DIDROGYL ORALE GOCCE ORAL...

DIDROGYL ORALE GOCCE ORALI/LIQUIDO ORALE 10ML1,5MG/10ML

BRUNO FARMACEUTICI SpA - MINSAN 024139014

Ricetta medica ripetibile
Senza glutineSenza lattosio

Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.

CODICE ATC

060100

FORMA FARMACEUTICA

GOCCE ORALI SOLUZIONE

CONFEZIONAMENTO

FLACONCINO CONTAGOCCE

CONSERVAZIONE

AL RIPARO DALLA LUCE

SCADENZA

36 mesi

Proprietà

APPARATO GASTROINTESTINALE E METABOLISMOVITAMINEVITAMINE A E D, COMPRESE LE LORO ASSOCIAZIONIVITAMINA D ED ANALOGHICALCIFEDIOLO
DIDROGYL, 0,15 MG/ML, GOCCE ORALI, SOLUZIONE
Vitamina D ed analoghi.
1 ml di soluzione contiene il principio attivo: calcifediolo 0,15 mg.Eccipiente con effetto noto: glicole propilenico. 1 goccia contiene: =5 mcg di calcifediolo. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedereparagrafo 6.1.
Glicole propilenico.
Didrogyl e' indicato negli adulti per il trattamento: dell'osteomalacia nutrizionale (da carenza o malassorbimento), osteomalacia da anticonvulsivanti; dell'osteoporosi con componente osteomalacica, e dell'osteoporosi post-menopausale; dell'osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata; dell'ipocalcemia da affezioni epatiche; dell'ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio; della spasmofilia da carenza di vitamina D. Didrogyl e' indicato nei bambini per il trattamento: dell'ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo; dell'ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo idiopatico, da anticonvulsivanti; del rachitismo carenziale con ipocalcemia; dell'osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata.
Ipersensibilita' alla vitamina D o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; allattamento; ipercalcemia; ipercalciuria; ipervitaminosi D.
Posologia. Popolazione adulta. Sotto controllo della calciuria e dellacalcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate. Osteomalacia da carenza o malassorbimento o da anticonvulsivanti, osteoporosi con componente osteomalacica, osteoporosi post-menopausale, osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata, ipocalcemia da ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio o ipocalcemia da affezioni epatiche: 10-25gocce e piu' al giorno. Spasmofilia: 10 gocce al giorno (ridurre eventualmente secondo la calciuria a 3 gocce al giorno, o a 10 gocce allasettimana) in cicli terapeutici di 2-3 mesi, da ripetere al bisogno; oppure 30 gocce al giorno, con aggiunta di fosfato (1 g al mattino) e di magnesio (200 mg la sera) per 6 settimane, da ripetere da 3 a 4 volte all'anno. Per la spasmofilia, in assenza di risposta terapeutica, non si faranno piu' di due cicli terapeutici; allo stato attuale delle conoscenze la durata totale del trattamento non dovrebbe superare i 2 anni. Popolazione pediatrica. Sotto il controllo della calciuria e della calcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate. Ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo: 1 o 2 gocce al giorno per 5 giorni, in associazione con una calcioterapia. Rachitismo carenziale con ipocalcemia: 4-10 gocce al giorno, a seconda dei segni clinici e biologici, in associazione con una calcioterapia. Osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata: 4-15 gocce e piu' al giorno. Ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo e da anticonvulsivanti: 5-20 gocce algiorno. Modo di somministrazione: per ottenere un dosaggio esatto delle gocce, si tenga il flacone capovolto verticalmente sopra ad un bicchiere. Va assunto in un poco d'acqua, di latte o di succo di frutta. Oltre le 20 gocce, frazionare la posologia giornaliera in due o tre assunzioni.
Da conservare al riparo dalla luce. Per le condizioni di conservazionedopo la prima apertura vedere paragrafo 6.3.
Come per la vitamina D, la somministrazione di Didrogyl richiede un controllo ripetuto della calciuria e della calcemia al fine di evitare il rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.9). Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2). Qualsiasi calcemia pari a 105 mg/l deve fare interrompere il trattamento almeno per tre settimane; se la calciuria ammonta a piu' di 350 mg/die, occorre consigliare di bere molto (nell'adulto 2 litri d'acqua non calcarea al giorno); se supera i 500 mg/die, sara' prudente anche interrompere il trattamento per lo meno momentaneamente. Insufficienza cardiaca: e' necessario prestare particolare cautela in questi soggetti. Si dovra' provvedere al costante monitoraggio del calcio sierico, in particolare nei pazienti in cura con digitalici,poiche' si potrebbero verificare ipercalcemia e aritmie. Si raccomanda di effettuare il controllo della calcemia almeno due volte la settimana ad inizio trattamento. Sul piano medico generale e' richiesta cautela per l'uso di Didrogyl in pazienti affetti da malattie granulomatose (quali sarcoidosi ed infezioni da Mycobacterium) o in terapia con diuretici tiazidici, (soprattutto nei soggetti a rischio come gli anziani e le persone con funzione renale compromessa o iperparatiroidismo) dove esiste il rischio di possibile ipercalcemia. In tali casi e' utileil monitoraggio del 25(OH)D dopo l'inizio della terapia (vedere paragrafo 4.5). Pazienti obesi o in terapia con sequestranti degli acidi biliari, inibitori delle lipasi, sono a rischio di ipovitaminosi D, poiche', con meccanismi diversi, in queste condizioni esiste una possibilita' di riduzione dei livelli circolanti di vitamina D ematica. In questi casi va valutata l'opportunita' di un aggiustamento della posologiadopo attenta verifica dei livelli di 25(OH)D (vedere paragrafo 4.5).Per evitare eventuali sovradosaggi, e' opportuno informare i pazienti,i loro familiari e/o le persone che li assistono dell'importanza di attenersi ai dosaggi indicati ed alle raccomandazioni fornite in meritoa dieta e concomitante assunzione di integratori di calcio e/o di vitamina D (vedere paragrafo 4.5). Nel trattamento delle osteodistrofie renali con Didrogyl, e' opportuno sorvegliare la clearance della creatinina e non fare salire la calcemia oltre 95 mg per litro. Didrogyl deve essere usato con prudenza: nei soggetti immobilizzati, evitando la somministrazione di dosi elevate;- in condizioni di ipercalciuria o conprecedenti di litiasi calcica, se necessario riducendo la dose; quando associato ad altri preparati contenenti vitamina D o derivati, adeguando la dose per ridurre il rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo4.5 e 4.9). Il medicinale non e' controindicato nei soggetti affettida malattia celiaca. Popolazione pediatrica: nel bambino, la calciurianormale e' inferiore a 5 mg/kg/die. Informazioni importanti su alcunieccipienti: questo medicinale contiene 340 mg di propilene glicole per una dose pari a 10 gocce, equivalente a 4,92 mg/kg per un adulto di70 kg e a 17,2 mg/kg considerando un bambino di 20 kg. La co-somministrazione con qualsiasi substrato dell'alcol deidrogenasi come etanolo puo' indurre gravi effetti avversi nei neonati.
Quando si associa a preparati contenenti vitamina D o derivati, la dose di Didrogyl deve essere opportunamente calcolata (vedere paragrafo 4.4).Sequestranti degli acidi biliari (come colestipolo, colestiramina): possono legarsi alla componente lipofila della vitamina D riducendone l'assorbimento.Inibitori delle lipasi (come orlistat): possono ridurre l'assorbimento del calcifediolo. Paraffina ed oli minerali: a causadella liposolubilita' del calcifediolo, il prodotto potrebbe sciogliersi in paraffina dando luogo ad una riduzione dell'assorbimento intestinale. Si raccomanda, pertanto, l'uso di altri tipi di lassativo. Diuretici tiazidici: l'uso concomitante con supplementi di vitamina D puo'aumentare il rischio di ipercalcemia. Antibiotici: alcuni antibioticicome penicillina, neomicina e cloramfenicolo possono incrementare l'assorbimento del calcio. Inibitori del CYP3A: gli inibitori del citocromo P450, come ketoconazolo, atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, nefazodone, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina o voriconazolo, possono inibire gli enzimi coinvolti nel metabolismodella vitamina D (CYP24A1 e CYP27B1) e possono alterare i livelli sierici di calcifediolo. In caso di uso concomitante, puo' essere necessario un aggiustamento della dose di Didrogyl; le concentrazioni sieriche di 25-idrossivitamina D, iPTH e calcio sierico devono essere attentamente monitorate se il paziente inizia o interrompe la terapia con unpotente inibitore del CYP3A4. Fenitoina, fenobarbital, primidone ed altri induttori enzimatici: gli induttori enzimatici, aumentando il metabolismo epatico del calcifediolo, ne possono ridurre la concentrazioneplasmatica e di conseguenza gli effetti. Glicosidi cardiaci: il calcifediolo puo' provocare ipercalcemia; quest'ultima, a sua volta, puo' far aumentare gli effetti inotropi della digossina e la sua tossicita'portando alla comparsa di aritmie. Chelanti del fosfato come, per esempio, i sali di magnesio: poiche' la vitamina D esercita un effetto sultrasporto del fosfato nell'intestino, nei reni e nelle ossa, si puo'verificare ipermagnesemia. Il dosaggio dei chelanti del fosfato dovra'essere aggiustato in funzione delle concentrazioni sieriche di fosfato. Verapamil: alcuni studi hanno evidenziato una potenziale inibizionedell'azione antianginosa dovuta all'antagonismo d'azione dei due medicinali. Integratori di calcio: l'assunzione senza controllo clinico diulteriori preparati contenenti calcio deve essere evitata. Vitamina D: la co-somministrazione di qualsiasi analogo della vitamina D deve essere evitata in quanto puo' provocare effetti additivi e ipercalcemia.Corticosteroidi: contrastano gli effetti degli analoghi della vitamina D come il calcifediolo.
In corso di terapia con Didrogyl, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti indesiderati come evidenziato anche dall'esperienza post-marketing.La frequenza e la gravita' degli effetti indesiderati dipende dal dosaggio e dalla durata del trattamento; quelli di seguito riportati includono gli effetti indesiderati dovuti ad un uso a breve e alungo termine di DIDROGYL. Gli effetti indesiderati sono elencati secondo la Classificazione per Sistemi ed Organi (utilizzando la terminologia MedDRA) e secondo la seguente frequenza: molto comune (>= 1/10);comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>=1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenzanon puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita'. Patologie del sistema nervoso. Raro: vertigine, debolezza muscolare, disturbo sensoriale, ipotonia, iporesponsivo agli stimoli. Patologie cardiache. Raro: sincope. Patologie vascolari. Raro: calcificazione vascolare. Patologiegastrointestinali. Non comune: vomito, diarrea. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Raro: ipercalcemia, iperfosfatemia, sete, appetito ridotto, ipermagnesemia, disidratazione, alcalosi metabolica, ipervitaminosi d. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: prurito, eritema, dermatite esfoliativa; non nota: orticaria. Patologierenali e urinarie. Raro: ipercalciuria; molto raro: poliuria, nefrolitiasi, nefrocalcinosi, azotemia, calcolo uretrale, idronefrosi. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: maleBere, calcinosi, astenia, pireBia, alterazioni dell'andatura, brividi. Esami diagnostici. Raro: peso diminuito. Segnalazionedelle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e'importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiestodi segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravidanza: il sovradosaggio di vitamina D deve essere evitato durantela gravidanza perche' un'ipercalcemia prolungata nel bambino puo' portare a disturbi dello sviluppo fisico e mentale, stenosi aortica sopravalvolare e retinopatia. Non esistono studi controllati sul calcifediolo in donne in gravidanza. Gli studi condotti sugli animali hanno evidenziato tossicita' riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Durante la gravidanza, la vitamina D deve essere prescritta ai dosaggi piu' bassi. Allattamento: il calcifediolo viene escreto nel latte materno. Non si possono escludere rischi per il neonato/bambino allattato con latte materno. L'assunzione di elevate dosi di calcifediolo da parte della madre puo' dar luogo ad elevati livelli di calcitriolo nel latte e provocare ipercalcemia nei bambini. L'uso del medicinale e' controindicato durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.3).
  • Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
  • Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.