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CODICE ATC
903725
FORMA FARMACEUTICA
COMPRESSE RIVESTITE
CONFEZIONAMENTO
FLACONE
CONSERVAZIONE
NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE
SCADENZA
36 mesi
Proprietà
SANGUE ED ORGANI EMOPOIETICIANTITROMBOTICIINIBITORI DIRETTI DEL FATTORE XAAPIXABAN
APIXABAN ACCORD 5 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Agenti antitrombotici, inibitori diretti del fattore Xa.
Ogni compressa rivestita con film contiene 5 mg di apixaban. Eccipienti con effetti noti: ogni compressa rivestita con film da 5 mg contiene103,95 mg di lattosio (vedere paragrafo 4.4). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (NVAF), con uno o piu' fattori di rischio, quali un precedente ictus o attacco ischemico transitorio (TIA), eta' >= 75 anni, ipertensione, diabete mellito, insufficienza cardiaca sintomatica (Classe NYHA>= II). Trattamento negli adultidella trombosi venosa profonda (TVP) e dell'embolia polmonare (EP) eprevenzione delle recidive di TVP ed EP (vedere paragrafo 4.4 per i pazienti con EP emodinamicamente instabili).
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; sanguinamento clinicamente significativoin atto; malattia epatica associata a coagulopatia e a rischio di sanguinamento clinicamente rilevante (vedere paragrafo 5.2); lesioni o condizioni considerate fattori di rischio significativ per sanguinamentomaggiore. Queste possono includere ulcerazione gastrointestinale in corso o recente, presenza di tumori maligni ad elevato rischio di sanguinamento, recente lesione cerebrale o spinale, recente intervento chirurgico a livello cerebrale, spinale od oftalmico, recente emorragia intracranica, varici dell'esofago accertate o sospette, malformazioni arterovenose, aneurismi vascolari o anomalie vascolari maggiori intraspinali o intracerebrali; trattamento concomitante con qualsiasi altro agente anticoagulante come ad esempio eparina non frazionata (ENF), eparine a basso peso molecolare (enoxaparina, dalteparina, ecc.), derivatidell'eparina (fondaparinux, ecc.), anticoagulanti orali (warfarin, rivaroxaban, dabigatran, ecc.) fatta eccezione per circostanze specifiche relative a cambi di terapia anticoagulante (vedere paragrafo 4.2), oquando l'ENF e' somministrata alle dosi necessarie a mantenere apertoun catetere centrale venoso o arterioso o quando l'ENF e' somministrata durante un'ablazione con catetere per la fibrillazione atriale (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
Posologia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (NVAF): la dose raccomandata di apixaban e' di 5 mg due volte al giorno per via orale. Riduzione della dose. La dose raccomandata di apixaban e' di 2,5 mg due volte al giorno per via orale nei pazienti con NVAF ed almeno due delleseguenti caratteristiche: eta' >= 80 anni, peso corporeo <= 60 kg o creatinina sierica >= 1,5 mg/dL (133 micromoli/L). La terapia deve essere continuata a lungo termine. Trattamento della TVP, trattamento dellaEP e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): la dose raccomandata di apixaban per il trattamento della TVP acuta e per il trattamento della EP e' di 10 mg, per via orale, due volte al giorno, per i primi 7 giorni seguiti da 5 mg, per via orale, due volte al giorno. In accordo alle linee guida mediche disponibili, il trattamento di breve durata (almeno 3 mesi) si deve basare su fattori di rischio transitori (come ad esempio, recente intervento chirurgico, trauma, immobilizzazione). Per la prevenzione delle recidive di TVP ed EP, la dose raccomandata di apixaban e' di 2,5 mg, per via orale, due volte al giorno. Quando la prevenzione delle recidive di TVP ed EP, la dose giornaliera di2,5 mg, 2 volte al giorno, deve essere iniziata dopo il completamentodi sei mesi di trattamento con apixaban 5 mg due volte al giorno o conun altro anticoagulante, come indicato di seguito (vedere anche paragrafo 5.1). Raccomandazione della dose (tTEV). Trattamento di TVP o diEP: 10 mg due volte al giorno, per i primi 7 giorni; dose massima giornaliera: 20 mg. Seguiti da 5 mg, due volte al giorno; dose massima giornaliera: 10 mg. Prevenzione delle recidive di TVP e/o EP a seguito del completamento di 6 mesi di trattamento per TVP o EP: 2,5 mg, due volte al giorno; dose massima giornaliera: 5 mg. La durata complessiva della terapia deve essere personalizzata dopo una attenta valutazione dei benefici del trattamento rispetto al rischio di sanguinamento (vedere paragrafo 4.4). Dimenticanza di una dose: nel caso venisse dimenticata una dose, il paziente dovra' prendere Apixaban Accord immediatamente e quindi continuare con l'assunzione due volte al giorno, come in precedenza. Passaggio (ad altra terapia): il passaggio da una terapia con anticoagulanti per via parenterale ad Apixaban Accord (e viceversa)puo' essere effettuato nel momento in cui e' prevista la dose successiva (vedere paragrafo 4.5). Questi medicinali non devono essere somministrati contemporaneamente. Passaggio da una terapia con antagonisti della vitamina K (AVK) ad Apixaban Accord: quando i pazienti passano dauna terapia con antagonisti della vitamina K (AVK) ad Apixaban Accord,deve essere interrotta la terapia con warfarin o con altri AVK ed Apixaban Accord deve essere iniziato quando il valore del rapporto internazionale normalizzato (INR) e' < 2. Passaggio da Apixaban Accord ad una terapia con AVK: quando i pazienti passano da Apixaban Accord ad unaterapia con antagonisti della vitamina K, la somministrazione di Apixaban Accord deve essere continuata per almeno due giorni dopo aver iniziato la terapia con AVK. Dopo 2 giorni di cosomministrazione di Apixaban Accord e terapia con AVK deve essere effettuato un test INR primadella successiva dose programmata di Apixaban Accord. La co-somministrazione di Apixaban Accord e terapia AVK deve continuare fino a quandoil valore del rapporto internazionale normalizzato (INR) e' >= 2. Anziani. tTEV: non e' necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). FANV: non e' necessario alcun aggiustamento delladose, a meno che non si rientri nei criteri per la riduzione della dose (vedere Riduzione della dose all'inizio del paragrafo 4.2). Compromissione renale. Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata, si applicano le seguenti raccomandazioni: per il trattamento di TVP,per il trattamento della EP e per la prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV), non e' necessario alcuna modifica della dose (vedere paragrafo 5.2); per la prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemicanei pazienti con NVAF e creatinina sierica >= 1,5 mg/dL (133 micromoli/L) associata ad una eta' >= 80 anni o ad un peso corporeo <= 60 kg, e' necessaria una riduzione della dose come descritto sopra. Per la riduzione della dose, in assenza di altri criteri (eta', peso corporeo),non e' necessario alcuna modifica della dose (vedere paragrafo 5.2). Per i pazienti con compromissione renale severa (clearance della creatinina 15-29 mL/min), si applicano le seguenti raccomandazioni (vedere paragrafi 4.4 e 5.2): per il trattamento di TVP, apixaban deve essere usato con cautela per il trattamento della EP e la prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV); per la prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti con NVAF,i pazienti devono ricevere la dosepiu' bassa di apixaban pari a 2,5 mg due volte al giorno. Per i pazienti con clearance della creatinina < 15 mL/min, o per i pazienti sottoposti a dialisi, non vi e' esperienza clinica e pertanto l'uso di apixaban non e' raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Compromissione epatica: per i pazienti con malattia epatica associata a coagulopatia ea rischio di sanguinamento clinicamente rilevante, Apixaban Accord e'controindicato (vedere paragrafo 4.3). Per i pazienti con compromissione epatica severa non e' raccomandato (vedere paragrafi 4.4. e 5.2).Per i pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (Child PughA o B), deve essere usato con cautela. Per i pazienti con compromissione epatica lieve o moderata, non e' necessaria alcuna modifica delladose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). I pazienti con enzimi epatici alanina aminotransferasi (ALT)/aspartato aminotransferasi (AST) aumentati (> 2 x ULN) o bilirubina totale >= 1,5 x ULN sono stati esclusi dagli studi clinici. In questa popolazione, Apixaban Accord deve quindi essere usato con cautela (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Prima di iniziare iltrattamento con Apixaban Accord deve essere effettuato il test di funzionalita' epatica. Peso corporeo tTEV: non e' necessaria alcuna modifica della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). NVAF: non e' necessaria alcuna modifica della dose, a meno che non si rientri nei criteri per la riduzione della dose (vedere Riduzione della dose all'inizio del paragrafo 4.2). Sesso non e' necessaria alcuna modifica della dose (vedere paragrafo 5.2). Pazienti sottoposti ad ablazione con catetere (NVAF): i pazienti possono continuare l'uso di apixaban mentre sono sottoposti ad ablazione con catetere (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 4.5). Pazienti sottoposti a cardioversione: nei pazienti con NVAF che possono richiedere cardioversione, Apixaban puo' essere iniziato o continuato.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Rischio di emorragia: come con altri anticoagulanti, i pazienti che assumono Apixaban devono essere tenuti sotto stretta osservazione per individuare eventuali segni di sanguinamento. Si raccomanda di usare concautela il medicinale in condizioni di aumentato rischio di emorragia. Se si verifica un'emorragia severa, la somministrazione di Apixabandeve essere interrotta (vedere paragrafi 4.8 e 4.9). Benche' il trattamento con apixaban non richieda un monitoraggio di routine del livellodi esposizione, in circostanze eccezionali un dosaggio quantitativo calibrato anti-fattore Xa puo' essere utile quando la conoscenza del livello di esposizione ad apixaban puo' aiutare a supportare decisioni cliniche, ad esempio, sovradosaggio e chirurgia d'urgenza (vedere paragrafo 5.1). E' disponibile un antagonista che contrasta l'attivita' anti-fattore Xa di apixaban. Interazione con altri medicinali che influiscono sull'emostasi: a causa dell'aumento del rischio di sanguinamento,e' controindicato il trattamento concomitante con qualsiasi altro agente anticoagulante (vedere paragrafo 4.3). L'uso concomitante di Apixaban con agenti antiaggreganti piastrinici aumenta il rischio di sanguinamento (vedere paragrafo 4.5). E' necessario prestare attezione qualora i pazienti siano trattati in concomitanza con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) o farmaci antinfiammatori nonsteroidei (FANS), incluso l'acido acetilsalicilico. A seguito di intervento chirurgico, non e' raccomandato l'uso concomitante di Apixaban con altri inibitori dell'aggregazione piastrinica (vedere paragrafo 4.5). Nei pazienti con fibrillazione atriale e condizioni che richiedonomono o doppia terapia antipiastrinica, prima di associare tale terapiaad apixaban deve essere effettuata una attenta valutazione dei potenziali benefici rispetto ai potenziali rischi. In uno studio clinico condotto su pazienti con fibrillazione atriale, l'uso concomitante di acido acetilsalicilico (ASA) con apixaban ha aumentato il rischio di sanguinamento maggiore dall'1,8% per anno al 3,4% per anno e con warfarinha aumentato il rischio di sanguinamento dal 2,7% per anno al 4,6% peranno. In questo studio l'uso concomitante con doppia terapia antiaggregante clinico era limitato (2,1%) (vedere paragrafo 5.1). Uno studioclinico ha arruolato pazienti con fibrillazione atriale con ACS e/o sottoposti a PCI e un periodo di trattamento programmato per 6 mesi conun inibitore P2Y12, con o senza ASA e anticoagulante orale (apixaban oVKA). Nei soggetti trattati con apixaban, l'uso concomitante di ASA ha aumentato il rischio di sanguinamento maggiore secondo ISTH (Societa' internazionale di Trombosi ed Emostasi - International society on Thrombosis and Hemostasis) o CRNM (rilevanza clinica non maggiore) dal 16,4% all'anno al 33,1% all'anno (vedere paragrafo 5.1). In uno studioclinico su pazienti dopo sindrome coronarica acuta, ad alto rischio, senza fibrillazione atriale, caratterizzati da co- morbidita' multiplecardiache e non cardiache, che ricevevano ASA o ASA in associazione aclopidogrel, e' stato segnalato un aumento significativo del rischio di sanguinamento maggiore ISTH (Societa' Internazionale sulla Trombosie l'Emostasi - International society on Thrombosis and Hemostasis) perapixaban (5,13% per anno) rispetto al placebo (2,04% per anno). Utilizzo di agenti trombolitici per il trattamento dell'ictus ischemico acuto: in pazienti ai quali e' somministrato apixaban, l'esperienza relativa all'uso di agenti trombolitici per il trattamento dell'ictus ischemico acuto, e' molto limitata. Pazienti con valvola cardiaca protesica: in pazienti con valvola cardiaca protesica, con o senza fibrillazione atriale, la sicurezza e l'efficacia di Apixaban non sono state studiate. Pertanto, l'uso di Apixaban in tale contesto non e' raccomandato.Pazienti con sindrome da antifosfolipidi: nei pazienti con storia pregressa di trombosi ai quali e' diagnosticata la sindrome da antifosfolipidi, gli anticoagulanti orali ad azione diretta (DOAC), tra cui apixaban, non sono raccomandati. In particolare, per pazienti triplo-positivi (per anticoagulante lupoide, anticorpi anticardiolipina e anticorpi anti-beta 2-glicoproteina I), il trattamento con DOAC potrebbe essere associato a una maggiore incidenza di eventi trombotici ricorrenti rispetto alla terapia con antagonisti della vitamina K. Chirurgia e procedure invasive: Apixaban deve essere interrotto almeno 48 ore prima di un intervento chirurgico elettivo o di una procedura invasiva con rischio di sanguinamento moderato o alto. Sono inclusi gli interventi per i quali non puo' essere esclusa una probabilita' di sanguinamento clinicamente rilevante o per i quali il rischio di sanguinamento non sarebbe accettabile. Apixaban deve essere interrotto almeno 24 ore primadi un intervento chirurgico elettivo o di una procedura invasiva con basso rischio di sanguinamento. Sono inclusi gli interventi per i qualiil rischio di sanguinamento atteso e' minimo, non critico per la sualocalizzazione o facilmente controllabile. Se l'intervento chirurgicoo le procedure invasive non possono essere rimandate, deve essere esercitata la dovuta cautela, tenendo in considerazione un aumentato rischio di sanguinamento. Questo rischio di sanguinamento deve essere valutato rispetto all'urgenza dell'intervento. Dopo la procedura invasiva ol'intervento chirurgico, Apixaban deve essere ripreso il prima possibile, a condizione che la situazione clinica lo permetta e che si sia stabilita una adeguata emostasi (per la cardioversione vedere paragrafo4.2). Per i pazienti sottoposti ad ablazione con catetere per fibrillazione atriale, il trattamento con Apixaban non necessita di essere interrotto (vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.5). Interruzione temporanea: l'interruzione degli anticoagulanti, incluso Apixaban, per sanguinamento in atto, intervento chirurgico elettivo o procedure invasive, esponei pazienti ad un aumentato rischio di trombosi. Devono essere evitatepause nella terapia e se per qualsiasi ragione l'anticoagulazione conApixaban deve essere temporaneamente interrotta, la terapia deve essere ripresa il prima possibile. Pazienti con EP emodinamicamente instabili o pazienti che necessitano di trombolisi od embolectomia polmonare: in pazienti con embolia polmonare che sono emodinamicamente instabili o che possono essere sottoposti a trombolisi od embolectomia polmonare, apixaban non e' raccomandato come alternativa all'eparina non frazionata, in quanto la sicurezza e l'efficacia di apixaban in queste condizioni cliniche non sono state stabilite. Pazienti con cancro attivo:i pazienti con cancro attivo possono essere ad elevato rischio sia ditromboembolia venosa che di eventi di sanguinamento.
Inibitori del CYP3A4 e della P-gp: la somministrazione concomitante diapixaban e di ketoconazolo (400 mg una volta al giorno), un potente inibitore sia del CYP3A4 sia della P-gp, ha indotto un aumento di 2 volte dell'AUC media e un aumento di 1,6 volte della Cmax media di apixaban. L'utilizzo di apixaban non e' raccomandato nei pazienti che ricevono terapia sistemica concomitante con potenti inibitori sia del CYP3A4sia della P-gp, come antimicotici azolici (per es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo e posaconazolo) ed inibitori delle proteasi dell'HIV (per es. ritonavir) (vedere paragrafo 4.4). Ci si aspetta che iprincipi attivi che non sono considerati forti inibitori del CYP3A4 edella P-gp (ad esempio amiodarone, claritromicina, diltiazem, fluconazolo, naprossene, chinidina, verapamil,), aumentino le concentrazioni plasmatiche di apixaban in misura minore. In caso di terapia concomitante con agenti che non siano forti inibitori sia del CYP3A4 sia della P-g, per apixaban non e' necessaria alcuna modifica della dose p. Ad esempio, diltiazem (360 mg una volta al giorno), considerato un inibitore moderato del CYP3A4 e un inibitore debole della P-gp, ha indotto unaumento di 1,4 volte dell'AUC media di apixaban ed un aumento di 1,3 volte della Cmax. Naprossene (500 mg in dose singola), un inibitore della P-gp ma non del CYP3A4, ha indotto un aumento rispettivamente di 1,5 e di 1,6 volte dell'AUC media e della Cmax media di apixaban. Claritromicina (500 mg due volte al giorno), un inibitore della P-gp e un forte inibitore del CYP3A4, ha indotto un aumento rispettivamente di 1,6e di 1,3 volte dell'AUC media e della Cmax media di apixaban. Induttori del CYP3A4 e della P-gp: la somministrazione concomitante di apixaban e rifampicina, un potente induttore sia del CYP3A4 sia della P-gp ha indotto una diminuzione rispettivamente di circa il 54% e il 42% dell'AUC e della Cmax medie di apixaban. Anche l'uso concomitante di apixaban e altri potenti induttori del CYP3A4 e della P-gp (per es. fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, erba di San Giovanni) puo' portare auna riduzione delle concentrazioni plasmatiche di apixaban. Durante la terapia concomitante non e' necessario un aggiustamento della dose di apixaban con questi medicinali, tuttavia nei pazienti che ricevono un trattamento sistemico concomitante con potenti induttori sia del CYP3A4 sia della P-gp, apixaban deve essere usato con cautela per la prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti con NVAF e per la prevenzione delle recidive di TVP ed EP. Nei pazienti che ricevono un trattamento sistemico concomitante con potenti induttori sia delCYP3A4 sia della P-gp, Apixaban non e' raccomandato per il trattamentodi TVP e di EP, in quanto l'efficacia potrebbe essere compromessa (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti, inibitori dell'aggregazione piastrinica, SSRI/SNRI e FANS: a causa dell'aumentato rischio di sanguinamento, il trattamento concomitante con qualsiasi altro agente anticoagulante e' controindicato tranne che in circostanze specifiche di passaggio di terapia con anticoagulante, quando l'ENF e' somministrata alle dosi necessarie a mantenere un catetere centrale venoso o arterioso aperto o quando l'ENF viene somministrata durante l'ablazione con catetere per la fibrillazione atriale (vedere paragrafo 4.3). A seguito dellasomministrazione di enoxaparina (40 mg in dose singola) in associazione ad apixaban (5 mg in dose singola) e' stato osservato un effetto additivo sull'attivita' anti-fattore Xa. Nei casi in cui apixaban e' stato somministrato in concomitanza con ASA (325 mg una volta al giorno),non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche. In studi clinici di Fase I, apixaban somministrato in concomitanza con clopidogrel (75 mg una volta al giorno), o con l'associazione formata da clopidogrel 75 mg e ASA 162 mg una volta al giorno, o con prasugrel (60 mg seguiti da 10 mg una volta al giorno) non ha mostrato unaumento rilevante del tempo di sanguinamento, o un'ulteriore inibizione dell'aggregazione piastrinica, rispetto alla somministrazione degliagenti antiaggreganti piastrinici senza apixaban. Nei test di coagulazione (PT, INR, e aPTT) gli aumenti sono stati in linea con gli effetti di apixaban somministrato in monoterapia. Naprossene (500 mg), un inibitore della P-gp, ha indotto un aumento rispettivamente di 1,5 e di1,6 volte dell'AUC e della Cmax medie di apixaban. Con apixaban e' stato osservato un corrispondente aumento dei risultati dei tests di coagulazione. Non sono state osservate modifiche dell'effetto di naprossene sull'aggregazione piastrinica indotta dall'acido arachidonico, e a seguito della somministrazione concomitante di apixaban e naprossene non e' stato osservato un prolungamento del tempo di sanguinamentoclinicamente rilevante. Nonostante questi risultati, quando agenti antiaggreganti piastrinici sono co-somministrati con apixaban possono esserci individui con una risposta farmacodinamica piu' pronunciata. Apixaban deve essere usato con cautela se somministrato in concomitanza con SSRI/SNRI, FANS, ASA e/o inibitori del P2Y12, perche' questi medicinali aumentano specificamente il rischio di sanguinamento(vedere paragrafo 4.4). Vi e' un'esperienza limitata di co-somministrazione con altri inibitori dell'aggregazione piastrinica (come gli antagonisti del recettore GPIIb/IIIa, dipiridamolo, destrano o sulfinpirazone) o agenti trombolitici. Poiche' tali agenti aumentano il rischio di sanguinamento, lasomministrazione concomitante di questi prodotti con apixaban non e' raccomandata (vedere paragrafo 4.4). Altre terapie concomitanti: quandoapixaban e' stato somministrato in concomitanza con atenololo o famotidina, non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche clinicamente significative. La somministrazione concomitantedi apixaban 10 mg con atenololo 100 mg non ha avuto un effetto sullafarmacocinetica di apixaban, clinicamente rilevante. Dopo somministrazione concomitante dei due medicinali, l'AUC e la Cmax medie di apixaban erano piu' basse del 15% e del 18% rispetto a quando apixaban era somministrato in monoterapia. La somministrazione di apixaban 10 mg confamotidina 40 mg non ha avuto effetto sull'AUC o la Cmax di apixaban.Effetto di apixaban su altri medicinali: gli studi in vitro su apixaban non hanno mostrato effetti inibitori sull'attivita' di CYP1A2, CYP2A6, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2D6 o CYP3A4 (IC50 > 45 mcM) e hanno evidenziato un debole effetto inibitorio sull'attivita' di CYP2C19 (IC50> 20 mcM) a concentrazioni significativamente superiori alle concentrazioni di picco plasmatico osservate nei pazienti. Apixaban non ha provocato induzione di CYP1A2, CYP2B6, CYP3A4/5 a una concentrazione finoa 20 mcM.
Riassunto del profilo di sicurezza. La sicurezza di apixaban e' statavalutata in 4 studi clinici di Fase III che includevano piu' di 15.000pazienti: piu' di 11.000 pazienti negli studi di NVAF e piu' di 4000pazienti negli studi nel trattamento di TEV (tTEV) per un'esposizionemedia totale rispettivamente di 1,7 anni e 221 giorni, (vedere paragrafo 5.1). Le reazioni avverse comuni sono state: emorragie, contusioni,epistassi ed ematoma (vedere elenco seguente per il profilo delle reazioni avverse e le frequenze per indicazione). Negli studi di NVAF, l'incidenza complessiva delle reazioni avverse correlate al sanguinamento con apixaban e' stata del 24,3% nello studio apixaban vs warfarin edel 9,6% nello studio di apixaban vs acido acetilsalicilico. Nello studio di apixaban vs warfarin l'incidenza di sanguinamento gastrointestinale maggiore ISTH (incluso sanguinamento del tratto gastrointestinalesuperiore, tratto gastrointestinale inferiore e sanguinamento rettale) con apixaban e' stato dello 0,76%/anno. L'incidenza di sanguinamentointraoculare maggiore ISTH con apixaban e' stato dello 0,18%/anno. Negli studi di tTEV, l'incidenza complessiva delle reazioni avverse correlate al sanguinamento con apixaban e' stata del 15,6% nello studio apixaban vs enoxaparina/warfarin e del 13,3% nello studio apixaban vs placebo (vedere paragrafo 5.1). Elenco delle reazioni avverse. L'elencoseguente mostra le reazioni avverse classificate secondo la classificazione per sistemi e organi e per frequenza utilizzando le seguenti convenzioni: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla basedei dati disponibili) rispettivamente per la NVAF ed il tTEV. Patologie del sistema emolinfopoietico. Anemia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu'fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Trombocitopenia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Disturbi del sistema immunitario. Ipersensibilita', edemaallergico e anafilassi. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Prurito. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVPe di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune*. Angioedema. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non nota; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non nota. Patologie del sistema nervoso. Emorragiacerebrale ^+. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidivedi TVP ed EP (tTEV): raro. Patologie dell'occhio. Emorragia dell'occhio (compresa emorragia della congiuntiva). Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Patologie vascolari. Emorragia, ematoma. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori dirischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Ipotensione (compresa ipotensione procedurale). Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica neipazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidivedi TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia intra-addominale. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti daNVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non nota. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. EPistassi.Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Emottisi. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio(NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia delle vie respiratorie. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): raro; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): raro. Patologie gastrointestinali. Nausea. Prevenzione dell'ictuse dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con unoo piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP,e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Emorragia gastrointestinale. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica neipazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidivedi TVP ed EP (tTEV): comune. Emorragia delle emorroidi. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF,con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento diTVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia dalla bocca. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Ematochezia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF,con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento diTVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia rettale, sanguinamento gengivale. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune.
Gravidanza: non sono disponibili dati relativi all'uso di apixaban indonne in gravidanza. Gli studi condotti sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicita' riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, e' preferibile evitare l'utilizzo di apixaban durante la gravidanza. Allattamento: non e' noto se apixaban o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. I dati ottenuti dagli studi su animali evidenziano l'escrezione di apixaban nellatte materno. (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i lattanti nonpuo' essere escluso. Si deve decidere se interrompere l'allattamento al seno o interrompere/astenersi dalla terapia con apixaban, tenendo inconsiderazione il beneficio dell'allattamento al seno e il beneficiodella terapia per la donna. Fertilita': gli studi condotti sugli animali che hanno ricevuto dosi di apixaban non hanno evidenziato effetti sulla fertilita' (vedere paragrafo 5.3).
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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APIXABAN ACC 100 COMPRESSE RIVESTITE 5MG
ANTITROMBOTICI | Compresse rivestite
MINSAN 048932368 | ACCORD HEALTHCARE ITALIA Srl
APIXABAN ACC 100 COMPRESSE RIVESTITE 5MG
Produttore: ACCORD HEALTHCARE ITALIA Srl - MINSAN 048932368
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CODICE ATC
903725
FORMA FARMACEUTICA
COMPRESSE RIVESTITE
CONFEZIONAMENTO
FLACONE
CONSERVAZIONE
NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE
SCADENZA
36 mesi
Proprietà
SANGUE ED ORGANI EMOPOIETICIANTITROMBOTICIINIBITORI DIRETTI DEL FATTORE XAAPIXABAN
Foglietto illustrativo
DENOMINAZIONE
APIXABAN ACCORD 5 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Agenti antitrombotici, inibitori diretti del fattore Xa.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa rivestita con film contiene 5 mg di apixaban. Eccipienti con effetti noti: ogni compressa rivestita con film da 5 mg contiene103,95 mg di lattosio (vedere paragrafo 4.4). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (NVAF), con uno o piu' fattori di rischio, quali un precedente ictus o attacco ischemico transitorio (TIA), eta' >= 75 anni, ipertensione, diabete mellito, insufficienza cardiaca sintomatica (Classe NYHA>= II). Trattamento negli adultidella trombosi venosa profonda (TVP) e dell'embolia polmonare (EP) eprevenzione delle recidive di TVP ed EP (vedere paragrafo 4.4 per i pazienti con EP emodinamicamente instabili).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; sanguinamento clinicamente significativoin atto; malattia epatica associata a coagulopatia e a rischio di sanguinamento clinicamente rilevante (vedere paragrafo 5.2); lesioni o condizioni considerate fattori di rischio significativ per sanguinamentomaggiore. Queste possono includere ulcerazione gastrointestinale in corso o recente, presenza di tumori maligni ad elevato rischio di sanguinamento, recente lesione cerebrale o spinale, recente intervento chirurgico a livello cerebrale, spinale od oftalmico, recente emorragia intracranica, varici dell'esofago accertate o sospette, malformazioni arterovenose, aneurismi vascolari o anomalie vascolari maggiori intraspinali o intracerebrali; trattamento concomitante con qualsiasi altro agente anticoagulante come ad esempio eparina non frazionata (ENF), eparine a basso peso molecolare (enoxaparina, dalteparina, ecc.), derivatidell'eparina (fondaparinux, ecc.), anticoagulanti orali (warfarin, rivaroxaban, dabigatran, ecc.) fatta eccezione per circostanze specifiche relative a cambi di terapia anticoagulante (vedere paragrafo 4.2), oquando l'ENF e' somministrata alle dosi necessarie a mantenere apertoun catetere centrale venoso o arterioso o quando l'ENF e' somministrata durante un'ablazione con catetere per la fibrillazione atriale (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
POSOLOGIA
Posologia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (NVAF): la dose raccomandata di apixaban e' di 5 mg due volte al giorno per via orale. Riduzione della dose. La dose raccomandata di apixaban e' di 2,5 mg due volte al giorno per via orale nei pazienti con NVAF ed almeno due delleseguenti caratteristiche: eta' >= 80 anni, peso corporeo <= 60 kg o creatinina sierica >= 1,5 mg/dL (133 micromoli/L). La terapia deve essere continuata a lungo termine. Trattamento della TVP, trattamento dellaEP e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): la dose raccomandata di apixaban per il trattamento della TVP acuta e per il trattamento della EP e' di 10 mg, per via orale, due volte al giorno, per i primi 7 giorni seguiti da 5 mg, per via orale, due volte al giorno. In accordo alle linee guida mediche disponibili, il trattamento di breve durata (almeno 3 mesi) si deve basare su fattori di rischio transitori (come ad esempio, recente intervento chirurgico, trauma, immobilizzazione). Per la prevenzione delle recidive di TVP ed EP, la dose raccomandata di apixaban e' di 2,5 mg, per via orale, due volte al giorno. Quando la prevenzione delle recidive di TVP ed EP, la dose giornaliera di2,5 mg, 2 volte al giorno, deve essere iniziata dopo il completamentodi sei mesi di trattamento con apixaban 5 mg due volte al giorno o conun altro anticoagulante, come indicato di seguito (vedere anche paragrafo 5.1). Raccomandazione della dose (tTEV). Trattamento di TVP o diEP: 10 mg due volte al giorno, per i primi 7 giorni; dose massima giornaliera: 20 mg. Seguiti da 5 mg, due volte al giorno; dose massima giornaliera: 10 mg. Prevenzione delle recidive di TVP e/o EP a seguito del completamento di 6 mesi di trattamento per TVP o EP: 2,5 mg, due volte al giorno; dose massima giornaliera: 5 mg. La durata complessiva della terapia deve essere personalizzata dopo una attenta valutazione dei benefici del trattamento rispetto al rischio di sanguinamento (vedere paragrafo 4.4). Dimenticanza di una dose: nel caso venisse dimenticata una dose, il paziente dovra' prendere Apixaban Accord immediatamente e quindi continuare con l'assunzione due volte al giorno, come in precedenza. Passaggio (ad altra terapia): il passaggio da una terapia con anticoagulanti per via parenterale ad Apixaban Accord (e viceversa)puo' essere effettuato nel momento in cui e' prevista la dose successiva (vedere paragrafo 4.5). Questi medicinali non devono essere somministrati contemporaneamente. Passaggio da una terapia con antagonisti della vitamina K (AVK) ad Apixaban Accord: quando i pazienti passano dauna terapia con antagonisti della vitamina K (AVK) ad Apixaban Accord,deve essere interrotta la terapia con warfarin o con altri AVK ed Apixaban Accord deve essere iniziato quando il valore del rapporto internazionale normalizzato (INR) e' < 2. Passaggio da Apixaban Accord ad una terapia con AVK: quando i pazienti passano da Apixaban Accord ad unaterapia con antagonisti della vitamina K, la somministrazione di Apixaban Accord deve essere continuata per almeno due giorni dopo aver iniziato la terapia con AVK. Dopo 2 giorni di cosomministrazione di Apixaban Accord e terapia con AVK deve essere effettuato un test INR primadella successiva dose programmata di Apixaban Accord. La co-somministrazione di Apixaban Accord e terapia AVK deve continuare fino a quandoil valore del rapporto internazionale normalizzato (INR) e' >= 2. Anziani. tTEV: non e' necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). FANV: non e' necessario alcun aggiustamento delladose, a meno che non si rientri nei criteri per la riduzione della dose (vedere Riduzione della dose all'inizio del paragrafo 4.2). Compromissione renale. Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata, si applicano le seguenti raccomandazioni: per il trattamento di TVP,per il trattamento della EP e per la prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV), non e' necessario alcuna modifica della dose (vedere paragrafo 5.2); per la prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemicanei pazienti con NVAF e creatinina sierica >= 1,5 mg/dL (133 micromoli/L) associata ad una eta' >= 80 anni o ad un peso corporeo <= 60 kg, e' necessaria una riduzione della dose come descritto sopra. Per la riduzione della dose, in assenza di altri criteri (eta', peso corporeo),non e' necessario alcuna modifica della dose (vedere paragrafo 5.2). Per i pazienti con compromissione renale severa (clearance della creatinina 15-29 mL/min), si applicano le seguenti raccomandazioni (vedere paragrafi 4.4 e 5.2): per il trattamento di TVP, apixaban deve essere usato con cautela per il trattamento della EP e la prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV); per la prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti con NVAF,i pazienti devono ricevere la dosepiu' bassa di apixaban pari a 2,5 mg due volte al giorno. Per i pazienti con clearance della creatinina < 15 mL/min, o per i pazienti sottoposti a dialisi, non vi e' esperienza clinica e pertanto l'uso di apixaban non e' raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Compromissione epatica: per i pazienti con malattia epatica associata a coagulopatia ea rischio di sanguinamento clinicamente rilevante, Apixaban Accord e'controindicato (vedere paragrafo 4.3). Per i pazienti con compromissione epatica severa non e' raccomandato (vedere paragrafi 4.4. e 5.2).Per i pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (Child PughA o B), deve essere usato con cautela. Per i pazienti con compromissione epatica lieve o moderata, non e' necessaria alcuna modifica delladose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). I pazienti con enzimi epatici alanina aminotransferasi (ALT)/aspartato aminotransferasi (AST) aumentati (> 2 x ULN) o bilirubina totale >= 1,5 x ULN sono stati esclusi dagli studi clinici. In questa popolazione, Apixaban Accord deve quindi essere usato con cautela (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Prima di iniziare iltrattamento con Apixaban Accord deve essere effettuato il test di funzionalita' epatica. Peso corporeo tTEV: non e' necessaria alcuna modifica della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). NVAF: non e' necessaria alcuna modifica della dose, a meno che non si rientri nei criteri per la riduzione della dose (vedere Riduzione della dose all'inizio del paragrafo 4.2). Sesso non e' necessaria alcuna modifica della dose (vedere paragrafo 5.2). Pazienti sottoposti ad ablazione con catetere (NVAF): i pazienti possono continuare l'uso di apixaban mentre sono sottoposti ad ablazione con catetere (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 4.5). Pazienti sottoposti a cardioversione: nei pazienti con NVAF che possono richiedere cardioversione, Apixaban puo' essere iniziato o continuato.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Rischio di emorragia: come con altri anticoagulanti, i pazienti che assumono Apixaban devono essere tenuti sotto stretta osservazione per individuare eventuali segni di sanguinamento. Si raccomanda di usare concautela il medicinale in condizioni di aumentato rischio di emorragia. Se si verifica un'emorragia severa, la somministrazione di Apixabandeve essere interrotta (vedere paragrafi 4.8 e 4.9). Benche' il trattamento con apixaban non richieda un monitoraggio di routine del livellodi esposizione, in circostanze eccezionali un dosaggio quantitativo calibrato anti-fattore Xa puo' essere utile quando la conoscenza del livello di esposizione ad apixaban puo' aiutare a supportare decisioni cliniche, ad esempio, sovradosaggio e chirurgia d'urgenza (vedere paragrafo 5.1). E' disponibile un antagonista che contrasta l'attivita' anti-fattore Xa di apixaban. Interazione con altri medicinali che influiscono sull'emostasi: a causa dell'aumento del rischio di sanguinamento,e' controindicato il trattamento concomitante con qualsiasi altro agente anticoagulante (vedere paragrafo 4.3). L'uso concomitante di Apixaban con agenti antiaggreganti piastrinici aumenta il rischio di sanguinamento (vedere paragrafo 4.5). E' necessario prestare attezione qualora i pazienti siano trattati in concomitanza con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) o farmaci antinfiammatori nonsteroidei (FANS), incluso l'acido acetilsalicilico. A seguito di intervento chirurgico, non e' raccomandato l'uso concomitante di Apixaban con altri inibitori dell'aggregazione piastrinica (vedere paragrafo 4.5). Nei pazienti con fibrillazione atriale e condizioni che richiedonomono o doppia terapia antipiastrinica, prima di associare tale terapiaad apixaban deve essere effettuata una attenta valutazione dei potenziali benefici rispetto ai potenziali rischi. In uno studio clinico condotto su pazienti con fibrillazione atriale, l'uso concomitante di acido acetilsalicilico (ASA) con apixaban ha aumentato il rischio di sanguinamento maggiore dall'1,8% per anno al 3,4% per anno e con warfarinha aumentato il rischio di sanguinamento dal 2,7% per anno al 4,6% peranno. In questo studio l'uso concomitante con doppia terapia antiaggregante clinico era limitato (2,1%) (vedere paragrafo 5.1). Uno studioclinico ha arruolato pazienti con fibrillazione atriale con ACS e/o sottoposti a PCI e un periodo di trattamento programmato per 6 mesi conun inibitore P2Y12, con o senza ASA e anticoagulante orale (apixaban oVKA). Nei soggetti trattati con apixaban, l'uso concomitante di ASA ha aumentato il rischio di sanguinamento maggiore secondo ISTH (Societa' internazionale di Trombosi ed Emostasi - International society on Thrombosis and Hemostasis) o CRNM (rilevanza clinica non maggiore) dal 16,4% all'anno al 33,1% all'anno (vedere paragrafo 5.1). In uno studioclinico su pazienti dopo sindrome coronarica acuta, ad alto rischio, senza fibrillazione atriale, caratterizzati da co- morbidita' multiplecardiache e non cardiache, che ricevevano ASA o ASA in associazione aclopidogrel, e' stato segnalato un aumento significativo del rischio di sanguinamento maggiore ISTH (Societa' Internazionale sulla Trombosie l'Emostasi - International society on Thrombosis and Hemostasis) perapixaban (5,13% per anno) rispetto al placebo (2,04% per anno). Utilizzo di agenti trombolitici per il trattamento dell'ictus ischemico acuto: in pazienti ai quali e' somministrato apixaban, l'esperienza relativa all'uso di agenti trombolitici per il trattamento dell'ictus ischemico acuto, e' molto limitata. Pazienti con valvola cardiaca protesica: in pazienti con valvola cardiaca protesica, con o senza fibrillazione atriale, la sicurezza e l'efficacia di Apixaban non sono state studiate. Pertanto, l'uso di Apixaban in tale contesto non e' raccomandato.Pazienti con sindrome da antifosfolipidi: nei pazienti con storia pregressa di trombosi ai quali e' diagnosticata la sindrome da antifosfolipidi, gli anticoagulanti orali ad azione diretta (DOAC), tra cui apixaban, non sono raccomandati. In particolare, per pazienti triplo-positivi (per anticoagulante lupoide, anticorpi anticardiolipina e anticorpi anti-beta 2-glicoproteina I), il trattamento con DOAC potrebbe essere associato a una maggiore incidenza di eventi trombotici ricorrenti rispetto alla terapia con antagonisti della vitamina K. Chirurgia e procedure invasive: Apixaban deve essere interrotto almeno 48 ore prima di un intervento chirurgico elettivo o di una procedura invasiva con rischio di sanguinamento moderato o alto. Sono inclusi gli interventi per i quali non puo' essere esclusa una probabilita' di sanguinamento clinicamente rilevante o per i quali il rischio di sanguinamento non sarebbe accettabile. Apixaban deve essere interrotto almeno 24 ore primadi un intervento chirurgico elettivo o di una procedura invasiva con basso rischio di sanguinamento. Sono inclusi gli interventi per i qualiil rischio di sanguinamento atteso e' minimo, non critico per la sualocalizzazione o facilmente controllabile. Se l'intervento chirurgicoo le procedure invasive non possono essere rimandate, deve essere esercitata la dovuta cautela, tenendo in considerazione un aumentato rischio di sanguinamento. Questo rischio di sanguinamento deve essere valutato rispetto all'urgenza dell'intervento. Dopo la procedura invasiva ol'intervento chirurgico, Apixaban deve essere ripreso il prima possibile, a condizione che la situazione clinica lo permetta e che si sia stabilita una adeguata emostasi (per la cardioversione vedere paragrafo4.2). Per i pazienti sottoposti ad ablazione con catetere per fibrillazione atriale, il trattamento con Apixaban non necessita di essere interrotto (vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.5). Interruzione temporanea: l'interruzione degli anticoagulanti, incluso Apixaban, per sanguinamento in atto, intervento chirurgico elettivo o procedure invasive, esponei pazienti ad un aumentato rischio di trombosi. Devono essere evitatepause nella terapia e se per qualsiasi ragione l'anticoagulazione conApixaban deve essere temporaneamente interrotta, la terapia deve essere ripresa il prima possibile. Pazienti con EP emodinamicamente instabili o pazienti che necessitano di trombolisi od embolectomia polmonare: in pazienti con embolia polmonare che sono emodinamicamente instabili o che possono essere sottoposti a trombolisi od embolectomia polmonare, apixaban non e' raccomandato come alternativa all'eparina non frazionata, in quanto la sicurezza e l'efficacia di apixaban in queste condizioni cliniche non sono state stabilite. Pazienti con cancro attivo:i pazienti con cancro attivo possono essere ad elevato rischio sia ditromboembolia venosa che di eventi di sanguinamento.
INTERAZIONI
Inibitori del CYP3A4 e della P-gp: la somministrazione concomitante diapixaban e di ketoconazolo (400 mg una volta al giorno), un potente inibitore sia del CYP3A4 sia della P-gp, ha indotto un aumento di 2 volte dell'AUC media e un aumento di 1,6 volte della Cmax media di apixaban. L'utilizzo di apixaban non e' raccomandato nei pazienti che ricevono terapia sistemica concomitante con potenti inibitori sia del CYP3A4sia della P-gp, come antimicotici azolici (per es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo e posaconazolo) ed inibitori delle proteasi dell'HIV (per es. ritonavir) (vedere paragrafo 4.4). Ci si aspetta che iprincipi attivi che non sono considerati forti inibitori del CYP3A4 edella P-gp (ad esempio amiodarone, claritromicina, diltiazem, fluconazolo, naprossene, chinidina, verapamil,), aumentino le concentrazioni plasmatiche di apixaban in misura minore. In caso di terapia concomitante con agenti che non siano forti inibitori sia del CYP3A4 sia della P-g, per apixaban non e' necessaria alcuna modifica della dose p. Ad esempio, diltiazem (360 mg una volta al giorno), considerato un inibitore moderato del CYP3A4 e un inibitore debole della P-gp, ha indotto unaumento di 1,4 volte dell'AUC media di apixaban ed un aumento di 1,3 volte della Cmax. Naprossene (500 mg in dose singola), un inibitore della P-gp ma non del CYP3A4, ha indotto un aumento rispettivamente di 1,5 e di 1,6 volte dell'AUC media e della Cmax media di apixaban. Claritromicina (500 mg due volte al giorno), un inibitore della P-gp e un forte inibitore del CYP3A4, ha indotto un aumento rispettivamente di 1,6e di 1,3 volte dell'AUC media e della Cmax media di apixaban. Induttori del CYP3A4 e della P-gp: la somministrazione concomitante di apixaban e rifampicina, un potente induttore sia del CYP3A4 sia della P-gp ha indotto una diminuzione rispettivamente di circa il 54% e il 42% dell'AUC e della Cmax medie di apixaban. Anche l'uso concomitante di apixaban e altri potenti induttori del CYP3A4 e della P-gp (per es. fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, erba di San Giovanni) puo' portare auna riduzione delle concentrazioni plasmatiche di apixaban. Durante la terapia concomitante non e' necessario un aggiustamento della dose di apixaban con questi medicinali, tuttavia nei pazienti che ricevono un trattamento sistemico concomitante con potenti induttori sia del CYP3A4 sia della P-gp, apixaban deve essere usato con cautela per la prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti con NVAF e per la prevenzione delle recidive di TVP ed EP. Nei pazienti che ricevono un trattamento sistemico concomitante con potenti induttori sia delCYP3A4 sia della P-gp, Apixaban non e' raccomandato per il trattamentodi TVP e di EP, in quanto l'efficacia potrebbe essere compromessa (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti, inibitori dell'aggregazione piastrinica, SSRI/SNRI e FANS: a causa dell'aumentato rischio di sanguinamento, il trattamento concomitante con qualsiasi altro agente anticoagulante e' controindicato tranne che in circostanze specifiche di passaggio di terapia con anticoagulante, quando l'ENF e' somministrata alle dosi necessarie a mantenere un catetere centrale venoso o arterioso aperto o quando l'ENF viene somministrata durante l'ablazione con catetere per la fibrillazione atriale (vedere paragrafo 4.3). A seguito dellasomministrazione di enoxaparina (40 mg in dose singola) in associazione ad apixaban (5 mg in dose singola) e' stato osservato un effetto additivo sull'attivita' anti-fattore Xa. Nei casi in cui apixaban e' stato somministrato in concomitanza con ASA (325 mg una volta al giorno),non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche. In studi clinici di Fase I, apixaban somministrato in concomitanza con clopidogrel (75 mg una volta al giorno), o con l'associazione formata da clopidogrel 75 mg e ASA 162 mg una volta al giorno, o con prasugrel (60 mg seguiti da 10 mg una volta al giorno) non ha mostrato unaumento rilevante del tempo di sanguinamento, o un'ulteriore inibizione dell'aggregazione piastrinica, rispetto alla somministrazione degliagenti antiaggreganti piastrinici senza apixaban. Nei test di coagulazione (PT, INR, e aPTT) gli aumenti sono stati in linea con gli effetti di apixaban somministrato in monoterapia. Naprossene (500 mg), un inibitore della P-gp, ha indotto un aumento rispettivamente di 1,5 e di1,6 volte dell'AUC e della Cmax medie di apixaban. Con apixaban e' stato osservato un corrispondente aumento dei risultati dei tests di coagulazione. Non sono state osservate modifiche dell'effetto di naprossene sull'aggregazione piastrinica indotta dall'acido arachidonico, e a seguito della somministrazione concomitante di apixaban e naprossene non e' stato osservato un prolungamento del tempo di sanguinamentoclinicamente rilevante. Nonostante questi risultati, quando agenti antiaggreganti piastrinici sono co-somministrati con apixaban possono esserci individui con una risposta farmacodinamica piu' pronunciata. Apixaban deve essere usato con cautela se somministrato in concomitanza con SSRI/SNRI, FANS, ASA e/o inibitori del P2Y12, perche' questi medicinali aumentano specificamente il rischio di sanguinamento(vedere paragrafo 4.4). Vi e' un'esperienza limitata di co-somministrazione con altri inibitori dell'aggregazione piastrinica (come gli antagonisti del recettore GPIIb/IIIa, dipiridamolo, destrano o sulfinpirazone) o agenti trombolitici. Poiche' tali agenti aumentano il rischio di sanguinamento, lasomministrazione concomitante di questi prodotti con apixaban non e' raccomandata (vedere paragrafo 4.4). Altre terapie concomitanti: quandoapixaban e' stato somministrato in concomitanza con atenololo o famotidina, non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche clinicamente significative. La somministrazione concomitantedi apixaban 10 mg con atenololo 100 mg non ha avuto un effetto sullafarmacocinetica di apixaban, clinicamente rilevante. Dopo somministrazione concomitante dei due medicinali, l'AUC e la Cmax medie di apixaban erano piu' basse del 15% e del 18% rispetto a quando apixaban era somministrato in monoterapia. La somministrazione di apixaban 10 mg confamotidina 40 mg non ha avuto effetto sull'AUC o la Cmax di apixaban.Effetto di apixaban su altri medicinali: gli studi in vitro su apixaban non hanno mostrato effetti inibitori sull'attivita' di CYP1A2, CYP2A6, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2D6 o CYP3A4 (IC50 > 45 mcM) e hanno evidenziato un debole effetto inibitorio sull'attivita' di CYP2C19 (IC50> 20 mcM) a concentrazioni significativamente superiori alle concentrazioni di picco plasmatico osservate nei pazienti. Apixaban non ha provocato induzione di CYP1A2, CYP2B6, CYP3A4/5 a una concentrazione finoa 20 mcM.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. La sicurezza di apixaban e' statavalutata in 4 studi clinici di Fase III che includevano piu' di 15.000pazienti: piu' di 11.000 pazienti negli studi di NVAF e piu' di 4000pazienti negli studi nel trattamento di TEV (tTEV) per un'esposizionemedia totale rispettivamente di 1,7 anni e 221 giorni, (vedere paragrafo 5.1). Le reazioni avverse comuni sono state: emorragie, contusioni,epistassi ed ematoma (vedere elenco seguente per il profilo delle reazioni avverse e le frequenze per indicazione). Negli studi di NVAF, l'incidenza complessiva delle reazioni avverse correlate al sanguinamento con apixaban e' stata del 24,3% nello studio apixaban vs warfarin edel 9,6% nello studio di apixaban vs acido acetilsalicilico. Nello studio di apixaban vs warfarin l'incidenza di sanguinamento gastrointestinale maggiore ISTH (incluso sanguinamento del tratto gastrointestinalesuperiore, tratto gastrointestinale inferiore e sanguinamento rettale) con apixaban e' stato dello 0,76%/anno. L'incidenza di sanguinamentointraoculare maggiore ISTH con apixaban e' stato dello 0,18%/anno. Negli studi di tTEV, l'incidenza complessiva delle reazioni avverse correlate al sanguinamento con apixaban e' stata del 15,6% nello studio apixaban vs enoxaparina/warfarin e del 13,3% nello studio apixaban vs placebo (vedere paragrafo 5.1). Elenco delle reazioni avverse. L'elencoseguente mostra le reazioni avverse classificate secondo la classificazione per sistemi e organi e per frequenza utilizzando le seguenti convenzioni: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla basedei dati disponibili) rispettivamente per la NVAF ed il tTEV. Patologie del sistema emolinfopoietico. Anemia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu'fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Trombocitopenia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Disturbi del sistema immunitario. Ipersensibilita', edemaallergico e anafilassi. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Prurito. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVPe di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune*. Angioedema. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non nota; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non nota. Patologie del sistema nervoso. Emorragiacerebrale ^+. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidivedi TVP ed EP (tTEV): raro. Patologie dell'occhio. Emorragia dell'occhio (compresa emorragia della congiuntiva). Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Patologie vascolari. Emorragia, ematoma. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori dirischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Ipotensione (compresa ipotensione procedurale). Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica neipazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidivedi TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia intra-addominale. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti daNVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non nota. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. EPistassi.Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Emottisi. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio(NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia delle vie respiratorie. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): raro; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): raro. Patologie gastrointestinali. Nausea. Prevenzione dell'ictuse dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con unoo piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP,e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Emorragia gastrointestinale. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica neipazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidivedi TVP ed EP (tTEV): comune. Emorragia delle emorroidi. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF,con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento diTVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia dalla bocca. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune. Ematochezia. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF,con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): non comune; trattamento diTVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): non comune. Emorragia rettale, sanguinamento gengivale. Prevenzione dell'ictus e dell'embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da NVAF, con uno o piu' fattori di rischio (NVAF): comune; trattamento di TVP e di EP, e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (tTEV): comune.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non sono disponibili dati relativi all'uso di apixaban indonne in gravidanza. Gli studi condotti sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicita' riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, e' preferibile evitare l'utilizzo di apixaban durante la gravidanza. Allattamento: non e' noto se apixaban o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. I dati ottenuti dagli studi su animali evidenziano l'escrezione di apixaban nellatte materno. (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i lattanti nonpuo' essere escluso. Si deve decidere se interrompere l'allattamento al seno o interrompere/astenersi dalla terapia con apixaban, tenendo inconsiderazione il beneficio dell'allattamento al seno e il beneficiodella terapia per la donna. Fertilita': gli studi condotti sugli animali che hanno ricevuto dosi di apixaban non hanno evidenziato effetti sulla fertilita' (vedere paragrafo 5.3).
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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