei neutrofili risultiinferiore a 500/mm^3 in un controllo o sia compresa tra 500 e 1.000/mm^3 in piu' di un controllo durante le prime tre somministrazioni a 60mg/m^2. Conta dei neutrofili durante le prime 3 somministrazioni a 60mg/m^2/settimana: dose raccomandata per la quarta somministrazione; neutrofili > 1.000: 80; neutrofili >=500 e < 1.000 (1 episodio): 80; neutrofili >=500 e < 1.000 (2 episodi): 60; neutrofili < 500: 60. Cambiamento della dose: se, prima di ogni somministrazione alla dose di 80 mg/m^2, la conta dei neutrofili fosse inferiore a 500/mm^3 o in piu' diun controllo fosse compresa fra 500 e 1.000/mm^3, la somministrazionedeve essere ritardata fino al ritorno alla normalita' ematologica e la dose deve essere ridotta da 80 a 60 mg/m^2 alla settimana durante le3 somministrazioni successive. Conta dei neutrofili dopo la quarta somministrazione a 80 mg/m^2/settimana: dose raccomandata per la somministrazione successiva; neutrofili > 1.000 / neutrofili >= 500 e < 1.000(1 episodio): 80; neutrofili >= 500 e < 1.000 (2 episodi) / neutrofili < 500: 60. E' possibile incrementare nuovamente la dose da 60 a 80 mg/ m^2 alla settimana se non si riscontra una conta dei neutrofili inferiore a 500/mm^3, o compresa tra 500 e 1.000/mm^3 in piu' di un controllo, nel corso delle 3 somministrazioni a 60 mg/m^2, secondo quanto definito per le prime 3 somministrazioni. Per i regimi combinati, la dose e lo schema posologico dovranno essere adattati al protocollo di trattamento: sulla base degli studi clinici effettuati, la dose orale di80 mg/m^2 e' risultata corrispondente a 30 mg/m^2 della formulazione per via endovenosa e quella di 60 mg/m^2/os a 25 mg/m^2/ev. Questi dati hanno rappresentato la base per i regimi combinati che alternavano la forma iniettabile alla forma orale, migliorando i vantaggi per il paziente. Per i regimi combinati la dose e lo schema posologico dovrannoessere adattati al protocollo di trattamento. Anche per pazienti con una superficie corporea >= 2 m^2 la dose totale non deve mai superare i 120 mg per settimana a 60 mg/m^2 e 160 mg per settimana a 80 mg/m^2.Somministrazione: Navelbine deve essere assunta rigorosamente per viaorale. Le capsule di Navelbine vanno assunte con un po' d'acqua, e non devono essere ne' masticate, ne' succhiate, ne' dissolte. Si raccomanda l'assunzione con un po' di cibo. Somministrazione a pazienti anziani: nell'esperienza clinica non si sono osservate differenze significative nella risposta di pazienti anziani, sebbene non si possa escludere una maggiore sensibilita' in alcuni di questi pazienti. L'eta' non modifica la farmacocinetica di vinorelbine (vedere paragrafo 5.2). Somministrazione a bambini: poiche' la sicurezza e l'efficacia nei bambininon sono state definite, l'utilizzo nei bambini non e' raccomandato (vedere paragrafo 5.1). Somministrazione a pazienti con insufficienza epatica: Navelbine puo' essere somministrata ad una dose standard di 60mg/m^2/settimana in pazienti con patologia epatica lieve (bilirubina < 1,5 x ULN, e ALT e/o AST tra 1,5 e 2,5 x ULN). Nei pazienti con patologia epatica moderata (bilirubina da 1,5 a 3 x ULN, indipendentementeda ALT e AST), Navelbine deve essere somministrata alla dose di 50 mg/m^2/settimana. La somministrazione di Navelbine a pazienti con grave patologia epatica non e' raccomandata poiche' in questa popolazione non ci sono dati sufficienti per determinare la farmacocinetica, l'efficacia e la sicurezza del prodotto medicinale (vedere paragrafi 4.4, 5.2). Somministrazione a pazienti con insufficienza renale: dal punto di vista farmacocinetico, non esiste razionale per la riduzione della dose di Navelbine in pazienti con insufficienza renale grave, dato il basso livello di escrezione renale (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Per la somministrazione di Navelbine si devono rispettare istruzioni specifiche (vedere paragrafo 6.6).

CONSERVAZIONE

Conservare a 2 gradi C. - 8 gradi C. (in frigorifero). Conservare nell'imballo originale sigillato.

AVVERTENZE

Avvertenze speciali: Navelbine deve essere prescritta da medici esperti nell'uso di chemioterapia con attrezzature per il monitoraggio dei farmaci citotossici. Se il paziente dovesse per errore masticare o succhiare la capsula, il liquido e' un irritante. Procedere al risciacquodella bocca con acqua o preferibilmente con una normale soluzione salina. Se la capsula risultasse tagliata o danneggiata il liquido contenuto e' un irritante e pertanto puo' determinare lesioni in caso di contatto con la pelle, con le mucose o con gli occhi. Le capsule danneggiate non devono essere ingerite e devono essere riportate in farmacia oal medico per poter essere distrutte in modo appropriato. In caso di contatto, lavarsi immediatamente con acqua o preferibilmente con una normale soluzione salina. In caso di vomito entro poche ore dall'assunzione del farmaco, non ripetere mai la somministrazione di questa dose.Una terapia di supporto con antagonisti 5HT 3 (es. ondansetron, granisetron) puo' ridurre la comparsa di questo (vedere paragrafo 4.5). Navelbine capsule molli e' associata ad una maggiore incidenza di nausea/vomito rispetto alla formulazione endovenosa. E' raccomandata una profilassi primaria con antiemetici. Durante il trattamento si deve effettuare un rigoroso monitoraggio ematologico (determinazione dei livelli di emoglobina e conta di leucociti, neutrofili e piastrine il giorno di ogni nuova somministrazione). Il dosaggio deve essere stabilito sulla base del quadro ematologico. In presenza di una conta di neutrofili inferiore a 1.500/mm^3 e/o di una conta piastrinica inferiore a 100.000/mm^3, il trattamento deve essere ritardato fino a normalizzazione del quadro ematologico. Per incrementare la dose da 60 a 80 mg/m^2 alla settimana, dopo la terza somministrazione fare riferimento a quanto descritto nel paragrafo 4.2. Se durante la terapia alla dose di 80 mg/m^2, si dovesse riscontrare ad un controllo ematologico una conta dei neutrofili inferiore a 500/mm^3, o compresa tra 500 e 1.000/mm^3 in piu'di un controllo, non solo la somministrazione deve essere ritardata, ma anche ridotta a 60 mg/m^2 alla settimana. E' possibile incrementarenuovamente la dose da 60 mg/m^2 a 80 mg/m^2 alla settimana, facendo riferimento al paragrafo 4.2. Durante studi clinici in cui il trattamento era iniziato con 80 mg/m^2, alcuni pazienti hanno sviluppato complicanze legate ad una eccessiva neutropenia incluse quelle con uno scarso performance status. Si raccomanda pertanto di iniziare la terapia con 60 mg/m^2 e di aumentare ad 80 mg/m^2 se la dose e' tollerata secondo quanto indicato nel paragrafo 4.2. In presenza di segni o sintomi diinfezione, si deve effettuare un accurato controllo del paziente. Questo medicinale contiene rispettivamente 5,36 mg o 8,11 mg di sorbitoloin ogni capsula. L'effetto additivo della co-somministrazione di medicinali contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l'assunzione giornaliera di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere considerato. Il contenuto di sorbitolo in medicinali per uso orale puo' modificare la biodisponibilita' di altri medicinali per uso orale co-somministrati. Questo medicinale contiene rispettivamente 5 mg o 7,5 mg di alcol (etanolo) in ogni capsula. La quantita' in ogni capsula di questo medicinale e' equivalente a meno di 1 ml di birra o 1 ml di vino. La piccola quantita' di alcol in questo medicinale non produrra' effetti rilevanti. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula,cioe' essenzialmente "senza sodio". Precauzioni d'impiego Si richiedeparticolare attenzione in caso di prescrizione a pazienti: con anamnesi positiva per cardiopatie ischemiche (vedere paragrafo 4.8), con unoscarso performance status. Navelbine non deve essere somministrata inconcomitanza con trattamenti radioterapici nel caso in cui il fegato sia uno degli obiettivi della radioterapia. La somministrazione di questo prodotto e' controindicata specificatamente in concomitanza con ilvaccino per la febbre gialla e non ne e' raccomandato l'uso in concomitanza con altri vaccini vivi attenuati. Si deve porre particolare attenzione quando si associa Navelbine con farmaci forti inibitori o induttori del citocromo CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5) e l'associazione confenitoina (come per tutti i citotossici) e con itraconazolo (come pertutti gli alcaloidi della vinca) non e' raccomandata. Navelbine oralee' stata studiata in pazienti con patologia epatica alle seguenti dosi: 60 mg/m^2 in pazienti con patologia epatica lieve (bilirubina < 1,5x ULN, e ALT e/o AST da 1,5 a 2,5 x ULN); 50 mg/m^2 in pazienti con patologia epatica moderata (bilirubina tra 1,5 e 3 x ULN, indipendentemente dai livelli di ALT e AST). La sicurezza e la farmacocinetica della vinorelbine non cambiano in questi pazienti ai dosaggi testati. Navelbine orale non e' stata studiata in pazienti con patologia epatica grave, pertanto l'uso in questi pazienti non e' raccomandato (vedere paragrafi 4.2, 5.2). Dal punto di vista farmacocinetico, non esiste razionale per la riduzione della dose di NAVELBINE in pazienti con insufficienza renale, dato il basso livello di escrezione renale (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

INTERAZIONI

Interazioni comuni a tutti i citotossici: a causa dell'aumento di rischio di trombosi in caso di patologia tumorale, e' frequente l'impiegodi un trattamento anticoagulante. La grande variabilita' intra-individuale della coagulazione durante la malattia e l'eventualita' di interazioni fra anticoagulanti orali e chemioterapia antitumorale richiedono, qualora si decidesse di trattare il paziente con anticoagulanti orali, un aumento della frequenza del monitoraggio dell'INR (International Normalized Ratio). Uso concomitante controindicato; vaccino per la febbre gialla: rischio di malattia generalizzata da vaccino ad esito fatale. Uso concomitante non raccomandato; vaccini vivi attenuati (per il vaccino per la febbre gialla, vedere l'uso concomitante controindicato): rischio di malattia da vaccino generalizzata, che puo' essere fatale. Questo rischio e' aumentato in pazienti gia' immunodepressi per la loro malattia. Si raccomanda l'uso di un vaccino inattivato, se esiste (poliomielite). Fenitoina: rischio di aggravamento delle convulsioni derivanti dalla riduzione dell'assorbimento intestinale di fenitoinacausata dai farmaci citotossici o perdita di efficacia dei farmaci citotossici per l'aumentato metabolismo epatico causato dalla fenitoina.Uso concomitante da prendere in considerazione; ciclosporina, tacrolimus: eccessiva immunodepressione con rischio di linfoproliferazione. Interazioni specifiche degli alcaloidi della vinca, uso concomitante non raccomandato; Itraconazolo: aumento della neurotossicita' degli alcaloidi della vinca, a causa della diminuzione del loro metabolismo epatico. Uso concomitante da considerare con attenzione; mitomicina C: aumento del rischio di broncospasmo e dispnea, in rari casi e' stata osservata una polmonite interstiziale. Poiche' gli alcaloidi della vinca sono noti come substrati per la glicoproteina-P, e dal momento che non esistono studi specifici, si deve usare cautela quando si associa Navelbine con forti modulatori di questo trasportatore di membrana. Interazioni specifiche della vinorelbine: la combinazione di Navelbine con altri farmaci con tossicita' nota a livello del midollo osseo puo' aggravare gli effetti avversi mielodepressivi. Non e' stata osservata alcuna interazione farmacocinetica quando Navelbine viene somministrata insieme al cisplatino. Comunque, nel corso di terapia con Navelbine in combinazione con cisplatino, e' stata riscontrata un'incidenza di granulocitopenia piu' alta di quella osservata con Navelbine in monoterapia. Non e' stata osservata nessuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa quando si associa Navelbine con diversi altri agentichemioterapici (paclitaxel, docetaxel, capecitabina e ciclofosfamide somministrata per via orale). Poiche' il citocromo CYP3A4 e' principalmente coinvolto nel metabolismo di vinorelbine, l'associazione con potenti inibitori di questo isoenzima (es. ketoconazolo, itraconazolo) puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di vinorelbine mentre la combinazione con potenti induttori di questo isoenzima (es. rifampicina,fenitoina) puo' diminuire le concentrazioni plasmatiche di vinorelbine. Farmaci antiemetici come gli antagonisti 5HT 3 (ondansetron, granisetron) non modificano la farmacocinetica di Navelbine capsule molli (vedere paragrafo 4.4). Un aumento dell'incidenza della neutropenia di grado 3/4 e' stato suggerito da uno studio clinico di fase I in cui vinorelbine somministrata per via endovenosa era stata associata a lapatinib. In questo studio la dose raccomandata di vinorelbine al giorno 1 e al giorno 8 era di 22,5 mg/m^2 in uno schema posologico di 3 settimane in associazione con una somministrazione giornaliera di 1.000 mg dilapatinib. Questo tipo di associazione deve essere somministrato con cautela. Il cibo non modifica la farmacocinetica della vinorelbine.

EFFETTI INDESIDERATI

La frequenza globale degli effetti indesiderati e' stata determinata dagli studi clinici effettuati su 316 pazienti (132 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule e 184 pazienti con carcinoma mammario) che sono stati trattati con Navelbine secondo il regime posologico raccomandato (prime 3 somministrazioni a 60 mg/m^2/settimanaseguite da 80 mg/m^2/settimana). Le reazioni avverse segnalate sono riportate di seguito, in base alla Classificazione per Sistemi e Organie alla frequenza. Ulteriori reazioni avverse raccolte durante l'esperienza dopo la commercializzazione e dagli studi clinici sono state aggiunte, in accordo alla Classificazione MedDRA, con frequenza non nota.Le reazioni sono state descritte utilizzando i criteri comuni di tossicita' NCI. Molto comune >=1/10; comune >=1/100, <1/10; non comune >=1/1.000, <1/100; raro >=1/10.000, <1/1.000; molto raro <1/10.000; non nota la frequenza non puo' essere stimata sulla base dei dati disponibili. Effetti indesiderati riportati con Navelbine capsule molli. Esperienza pre-marketing; le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono state: depressione del midollo osseo con neutropenia, anemia e trombocitopenia, tossicita' gastrointestinale con nausea, vomito, diarrea,stomatite e stipsi. Stanchezza e febbre sono inoltre state segnalate molto comunemente. Esperienza post-marketing: Navelbine capsule molli e' utilizzata in monoterapia o in combinazione con altri agenti chemioterapici quali cisplatino o capecitabina. Le classi per sistemi e organi coinvolte piu' frequentemente durante l'esperienza post-marketing sono: "Patologie del sistema emolinfopoietico", "Patologie gastrointestinali" e "Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione". Queste informazioni sono coerenti con l'esperienza pre-marketing. Infezioni ed infestazioni. Molto comuni: infezioni batteriche, virali o micotiche senza neutropenia a diversa localizzazione G1-4: 12,7%; G3-4: 4,4%; comuni: infezioni batteriche, virali o micotiche derivanti da depressione del midollo osseo e/o compromissione del sistema immunitario (infezioni da neutropenia) sono generalmente reversibili con un trattamento appropriato. Infezione da neutropenia: G3-4: 3,5%; non nota: sepsi neutropenica, setticemia complicata e a volte fatale, grave sepsi talvolta con altre insufficienze organiche, setticemia.Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comuni: depressione midollare che si manifesta principalmente in neutropenia G1-4: 71,5%; G3:21,8%; G4: 25,9%, reversibile, e la tossicita' e' dose-limitante, leucopenia G1 - 4: 70,6%; G3: 24,7%; G4: 6%, anemia G1-4: 67,4%; G3-4: 3,8%, trombocitopenia G1-2:10,8%; comuni: neutropenia G4 associata a febbre oltre i 38 gradi C. compresa neutropenia febbrile: 2,8%. Non nota:trombocitopenia G3-4, pancitopenia. Patologie endocrine. Non nota: secrezione inadeguata di ormone antidiuretico (SIADH). Disordini del metabolismo e della nutrizione. Molto comuni: anoressia G 1-2: 34,5%; G 3-4: 4,1%; non nota: grave iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Comuni:insonnia G1-2: 2,8%. Patologie del sistema nervoso. Molto comuni: disturbi neurosensoriali G1-2: 11,1% in genere limitati alla perdita dei riflessi tendinei e non frequentemente gravi; comuni: disturbi neuromotori G1-4: 9,2%, G3-4: 1,3%, cefalea: G1-4: 4,1%, G3-4: 0,6%, capogiri: G1-4: 6%; G3-4: 0,6%, disturbi del gusto: G1-2: 3,8%; non comuni: atassia grado 3: 0,3%; non nota: sindrome da encefalopatia posteriore reversibile. Patologie dell'occhio. Comuni: compromissione della visioneG1-2: 1,3%. Patologie cardiache. Non comuni: insufficienza cardiaca edisritmia cardiaca; non nota: infarto miocardico in pazienti con anamnesi di malattie cardiache o fattori di rischio cardiaco. Patologie vascolari. Comuni: ipertensione arteriosa G1-4: 2,5%; G3-4: 0,3%, ipotensione arteriosa G1-4: 2,2%; G3-4: 0,6%. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comuni: dispnea G1-4: 2,8%; G3-4: 0,3%, tosse G1-2: 2,8%; non nota: embolia polmonare. Patologie gastrointestinali. Molto comuni: nausea G1-4: 74,7%; G3-4: 7,3%, vomito G1-4: 54,7%; G3-4: 6,3%; un trattamento di supporto (come setroni orali) puo' ridurre l'insorgenza di nausea e vomito, diarrea: G1-4: 49,7%; G3-4: 5,7%, stomatite: G1-4: 10,4%; G3-4: 0,9%, dolore addominale: G1-4: 14,2%, stipsi: G1-4: 19%; G3-4: 0,9%. La prescrizione di lassativi puo' essere indicata in pazienti con anamnesi di stipsi e/o che hanno ricevuto un concomitante trattamento con morfina o morfinomimetici. Patologie gastriche: G1-4: 11,7%. Comuni: esofagite: G1-3: 3,8%; G3: 0,3%, disfagia: G1-2: 2,3%; non comuni: ileo paralitico G3-4: 0,9% (fatale eccezionalmente).Il trattamento puo' essere ripreso dopo il recupero della normale motilita' intestinale; non nota: sanguinamento gastrointestinale. Patologie epatobiliari. Comuni: patologie epatiche G1-2: 1,3%; non nota: aumento transitorio dei test di funzionalita' epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comuni: alopecia generalmente di natura lieve G1-2: 29,4%; comuni: reazioni cutanee G1-2: 5,7%. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comuni: artralgia, compreso il dolore della mascella, mialgia G1-4: 7%, G3-4: 0,3%. Patologie renali e urinarie. Comuni: Disuria G1-2: 1,6%, altri sintomi genito-urinari: G1-2: 1,9%. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comuni: affaticamento/malessere G1-4: 36,7%; G3-4: 8,5%, febbre: G1-4: 13,0%, G3-4: 12,1%; comuni: dolore, compreso quello in sede tumorale G1-4: 3,8%, G3-4: 0,6%, brividi: G1-2: 3,8%. Esami diagnostici. Molto comuni: calo ponderale G1-4: 25%, G3-4: 0,3%; comuni: guadagno ponderale G1-2: 1,3%. Per la formulazione endovena di Navelbine sono stati riportati i seguenti eventi avversi aggiuntivi: reazioni allergiche sistemiche, parestesia grave, debolezza agli arti inferiori, alterazioni del battito cardiaco, arrossamento, estremita' fredde, collasso, angina pectoris, broncospasmo, pneumopatia interstiziale, pancreatite, sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, sindrome da distress respiratorio acuto a volte fatale. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: non ci sono sufficienti dati relativi all'uso di vinorelbine in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato embriotossicita' e teratogenicita' (vedere paragrafo 5.3). Sulla base deirisultati degli studi sugli animali e dell'azione farmacologica del medicinale vi e' un potenziale rischio di anomalie embrionali e fetali.Pertanto, Navelbine non deve essere utilizzato durante la gravidanza,a meno che il beneficio individuale atteso superi chiaramente il rischio potenziale. In caso di gravidanza durante il trattamento, la paziente deve essere informata dei rischi per il nascituro e deve essere monitorata attentamente. Deve essere considerata la possibilita' di una consulenza genetica. Donne potenzialmente fertili: le donne potenzialmente fertili devono usare un efficace metodo contraccettivo durante iltrattamento e fino a tre mesi dopo il trattamento. Allattamento: non e' noto se vinorelbine viene escreta nel latte materno. L'escrezione di vinorelbine nel latte non e' stata studiata negli animali da laboratorio. Non si puo' escludere un rischio per il neonato e pertanto l'allattamento con latte materno deve essere interrotto prima di iniziare la terapia con Navelbine (vedere paragrafo 4.3). Fertilita': si consiglia agli uomini trattati con Navelbine di non procreare durante e per almeno 3 mesi dopo la fine del trattamento (vedere paragrafo 4.3). Prima del trattamento si deve consigliare la conservazione dello sperma, acausa della possibilita' di infertilita' irreversibile come conseguenza del trattamento con vinorelbine.

Codice: 027865106
Codice EAN:

Codice ATC: L01CA04
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Alcaloidi derivati da piante ed altri prodotti naturali
  • Alcaloidi della vinca ed analoghi
  • Vinorelbina
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: CAPSULE MOLLI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER

CAPSULE MOLLI

36 MESI

BLISTER