WILZIN 250 CAPSULE 25MG F...

WILZIN 250 CAPSULE 25MG FLACONI/FIALOIDI

RECORDATI RARE DISEASES IT.Srl - MINSAN 036694014

Senza lattosio

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CODICE ATC

904479

FORMA FARMACEUTICA

CAPSULE RIGIDE

CONFEZIONAMENTO

FLACONE

CONSERVAZIONE

NON SUPERIORE A +25 GRADI

SCADENZA

36 mesi

Proprietà

APPARATO GASTROINTESTINALE E METABOLISMOALTRI FARMACI DELL'APPARATO GASTROINTEST. E DEL METABOLISMOPRODOTTI VARI DELL'APPARATO GASTROINTESTINALE E METABOLISMOZINCO ACETATO
WILZIN 25 MG CAPSULE RIGIDE
Prodotti vari dell'apparato gastrointestinale e del metabolismo.
Ciascuna capsula rigida contiene 25 mg di zinco (corrispondenti a 83,92 mg of zinco acetato diidrato). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Contenuto della capsula: amido di mais, stearato di magnesio. Involucro della capsula: gelatina, diossido di titanio (E171), blu brillante FCF (E133). Inchiostro per la stampa: ossido di ferro nero (E172), gomma lacca (shellac).
Trattamento del morbo di Wilson.
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Il trattamento con Wilzin deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento del morbo di Wilson (vedere paragrafo 4.4). Wilzin e' una terapia cronica. Non esistono differenze nellaposologia fra pazienti sintomatici e presintomatici. Wilzin e' disponibile in capsule rigide da 25 mg o 50 mg. Adulti: la dose consueta e'di 50 mg 3 volte al giorno, con una dose massima di 50 mg 5 volte al giorno. Bambini e adolescenti: i dati sono molto limitati nei bambini al di sotto dei 6 anni d'eta', ma dato che la patologia e' totalmente penetrante, il trattamento profilattico va preso in considerazione il prima possibile. La dose consigliata e' la seguente: da 1 a 6 anni: 25mg due volte al giorno; da 6 a 16 anni se il peso corporeo e' inferiore a 57 kg: 25 mg tre volte al giorno; da 16 anni in su o se il peso corporeo e' superiore a 57 kg: 50 mg tre volte al giorno. Donne in gravidanza: una dose di 25 mg 3 volte al giorno e' in genere efficace, ma la dose va regolata secondo i livelli di rame (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). In tutti i casi, la dose va regolata in base al monitoraggio della terapia (vedere paragrafo 4.4). Wilzin deve essere assunto a stomacovuoto, almeno 1 ora prima o 2-3 ore dopo i pasti. In caso di intolleranza gastrica, che insorge spesso con la dose mattutina, questa dose puo' essere ritardata a meta' mattina, fra la prima colazione e il pranzo. E' inoltre possibile assumere Wilzin con delle proteine, ad esempio con della carne (vedere paragrafo 4.5). Nei bambini che non sono ingrado di ingerire le capsule, queste vanno aperte e il loro contenutoaggiunto ad un po' d'acqua (possibilmente acqua aromatizzata con zucchero o sciroppo). Quando si trasferisce un paziente trattato con la terapia chelante a Wilzin per la terapia di mantenimento, la terapia chelante va mantenuta e somministrata contemporaneamente per 2-3 settimane, in quanto questo e' il tempo necessario affinche' la terapia con zinco induca la massima induzione di metallotioneina e il blocco totale dell'assorbimento di rame. La somministrazione della terapia chelante edi Wilzin devono essere separate da almeno un'ora.
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.
Lo zinco acetato diidrato e' sconsigliato per la terapia iniziale deipazienti sintomatici a causa della sua lenta insorgenza d'azione. Inizialmente i pazienti sintomatici devono essere trattati con un agente chelante; quando i livelli di rame sono inferiori al valore soglia tossico e i pazienti sono clinicamente stabili, si puo' prendere in considerazione il trattamento di mantenimento con Wilzin. Ciononostante, mentre si attende la produzione duodenale di metallotioneina indotta dallo zinco e la successiva inibizione effettiva dell'assorbimento di rame, lo zinco acetato diidrato potrebbe essere somministrato inizialmentenei pazienti sintomatici in associazione con un agente chelante. Sebbene raro, un deterioramento clinico puo' verificarsi all'inizio dellaterapia, come e' stato anche riferito con gli agenti chelanti. Non e'chiaro se cio' sia correlato alla mobilizzazione delle riserve di rameo al decorso naturale della patologia. In questo caso si consiglia ilcambiamento della terapia. Il passaggio di pazienti con ipertensioneportale dal trattamento con un agente chelante a quello con Wilzin deve essere effettuato con cautela, quando questi pazienti stanno bene eil trattamento e' tollerato. Due pazienti di una serie di 16 sono morti per scompenso epatico e avanzata ipertensione portale dopo il passaggio dalla penicillamina alla terapia con zinco. Monitoraggio della terapia: lo scopo della terapia e' di mantenere il rame libero nel plasma(chiamato anche rame plasmatico non legato alla cerulosplasmina) al di sotto dei 250 microgrammi/l (normale: 100-150 microgrammi/l) e l'escrezione urinaria di rame al di sotto di 125 microgrammi/24 ore (normale: < 50 microgrammi/24 ore). Il rame plasmatico non legato alla ceruloplasmina viene calcolato sottraendo il rame legato alla ceruloplasminadal rame plasmatico totale, posto che ciascun milligrammo di ceruloplasmina contiene 3 microgrammi di rame. L'escrezione urinaria di rame riflette accuratamente il carico corporeo di eccesso di rame solo quando i pazienti non ricevono terapia chelante. I livelli di rame urinarioaumentano in genere con la terapia chelante, come quella con penicillamina o trientina. Il tasso di rame epatico non puo' essere utilizzatoper gestire la terapia perche' non distingue fra il rame libero potenzialmente tossico e il rame legato alla metallotioneina. Nei pazientitrattati, le analisi dello zinco urinario e/o plasmatico possono indicare in modo utile la compliance con il trattamento. Livelli di zinco urinario al di sopra di 2 mg/24 ore e di zinco plasmatico al di sopra di 1.250 microgrammi/l indicano in genere una compliance adeguata. Comecon tutti gli agenti anti-rame, il trattamento eccessivo comporta ilrischio di carenza di rame, che e' particolarmente dannoso per i bambini e le donne in gravidanza, perche' il rame e' necessario per una corretta crescita e un adeguato sviluppo mentale. In questi gruppi di pazienti, i livelli di rame urinario vanno tenuti leggermente al di sopradel limite superiore del range normale o nel range normale alto (cioe' 40 - 50 microgrammi/24 ore). Si devono anche eseguire esami di laboratorio di follow-up, tra cui la sorveglianza ematologica e la determinazione delle lipoproteine al fine di rilevare le manifestazioni iniziali di carenza di rame, come anemia e/o leucopenia causate dalla depressione del midollo osseo, e riduzione del colesterolo HDL e del rapporto colesterolo HDL/colesterolo totale. Dato che la carenza di rame puo'anche causare mieloneuropatia, i medici devono fare attenzione ai sintomi sensori e motori ed ai segni che possono potenzialmente indicareuna neuropatia o mielopatia incipiente in pazienti trattati con Wilzin.
Altri agenti anti-rame: studi farmacodinamici sono stati condotti neipazienti affetti dal morbo di Wilson trattati con l'associazione di Wilzin (50 mg tre volte al giorno) e acido ascorbico (1 g una volta al giorno), penicillamina (250 mg quattro volte al giorno) e trientina (250 mg quattro volte al giorno). Questi non hanno dimostrato un effettocomplessivo significativo sull'equilibrio del rame, sebbene sia statopossibile rilevare una leggera interazione dello zinco con gli agentichelanti (penicillamina e trientina) con minore escrezione di rame fecale, ma maggiore escrezione di rame urinario, rispetto allo zinco da solo. Cio' e' probabilmente dovuto ad un certo grado di complessamentodello zinco da parte del chelante, che riduce in tal modo l'effetto dientrambi i principi attivi. Quando in un paziente si passa dal trattamento chelante a quello con Wilzin per la terapia di mantenimento, iltrattamento chelante va mantenuto e somministrato contemporaneamente per 2-3 settimane, perche' questo e' il tempo necessario affinche' il trattamento con lo zinco induca la massima induzione di metallotioneinae il blocco totale dell'assorbimento di zinco. La somministrazione della terapia chelante e di Wilzin vanno separate di almeno un'ora. Altri medicinali: l'assorbimento dello zinco puo' essere ridotto da integratori di ferro e calcio, tetracicline e composti contenenti fosforo, mentre lo zinco puo' ridurre l'assorbimento di ferro, tetracicline e fluorochinoloni. Cibo: gli studi sulla somministrazione concomitante dello zinco con gli alimenti effettuati in volontari sani hanno dimostrato che l'assorbimento dello zinco veniva significativamente ritardato da molti alimenti (inclusi pane, uova sode, caffe' e latte). Alcune sostanze negli alimenti, particolarmente fitati e fibre, legano lo zincoe ne prevengono l'ingresso nelle cellule intestinali. L'interferenza delle proteine risulta la minore.
Le reazioni avverse riferite sono elencate di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza. La frequenza e' definita come: molto comune (>= 1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1 000, <1/100), raro (>=1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei datidisponibili). All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: anemia sideroblastica,leucopenia. Patologie gastrointestinali. Comune: irritazione gastrica.Esami diagnostici. Comune: amilasi ematica, lipasi e fosfatasi alcalina aumentate. L'anemia puo' essere micro-, normo- o macrocitica ed e'spesso associata alla leucopenia. L'esame del midollo osseo rivela ingenere caratteristici "sideroblasti ad anello" (cioe' sviluppo di globuli rossi contenenti mitocondri paranucleari con sovraccarico di ferro). Queste possono essere manifestazioni iniziali di carenza di rame epossono scomparire rapidamente dopo la riduzione della dose di zinco.Devono essere tuttavia distinti dall'anemia emolitica che si verificacomunemente quando e' presente elevato rame libero sierico nel morbo di Wilson non controllato. L'effetto indesiderato piu' comune e' l'irritazione gastrica. Questa e' generalmente peggiore con la prima dose del mattino e scompare dopo i primi giorni di terapia. Ritardando la prima dose a meta' mattina o assumendo la dose con delle proteine puo' ingenere alleviare i sintomi. Livelli elevati di fosfatasi alcalina, amilasi e lipasi sierica possono verificarsi dopo qualche settimana di trattamento, con livelli che ritornano in genere normali elevati entroil primo anno o i primi due anni di terapia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalarequalsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell'allegato V.
Gravidanza: i dati su un numero limitato di gravidanze esposte in pazienti affette dal morbo di Wilson non hanno fornito alcuna indicazionedi effetti nocivi dello zinco sull'embrione/feto e sulla madre. Cinqueaborti spontanei e 2 difetti congeniti (microcefalo e difetto cardiaco correggibile) sono stati riferiti in 42 gravidanze. Gli studi animali condotti con diversi sali di zinco non indicano effetti dannosi diretti o indiretti relativamente a gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). E' estremamenteimportante che le pazienti incinte affette dal morbo di Wilson continuino la terapia durante la gravidanza. Il tipo di trattamento, zinco oagente chelante, va deciso dal medico. Devono essere effettuati aggiustamenti della dose per garantire che il feto non sia affetto da carenza di rame e un attento monitoraggio del paziente e' essenziale (vedere paragrafo 4.4). Allattamento: lo zinco viene escreto nel latte materno umano e puo' verificarsi carenza del rame indotta dallo zinco nel bambino allattato al seno. Percio' l'allattamento dovrebbe essere evitato durante la terapia con Wilzin.
  • Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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