Ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale, angina pectoris.
Come gli altri beta-bloccanti, Atenololo Pensa non deve essere somministrato a pazienti con: ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, bradicardia (< 50bpm prima dell'inizio del trattamento), shock cardiogeno, ipotensione. acidosi metabolica, forme severe di Sindrome di Raynaud e gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica, blocco atrioventricolaredi secondo e terzo grado. malattie del nodo del seno (compreso bloccoseno atriale), feocromocitoma non trattato, scompenso cardiaco non controllato da una terapia adeguata, asma grave e gravi patologie polmonari croniche ostruttive. Atenololo Pensa non deve essere associato a terapia endovenosa con verapamil o diltiazem. Atenololo Pensa non deveessere somministrato in allattamento.
Posologia: il dosaggio deve essere stabilito individualmente. Si raccomanda di iniziare con il dosaggio piu' basso possibile, in modo da riconoscere tempestivamente l'insorgenza di sintomi di insufficienza cardiaca, bradicardia e sintomi bronchiali. Questo e' particolarmente importante negli anziani. Ulteriori adattamenti devono essere effettuati gradualmente in condizioni controllate o in base agli effetti clinici.Adulti, ipertensione arteriosa compresa quella di origine renale: iniziare la terapia con 50 mg di atenololo al giorno utilizzando un altromedicinale a base di atenololo per cui e' disponibile/ottenibile taledosaggio. L' effetto antiipertensivo completo si ottiene generalmentedopo una o due settimane di terapia. Se non si ottiene un effetto soddisfacente, aumentare la dose ad una compressa (100 mg) al giorno durante la seconda settimana. Se necessario, e' possibile ottenere una ulteriore riduzione della pressione arteriosa combinando Atenololo Pensa con altri farmaci antiipertensivi. In particolare la somministrazione contemporanea di Atenololo pensa con un diuretico determina un effettoantiipertensivo superiore a quello prodotto dai singoli farmaci. Angina pectoris: la maggior parte dei pazienti risponde alla somministrazione di una compressa (100 mg) al giorno. Aumentando la posologia non siottiene generalmente un ulteriore beneficio. Popolazioni speciali. Anziani: puo' rendersi necessario ridurre la posologia, particolarmentenei pazienti con compromissioni della funzionalita' renale. Pazienti con insufficienza renale: poiche' Atenololo Pensa e' escreto per via renale e' necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale. Non si verifica accumulo significativo di Atenololo pensa nei pazienti che hanno una clearance della creatinina superiore a 35 ml/min/1,73 m^2 (il limite normale e' 100-150 ml/min/1,73 m^2). Nei pazienti con clearance creatininica di 15-35 ml/min/1,73 m^2 (equivalenti a 3,4-6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg al giorno o 100 mg a giorni alterni. Per i pazienti con clearance creatininica <15 ml/min/1,73 m^2 (equivalenti a 6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg a giorni alternio 100 mg ogni 4 giorni. Ai pazienti in emodialisi l'atenololo deve essere somministrato per via orale alla dose di 50 mg dopo ogni seduta.la somministrazione deve essere effettuata in ambiente ospedaliero, inquanto possono verificarsi marcate riduzioni della pressione arteriosa. Popolazione pediatrica: non esistono esperienze cliniche relative all'impiego pediatrico di Atenololo Pensa. pertanto se ne sconsiglia lasomministrazione ai bambini. Modo di somministrazione: le compresse non devono essere masticate e devono essere prese con una quantita' diliquido sufficiente per favorirne la deglutizione.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Sospensione del trattamento: la sospensione del trattamento con atenololo deve essere graduale, specialmente nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Pazienti con insufficienza cardiaca: sebbene AtenololoPensa sia controindicato nello scompenso cardiaco non controllato dauna terapia adeguata (vedere paragrafo 4.3) puo' essere somministratoa pazienti i cui segni di insufficienza cardiaca risultino controllatie, con la dovuta cautela, ai pazienti con una riserva cardiaca scarsaPazienti con angina di Prinzmetal: nei pazienti affetti da angina diPrinzmetal, Atenololo Pensa puo' aumentare il numero e la durata dellecrisi anginose tramite vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' essere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto atenololoe' un beta-bloccante beta-1 selettivo. Pazienti con disordini vascolari: come gia' indicato nel paragrafo 4.3, Atenololo Pensa non deve essere somministrato a pazienti affetti da gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica. Durante il suo impiego, in pazienti affettida disordini vascolari periferici di modesta entita', si puo' anche verificare un aggravamento di tali disturbi. Pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado: particolare cautela nella somministrazionedi Atenololo Pensa va rivolta ai pazienti con blocco atrioventricolaredi primo grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione. Nei pazienti diabetici, in particolare in quelli affetti da diabete labile, e in pazienti soggetti a ipoglicemia, l'atenololo, a causadella propria attivita' bloccante beta- adrenergica, puo' mascherare isegni e i sintomi dell'ipoglicemia acuta quali le modificazioni dellafrequenza cardiaca (tachicardia), pertanto i pazienti diabetici devono essere informati sul fatto che tali sintomi potrebbero non manifestarsi. I beta-bloccanti potrebbero aumentare ulteriormente il rischio diipoglicemia grave se usati contemporaneamente con le sulfoniluree. Aipazienti diabetici deve essere consigliato di monitorare attentamentei livelli di glucosio nel sangue (vedere Paragrafo 4.5). Atenololo Pensa puo' mascherare i segni di tireotossicosi. La riduzione della frequenza cardiaca e' un'azione farmacologica indotta da Atenololo Pensa.Dovra' essere considerata una riduzione del dosaggio nei rari casi incui compaiono sintomi attribuibili all'eccessiva riduzione della frequenza cardiaca. E' importante non interrompere bruscamente il trattamento con Atenololo Pensa, specialmente nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Nel caso la terapia con Atenololo Pensa debba essere interrotta o sospesa dopo uso prolungato, la riduzione deve essere fattasempre gradualmente con diminuzione scalare, in quanto una sospensioneimprovvisa puo' dare origine ad ischemia miocardica con esacerbazionedell'angina pectoris, oppure a infarto miocardico, oppure puo' provocare un'esacerbazione dell'ipertensione. Reazioni anafilattiche: nei pazienti in terapia con atenololo e con una storia di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, si puo' verificare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetuti stimoli da parte dell'allergene. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle dosi diadrenalina comunemente impiegate nel trattamento delle reazioni allergiche. Nei pazienti asmatici Atenololo Pensa puo' indurre un aumento della resistenza delle vie respiratorie. tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' essere considerato il suo impiego in questi pazienti,in quanto Atenololo Pensa e' un beta-bloccante beta-1 selettivo. In caso di aumento della resistenza delle vie respiratorie, la somministrazione di Atenololo Pensa deve essere interrotta e, se necessario, deveessere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori (come ilsalbutamolo). In pazienti con grave compromissione della funzionalita'renale e' necessario un aggiustamento della dose poiche' Atenololo Pensa e' escreto per via renale (vedere paragrafo 4.2). E' necessario prestare particolare cautela nell'uso degli agenti anestetici in pazienti trattati con atenololo (vedere paragrafo 4.5). Quando un paziente e'programmato per un intervento chirurgico e viene presa la decisione di interrompere la terapia con beta-bloccanti, questo dovrebbe essere fatto almeno 24 ore prima della procedura. La continuazione del beta-blocco riduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione,tuttavia anche il rischio di ipotensione puo' essere aumentato. La valutazione rischio-beneficio dell'arresto del beta-blocco deve essere effettuata per ciascun paziente. Se il trattamento viene continuato, e'necessario selezionare un anestetico con scarsa attivita' inotropicanegativa per ridurre al minimo il rischio di depressione miocardica. ll paziente puo' essere protetto dalle reazioni vagali mediante somministrazione endovenosa di atropina. Eccipienti: Atenololo Pensa contienemeno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioe' essenzialmente "senza sodio".
L'uso concomitante di Atenololo Pensa con calcio-antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem) puo' portare ad un peggioramento di questo effetto, in particolare nei pazienti con funzioneventricolare compromessa e/o anomalie di conduzione seno-atriale o atrio-ventricolare. Cio' puo' causare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. E' necessario che siano trascorse almeno 48 oredalla sospensione di uno qualsiasi di questi farmaci somministrato per via endovenosa prima di iniziare l'altra terapia. L'uso concomitantecon diidropiridine (es. nifedipina) puo' aumentare il rischio di ipotensione e possono verificarsi casi di insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente. I farmaci glicosidi-digitalici,associati ai beta-bloccanti, possono provocare un aumento del tempo di conduzione atrioventricolare. I beta-bloccanti possono aggravare ilbrusco rialzo dei valori pressori che puo' verificarsi dopo la sospensione della clonidina. Se i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente, il beta-bloccante deve essere sospeso parecchi giorni primadi interrompere la terapia con clonidina. Se la terapia con beta-bloccante deve sostituire quella con clonidina, e' necessario che l'iniziodel trattamento con beta-bloccante avvenga parecchi giorni dopo l'interruzione della terapia con clonidina. I farmaci antiaritmici appartenenti alla classe I (es. disopiramide) e l'amiodarone possono potenziare l'effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropico negativo. I farmaci simpaticomimetici, come l'adrenalina, possono contrapporsi all'effetto dei beta-bloccanti se usati contemporaneamente. L'uso concomitante di farmaci inibitori la sintetasi prostaglandinica (ibuprofene, indometacina) puo' ridurre gli effetti ipotensivi dei beta-bloccanti. E' necessario porre particolare cautela nell'uso degli agenti anestetici in pazienti trattati con Atenololo Pensa. Occorreche l'anestesista sia informato di tale terapia e, in questo caso, deve essere impiegato un agente anestetico con una minima attivita' inotropa negativa. L'uso dei beta-bloccanti con agenti anestetici puo' provocare un'attenuazione della tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. E' da evitare l'uso di agenti anestetici che causano depressione miocardica. L'uso concomitante con insulina e farmaci antidiabetici orali puo' portare a un aumento degli effetti ipoglicemizzanti di tali farmaci. L'uso concomitante di beta-bloccanti con le sulfoniluree potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia grave. I sintomidi ipoglicemia, in particolare la tachicardia, possono essere mascherati (vedere paragrafo 4.4). Alcol: l'uso concomitante di alcol aumental'effetto ipotensivo.
Negli studi clinici, gli eventi indesiderati segnalati sono generalmente attribuibili alle azioni farmacologiche di atenololo. Sono stati segnalati i seguenti eventi indesiderati, elencati per sistema corporeo,con le seguenti frequenze: molto comune (>=1 / 10), comune (>=1/ 100,<1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (da >=1/10.000 a <1 / 1.000), molto raro (<1/10.000) inclusi rapporti isolati, non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie vascolari. Comune: freddo alle estremita'. Raro: ipotensione posturale che puo' essere associata a sincope, aggravamento della claudicazione intermittente, nei pazienti sensibili fenomeno di Raynaud. Frequenza non nota: ipotensione. Patologie cardiache. Comune: bradicardia. Raro: deterioramento della funzionalita' cardiaca, insorgenza di blocco cardiaco, insufficienza cardiaca, rallentamento della conduzione atrio ventricolare o intensificazione di un blocco atrio ventricolare.Patologie del sistema nervoso. Raro: capogiri, cefalea, parestesia. Disturbi psichiatrici. Non comune: disturbi del sonno. Raro: cambiamentidell'umore, incubi notturni, psicosi e allucinazioni, aggravamento disindromi nervose con depressione mentale, catatonia, confusione e turbe della memoria. Patologie gastrointestinali. Comune: disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali. Raro: secchezza delle fauci. Esami diagnostici. Comune: aumenti dei livelli ditransaminasi. Patologie epatobiliari. Raro: epatotossicita', colestasiintraepatica. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: trombocitopenia, porpora. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: alopecia, comparsa di reazioni cutanee di tipo psoriasico, esacerbazione della psoriasi, rash cutaneo. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: sindrome simil-lupoide. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Non nota: dispnea. Patologie dell'occhio. Raro: disturbi della vista, secchezza agli occhi. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Raro: impotenza. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Atenolo Pensa puo' mascherare i segni e i sintomi di ipoglicemia e di tireotossicosi (vedereparagrafo 4.4). Atenololo Pensa puo' comportare un peggioramento di unblocco cardiaco e deterioramento dell'insufficienza cardiaca. E' stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo, tuttavia non e' chiara la rilevanza clinica. L'atenololo puo' esacerbare la depigmentazione nei soggetti affetti da vitiligine. In pazienti con asma bronchialeo con una storia di problemi asmatici puo' verificarsi broncospasmo odispnea. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualita' di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di un qualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere considerata la sospensione del trattamento. Segnalazione degli effetti indesiderati. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopol'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravidanza: i beta-bloccanti riducono la perfusione placentare. Tale fenomeno puo' causare morte fetale intrauterina, nascite premature e/oimmature. I beta-bloccanti posso indurre bradicardia fetale. L'atenololo attraversa la barriera placentare e si sono riscontrati livelli ematici nel cordone ombelicale. Non sono stati effettuati studi sull'impiego dell'atenololo nel primo trimestre di gravidanza e pertanto non puo' essere esclusa la possibilita' di un danno fetale. L'atenololo e' stato impiegato, sotto stretto controllo medico, per il trattamento dell'ipertensione nel terzo trimestre. L'uso dell'atenololo in donne gravide, per il trattamento dell'ipertensione lieve-moderata, e' stato associato ad un ritardo della crescita intra-uterina. Qualora il trattamento con Atenololo Pensa non sia evitabile in donne che sono in gravidanza o che possono iniziarla, il suo utilizzo richiede un'attenta valutazione dei benefici indotti dalla terapia rispetto ai possibili rischi, particolarmente nel primo e secondo trimestre di gestazione. Allattamento: atenololo si accumula nel latte materno (vedere paragrafo 5.2).I neonati di madri trattate con atenololo durante l'allattamento al seno possono essere a rischio di ipoglicemia e bradicardia. Di conseguenza, l'atenololo e' controindicato nelle donne che allattano.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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Ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale, angina pectoris.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Come gli altri beta-bloccanti, Atenololo Pensa non deve essere somministrato a pazienti con: ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, bradicardia (< 50bpm prima dell'inizio del trattamento), shock cardiogeno, ipotensione. acidosi metabolica, forme severe di Sindrome di Raynaud e gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica, blocco atrioventricolaredi secondo e terzo grado. malattie del nodo del seno (compreso bloccoseno atriale), feocromocitoma non trattato, scompenso cardiaco non controllato da una terapia adeguata, asma grave e gravi patologie polmonari croniche ostruttive. Atenololo Pensa non deve essere associato a terapia endovenosa con verapamil o diltiazem. Atenololo Pensa non deveessere somministrato in allattamento.
POSOLOGIA
Posologia: il dosaggio deve essere stabilito individualmente. Si raccomanda di iniziare con il dosaggio piu' basso possibile, in modo da riconoscere tempestivamente l'insorgenza di sintomi di insufficienza cardiaca, bradicardia e sintomi bronchiali. Questo e' particolarmente importante negli anziani. Ulteriori adattamenti devono essere effettuati gradualmente in condizioni controllate o in base agli effetti clinici.Adulti, ipertensione arteriosa compresa quella di origine renale: iniziare la terapia con 50 mg di atenololo al giorno utilizzando un altromedicinale a base di atenololo per cui e' disponibile/ottenibile taledosaggio. L' effetto antiipertensivo completo si ottiene generalmentedopo una o due settimane di terapia. Se non si ottiene un effetto soddisfacente, aumentare la dose ad una compressa (100 mg) al giorno durante la seconda settimana. Se necessario, e' possibile ottenere una ulteriore riduzione della pressione arteriosa combinando Atenololo Pensa con altri farmaci antiipertensivi. In particolare la somministrazione contemporanea di Atenololo pensa con un diuretico determina un effettoantiipertensivo superiore a quello prodotto dai singoli farmaci. Angina pectoris: la maggior parte dei pazienti risponde alla somministrazione di una compressa (100 mg) al giorno. Aumentando la posologia non siottiene generalmente un ulteriore beneficio. Popolazioni speciali. Anziani: puo' rendersi necessario ridurre la posologia, particolarmentenei pazienti con compromissioni della funzionalita' renale. Pazienti con insufficienza renale: poiche' Atenololo Pensa e' escreto per via renale e' necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale. Non si verifica accumulo significativo di Atenololo pensa nei pazienti che hanno una clearance della creatinina superiore a 35 ml/min/1,73 m^2 (il limite normale e' 100-150 ml/min/1,73 m^2). Nei pazienti con clearance creatininica di 15-35 ml/min/1,73 m^2 (equivalenti a 3,4-6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg al giorno o 100 mg a giorni alterni. Per i pazienti con clearance creatininica <15 ml/min/1,73 m^2 (equivalenti a 6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg a giorni alternio 100 mg ogni 4 giorni. Ai pazienti in emodialisi l'atenololo deve essere somministrato per via orale alla dose di 50 mg dopo ogni seduta.la somministrazione deve essere effettuata in ambiente ospedaliero, inquanto possono verificarsi marcate riduzioni della pressione arteriosa. Popolazione pediatrica: non esistono esperienze cliniche relative all'impiego pediatrico di Atenololo Pensa. pertanto se ne sconsiglia lasomministrazione ai bambini. Modo di somministrazione: le compresse non devono essere masticate e devono essere prese con una quantita' diliquido sufficiente per favorirne la deglutizione.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Sospensione del trattamento: la sospensione del trattamento con atenololo deve essere graduale, specialmente nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Pazienti con insufficienza cardiaca: sebbene AtenololoPensa sia controindicato nello scompenso cardiaco non controllato dauna terapia adeguata (vedere paragrafo 4.3) puo' essere somministratoa pazienti i cui segni di insufficienza cardiaca risultino controllatie, con la dovuta cautela, ai pazienti con una riserva cardiaca scarsaPazienti con angina di Prinzmetal: nei pazienti affetti da angina diPrinzmetal, Atenololo Pensa puo' aumentare il numero e la durata dellecrisi anginose tramite vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' essere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto atenololoe' un beta-bloccante beta-1 selettivo. Pazienti con disordini vascolari: come gia' indicato nel paragrafo 4.3, Atenololo Pensa non deve essere somministrato a pazienti affetti da gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica. Durante il suo impiego, in pazienti affettida disordini vascolari periferici di modesta entita', si puo' anche verificare un aggravamento di tali disturbi. Pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado: particolare cautela nella somministrazionedi Atenololo Pensa va rivolta ai pazienti con blocco atrioventricolaredi primo grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione. Nei pazienti diabetici, in particolare in quelli affetti da diabete labile, e in pazienti soggetti a ipoglicemia, l'atenololo, a causadella propria attivita' bloccante beta- adrenergica, puo' mascherare isegni e i sintomi dell'ipoglicemia acuta quali le modificazioni dellafrequenza cardiaca (tachicardia), pertanto i pazienti diabetici devono essere informati sul fatto che tali sintomi potrebbero non manifestarsi. I beta-bloccanti potrebbero aumentare ulteriormente il rischio diipoglicemia grave se usati contemporaneamente con le sulfoniluree. Aipazienti diabetici deve essere consigliato di monitorare attentamentei livelli di glucosio nel sangue (vedere Paragrafo 4.5). Atenololo Pensa puo' mascherare i segni di tireotossicosi. La riduzione della frequenza cardiaca e' un'azione farmacologica indotta da Atenololo Pensa.Dovra' essere considerata una riduzione del dosaggio nei rari casi incui compaiono sintomi attribuibili all'eccessiva riduzione della frequenza cardiaca. E' importante non interrompere bruscamente il trattamento con Atenololo Pensa, specialmente nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Nel caso la terapia con Atenololo Pensa debba essere interrotta o sospesa dopo uso prolungato, la riduzione deve essere fattasempre gradualmente con diminuzione scalare, in quanto una sospensioneimprovvisa puo' dare origine ad ischemia miocardica con esacerbazionedell'angina pectoris, oppure a infarto miocardico, oppure puo' provocare un'esacerbazione dell'ipertensione. Reazioni anafilattiche: nei pazienti in terapia con atenololo e con una storia di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, si puo' verificare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetuti stimoli da parte dell'allergene. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle dosi diadrenalina comunemente impiegate nel trattamento delle reazioni allergiche. Nei pazienti asmatici Atenololo Pensa puo' indurre un aumento della resistenza delle vie respiratorie. tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' essere considerato il suo impiego in questi pazienti,in quanto Atenololo Pensa e' un beta-bloccante beta-1 selettivo. In caso di aumento della resistenza delle vie respiratorie, la somministrazione di Atenololo Pensa deve essere interrotta e, se necessario, deveessere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori (come ilsalbutamolo). In pazienti con grave compromissione della funzionalita'renale e' necessario un aggiustamento della dose poiche' Atenololo Pensa e' escreto per via renale (vedere paragrafo 4.2). E' necessario prestare particolare cautela nell'uso degli agenti anestetici in pazienti trattati con atenololo (vedere paragrafo 4.5). Quando un paziente e'programmato per un intervento chirurgico e viene presa la decisione di interrompere la terapia con beta-bloccanti, questo dovrebbe essere fatto almeno 24 ore prima della procedura. La continuazione del beta-blocco riduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione,tuttavia anche il rischio di ipotensione puo' essere aumentato. La valutazione rischio-beneficio dell'arresto del beta-blocco deve essere effettuata per ciascun paziente. Se il trattamento viene continuato, e'necessario selezionare un anestetico con scarsa attivita' inotropicanegativa per ridurre al minimo il rischio di depressione miocardica. ll paziente puo' essere protetto dalle reazioni vagali mediante somministrazione endovenosa di atropina. Eccipienti: Atenololo Pensa contienemeno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioe' essenzialmente "senza sodio".
INTERAZIONI
L'uso concomitante di Atenololo Pensa con calcio-antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem) puo' portare ad un peggioramento di questo effetto, in particolare nei pazienti con funzioneventricolare compromessa e/o anomalie di conduzione seno-atriale o atrio-ventricolare. Cio' puo' causare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. E' necessario che siano trascorse almeno 48 oredalla sospensione di uno qualsiasi di questi farmaci somministrato per via endovenosa prima di iniziare l'altra terapia. L'uso concomitantecon diidropiridine (es. nifedipina) puo' aumentare il rischio di ipotensione e possono verificarsi casi di insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente. I farmaci glicosidi-digitalici,associati ai beta-bloccanti, possono provocare un aumento del tempo di conduzione atrioventricolare. I beta-bloccanti possono aggravare ilbrusco rialzo dei valori pressori che puo' verificarsi dopo la sospensione della clonidina. Se i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente, il beta-bloccante deve essere sospeso parecchi giorni primadi interrompere la terapia con clonidina. Se la terapia con beta-bloccante deve sostituire quella con clonidina, e' necessario che l'iniziodel trattamento con beta-bloccante avvenga parecchi giorni dopo l'interruzione della terapia con clonidina. I farmaci antiaritmici appartenenti alla classe I (es. disopiramide) e l'amiodarone possono potenziare l'effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropico negativo. I farmaci simpaticomimetici, come l'adrenalina, possono contrapporsi all'effetto dei beta-bloccanti se usati contemporaneamente. L'uso concomitante di farmaci inibitori la sintetasi prostaglandinica (ibuprofene, indometacina) puo' ridurre gli effetti ipotensivi dei beta-bloccanti. E' necessario porre particolare cautela nell'uso degli agenti anestetici in pazienti trattati con Atenololo Pensa. Occorreche l'anestesista sia informato di tale terapia e, in questo caso, deve essere impiegato un agente anestetico con una minima attivita' inotropa negativa. L'uso dei beta-bloccanti con agenti anestetici puo' provocare un'attenuazione della tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. E' da evitare l'uso di agenti anestetici che causano depressione miocardica. L'uso concomitante con insulina e farmaci antidiabetici orali puo' portare a un aumento degli effetti ipoglicemizzanti di tali farmaci. L'uso concomitante di beta-bloccanti con le sulfoniluree potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia grave. I sintomidi ipoglicemia, in particolare la tachicardia, possono essere mascherati (vedere paragrafo 4.4). Alcol: l'uso concomitante di alcol aumental'effetto ipotensivo.
EFFETTI INDESIDERATI
Negli studi clinici, gli eventi indesiderati segnalati sono generalmente attribuibili alle azioni farmacologiche di atenololo. Sono stati segnalati i seguenti eventi indesiderati, elencati per sistema corporeo,con le seguenti frequenze: molto comune (>=1 / 10), comune (>=1/ 100,<1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (da >=1/10.000 a <1 / 1.000), molto raro (<1/10.000) inclusi rapporti isolati, non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie vascolari. Comune: freddo alle estremita'. Raro: ipotensione posturale che puo' essere associata a sincope, aggravamento della claudicazione intermittente, nei pazienti sensibili fenomeno di Raynaud. Frequenza non nota: ipotensione. Patologie cardiache. Comune: bradicardia. Raro: deterioramento della funzionalita' cardiaca, insorgenza di blocco cardiaco, insufficienza cardiaca, rallentamento della conduzione atrio ventricolare o intensificazione di un blocco atrio ventricolare.Patologie del sistema nervoso. Raro: capogiri, cefalea, parestesia. Disturbi psichiatrici. Non comune: disturbi del sonno. Raro: cambiamentidell'umore, incubi notturni, psicosi e allucinazioni, aggravamento disindromi nervose con depressione mentale, catatonia, confusione e turbe della memoria. Patologie gastrointestinali. Comune: disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali. Raro: secchezza delle fauci. Esami diagnostici. Comune: aumenti dei livelli ditransaminasi. Patologie epatobiliari. Raro: epatotossicita', colestasiintraepatica. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: trombocitopenia, porpora. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: alopecia, comparsa di reazioni cutanee di tipo psoriasico, esacerbazione della psoriasi, rash cutaneo. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: sindrome simil-lupoide. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Non nota: dispnea. Patologie dell'occhio. Raro: disturbi della vista, secchezza agli occhi. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Raro: impotenza. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Atenolo Pensa puo' mascherare i segni e i sintomi di ipoglicemia e di tireotossicosi (vedereparagrafo 4.4). Atenololo Pensa puo' comportare un peggioramento di unblocco cardiaco e deterioramento dell'insufficienza cardiaca. E' stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo, tuttavia non e' chiara la rilevanza clinica. L'atenololo puo' esacerbare la depigmentazione nei soggetti affetti da vitiligine. In pazienti con asma bronchialeo con una storia di problemi asmatici puo' verificarsi broncospasmo odispnea. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualita' di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di un qualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere considerata la sospensione del trattamento. Segnalazione degli effetti indesiderati. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopol'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: i beta-bloccanti riducono la perfusione placentare. Tale fenomeno puo' causare morte fetale intrauterina, nascite premature e/oimmature. I beta-bloccanti posso indurre bradicardia fetale. L'atenololo attraversa la barriera placentare e si sono riscontrati livelli ematici nel cordone ombelicale. Non sono stati effettuati studi sull'impiego dell'atenololo nel primo trimestre di gravidanza e pertanto non puo' essere esclusa la possibilita' di un danno fetale. L'atenololo e' stato impiegato, sotto stretto controllo medico, per il trattamento dell'ipertensione nel terzo trimestre. L'uso dell'atenololo in donne gravide, per il trattamento dell'ipertensione lieve-moderata, e' stato associato ad un ritardo della crescita intra-uterina. Qualora il trattamento con Atenololo Pensa non sia evitabile in donne che sono in gravidanza o che possono iniziarla, il suo utilizzo richiede un'attenta valutazione dei benefici indotti dalla terapia rispetto ai possibili rischi, particolarmente nel primo e secondo trimestre di gestazione. Allattamento: atenololo si accumula nel latte materno (vedere paragrafo 5.2).I neonati di madri trattate con atenololo durante l'allattamento al seno possono essere a rischio di ipoglicemia e bradicardia. Di conseguenza, l'atenololo e' controindicato nelle donne che allattano.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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