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CORTROSYN DEPOT INTRAMUSCOLO 2 FIALE 1ML 1MG cod. 023099031

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Codice: 023099031 Codice EAN:
2 PREPARAZIONE INIETTABILE (tetracosactide: 1 ml 1 mg)
Codice ATC H01AA02 :
  • Preparati ormonali sistemici,escl.ormoni sessuali e insuline
  • Ormoni ipofisari, ipotalamici ed analoghi
  • Ormoni del lobo anteriore dell'ipofisi
  • Acth
  • Tetracosactide

Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: PREPARAZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: SCATOLA
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Scheda prodotto

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Ormone adrenocorticotropo.

INDICAZIONI

Puo' essere praticamente usato in tutti i casi in cui sono indicati iglicocorticosteroidi, purche' esista una sufficiente funzione surrenalica. Tali indicazioni comprendono: artrite reumatoide e malattie del collageno; dermopatie quali l'eritema essudativo multiforme, l'epidermolisi bollosa, il pemfigo, ecc.; stadi terminali di carcinomi (come coadiuvante); malattie di possibile origine auto-immune quali la colite ulcerosa, la malattia di Hashimoto, l'anemia emolitica, ecc. Puo' essere anche somministrato ad intervalli, all'inizio, durante e dopo terapia con corticoidi per stimolare la corteccia surrenale allo scopo di prevenirne l'atrofia o ristabilirne la funzionalita'. Riveste uno speciale interesse in pediatria poiche', al contrario dei glicocorticosteroidi, non ritarda la crescita staturale.USO DIAGNOSTICO. Puo' essere impiegato per la diagnosi della insufficienza surrenalica. Eseguire il dosaggio del cortisolo plasmatico immediatamente prima e 4-6 ore dopo una iniezione intramuscolare di 1 mg diCortrosyn Depot. Nei soggetti iposurrenalici e' indicato un ulterioreprelievo dopo 12-16 ore. Il primo risultato puo' essere poi approfondito con il dosaggio del cortisolo plasmatico dopo 3 ulteriori iniezioni a 24 ore di intervallo. Durante questo periodo alcuni casi di iposurrenalismo secondario possono mostrare una ripresa funzionale. La risposta alla prima iniezione indica l'entita' dell'atrofia o della distruzione delle surrenali; quella alle iniezioni successive la loro possibilita' di ripresa. Puo' anche essere impiegato il dosaggio dell'escrezione urinaria di cortisolo libero poiche' il suo tasso segue un andamento simile a quello della concentrazione del cortisolo plasmatico.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

L'uso di Cortrosyn Depot e' controindicato nei pazienti con sindrome di Cushing, sclerodermia, osteoporosi, affezioni micotiche sistemiche,herpes simplex oculare, recenti interventi chirurgici, ulcera pepticain atto o pregressa, insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione, psicosi acuta ed in caso di pregressi fenomeni di ipersensibilita' al tetracosactide.Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessita' sotto il diretto controllo del medico. I nati, le cui madri sono state trattate durante la gravidanza con alte dosi di Cortrosyn Depot, devono essere attentamente controllati, allo scopo di evidenziare eventuali segni di ipoadrenalismo.

POSOLOGIA

Adulti: 1 mg/die. Nei bambini le dosi debbono essere determinate a seconda dell'eta'. Come guida: bambini da 6 a 12 anni 0,5 mg/die; bambini < 6 anni: 0,25 mg/die. Gli intervalli fra le iniezioni si possono estendere a 2, 3 o piu' giorni quando il paziente risponde in maniera soddisfacente alla terapia e la sintomatologia diminuisce. Quando si inizia un trattamento con alte dosi di corticosteroidi (>40 mg di prednisone/die) che possono provocare una rapida e completa atrofia della corteccia surrenale, una contemporanea somministrazione di piccole dosi di Cortrosyn Depot puo' essere utile per prevenire tale atrofia. Durantela terapia prolungata con corticosteroidi Cortrosyn Depot puo' essereimpiegato per normalizzare la funzionalita' dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. E' stato recentemente sostenuto l'uso di piccole dosi di Cortrosyn Depot che non sopprimono completamente la funzione ipofisaria. Durante l'ultimo periodo di trattamento con ormoni corticosurrenalici, per esempio durante gli ultimi 3-4 giorni di terapia, solitamente si somministra 1 mg di Cortrosyn Depot al giorno. La dose da somministrare deve essere determinata a seconda del livello del cortisolo plasmatico del paziente. La posologia di mantenimento deve essere sempre la piu' bassa in grado di controllare la sintomatologia; la riduzione della posologia va sempre fatta gradualmente.

INTERAZIONI

Durante la terapia con Cortrosyn Depot si deve evitare di effettuare vaccinazioni antivaiolose; specie nei casi di terapia ad alte dosi, altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi a causa di possibili rischi di complicazioni neurologiche e di insufficiente risposta anticorpale. Nei casi di tubercolosi attiva l'uso del prodotto, insieme ad una appropriata terapia antitubercolare, va limitato ai casi di malattia fulminante o miliare; in pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina e' necessaria una stretta sorveglianza in quanto si puo' verificare una riattivazione della malattia. Nella terapia prolungata questi soggetti devono ricevere una chemioprofilassi.

EFFETTI INDESIDERATI

Ad alte dosi ed in caso di uso prolungato e continuato, puo' provocare ipertrofia del corticosurrene. Possono inoltre verificarsi effetti collaterali imputabili all'aumentata secrezione di corticosteroidi e precisamente: alterazioni dell'apparato muscolo-scheletrico quali osteoporosi, miopatie e fragilita' ossea; alterazioni a carico dell'apparatogastrointestinale fino alla comparsa ed alla riacutizzazione di ulcera peptica; alterazioni cutanee quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilita' della cute; alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalee ed aumento della pressione endocranica; disendocrinie quali irregolarita' mestruali, aspetto simil-cushingoide, interferenza con la funzione dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente nei momenti di stress; diminuita tollerabilita' ai glucidi con comparsa di diabete mellito latente, nonche' aumentato fabbisogno di farmaci ipoglicemizzanti in soggetti diabetici; complicazioni oftalmiche quali cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endoculare; negativizzazione del bilancio dell'azoto per cui si rende talvoltanecessario, in caso di trattamento prolungato, un maggior apporto proteico.