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CODICE ATC
438001
FORMA FARMACEUTICA
POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
CONFEZIONAMENTO
FLACONE
CONSERVAZIONE
NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE
SCADENZA
36 mesi
Proprietà
ANTIMICROBICI PER USO SISTEMICOANTIBATTERICI PER USO SISTEMICOALTRI ANTIBATTERICI BETA-LATTAMICICEFALOSPORINE DI TERZA GENERAZIONECEFTRIAXONE
CEFRAG 2 G POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Antibatterico per uso sistemico.
Cefrag 2 g polvere per soluzione per infusione. Un flacone contiene ilprincipio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H 2 O 2,386 g, pari a ceftriaxone 2 g. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere 6.1.
Non presenti.
Cefrag e' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni negli adulti e nei bambini, inclusi i neonati a termine (dalla nascita): meningite batterica, polmonite acquisita in comunita', polmonite acquisita inospedale, otite media acuta, infezioni intraddominali, infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite), infezioni delle ossa e delle articolazioni, infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, gonorrea, sifilide, endocardite batterica. Cefrag puo' essere impiegato: nel trattamento di esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti; nel trattamento di Borreliosi di Lyme disseminata (precoce [stadio II] e tardiva [stadio III]) negliadulti e nei bambini inclusi i neonati da 15 giorni di vita; nella profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico; nel trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica; nel trattamento di pazienti affetti da batteriemia che si manifesta in associazione a, o presumibilmente associata a, una qualsiasi delle infezioni sopra menzionate. Cefrag deve essere somministrato insieme ad altri agenti antibatterici laddove la possibile gamma di batteri causali non rientri nel suo spettro d'azione(vedere paragrafo 4.4). Fare riferimento alle linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli antibatterici.
Ipersensibilita' a ceftriaxone, a qualsiasi altra cefalosporina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Gravi reazioni di ipersensibilita' nell'anamnesi (es. reazioni anafilattiche) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta-lattamico (penicilline,monobattamici e carbapenemi). Ceftriaxone e' controindicato in caso di: - Neonati prematuri fino a una eta' post-mestruale di 41 settimane(eta' gestazionale + eta' cronologica)*; neonati a termine (fino a 28giorni di vita): con iperbilirubinemia, ittero oppure ipoalbuminemia oacidosi poiche' in tali patologie e' probabile che il legame della bilirubina venga compromesso*, se necessitano (o e' verosimile che necessitino) di un trattamento con calcio per via endovenosa oppure di infusioni contenenti calcio, per il rischio di precipitazione del sale dicalcio-ceftriaxone (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 6.2). * Studi condottiin vitro hanno dimostrato che ceftriaxone puo' spiazzare la bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica, ed e' possibile chein questi pazienti si sviluppi un'encefalopatia da bilirubina. Prima di somministrare un'iniezione intramuscolare di ceftriaxone con una soluzione di lidocaina come solvente, si deve escludere la presenza di controindicazioni alla lidocaina (vedere paragrafo 4.4). Vedere le informazioni contenute nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto della lidocaina, in special modo le controindicazioni. Le soluzioni di ceftriaxone contenenti lidocaina non devono mai essere somministrate pervia endovenosa.
Posologia: la dose varia in base alla gravita', al livello di sensibilita', al sito e al tipo di infezione, all'eta' e alla funzionalita' epato-renale del paziente. Le dosi raccomandate nelle tabelle seguenti sono le dosi generalmente raccomandate in queste indicazioni. In casi particolarmente gravi, devono essere prese in considerazione dosi che rientrano tra i valori massimi dell'intervallo raccomandato. Adulti e bambini al di sopra di 12 anni di eta' (>= 50 kg). Dosaggio di ceftriaxone*: 1-2 g. Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Polmonite acquisita in comunita'; esacerbazioni acute della broncopneumopatiacronica ostruttiva; infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite). Dosaggio di ceftriaxone*:2 g. Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Polmonite acquisita in ospedale; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli;infezioni delle ossa e delle articolazioni. Dosaggio di ceftriaxone*:2-4 g. Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Trattamentodi pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza diun'infezione batterica; endocardite batterica; meningite batterica. *Nella batteriemia documentata devono essere presi in considerazione ivalori massimi dell'intervallo di dose raccomandato. ** Nel caso di somministrazione a dosaggi superiori a 2 g al giorno, puo' essere considerata la somministrazione due volte al giorno (ogni 12 ore). Indicazioni per gli adulti e i bambini al di sopra di 12 anni di eta' (>= 50 kg) che richiedono specifici schemi posologici. Otite media acuta: puo'essere somministrata una dose singola intramuscolare di Cefrag 1-2 g.Dati limitati suggeriscono che in caso di pazienti gravemente malati oin caso di fallimento della precedente terapia, Cefrag puo' risultareefficace quando somministrato per via intramuscolare alla dose giornaliera di 1-2 g per 3 giorni. Profilassi pre-operatoria delle infezionidel sito chirurgico: 2 g in singola somministrazione pre-operatoria.Gonorrea: 500 mg somministrati come dose singola intramuscolare. Sifilide: le dosi generalmente raccomandate sono 500 mg-1 g una volta al giorno, da aumentare a 2 g una volta al giorno per la neurosifilide, per10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Borreliosi di Lyme disseminata (precoce[stadio II] e tardiva [stadio III]): 2 g una volta al giorno per 14-21 giorni. La durata raccomandata del trattamento e' variabile e occorre fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Popolazione pediatrica. Neonati, lattanti e bambini da 15 giorni di vita a 12 anni di eta' (< 50 kg): ai bambini di peso corporeo pari o superiore a 50 kgdeve essere somministrato il dosaggio abituale degli adulti. Dosaggiodi ceftriaxone*: 50-80 mg/kg. Frequenza del trattamento**: una voltaal giorno. Infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite); polmonite acquisita in comunita'; polmonite acquisita in ospedale. Dosaggio di ceftriaxone*: 50-100 mg/kg(max 4 g). Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Infezionicomplicate della cute e dei tessuti molli; infezioni delle ossa e delle articolazioni; trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. Dosaggio di ceftriaxone*: 80-100 mg/kg (max 4 g). Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Meningite batterica. Dosaggio di ceftriaxone*: 100 mg/kg(max 4 g). Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Endocardite batterica. * Nella batteriemia documentata devono essere presi inconsiderazione i valori massimi dell'intervallo di dose raccomandato.** Nel caso di somministrazione a dosaggi superiori a 2 g al giorno, puo' essere considerata la somministrazione due volte al giorno (ogni 12 ore). Indicazioni per i neonati, i lattanti e i bambini da 15 giornidi vita a 12 anni (< 50 kg) che richiedono specifici schemi posologici. Otite media acuta: per il trattamento iniziale dell'otite media acuta puo' essere somministrata una dose singola intramuscolare di Cefrag50 mg/kg. Dati limitati suggeriscono che in caso di bambini gravemente malati o in caso di fallimento della terapia iniziale, Cefrag puo' risultare efficace quando somministrato per via intramuscolare alla dose giornaliera di 50 mg/kg per 3 giorni. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico: 50-80 mg/kg in singola somministrazione pre-operatoria. Sifilide: le dosi generalmente raccomandate sono 75-100 mg/kg (max 4 g) una volta al giorno per 10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati molto limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionalio locali. Borreliosi di Lyme disseminata (precoce [stadio II] e tardiva [stadio III]): 50-80 mg/kg una volta al giorno per 14-21 giorni. Ladurata raccomandata del trattamento e' variabile e occorre fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Neonati da 0 a 14 giorni di vita: Cefrag e' controindicato nei neonati prematuri fino ad un'eta'post-mestruale di 41 settimane (eta' gestazionale + eta' cronologica). Dosaggio di ceftriaxone*: 20-50 mg/kg. Frequenza del trattamento: una volta al giorno. Infezioni intraddominali; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite); polmonite acquisita in comunita'; polmonite acquisita in ospedale; infezioni delle ossa e delle articolazioni; trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. Dosaggio di ceftriaxone*: 50 mg/kg. Frequenza del trattamento: una volta al giorno. Meningite batterica; endocardite batterica. * Nella batteriemia documentata devono essere presi in considerazione i valori massimi dell'intervallo di dose raccomandato. Non si deve eccedere la dose massima giornaliera di 50 mg/kg. Indicazioni per i neonati di 0-14 giorni di vita che necessitano di specifici schemi posologici. Otite media acuta: per il trattamento inizialedell'otite media acuta puo' essere somministrata una dose singola intramuscolare di CEFRAG 50 mg/kg. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico: 20-50 mg/kg in singola somministrazione pre-operatoria. Sifilide: la dose generalmente raccomandata e' 50 mg/kg unavolta al giorno per 10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati molto limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Durata dellaterapia: la durata della terapia varia in relazione al decorso della malattia.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Encefalopatia: la comparsa dell'encefalopatia e' stata osservata con l'uso di ceftriaxone (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in pazienti anziani con compromissione renale severa (vedere paragrafo 4.2) o disturbi del sistema nervoso centrale. In caso di sospetta encefalopatia associata a ceftriaxone (ad es. diminuzione del livello di coscienza, alterazioni dello stato mentale, mioclono, convulsioni), si deve valutarela sospensione di ceftriaxone. Reazioni di ipersensibilita': come contutti gli agenti antibatterici beta-lattamici, sono state riferite reazioni di ipersensibilita' gravi e talora fatali (vedere paragrafo 4.8). Le reazioni di ipersensibilita' possono anche progredire fino allasindrome di Kounis, una grave reazione allergica che puo' causare infarto miocardico (vedere paragrafo 4.8). In caso di gravi reazioni di ipersensibilita', il trattamento con ceftriaxone deve essere interrottoimmediatamente e si devono istituire adeguate misure di emergenza. Prima di iniziare il trattamento, si deve stabilire se il paziente presenti una storia di gravi reazioni di ipersensibilita' a ceftriaxone, adaltre cefalosporine o a un qualsiasi altro tipo di agenti beta- lattamici. Occorre esercitare la debita cautela nel somministrare ceftriaxone a pazienti con anamnesi di ipersensibilita' non grave ad altri agenti beta-lattamici. Gravi reazioni cutanee (sindrome di Stevens Johnsono Sindrome di Lyell/necrolisi epidermica tossica e reazione da farmacocon eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)) che possono essere potenzialmente letali o letali, sono state osservate in associazione al trattamento con ceftriaxone; tuttavia, la frequenza di questi eventi none' nota (vedere paragrafo 4.8). Reazione di Jarisch-Herxheimer (JHR):alcuni pazienti con infezioni da spirochete potrebbero manifestare unareazione di Jarisch-Herxheimer (JHR) poco dopo l'avvio del trattamento con ceftriaxone. La JHR e' generalmente una condizione autolimitanteo che puo' essere gestita mediante trattamento sintomatico. Se si manifesta questa reazione, il trattamento antibiotico non deve essere interrotto. Interazione con altri prodotti contenenti calcio: sono statidescritti casi di reazioni fatali con precipitati di calcio-ceftriaxone nei polmoni e nei reni in neonati prematuri e in nati a termine di meno di un mese di vita. Almeno uno di loro aveva ricevuto ceftriaxonee calcio in momenti diversi e mediante linee endovenose diverse. Nei dati scientifici disponibili non vi sono segnalazioni di precipitati endovascolari confermati in pazienti, che non fossero neonati, trattaticon ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio o qualsiasi altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio maggiore di precipitazione di calcio-ceftriaxone rispetto ad altri gruppi di eta'. In pazienti di qualsiasi eta' ceftriaxone non deve essere miscelato, ne' somministrato in concomitanza,con soluzioni endovenose contenenti calcio, nemmeno mediante linee diinfusione diverse o in siti di infusione diversi. Tuttavia, in pazienti di piu' di 28 giorni di vita, ceftriaxone e le soluzioni contenenticalcio possono essere somministrati sequenzialmente, uno dopo l'altroa condizione che si utilizzino linee di infusione in punti diversi oche le linee di infusione siano sostituite o lavate bene con una soluzione salina fisiologica tra le due infusioni per evitare la formazionedi precipitati. Nei pazienti che necessitano di un'infusione continuacon soluzioni per la nutrizione parenterale totale (TPN) contenenti calcio, gli operatori sanitari possono valutare l'utilizzo di trattamenti antibatterici alternativi che non comportino un simile rischio di precipitazione . Se l'uso di ceftriaxone e' ritenuto necessario in pazienti che necessitano di una nutrizione continua, le soluzioni TPN e ceftriaxone possono essere somministrati simultaneamente, ma mediante linee di infusione diverse e in siti di infusione diversi. In alternativa, e' possibile interrompere l'infusione della soluzione TPN per il periodo necessario all'infusione di ceftriaxone, lavando le linee di infusione tra la somministrazione di una soluzione e l'altra (vedere paragrafi 4.3, 4.8, 5.2 e 6.2). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia di CEFRAG nei neonati, nei lattanti e nei bambini sono statestabilite per i dosaggi riporati nel paragrafo "Posologia e modo di somministrazione" (vedere paragrafo 4.2). Gli studi condotti hanno dimostrato che ceftriaxone, come alcune altre cefalosporine, puo' spiazzarela bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica. Cefrage' controindicato sia nei neonati prematuri che nei neonati a terminea rischio di sviluppare encefalopatia da bilirubina (vedere paragrafo4.3). Anemia emolitica immuno-mediata: in pazienti trattati con antibatterici della classe delle cefalosporine, incluso Cefrag, e' stata osservata un'anemia emolitica immuno-mediata (vedere paragrafo 4.8). Durante il trattamento con Cefrag, sia in adulti sia in bambini, sono stati riferiti gravi casi di anemia emolitica, tra cui casi fatali. Se unpaziente sviluppa un'anemia durante la terapia con ceftriaxone, deve essere presa in considerazione la diagnosi di un'anemia associata allecefalosporine e ceftriaxone deve essere interrotto fino alla determinazione dell'eziologia. Trattamento a lungo termine: durante il trattamento prolungato si deve eseguire un esame emocromocitometrico a intervalli regolari. Colite/Crescita eccessiva dei microorganismi non sensibili: con quasi tutti gli agenti antibatterici, incluso ceftriaxone, sono state riferite colite associata ad agenti antibatterici e colite pseudomembranosa; la gravita' di tali affezioni puo' variare da lieve a potenzialmente letale. E' pertanto importante prendere in considerazione questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di ceftriaxone (vedere paragrafo 4.8). Si devono valutare l'interruzione della terapia con ceftriaxone e la somministrazione di un trattamento specifico per il Clostridium difficile. Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi. Comecon altri agenti antibatterici, possono verificarsi superinfezioni causate da microorganismi non sensibili. Grave insufficienza renale ed epatica: in caso di grave insufficienza renale ed epatica, si raccomandaun attento monitoraggio della sicurezza e dell'efficacia (vedere paragrafo 4.2). Interferenze con le analisi sierologiche: poiche' Cefrag puo' determinare risultati falsi positivi, puo' verificarsi una interferenza con il test di Coombs. Cefrag puo' determinare anche risultati falsi positivi nei test della galattosemia (vedere paragrafo 4.8). I metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi.
I diluenti contenenti calcio, quali soluzione di Ringer o di Hartmann,non devono essere utilizzati per ricostituire i flaconcini di Cefrago per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per la somministrazione endovenosa poiche' puo' formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone puo' verificarsi anche quando ceftriaxoneviene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa linea disomministrazione endovenosa. Ceftriaxone non deve essere somministrato simultaneamente a soluzioni endovenose contenenti calcio, ivi comprese le infusioni continue contenenti calcio, quale la nutrizione parenterale mediante raccordo a Y. In pazienti non neonati, tuttavia ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati sequenzialmente a condizione che le linee di infusione siano lavate accuratamente con un liquido compatibile tra le due infusioni. Studi in vitro su plasma adulto e neonatale estratto dal sangue del cordone ombelicale hanno dimostrato che nei neonati il rischio di precipitazione dicalcio-ceftriaxone e' maggiore (vedere paragrafi 4.2, 4.3, 4.4, 4.8 e6.2). La somministrazione concomitante di anticoagulanti orali puo' aumentare l'effetto anticoagulante degli inibitori della vitamina-K e ilrischio di sanguinamento. Si raccomanda di monitorare frequentementel'International Normalised Ratio (INR) e di aggiustare la posologia del farmaco inibitore della vitamina-K sia durante che dopo il trattamento con ceftriaxone. Vi sono evidenze contrastanti sul potenziale incremento della tossicita' renale degli aminoglicosidi utilizzati con le cefalosporine. In questi casi, nella prassi clinica ci si deve attenerescrupolosamente al monitoraggio raccomandato dei livelli degli aminoglicosidi (e della funzionalita' renale). In uno studio in vitro sono stati osservati effetti antagonistici con la associazione di cloramfenicolo e ceftriaxone. La rilevanza clinica di questo effetto non e' nota. Non sono state riferite interazioni tra ceftriaxone e prodotti contenenti calcio somministrati per via orale, ne' interazioni tra ceftriaxone per via intramuscolare e prodotti contenenti calcio (per via endovenosa o orale). Nei pazienti trattati con ceftriaxone il test di Coombs puo' comportare risultati falsi positivi. Ceftriaxone, come altri antibiotici, puo' dare risultati falsi positivi nei test per la galattosemia. Analogamente, i metodi non enzimatici per la determinazione delglucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi. Per questaragione, la determinazione del livello di glucosio nell'urina durantela terapia con ceftriaxone deve essere eseguita con metodica enzimatica. Non e' stata osservata una compromissione della funzionalita' renale dopo la somministrazione concomitante di dosi elevate di ceftriaxone e potenti diuretici (quali la furosemide). La somministrazione concomitante di probenecid non riduce l'eliminazione di ceftriaxone.
Le reazioni avverse riferite con maggior frequenza con ceftriaxone sono eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, diarrea, rash e aumento degli enzimi epatici. I dati utilizzati per determinare la frequenza delle reazioni avverse associate a ceftriaxone sono stati tratti dagli studi clinici. Per la classificazione della frequenza ci si e' avvalsi della seguente convenzione: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 -< 1/10); non comune (>= 1/1000 - < 1/100); raro (>= 1/10000 - < 1/1000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei datidisponibili). Patologie cardiache. Non nota ^a: sindrome di Kounis. Infezioni ed infestazioni. Non comune: infezione fungina ai genitali; raro: colite pseudomembranosa ^b; non nota ^a: superinfezioni ^b. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia; non comune: granulocitopenia, anemia, coagulopatia; nonnota ^a: anemia emolitica ^b, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Non nota ^a: shock anafilattico, reazione anafilattica, reazione anafilattoide, ipersensibilita' ^b, reazione di Jarisch-Herxheimer (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema nervoso. Non comune:cefalea, capogiri; raro: encefalopatia; non nota ^a: convulsioni. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota ^a: vertigini. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea ^b, feci molli; non comune: nausea, vomito; non nota ^a: pancreatite ^b, stomatite, glossite. Patologieepatobiliari. Comune: aumento degli enzimi epatici; non nota ^a: formazione di precipitato nella colecisti ^b, kernittero, epatite ^c, epatite colestatica ^b,c. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Comune: rash; non comune: prurito; raro: orticaria; non nota ^a: sindrome di Stevens-Johnson ^b, necrolisi epidermica tossica ^b, eritema multiforme, pustolosi esantematica acuta generalizzata, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (vedere paragrafo 4.4). Patologie renali e urinarie. Raro: ematuria, raro: glicosuria; nonnota ^a: oliguria, formazione di precipitato nei reni (reversibile). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: flebite, dolore nel sito di iniezione, piressia; raro:edema, brividi. Esami diagnostici. Non comune: aumento della creatininemia; non nota ^a: risultati falsi positivi al test di Coombs ^b, risultati falsi positivi al test della galattosemia ^b, risultati falsi positivi nei metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio ^b. ^a Sulla base delle segnalazioni post-commercializzazione. Poiche' tali reazioni sono riferite volontariamente da una popolazione di entita' incerta, non e' possibile stimarne in modo affidabile la frequenza,che viene pertanto definita "Non nota". ^b Vedere paragrafo 4.4. ^c Di solito reversibile con l'interruzione della somministrazione di ceftriaxone. Infezioni ed infestazioni: le segnalazioni di diarrea successiva all'uso di ceftriaxone potrebbero essere associate a Clostridium difficile. In questi casi e' necessario somministrare un'adeguata terapia a base di liquidi ed elettroliti (vedere paragrafo 4.4). Precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone: raramente sono state riferite reazioni avverse gravi, e in alcuni casi fatali, in neonati pretermine ein nati a termine (di eta' < 28 giorni) che erano stati trattati con ceftriaxone e calcio per via endovenosa. La presenza di precipitazionedel sale di calcio-ceftriaxone e' stata rilevata post mortem nei polmoni e nei reni. L'elevato rischio di precipitazione nei neonati e' unaconseguenza del loro basso volume ematico e della maggiore emivita diceftriaxone rispetto agli adulti (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Sono stati riferiti casi di precipitazione renale, principalmente in bambini sopra i 3 anni di eta' trattati con dosi giornaliere elevate (es.>= 80 mg/kg/die) o con dosi totali superiori a 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (es. restrizione di fluidi, pazienti costretti a letto). Il rischio di formazione di precipitato aumenta neipazienti immobilizzati o disidratati. Questo evento puo' essere sintomatico o asintomatico, puo' causare insufficienza renale e anuria ed e' reversibile interrompendo l'assunzione di ceftriaxone (vedere paragrafo 4.4). E' stata osservata precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone nelle colecisti, principalmente in pazienti trattati con dosi superiori alla dose standard raccomandata. Nei bambini, studi prospetticihanno dimostrato un'incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione per via endovenosa; in alcuni studi l'incidenza e' risultata superiore al 30%. Tale incidenza sembra essere inferiore somministrando le infusioni lentamente (20-30 minuti). Questo effetto e' generalmente asintomatico, ma in casi rari le precipitazioni sono state accompagnate da sintomi clinici, quali dolore, nausea e vomito. In questicasi e' raccomandato il trattamento sintomatico. La precipitazione e'generalmente reversibile con l'interruzione della somministrazione diceftriaxone (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quantopermette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasireazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravidanza: ceftriaxone attraversa la barriera placentare. I dati sull'uso di ceftriaxone nelle donne in gravidanza sono limitati. Gli studisugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sullosviluppo embrionale/fetale, perinatale e postnatale (vedere paragrafo5.3). Ceftriaxone deve essere somministrato durante la gravidanza, e in particolare durante il primo trimestre, soltanto se il beneficio supera il rischio. Allattamento: ceftriaxone e' escreto nel latte maternoa basse concentrazioni, ma alle dosi terapeutiche non si prevedono effetti sui bambini allattati al seno. Il rischio di diarrea e di infezione fungina delle mucose non puo' tuttavia essere escluso. Deve esserepresa in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Occorredecidere se interrompere l'allattamento al seno o se interrompere laterapia con ceftriaxone considerando il beneficio dell'allattamento alseno per il bambino ed il beneficio della terapia per la madre. Fertilita': dagli studi di riproduzione non sono emersi effetti avversi sulla fertilita' maschile o femminile.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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CEFRAG POLVERI INFUS INTRAVENOSO 2G
ALTRI ANTIBATTERICI BETA-LATTAMICI | Polvere per soluzione per infusione
Ci dispiace, ma secondo la banca dati questo prodotto non risulta in commercio.
CODICE ATC
438001
FORMA FARMACEUTICA
POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
CONFEZIONAMENTO
FLACONE
CONSERVAZIONE
NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE
SCADENZA
36 mesi
Proprietà
ANTIMICROBICI PER USO SISTEMICOANTIBATTERICI PER USO SISTEMICOALTRI ANTIBATTERICI BETA-LATTAMICICEFALOSPORINE DI TERZA GENERAZIONECEFTRIAXONE
Foglietto illustrativo
DENOMINAZIONE
CEFRAG 2 G POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antibatterico per uso sistemico.
PRINCIPI ATTIVI
Cefrag 2 g polvere per soluzione per infusione. Un flacone contiene ilprincipio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H 2 O 2,386 g, pari a ceftriaxone 2 g. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere 6.1.
ECCIPIENTI
Non presenti.
INDICAZIONI
Cefrag e' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni negli adulti e nei bambini, inclusi i neonati a termine (dalla nascita): meningite batterica, polmonite acquisita in comunita', polmonite acquisita inospedale, otite media acuta, infezioni intraddominali, infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite), infezioni delle ossa e delle articolazioni, infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, gonorrea, sifilide, endocardite batterica. Cefrag puo' essere impiegato: nel trattamento di esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti; nel trattamento di Borreliosi di Lyme disseminata (precoce [stadio II] e tardiva [stadio III]) negliadulti e nei bambini inclusi i neonati da 15 giorni di vita; nella profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico; nel trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica; nel trattamento di pazienti affetti da batteriemia che si manifesta in associazione a, o presumibilmente associata a, una qualsiasi delle infezioni sopra menzionate. Cefrag deve essere somministrato insieme ad altri agenti antibatterici laddove la possibile gamma di batteri causali non rientri nel suo spettro d'azione(vedere paragrafo 4.4). Fare riferimento alle linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli antibatterici.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' a ceftriaxone, a qualsiasi altra cefalosporina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Gravi reazioni di ipersensibilita' nell'anamnesi (es. reazioni anafilattiche) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta-lattamico (penicilline,monobattamici e carbapenemi). Ceftriaxone e' controindicato in caso di: - Neonati prematuri fino a una eta' post-mestruale di 41 settimane(eta' gestazionale + eta' cronologica)*; neonati a termine (fino a 28giorni di vita): con iperbilirubinemia, ittero oppure ipoalbuminemia oacidosi poiche' in tali patologie e' probabile che il legame della bilirubina venga compromesso*, se necessitano (o e' verosimile che necessitino) di un trattamento con calcio per via endovenosa oppure di infusioni contenenti calcio, per il rischio di precipitazione del sale dicalcio-ceftriaxone (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 6.2). * Studi condottiin vitro hanno dimostrato che ceftriaxone puo' spiazzare la bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica, ed e' possibile chein questi pazienti si sviluppi un'encefalopatia da bilirubina. Prima di somministrare un'iniezione intramuscolare di ceftriaxone con una soluzione di lidocaina come solvente, si deve escludere la presenza di controindicazioni alla lidocaina (vedere paragrafo 4.4). Vedere le informazioni contenute nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto della lidocaina, in special modo le controindicazioni. Le soluzioni di ceftriaxone contenenti lidocaina non devono mai essere somministrate pervia endovenosa.
POSOLOGIA
Posologia: la dose varia in base alla gravita', al livello di sensibilita', al sito e al tipo di infezione, all'eta' e alla funzionalita' epato-renale del paziente. Le dosi raccomandate nelle tabelle seguenti sono le dosi generalmente raccomandate in queste indicazioni. In casi particolarmente gravi, devono essere prese in considerazione dosi che rientrano tra i valori massimi dell'intervallo raccomandato. Adulti e bambini al di sopra di 12 anni di eta' (>= 50 kg). Dosaggio di ceftriaxone*: 1-2 g. Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Polmonite acquisita in comunita'; esacerbazioni acute della broncopneumopatiacronica ostruttiva; infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite). Dosaggio di ceftriaxone*:2 g. Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Polmonite acquisita in ospedale; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli;infezioni delle ossa e delle articolazioni. Dosaggio di ceftriaxone*:2-4 g. Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Trattamentodi pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza diun'infezione batterica; endocardite batterica; meningite batterica. *Nella batteriemia documentata devono essere presi in considerazione ivalori massimi dell'intervallo di dose raccomandato. ** Nel caso di somministrazione a dosaggi superiori a 2 g al giorno, puo' essere considerata la somministrazione due volte al giorno (ogni 12 ore). Indicazioni per gli adulti e i bambini al di sopra di 12 anni di eta' (>= 50 kg) che richiedono specifici schemi posologici. Otite media acuta: puo'essere somministrata una dose singola intramuscolare di Cefrag 1-2 g.Dati limitati suggeriscono che in caso di pazienti gravemente malati oin caso di fallimento della precedente terapia, Cefrag puo' risultareefficace quando somministrato per via intramuscolare alla dose giornaliera di 1-2 g per 3 giorni. Profilassi pre-operatoria delle infezionidel sito chirurgico: 2 g in singola somministrazione pre-operatoria.Gonorrea: 500 mg somministrati come dose singola intramuscolare. Sifilide: le dosi generalmente raccomandate sono 500 mg-1 g una volta al giorno, da aumentare a 2 g una volta al giorno per la neurosifilide, per10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Borreliosi di Lyme disseminata (precoce[stadio II] e tardiva [stadio III]): 2 g una volta al giorno per 14-21 giorni. La durata raccomandata del trattamento e' variabile e occorre fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Popolazione pediatrica. Neonati, lattanti e bambini da 15 giorni di vita a 12 anni di eta' (< 50 kg): ai bambini di peso corporeo pari o superiore a 50 kgdeve essere somministrato il dosaggio abituale degli adulti. Dosaggiodi ceftriaxone*: 50-80 mg/kg. Frequenza del trattamento**: una voltaal giorno. Infezioni intraddominali; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite); polmonite acquisita in comunita'; polmonite acquisita in ospedale. Dosaggio di ceftriaxone*: 50-100 mg/kg(max 4 g). Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Infezionicomplicate della cute e dei tessuti molli; infezioni delle ossa e delle articolazioni; trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. Dosaggio di ceftriaxone*: 80-100 mg/kg (max 4 g). Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Meningite batterica. Dosaggio di ceftriaxone*: 100 mg/kg(max 4 g). Frequenza del trattamento**: una volta al giorno. Endocardite batterica. * Nella batteriemia documentata devono essere presi inconsiderazione i valori massimi dell'intervallo di dose raccomandato.** Nel caso di somministrazione a dosaggi superiori a 2 g al giorno, puo' essere considerata la somministrazione due volte al giorno (ogni 12 ore). Indicazioni per i neonati, i lattanti e i bambini da 15 giornidi vita a 12 anni (< 50 kg) che richiedono specifici schemi posologici. Otite media acuta: per il trattamento iniziale dell'otite media acuta puo' essere somministrata una dose singola intramuscolare di Cefrag50 mg/kg. Dati limitati suggeriscono che in caso di bambini gravemente malati o in caso di fallimento della terapia iniziale, Cefrag puo' risultare efficace quando somministrato per via intramuscolare alla dose giornaliera di 50 mg/kg per 3 giorni. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico: 50-80 mg/kg in singola somministrazione pre-operatoria. Sifilide: le dosi generalmente raccomandate sono 75-100 mg/kg (max 4 g) una volta al giorno per 10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati molto limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionalio locali. Borreliosi di Lyme disseminata (precoce [stadio II] e tardiva [stadio III]): 50-80 mg/kg una volta al giorno per 14-21 giorni. Ladurata raccomandata del trattamento e' variabile e occorre fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Neonati da 0 a 14 giorni di vita: Cefrag e' controindicato nei neonati prematuri fino ad un'eta'post-mestruale di 41 settimane (eta' gestazionale + eta' cronologica). Dosaggio di ceftriaxone*: 20-50 mg/kg. Frequenza del trattamento: una volta al giorno. Infezioni intraddominali; infezioni complicate della cute e dei tessuti molli; infezioni complicate delle vie urinarie (inclusa la pielonefrite); polmonite acquisita in comunita'; polmonite acquisita in ospedale; infezioni delle ossa e delle articolazioni; trattamento di pazienti neutropenici con febbre in cui si sospetta la presenza di un'infezione batterica. Dosaggio di ceftriaxone*: 50 mg/kg. Frequenza del trattamento: una volta al giorno. Meningite batterica; endocardite batterica. * Nella batteriemia documentata devono essere presi in considerazione i valori massimi dell'intervallo di dose raccomandato. Non si deve eccedere la dose massima giornaliera di 50 mg/kg. Indicazioni per i neonati di 0-14 giorni di vita che necessitano di specifici schemi posologici. Otite media acuta: per il trattamento inizialedell'otite media acuta puo' essere somministrata una dose singola intramuscolare di CEFRAG 50 mg/kg. Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico: 20-50 mg/kg in singola somministrazione pre-operatoria. Sifilide: la dose generalmente raccomandata e' 50 mg/kg unavolta al giorno per 10-14 giorni. Le raccomandazioni sulla dose in caso di sifilide, neurosifilide inclusa, si basano su dati molto limitati. Fare riferimento alle linee guida nazionali o locali. Durata dellaterapia: la durata della terapia varia in relazione al decorso della malattia.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Encefalopatia: la comparsa dell'encefalopatia e' stata osservata con l'uso di ceftriaxone (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in pazienti anziani con compromissione renale severa (vedere paragrafo 4.2) o disturbi del sistema nervoso centrale. In caso di sospetta encefalopatia associata a ceftriaxone (ad es. diminuzione del livello di coscienza, alterazioni dello stato mentale, mioclono, convulsioni), si deve valutarela sospensione di ceftriaxone. Reazioni di ipersensibilita': come contutti gli agenti antibatterici beta-lattamici, sono state riferite reazioni di ipersensibilita' gravi e talora fatali (vedere paragrafo 4.8). Le reazioni di ipersensibilita' possono anche progredire fino allasindrome di Kounis, una grave reazione allergica che puo' causare infarto miocardico (vedere paragrafo 4.8). In caso di gravi reazioni di ipersensibilita', il trattamento con ceftriaxone deve essere interrottoimmediatamente e si devono istituire adeguate misure di emergenza. Prima di iniziare il trattamento, si deve stabilire se il paziente presenti una storia di gravi reazioni di ipersensibilita' a ceftriaxone, adaltre cefalosporine o a un qualsiasi altro tipo di agenti beta- lattamici. Occorre esercitare la debita cautela nel somministrare ceftriaxone a pazienti con anamnesi di ipersensibilita' non grave ad altri agenti beta-lattamici. Gravi reazioni cutanee (sindrome di Stevens Johnsono Sindrome di Lyell/necrolisi epidermica tossica e reazione da farmacocon eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)) che possono essere potenzialmente letali o letali, sono state osservate in associazione al trattamento con ceftriaxone; tuttavia, la frequenza di questi eventi none' nota (vedere paragrafo 4.8). Reazione di Jarisch-Herxheimer (JHR):alcuni pazienti con infezioni da spirochete potrebbero manifestare unareazione di Jarisch-Herxheimer (JHR) poco dopo l'avvio del trattamento con ceftriaxone. La JHR e' generalmente una condizione autolimitanteo che puo' essere gestita mediante trattamento sintomatico. Se si manifesta questa reazione, il trattamento antibiotico non deve essere interrotto. Interazione con altri prodotti contenenti calcio: sono statidescritti casi di reazioni fatali con precipitati di calcio-ceftriaxone nei polmoni e nei reni in neonati prematuri e in nati a termine di meno di un mese di vita. Almeno uno di loro aveva ricevuto ceftriaxonee calcio in momenti diversi e mediante linee endovenose diverse. Nei dati scientifici disponibili non vi sono segnalazioni di precipitati endovascolari confermati in pazienti, che non fossero neonati, trattaticon ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio o qualsiasi altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio maggiore di precipitazione di calcio-ceftriaxone rispetto ad altri gruppi di eta'. In pazienti di qualsiasi eta' ceftriaxone non deve essere miscelato, ne' somministrato in concomitanza,con soluzioni endovenose contenenti calcio, nemmeno mediante linee diinfusione diverse o in siti di infusione diversi. Tuttavia, in pazienti di piu' di 28 giorni di vita, ceftriaxone e le soluzioni contenenticalcio possono essere somministrati sequenzialmente, uno dopo l'altroa condizione che si utilizzino linee di infusione in punti diversi oche le linee di infusione siano sostituite o lavate bene con una soluzione salina fisiologica tra le due infusioni per evitare la formazionedi precipitati. Nei pazienti che necessitano di un'infusione continuacon soluzioni per la nutrizione parenterale totale (TPN) contenenti calcio, gli operatori sanitari possono valutare l'utilizzo di trattamenti antibatterici alternativi che non comportino un simile rischio di precipitazione . Se l'uso di ceftriaxone e' ritenuto necessario in pazienti che necessitano di una nutrizione continua, le soluzioni TPN e ceftriaxone possono essere somministrati simultaneamente, ma mediante linee di infusione diverse e in siti di infusione diversi. In alternativa, e' possibile interrompere l'infusione della soluzione TPN per il periodo necessario all'infusione di ceftriaxone, lavando le linee di infusione tra la somministrazione di una soluzione e l'altra (vedere paragrafi 4.3, 4.8, 5.2 e 6.2). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia di CEFRAG nei neonati, nei lattanti e nei bambini sono statestabilite per i dosaggi riporati nel paragrafo "Posologia e modo di somministrazione" (vedere paragrafo 4.2). Gli studi condotti hanno dimostrato che ceftriaxone, come alcune altre cefalosporine, puo' spiazzarela bilirubina dai suoi siti di legame con l'albumina sierica. Cefrage' controindicato sia nei neonati prematuri che nei neonati a terminea rischio di sviluppare encefalopatia da bilirubina (vedere paragrafo4.3). Anemia emolitica immuno-mediata: in pazienti trattati con antibatterici della classe delle cefalosporine, incluso Cefrag, e' stata osservata un'anemia emolitica immuno-mediata (vedere paragrafo 4.8). Durante il trattamento con Cefrag, sia in adulti sia in bambini, sono stati riferiti gravi casi di anemia emolitica, tra cui casi fatali. Se unpaziente sviluppa un'anemia durante la terapia con ceftriaxone, deve essere presa in considerazione la diagnosi di un'anemia associata allecefalosporine e ceftriaxone deve essere interrotto fino alla determinazione dell'eziologia. Trattamento a lungo termine: durante il trattamento prolungato si deve eseguire un esame emocromocitometrico a intervalli regolari. Colite/Crescita eccessiva dei microorganismi non sensibili: con quasi tutti gli agenti antibatterici, incluso ceftriaxone, sono state riferite colite associata ad agenti antibatterici e colite pseudomembranosa; la gravita' di tali affezioni puo' variare da lieve a potenzialmente letale. E' pertanto importante prendere in considerazione questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di ceftriaxone (vedere paragrafo 4.8). Si devono valutare l'interruzione della terapia con ceftriaxone e la somministrazione di un trattamento specifico per il Clostridium difficile. Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi. Comecon altri agenti antibatterici, possono verificarsi superinfezioni causate da microorganismi non sensibili. Grave insufficienza renale ed epatica: in caso di grave insufficienza renale ed epatica, si raccomandaun attento monitoraggio della sicurezza e dell'efficacia (vedere paragrafo 4.2). Interferenze con le analisi sierologiche: poiche' Cefrag puo' determinare risultati falsi positivi, puo' verificarsi una interferenza con il test di Coombs. Cefrag puo' determinare anche risultati falsi positivi nei test della galattosemia (vedere paragrafo 4.8). I metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi.
INTERAZIONI
I diluenti contenenti calcio, quali soluzione di Ringer o di Hartmann,non devono essere utilizzati per ricostituire i flaconcini di Cefrago per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per la somministrazione endovenosa poiche' puo' formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone puo' verificarsi anche quando ceftriaxoneviene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa linea disomministrazione endovenosa. Ceftriaxone non deve essere somministrato simultaneamente a soluzioni endovenose contenenti calcio, ivi comprese le infusioni continue contenenti calcio, quale la nutrizione parenterale mediante raccordo a Y. In pazienti non neonati, tuttavia ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati sequenzialmente a condizione che le linee di infusione siano lavate accuratamente con un liquido compatibile tra le due infusioni. Studi in vitro su plasma adulto e neonatale estratto dal sangue del cordone ombelicale hanno dimostrato che nei neonati il rischio di precipitazione dicalcio-ceftriaxone e' maggiore (vedere paragrafi 4.2, 4.3, 4.4, 4.8 e6.2). La somministrazione concomitante di anticoagulanti orali puo' aumentare l'effetto anticoagulante degli inibitori della vitamina-K e ilrischio di sanguinamento. Si raccomanda di monitorare frequentementel'International Normalised Ratio (INR) e di aggiustare la posologia del farmaco inibitore della vitamina-K sia durante che dopo il trattamento con ceftriaxone. Vi sono evidenze contrastanti sul potenziale incremento della tossicita' renale degli aminoglicosidi utilizzati con le cefalosporine. In questi casi, nella prassi clinica ci si deve attenerescrupolosamente al monitoraggio raccomandato dei livelli degli aminoglicosidi (e della funzionalita' renale). In uno studio in vitro sono stati osservati effetti antagonistici con la associazione di cloramfenicolo e ceftriaxone. La rilevanza clinica di questo effetto non e' nota. Non sono state riferite interazioni tra ceftriaxone e prodotti contenenti calcio somministrati per via orale, ne' interazioni tra ceftriaxone per via intramuscolare e prodotti contenenti calcio (per via endovenosa o orale). Nei pazienti trattati con ceftriaxone il test di Coombs puo' comportare risultati falsi positivi. Ceftriaxone, come altri antibiotici, puo' dare risultati falsi positivi nei test per la galattosemia. Analogamente, i metodi non enzimatici per la determinazione delglucosio nelle urine possono dare risultati falsi positivi. Per questaragione, la determinazione del livello di glucosio nell'urina durantela terapia con ceftriaxone deve essere eseguita con metodica enzimatica. Non e' stata osservata una compromissione della funzionalita' renale dopo la somministrazione concomitante di dosi elevate di ceftriaxone e potenti diuretici (quali la furosemide). La somministrazione concomitante di probenecid non riduce l'eliminazione di ceftriaxone.
EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse riferite con maggior frequenza con ceftriaxone sono eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, diarrea, rash e aumento degli enzimi epatici. I dati utilizzati per determinare la frequenza delle reazioni avverse associate a ceftriaxone sono stati tratti dagli studi clinici. Per la classificazione della frequenza ci si e' avvalsi della seguente convenzione: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 -< 1/10); non comune (>= 1/1000 - < 1/100); raro (>= 1/10000 - < 1/1000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei datidisponibili). Patologie cardiache. Non nota ^a: sindrome di Kounis. Infezioni ed infestazioni. Non comune: infezione fungina ai genitali; raro: colite pseudomembranosa ^b; non nota ^a: superinfezioni ^b. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia; non comune: granulocitopenia, anemia, coagulopatia; nonnota ^a: anemia emolitica ^b, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Non nota ^a: shock anafilattico, reazione anafilattica, reazione anafilattoide, ipersensibilita' ^b, reazione di Jarisch-Herxheimer (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema nervoso. Non comune:cefalea, capogiri; raro: encefalopatia; non nota ^a: convulsioni. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non nota ^a: vertigini. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea ^b, feci molli; non comune: nausea, vomito; non nota ^a: pancreatite ^b, stomatite, glossite. Patologieepatobiliari. Comune: aumento degli enzimi epatici; non nota ^a: formazione di precipitato nella colecisti ^b, kernittero, epatite ^c, epatite colestatica ^b,c. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Comune: rash; non comune: prurito; raro: orticaria; non nota ^a: sindrome di Stevens-Johnson ^b, necrolisi epidermica tossica ^b, eritema multiforme, pustolosi esantematica acuta generalizzata, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (vedere paragrafo 4.4). Patologie renali e urinarie. Raro: ematuria, raro: glicosuria; nonnota ^a: oliguria, formazione di precipitato nei reni (reversibile). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: flebite, dolore nel sito di iniezione, piressia; raro:edema, brividi. Esami diagnostici. Non comune: aumento della creatininemia; non nota ^a: risultati falsi positivi al test di Coombs ^b, risultati falsi positivi al test della galattosemia ^b, risultati falsi positivi nei metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio ^b. ^a Sulla base delle segnalazioni post-commercializzazione. Poiche' tali reazioni sono riferite volontariamente da una popolazione di entita' incerta, non e' possibile stimarne in modo affidabile la frequenza,che viene pertanto definita "Non nota". ^b Vedere paragrafo 4.4. ^c Di solito reversibile con l'interruzione della somministrazione di ceftriaxone. Infezioni ed infestazioni: le segnalazioni di diarrea successiva all'uso di ceftriaxone potrebbero essere associate a Clostridium difficile. In questi casi e' necessario somministrare un'adeguata terapia a base di liquidi ed elettroliti (vedere paragrafo 4.4). Precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone: raramente sono state riferite reazioni avverse gravi, e in alcuni casi fatali, in neonati pretermine ein nati a termine (di eta' < 28 giorni) che erano stati trattati con ceftriaxone e calcio per via endovenosa. La presenza di precipitazionedel sale di calcio-ceftriaxone e' stata rilevata post mortem nei polmoni e nei reni. L'elevato rischio di precipitazione nei neonati e' unaconseguenza del loro basso volume ematico e della maggiore emivita diceftriaxone rispetto agli adulti (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Sono stati riferiti casi di precipitazione renale, principalmente in bambini sopra i 3 anni di eta' trattati con dosi giornaliere elevate (es.>= 80 mg/kg/die) o con dosi totali superiori a 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (es. restrizione di fluidi, pazienti costretti a letto). Il rischio di formazione di precipitato aumenta neipazienti immobilizzati o disidratati. Questo evento puo' essere sintomatico o asintomatico, puo' causare insufficienza renale e anuria ed e' reversibile interrompendo l'assunzione di ceftriaxone (vedere paragrafo 4.4). E' stata osservata precipitazione del sale di calcio-ceftriaxone nelle colecisti, principalmente in pazienti trattati con dosi superiori alla dose standard raccomandata. Nei bambini, studi prospetticihanno dimostrato un'incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione per via endovenosa; in alcuni studi l'incidenza e' risultata superiore al 30%. Tale incidenza sembra essere inferiore somministrando le infusioni lentamente (20-30 minuti). Questo effetto e' generalmente asintomatico, ma in casi rari le precipitazioni sono state accompagnate da sintomi clinici, quali dolore, nausea e vomito. In questicasi e' raccomandato il trattamento sintomatico. La precipitazione e'generalmente reversibile con l'interruzione della somministrazione diceftriaxone (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quantopermette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasireazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: ceftriaxone attraversa la barriera placentare. I dati sull'uso di ceftriaxone nelle donne in gravidanza sono limitati. Gli studisugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sullosviluppo embrionale/fetale, perinatale e postnatale (vedere paragrafo5.3). Ceftriaxone deve essere somministrato durante la gravidanza, e in particolare durante il primo trimestre, soltanto se il beneficio supera il rischio. Allattamento: ceftriaxone e' escreto nel latte maternoa basse concentrazioni, ma alle dosi terapeutiche non si prevedono effetti sui bambini allattati al seno. Il rischio di diarrea e di infezione fungina delle mucose non puo' tuttavia essere escluso. Deve esserepresa in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Occorredecidere se interrompere l'allattamento al seno o se interrompere laterapia con ceftriaxone considerando il beneficio dell'allattamento alseno per il bambino ed il beneficio della terapia per la madre. Fertilita': dagli studi di riproduzione non sono emersi effetti avversi sulla fertilita' maschile o femminile.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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