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CARITEX EV FL 1G/10ML+F

Produttore: PHARMACARE SRL
FARMACO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

CARITEX 1 G/10 ML POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE PER USO ENDOVENOSO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterici per uso sistemico, cefalosporine di terza generazione.

PRINCIPI ATTIVI

Un flaconcino di polvere contiene: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 1,193g pari a ceftriaxone 1 g.

ECCIPIENTI

Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso. La fiala solvente contiene acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

E' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni negli adulti e nei bambini, inclusi i neonati a termine (dalla nascita): meningite batterica; polmonite acquisita in comunita'; polmonite acquisita in ospedale; otite media acuta; infezioni intraddominali; infezioni complicatedelle vie urinarie (inclusa la pielonefrite); infezioni delle ossa e delle articolazioni; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli; gonorrea; sifilide; endocardite batterica. Il farmaco puo' essere impiegato: nel trattamento di esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti; nel trattamento di Borreliosi di Lyme disseminata (precoce (stadio II) e tardiva (stadio III)) negli adulti e nei bambini inclusi i neonati da 15 giorni di vita; nella profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico; nel trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenzadi un'infezione batterica; nel trattamento di pazienti affetti da batteriemia che si manifesta in associazione a, o presumibilmente associata a, una qualsiasi delle infezioni sopra menzionate. Il farmaco deve essere somministrato insieme ad altri agenti antibatterici laddove la possibile gamma di batteri causali non rientri nel suo spettro d'azione. Fare riferimento alle linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli antibatterici.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' a ceftriaxone, a qualsiasi altra cefalosporina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravi reazioni di ipersensibilita' nell'anamnesi (es. reazioni anafilattiche) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta-lattamico (penicilline, monobattamici e carbapenemi). Ceftriaxone e' controindicato in caso di: neonati prematuri finoa un'eta' post-mestruale di 41 settimane (eta' gestazionale + eta' cronologica). Neonati a termine (fino a 28 giorni di vita): con iperbilirubinemia, ittero oppure ipoalbuminemia o acidosi poiche' in tali patologie e' probabile che il legame della bilirubina venga compromesso; se necessitano (o e' verosimile che necessitino) di un trattamento con calcio per via endovenosa oppure di infusioni contenenti calcio, per il rischio di precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone. Studi condotti in vitro hanno dimostrato che ceftriaxone puo' spiazzare la bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica, ed e' possibile che in questi pazienti si sviluppi un'encefalopatia da bilirubina. Prima di somministrare un'iniezione intramuscolare di ceftriaxone con unasoluzione di lidocaina come solvente, si deve escludere la presenza di controindicazioni alla lidocaina. Le soluzioni di ceftriaxone contenenti lidocaina non devono mai essere somministrate per via endovenosa.

POSOLOGIA

La dose varia in base alla gravità, al livello di sensibilità, al sito e al tipo d'infezione, all'età e alla funzionalità epato-renale del paziente. Adulti e bambini al di sopra di 12 anni d'eta' (?50 kg). 1-2g di ceftriaxone una volta al giorno per polmonite acquisita in comunità, esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva infezioni intraddominali, infezioni complicate delle vie urinarie. 2 g di ceftriaxone una volta al giorno per polmonite acquisita in ospedale,infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, infezioni delle ossa e delle articolazioni. 2-4 g di ceftriaxone una volta al giorno per trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica, endocardite batterica, meningite batterica. Popolazione pediatrica. Neonati, lattanti e bambini da 15giorni di vita a 12 anni d'eta' (<50 kg). Ai bambini di peso corporeopari o superiore a 50 kg somministrare il dosaggio abituale degli adulti. 50- 80mg/kg di ceftriaxone una volta al giorno: infezioni intraddominali, infezioni complicate delle vie urinarie, polmonite acquisita in comunità, polmonite acquisita in ospedale. 50- 100mg/kg di ceftriaxone una volta al giorno: infezioni complicate della cute e dei tessutimolli, infezioni delle ossa e delle articolazioni, trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. 80-100mg/kg di ceftriaxone una volta al giorno: meningite batterica. 100mg/kg di ceftriaxone una volta al giorno: endocardite batterica. Indicazioni per i neonati, i lattanti e i bambini da 15giorni di vita a 12 anni (<50 kg) che richiedono specifici schemi posologici. Otite media acuta: per il trattamento iniziale somministrare una dose singola intramuscolare da 50mg/kg. Dati limitati suggerisconoche in caso di pazienti gravemente malati o in caso di fallimento della precedente terapia, il farmaco può risultare efficace quando somministrato per via intramuscolare alla dose giornaliera di 50mg/kg per 3 giorni. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico:50-80mg/kg in singola somministrazione preoperatoria. Sifilide: le dosi generalmente raccomandate sono 75-100mg/kg (max 4 g) una volta al giorno per 10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide si basano su dati molto limitati. Borreliosi di Lyme disseminata precoce e tardiva: 50-80mg/kg una volta al giorno per 14-21 giorni. La durata raccomandata del trattamento è variabile e occorre fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Neonati da 0 a 14 giorni di vita. Il farmaco e' controindicato nei neonati prematuri fino a un'etàpost-mestruale di 41 settimane. 20-50mg/kg di ceftriaxone una volta al giorno per: infezioni intraddominali, infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, infezioni complicate delle vie urinarie, polmonite acquisita in comunità, polmonite acquisita in ospedale, infezioni delle ossa e delle articolazioni, trattamento di pazienti neutropenicicon febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. 50mg/kg di ceftriaxone una volta al giorno per: meningite batterica, endocardite batterica. Non si deve eccedere la dose massima giornalieradi 50mg/Kg. Indicazioni per i neonati di 0-14 giorni di vita che necessitano di specifici schemi posologici. Otite media acuta: somministrare una dose singola intramuscolare da 50mg/kg. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico: 20-50mg/kg in singola somministrazione preoperatoria. Sifilide: la dose raccomandata è 50mg/kg una volta al giorno per 10-14 giorni. Durata della terapia: varia in relazione al decorso della malattia. Continuare il trattamento con ceftriaxone 48-72h dopo lo sfebbramento del paziente o dopo la dimostrazione dieradicazione batterica. Pazienti anziani: nessuna correzione, a pattoche la funzionalità renale ed epatica sia soddisfacente. Pazienti conalterazione della funzionalità epatica da lieve a moderata: non correggere la dose, a patto che la funzionalità renale non sia compromessa.Pazienti con alterazione della funzionalità renale: solo in caso di insufficienza renale preterminale il dosaggio di ceftriaxone non superii 2 g al giorno. Nei pazienti in dialisi non è richiesta una somministrazione supplementare dopo la dialisi. Ceftriaxone non viene rimosso durante il processo di dialisi peritoneale o emodialisi: attento monitoraggio clinico della sicurezza e dell'efficacia. Pazienti con grave alterazione della funzionalità epatica e renale: attento monitoraggio clinico della sicurezza e dell'efficacia. Modo di somministrazione: mediante infusione endovenosa della durata di almeno 30 min o mediante iniezione endovenosa lenta della durata di 5 min. Effettuare l'iniezioneendovena intermittente nell'arco di 5 min preferibilmente nelle grandi vene. Somministrare mediante infusione dosi endovena di 50mg/kg o più nei bambini fino a 12 anni. Nei neonati, per ridurre il potenziale rischio di encefalopatia da bilirubina, somministrare le dosi endovena nell'arco di 60 min. Somministrare le iniezioni intramuscolari in profondità in un muscolo sufficientemente grande e non iniettare più di 1 g nella stessa sede. Effettuare le iniezioni intramuscolari quando nonrisulti possibile praticare la via endovenosa o nel caso in cui questa fosse la meno appropriata per il paziente. Per somministrazioni a dosi superiori a 2 g utilizzare la via di somministrazione endovenosa. Poichè si utilizza la lidocaina come solvente, non somministrare la soluzione risultante per via endovenosa, Considerare le informazioni riportate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto della lidocaina. Ceftriaxone è controindicato nei neonati (? 28 giorni) che necessitano del trattamento con soluzioni endovenose contenenti calcio, incluseinfusioni continue contenenti calcio in considerazione del rischio diformazione di precipitato di calcio-ceftriaxone. Non utilizzare i diluenti contenenti calcio per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone oper diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per la somministrazione endovenosa poiché può formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone può verificarsi anche quando ceftriaxone viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione endovenosa. Pertanto, non miscelare ceftriaxone, né co-somministrarlo con soluzioni contenenti calcio. Per la profilassi pre-operatoria delle infezioni nel sito operatorio, somministrare ceftriaxone 30-90 minuti prima dell'intervento chirurgico.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Tenere il flaconcino nel contenitore originale.

AVVERTENZE

Riferite reazioni di ipersensibilità gravi e talora fatali. In caso di gravi reazioni di ipersensibilità, interrompere subito il trattamento con ceftriaxone ed istituire adeguate misure di emergenza. Prima di iniziare, stabilire se il paziente presenti una storia di gravi reazioni di ipersensibilità a ceftriaxone, ad altre cefalosporine o a un qualsiasi altro tipo di agenti beta-lattamici. Debita cautela nel somministrare ceftriaxone a pazienti con anamnesi di ipersensibilità non grave ad altri agenti beta-lattamici. Riferite gravi reazioni avverse cutanee; tuttavia, la frequenza di questi eventi non è nota. Interazione con altri prodotti contenenti calcio: descritti casi di reazioni fatalicon precipitati di calcio-ceftriaxone nei polmoni e nei reni in neonati prematuri e in nati a termine di meno di un mese di vita. Almeno uno di loro aveva ricevuto ceftriaxone e calcio in momenti diversi e mediante linee endovenose diverse. Nei dati scientifici disponibili non vi sono segnalazioni di precipitati endovascolari confermati in pazienti, che non fossero neonati, trattati con ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio o qualsiasi altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio maggiore di precipitazione di calcio-ceftriaxone rispetto ad altri gruppi di età. In pazienti di qualsiasi età non miscelare ceftriaxone, né co-somministrarlo con soluzioni endovenose contenenti calcio, nemmeno mediantelinee di infusione diverse o in siti di infusione diversi. Tuttavia, in pazienti di più di 28 giorni di vita, ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati sequenzialmente uno dopo l'altro a condizione che si utilizzino linee di infusione in punti diversi o che le linee di infusione siano sostituite o lavate bene con una soluzione salina fisiologica tra le due infusioni per evitare la formazione di precipitati. Nei pazienti che necessitano di un'infusione continua con soluzioni per la nutrizione parenterale totale contenenti calcio, gli operatori sanitari possono valutare l'utilizzo di trattamentiantibatterici alternativi che non comportino un simile rischio di precipitazione. Se l'uso di ceftriaxone è ritenuto necessario in pazientiche necessitano di una nutrizione continua, le soluzioni TPN e ceftriaxone possono essere somministrate simultaneamente, ma mediante linee di infusione diverse e in siti di infusione diversi. In alternativa, èpossibile interrompere l'infusione della soluzione TPN per il periodonecessario all'infusione di ceftriaxone, lavando le linee di infusione tra la somministrazione di una soluzione e l'altra. Popolazione pediatrica. Gli studi condotti hanno dimostrato che ceftriaxone può spiazzare la bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica. Il farmaco e' controindicato sia nei neonati prematuri che nei neonati a termine a rischio di sviluppare encefalopatia da bilirubina. In pazienti trattati con antibatterici della classe delle cefalosporine osservata un'anemia emolitica immuno-mediata. Durante il trattamento con Caritex, sia in adulti sia in bambini, riferiti gravi casi di anemia emolitica, tra cui casi fatali. Se un paziente sviluppa un'anemia durante laterapia con ceftriaxone, considerare la diagnosi di un'anemia associata alle cefalosporine ed interrompere ceftriaxone fino alla determinazione dell'eziologia. Con un trattamento a lungo termine eseguire un esame emocromocitometrico a intervalli regolari. Con quasi tutti gli agenti antibatterici riferite colite associata ad agenti antibatterici e colite pseudomembranosa; la gravità di tali affezioni può variare da lieve a potenzialmente letale. Considerare questa diagnosi nei pazientiche presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di ceftriaxone. Valutare l'interruzione della terapia con ceftriaxone e la somministrazione di un trattamento specifico per il Clostridium difficile. Non somministrare medicinali che inibiscono la peristalsi. Come con altri agenti antibatterici, possono verificarsi superinfezioni causate damicroorganismi non sensibili. In caso di grave insufficienza renale ed epatica, monitorare attentamente la sicurezza e l'efficacia. Interferenze con le analisi sierologiche. Poiché Caritex può determinare risultati falsi positivi, può verificarsi una interferenza con il test di Coombs. Caritex può determinare anche risultati falsi positivi nei test della galattosemia. I metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi. Eseguirela determinazione del livello di glucosio nell'urina durante la terapia con Procure con metodica enzimatica. Ogni grammo di Caritex contiene 3,6 mmol di sodio: considerare questo in pazienti che seguono un regime dietetico ad apporto di sodio controllato. Ceftriaxone ha uno spettro di attività antibatterica limitato e può non essere adatto all'usoin monoterapia per il trattamento di alcuni tipi di infezioni, a menoche il patogeno sia già stato confermato. In caso di infezioni polimicrobiche in cui tra i patogeni sospetti vi siano organismi resistenti a ceftriaxone, valutare la somministrazione di un antibiotico aggiuntivo. Se si utilizza la lidocaina come solvente, somministrare le soluzioni di ceftriaxone esclusivamente mediante iniezione intramuscolare. Prima dell'uso considerare le controindicazioni alla lidocaina, le precauzioni e altrie informazioni rilevanti. Non somministrare mai la soluzione di lidocaina per via endovenosa. Litiasi biliare. Quando si osservano ombre nelle ecografie, valutare la possibilità di precipitati dicalcio- ceftriaxone. Nel corso di ecografie della colecisti rilevate delle ombre, scambiate per calcoli biliari; tale fenomeno si osserva con maggior frequenza a dosi di ceftriaxone pari e superiori a 1 g/die.Nella popolazione pediatrica occorre prestare particolare cautela. Tali precipitati scompaiono una volta interrotta la terapia con ceftriaxone. Raramente i precipitati di calcio-ceftriaxone si associano a sintomi. Nei casi sintomatici, si raccomanda una gestione conservativa nonchirurgica e valutare la possibilità di interrompere il trattamento con ceftriaxone sulla base di una specifica valutazione del rapporto beneficio/rischio. Stasi biliare. In pazienti trattati con Caritex, riferiti casi di pancreatite, forse dovuta all'eziologia dell'ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio per stasi biliare e fango biliare. Non si può essere escluso un ruolo diCaritex quale agente o cofattore scatenante della precipitazione biliare. Riferiti casi di litiasi renale reversibile con l'interruzione della somministrazione di ceftriaxone. Nei casi sintomatici, eseguire un'ecografia e valutare il rapporto beneficio/rischio.

INTERAZIONI

I diluenti contenenti calcio, quali soluzione di Ringer o di Hartmann, non devono essere utilizzati per ricostituire i flaconcini di Caritex o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per la somministrazione endovenosa poiche' puo' formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone puo' verificarsi anche quando ceftriaxone viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione endovenosa. Ceftriaxone non deve essere somministrato simultaneamente a soluzioni endovenose contenenti calcio, ivi comprese le infusioni continue contenenti calcio, quale la nutrizione parenterale mediante raccordo a Y. In pazienti non neonati, tuttavia, ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati sequenzialmente a condizione che le linee di infusione siano lavate accuratamente con un liquido compatibile tra le due infusioni. Studi in vitro su plasma adulto e neonatale estratto dal sangue del cordone ombelicale hanno dimostrato che nei neonati il rischio di precipitazione di calcio-ceftriaxone e' maggiore. La somministrazione concomitante di anticoagulanti orali puo' aumentare l'effetto anticoagulante degli inibitori della vitamina-K e il rischio di sanguinamento. Si raccomanda di monitorare frequentemente l'International Normalised Ratio (INR) e di aggiustare la posologia del farmaco inibitore della vitamina-K sia durante che dopo il trattamento con ceftriaxone. Vi sono evidenze contrastanti sul potenziale incremento della tossicita' renale degli aminoglicosidi utilizzati con le cefalosporine. In questi casi, nella prassi clinica ci si deve attenere scrupolosamente al monitoraggio raccomandato dei livelli degli aminoglicosidi (e della funzionalita' renale). In uno studio in vitro sono stati osservati effetti antagonistici con la associazione di cloramfenicolo e ceftriaxone. La rilevanza clinica di questo effetto non e' nota. Non sono state riferite interazioni tra ceftriaxone e prodotti contenenti calcio somministrati per via orale, ne' interazioni tra ceftriaxone per via intramuscolare e prodotti contenenti calcio (per via endovenosa o orale). Nei pazienti trattati con ceftriaxone, il test di Coombs puo' comportare risultati falsi positivi.Ceftriaxone, come altri antibiotici, puo' dare risultati falsi positivi nei test per la galattosemia. Analogamente, i metodi non enzimaticiper la determinazione del glucosio nelle urine possono dare risultatifalsi positivi. Per questa ragione, la determinazione del livello di glucosio nell'urina durante la terapia con ceftriaxone deve essere eseguita con metodica enzimatica. Non e' stata osservata una compromissione della funzionalita' renale dopo la somministrazione concomitante didosi elevate di ceftriaxone e potenti diuretici (quali la furosemide). La somministrazione concomitante di probenecid non riduce l'eliminazione di ceftriaxone.

EFFETTI INDESIDERATI

Le reazioni avverse riferite con maggior frequenza con ceftriaxone sono eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, diarrea, rash e aumento degli enzimi epatici. I dati utilizzati per determinare la frequenza delle reazioni avverse associate a ceftriaxone sono stati tratti dagli studi clinici. Per la classificazione della frequenza ci si e' avvalsi della seguente convenzione: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 -< 1/10); non comune (>= 1/1000 - < 1/100); raro (>= 1/10000 - < 1/1000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Non comune: infezione fungina ai genitali; raro: colite pseudomembranosa; non nota: superinfezioni. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia; non comune: granulocitopenia, anemia, coagulopatia; non nota: anemia emolitica, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: shock anafilattico, reazione anafilattica, reazione anafilattoide, ipersensibilità patologie del sistema nervoso. Noncomune: cefalea, capogiri; non nota: convulsioni. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota: vertigini. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, feci molli; Non comune: nausea, vomito; non nota: pancreatite, stomatite, glossite. Patologie epatobiliari. Comune: aumento degli enzimi epatici; non nota: formazione di precipitato nella colecisti, ittero nucleare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash; non comune: prurito; raro: orticaria; non nota: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, pustolosi esantematica acuta generalizzata. Patologie renali e urinarie. Raro: ematuria, glicosuria; non nota: oliguria, formazione diprecipitato nei reni (reversibile). Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione. Non comune: flebite, dolore nel sito di iniezione, piressia; raro: edema, brividi. Esami diagnostici. Non comune: aumento della creatininemia; non nota: risultati falsi positivi al test di Coombs, risultati falsi positivi al test della galattosemia, risultati falsi positivi nei metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio. Le segnalazioni di diarrea successiva all'uso di ceftriaxone potrebbero essere associate a Clostridium difficile. In questi casi e' necessario somministrare un'adeguata terapia a base di liquidi ed elettroliti. Precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone Raramente sono state riferite reazioni avverse gravi, e in alcuni casi fatali, in neonati pretermine e in nati a termine (di eta' < 28giorni) che erano stati trattati con ceftriaxone e calcio per via endovenosa. La presenza di precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone e' stata rilevata post mortem nei polmoni e nei reni. L'elevato rischio di precipitazione nei neonati e' una conseguenza del loro basso volume ematico e della maggiore emivita di ceftriaxone rispetto agli adulti. Sono stati riferiti casi di precipitazione renale, principalmente in bambini sopra i 3 anni di eta' trattati con dosi giornaliere elevate(es. >= 80 mg/kg/die) o con dosi totali superiori ai 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (es. restrizione di fluidi, pazienti costretti a letto). Il rischio di formazione di precipitato aumenta nei pazienti immobilizzati o disidratati. Questo evento puo' esseresintomatico o asintomatico, puo' causare insufficienza renale e anuria ed e' reversibile interrompendo l'assunzione di ceftriaxone. E' stata osservata precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone nella colecisti, principalmente in pazienti trattati con dosi superiori alla dose standard raccomandata. Nei bambini, studi prospettici hanno dimostratoun'incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione per via endovenosa; in alcuni studi l'incidenza e' risultata superiore al 30%. Tale incidenza sembra essere inferiore somministrando le infusioni lentamente (20-30 minuti). Questo effetto e' generalmente asintomatico, ma in casi rari le precipitazioni sono state accompagnate da sintomi clinici, quali dolore, nausea e vomito. In questi casi e' raccomandato il trattamento sintomatico. La precipitazione e' generalmente reversibile con l'interruzione della somministrazione di ceftriaxone. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionaledi segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Ceftriaxone attraversa la barriera placentare. I dati sull'uso di ceftriaxone nelle donne in gravidanza sono limitati. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo embrionale/fetale, perinatale e postnatale. Ceftriaxone deve essere somministrato durante la gravidanza, e in particolare durante il primo trimestre, soltanto se il beneficio supera il rischio. Ceftriaxone e' escreto nel latte materno a basse concentrazioni, ma alle dosi terapeutiche non si prevedono effetti sui bambini allattati al seno. Il rischio di diarrea e di infezione fungina delle mucose non puo' tuttavia essere escluso. Deve essere presa in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Occorre decidere se interrompere l'allattamento al senoo se interrompere la terapia con ceftriaxone considerando il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia per la madre. Dagli studi di riproduzione non sono emersi effetti avversi sulla fertilita' maschile o femminile.

Codice: 036154021
Codice EAN:
Codice ATC: J01DD04
  • Antimicrobici generali per uso sistemico
  • Antibatterici per uso sistemico
  • Altri antibatterici beta-lattamici
  • Cefalosporine di terza generazione
  • Ceftriaxone
Temperatura di conservazione: non superiore a +30, conservare il prodotto nella confezione originale
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE