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FLUDARA 20CPR RIV 10MG

Produttore: GENZYME SRL
FARMACO MUTUABILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

FLUDARA 10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Agenti antineoplastici e immunomodulatori, analoghi della purina.

PRINCIPI ATTIVI

Ciascuna compressa rivestita con film contiene 10 mg di fludarabina fosfato.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, silice colloidale anidra, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Film di rivestimento: ipromellosa, talco, titanio diossido (E 171), ferro ossido giallo (E172), ferro ossido rosso (E172).

INDICAZIONI

Trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC) della linea B in pazienti adulti con sufficiente riserva midollare. Il trattamento di prima linea con il medicinale deve essere iniziato solo in pazienti adulti con patologia avanzata, stadio Rai III/IV (stadio Binet C), o RAI I/II (stadio Binet A/B), dove il paziente mostra i sintomi relativi alla malattia o e' evidente la progressione della malattia.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' alla fludarabina fosfato o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Danno renale con clearance della creatinina < 30 ml/min. Anemia emolitica scompensata. Allattamento.

POSOLOGIA

Posologia. La dose raccomandata e' 40 mg di fludarabina fosfato/m^2 di superficie corporea da somministrare quotidianamente per via orale per 5 giorni consecutivi ogni 28 giorni. Tale dose corrisponde a 1,6 volte la dose di fludarabina fosfato raccomandata per via endovenosa (25mg/m^2 di superficie corporea al giorno). Di seguito e' fornita una guida per la determinazione del numero di compresse di Fludara da somministrare. Superficie corporea (SC): 0,75-0,88 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla SC (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 30-35 mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 3 (30 mg). Superficie corporea (sc): 0,89-1,13 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla SC (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 36-45 mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 4 (40 mg). Superficie corporea (sc): 1,14-1,38 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla SC (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 46-55 mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 5 (50 mg). Superficie corporea (SC): 1,39-1,63 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla sc (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 56- 65mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 6 (60 mg). Superficie corporea (SC): 1,64-1,88 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla sc(arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 66-75 mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 7 (70 mg). Superficie corporea(sc): 1,89-2,13 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla SC (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 76-85 mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 8 (80 mg). Superficie corporea (SC):2,14-2,38 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla sc (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 86-95 mg/die. Numero dicpr/die (dose totale/die): 9 (90 mg). Superficie corporea (SC): 2,39-2,5 m^2. Dose giornaliera calcolata in base alla sc (arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero): 96-100 mg/die. Numero di cpr/die (dose totale/die): 10 (100 mg). La durata del trattamento dipende dal successo del trattamento stesso e dalla tollerabilita' del farmaco.Viene raccomandata la somministrazione del farmaco fino al raggiungimento della migliore risposta (remissione completa o parziale, generalmente 6 cicli di terapia), dopodiche' la somministrazione del medicinale deve essere sospesa. Ad eccezione dei pazienti con compromissione della funzionalita' renale per il primo ciclo di trattamento (inizio della terapia con il medicinale) non sono raccomandabili adattamenti del dosaggio. I pazienti sottoposti al trattamento con il farmaco devono essere attentamente seguiti per valutare la risposta e la tossicita' del trattamento. Il dosaggio individuale deve essere adattato con cautela in base alla tossicita' ematologica riscontrata. Nel caso in cui all'inizio del ciclo successivo la quantita' di cellule fosse troppo bassa per consentire di somministrare la dose raccomandata e si evidenziasse una mielosoppressione correlata al trattamento, il ciclo programmato deve essere rimandato fino a quando la conta dei granulociti non siasuperiore a 1,0 x 10^9 /l e quella delle piastrine a 100 x 10^9 /l. Il trattamento deve essere posticipato al massimo di due settimane. Qualora la conta dei granulociti e delle piastrine non recuperasse entro le due settimane, la dose deve essere ridotta secondo quanto suggeritodi seguito. Granulociti: 0,5 - 1,0 [109 /l]. Piastrine: 50 - 100 [10^9 /l]. Dose di fludarabina fosfato: 30 mg/m^2/die. Granulociti: < 0,5 [10^9 /l]. Piastrine: < 50 [10^9 /l]. Dose di fludarabina fosfato: 20 mg/m^2/die. La dose non va ridotta se la trombocitopenia e' correlata alla malattia. Qualora il paziente non rispondesse al trattamento dopodue cicli e non manifestasse tossicita' ematologica o ne manifestassein misura trascurabile, puo' esser preso in considerazione un cauto incremento delle dosi di fludarabina fosfato nei successivi cicli di trattamento. Pazienti con danno renale. Nei pazienti che presentano una ridotta funzionalita' renale le dosi devono essere adattate. Se la clearance della creatinina e' compresa tra 30 e 70 ml/min, la dose deve essere ridotta fino al 50% e il quadro ematologico deve essere accuratamente monitorato per valutare la tossicita'. Il trattamento con il farmaco e' controindicato in caso di clearance della creatinina inferiorea 30 ml/min. Pazienti con compromissione epatica. Non ci sono dati sull'impiego di Fludara in pazienti con compromissione epatica. In tale gruppo di pazienti il farmaco deve essere usato con cautela. Popolazione pediatrica. L'efficacia e la sicurezza del farmaco nei bambini al di sotto dei 18 anni di eta' non sono state stabilite. Percio' l'uso del medicinale non e' raccomandato nei bambini. Anziani Poiche' i dati sull'uso del farmaco negli anziani (> 75 anni) sono limitati, occorre cautela nella somministrazione del medicinale in questi pazienti. Nei pazienti di eta' superiore a 65 anni deve essere valutata la clearance della creatinina. Metodo di somministrazione. Il farmaco deve essere prescritto da un medico qualificato con esperienza nell'uso di terapie antineoplastiche. Il medicinale puo' essere assunto sia a stomaco vuoto che insieme agli alimenti. Le compresse devono essere deglutite intere con acqua, non devono essere masticate o spezzate.

CONSERVAZIONE

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'. Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Mielosoppressione. Grave soppressione midollare, in particolare anemia, trombocitopenia e neutropenia, sono state riscontrate in pazienti trattati con il medicinale. In uno studio di fase I con somministrazione intravenosa condotto su pazienti adulti con tumori solidi, il tempo mediano per il raggiungimento del nadir e' stato di 13 giorni (intervallo 3-25 giorni) per i granulociti e 16 giorni (intervallo 2-32) per le piastrine. La maggior parte dei pazienti presentava compromissione del quadro ematologico al basale a causa della malattia o come conseguenza di precedenti terapie mielosoppressive. Puo' essere osservata soppressione midollare cumulativa. Anche se la soppressione midollare indotta dalla chemioterapia e' spesso reversibile, la somministrazione di fludarabina fosfato richiede un accurato monitoraggio ematologico. La fludarabina fosfato e' un potente farmaco antineoplastico con effetti collaterali tossici potenzialmente gravi. I pazienti in corso di terapia devono essere attentamente controllati allo scopo di evidenziare segni di tossicita' ematologica o non ematologica. Si raccomandano controlli periodici del quadro ematologico allo scopo di identificare l'insorgenza di anemia, neutropenia e trombocitopenia. Sono stati osservatiin pazienti adulti numerosi casi di ipoplasia o aplasia delle tre linee cellulari del midollo osseo, che hanno portato a pancitopenia e, talvolta, alla morte. Nei casi riportati la durata della citopenia clinicamente rilevante ha avuto un intervallo che andava da circa 2 mesi a circa 1 anno. Questi episodi si sono verificati sia in pazienti precedentemente trattati che in pazienti non trattati precedentemente. Come per altri citotossici, deve essere esercitata cautela con fludarabina fosfato quando si prende in considerazione una successiva raccolta di cellule staminali ematopoietiche. Disturbi autoimmuni. Indipendentemente dalla presenza nell'anamnesi del paziente di processi autoimmuni o della risposta al test di Coombs, si sono verificati nel corso o successivamente al trattamento con il farmaco fenomeni di autoimmunita' chehanno posto il paziente in pericolo di vita e qualche volta si sono rivelati fatali. La maggior parte dei pazienti in cui si e' verificata anemia emolitica, hanno sviluppato una recidiva del processo emoliticoquando trattati nuovamente con il medicinale. I pazienti in trattamento con il medicinaledevono essere attentamente monitorati per i segni di emolisi. In caso di emolisi si raccomanda di sospendere la terapia con il farmaco. Emotrasfusione (con sangue irradiato, vedi sotto) e somministrazione di preparazioni contenenti adrenocorticosteroidi rappresentano i trattamenti piu' comuni per l'anemia emolitica autoimmune. Neurotossicita'. Non e' conosciuto l'effetto della somministrazione cronica del farmaco sul sistema nervoso centrale. Comunque, nell'ambito di alcuni studi clinici condotti per periodi di trattamento relativamente lunghi, i pazienti hanno tollerato la dose raccomandata anche quando sono stati somministrati fino a 26 cicli di terapia. I pazienti devono essere attentamente sorvegliati in relazione all'eventuale comparsadi sintomi da effetti secondari neurologici. Nel corso di studi clinici di determinazione della dose nei quali il medicinale e' stato somministrato endovena ad alte dosi in pazienti con leucemia acuta, sono stati osservati gravi effetti neurologici, comprendenti cecita', coma e morte. I sintomi si manifestavano tra il ventunesimo e il sesantesimo giorno dopo l'ultima somministrazione. Questa grave tossicita' a livello del sistema nervoso centrale e' stata riscontrata nel 36% dei pazienti trattati per via endovenosa con dosi circa quattro volte maggiori (96 mg/m^2/die per 5-7 giorni) a quella consigliata. In pazienti trattati alle dosi raccomandate per il trattamento della LLC si e' verificata grave tossicita' a livello del sistema nervoso centrale raramente (coma, convulsioni e agitazione) o non comunemente (confusione). Nell'esperienza successiva alla commercializzazione casi di neurotossicita' si sono riscontrati sia piu' precocemente che piu' tardivamente rispetto agli studi clinici. La somministrazione del farmaco puo' essere associata a leucoencefalopatia (LE), leucoencefalopatia tossica acuta (ATL), o a sindrome leucoencefalopatica posteriore reversibile (RPLS). Queste possono verificarsi: alla dose raccomandata; quando il farmaco viene somministrato in seguito, o in associazione, a medicinali noti peressere correlati con LE, ATL, RPLS; quando il farmaco e' somministrato in pazienti con altri fattori di rischio come irradiazione cranica ototale, trapianto di cellule ematopoietiche, malattia del trapianto contro l'ospite, danno renale o encefalopatia epatica. A dosi superioririspetto alla dose raccomandata. I sintomi di LE, ATL o RPLS possono includere mal di testa, nausea e vomito, convulsioni, disturbi della vista come perdita della vista, alterazioni sensoriali, e deficit neurologici focali. Ulteriori effetti possono includere neurite ottica, e papillite, confusione, sonnolenza, agitazione, paraparesi/quadriparesi,spasticita' muscolare e incontinenza. LE/ATL/RPLS possono essere irreversibili, pericolose per la vita, o fatali. In caso di LE, ATL o RPLSsospette, il trattamento con fludarabina deve essere interrotto. I pazienti devono essere monitorati e devono essere sottoposti a brain imaging, preferibilmente utilizzando la risonanza magnetica (MRI). Se la diagnosi e' confermata la terapia con fludarabina deve essere interrotta definitivamente. Sindrome da lisi tumorale La sindrome da lisi tumorale associata al trattamento con il farmaco si e' manifestata in pazienti LLC con grossa massa tumorale. Poiche' il farmaco puo' indurre una risposta fin dalla prima settimana di trattamento, si devono prendere precauzioni in quei pazienti che presentino il rischio di svilupparequesta complicazione e si raccomanda la loro ospedalizzazione duranteil primo ciclo di trattamento. Malattia da trapianto contro l'ospite associata a trasfusione Dopo trasfusione di sangue non irradiato, in pazienti trattati con il farmaco e' stata osservata la comparsa di malattia da trapianto contro l'ospite associata a trasfusione (reazione verso l'ospite da parte dei linfociti immunocompetenti trasfusi). L'esito di tale malattia e' stato fatale con frequenza alta. Pertanto, per minimizzare il rischio di malattia da trapianto contro l'ospite associata a trasfusione, i pazienti che richiedono trasfusioni e che siano o siano stati in trattamento con il farmaco dovranno ricevere esclusivamente sangue irradiato. Tumori della cute In alcuni pazienti e' stato osservato un peggioramento o riacutizzazione di preesistenti lesioni tumorali della cute nonche' nuova insorgenza di tumore cutaneo durante osuccessivamente alla terapia con il medicinale.

INTERAZIONI

In uno studio condotto con il farmaco per somministrazione endovenosaassociato a pentostatina (deossicoformicina) per il trattamento dellaleucemia linfatica cronica (LLC) refrattaria si e' evidenziata una inaccettabile alta incidenza di tossicita' polmonare con esito mortale. Non e' raccomandato quindi l'uso del medicinale associato a pentostatina. L'efficacia terapeutica del farmaco puo' essere ridotta dall'uso contemporaneo di dipiridamolo e altri inibitori dell'uptake dell'adenosina. Studi clinici ed esperimenti in vitro hanno dimostrato che, durante l'uso del farmaco in combinazione con citarabina, il picco di concentrazione di Ara-CTP (metabolita attivo della citarabina), cosi' come la sua esposizione intracellulare (AUC), aumentavano nelle cellule leucemiche. Le concentrazioni plasmatiche dell'Ara-C e la quota di eliminazione dell'Ara-CTP non sono state coinvolte. In una ricerca clinica, i parametri farmacocinetici dopo la somministrazione orale non sono risultati influenzati in maniera significativa dalla contemporanea assunzione di cibo.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Sulla base dell'esperienza con i farmaco, i piu' comuni effetti indesiderati comprendono mielosoppressione (neutropenia, trombocitopenia e anemia), infezioni compresa la polmonite, tosse, febbre, fatica, debolezza, nausea, vomito e diarrea. Altri effetti comunemente riportati sono: brividi di freddo, edema, malessere generale, neuropatia periferica, disturbi visivi, anoressia, mucositi, stomatiti e eruzioni cutanee. Gravi infezioni opportunistiche sono comparse in pazienti trattati con il medicinale. Sono stati riferiti anche esiti letali di gravi eventi avversi. Di seguito sono riportate le reazioni avverse in accordo con la classificazione per sistemi eorgani secondo MedDRA (MedDRA SOC). Le frequenze sono basate sui datiottenuti negli studi clinici senza riferimento alla relazione causalecon il medicinale. Le reazioni avverse rare sono state rilevate principalmente dall'esperienza successiva all'immissione in commercio. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezioni/ infezioni opportunistiche (come riattivazione virale latente, es. Leucoencefalopatia progressiva multifocale, herpes zoster virus, epstein-barr-virus), polmonite;raro: disturbo linfoproliferativo (ebv-associato). Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Comune: sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta (principalmente associata a trattamento precedente, concomitante o seguente con agenti alchilanti, inibitori della topoisomerasi o irradiazione). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: neutropenia, anemia, trombocitopenia; comune: mielosoppressione. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: disturbi autoimmuni (compresi anemia emolitica autoimmune, sindrome di evan, porpora trombocitopenica, emofilia acquisita, pemfigo). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: anoressia; non comune:sindrome da lisi tumorale (inclusi insufficienza renale, acidosi metabolica, iperkaliemia, ipocalcemia, iperuricemia, ematuria, cristalluria di acido urico, iperfosfatemia). Patologie del sistema nervoso. Comune: neuropatia periferica; non comune: confusione; raro: coma, convulsioni, agitazione. Patologie dell'occhio. Comune: disturbi visivi; raro: cecità, neurite ottica, neuropatia ottica. Patologie cardiache. Raro: insufficienza cardiaca, aritmia. Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche. Molto comune: tosse; non comune: tossicità polmonare (incluse fibrosi polmonare, polmonite, dispnea). Patologie gastrointestinali. Molto comune: vomito, diarrea, nausea; comune: stomatiti; non comune: emorragie gastrointestinali, alterazione degli enzimi pancreatici. Patologie epatobiliari. Non comune: alterazione degli enzimi epatici. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea; raro: tumore della pelle, necrolisi epidermica tossica (tipo di lyell), sindrome di stevens- johnson. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: febbre, fatica, debolezza; comune: edema, mucositi, brividi, malessere generale. E' elencato il termine MedDRA piu' appropriato per descrivere un certoevento avverso. Sinonimi o condizioni correlate non sono elencate, madevono comunque essere tenute in considerazione. I termini degli eventi avversi sono basati sulla versione 12.0 di MedDRA. All'interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravita'. Esperienza postmarketing con frequenza non nota: patologie del sistema nervoso; emorragia cerebrale. Leucoencefalopatia. Leucoencefalopatia tossica acuta. Sindrome leucoencefalopatica posteriore reversibile (RPLS). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche; emorragia del polmone; patologie renali ed urinarie; cistite emorragica. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale stesso. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazioneavversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazione-avversa.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Fertilita'. Le donne in eta' fertile devono essere avvertite del potenziale rischio per il feto. Sia gli uomini che le donne in eta' fertile sessualmente attivi devono adottare efficaci metodiche contraccettive durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l'interruzione dellostesso. Gravidanza. Dati preclinici nei ratti hanno dimostrato un trasferimento di Fludara e/o dei suoi metaboliti attraverso la placenta. I risultati di studi di embriotossicita' con somministrazione intravenosa effettuati su ratti e conigli hanno indicato un potenziale teratogeno e letale per l'embrione a dosi terapeutiche. I dati relativi all'uso del farmaco in donne nei primi tre mesi di gravidanza sono molto limitati: il medicinale non deve essere somministrato durante una gravidanza se non in caso di effettiva necessita' (es. se il paziente e' in pericolo di vita, mancanza di un trattamento alternativo piu' sicuro senza compromettere il beneficio terapeutico o casi in cui il trattamento non puo' essere evitato). Il medicinale puo' causare danni al feto.Il medico puo' considerare l'uso del farmaco solo se i benefici potenziali giustificano i rischi potenziali per il feto. Allattamento. Non e' noto se questo farmaco o i suoi metaboliti sono escreti nel latte umano. Vi e' comunque evidenza dai dati preclinici che la fludarabina fosfato e/o i metaboliti passano dal sangue materno al latte. A causa del potenziale rischio di reazioni avverse gravi al medicinale nei lattanti, il medicinale e' controindicato per le madri che allattano.

Codice: 029552039
Codice EAN:
Codice ATC: L01BB05
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Antimetaboliti
  • Analoghi della purina
  • Fludarabina
Temperatura di conservazione: conservare nella confezione originale
Forma farmaceutica: COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER